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22 settembre 2024 7 22 /09 /settembre /2024 07:01
Ascesa finale per il Madangad Foet

Sono all'interno d'una strana casa verticale
Tutto è oltremodo ripido
Qualsiasi spostamento mi procura le vertigini
Si tratta di scendere lungo una ripida scaletta con delle alzate fuori norma, con lo spazio dove poggiare il piede molto stretto
Ci si addentra (o meglio si scende) in una vasta sala ad anfiteatro ad assetto verticale
[e - lo dico qui come inciso - mi sono ricordato di quando, nel corso del mio viaggio in Messico, mi ritrovai a visitare la Piramide dell’Indovino, a Uxmal. La giornata era umida e piovosa. Tutto era grigio e da lontano vedevo i turisti che si arrampicavano su per la ripidissima scalinata, sorreggendosi ad una grossa catena che fungeva da appiglio e da sicura, come se stessero percorrendo una Ferrata. Mi vennero le vertigini solo a guardarli, soprattutto quelli arrivati alla sommità che parevano esili figurette in balia del vento e della pioggia: e mi rifiutai di compiere quell’ascensione]
In questo frangente, c’è anche Gabriel con me, ma presto - preso come sono a dovermi confrontare con il mio terrore cieco - lo perdo di vista
Rimango paralizzato su uno dei primi gradini della discesa
Non riesco a muovere il passo successivo e rimango, tremolante, a guardare il vuoto sotto di me che mi vuole inghiottire, famelico
No, no, no!
Non posso!
NO! 
NON VOGLIO!

Comincio ad arretrare, ansimante, in preda ad un'incontrollabile fame d'aria, con la fronte imperlata di sudore freddo
Sia come sia, riesco a cambiare direzione e, volgendo le spalle all’abisso, ritorno indietro, emergendo attraverso una specie di botola in uno spazio relativamente piano e senza precipizi di sorta
Traggo un grande sospiro di sollievo
E Gabriel?
Non c’è!
Oh deus! 
È rimasto là sotto!
Provo a chiamarlo, ma la mia voce è flebile, priva di forza
Si tratta di andar via, al più presto possibile, da questo posto folle
Immagino che, ovunque, vi possano essere trappole e trabocchetti
che possono ricondurmi a confrontarmi con il vuoto e con l’abisso
Gli abitanti della casa
mi guardano con sufficienza
e con commiserazione
perché non ho superato la loro prova ordalica
Alla fine Gabriel arriva,
fresco e pettinato
(ma lui ha fatto climbing e non ha paura del vuoto)

 

E ci incamminiamo per fare ritorno a casa
Dobbiamo viaggiare con la Metro e, dunque, scendiamo sottoterra per prendere il primo treno utile
E viaggiamo, viaggiamo
Il treno sfreccia silenzioso
Supera stazioni illuminate, 
con le pareti dipinte con colori sgargianti,
alcune deserte,
altre affollate di gente in attesa
E poi arriva il momento di scendere
Risaliamo le scale, 
attraversiamo atrii grandiosi,
camminiamo lungo interminabili corridoi
Poi mi giro, guardo, cerco
Gabriel non c’è più 
Ero immerso nei miei pensieri
e mi ero dimenticato di tenerlo d’occhio
Che fare?
Penso di chiamarlo con il telefono
Armeggio con il mio, facendo una serie di errori, lancio chiamate a destinatari sconosciuti, per poi accorgermi che il suo telefono ce l’ho io
Gabriel l’aveva infilato nella tasca laterale della mia bisaccia (senza però dirmi niente)
Non so che fare
Magari me ne starò fermo ad aspettarlo, confidando nel fatto che lui possa ritornare indietro e raggiungermi
Poi, mentre sto elucubrando, mi giro e Gabriel è lì con me!
Pensavo che ti fossi perso!, gli dico
E lui: No, papà, no! Sono stato con te tutto il tempo!
Riprendiamo il viaggio verso casa e abbandoniamo lo spazio chiuso della Metro per venire alla luce
Dove siamo?
Non ne ho idea alcuna!
Non riesco ad orientarmi!
Effetto di derealizzazione e spaesamento
Mi guardo attorno e vedo che ci ritroviamo nel bel mezzo di un’immensa area portuale, dove grandi bastimenti attraccano di continuo e altri partono
E’ difficile procedere perché tutti gli spazi sono ingombri di catene enormi e di grosse gomene e, inoltre, giganteschi muletti entrano ed escono di continuo dal ventre delle navi, spingendo grossi carichi di mercanzie, autotreni e pesanti container
Poi, all’improvviso, intravedo la sagoma familiare di Monte Pellegrino e allora grido di giubilo: Allora, siamo a casa! E vaiiiiiii!
Si tratta soltanto di trovare una via di uscita da questo scalo portuale così caotico
Spero che riusciremo a farcela,
prima o poi


