I muri antichi
sono sbrecciati,
con la superficie scabra
incisa di profonde ferite
Il mare é nero, eppure trasparente
Si gonfia e si sgonfia ritmicamente,
quasi respirasse
Nuoto avanzando verso il buio
che, lontano dalla riva, si fa
Davanti alla casa
cresce rigoglioso un carrubo
secolare
Un gigante
abbattuto da un fulmine
anni addietro
e poi risorto dalla ceppaia
con un giovane tronco
che in poco tempo s'è fatto poderoso
Per ogni cosa c'è un tempo
siamo condannati a fragili equilibri
e camminiamo sul filo della nostra vita
senza bilanciere e senza rete di protezione
Sono a Trapani, in un bar all'aperto nel centrale Corso Garibaldi, con il mio laptop aperto...
Il cielo si è rapidamente rannuvolato
E prende a piovere...
Sento il picchiettio della pioggia sul grande ombrellone aperto sulla mia testa...
Ombrelli aperti, gente che cammina frettolosa per non bagnarsi...
La via si svuota.
Ha preso a soffiare il vento...
Si alza l'odore terragnolo della polvere bagnata...
E' arrivata in pieno la malinconia dell'autunno, con la danza delle foglie secche che cadono al suolo.
Magari domani tornerà a risplendere il sole, ma intanto siamo in pieno dentro un primo scampolo d'autunno...
Poi, come è cominciata, la pioggia si ferma
E tutti come se niente fosse ritornano per strada...
In un giorno di settembre, con un meteo alquanto mutevole, ho deciso di fare passeggiata in bici sino alla Fossa del Gallo.
Il cielo era sereno e il sole picchiava forte quando sono partito da casa, ma si è rannuvolato nel tempo del mio tragitto.
Arrivato al cancello che immette all'interno dell'area che fa parte della Riserva marina di capo gallo, ho avuto un battibecco con il custode che ha alzato la catena per non farmi passare e che pretendeva il pagamento del pedaggio (1 euro).
Io ero all'asciutto e, in ogni caso, ritenevo una prepotenza la richiesta del pedaggio, visto che - solitamente - a quelli che fanno sport il balzello(peraltro illeggitimo, visto che ormai tutta l'area è di pertinenza della Riserva) non è richiesto.
Il custode, rozzo e villano nei suoi modi, mi ha fatto capire con la mimica che non dovevo insistere e basta, perché lui era impossibilitato a fare altrimenti.
E con un rapido sguardo obliquo ha indicato i suoi interlocutori (i suoi "padroni" che con fare mafiosesco continuano ad imporre i loro balzelli e nessuno sinora é riuscito ad imporre provvedimenti in sanatoria).
Gli ho girato le spalle per andarmene, ma siccome avevo proprio voglia di proseguire sino in fondo, ho letteralmente "raschiato il fondo" dello zaino, alla ricerca di eventuali spiccioli (per il resto, avevo il portafogli del tutto sguarnito).
Sono riuscito a racimolare 75 centesimi.
Sono tornato alla carica, ho porto le monetine al custode che le ha accettate (e devo riconoscergli: senza nemmeno brontolare).
E, così, ho potuto proseguire la mia passeggiata, anche se nel frattempo il cielo si era del tutto rabbuiato.
Ma è stato bello lo stesso: sono arrivato sino in fondo, percorrendo anche il tratto di sterrato subito dopo il faro, ho nascosto la bici in un anfratto tra le rocce e ho fatto una passeggiata a piedi, inerpicandomi tra gli scogli.
Il posto a cui si arriva percorrendo questo sterrato che va al di là del Faro di Capo Gallo e poi il sentiero che prosegue sulla scogliera sino al periglioso passaggio (in direzione di barcarello) che nelle cartine dell'Istituto Geografico Militare è segnato come "u' malu passu", è di una bellezza selvaggia, una roba quasi romantica: in cui ha la sensazione di essere davvero lontano da tutto, in un altro mondo, un mondo primitivo che non è stato ancora toccato nulla.
Paesaggio essenziale: il monte scosceso, la scogliera, il mare con le onde di spuma bianca che si frangono sulle rocce; in fondo, la sagoma inconfondibile dell'"Isola delle Femmine" e, oltre, il profilo di Montagna Longa (Carini).
Ero del tutto solo.
Poi, ho ripreso la bici e sono tornato indietro.
Ci sono tornato il giorno dopo (ed era il 21 settembre), sempre in bici: questa volta c'era il pieno sole, il cielo era intensamente azzurro, con tutt'altri cromatismi, ma il posto era sempre identico (per quanto diverso) con la sua meravigliosa e selvaggia bellezza..
Nella notte c'è stato un nubifragio violento.
Il cielo è stato invaso da una cotte fitta di nubi.
La pioggia a grosse gocce ha picchiettato, tamburellato, percosso.
Poi, all'alba le nubi si sono diradate e si sono aperti grandi scampoli di
Ha piovuto, a spizzichi e a bocconi per tutto il giorno.
Poi, alla fine, nel pomeriggio, è venuto giù un bel temporale.
L'aria di Mondello era pulita, lavata dalla pioggia da ogni traccia di polvere e quindi trasparente.
La coltre di nubi sospinta dal vento si era già aperta, lasciando grosse zolle di cumuli a navigare all'orizzonte, con il sole al tramonto che con i suoi ultimi raggi si sinsinuava di essi tingendoli di un morbido colore rosato.
Il volo aereo è stato tranquillo.
L'aereo semivuoto, al massimo una ventina di persone a bordo.
La veloce planata sulla costiera nord della Sicilia e poi all'altezza di Trapani, la lenta virata verso Sud che regala la vista su Monte San Giuliano, ammantato di nubi - e di Erice medievale appollaiata sulla rupe con le sue pietre antiche - e il profilo delle Egadi (e Marettimo - la più lontana delle tre sorelle - è la più indistinta nella bruma).
Questa pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari,
racconti e piccoli testi senza pretese.
Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).
Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?
La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...
Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...
Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....
Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.
E quindi ora eccomi qua.
E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.
Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.