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9 ottobre 2023 1 09 /10 /ottobre /2023 06:09

“And crawling on the planet's face,
some insects called the human race.
Lost in time, and lost in space.
And meaning.”

Richard O'Brien, The Rocky Horror Picture Show

Al crepuscolo (selfie di Maurizio Crispi)

Sono ad un evento sportivo, 
forse podistico, 
in veste di fotografo

 

Come di consuetudine,
mi muovo 
tra i numerosi convenuti 
scambiando battute vivaci
salutando i conoscenti
e facendo scatti su scatti,
di atmosfera e poi a singoli o a gruppi

Tutto si svolge all’interno 
di un’enorme edificio antico
di ciclopiche proporzioni,
dotato di spaziosi cortili interni
Potrebbe trattarsi delle Terme di Caracalla,
(o qualcosa del genere,
come quelle ancora più vaste di Diocleziano)

 

Alcuni cortili interni sono inaccessibili, però,
vietati al pubblico e transennati

 

Mi rendo conto che si sta facendo tardi
Ho un altro impegno urgente
(devo accompagnare mio figlio a scuola),
salto in auto e parto
Forse con me c’é qualcuno 
a cui sto dando un passaggio
(ma non ne sono certo,
né ricordo la sua identità)
Schizzo a forte velocità 
(cosa che non mi è usuale)

 

Poi mi rendo conto 
che la lunga via dritta 
che sto percorrendo a tutta birra
è invasa da una marea di manifestanti
che, camminando in direzione ostinata e contraria alla mia, 
si dirigono al luogo del loro raduno
con passo indolente,
con striscioni e stendardi
Sono centinaia 
e formano una massa compatta
Mi rendo conto del pericolo
(sto sfrecciando a quasi 100 all'ora)
e pigio il pedale del freno,
rilasciando al tempo stesso l’acceleratore
Mi pare che tutto debba risultare in una catastrofe
(una carneficina)
e ho il cuore in gola
Ma la manovra va a buon fine
e prendo a procedere a passo d’uomo
Ci sono altri mezzi motorizzati dietro di me
Forse anche una carrozzella,
tirata da un placido cavallo,
e la carretta di un fruttarolo
che cercano di sgattaiolare davanti a me

 

Si tratta adesso di passare
attraverso un grande portale di pietra,
ma il transito non è agevole,
perché dalla direzione opposta
continuano ad arrivare a centinaia i manifestanti
Poi, alla fine, si diradano
ed io mi infilo

 

Varcata la porta,
mi ritrovo in un mondo sconosciuto
un angolo di città 
mai visto prima
e non riesco a raccapezzarmi
Provo a mettere in funzione la app
del telefono
che anziché localizzarmi 
e darmi le indicazioni per casa
prende a blaterare con la sua voce metallica ed artificiale
un torrente di parole
per dire che il luogo dove sono finito 
é insicuro
e che devo andarmene al più presto
(Pericolo! Pericolo! Evacuare!)

 

Non so cosa fare
Sperimento un senso di estraniamento,
come se fossi smarrito 
nel tempo e nello spazio
(lost)

 

Provo a chiedere a qualcuno,
ma nessuno sa dirmi nulla
(alcuni reagiscono in modo ostile)
Sono come paralizzato
Il mio disagio aumenta a dismisura,
quando mi accorgo
che vicino a dove mi trovo
c’è un grande piazzale
dove sono adagiati i corpi di tanti
(non morti, forse feriti)
in caftani e jellaba 
e con le teste avvolte in turbanti
(o forse fasciate)
Forse, mi sembra anche di intravedere del sangue
sparso qua e là
e di sentire nelle narici
l'odore rugginoso del ferro
Cos’è successo?
Cerco di consultare un giornale
che ho con me,
alla ricerca di spiegazioni,
quando arriva una tizia
che me lo strappa dalle mani,
dicendo che quel giornale è suo
(bel tipo!)
e non c'é verso di riottenerlo
C'è una pila di altri giornali e rotocalchi 
posati sul sellino di una moto
parcheggiata lì vicino,
ma sono tutti consunti
e impregnati d'acqua

(dissolvenza)

Lost in Time and Space (Lord Huron)

