Ho sentito un forte odor di broccoli
Ieri abbiamo mangiato
un broccolo di provenienza oscura
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"Ieri abbiamo mangiato un broccolo di provenienza oscura".
Queste parole, pronunciate con una leggerezza che in seguito avremmo maledetto, segnarono l'inizio del nostro incubo.
Il vecchio agricoltore, con occhi vitrei e mani che sembravano radici contorte, ci aveva avvertito, del resto.
Ma la fame e la curiosità ebbero la meglio sul buon senso.
Il vegetale, di un verde così profondo da sembrare nero sotto la luce fioca della luna, era stato trovato in una cesta abbandonata ai margini del bosco di Altavilla, in un luogo che gli abitanti del piccolo paese evitavano come la peste.
Il broccolo non aveva etichette, né altri elementi che indicassero la sua provenienza e la sua tracciabilità. Chi lo aveva coltivato? Dove? perchè? Non sembrava possedere tutte le qualità di un broccolo ordinario, eppure - per quanto in una maniera distorta - ci assomigliava: in più, attorno ad esse l'aria si distorceva e ne emanava una strana, quasi impercettibile, pulsazione che notammo solo dopo averlo portato in casa.
Ale, sempre audace nelle esperienze gastronomiche, lo aveva cucinato, riempiendo la nostra piccola cucina con un odore pungente, terroso, che ricordava l'umidità delle cripte.
Mentre lo consumavamo, un vento gelido si insinuò dalle fessure delle finestre, nonostante la stagione fosse mite.
Il sapore della pietanza che venne scodellata nei nostri piatti era indescrivibile: ferroso, amaro, con un retrogusto che ricordava la terra bagnata di fresco di una tomba aperta. Eppure, eravamo stranamente incapaci di smettere di mangiare finché non fu consumato fino all'ultimo, inquietante gambo.
Quella notte, il vero orrore ebbe inizio.
I nostri sogni divennero rutilanti e cominciarono a dispiegarsi in visioni distorte: non vedevamo più volti umani, ma un'infinita distesa di campi arati sotto un cielo cupo e opprimente, color sangue, e il suono di una vanga che colpiva la terra dura incessantemente e, ogni tanto, si levavano orrendi rumori di risucchio
Al risveglio, i nostri riflessi nello specchio ci apparvero distorti, mentre le nostre ombre si allungavano in modo innaturale, muovendosi con una volontà propria e sprigionando sinuosi tentacoli e viticci.
Sentivamo il bisogno irrefrenabile di tornare in quel bosco, di cercare l'origine di quella pianta maledetta che, così incautamente, avevamo ingurgitato
Guardando i nostri riflessi distorti nello specchio, avevo l’impressione che non fossimo più noi e che ci stavamo trasformando in qualcosa di altro, che cioè non si trattasse di una semplice dispercezione ma che noi stessi, in ogni nostra fibra fossimo in via di metamorfosi
Un'orribile ed indicibile trasformazione, invero, come essere diventati dei putridi vegetali marcescenti dalle fattezze ancora vagamente umane
Ah! Quel broccolo di provenienza oscura ci aveva corrotto irrevocabilmente, prima con il suo richiamo e poi indicendoci a nutrircene, al di là di ogni ragionevole prudenza.
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