Dissolvenza
 

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22 settembre 2024 7 22 /09 /settembre /2024 06:59

Questo sogno risale ad una decina di anni addietro.
Pubblicato come nota su Facebook, mai trascritto qui nel blog.
Lo faccio adesso.
E' un sogno che fa parte della serie dei "viaggi impossibili" o dei "viaggi con impedimento"

Maurizio Crispi

Una granded nave in arrivo a Palermo, vista da Monte Pellegrino, al primo chiarore del sole (foto di Maurizio Crispi)

Devo partire in nave

La partenza è prevista per le 20.30

E sono già le 20.00, ho ospiti a casa: e, ed proprio mentre sono intento a chiacchierare con loro che mi ricordo all'improvviso di questa partenza

Non ho ancora preparato nessun bagaglio

Cerco di mettere assieme il necessario, chiedendo agli ospiti di  aiutarmi a raccattare questo o quello

Ma loro sono più che altro d'intralcio

Si fa una gran confusione

A tratti scompare persino la borsa dove vorrei riporre il necessario

Manca sempre qualcosa di essenziale

Non capisco come io potrei ancora farcela a salire sulla maledetta nave. Forse, nemmeno un miracolo!

Ho la sensazione che il tempo stia per scadere e continuo ad affannarmi, sempre più trafelato.

Non mi arrendo, ma non riesco a concludere nulla: controllo di continuo la preparazione del bagaglio e manca sempre qualcosa. 

Mi profondo in spiegazioni, inciampo nella borsa sempre aperta, corro di qua e di là. 

Sembra che le stesse scene si ripetano di continuo, dando vita ad un incubo senza fine in un tempo dilatato.

All'improvviso, mi risveglio, angustiato.

Con un senso di sollievo, penso: "Ma io non devo partire. perchè allora tutto questo affanno?".

E mi sono riaddormentato tranquillo

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20 settembre 2024 5 20 /09 /settembre /2024 13:45
Dune

Vivo una realtà perturbante
É un mondo in cui esistono dei parassiti simbionti che hanno forma di sottili serpenti neri che si attaccano alle carni di un ospite, a sua insaputa, e poi penetrano all’interno del suo corpo per colonizzarlo.
Quando arrivano al suo cervello, ci si annidano dentro e ne prendono il controllo, relegando la mente dell’ospite (ciò che ne rimane) in un angolo e sopprimendone le funzioni.
L’Io e la volontà dell’ospite parassitato non possono più esprimersi e rimangono costretti in uno stato latente - semi-larvale - sino ad estinguersi
Terribile, no?
Niente di nuovo: sono cose che accadono nei romanzi e nei film di fantascienza…
Ma questo accadeva nel mio sogno
In particolare, mi accorgevo con la coda dell’occhio che qualcosa di nero si agitava dietro la mia testa e, con apprensione, comprendevo di essere stato attaccato da uno di questi esseri
Cercavo di divincolarmi
Allungavo la mano per staccare il verme dalle mie carni prima che penetrasse all'interno della mia teca cranica, senza riuscirci 
E mi svegliavo di colpo, ancora convinto della piena realtà di ciò che avevo appena sognato
Sogno o son desto?

Aiutooooooo!

Dirò qui che il giorno prima ero andato a farmi visitare dall’otorinolatingoiatra, che sulla base di ciò che gli ho detto mi ha sottoposto ad una visita delle corde vocale e del laringe. Per far ciò si è avvalso delle fibre ottiche, per avere una visualizzazione più netta
Ha preso un cavetto nero, apparentemente mente di gomma all’esterno, elastico e flessibile e me lo ha infilato nel naso, facendolo scorrere sino a farlo arrivare all’inizio della laringe.
Memore della pratica dei tamponi al tempo del Covid avevo immaginato che questa penetrazione sarebbe risultata dolorosa
Ed invece, no!  
Niente del genere!
Eppure non sono riuscito ad evitare la sensazione fastidiosa di sentirmi invaso
Forse è questa, nell’immediato, l’origine del vermicello nero che mi attacca subdolamente ed entra nella mia testa
Anche se, ovviamente, non tutto si risolve con una semplice spiegazione prosaica, poiché i nudi fatti della vita quotidiana si incrostano subito di significati profondi e archetipici

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15 settembre 2024 7 15 /09 /settembre /2024 07:06
Il Barone Rampante

Vivere galleggiando sulle cose
immerso nei mondi fittizi della lettura
(dove tutto è possibile)
Oppure seduto sul bordo d’una nuvola lenticolare
a guardare il mondo dabbasso
navigando lieve sopra gli accadimenti
Oppure ancora appollaiato su d'un albero
(come il barone rampante che fece solenne promessa) 
e non scendere mai giù o quasi
e magari costruire tra le sue fronde una piccola casetta
Avere nell’attrezzatura di base 
una scaletta retrattile
per poter salire
senza lasciare ad altri una via d’accesso

Non so

Una delle tre 
o anche tutte e tre assieme
combinate assieme in vario modo
Ero così prima,
e così sono anche adesso
un navigante delle nuvole
sempre pronto a saltar su
poco disposto a scender giù 

E il tempo trascorre

Qualcosa, prima o poi,
dovrà pur cambiare,
non so

Ma il fascino della nuvoletta
e dell’albero 
é potente
ed é difficile resistere
al loro richiamo

È facile salire,
più difficile scendere,
ma si sta troppo bene lassù 
Siamo solo in pochi
a stare sulle nuvole e sugli alberi
o con il naso ficcato 
tra le pagine di un libro

Vie di salvamento
Uscite di sicurezza

 

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15 settembre 2024 7 15 /09 /settembre /2024 03:55

Una mia piccola storiella di molti anni fa

Maurizio Crispi (15 settembre 2011)

La mia cagnetta Frida in un momento di relax (foto di Maurizio Crispi)

Questa mattina, mentre portavo a spasso la Frida, ho incrociato una signora che aveva al guinzaglio  tre cagnotti tracagnotti (tutti e tre minuscoli ed altezzosi, da "grembo" - come si suol dire...)...
Dall'altro lato, avanzava contegnosa una signora, anche lei portata al guinzaglio da un biancocane  (bianco come il bianconiglio) vecchiotto alquanto e dondolante sulle corte gambe.
Trafficato il marciapiede alle dieci del mattino!, ho pensato. 
Cose che succedono quando si è pensionati e non si è più costretti ad orari antelucani!
Un "tecnico" di qualcosa era intento, assieme ad un suo collega, a trascinare un grosso televisore demodé lungo lo stesso marciapiedi
Fatica improba, visto che il suddetto era poco più di un rottame con viscere catodiche oscenamente esposte e fili pendenti come nervi recisi.
Il tizio - moderno Sisifo - si è distolto un attimo dalla sua fatica e, evidentemente colpito dal profluvio di cani in transito, e - prendendo me come interlocutore privilegiato (forse per via dell'inevitabile complicità scaturente dall'appartenenza allo stesso sesso) - ha detto: "La prossima volta che nasco, voglio nascere cane... Almeno, la vita me la godo... senza pensieri".

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14 settembre 2024 6 14 /09 /settembre /2024 19:53
Titanic (dal web)