Lost in time and space
Aimless drifting in a far off place
Hurtling through the vast unknown
Staring straight into the pure, black void
Drowning in the sea of stars
Lost in a galaxy of cocktail bars
Blinded by the neon lights
I lie awake and say your name into the night
I guess she's gone for good
She don't call me like I thought she would
She went west to chase her dreams
She took my money, but she didn't take me
Why go wander unknown worlds?
Stay right here and let the cosmos twirl
Blind without her source of light
I light a flame and say her name into the night
I don't know who I am, I don't know where I am
Lost in time and space
Aimless searching for a long, lost face
Haven't got a thing to lose
If I don't find her, gonna tie that noose
I quit my job and packed my car
Left in a hurry, and I've sure come far
Driving fast with no headlights
I'm wide awake, I say her name into the night
Oh, I'll find a way, I say your name into the night
I don't know who I am, I don't know where I am
I don't know who I am, I don't know where I am
I don't know who I am, I don't know where I am
I don't know who I am, I don't know where I am

 

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6 ottobre 2023 5 06 /10 /ottobre /2023 06:49
Dead Man Walking (foto di Maurizio Crispi)

Guardavo la luna in cielo,
una bella luna piena
nel suo massimo splendore

 

Mentre l’ammiravo,
il suo disco argenteo 
si colorava di rosso sangue, 
per frantumarsi subito dopo, 
cadendo in pezzi e grosse zolle
Poi, in un attimo, 
anche quei frammenti
si dissolvevano, 
lasciando un terribile vuoto nero,
appena trapunto di stelle

 

Attorno a me i boschi
continuano a bruciare
É ormai impossibile
spegnere i roghi

 

Altrove, le vie della città 
sono state svuotate dagli alberi,
ovunque rimangono soltanto
cupi mozziconi di tronchi
a ricordare ciò che vi era stato,
il rigoglio ombroso e il riparo offerto 
dalle canopie d’un tempo
Alberi vigorosi
che qualcuno in uno squallido ufficio,
con un tratto di penna
tracciato senza compassione
su di un ordine di servizio
ha deciso di abbattere
perché ritenuti ormai a fine vita
o pericolosi per i cittadini

 

Inondazioni
Esondazioni
Tremori e terremoti
Incendi smisurati 
L’invasione dei topi rossi e dei granchi blu
per non parlare delle cavallette giganti
Tappeti di automobili in marcia,
immobili nei mega-ingorghi 
e fumanti di gas di scarico
Epidemie e pandemie
Le guerre
Le migrazioni
Le estinzioni di massa
La luna e le stelle che cadono dal cielo
L’ira di Gaia e di Dio

 

Ecco il mondo che ci aspetta

 

Non c’è più tempo

 

La fine è ORA

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6 ottobre 2023 5 06 /10 /ottobre /2023 06:39
Con il cagnone black quando si fa sera (ovvero "due cani per strada") - foto di Maurizio Crispi

Un pomeriggio come tanti
senza onore e senza gloria
Merende 
Tivvú
Youtubenetflixyoutubenetflix

 

La ripetizione é il fondamento di tutto
La ripetizione é rassicurante
Giochi e teoria dei giochi
Un pizzico di musica da spotify 
Letture e letture,
un po’ di questo
e un po’ di quello

 

Poi seduto in panchina,
in attesa, da solo,
con il mio gran testone
Il fedele Black,
con il suo gran testone,
disteso ai miei piedi,
vigile

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5 ottobre 2023 4 05 /10 /ottobre /2023 07:27
Due cani per strada (selfie di Maurizio Crispi)

Sono in un sogno
E cammino con qualcuno
Devo fare qualcosa
Questo qualcuno non ha un volto
Poi, le sue sembianze si definiscono
E mi pare di riconoscerlo
Ciò mi rende inquieto
MI chiederete a questo punto chi fosse,
questo qualcuno senza volto
Ma, a questo punto,
la sua ombra è svanita del tutto
Eppure nel sogno
avveniva il disvelamento e io lo riconoscevo

 

Eravamo come due cani per strada
Facevamo cose
Camminavamo
Ci affaccendavamo
In realtà non accadeva nulla,
all'infuori di un'infinita ripetizione non sense

 

Due cani per strada

 

Due cani per strada

 

E poi mi sono alzato 
per uscire a passeggio con il mio amico Black

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1 ottobre 2023 7 01 /10 /ottobre /2023 06:58
Il lettore addormentato (foto di Alessandra Leone)

Viviamo
Pensiamo
Sogniamo
E poi dormiamo
Viviamo con dolore e con gioia,
ma solo se pensiamo,
se continuiamo a pensare
(mai smettere di pensare)
e a sognare
con il sogno
che ogni volta ci riempie
di meraviglia e di desiderio
e che ci conduce
dove non siamo mai stati,
oppure dove mai saremo
e talvolta anche dove già siamo stati

 

E questa notte
ci sono stati dei sogni
complicati e strani,
facilitati forse
dall’essere io,
per la prima volta dopo la calura,
imbozzolato in una copertina di pile
C’erano volti emergenti
dalle nebbie del passato,
del tempo di quando correvo,
e anche quelli di alcuni che non sono più
Parlavo con loro,
come fossero ancora vivi
e in buona salute
Parlando con loro, ricordavo,
riflettevo e cantavo in silenzio,
una canzone per i vivi
e una per gli estinti
che vivono ancora nella memoria

 

E non c’è altro da dire
se non che le giornate
si sono accorciate
La luce arriva più tardi
e la coltre di buio cala prima
e più veloce

 

Ancora una volta
l’anno si avvia a portare a termine il suo giro

 

Quanti giri ci aspettano
della ruota del tempo?

 

Nessuno lo sa,
nessuno può dirlo

Il lettore addormentato (foto di Alessandra Leone)

Due parole per raccontare la foto che correda questo post, il cui titolo (della foto) è "Il lettore addormentato".

 

Stavamo leggendo ad alta voce 
durante la siesta dopo pranzo, 
io nei panni del lettore
Poi, insensibilmente, 
sono scivolato nel sonno e nell'abbraccio di Morfeo,
mantenendo il mio assetto posturale precedente
Per me, il passaggio dalla veglia al sonno è fluido
e non richiede particolari sforzi
e nemmeno specifici rituali
(non sono uno che si sforza di "produrre sonno")
Come mi addormento,
così altrettanto fluidamente,
mi risveglio e riprendo a fare
ciò che stavo facendo prima,
come se niente fosse stato
Nell'addormentamento, inoltre, tendo a mantenere la postura 

che avevo nella fase di veglia
In questa foto,
sembra che stia facendo una breve pausa di riflessione 
su ciò che ho appena letto
Eppure sto dormendo
(e ho anche sognato
per quanto brevemente)
E... zacchete!
Qualcuno ha colto l'attimo…


(Il lettore addormentato, foto di Alessandra Leone)
 

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26 settembre 2023 2 26 /09 /settembre /2023 07:22
Un piccolo disegno ritrovato (foto di Maurizio Crispi)

A volte, rimettendo a posto, soprattutto quando altre mani hanno messo in disordine, senza conoscere il significato o le storie di singoli oggetti sparsi per casa, si ritrovano tracce smarrite o credute tali.
Si tratta di piccoli reperti - giocattolini intatti o loro frammenti -, foto o disegni che raccontano storie e che rappresentano transiti e passaggi in momenti antecedenti della propria vita.

È il caso di un piccolo disegno che mi venne regalato il 19 marzo 1986 (è datato sul retro), in occasione della festa dedicata s San Giuseppe e quindi nel giorno del papà. 

Il regalo proveniva da un bimbetto allora nemmeno decenne che mi era molto affezionato e a cui, di rimando, io ero altrettanto affezionato.

Il disegno in sé è piccolo - una miniatura - realizzato con tecnica mista (pastelli ed acquarello, forse) su di un foglietto rettangolare, 9,50X11,00 cm.
I colori sono un po’ sbiaditi, ma hanno resistito al tempo
Il disegno, policromo e ricco di dettagli, era racchiuso in una sottile cornice lievemente bombata, di colore celestino ed era ricoperto (e protetto) - a mo' di vetro dei quadri in cornice - da una sottile pellicola di plastica trasparente. 

La cornice purtroppo si è persa. Una realizzazione molto accurata nei minimi dettagli e fatta con molto amore.

Il soggetto è la casetta di Altavilla, con il cielo (nel quale si intravede un volo di uccelli) , la campagna circostante e la montagna alle spalle.
In basso a destra si intravedono quattro figurine, tra le quali ci sono sicuramente io e lo stesso autore del piccolo dipinto.

La rappresentazione agreste ispira serenità e pace bucolica.

Questo disegno mi é sempre stato molto caro.

Dopo il ritrovamento prezioso ho fatto questa riflessione che ho condiviso su Facebook.

Non c’è presente poiché il momento presente è effimero costretto tra quello futuro e il tempo passato e anche ciò che era futuro si trasforma in passato, in un'interminabile catena di ricordi che noi possiamo percorrere a ritroso ogni volta che possiamo e vogliamo, cercando di arrivare indietro il più possibile, ma senza mai raggiungere e padroneggiare quelli fondanti (e ci sono anche i ricordi estinti che rimangono come ombra o impressione)
Occorre coltivare i ricordi poiché su di essi poggia il nostro effimero presente e il nostro futuro che di continuo si trasforma in passato.
Perdere i propri ricordi é un po’ perdere se stessi.
Vivere senza ricordi è come stare in una casa vuota, spoglia, senza quadri, senza libri, senza oggetti personali.
Siamo sempre alla ricerca di un ricordo perduto e del suo tempo
”. 

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26 settembre 2023 2 26 /09 /settembre /2023 05:10

Tre sogni di treni: i sogni in cui sono di un treno e viaggio sono frequenti. Chi sa perché!
Forse per via del fatto che il Treno ha un elevato simbolismo o forse, perché in passato, per una consistente parte della mia vita ho viaggiato moltissimo in treno, poiché nella mia giovinezza i viaggi in aereo erano ancora molto costosi. Non so.
Comunque, il treno compare spesso nei miei sogni. E qui di seguito vi sono tre esempi relativamente recenti di questo tipo di sogni che ancora non avevo trascritto nel blog, ma soltanto nel mio profilo FB.

Maurizio Crispi

01. Un treno metafisico (26 settembre 2022)
treno in corsa (dal web)

Qualche notte fa ho sognato di essere su un treno
Il sogno era molto complicato,
ma dirò solo questa parte
che mi sembra più interessante e che ricordo meglio
Il treno viaggiava a tutta velocita
e percorreva la steppa siberiana
Io camminavo lungo il treno
e cercavo di arrivare alla sua testa
E, in effetti, ci riuscivo,
anche se il convoglio era molto lungo
Ad un certo punto non potevo andare oltre ero bloccato
Poi tornavo indietro
E cercavo di arrivare proprio alla coda del treno,
ma stavolta non riuscivo mai ad arrivare alla fine
Era come se il treno fosse infinito
Ed io comunque non riuscivo a muovermi abbastanza veloce
Lottavo contro la velocità del treno 
e rimanevo sempre ad un palmo dall'ultima carrozza,
senza mai potere arrivare in fondo
Pensavo che ciò succedeva
perché nella mia traslazione in avanti
io mi muovevo ad una velocità superiore a quella del treno
(la velocità del treno cui si aggiunge quella del mio spostamento in avanti),
un pelino più veloce, insomma
Mentre andando all'indietro, invece no
Io ero sempre più lento del treno
che rispetto a me guadagnava sempre strada
facendo sì che la coda del treno fosse per me irraggiungibile

 

Un problema metafisico oppure semplicemente fisico-matematico?

 

Non saprei, magari qualcuno mi saprà aiutare!

 

Durante il sogno succedevano tante altre cose, 
ma queste non le ricordo

02. Uscita da un treno in corsa (22 maggio 2023)1

Sono su di un treno
Decido di scendere ad una fermata prima della stazione
Il treno si ferma alla banchina 
con una scossa leggera e uno sbuffo
Le porte automatiche si aprono
Mi affretto verso la porta
Ma devo correre lungo molteplici
fughe di scale alla Escher
prima di raggiungerla
Come se il treno fosse a più piani
e io avessi viaggiato
proprio in cima
over the top
Arrivo alla porta 
quando già si sta chiudendo
e il treno si rimette in moto
Schizzo fuori
e con un rapido volteggio
cado sulla banchina
a gambe larghe,
leggermente flesse sulle ginocchia
Uscita perfetta
La prossima volta mi esibirò 
in un volteggio
Mancano solo
gli applausi degli spettatori,
gli sguardi stupefatti
e le grida di ammirazione

 

_____________________________
1. In realtà questo frammento era già stato pubblicato in un altro posto, con il titolo Due avventure oniriche

Treno in corsa (dal web)

03. Il sogno del treno mancato (15 marzo 2024)

Questa volta 
sogno di essere in viaggio, in auto 
Guido di notte 
lungo strade sconosciute,
dissestate,
impervie 
Ci sono altri viaggiatori insieme con me 
E' una corsa contro il tempo 
e sono costretto a guidare veloce,
malgrado lo stato della strada
Bisogna arrivare ad un certo orario
e in un certo posto 
per beccare la coincidenza di un treno 
Ricordo alcuni tratti pieni di buche 
Ricordo il momento in cui conducevo l'auto,
a velocità folle, 
lungo un rettifilo
senza alcuna illuminazione 
e dal fondo dissestato, 
pieno di fossi che fanno sobbalzare l'auto 
e disseminata di sassi che schizzano via
sotto le ruote
Ad un certo punto mi sembra 
quasi di poter perdere il controllo dell’auto
ma poi riesco a rimettermi in carreggiata,
evitando in extremis 
un rovinoso deragliamento
Siamo dei desperado
e tiriamo avanti,
costi quel che costi
Ma poi ce la facciamo!
Arriviamo così alla piccola stazione decentrata 
Mentre fermiamo l'auto, 
ecco che c’è un treno azzurro in arrivo
all’unica banchina 
É notte fonda
Ci dirigiamo a piedi 
verso l’edificio della stazione 
All’esterno non c’è nessuno,
un deserto 
Ma, l’interno, dove c’è una grande folla assiepata
non sembra quello 
d’una piccola stazione periferica,
bensì quello d'una stazione metropolitana 
C'è gente in attesa stravaccata
Altri in coda davanti agli sportelli della biglietteria 
Siamo in tanti
appicciati, stropicciati, vocianti
come in bazar d’oriente
Alcuni semplicemente attendono il proprio treno
Altri sono in coda davanti ai diversi sportelli
Altri cercano di acquistare uno snack 
da mettere sotto i denti,
chi una bibita o un cappuccino
Faccio un giro dei diversi sportelli della biglietteria,
cercando quello meno affollato
Sono in ansia 
Temo di non farcela 
Finalmente, dopo molto girare, 
vedo uno sportello libero 
e mi ci dirigo
Dietro il vetro c’è un’impiegata 
che chiacchiera facezie e ricette
con altri colleghi
Le dico: Presto! Presto!
Presto che è tardi! 
Devo fare il biglietto per il treno
appena arrivato sul binario 1 
e che sta per partire 
Mi giro e guardo fuori 
E vedo che il treno 
già si muove lungo il binario 
Prendere velocità e se ne va 
Il treno già partito 
Il treno è già partito 
Il treno che dovevo prendere! 
Come non detto, 
dico alla bigliettaia, 
mi hai fatto perdere tempo, mannaggia! 
Magari, se non stavi a chiacchierare 
come se ci fosse 
tutto il tempo del mondo 
Avresti potuto staccarmi il biglietto 
senza perder tempo 
e io sarei potuto saltare su quel treno

E invece sono rimasto a terra
(potrei riversare sulla bigliettaia 
ingiurie ed improperi,
ma - pur adirato -
riesco a mantenere il mio linguaggio forbito)

Mi trema la voce mentre recrimino

(dissolvenza)

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24 settembre 2023 7 24 /09 /settembre /2023 07:01
Dormiente in Nepal (foto di Maurizio Crispi)

C’è una processione votiva questa notte

 

La via è tutta addobbata di archi luminosi,
come si usa

 

Ci sono anche dei pali piantati per terra
ad intervalli irregolari
e, sulla loro superficie ricurva,
sono state inchiodate 
immagini sacre ed ex voto

 

Per terra, dormiente,
c’è uno 
Mi pare di conoscerlo,
ma non so dargli un nome
E' buttato nella cunetta, senza ritegno alcuno,
in mezzo a detriti vari,
pacchetti di sigarette vuoti,
cicche e boli di chewing gum
e un rivolo d'acqua fetida gli inzuppa i vestiti

 

Provo a riscuoterlo
dal sonno letale
Chi sei?
Dove vai?
A chi appartieni?
Sei solo?
gli chiedo
Apre gli occhi,
mi guarda confuso,
farfuglia poche parole incomprensibili,
e ripiomba nel sonno

 

Riprendo il mio cammino
Sono inquieto
Penso che quel dormiente
sia un segnale che mi è stato inviato
Ma da chi? E perché?

