Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
24 marzo 2026 2 24 /03 /marzo /2026 13:00

Se Samuel Beckett, Clive Barker, Antoine Volodine e Raymond Chandler decidessero di incontrarsi per bere nel bel mezzo della notte, potete giurare che quel bar sarebbe gestito da Brian Evenson.

Orso Tosco, scrittore e traduttore di "Gli ultimi giorni"

Brian Evenson, Gli Ultimi Giorni, Nottetempo

"Gli ultimi giorni" (The Last Days, pubblicato in lingua originale nel 2019), di Brian Evenson (il secondo che mi ritrovo ad aver letto) nasce in realtà dall'unione di due lavori precedenti: il romanzo breve The Open Curtain (che ne costituisce la prima parte) e il suo seguito.

In Italia è stato pubblicato da Nottetempo nel 2023.

Il protagonista Kline viene aggredito e riporta l'amputazione della mano di netto. Per salvarsi la vita procede ad una cauterizzazione della ferita, ritrovandosi dopo a vivere in una condizione di straniante isolamento.

Viene contattato da una strana congrega il cui capo (ovviamente, dotato del carisma delle pluri-amputazioni) gli richiede di compiere un'indagine nel contesto di questa strana comunità.
Si tratta di una congrega di "amputati" (che conferiscono, in altri termini, un valore particolare all'amputazione e al loro numero. 
Sembrano essere tutti quanti dei fanatici esaltati, se non addirittura deliranti.
Kline viene considerato un personaggio "speciale", per il fatto che abbia provveduto da sé alla cauterizzazione della mano amputata, è divenuto per loro una sorta di "eroe", da imitare. 
Il fatto è che Kline, per accedere alle informazioni - riservate - che gli servono per portare avanti la sua indagine all'interno della comunità di amputati deve accettare di praticarsi o farsi praticare ulteriori mutilazioni. 

Una cosa folle che va avanti in un turbine di amputazioni subentrati.
Per contro vi è una contro-setta costituita dai "Paul", che si presentano tutti eguali (tutti con lo stesso nome) e portatori di una singola amputazione e che, vivendo anch'essi in una sorta di comunità chiusa, vogliono salvare Kline per assimilarlo all'interno del loro contesto, considerandolo come una specie di "messia" salvifico (la cui salvezza può scaturire soltanto dal fatto che lui accetti di rimanere all'interno della loro comunità).
Anche questa appare con una situazione folle.
Kline, alla fine, trova una via d'uscita che è è anch'essa, folle, paradossale, estrema

Con quest'opera Brian Evenson rivela di essere uno scrittore assolutamente estremo, in cui il grandguignol delle amputazioni (senza anestesia) si mescola e viene stemperato da un gusto per il grottesco e per il paradossale. 
La presenza degli amputati e la pratica della mutilazione assumono in questo contesto finzionale molteplici significati simbolici e filosofici, radicati in una critica feroce al fanatismo religioso e all'ossessione per la purezza. 
La mutilazione è dunque segno di Fede e Gerarchia: nella setta descritta da Evenson, l'amputazione non è da considerarsi una perdita, ma un guadagno spirituale.

La gerarchia del culto è basata sul numero e sulla gravità delle amputazioni: più un membro è mutilato, più è considerato vicino alla "perfezione" o a Dio.
Il corpo diventa così un campo di battaglia per dimostrare la propria devozione: privarsi di una parte fisica è visto come un atto di purificazione dal peccato o dal "mondo esterno". 
Si tratta di una rappresentazione che è al tempo stesso parodia del Fanatismo e della Religione
Evenson, che ha un passato legato alla comunità mormone da cui si è poi allontanato, usa gli amputati per rappresentare il fanatismo estremo:
La setta interpreta letteralmente i precetti di sacrificio, portandoli a conseguenze grottesche e assurde.
Il significato risiede nella critica ai modi in cui le ideologie possano trasformare la distruzione di sé (fisica o psicologica) in un valore morale positivo. 
Il protagonista, Kline, viene trascinato in questo mondo proprio perché ha perso una mano. Per la setta, la sua mancanza lo rende un "eletto", anche se per lui rappresenta un trauma. 
Sotto un profilo esistenziale, la mutilazione simboleggia la perdita di controllo dell'individuo sul proprio corpo e sulla propria vita di fronte a forze esterne (istituzioni, culti, destino).
In uno scenario "weird", gli amputati incarnano l'orrore del corpo (body horror), dove l'integrità fisica viene sacrificata in nome di una logica surreale e inquietante. 
Vi è inoltre declinato in molti modi (e sino alle conseguenze più estreme) il linguaggio del corpo "Ridotto"
Secondo diverse analisi critiche (come quella su Limina Rivista), la scrittura di Evenson stessa "mutila" il testo, usando uno stile asciutto e spietato che riflette la condizione dei personaggi. 
In sintesi, gli amputati rappresentano la follia del dogma che richiede la rinuncia a parti di sé per appartenere a un gruppo, trasformando l'invalidità (o le invalidità) in macabri simboli di status sociale e spirituale.

 

(Risvolto di copertina) Dopo l’amputazione di una mano Kline, agente sotto copertura, vive un’esistenza solitaria: trascorre il tempo nel suo appartamento, refrattario a qualsiasi tipo di contatto. Un giorno, però, il telefono squilla. “È la fortuna che bussa,” dicono due sconosciuti, offrono un’interessante opportunità di lavoro. Kline non ne vuole sapere ma i suoi interlocutori non stanno davvero chiedendo. Viene quindi portato controvoglia nel quartier generale della Confraternita della Mutilazione, ed entra nel mondo altro costruito da questa setta follemente fedele ai propri principi. Kline deve indagare su un omicidio avvenuto nella Confraternita, ma ogni apparente verità è il frammento di un’incomprensibile opera più grande, proprio come il suo braccio tronco che termina in una mano fantasma, inesistente eppure per lui vivissima.

Mentre tenta di farsi strada in un labirinto di menzogne, minacce e inganni, Kline scopre che la sua stessa sopravvivenza dipenderà da un atto di pura volontà ed emancipazione.

Nella sua ammirata postfazione Peter Straub considera Brian Evenson uno scrittore dell’estremo.
Gli ultimi giorni è un romanzo intenso e perturbante che guarda senza paura dentro l’abisso del cuore dell’uomo.

Brian Evenson

L'autore. Brian Evenson (Ames, Iowa, 1966) è scrittore, traduttore, critico e docente universitario.
Le sue opere gli sono valse numerosi riconoscimenti, tra cui il premio O. Henry per la narrativa breve e l’International Horror Guild Award. Con nottetempo ha già pubblicato i romanzi Gli ultimi giorni (2023) e Il padre della menzogna (2024). Con Canzone per il disfarsi del mondo ha vinto lo Shirley Jackson Award per la miglior raccolta di racconti.
Ex-membro della Chiesa mormone, la sua carriera di scrittore agli esordi è stata segnata dalle polemiche suscitate dal suo primo libro di racconti, Altmann's Tongue, che portò alle sue dimissioni dalla Brigham Young University sotto pressione delle autorità ecclesiastiche.

Leggi le prime pagine oppure scarica l'allegato

Condividi post
Repost0

commenti

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth