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2 dicembre 2020 3 02 /12 /dicembre /2020 06:54
foto di Eleonora Belitende, da rosalioblog

E siamo a dicembre
...
Un inizio davvero moscio
Mi sento spossato,
ciò nondimeno pronto a tirare la carretta
Come sempre,
con i miei costanti andirivieni e
i miei lavoretti campagnoli

In fondo, tirare la carretta
è qualcosa che contraddistingue
la nostra vicenda umana
(fatta salva, forse,
l'isola felice dell'infanzia)
giorno per giorno, sino alla fine
Oggi però è meglio,
mi sento più in forze
E, intanto, si dibatte accanitamente
sul "natalino" che ci attende
Che stupidate!

Stamane il cielo era grigio,
con nuvole incombenti
gonfie di pioggia
Ma i primi raggi di sole
si sono infiltrati tra di esse
e, sulla città affaccendata,
si è disteso un magnifico arcobaleno

iridescente


(foto di Eleonora Belitende, da rosalioblog)

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20 novembre 2020 5 20 /11 /novembre /2020 13:38
L'assurdo universo della città-ospedale

Ho sognato che ero all'interno di una città-ospedale enorme e labirintica.


Sembrava che questa struttura si estendesse per ogni dove, con corridoi interminabili su cui si aprivano porte che conducevano dentro sale di degenza grandi e piccole.

Ero lì perché dovevo andare in un posto ben preciso - ma quale fosse adesso non lo ricordo più.
Non riuscivo però ad arrivare mai: anche quando, per coprire distanze maggiori, mi imbarcavo sui bus navetta che circolavano di continuo.
Dovunque, attraversando spazi aperti e cortili vedevo giacere scompostamente e in pose strane i corpi ignudi di uomini e donne, ancora vivi, ma palesemente abbandonati alla loro sorte.
Dentro l’immenso ospedale c’erano anche le scuole di ogni ordine e grado. Ogni tanto mi imbattevo nelle scolaresche: e arrivavo persino alla scuola di mio mio figlio. Anche qui dovevo fare qualcosa, di sicuro parlavo con le sue maestre e poi me ne andavo.
La mia peregrinazione non aveva mai fine e mi sembrava che non sarei mai riuscito a venire fuori da questo assurdo universo

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15 novembre 2020 7 15 /11 /novembre /2020 05:02

Un tempo c'era un Maestro di Porta.
Da tempo se ne andato.
Forse è finito in cocci.
Se ne stava lì, a fare la guardia e, quando arrivava qualcuno, si levava galantemente il cappello che sovrastava il suo cappuccio rosso.
I visitatori, se volevano, potevano lasciare un obolo al loro passaggio: una monetina o un piccolo oggetto votivo...
Cose d'altri tempi...

Quando credevamo.

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12 novembre 2020 4 12 /11 /novembre /2020 20:48

Non so
La vena si è esaurita, forse
Terra sterile, aria avvelenata
Non ho voglia
Non riesco
Dove sono andati i fiori e le stelle?
Cammino in un deserto
tutto è uniforme,
grigio e senza colore
anche quando splende il sole
Provare, provare e riprovare
Non smettere, sino all'ultimo respiro
La radio va sempre
bla bla bla
musica
bla bla bla
professionisti della chiacchiera,
intrattenitori ciarlieri ed invadenti, sino all'ultimo
La pandemia colpisce forte e duro
Quanto sta penetrando il virus nell'immaginario,
nelle menti individuali?
Ancora una volta non so
Ma quello che vedo è che siamo tutti isolati
il nemico invisibile ha creato barriere invisibili
molto più forti  di quelle statuite per decreto
il deserto dei senza colore e dei senza emozione
Ognuno nel suo cubicolo invisibile
qualcuno osa salire sul pulpito dell'arroganza e predicare
parole inutili, parole sprecate
che vengono fuori dagli ego  inflazionati di alcuni
Ci dicono che il Natale potrà essere un buon Natale,
se seguiamo le regole
Ho pensato di cucinare un pollo ripieno, alé!
Ho pensato a mia madre che non è più qui,
che è nata nell'anno dell'epidemia influenzale
di un secolo fa.
Penso al suo sorriso e alla sua forza

Aspettiamo Godot, come sempre

 

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2 novembre 2020 1 02 /11 /novembre /2020 07:02
Medici della peste

Non sopporto, dico proprio NON sopporto tutti quelli che se ne stanno in situazioni di non possibile distanziamento (non dico “sociale”, perché l’accoppiamento dei due termini mi fa antipatia) portando la mascherina calata sino al mento oppure - peggio ancora - con il naso che incombe sopra la “face protection” come un’oscena proboscide.


