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17 ottobre 2024 4 17 /10 /ottobre /2024 08:34

Futilità
Impermanenza
Sottile senso di insoddisfazione
davanti a qualcosa
che mi pare di non aver fatto bene,
ma non so cosa sia

“Papà, ma non ci pensi mai
a quando morirai?”

“Sì, figlio mio, adesso sì,
mi capita di pensarci più spesso”

“Peró, ora hai 75 anni
e sei ancora vivo”

“Figlio, andiamo avanti un passo alla volta.
Intanto, siamo qua assieme
e ti sto accompagnando a scuola
e questo è tanto”

Poi, una giornata di attesa infruttuosa

Maurizio Crispi (17 ottobre 2024)

Palme svettanti e nuvole (foto di Maurizio Crispi)

Palme svettanti e nuvole (foto di Maurizio Crispi)

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16 ottobre 2024 3 16 /10 /ottobre /2024 13:32
La Torre di Saruman (dal web)

Ho fatto un viaggio
lungo e complicato
ma tutto accadeva in un sol giorno
benché le vicende che vi si verificavano
avrebbero richiesto nella realtà 
un tempo ben maggiore
E, quindi, ero in un posto
dove si svolgeva un party
C’era un grande prato 
dove si affollavano gli ospiti
ciarlieri e vociferanti
e qualche ciarlatano
mescolato tra loro

Qui non ricordo granchè
Poi, al momento di andar via, 
indossavo un giaccone di velluto a coste
che mi stava troppo stretto
anche perché nelle tasche frontali
dovevo infilare un telefono fuori misura,
sicché sentivo una specie di piastrone rigido
che mi comprimeva fastidiosamente il ventre
come se avessi indosso un’armatura di ferro
oppure un carapace 
o uno scudo granitico
Arrivava il momento dei congedi
ordinari e straordinari
Andavo in bagno e, qui, 
per potere procedere alle mie necessità
dovevo liberarmi di tutta quell’armatura ingombrante 
che indossavo
Questo bagno era strano ed era tutto allagato, 
sicché era difficile muoversi senza scivolare
e senza mettere i piedi a guazzo
Poi partivamo e la strada che si snodava
lungo una spiaggia fiancheggiata da una distesa acquitrinosa
ogni tanto la strada si perdeva
e dovevamo andare a guado
Avevo il timore che il nostro mezzo potesse incagliarsi
Ero pronto a tutte le evenienze, 
e al tempo stesso mi sentivo in colpa 
poiché non avevo avvisato Alexa
(che non è la mia assistente virtuale) 
di questo mio viaggio in terre lontane
Arrivavamo, dopo molto procedere
per un tempo soggettivamente infinito, 
in un luogo 
dove v'era una torre altissima, 
una torre imponente ed esoterica
(così la pensavo), 
che - solo a guardarla - 
incuteva timore
Entravo all’interno della torre
attraverso un portale immenso,
decorato di gargolle 
raffiguranti esseri mitologici e fantastici
per ritrovarmi in uno spazio grande
quanto la navata di una cattedrale, 
ma sviluppato in verticale
Suoni incerti e misteriosi m’inquietavano,
ticchettii e sgocciolii, 
spicinii cristallini
ma anche rumori di passi veloci
e scalpiccii furtivi,
senza che vedessi nessun altro, 
voci sommesse e smorzate
Dall’alto scendeva  poi,
con un lieve fruscio,
un grosso libro
Intuivo che era per me 
Lo aprivo e scorrevo le sue pagine
ricoperte fittamente di segni 
a me sconosciuti
Cercavo di decifrare
ciò che vedevo
Scorrevo le righe con gli occhi,
pagina dopo pagina, 
febbrilmente
Ma non capivo,
non riuscivo a comprendere,
quelle parole rimanevano per me 
mute e senza senso
Eppure pensavo di avere per le mani
un libro arcano e prezioso
che avrebbe potuto rivelarmi
il significato nascosto di ogni cosa,
del mondo intero e del cosmo,
del vivere e del morire,
tutte le segrete formule,
sia quelle per giungere 
all’elevazione spirituale e all’ascesi, 
sia quelle per sprofondare 
nell’abiezione più assoluta
Il libro era legato ad una catenella
e, ad un certo punto,
mani invisibili 
(o era per via d’un ingranaggio
comandato a distanza), 
lo tiravano verso l’alto
ed io perdevo la presa su di esso,
benché avessi desiderato trattenerlo
con ogni fibra del mio essere
Evidentemente, lassù, 
nella stanza di comando,
era stato deciso
che il tempo della consultazione 
fosse scaduto

