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27 maggio 2022 5 27 /05 /maggio /2022 08:58
Spaghetti di riso integrale al ragu di salsiccia (foto di maurizio crispi)

Già, i dati Covid decrescono,
quanto felicemente, non sappiamo
Intanto circola il Monkeypox
Una nuova minaccia?
Non c'è da preoccuparsi (ci dicono)
Manca il grano di provenienza russa
Anche questo è un piccolo problema,
ma ci dicono di non preoccuparci invano
Il Morbo infuria
Il pan ci manca
Sul ponte sventola bandiera bianca

Tutto si risolve,
tutto passa

 

Vorrei attimi di leggerezza
ed invece tutt'attorno c'è sempre cupezza,
e in specie dentro di me
Sono sempre lì a dover risolvere cose,
ad affannarmi
E sono stanco di problemi
Sono stanco di tirare la carretta per conto altrui
Vorrei fermarmi per poter rifiatare

 

Vorrei potermi dedicare soltanto alle cose
che mi danno piacere
che mi fanno star bene
Ma non è possibile
Ti chiamano e accorri immediatamente
nei panni di Wolf, "colui che risolve i problemi"
E, quando prontamente sei arrivato,
risolvi il problema di turno
ma solo facendo ciò che è ovvio
oppure ponendo rimedio ai danni fatti
E poi ci sono i conti da pagare
- e quelli non mancano mai -
sicchè la vita si trasforma
in corsa ad ostacoli,
in perenne e affannosa rincorsa
per inseguire un centro di gravità
che mai si riesce ad acchiappare


Allegria, allegria!
Consoliamoci con i cibo, sì!
Consoliamoci con pietanze ben cucinate
o anche, se occorre, con ottimo cibo-spazzatura
L'uno e l'altro non ti tradiscono mai,
come pure il Cane Fedele
sempre pronto a slapparti la mano,
e magari anche la faccia

 

Spaghetti di riso integrale al ragù di salsiccia (foto di maurizio crispi)

L'altra notta ho sognato
Ero in compagnia d'una donna
che se ne stava distesa sul dorso
ed io ero su di lei che la scopavo,
spingendo con vigore
Poi le mie spinte s'intensificavano
e sentivo che ero sul punto di venire
E allora spingevo e spingevo
con maggiore ardore,
ma non venivo mai
Il punto dell'orgasmo si spostava sempre più in là,
come se io fossi, anche qui,
all'inseguimento d'un centro di gravità
La donna sotto di me era inerte
Sì, mostrava di ricevere piacere da queste mie spinte
ma non mi aiutava più di tanto
Con una certa sorpresa, mi accorgevo
che, accanto a lei, c'era distesa un'altra donna
anche lei del tutto ignuda
e costei osservava con curiosità
- ed anche con una lieve eccitazione -
ciò che io e l'altra stavamo facendo
Era distesa proprio accanto,
a stretto contatto con la prima donna
Il braccio che mi sosteneva s'incuneava tra le due
Per essere gentile,
e non farla sentire esclusa,
mi sono proteso verso di lei,
tentando di baciarla sulla labbra
e, nel far ciò, mi accorgevo che aveva
- proprio sul labbro inferiore -
una grossa pustola arrossata
Mi ritraevo di scatto, schifato,
ma anche lei girava la testa di lato,
facendo con il dito indice un movimento oscillatorio
come a dire "No NO NO! Niente da fare"
Ma io mi ero sentito abbastanza inorridito,
anzi moooolto, e spaventato
Dio mio, cosa stavo per fare!
E qui il sogno andava in dissolvenza

 

Poi, la notte successiva, ecco un nuovo sogno
Succedevano tante cose,
ma ciò che ricordo meglio era questo
Andavo con mio figlio piccolo ad un convegno sulla mafia
(e ricordo che il giorno prima, in auto,
ha voluto ascoltare I Cento Passi
la canzone dei Modena City Ramblers
e, mentre ascoltava, ripeteva le parole
come se stesse facendo un karaoke)
Arrivavamo dunque
ed entravamo in una vasta sala dove tutt'attorno
c'erano dei posti assegnati e distanziati
Ci facevano occupare delle poltrone
che assomigliavano piuttosto a scomodi strapuntini
Gabriel si dava subito da fare
ed intraprendeva un suo repertorio
di salti e capriole,
oltre che di arrampicate sulle pareti verticali
Brave little boy!
Intanto, s'andavano raccogliendo nello spazio centrale
della grande aula ad anfiteatro i relatori
e, stranamente, costoro, non erano seduti
uno accanto all'altro, come si usa di solito,
ma al fianco d'un tavolo disposto per lungo
e ciascuno di loro assiso alle spalle dell'altro,
in una lunga fila,
come se fossero su di un mezzo di trasporto
pronto a partire per un lungo viaggio
e, tra di loro, scorgevo con piacere il mio Editore

 

Ed anche qui il mio sogno andava in dissolvenza

 

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22 maggio 2022 7 22 /05 /maggio /2022 07:30
in campagna di notte (foto di Maurizio Crispi)

Dov’ero?
Non so
Forse in viaggio, forse in qualche città del Nord
Maybe
Che facevo?
Ero in compagnia di una donna, mia amica
Passeggiavamo e poi, adocchiato un ristorante,
decidevamo di entrare per rifocillarci
Eravamo affamati, dopo tanto camminare
Ci accomodavamo,
davamo un’occhiata al menu,
facevamo i nostri ordini,
ci portavano delle pietanze,
tutto secondo le regole,
nulla fuori dall'ordinario,
eppure ogni piccola cosa, ogni dettaglio,
era straordinaria
Nel localo (o dovrei dire "locale"?)
c’era già una comitiva, abbastanza rumorosa,
e quei tipi la facevano da padroni,
incuranti degli altri avventori
I tizi si raccontavano storie, l'un l'altro,
e poi ridevano rumorosamente,
qualcuno ruttava senza alcun ritegno
Uscivo sul davanti per tirare delle foto
Dall’esterno continuavo a sentire
discorsi avvinazzati e risate sguaiate
Insomma, non avevo scampo
Mentre ero lì, incerto sul da farsi,
vedo la mia compagna di viaggio
venire fuori dalla locanda
e avviarsi a passo deciso lungo la strada
Ma che fa? Dove va?
Prendo a seguirla,
carico di tutta la mia attrezzatura fotografica
La supero anche
La mia idea è quella di farle
un agguato benevolo e gioioso
Mi sembra di aver trovato il posto più idoneo
È il pianale di un autocarro,
vuoto, se non fosse per due grandi cavalli
impastoiati corti ad un paio di ganci
Mi nascondo dietro alcune casse
e mi metto in paziente attesa,
anche vigile, dovrei dire
Aspetto e aspetto,
ma la mia amica tarda ad arrivare
Un lieve torpore annebbia la mia mente,
mi sento assonnato, ma poi mi riscuoto
Che abbia cambiato strada?
Che si sia smarrita?
Che le sia successo qualcosa?
Sono in angustie

 

Decido di provare a farle una telefonata
e metto mano al mio device
Premo il tasto di chiamata
e, dopo una serie di squilli a vuoto,
sento il click della risposta
Pronto! Pronto!
Sono concitato
All’altro capo della linea sento una voce sepolcrale
che farfuglia qualcosa
Non comprendo, sono basito
Pronto! Pronto!
Cerca di parlare più chiaro!,
faccio al mio inconcludente interlocutore
Per caso, guardo il display del telefono
e vedo, per quanto confuso nei suoi tratti,
Il volto della mamma, dai tratti evanescenti,
quasi stesse per sparire o dissolversi
Sembra molto sofferente
Mamma! Mamma!
Niente! Nessuna risposta...
Finalmente subentra una voce diversa, più decisa
Chiedo notizie sulla mamma
Come sta? Ci sono problemi?
Sta peggiorando?

Ottengo soltanto risposte vaghe, ed imprecise
Decido che devo subito interrompere
il mio viaggio e andare da lei
Forse sono ancora in tempo
per tributarle un ultimo saluto

 

Ma intanto non ho risolto il problema
della scomparsa della mia amica
e compagna di viaggio

 

Mi sveglio, ma sto ancora dormendo,
e sono nel mio letto
Mi accorgo di non essere solo
Accanto a me c’è allungato
un corpo immerso in un sonno profondo
caldo e confortevole al tatto
E dico a me stesso
Allora era tutto un sogno!
E riprendo a dormire
e sognavo che di notte
mi affacciavo alla finestrella
della casa di campagna
per accorgermi
che avevano rubato
il grande tavolo di pietra
Ma come avranno fatto?

Dissolvenza

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9 maggio 2022 1 09 /05 /maggio /2022 06:47
ceramiche (foto di Maurizio Crispi)

C'è un nuovo uomo delle pulizie in giro per casa
Ahimè!
Sono alquanto in apprensione
e decido di tenerlo d'occhio
per capire quale sia il suo modus operandi

 

La mia prevenzione nei suoi confronti,
collima con ciò che osservo

 

Proprio non va, non va

 

Si muove con malagrazia elefantina e dispettosa
Sposta gli oggetti e li accatasta da parte
per spolverare
e poi li ricolloca alla rinfusa
senza rispettare l'ordine originario,
E questo passi!

 

Ma, soprattutto, non mostra l'ombra
d’un embrione di senso estetico

 

Ci sono delle facce di terracotta,
ecco, quelle le sistema tutte
con la faccia rivolta verso il muro,
tanto per fare un esempio

 

Vorrei intervenire per sistemare le cose,
ma altri doveri più urgenti mi richiamano
Provvederò più tardi - penso tra me e me,
un po' a malincuore

 

E me ne vado

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8 maggio 2022 7 08 /05 /maggio /2022 16:52
In versione peruviana, selfie (foto di maurizio crispi)

Mi trovo a passare tutto un giorno intero
in uno spazio fieristico a Milano

 

C’è davvero di tutto
 

La cosa che più mi colpisce è il concorso
degli uomini e delle donne tatuati,
che si presentano

a sfilare seminudi in passerella,
esibendo i tatuaggi più incredibili e meravigliosi
Per esempio, tra i concorrenti
c’è un giapponese che si mostra
con un tatuaggio full body
che lo fa apparire
come fosse interamente rivestito
con la pelliccia di un orso bianco,
anzi, guardandolo,

l'effettaccio è che egli sia un orso bianco
Si vocifera che costui sarà
il vincitore assoluto della competizione

 

C’è un sacco di movimento
la gente arriva a fiumi
Siamo sul punto di andar via
e dico “siamo” perché con me
ci sono i miei figli, ed altre persone
Andare via è complicato
perché bisogna disincagliare il van
su cui siamo arrivati
da una marea caotica di altri veicoli
Io manovro come un forsennato
Il tempo incalza
Abbiamo fretta

C'é qualche cosa urgente da fare,
un orario da rispettare
All’improvviso,
mi ricordo di aver dimenticato
il mio zainetto nell’area deposito bagagli
Interessante dissonanza,
quando ci si ricorda di aver dimenticato qualcosa
e se capitasse che ci si dimenticasse di aver ricordato
di aver dimenticato qualcosa:
e tra ricordanze e dimenticanze
si potrebbe procedere all'infinito...

 

A precipizio, in preda all’angoscia,
scendo dal van, abbandonandolo
in tredici, con tutti i passeggeri a bordo
E corro via a perdifiato

 

Il fatto drammatico è che non ricordo più
in quale deposito ho lasciato lo zaino
e l’area fieristica è davvero immensa,
labirintica, gremita di gente che va e viene,
e maree di persone vi si riversano di continuo

 

Interpello, chiedo, passo in rassegna
diversi zaini e altre borse
abbandonate
Wntro in un ufficio Oggetti smarriti

xeppo gremito di dimenticanze e oblianze,
ma niente, il mio bene non c’é da nessuna parte
Non salta fuori,
anche se lo chiamo nei modi più disparati

e su tutti "Mio tesssooro"...
 

Corro, giro, guardo e sogguardo
Mi infilo in stretti pertugi e in cunicoli
Mi ritrovo in cul de sac
Niente! Niente di niente!

 

Il tempo stringe
L’auto l’ho abbandonata
e non ricordo più nemmeno dove sia
Penso che non potrò più tornare a casa
Senza zaino sono,
senza soldi e senza documenti
un sanspapier, un sansmonnaie
Non potrò comunque prendere l’aereo
E poi anche se riuscissi a tornare a casa
dovrei sobbarcarmi alla fatica inane
della replica di tutti i documenti
sottoponendomi al gioco dell’oca
di infiniti intralci burocratici

 

Sono disperato
Vorrei mettermi a gridare e a piangere

 

Poi mi sono svegliato
e ho continuato a rimuginare per un po’
sul fatto che ero senza documenti

 

Ma poi ho riflettuto:
Ma no, era solo un sogno!
Il mio zainetto c’è l’ho con me!

E mi sono rasserenato

 

Ho visto che, fuori,
malgrado le previsioni meteo,
il sole splendeva vigoroso

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4 maggio 2022 3 04 /05 /maggio /2022 10:25

Ho ritrovato su Facebook questa nota, mai pubblicata sul mio blog. La nota è del 3 maggio 2014, dunque risalente al pieno del mio periodo inglese.
La ripropongo qui, con piacere.

Nei panni di una dama antica (un quasi selfie)

Sonno e sbadigli

Appena alzato,

ed è presto come al solito,

luce lattiginosa,

orario antelucano e tutti dormono beati

Vengo da una notte irta di sogni

che però non ricordo bene

 

Sonno e sbadigli,

Sbadigli grassi, incoercibili,

uno tira l'altro, come una litania, la palpebra pesante

 

Sì, sbadiglio come un ossesso, quasi fossi un coatto,

e penso che ad ogni sbadiglio rumoroso

mi si potrebe sgangherar la mandibola

 

Vorrei distendermi sul divano o per terra

e dormire, dormire, dormire...