Anche questa volta
gran parte del sogno
s’e dileguata

Ero al termine d’un viaggio
e avrei dovuto imbarcarmi
su d’un bastimento:
non era ancora ormeggiato alla banchina
ma- pur senza vederlo - 
immaginavo che più che una nave da crociera
fosse un enorme transatlantico
(lo sapevo con matematica certezza),
imponente come il Titanic
oppure come alcune navi moderne
che hanno l’aspetto di case galleggianti
(Acqua di polpo! Acqua di polpo!
e ci sarebbe stato anche il Capitano Nemo?) 
Ma ancora la nave non c’era
Io attendevo che attraccasse
anche se ancora non se ne vedeva traccia,
neppure un ricciolo di fumo all’orizzonte
Ero arrivato in largo anticipo
(sulla base del vecchio adagio 
secondo cui “chi tardi arriva,
male alloggia”),
oppure era il bastimento 
a fare ritardo
Ma nessuno dava notizie aggiornate,
nessuno possedeva informazioni fresche
e, quindi, tutti aspettavano,
ma nessuno sembrava particolarmente preoccupato ciò,
mostrando piuttosto di vivere il momento
con allegrezza sincera e spensierata
La folla s’ingrossava sempre di più 
come un’onda
Guardando verso lo spazio aperto 
dell’oceano,
al di là delle costruzioni portuali e dei moli,
si potevano scorgere enormi marosi
gonfiarsi e poi frangersi
Uno spettacolo di bellezza terribile e, al tempo stesso, orrida
Come avrebbe fatto il bastimento 
ad entrare in porto?
E, in ogni caso, ci aspettavo un viaggio periglioso!
Ero con amici, altri compagni di viaggio,
che rimangono senza un volto,
avviluppati nel cono d’ombra
della mia memoria
Passeggiando inquieto 
in su e in giù 
scorgevo un’allegra comitiva
seduta ai tavoli d’un bar
con vista panoramica sul mare
Erano almeno una dozzina
quei commensali
Parevano ignari dell’attesa,
erano immersi in vivace conversazione,
con l’aria di divertirsi un mondo,
ridanciani, occhi vispi e gote arrossate
In questo gruppo riconosco 
la mamma,
la zia Mariannù, 
mio fratello,
ma c’è anche l’amica d’un tempo
All’inizio, penso di non farmi vedere,
standomene nascosto nella folla 
ad osservarli
Non vorrei perdere la mia autonomia 
ed essere risucchiato nella compagnia
ciarliera e spensierata
Poi m’impongo uno sforzo
Potrebbe essere l’occasione unica,
dopo tanto tempo che non li vedo,
di salutare i miei cari estinti
Mi avvicino
Sono qua anch’io!, dico
A quanto pare saremo tutti nella stessa barca!, aggiungo, 
nell’Arca che tutti ci conterrà
Li saluto tutti, uno per uno,
con solennità un po’ impacciata
Cingo il collo della mamma con un braccio,
esibendomi in un goffo ed inusitato
tentativo di abbraccio
Sono contento di quest’incontro,
ma farfugliando delle scuse
mi allontano subito dopo
Mi sento a disagio a stare troppo tempo con loro
Nssuno di quelli 
se ne da per inteso
e tutti continuano 
la loro conversazione,
ciarlieri e allegri 
Intanto continua l’attesa del bastimento
che mai arriva,
assediato da onde gigantesche


Ed io confinato qui,
sovraccaricato di pensieri tristi,
al termine del mio viaggio
in quello che mi pare
un porto delle anime


Non posso che pensare 
che quando verrà il mio momento
le anime di coloro che non sono più 
vi si daranno convegno,
in questo porto delle anime,
per accogliermi e accompagnarmi
nella traversata che ci attende
nel Mistero più insondabile

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13 settembre 2024 5 13 /09 /settembre /2024 10:46

Cammino all’alba
in una città vuota e silente
Le uniche presenze
simil-umane - o simulacri -
sono i manichini
che occhieggiano dalle vetrine

Sono appena rientrati
dalle loro scorribande notturne

Ed ora mi guardano,
enigmatici

Maurizio Crispi (24 aprile 2022)

Manichini, presenze enigmatiche nella città vuota: dalle immagini scattate nel corso di una passeggiata mattutina il 24 aprile 2022)

Manichini, presenze enigmatiche nella città vuota: dalle immagini scattate nel corso di una passeggiata mattutina il 24 aprile 2022)

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11 settembre 2024 3 11 /09 /settembre /2024 13:25
Mio fratello e io (autoscatto di Maurizio Crispi)