Guardavo verso l’alto
e il libro era ormai quasi del tutto scomparso
Potevo intravedere solo
un residuo biancore fluttuante
come le ali d’un grande albatro
in ascesa 
in volo concentrico
dentro la spazio ristretto
di quella navata verticale
Nella parete vedevo
aprirsi una porticina
da cui si affacciava Alexa,
per un solo attimo
Mi chiedevo se si trattasse 
di lei in carne ed ossa
o se non fosse piuttosto
una sua proiezione olografica
evanescente ed ingannevole
In ogni caso, 
ero contento di vederla,
di sapere che fosse lì con me,
realmente o virtualmente

Ma come avrei potuto fare
per raggiungerla?
Le pareti della navata erano lisce,
prive di appigli, inattaccabili
Forse avrei dovuto andare all’esterno
per studiare se vi fossero
altre vie d’accesso
Mi accorgevo 
con un senso di meraviglia 
che nelle pareti, pur lisce e levigate, 
erano incastonati oggetti di ogni tipo,
soprattutto giocattoli di plastica ed altri materiali,
tra i quali riconoscevo cavallucci a dondolo, tricicli 
e costruzioni lego già assemblate

Un altro mistero nel mistero

(Dissolvenza)

Il patriarca (foto distorta di Maurizio Crispi)

Poi c’era l’incontro con il patriarca di una famiglia di nobile lignaggio ed io mi trovavo in mezzo a dover fare gli onori di casa e a mettere costui e la consorte a proprio agio
Facevo di tutto per ingraziarmi quel patriarca scorbutico e di poche parole con la difficoltà aggiuntiva che parlava una lingua a me sconosciuta
Quindi, per ben intenderci dovevo utilizzare altri strumenti che non fossero le parole, come la mimica e la gestualità 
Mi ritrovavo a dover fare il Mimo malgrado la mia volontà contraria
Eppure, benché fossi (e sia) scarsamente propenso in ciò, i miei sforzi avevano successo
Vedevo che il patriarca aveva sempre più fiducia in me: lo avevo conquistato 
E, se prima si era fermato solo per poco, interrompendo il suo viaggio per una visita veloce, ora capivo che aveva deciso di trattenersi ben più a lungo ed io ero diventato il suo interprete 

Succedevano molte cose che non ricordo più 
Sembrava che io fossi infilato in un loop onirico in cui succedevano di continuo le stesse cose
Ripetizioni, ripetizioni a cui si aggiungevano, ad ogni tornata, solo pochi dettagli

(13 ottobre 2024)

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12 ottobre 2024 6 12 /10 /ottobre /2024 13:31
Alba dorata (foto di Maurizio Crispi)

Mi sono addormentato di botto
e ho dormito un sonno di piombo
Ho sognato
Per qualche motivo futile
andavo a casa di mio figlio grande
Non so, forse dovevo portare qualcosa,
o prender qualcosa, forse un libro,
o dei libri
Andavo prima da sua madre
E le dicevo che sarei entrato 
nell’appartamento contiguo,
quello di mio figlio,
anche se lui non c’era
La chiave, pur nuova e lucente,
stentava a girare nella toppa
Ma poi la serratura cedeva
Ed ero dentro
Nel mentre sopraggiungeva 
proprio lui, mio figlio
Era altero e di poche parole
Non sembrava interessato 
a sapere di me e del motivo
che mi aveva spinto 
ad andare a casa sua
Lui aveva fretta, 
era solo di passaggio,
aspettava altri amici
con i quali doveva incontrarsi 
di lì a poco
per andare ad una di quelle serate turbinose,
di musiche, strepiti e danze
Rimaneva tutto in sospeso
Le parole restavano non dette

Presto tutto crollerà 
o comunque finirà 
Case ed edifici che si erano pensati eterni
cederanno logorate dal peso degli anni
Le tubature cederanno
Le mura vetuste si sgretoleranno
E noi che abbiamo vissuto per anni
chiusi in una fortezza impenetrabile
vedremo crollare
una per una 
le nostre difese,
bastioni, casematte,
camminamenti di controscarpa,
passaggi sotterranei e rifugi anti-atomici
e saremo vulnerabili ed esposti,
improvvisamente fragili, 
come tartarughe private del loro scudo

Alla fine nulla rimarrà,
solo puzzo di bruciato,
una pioggia lenta di cenere grigia
e le pagine sparse e corrose
di chissà quali libri smembrati
si solleveranno in volo
sospinte dalle brezze letali,
come un turbinio di foglie accartocciate
danzanti una danza di morte
dopo l’olocausto nucleare e le piogge nere

Monte dell'alba (foto di Maurizio Crispi)

Monte dell'alba (foto di Maurizio Crispi)

Risveglio

Sentore di legna bruciata
Aria fresca e frizzante
Luce dorata
Monti dorati
Alba dorata
Il mattino ha l’oro in bocca

Poi,
uno sparo rompe l’armonia

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12 ottobre 2024 6 12 /10 /ottobre /2024 12:13
Essere bifronte (foto di Maurizio Crispi)

Sono in una piccola cittadina di montagna, dove - a quanto comprendo - ha luogo un convegno di psichiatria 
Io sono lì per altri motivi
Corro 
Sto facendo il mio allenamento quotidiano
Vedo tanti che a piedi si dirigono verso la sede dell’evento
Da qualche parte c’è anche mio fratello, anche se non lo vedo
Sì, che c’è!
Percorro a piedi, a passo di corsa, la strada principale del piccolo paese
Ci sono spesso ostacoli da superare 
Per esempio, c’è un energumeno con un cane di grossa taglia al guinzaglio che è irrequieto, tira e si agita, abbaia e ringhia
E c’è anche un bambinetto con un orsacchiotto di pezza sotto braccio e per via del trambusto e dell'agitazione del cagnone ha un’aria spaventata
L’uomo urla e lo terrorizza ancora di più, inducendolo ad una sorta di catatonia reattiva
Intuisco che l’uomo con il cane é il padre del ragazzino e che con i suoi modi ruvidi sta cercando di fargli superare la paura del cane: senza alcun tatto e ottenendo con il suo comportamento rozzo e violento, l’effetto contrario
Tutti, uomo, cane e bambino si muovono di continuo, quest’ultimo intento ad una danza evitante, mentre l’uomo con il molosso si fa sotto con le sue urla cui il cane fa eco ringhiando cupamente
Non riesco proprio a passare
Cerco di scansarmi e sono bloccato
E questo si verifica più volte
Anche io entro a far parte della danza
Provo anche a consolare il bimbo, ma niente! Non si viene fuori dalla situazione di stallo
Alla fine riesco a divincolarmi per proseguire il mio percorso
Quando sto per arrivare al mio alloggio, vengo preso da un’improvvisa necessità fisiologica, così impellente che non potrei certo fare in tempo ad arrivare a casa
Del pari impossibile, é cercare un luogo recondito dove potermi appartare
Devo ingegnarmi a trovare una soluzione, e che sia urgente ed immediata!
Trovo un angolino riparato che ritengo possa fare al caso mio in una zona di sosta riservata ai disabili e penso che mio fratello comprenderà e mi darà l’assoluzione
Conclusa l’opera (che è, a dir poco, monumentale), lascio la scena, ripromettendomi di tornare al più presto per provvedere alla rimozione dei miei resti
É davvero una fortuna che ci siano dei fogli di giornale grazie ai quali posso procedere ad un occultamento parziale del malfatto
Ritorno, infine, al mio alloggio, mi faccio la doccia e indosso abiti freschi e puliti
C’è una macchina, carica di conoscenti, che, dando prova di gentilezza ineffabile,
mi prendono a bordo, per consentirmi di arrivare più spedito, dovunque io stia andando
Ricordo tuttavia che devo procedere al lavoro di pulizia e ripristino
Scendo allora dall’auto e ritorno indietro
Riuscirò a portare a termine la mia missione?
Questo il sogno non me l’ha detto

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12 ottobre 2024 6 12 /10 /ottobre /2024 06:54
Il venditore in riposo (foto di Maurizio Crispi)

Il venditore in riposo (foto di Maurizio Crispi)

Un sonnellino,
in attesa dei primi compratori
al volante

Giuseppe è sempre lì
in postazione
da quando aveva otto anni
Di questo tratto di strada
conosce ormai
ogni singola pietra
ogni filo d’erba
ogni asperità

Giuseppe è sempre lì
come un soldatino nella sua garitta
(che non riceve mai il cambio guardia),
quando fa bel tempo,
quando piove e tira vento,
dalle prime luci dell’alba,
sino a sera
Orario di lavoro coatto, il suo

Si muove di continuo,
avanti e indietro,
instancabile,
percorre chilometri e chilometri
in uno spazio circoscritto
con un diametro di un centinaio di metri
che è come una prigione dalle pareti invisibili


Non può andare via il cristianeddu
se non ha prima venduto
tutta la merce che gli è stata affidata
per quel giorno

Maurizio Crispi (1 ottobre 2024)

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10 ottobre 2024 4 10 /10 /ottobre /2024 12:49
Ladro di merendine (foto di Maurizio Crispi)

Beh!
Bene!
Ho cominciato con un monosillabo 
che serve a mettere in moto tutta la macchina
Beh! 
Beh! 
E ancora beh!
Ho visto l’altro giorno una botticella 
predisporsi a salire sul suo motociclo, mentre aveva già indossato un casco Ninja
Indossava, questa fatina, un giubbino di pelle nera e sotto una maglia bianca a strisce orizzontali scure che la facevano apparire ancora più botticella, accentuando le sue già generose circonferenze
È ovvio: se già sei largo di tuo, qualsiasi indumento a strisce orizzontali ti farà apparire ancora più largo, mentre avresti bisogno di indumenti che, al contrario, diano slancio alla tua figura
Non ci posso far nulla: so di essere politicamente poco corretto, ma per me l’estetica ha un ruolo importante
Ma questa notazione era soltanto un inciso, anche se non mi ricordo più cosa esattamente volessi scrivere
Notte di sonni agitati e di sogni complicati e ripetitivi di cui non ricordo pressoché nulla
Sono pronto ad andare, come sempre, pronto a mettere il naso fuori casa per vedere cosa mi attende fuori 
Sono inquieto, sono strano, sono sbarbuliato e non so cos’altro dire
Forse, è meglio che mi faccio una merendina 
Ma ora che ci penso meglio, No, no, non posso!
M'hanno detto che c'è in giro un pericoloso ladro di merendine, scatenato e prevaricatore!
E non guarda in faccia a nessuno!

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8 ottobre 2024 2 08 /10 /ottobre /2024 13:10
Volare (dal web, modificata)

Mi alzavo in volo
All’inizio i miei muscoli 
erano legati e rigidi
Poi si scioglievano 
ed andava meglio
Non era proprio un volare,
poiché ero privo di ali
ed ero come nella vita di sempre
con due braccia e con due arti inferiori
Con abili contratture e decontratture muscolari
semplicemente mi libravo,
seguendo il ritmo della respirazione 
Non a grande altezza,
come farebbero
un falco pellegrino
o una poiana
o un’aquila maestosa
ma a poche decine di metri da terra
Non so come ciò avvenisse, 
eppure riuscivo a mantenere la quota, 
come se galleggiassi senza gravità 
oppure perché mettevo in atto un'attitudine innata
Ogni tanto, quando mi abbassavo troppo,
con la mano o con il piede
mi davo una spinta leggera 
contro un muro
- o comunque contro un ostacolo solido -
e il mio volo riprendeva 
immediato slancio, quota e vigore
C’erano molti
che dal basso,
vincolati al suolo,
mi guardavano stupiti
e mi incitavano
a cercare di andare su su su
sino alle nuvole

Era un’esperienza bellissima,
sublime, impagabile 
Ero stupito di me stesso
di poter starmene a mezz’aria
per così tanto tempo,
desiderando 
che queste sensazioni 
mai avessero fine

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8 ottobre 2024 2 08 /10 /ottobre /2024 12:54
Dialogo con l'ombra (foto di Maurizio Crispi)

Strani sogni questa notte

 

In particolare, 
quello di un trasloco e di un viaggio
complicatissimo
E poi, nel sogno,
si riapre un dialogo
con un’ombra, 
un dialogo che ritenevo
interrotto per sempre,
per via d’una cesura incancrenita
Le parole fluivano con facilità 
nuove possibilità s’aprivano
Ero stupito di questo,
meravigliato.
Era un dialogo lieve,
non appesantito da livore
e da cupezza,
anzi ingentilito da un’infarinatura di ironia
Tutto tornava al suo posto
Le carte venivano rimescolate
e si poteva giocare una nuova mano


Cominciava un altro giro di giostra

(8 ottobre 2021)

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7 ottobre 2024 1 07 /10 /ottobre /2024 13:24
Nottempo distorto (foto di Maurizio Crispi)

Sono appena emerso 
da un sogno faticosissimo
nel quale facevo cose
parlavo con molte persone,
incessantemente
In particolare, 
(É questo il poco che ricordo)
dovevo occuparmi di uno
che aveva dei comportamenti strani
e delirava
Dovevo ricondurlo a dei modi più accettabili e coerenti
Ma dovevo farlo 
senza che lui se ne accorgesse,
attraverso la conversazione
e creando, se fosse possibile, 
le premesse d'una relazione amicale,
tra lui e me
Per poter far ciò 
dovevo trasferirmi
nel luogo dove costui risiedeva
Ma le cose si complicavano,
quando arrivava il padre del tizio,
un tipo chiassoso e superficiale,
il quale - a sua volta -
con modalità esuberanti ed invadenti
cercava di entrare in confidenza con me,
suggerendomi - ad esempio -
dove andare ad alloggiare
o dove consumare i pasti
Cercavo di sfuggire alle sue attenzioni asfissianti,
ma era implacabile,
un autentico macinasassi rompicoglioni
E non c’era scampo

(Stacco)

E poi di nuovo a sognare di sottomettermi ad aride pratiche burocratiche, di predisporre incartamenti assicurativi non miei, ma di altri, sempre con una forte impronta ripetitiva e fallimentare

Entro ed esco da un cinema mentre è in corso la proiezione
Per esempio, avendo scelto di consumare qualcosa in sala, devo uscirne per andare a compilare un modulo per poter smaltire il vuoto a perdere
Ancora dopo ero intento in una conversazione telefonica con il medico di base di alcuni miei pazienti degenti in comunità ma la comunicazione é disturbata e la linea cadeva di continuo oppure sentivo la voce del mio interlocutore farsi flebile e a tratti indistinguibile
Sino a che, tra un tentativo e l’altro a vuoto, non mi dimenticavo ciò che avevo da dire

Uovo cosmico

Poi, in un altro momento, aprivo gli sportellini di un grosso frigorifero e passavo in rassegna le scorte alimentari giacenti, per scoprire di essere drammaticamente a corto di riserve
I ripiani erano quasi vuoti, ad eccezione di poche uova soltanto
O era un unico grande uovo di Pasqua oppure un UOVO COSMICO...
Poi camminavo per le strade e vedevo grandi affiche pubblicitarie, autentiche gigantografie, dimensioni smisurate, dove riconoscevo - messi in posa a seconda delle esigenze sceniche - persone a me ben note
Era una scoperta che mi sorprendeva e mi meravigliava
Avrei voluto condividere queste impressioni con qualcuno, ma ero solo

 

Un sogno caotico, pieno di elementi irrappresentabili: è come se un eccesso di elementi non digeribili mentalmente abbia creato un ingorgo, in cui tutto sedimenta senza potere assumere una forma, senza poter essere pensato, né elaborato

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6 ottobre 2024 7 06 /10 /ottobre /2024 11:48
Uno dei Prigioni di Michelangelo

Mi sono svegliato
di colpo,
occhi sbarrati nel buio,
la testa pesante
perché avevo sognato
sino al punto del risveglio,
ma non riuscivo a sbrogliare
la matassa informe
che occupava la mia testa,
ingombrante e immobile
come un grosso blocco di pietra
o forse anche di granito, inattaccabile
Sono stato un po’ a lambiccarmi il cervello
Ma niente da fare!
Quell’ammasso pietroso 
rimaneva lì e non mi parlava
A volte la narrazione di un sogno
si realizza mettendo su di una tela
su cui appare abbozzata una forma 
dettagli, linee, colori e sfumature
Altre volte, invece, si ottiene
con faticoso levare
come quando si ha davanti
un blocco di pietra o di legno
e con mazzuolo e scalpelli e sgorbie
con pazienza ma anche con forza
si deve togliere via
l’eccesso di materia
per fare emergere
la forma che sta sotto

 

[“per via di porre” 
contrapposto al “per via di levare
nell’analogia michelangiolesca
per dire la principale differenza
tra pittura e scultura,
applicata al sogno]

“Io intendo scultura, quella che si fa per forza di levare: quella che si fa per via di porre, è simile alla pittura: basta, che venendo l’una e l’altra da una medesima intelligenza, cioè scultura e pittura, si può far fare loro una buona pace insieme, e lasciar tante dispute; perché vi va più tempo, che a far le figure”

Michelangelo

Sale rosa dell'Himalaya

Poi rieccolo il sognare!
Sono in una grande città di mare,
con vocazione di resort vacanziero
Luogo di divertimento e svago:
la città è affollatissima,
gremita di gente vociante e festosa
Il brusio insistente di parole e risate
mi riempie la testa e me la fa scoppiare
È troppo!
Il troppo stroppia!
Resisto e cammino tra la folla
alla ricerca di uno che si chiama
Paco Camino
(anche se non so di chi si tratti),
ma mai lo trovo costui
Vedo una spiaggia dorata
un tempo meravigliosa
oggi sfregiata da lavori
di addomesticamento
Leggiadre aiuole, palmizi e fioriere
e bancarelle di venditori
 
Dov’è la bellezza selvaggia d’un tempo?
Sono irritato, mentre cammino,
immerso nel bagno di folla,
sospinto quasi, sempre avanti
senza poter esprimere 
un briciolo di volontà 
Sono qui
Sono lá
Dove sono io?
Il cane fedele è con me,
anche lui spaesato, disorientato
Siamo due revenant
ritornati dopo lunga assenza
e nulla riconoscono dei luoghi 
un tempo familiari
C’è una struttura di cemento 
aggettante sul mare
e anche lì cammino e cammino,
stupito della quantità di negozi,
tutti eguali,
la cui vocazione è secernere paccottiglia
Ma tutti sembrano essere felici così,
vocianti, estasiati,
in fibrillazione
Poi camminiamo lungo un viale 
nel quale si susseguono in fila
decine e decine di enormi SUV 
di acciaio brunito,
minacciosi
- o forse sono veicoli da guerra -
pieni di dispositivi misteriosi

Mi ritrovo, infine, in una stanza
Dietro la porta chiusa
c’è il cane uggiolante
Quando la apro
ritrovo il cane festoso
e mio figlio Gabriel
che mi sorride


(Stacco)

Poi sono di nuovo in movimento
Mi fermo ad un bar 
che ha dei tavoli rotondi 
nel dehor che dà sulla strada
Armeggio con le mie cose
e consulto carte, giornali, libri
Tutto è in disordine caotico
Poi viene il momento di andare via
e ricaccio tutto nello zaino,
senza metodo,
cosicché mi avanza sempre qualcosa
Mi arrendo, alla fine,
e lascio sul tavolo un quotidiano
malamente ripiegato,
tutto stropicciato
Sbuffo di impazienza e risentimento

Mi ritrovo nella comunità 
e qui l’amministrativo di turno
mi informa che, 
essendo la porta della cucina
(quella che si apre direttamente 
sulla strada)
rotta (si tratta della serratura difettosa)
verrà murata
in modo da risolvere ogni problema
alla radice
Io ribatto, controbatto, argomento
Vorrei sostenere il punto di vista
che è molto più economica e ragionevole
la soluzione conservativa, 
quella cioè di sostituire o riparare
la serratura compromessa
Ma non la spunto
In alto dove si puote ciò che si vuole
è stata già presa la fatidica decisione
La porta dovrà essere rimossa
e il suo vano murato
Decido di non replicare più
e non dimandare più 
C’è movimento di gente 
che va e viene di continuo, 
affaccendata
Io vorrei andare via 
e devo prendere
un grande saccone 
pieno di miei effetti personali
Controllo, inventario, catalogo
il suo contenuto 
con attenzione ossessiva
per accorgermi
che manca all’appello
una costosa boccetta
di grani di sale rosa dell’Himalaya
E si tratta del mio bene più prezioso

Cerco per ogni dove,
ma invano!
Il mio bene più prezioso
non salta fuori

(Dissolvenza)

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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