Questa semplice misura -per non dire attenzione- dovrebbe essere alla portata della comprensione di tutti perché è necessario indossare la mascherina e, soprattutto indossarla correttamente. Per ciò, basta essere di intelligenza media: e anche i bambini sopra i sette anni si stanno adattando velocemente alle nuove regole. E loro lo fanno con facilità e senza sforzo, da quel che si può vedere.
Perchè?
Ma perchè la loro mente non è ancora stata inquinata dall’arroganza, dalla strafottenza e dalla “furbizia” di alcune esecrabili categorie di persone, tra le quali includerei - fatte salve alcune eccezioni - quella dei VIP e di certi personaggi politici di grido che, al contrario, proprio nei confronti della loro audience di riferimento in quanto "influencer" dovrebbero essere di esempio nel non indulgere in comportamenti di rischio in questi tempi tristanzuoli).

 

Due i casi: o gli esibizionisti sono gli arroganti, i furbi, gli strafottenti, oppure sono degli scaccolatori impenitenti che vogliono sempre mantenere una via d’accesso delle loro dita alle nari, per goduriosi lavori di scavo: non mi sembra che l’alternativa sia molto lusinghiera, in ogni caso.

 

Ho sentito dire alla radio che, se in una situazione di non distanziamento due persone, di cui una positiva asintomatica, indossano entrambe la mascherina il rischio di contagio per il non positivo si riduce al 7%, cosa indubbiamente significativa.

 


Quindi, indossare correttamente la mascherina è primariamente una forma di rispetto nei confronti del nostro prossimo: e ne discende che la misura primaria che abbiamo a disposizione per mitigare la diffusione del Coronavirus è appunto l’uso corretto della mascherina, come espressione di un senso forte di responsabilità individuale e di consapevolezza della propria efficacia nel promuovere strategie di contenimento (“io posso fare qualcosa”) e del senso di appartenenza ad una comunità.

 


Purtroppo, alcuni si sentono al disopra di tutto e di tutti e se ne fottono sia delle regole, sia delle buone norme sia, infine, del rispetto nei confronti dei propri simili e del senso di comunità: io ritengo che, in generale, non si debbano subire in silenzio simili oltraggi ma sempre si debba esprimere a voce alta il proprio dissenso, anche a costo di dover ricevere in contraccambio ingiurie e attacchi verbali da parte di coloro che girano con la loro proboscide nasale esposta...

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2 novembre 2020 1 02 /11 /novembre /2020 06:04

Questa notte, dopo lungo tempo, ho sognato mio padre. Camminava lungo il corridoio di casa, vestito di tutto punto in giacca e cravatta come quando si vestiva per andare al teatro, il volto atteggiato in un'espressione tesa e concentrata.
L'ho salutato pieno di gioia (poiché era da tanto che non mi visitava in sogno), ma lui ha proseguito il suo cammino, come se fosse troppo preoccupato per soffermarsi a rispondere. Cose più urgenti e gravi attiravano totalmente la sua attenzione, pensavo.
Io, nel sogno, ero allo stesso tempo bambinetto di pochi anni e adulto di molto più anziano di lui.

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20 luglio 2020 1 20 /07 /luglio /2020 08:40
Spiaggia di Cap d'Agde (foto di Maurizio Crispi)

Palla di ginepro in un bagno di sole

Vento contro vento
Vento che soffia instancabile

verso il mare colore del vino
Gabbiani volteggiano e planano
Tortore lanciano il loro richiamo
Refoli di finissima sabbia dorata
spostata dalle raffiche
tutto si copre d'un sottile velo giallino
perdendo i suoi contorni
Vecchi legni corrosi dalla salsedine
imbiancati come ossa calcinate
conchiglie - ed anche conchiglioni -
molte integre, altre frammentate
formano al limite della linea dell'alta marea
uno strato fitto ed aspro
come il letto di un fachiro,
bordi taglienti e affilati,

a volte il loro scintillio
e il disegno cangiante della loro superficie,
le infinite variazioni di colori 
attraggono lo sguardo e lo trattengono
un caicco all'orizzonte 
naviga in un mare di pagliuzze d'oro
 

Il cielo d'un intenso azzurro
solcato da nuvolette bianche
come tanti lievi batuffoli di cotone
I passeggiatori da spiaggia
vanno avanti ed indietro
a passo vigoroso o moscio,
a seconda dei gusti
Cazzi e seni al vento
Venditori gagliardi,
anche loro nudi 
con l'eccezione d'una scarsella per i denari
legata in vita,
spingono i loro carrelli con vigore,

allenandosi per la corsa di fine anno
in cui verrà premiato il più forte spingitore

cielo e nuvole ad Agde (foto di Maurizio Crispi)

