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30 novembre 2025 7 30 /11 /novembre /2025 06:44
Lo scooter del signor Petolicchio (foto di Maurizio Crispi)

Durante una mia passeggiata mattutina, alcuni giorni fa, mi sono imbattutto in uno scooter posteggiato lungo la via vicino casa, il cui sedile era tutto squarciato, come se un drone maligno lo avesse appena attaccato con bombe dirompenti: la gommapiuma usciva da tutte le parti, mentre il rivestimento in similpelle appariva lacerato e dissolto in alcune sue parti.
Ma cos'è mai successo?, mi chiesi

In questi casi, la curiosità si accende immediatamente dentro di me e il mio emisfero non dominante (quello della creatività) comincia a lavorare cercando di costruire delle storie, per quanto inverosimili.

Pochi giorni dopo mi ritrovai a passare di là e vidi un tizio che stava per mettersi in movimento a cavalcioni proprio di quello scooter

Gli volli chiedere, spinto da inestinguibile curiosità, cosa fosse mai accaduto a quel sedile

Il tizio, all'inizio un po' innervosito e reticente, accettò poi di raccontarmi la sua storia.

Di cognome faccio Petolicchio..., mi disse

Quello, con il sedile tutto lacerato, era dunque lo scooter del signor Petolicchio...

Qui le cose si fanno interessanti!, pensai tra me e me!

Ed eccola la storia del signor Petolicchio, come me la racconto egli medesimo

Viaggiava un bel dì sul suo scooter
E mentre procedeva ad andatura allegra, d’improvviso avvertì un fastidioso rimescolio nelle budella
Cosa succedeva mai?
Si ricordò allora, mentre si affrettava verso il posto di lavoro, con il motore che ronfava e faceva le fusa, che la sera precedente si era dato ai bagordi e che, trovandosi in un ristorante di specialità messicane, aveva ordinato un abbondante piatto di frijoles (alias fagioli) in salsa piccante, accompagnati da un tripudio di salsicce Poiché aveva parecchia fame, di tale pietanza aveva mangiato ben due porzioni, alacremente, anzi con inquietante voracità
Quando era arrivato a casa si era subito buttato a letto ed era praticamente caduto in coma (per via delle abbondanti libagioni), dormendo poi profondamente, senza essere disturbato da alcuna flatulenza

fagioli messicani in salsa piccante
Fagioli in salsa piccante messicana

Al risveglio sollevando le coperte e annusando l’aria imprigionata al di sotto, era rimasto un po’ sorpreso di ciò, poiché il Petolicchio soprattutto nelle ore notturne usava scoreggiare abbondantemente, anche quando non avesse consumato fagioli o altri cibi esotici ben piccanti
Ma stranamente non vi era stata alcuna emissione di gas dopo la scorpacciata di fagioli: l’aria nell’intercapedine tra le lenzuola, seppur tiepida, si era mantenuta pulita e fragrante, non ammorbata da mefitiche particelle volatili
Quindi, mentre viaggiava sul suo scooterone, si ritrovò a pensare che forse codesto sommovimento viscerale fosse una conseguenza tardiva del suo spropositato consumo di fagioli e della loro piccantezza che, evidentemente, gli aveva messo il fuoco nelle viscere, un fuoco che aveva covato sotto le ceneri sino a quel punto
Ebbe appena il tempo di formulare questo pensiero che sentì l’urgenza di liberare una forte scoreggia
Si sentiva molto tranquillo ed era consapevole che non avrebbe dato pubblico scandolo: era all’aria aperta, era da solo e non avrebbe certo dato fastidio ad alcuno…
Quindi, con voluttà quasi orgasmica, liberò il peto di cui sentiva l’urgenza
Ma non fu un semplice peto: fu un tuono, una bomba incendiaria, una di quelle scoregge che dalle nostre parti si chiamano “spaiddalenzuolo” (in altri termini, in italiano standard "lacera-lenzuolo") o anche “spacca mutande”, fu - in definitiva - una roboante emissione di potenza letale
Il Petolicchio, pur atterrito dall’immane impatto sonoro del suo peto, continuò a guidare imperterrito il suo scooter sino al porto di destinazione, spinto e velocizzato da un effetto di accelerazione prorompente tipo jet
Quando smontò di sella, vide con orripilazione che il sedile sul quale era stato seduto era totalmente lacerato e sconvolto (ed era ancora fumante, per di più forse anche puteolente)
Non ci posso credere!“, esclamò atterrito, più ancora che costernato, il Petolicchio
Preso da un’improvvisa consapevolezza con la mano andò a tastare il fondo dei suoi pantaloni e si rese conto che si erano lacerati per via della potenza dell'emissione gassosa e si ritrovava dunque a culo nudo
Come presentarsi con dignità in ufficio?
Che fare?
Cercó di rimediare alle meno peggio, drappeggiandosi attorno alla vita un orovvidenziale K-Way anti-pioggia che teneva di riserva nel bauletto dello scooterone
Con questo abbigliamento eccentrico si presentò ai colleghi di lavoro, senza svelarne l’arcano e così rimase per tutta la sua giornata

Non volle più riparare il sedile dello scooter nell’evenienza che simili eventi meteo prorompenti di origine intestinale potessero ripetersi in futuro (se gliene fosse stata data la possibilità mai avrebbe rinunciato ad un piatto di fumanti fagioli in salsa piccante messicana!)

La prudenza non è mai troppa, disse il vecchio saggio

Ed io concluderei qui con questa piccola morale: Mai dare un passaggio in auto al signor Petolicchio o ad un suo alter ego, specie se costui abbia mangiato fagioli messicani in salsa piccante!

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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