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10 novembre 2018 6 10 /11 /novembre /2018 07:45
Locandina di Love (2015) di Gaspar Noè

 “Love” è un film erotico-esistenziale del 2015 scritto, diretto, prodotto e montato da Gaspar Noé, un regista di origini argentine che da tempo si è stabilito in Europa e autore di una filmografia, il cui filo rosso è stato definito come "il cinema del corpo", con immagini e rappresentazioni che vogliono illustrare senza veli e senza pudori la realtà fisica dei protagonisti.

Il film è incentrato sulla vita del giovane Murphy, studente americano in una scuola di cinema a Parigi, e della sua ex-fidanzata Electra, che Murphy ha frequentato per due anni (all'insegna di una passione amorosa senza mezzi termini e senza compromessi, totale e coinvolgente), prima di tradirla con  Omi, loro vicina di casa, rimasta poi incinta.

La gravidanza inaspettata di Omi pone fine - con grande astio da parte di Elektra - alla storia d'amore tra i due, intensa pur se anticonformista. Per Elektra, infatti, il deragliamento di Murphy è stato un tradimento imperdonabile, perchè - per accordo condiviso nel progetto di realizzare una fantasia comune - Murphy e Elektra avevano scelto  proprio Omi come partner sessuale in un terzetto trasgressivo che desse corpo e sostanze alle loro fantasie.
Qualche tempo dopo Murphy, infrangendo il codice di comportamento vigente in questi casi e approfittando di una momentanea assenza di Elektra, ha incontrato Omi per un rapporto esclusivo: da qui la percezione dell’imperdonabile tradimento da parte di Elektra.
Un giorno come tanti Murphy, quando è già diventato padre da due anni e si sente inscatolato in una routine familiare che non gli appartiene riceve una telefonata da Nora, la madre di Electra, che gli chiede se ha delle informazioni su sua figlia, dato che lei non ne riceve da diverso tempo.
Così il protagonista inizia a ripercorrere nella memoria la sua turbolenta e sregolata vita sentimentale con Electra, incluse le numerose trasgressioni di droga e di sesso che hanno compiuto assieme, alla ricerca del proprio piacere e per rafforzare il senso della condivisione e della complicità nel rapporto di coppia.
"Love" è decisamente un bel film che dimostra come si possa realizzare un’ottima cinematografica erotica senza veli e di qualità, abbinando assieme i temi dell’erotismo e gli stilemi del dramma essitenziale, in cui il protagnista intrappolato in una routine di vita nella quale non si riconosce più idealizza quel rappoerto amoroso del passato come fosse attinente ad una dimensione edenica ormai irrevocabilmente perduta.
Il film, inoltre, presenta senza pudore e senza veli alcuni trend contermporanei nei costumi sessuali, di una sessualità che, se da un lato continua a valorizzare i rapporti di coppia, dall’altro tende a diventare sempre più “liquida” e trasgressiva, ma sempre per far ritorno al "santuario" della coppia che anzi verrebbe ad essere rafforzata dalle trasgressioni condivise: è questo il senso della scena di sesso a tre oppure della frequentazione da parte dei due protagonisti di un locale scambista al quale i due approdano per consiglio di un commissario di polizia (davanti al quale Murphy è stato portato per via delle sue pbbliche intemperanze in preda alla gelosia nei confronti di Elektra), in modo tale da poter stemperare in una situazione di scambio di partner, condivisa ed esplicita, gli assalti e gli effetti della possessività esclusiva. Ma - come risulto essere in una comunità utopica del XIX secolo il cui fondatore aveva abolito il principio del rapporto di coppia esclusivo, considerato la causa della gelosia che finiva con l'avvelenare ed inquinare tutte le relazioni sociali, sostenendo viceverso il principio della promiscuità, assunta a regola di vita, la gelosia finisce sempre con il far la sua ricomparsa malgrado la "cura".
In questo senso “Love” è, a tutti gli effetti, un documento sul nostro tempo e delle derive contemporanee delle pratiche della sessualità cosiddetta "trasgressiva" che costiuisce certamente una delle forme di "sdoganamento" del Porno nella vita quotidiana, ponendo questo genere - o attitudine - entro i limiti posti dallo psichiatra e psicoterapeuta statunitense Robert J. Stoller che si è occupato di ciò in un uno studio di grande interesse, Il Porno. Miti per il XX secolo (Feltrinelli, 1993), opera fondamentale per la comprensione di alcune radici del fenomeno. In questo senso, siamo di fronte ad un'opera che testimonia efficacemente del processo illustrato nei numerosi saggi critici che compongono il volume "Il porno espanso: dal cinema ai nuovi media" (a cura di Enrico Biasin, Giovanna Maina, Federico Zecca, Mimesis, 2011).
Il lungometraggio, inolte, è come altri prodotti cinematografici d'avanguardia, un esempio notevole del fenomeno avanzato di "normalizzazione" dei linguaggi del Porno, cioè dell'abbattimento dei recinti dentro cui la rappresentazione pornografica stava racchiusa e che faceva sì che qualsiasi scena disesso esplicito oppure la visione integrale dei corpi dei protagonista, portassero immediatamente all'etichettatura di "pornografico" e facessero immediatamente scattare la repressione censoria.

Il film, che di recente è stato incluso nel portale Netflix, è stato presentato per la prima volta il 20 maggio 2015 al Festival di Cannes, mentre è stato distribuito nelle sale francesi dal 15 luglio dello stesso anno.
In Italia è stato presentato il 14 gennaio 2016 a Torino, durante il festival internazionale di cinema erotico Fish&Chips Film Festival.
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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