 

Ma sono qui che strimpello sulla tastiera del PC

 

Forse mi metterò a leggere tra qualche istante

il mio Red 1-2-3 alle sue batture finali

 

C'è sempre qualcosa di urgente da fare,

strimpellare sulla tastiera è una priorità

scrivere anche

ma non sempre mi riesce bene

In uno dei tanti sogni di questa notte dovevo fare dei pagamenti

(e c'è sempre qualcosa da pagare)

e in questa bisogna mi aiutava mio figlio,

lui ad uno sportello ed io ad un altro

Quando concludeva l'operazione,

gli chiedevo cosa avesse fatto

e mi riferiva di aver "versato" 500 euri (o denari)

Io mi adiravo: "Ma come! Ti avevo detto di non pagarne più di 300,

perchè oltre non c'é la liquidità

e si andava in scopertura! Sempre lo stesso! Sempre sbadato!"

Ma, in effetti, non gli avevo detto nulla,

questa frasi le avevo solo pensate

- come mi capita sovente di fare

(e ciò è sempre fonte di grandi malintesi:

quando tutto avviene prima e solo nella mia testa

ed è come se fosse avvenuto nella realtà,

conversazioni solo pensate,

ma mai svoltesi veramente, programmi detti e discussi, etc.)

Poi c'è un illustre professorone universitario

che dovrei servilmente omaggiare,

perchè oggi è il giorno del suo compleanno.

L'etichetta lo impone...

Ed è così che siamo tutti in attesa del suo arrivo,

quasi fosse un importantissimo dignitario o un alto prelato,

se non addirittura un re d'altri tempi ("Ho visto un re...").

Quando arriva su di un'automobilina sgangherata da cartoni animati

e ne esce fuori con la sua corporatura poderosa strizzata dentro quello spazio ristretto

e quella faccia da batrace compiaciuto che si ritrova,

la scena è davvero comica

e lui non ha nulla della compassata e pomposa serietà da "dignitario",

amante dell'etichetta che solitamente attribuiamo ad un accademico

e ad altri consimili personaggi

Sono là per fare gli auguri a quell'omaccione impertinente

che sovrasta di un buon mezzo metro gli scherani del suo seguito

Ma so dirgli soltanto:

"Professore [il professore è di prammatica in questi casi]

voglio proprio vedere chi, oggi, si dimenticherà di farle gli auguri!"

E il professore, che ora mi appare vestito

- quasi fosse un abilissimo trasformista alla maniera di Leopoldo Fregoli o di Arturo Brachetti -

in abiti da lavoro e con pesanti scarponi

più adatti a calzare il piede d'un carpentiere o d'un idraulico.

prende ad arrampicarsi lungo un'antica tubatura sgocciolante e muschiosa,

improvvisandosi factotum e uomo delle riparazioni, nonché abile acrobata e climber,

e dimostrando così che la sua imponente corporatura

possiede insospettabili doti di agilità e di flessibilità

Che uomo! Che grand'uomo!

Da ammirare e venerare. Capo, ti ho sempre amato!

 

Alba grigia e nebbiosa

ma direi anche limacciosa

Un fungo di pietra si erge fuori dalla finestra,

grandi alberi fronzuti e contorti

gnomi che corrono avanti ed indietro,

affacendati e laboriosi,

muri di pietra muschiosi

un muschio così rigoglioso

da sembrare un bel pellicciotto verde

 

Il muschio sui muri

conferma, attraverso la rappresentazione opposta

della staticità e della permanenza,

il detto: "A rolling stone gathers non moss"

 

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26 aprile 2022 2 26 /04 /aprile /2022 11:44
Uomo incappacciato con volto coperto

E sono di nuovo in viaggio
- pare che io sia sempre in viaggio nei miei sogni -
Ho ricevuto un invito a recarmi in una città straniera
(sarà forse New York?),
tutto compreso nel viaggio,
spese di trasferimento, permanenza in hotel e perfino i gadget
Mi ha invitato uno che conosco attraverso i social
Per quanto riguarda la sistemazione in hotel,
mi è stato detto che avrò a disposizione un'intera suite
e, pertanto, considerando la pletora di spazio a disposizione
- ed anche il fatto che sia tutto gratis! -
ho deciso di andarci con i miei figli
Quando arriviamo, c'è un bel po' di trambusto
all'entrata dell'hotel
Ci sono i controlli anti-covid cui sottostare
- termoscanner, greenpass,
verifica della mascherina d'ordinanza e dei dispositivi battericidi,
esame della lingua e del buco del culo,
ed anche l'esecuzione dei gargarismi obbligatori
con candeggina diluita da eseguire sul posto,
allietati dal suono di una tromba,
mentre qualcuno regola il movimento della fila
con un bastone distanziatore
e chi più ne ha più ne metta
Il guidatore dell'automezzo uber
è restio a procedere oltre
e, non volendo infognarsi
in un tormentone senza fine,
ci lascia in tredici, armi e bagagli

 

Sia come sia riusciamo a fare il check-in,
senza che ci spediscano dritti filati
in un campo di concentramento per infetti,
e saliamo in ascensore sino ai piani alti
Sono sbalordito dell'ampiezza della suite
che ci è stata assegnata, semplicemente regale,
e - soprattutto - dalla vista che si gode da quella vetta,
lanciando lo sguardo attraverso ampi finestroni
dai vetri perfettamente puliti e anti-riflesso
che regalano una veduta davvero adamantina
di tutta la vasta città che si stende ai nostri piedi
Ho la sorpresa di scoprire, tuttavia,
che la suite è già occupata:
in una delle stanze ci sono dei bagagli parzialmente aperti
e anche dei letti disfatti
Penso che ci sia stato un errore
e che ci abbiano infilato nell'appartamento assegnato ad altri
Chiedo immediatamente al concierge
il quale replica che no,
non c'è alcun errore
e che sì, ci sono altri ospiti
Chi saranno mai questi ospiti misteriosi?
Ma il mistero rimane fitto
Degli interrogativi mi si agitano dentro:
forse l'invito inteso era solo per me
ed ho sbagliato a portare con me i miei figli
Ora non ci sarà posto per tutti!
Imbarazzante!
Tra l'altro, preso dall'entusiasmo,
avevo deciso di portare con me
anche ad un compagnuccio di mio figlio piccolo
I bambini cominciano ad impazzare
negli ampi spazi della lussuosa suite
corrono e si rincorrono,
saltano sui divani,
fanno le capriole,
usano i lettoni come trampoline
mentre il figliolo più grande
comincia a scattare foto
e fare riprese video,
con piglio e passione
All'improvviso, nel bel mezzo della baraonda
si presentano alla porta
due personaggi:
una donna agée con una chioma di capelli cotonati
che non conosco affatto,
e un uomo incappucciato,
come un personaggio dei Beati Paoli
o come un membro del KKK
Chi sono? Mi pare di capire
da ineffabili indizi
che non soltanto sono i nostri coinquilini,
ma anche i nostri ospiti
Entrambi non proferiscono verbo,
ambedue mi guardano con fissità statuaria
La donna con un grosso seno rifatti
che la fa rientrare a pieno diritto
nella categoria delle superboobs
è alquanto felliniana, ma la sua espressione
a causa del pesante strato di belletto,
spalmato sul viso, è mortifera
Dell'uomo non si può cogliere quasi nessun dettaglio,
se non uno spettrale baluginio
attraverso due sottili fessure ritagliate
nella tela di saio del cappuccio
che si polunga in una lunga ed ampia tonaca monacale
che occulta tutte le forme del corpo
Ed è di certo molto più inquietante
il silenzio dell'uomo incappucciato
In una scena successiva esco dall'albergo,
ma senza i miei figli
e mi ritrovo a vagabondare per una città che non conosco
Giro e rigiro,
poi l'ora si fa tarda
e vorrei tornare dai miei figli
Mi rendo conto, tuttavia, con inquietudine
che sto girando in tondo
e che non riesco più a ritrovare la strada di casa

 

(vado in dissolvenza)
 

E poi il sogno ricomincia
in un loop senza fine

 

La sua fine è il suo inizio

 

Palermo, il 26 aprile 2022

 

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21 aprile 2022 4 21 /04 /aprile /2022 11:42
In occasione di una passata edizione della mitica Pistoia-Abetone