Al limitare della linea delle dune
non dune mosse,
ma trattenute dalla crescita spontanea delle psammofile, 
dai filari di canneti piumati 
e dall'impianto di una fitta cortina di tamerici
semi-nascosti nell'ombra magra da esse generata
si scorgono i profili di pazienti sentinelle,
erte e vigili (ma tristanzuole)
con lo sguardo pronto a captare la più sottile anomalia
Tende tendalini, ombrelloni colorati,
ma oggi il vento se li porta via
Lo scavatore di fossi, impenitente ed alacre,
lavora alla realizzazione della sua trincea,
mentre il cercatore di oggetti d'oro e metalli pregiati
scannerizza la sabbia con il suo apparecchio,

alla ricerca di tesori smarriti
e tutto un mondo si dispiega davanti ai miei occhi

 

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28 maggio 2020 4 28 /05 /maggio /2020 12:50

Boh...
Boh..
.
Non ho scritto più granchè negli ultimi tempi, dopo un inizio alacre con il proposito di buttare giù un diario dei giorni del Covid 19.
Perchè? Innanzitutto, perchè ho avuto una pessima, connessione ad internet e, quindi, per lanciare in rete il benchè mininimo scritto dovevo stare davanti al PC per ore.
Poi, perchè mi sono assestato in una routine di lavori manuali in campagna e di attività all'aria aperta.

In verità,sotto il profilo meteo, non ci sono state cattive giornate  che mi spingessero a stare a lungo a casa.
Ma so che queste non sono valide giustificazioni.
Il fatto vero è che mi sono mancate l'ispirazione, la verve e la voglia di scrivere.
Per farlo devi avere anche degli interlocutori e devi poter sviluppare una connessione con molteplici soggetti con i quali intrattenere conversazioni feconde di spunti (specialmente nella vita reale, dei contatti social in rete ne abbiamo a iosa e anche su quelle conviene ogni tanto spegnere i riflettori).

Ho avuto a che fare invece con una tonnellata di libri, ma dei quali contrariamente alle mie abitudini non ho scritto alcuna osservazione/riflessione.
Del pari a rilento sono andato (forse, a dirla tutta, addirittura fermato) con i miei scritti sulla corsa nel mio magazine, ma quello è un campo di osservazione che ho ormai abbandonato da tempo.

Anzi, devo dire che la corsa e tutto ciò che vi è correlato, mi fa quasi antipatia. Sento che parlare di corsa di questi tempi è futile e fuor di luogo e non comprendo coloro che si ostinano a desiderare che tutto sia esattamente come prima. Certo è chei grandi eventi di corsa, quelli che vedono l'adunata di migliaia di personesaranno per un bel po' di tempo impraticabili.
Eventi che, nel frattempo, forse diventeranno desueti per lasciare posto a manifestazioni più di nicchia.

Sono quasi contento di questa forzata pausa, che per un attimo spegnerà le voci degli arroganti e degli arrivisti,di tutti quelli che del running hanno fatto un business. Sarà una pausa che, secondo me, potrebbe riportare indietro alla purezza delle origini della corsa amatoriale.

E, nel frattempo, tutti in pausa quanto meno rispetto agli eventi agonistici e agli assembramenti/happening. E fine anche dell'estrema retorica della corsa,spenti i microfoni e gli altoparlanti di speaker ufficiali prezzolati che inneggiano alla competitività

 


Sogni tantissimi, confusi e caotici, ma non li ho appuntati una sola volta e, in ogni caso, sono rapidamente svaniti, lasciandomi soltanto vaghe ipressioni, impossibili da tradurre in parole

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6 maggio 2020 3 06 /05 /maggio /2020 08:42
Ai tempi della pandemia influenzale 1918-1919

L'allarme di un appartamento suona ossessivo
E' come un trapano che penetra nel cervello
smette per un istante e poi ricomincia sempre eguale
qualcuno batte un tappeto.
il sole splende, annunciando il caldo che verrà
La pioggia è soltanto un lontano ricordo
I rondoni ancora non sono arrivati,
ma, in compenso, i cieli sopra Palermo
sono percorsi da miriadi di gabbiani
alla ricerca di cibo
ieri ho visto assembramenti
soprattutto giovani adolescenti
con la mascherina messa per finta

calata sotto il mento
oppure infilata al polso come un braccialetto
senza il rispetto della giusta distanza
per garantirsi dal possibile contagio
a respirarsi addosso l'un l'altro
ma anche famigliole e bambini sciamare festosi nei parchi cittadini
a celebrare la fine del confinamento,
ma senza alcun senso di responsabilità
la fine della reclusione forzata