 

Mi arrovello,
senza giungere 
a nessuna conclusione

 

(dissolvenza)
 

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20 settembre 2023 3 20 /09 /settembre /2023 07:27
In compagnia del faccione nero (foto selfie di Maurizio Crispi)

Bisognava mettere a punto
un materiale audiovisivo
per farne un videoclip

 

Le prove tecniche andavano avanti a fatica
e si manifestavano molti e inattesi inconvenienti 
Era anche una lotta contro il tempo
perché c’erano delle scadenze da rispettare
Alla fine, senza aver concluso nulla,
staccavamo,
lasciando tutto il materiale e le attrezzature 
sparsi per terra
ed anche una grande quantità di tessere colorate
disseminate sul pavimento 
a formare un'estesa chiazza poli-cromatica

 

Prendevo la mia bici da corsa
per trasportala a spalla giù dalle scale
e notavo che il tubolare anteriore
era stato rappezzato malamente
Mi chiedevo se la riparazione
avrebbe retto al mio peso,
una volta che, giù in strada,
fossi balzato in sella
e avessi cominciato a pedalare

 

Pedala!
Pedala!
Pedala?

 

(Dissolvenza)

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16 settembre 2023 6 16 /09 /settembre /2023 14:11
cimbali devozionali

Oggi sono ossessionato
da un delicato suono di cimbali
che c’era al mio risveglio
e mi ha seguito dovunque andassi

 

Chi sa perché

 

Ho visto delle creature aliene
che hanno più di mille anni
(suono di cimbali)
Ho visto un fiume di fango e sabbia
invadere una città costiera in Libia
e oltre 10.000 i morti
(suono di cimbali)
Ho sentito d'un violento terremoto
nel medio Atlante in Marocco
e 3000 sono stati i morti (o forse più)
accertati sino ad ora
(suono di cimbali grave, come una campana a morto
e con una profonda vibrazione
)
Ho visto le immagini
di una favolosa Samarcanda
lungo la via della seta
e porta dell’Oriente misterioso dei sogni
(doppio suono di cimbali)
Ho visto la monnezza sui marciapiedi,
nei canali di scolo, nelle aiuole
(cimbali angelici)
Ho visto i fianchi di monti e colline
riarsi, strinati dal fuoco, anneriti, carbonizzati
(cimbali adirati)
Ho visto animali morti
abbandonati lungo la via
ad imputridire nel caldo asfissiante
(cimbali intristiti)

 

E cos’altro ho visto?
Migranti che arrivano a fiumi
E gente che blatera di volerli fermare
Ma non è possibile fermare il corso delle acque
e i fiumi corrono prepotentemente in avanti, a valle;
le maree salgono, salgono,
sempre di più
con lo sciogliersi dei ghiacci eterni
(cimbali imperiosi)

 

Cos’altro rimane?
Le guerre, la Guerra,
le torture, i bombardamenti,
la fame, la carestia,
l’uranio impoverito
(cimbali a morto)
Ho visto i quattro cavalieri
avvicinarsi furiosi al galoppo,
con i loro ominosi stendardi
e dietro di loro
un’ancora più temibile quinto cavaliere
(cimbali minacciosi)

 

La mia giornata è cominciata
con il suono etereo dei cimbali
e con i cimbali è finita

 

Vedremo come sarà domani,
se ancora i cimbali mi accompagneranno
e se avranno da dirmi qualcosa

 

Vorrei sentire soltanto
il loro suono angelico e vibrante
che annunci solo belle cose
e che aiuti le preci a salire in alto
verso il cielo
e a richiamare l’attenzione del dio
che a tutto sovrintende
(se ce n'è uno
e vorrei che ci fosse)

 

E risuona un ultimo e profondo suono
di cimbali di massiccio ottone

 

Lodatelo con cembali sonori,
lodatelo con cembali squillanti.

(dal Libro dei Salmi)

cémbalo (pop. tosc. cémbolo) s. m. [lat. cymbălum, dal gr. κύμβαλον]. – 1. Nome generico con cui già anticam. si indicarono varî strumenti a percussione, e più tardi anche strumenti a corda e tastiera, compreso il pianoforte; oggi è usato come sinon. di clavicembalo. Tra gli strumenti a percussione, oltre al piatto, designa una sorta di tamburello con un fondo solo, di cartapecora tesa sopra un cerchio sottile di legno fornito di sonagli, che si suona battendovi sopra con le nocche delle dita. 2. Al plur., cembali, strumento usato anticam. nei baccanali dai coribanti, formato di due dischi concavi di metallo, che percossi insieme davano un suono acutissimo. Per le locuz. fig. avere il capo, essere col capo in cembali, andare in cembali, v. cimbalo.

treccani.it

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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