Devo partecipare ad una maratona o ad un'ultra
Ho fatto un lungo viaggio per arrivare in questa città
Potrebbe essere New York o un'altra delle tante capitali
dove mi è già capitato di correre una maratona
Sono in preparativi, il giorno della gara
Probabilmente in un hotel
dove a me e ad altri
viene allestita una colazione abbondante
in vista della fatica che dovremo affrontare
Io sono in preda all'ansia,
e nei miei comportamenti decisamente inconcludente
Non riesco nemmeno ad allestire un piatto
con molte delle cose che compongono il ricco breakfast
che l'hotel ci mette a disposizione
Si sa che prima della partenza
i runner hanno di solito un appetito vorace
e devono ben rimpinzarsi,
soprattutto per arricchire il più possibile alcune riserve
Ma è anche noto che la maggior parte
del lavoro di immagazzinamento
è stato fatto prima,
se ci si è saputi alimentare bene
I runner tuttavia si illudono
che riempendosi bene la pancia
potranno avere un surplus di energie da spendere
nel momento cruciale
Io comunque questa colazione non riesco
proprio a portarla a termine
E intanto osservo con apprensione
che la sala si va svuotando dei runner
e che io sto per rimanere solo
Una navetta ci deve portare alla partenza
che è a molti chilometri di distanza
Che fare? Sono in apprensione ...
All'improvviso, mi ricordo che il giorno prima
non sono andato con tutti gli altri
a ritirare il numero di gara (il pettorale)
e che, dunque - senza -,
non potrò essere ammesso nei recinti di partenza
Che fare?
Ancora una volta, non so!
Tutto questo viaggio per niente
Sono arrabbiato con me stesso e con la mia sbadataggine
In altri tempi una simile cosa,
imperdonabile mancanza,
mai mi sarebbe sfuggito
Mi ricordo di una volta
quando un tizio che doveva partecipare
ad un'importante maratona,
era lì che piangeva come un vitello
ai piedi della scalinata d’un hotel
perché si era accorto
di non aver portato con sé
le scarpe da corsa
Ma quello, almeno, il pettorale ce l'aveva
e avrebbe potuto partecipare
pur correndo a piedi scalzi,
improvvisandosi gimnopodista
Io non ho il pettorale, gravissimo!
Mi sono arrugginito,
ho perso l'abitudine
Non sono più quello di un tempo,
sono un altro,
forse non amo più la corsa
Forse non voglio essere più fanatico del running,
un coatto che percorre in un anno migliaia di chilometri
Forse il non essere andato a ritirare il pettorale
è il mio modo di ribellarmi a tutto questo
Bisogna essere capaci di passare ad altro,
andare oltre
Non so
Vago sconsolato alla ricerca di una soluzione
che nessuno potrà mai aiutarmi a trovare

(Dissolvenza)

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17 aprile 2022 7 17 /04 /aprile /2022 15:29
Sciascia (ChatGPC)

Sono stato inviato ad intervistare Leonardo Sciascia
e ci ritroviamo su di una nave,
in viaggio verso destinazione ignota

La terra è ormai lontana,
e siamo già in mare aperto
Il bastimento sussulta e grida
spinto da motori possenti

Incontro Sciascia sulla tolda
che guarda fisso verso la costa
mentre si fa sempre più lontana ed indistinta,
fumando alla maniera di Yanez l'ennesima sigaretta

M’avvicino a Lui
che mi guarda enigmatico
con uno sguardo scuro, antico,
le borse sotto gli occhi un po' pesti,
eppure vigili e vivaci

Sciascia non proferisce verbo

Io sono come in soggezione
Dovrei articolare parola, formulare domande:
sono lì per questo in fondo, ma taccio,
imbranato ed impacciato
Ho l'attrezzatura fotografica con me,
una splendida reflex semi-professionale
La imbraccio e comincio a tirar foto
guardando attraverso il mirino
il mio soggetto

Sciascia, con quella voce un po' stridula,
tanto agrigentina,
dice qualcosa sul fatto che le foto sono sempre una mediazione
rispetto all'impatto immediato della realtà
e non proferisce altro

S’alza in piedi e, all'improvviso,
quasi fosse un abilissimo trasformista 
alla maniera di Arturo Brachetti,
mi appare abbigliato come un fotografo d'assalto,
con pantaloni mimetici cargo
forniti di ampi tasconi
e una giubba multi-tasche
Ha una macchina fotografica in mano,
ancor meglio della mia, più aggiornata

Comincia a scattar foto,
una appresso all'altra,
con intensità e con piglio professionali

Poi, spentasi questa frenesia,
lo vedo sedersi,
su d’una battagliola aggettante sul mare
e prendere a fissare con lo sguardo l'orizzonte,
lá dove cielo e mare si congiungono
e la spuma candida che si leva
al passaggio dell'opera morta dello scafo

(Altavilla, 17 aprile 2022)

Sciascia (immagine generata da ChatGPC)

(scena generata da ChatGPC) Il ponte, scuro di catrame e incrostazioni di salsedine, scricchiola sotto i nostri passi. Io e Sciascia siamo affiancati, in silenzio, appoggiati alla battagliola.

Il mare si stende in ogni direzione come un’enigma, piatto e profondo, specchio di domande senza risposte.

Lui, Sciascia, ha il volto scavato, in cui brillano occhi lucidi d’intelligenza, un'intelligenza che è abituata a frequentare il pensiero debole e il dubbio.
Ha una sigaretta tra le dita, sottile come le sue parole e ogni tanto la porta alle labbra e aspira avidamente, facendo rosseggiare la brace.
Ogni tanto parla, quasi tra sé, ma io so bene che mi sta parlando.

Sai… la verità spesso non è che un’ombra. E chi la cerca, finisce per bruciarsi con la luce”.

Io ascolti. Il vento mi spettina i pensieri, e lo sciabordio dell'acqua sulla chiglia accompagna le sue frasi come una punteggiatura liquida.