Ma quale celebrazione
Il disastro incombe

 

Io cammino preoccupato
cercando di mantenere le distanze,
scantonando se qualcuno punta alla mia direzione
e minaccia di passarmi troppo vicino

I tempi di Covid non sono ancora passati
Covid c’è, c’è

 

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20 aprile 2020 1 20 /04 /aprile /2020 09:03
Fioritura del siliquastro (foto di Maurizio Crispi)

Aggiornamenti abbandonati...
Ed eccomi a fare un salto a ben due terzi di aprile, passata la Pasqua e la Pasquetta, blindati.
Me ne sono stato in campagna senza muovermi per niente.
Non so perché non ho scritto nulla, benché ci fossero numerose cose da dire e diversi spunti.
Forse perché, dopo un po', quella che sembrava una situazione eccezionale é diventata vita quotidiana e ordinaria.
Ci si adatta, insomma e finita la straordinarietà ci si appiattisce come le sogliole sul fondo sabbioso.
E ci parlano adesso della fase due, ipotetica e nebulosa. Tutti scalpitano e vorrebbero già essere nella fase quattro e cinque ancora non configurate.
Teorie complottiste continuano ad agitarsi inesauste.
Altri inneggiano alla ripresa della vita produttiva.
Altri invece dicono che non sarà concepibile vivere come prima dell'epidemia del coronavirus e sottolineano l'importanza delle misure di distanziamento sociale. E che brutta frase è questa!
Vagheggiano una vita prossima che verrà senza abbracci e senza strette di mano. C''è tutto un gran parlare di questo; e cosa dire della prossimità e della contiguità dei corpi? Secondo questi predittori di sventura quali dovrebbero essere gli scenari dell'intimità tra le persone?

Secondo costoro ci dovrebbero spettare scelte quantomeno monastiche...
Non so cosa dire.
Mi sento un po' frastornato.
Quali saranno in definitiva le verità ultime?
Ho mangiate favuzze e fave in questi giorni, visto che il campo ne è stato prodigo, senza che per questa volta interferisse la feroce e ingorda Lupa in modo destruente...

 

Ho sognato alcune notti fa di essere in un luogo affollato. Vi ero andato per accompagnare mio fratello che avrebbe dovuto essere lì per presenziare una riunione.
Arrivavamo sulla Tatamobile, io alla guida.
Ma non c'erano posti per parcheggiare, nemmeno di quelli riservati alle auto dei disabili.
Mi dicevano che, per forza, avrei dovuto fermarmi nel parcheggio a pagamento e che per la sosta avrei dovuto pagare 12.50 euro, anticipati.
Guardavo nel portafoglio ma non avevo soldi contati con me e nemmeno banconote. Non potevo in alcun modo pagare. Che fare?
Decidevo di andare a cercare un parcheggio libero più distante, possibilmente.
Mi mettevo alla ricerca dell'auto che non riuscivo più a nutrire (a trovare)
Mi trovavo in una specie di cittadella universitaria. Dovunque frotte di studenti, intenti a conversare, altri a studiare prima dell'esame, altri a fare colazione con merende al sacco improvvisate.
Un'atmosfera variopinta e colorata, ciarliera.
Ero basito.
Dell'auto nessuna traccia.
Arrivava l'uomo addetto alla verifica dei biglietti e mi diceva di non preoccuparmi più: l'auto l'aveva spostata lui in un parcheggio sicuro.
Dissolvenza.

 

Giornate ad Altavilla, diviso tra lavoretti campagnoli e altri di manutenzione.
E' venuto il contadino e assieme abbiamo fatto un campo con il sistema di irrigazione per paiantare delle piantine di pomodoro.

Staremo a vedere.
Le letture procedono a tutto spiano, mentre sono stato poco attento a ciò che accade nei social (ma lo sono mai stato?).
Sto leggendo (rileggendo) alcuni racconti di P. K. Dick, i primi da lui scritti, nel 1954, prima che diventasse famoso con il suo primo romanzo Lotteria spaziale.
Sono dei racconti davvero potenti e godibilissmi tutt'ora, dopo circa 70 anni.
Dick è veramente un maestro della Science Fiction.

Pomeriggi trascorsi invece sul divano, a guardare film su Netflix e a leggere.
Ogni tanto una passeggiata con la Flash, lunge le vie deserte di Santa Fe.

Santa Flavia e Via Consolare deserta (foto di Maurizio Crispi)

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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