Di questi tempi non mi risveglio più con la capacità di ricordare sogni magnifici e sontuosi, la cui stesura richiede un tempo interminabile.
Mi sovvengono piuttosto sparuti brandelli, unici sopravvissuti d’un arazzo ben più ampio: e di questi devo accontentarmi
In questo sogno c’era mio fratello e tutto il senso della storia era quello di dotarlo di una serie di dispositivi che gli consentissero di vivere come in una “casa intelligente”, tale da poter essere del tutto autonomo malgrado le sue difficoltà motorie
Il progetto era interessante e molto articolato: tuttavia, mi rendevo conto che, pur nelle migliori intenzioni, qualcosa era sempre destinato a non funzionare e che anche i meccanismi più raffinati, supportati da AI o IA che dir si voglia erano destinati a fallire e a presentare degli inciampi, cosicché era sempre necessario che qualcuno - normalmente abile - fosse presente in veste di supervisore per sopperire al fallimento delle macchine
Quindi, questa casa intelligente era pur sempre soltanto un pallido surrogato
Mi rendevo conto che anche i più moderni dispositivi non avrebbero mai potuto regalare a mio fratello una maggiore forma di autonomia
Ricordavo nella fattispecie un dettaglio del sogno in cui mio fratello aveva indosso una sorta di imbracatura per stare in piedi da solo, guidata da un’intelligenza artificiale e connessa mediante microchip al suo stesso cervello
Era imbardato in modo a dir poco grottesco e, vedendolo così, pensavo che mai avrei potuto lasciarlo a sbrigarsela da solo (e non perché nel profondo della mia mente io sia un luddista anti-progresso e anti-modernizzazione)

 

Più o meno qui finiva il sogno

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11 settembre 2024 3 11 /09 /settembre /2024 11:46

E' un sogno di molti anni fa, mai trascritto in questo blog
Subito dopo annotai in calce, il 10 settembre 2012 alle ore 4,42, come segue:
"Forse questo sogno, mi ha preparato alla visita ad Auschwitz-Birkenau che mi attendeva poche ore dopo"

Polizia e dimostranti (dal web)

Cammino in un campo, portando una pianta ornamentale in un grosso vaso

Sono con altri e stiamo andando alla ricerca di pecore smarrite. C'è un grande capannone e gli altri vanno a guardarci dentro: appare in un pessimo stato di conservazione. Il legno delle pareti è marcito, il soffitto sfondato

Io continuo ad inoltrarmi per quel terreno, fino ad incrociare una strada sabbiosa che si estende da un lato e dall'altro a perdita d'occhio

Poso la pianta per riposare e vedo che sprofonda dentro un grosso buco (di cui non mi ero accorto del tutto, forse perché era schermato da un leggero cannucciato ricoperto di foglie)

Cerco di tirarla fuori, ma si è incastrata e temo che, forzando troppo, finisca per rompersi

Chiamo gli altri in aiuto e, intanto, guardando meglio, mi accorgo che lungo la strada - ad intervalli regolari di meno di 15 metri - sono scavati in fila regolare gli stessi identici buchi, probabilmente ottenuti con l'ausilio d'un imponente mezzo meccanico

Sono allarmato

Penso che qualcuno voglia chiudere completamente l'accesso alla strada, recintandola con un'alta barriera o un muro invalicabile

Chiamo gli altri a squarciagola, ma non mi sentono

Sono rimasto solo

Intanto, vedo giungere da lontano una grande quantità di furgoni della Polizia con i lampeggianti blu accesi: camminano a passo d'uomo, preceduti da centinaia di agenti in tuta antisommossa, armati di manganelli e con le visiere dei caschi abbassati

Sospingono davanti a sé, quasi fossero un branco di pecore spaventate, altre centinaia di persone in abiti civili, il frutto del loro perlustramento

Capisco che è ormai troppo tardi per fuggire e mi rassegno ad essere catturato anch'io. 

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10 settembre 2024 2 10 /09 /settembre /2024 16:09

Un fresco tramonto
dopo la calura del giorno
Momenti
Ginnasti
Saltimbanchi
Esteti del corpo
Dilettanti del pallone
e podisti tapascioni
o anche acuti corridori
Frotte di mamme e genitori
con bimbi ancora incerti sulle gambe
e ragazzetti vocianti
Tutti in attesa spensierata
degli ultimi aneliti
del giorno morente
dopo la morsa dell’afa

Un’immagine di ridente bellezza
e di spensieratezza

Maurizio Crispi (4 settembre 2024)

Villa Vincenzo Florio (Palermo), ex-villa dell’Atleta, accanto allo Stadio di Atletica (Case Rocca) - foto di Maurizio Crispi

Villa Vincenzo Florio (Palermo), ex-villa dell’Atleta, accanto allo Stadio di Atletica (Case Rocca) - foto di Maurizio Crispi

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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