Eppure si cammina”, dico.
Sì”, risponde lui. “Ma camminare dove non si sa, è il modo più umano di cercare”.

Le luci della nave sono fioche.
Non ci sono stelle, né mappe, né promesse.
Ma c’è la navigazione che va avanti verso mete ignote e sconosciute.
E c'è il dialogo che corre come un filo teso tra due punti tra il mio tempo e il suo, tra la realtà e la coscienza.

Lui mi guarda di lato, poi sorride appena:

Forse non c’è destinazione. Forse la verità — come la giustizia — è in quel che si tenta, non in quel che si ottiene”.

La nave continua a fendere l’acqua.

Io e Leonardo Sciascia, due viandanti suL mare.
 

Leonardo Sciascia, Sulla fotografia, Mimesis, 2021

Stranamente, proprio nei giorni in cui ho fatto questo sogno, mi sono ritrovato a leggere un libro che raccoglie degli scritti di Sciascia sulla fotografia e si tratta de volume "Sulla fotografia", pubblicato da Mimesis (collana Sguardi e Visioni) nel 2021, con la curatela di Diego Mormorio.
Il volume non soltanto contiene alcune interessanti riflessioni di Leonardo Sciascia sulla fotografia, ma anche raccoglie alcuni suoi scatti inediti, realizzati negli anni Cinquanta.

Si tratta di un libretto snello (non raggiunge le 100 pagine), non particolarmente agile, sicuramente intrigante, difficile da inquadrare: non è un libro di fotografie, ed è solo parzialmente un libro sulla fotografia.

Si articola in tre parti: un'ampia introduzione di Diego Mormorio; 27 fotografie realizzare da Sciascia nella sua Sicilia e nel corso dei suoi viaggi; due saggi dello scrittore sulla fotografia.



(Risvolto) L’osservazione della realtà da parte di Leonardo Sciascia – così lucida nei suoi romanzi e nei suoi scritti giornalistici – si incontra in queste pagine con l’interesse e la curiosità che l’autore ha sempre nutrito nei confronti della fotografia. Per la prima volta viene qui proposta una galleria di scatti inediti realizzati da Sciascia attorno agli anni Cinquanta, appartenenti dunque al decennio de La Sicilia, il suo cuore, Favole della dittatura, Pirandello e il pirandellismo e Le parrocchie di Regalpetra, dove è già evidente tutto il senso della produzione letteraria di Sciascia.
Tramite queste immagini è possibile ricostruire una sorta di “geografia degli affetti” dell’autore (dalla “sua” Racalmuto alla famiglia, fino ai prodromi del suo celebre viaggio letterario compiuto con l’amico Ferdinando Scianna in occasione della lavorazione a Ore di Spagna). A completare il volume, due saggi nei quali Sciascia riflette sui concetti di sguardo, ritratto, tempo e realtà: Il ritratto fotografico come entelechia, un percorso a ritroso da La camera chiara di Barthes fino al concetto aristotelico di entelechia che prende in esame la rivoluzione del ritratto fotografico come espressione di disvelamento e, al contempo, di nascondimento, e Gli scrittori e la fotografia, una lucida disamina di quei rapporti, strettissimi, che legano fotografia, identità e tempo.

Leonardo Sciascia, Sulla fotografia, Mimesis

 

La parte più intrigante del piccolo volume sono sicuramente le 27 fotografie di Sciascia, accompagnate da altrettanti brevi estratti dai suoi scritti. Sciascia ha fatto la storia come scrittore, non come fotografo, e i suoi scatti non sono diversi dalle nostre fotografie (quelle che chiunque non essendo un professionista della macchina fotografica potrebbe realizzare): le vacanze con la famiglia, uno scorcio di paese che lo ha colpito, un panorama. Non sono fotografie straordinarie ma le trovo interessanti proprio per la loro normalità: raccontano lo sguardo dello scrittore sul mondo, sulla sua quotidianità, sulle cose che lo avevano colpito al punto da essere degne di essere immortalate e poi riguardate a casa con la moglie, o con le figlie, o come spunto per un racconto, un libro, una riflessione.

C'è poi di grande interesse e come incipit, l'introduzione di Mormorio al volume: dove si parla del suo rapporto con Sciascia ("il professore"), della genesi del volume e, ovviamente, di fotografia. Questa introduzione è stimolante, leggibile, comprensibile, per nulla cerebrale o involuta.
Siamo sulla soglia dell'inesprimibile. Ma approssimativamente: nulla è più vicino all'abolizione del tempo, tra le rappresentazioni che l'uomo sa dare della propria vita, della fotografia: ma al tempo stesso, nulla ne è più lontano.
Meno comprensibili, forse, maggiormente criptici sono i due brevissimi saggi di Sciascia sulla fotografia nei quali lo scrittore "...riflette sui concetti di sguardo, ritratto, tempo e realtà: Il ritratto fotografico come entelechia, un percorso a ritroso da La camera chiara di Barthes fino al concetto aristotelico di entelechia che prende in esame la rivoluzione del ritratto fotografico come espressione di disvelamento e, al contempo, di nascondimento, e Gli scrittori e la fotografia, una lucida disamina di quei rapporti, strettissimi, che legano fotografia, identità e tempo".
Saggi stimolanti ma, per me e per le mie conoscenze, troppo alti ed eruditi. Per lo più, quindi e purtroppo, difficilmente comprensibili.

Quindi, a chi è rivolto questo libro?
Si può iniziare a dire a chi non è rivolto: non è un libro sulla fotografia destinato a chi inizia a fotografare, questo è sicuro; e non è nemmeno un libro di fotografie da consultare per ragionare su tecnica e composizione (anche questo è sicuro). 

E', invece, un libro che potrà piacere molto agli appassionati di Sciascia scrittore, così come è un libro che apprezzerà chi è già dotato di una solida base storico-filosofica sulla fotografia, che vi troverà stimoli e spunti per crescere. 

Gli autori. Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921 – Palermo, 20 novembre 1989), scrittore, saggista, giornalista, poeta e docente italiano. Artista della parola e scrittore solitario, non intellettuale, come non amava definirsi o essere definito, ma uomo di lettere impegnato, è stato sempre attento al clima culturale a lui contemporaneo. I suoi volumi più famosi sono editi da Adelphi e Sellerio.

Diego Mormorio è nato nel 1953 a Caracas da genitori siciliani. Storico, critico della fotografia e saggista italiano, si occupa in maniera originale dei rapporti tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria.

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17 aprile 2022 7 17 /04 /aprile /2022 09:16
Un sogno di corsa

Mi ritrovo a correre
con un mio amico
tale Francesco P***,

runner per caso,
piuttosto che per diuturna vocazione
Siamo usciti dal suo negozio
abbandonandolo di fatto,
solo il padre di lui a presidiarlo
Sin da subito siamo andati
a passo gagliardo
Improbabile!
Con noi c’erano i miei cani
sciolti, senza guinzaglio,
anche loro a passo gagliardo
Scendevamo, correndo,
verso il mare
ed era una magnifica giornata
Andavamo e andavamo,
le gambe giravano
che era una bellezza
ed intanto chiacchieravamo alla grande
dicendo di quelle cose
che si dicono in queste circostanze,
cose futili, anche se di tanto in tanto
ne scappava una più profonda
Ero felice di questa corsa inattesa,
dopo tanto tempo
Arrivavamo nei pressi del mare
e c’era un incrocio trafficato
da attraversare
E lo facevamo con grande perizia
e fluidità, i cani come soldatini
sempre al nostro seguito
Arrivati all’altro lato, indenni,
io legavo i cani ai rispettivi guinzagli
e me li appendevo al collo,
come faccio di solito
Dopo un po’ ci fermavamo a rifiatare
e parlavamo ancora nel frattempo
Era stata proprio una bella corsa
Compariva, intanto il padre del Francesco
che, nel frattempo, aveva chiuso bottega
e ci aveva seguito in auto
L’atmosfera di complicità
e di fiero cameratismo
si spegneva di colpo,
prima che il Francesco
potesse confidarmi un suo segreto
Delle parole rimanevano come congelate,
sospese in aria, immobili,
non dette

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22 febbraio 2022 2 22 /02 /febbraio /2022 10:04
Selfie (foto di Maurizio Crispi)

C’è un uomo che fa esercizi di stretching

 

È un aborigeno australiano
con il corpo nudo
tutto coperto da uno strato
di argilla disseccata
Nelle pose statuarie dello stretching
assume le sembianze d’una scultura terrosa, inquietante 
o di un danzatore di Butō
Pure il volto e i capelli
sono imbiancati

 

Cerco di fotografarlo
ma non è cosa facile
Io sono posizionato molto più in alto, 
lui è parzialmente coperto dalla verzura
Dopo vari tentativi di inquadratura
rinuncio

 

Vedo una processione di individui 
che si muove lenta 
verso un piccolo banchetto
Attorno ad una tavola imbandita
stanno seduti dei tizi
Per raggiungerli 
occorre superare un tratto di terreno 
friabile e franoso


Cosa succede? - chiedo
Ma niente - dice uno che mi è vicino -
Stanno raccogliendo le iscrizioni
per una gara di salto in alto,
aperta soprattutto ai più giovani
No, non fa per me - penso
e cerco di disimpegnarmi, rinculando
ma la fila è ormai troppo fitta e compatta,
il sentiero stretto
E continuo ad essere sospinto in avanti
verso il mio destino

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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