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13 luglio 2022 3 13 /07 /luglio /2022 20:00
Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)

(21 marzo 2022) Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo), scritto a quattro mani da Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi (Nero, 2021) è un testo polimorfo sulla pandemia e sull'ambiente, sul suo degrado, sulle utopie della ecofriendlyness e di altri temi correlati che mi è piaciuto sin da subito, mi ha catturato - direi.

E' stata una lettura complessa, intrigante, a tratti difficile, ma capace di dare ai lettori vertiginose aperture su questioni attualissime e scottanti, dagli scenari pandemici, alle crisi energetiche, all'esaurimento delle risorse, alla retorica della green economy.
Ogni affermazione riportata è documentatissima e non manca alla fine del libro un ampio repertorio bibliografico che per i lettori che vogliano accedere direttamente alle fonti menzionate + una vera e propria miniera. Lo si può considerare una lucida narrazione del disastro prossimo venturo.

Questo scrivono i due autori nella loro premessa:


"Questo libro è una creatura strana. Nasce da una newsletter, 'MEDUSA - Storie dalla fine del mondo', che abbiamo iniziato qualche anno fa, scrivendo ogni due settimane di natura e società, letteratura e ambiente.
Ci sembrava che in Italia, nel nostro panorama culturale, si parlasse troppo poco di crisi ecologica e climatica e che, quando se ne parlava, se ne parlava ricorrendo al linguaggio tecnico, o prescrittivo, oppure ancora  in termini spesso riduttivi. Il numero zero di MEDUSA è dell'ottobre 2017. Da allora è cambiato il mondo; Com'è ovvio, è cambiata anche la sua fine, e le storie della fine. Mentre scrivevamo, abbiamo assistito alla più grande protesta ambientalista di sempre e alla prima pandemia del secolo. Nel frattempo la newsletter ha raccolto una comunità di lettori attenti che ci ha portato a conoscere libri e persone, e ci ha spinto più di una volta a cambiare idea sulle cose.
Dopo quasi cento numeri, ci è sembrato finalmente chiaro che tutto quello che avevamo scritto su questi temi - per MEDUSA e per altri libri e riviste - fosse connesso in un racconto più ampio, una storia che abbiamo provato a ricomporre, e poi completare, qui dentro.
Anche per questo, abbiamo scelto di unire le nostre due scritture in una sola voce e di usare la prima persona singolare: da qui in poi, siamo un io.
" (p. 7)


(Seconda di copertina) I roghi, le alluvioni, l'aria intossicata, le estinzioni di massa, la pandemia. L'emergenza climatica ci sta abituando a disastri ecologici che sono sintomi di una catastrofe già in atto. Mentre l'universo politico discute di green economy e capitalismo sostenibile occorre iniziare a misurarsi con dubbi finora impensabili: siamo davvero sull'orlo dell'estinzione? Com'è possibile sopravvivere su un pianeta che sta esaurendo le sue risorse? Quali legami si possono ancora tessere nel pieno di uno stravolgimento che non è solo ambientale, ma anche filosofico, sociale e morale? Nato dall'omonima newsletter bisettimanale che in quattro anni ha raccolto migliaia di iscritti, "Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)" è un viaggio che dalla cima del Pirellone vi porterà alla Gola di Xiling, e poi ancora lungo le rive del Mississippi e nelle grotte di Tora Bora, nel verde amazzonico e nel petrolio nigeriano, tentando l'ultimo rito che resta di fronte al disastro: raccontarlo.

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5 luglio 2022 2 05 /07 /luglio /2022 09:21
Nicholas Searle, L'inganno perfetto, Rizzoli

L'inganno perfetto (The Good Liar nella traduzione di Giacomo Cuva, e pubblicato da Rizzoli nel 20022, nella collana "Narrativa Straniera) di Nicholas Searle è un bel romanzo ad incastro.
Comincia con l'incontro tra Roy e Betty, attraverso un sito di incontri online.
Si capisce quasi da subito che Roy è un grande truffatore e che sta architettando qualcosa ai danni di Betty.
Nel romanzo si giunge a questa verità lentamente; mentre il film che ne è stato tratto precorre le tappe, presentandoci Roy come un essere abietto e spregevole.
La narrazione procede per progressioni mostrandoci con diversi flashback episodi della vita di Roy, mentre ben poco ci dice di Betty, se non quello che lei dichiara di sé nel momento della prima conoscenza diretta con Roy.
Poi, oltre la metà, c'è un colpo di scena che ci mostra i veri antecedenti di Betty che qui non rivelerò e le sue motivazioni.
Attraverso una narrazione magistrale si giunge ad un capovolgimento delle premesse iniziali.
E si comprende che la storia è la messa in scena di una nemesi.
Non si può dire altro, a rischio di spoilerare.
Chi ha già visto il film conosce già la storia.
Ma chi non l'avesse visto deve avere lasciato intatto il piacere della lettura.

(Risguardo di copertina) Mentire è l'arte più pericolosa e raffinata: sui siti di incontri tutti gli uomini sono ben vestiti e le donne hanno il volto di porcellana, ma questa volta le foto non mentono.
Roy la riconosce appena entra nel locale: lineamenti di porcellana e una figura esile, perfetta, l’incedere fiero e sfrontato. Niente a che vedere con le vedove assegnategli finora dal sito che accoppia maldestramente vecchi insignificanti a donne consumate e depresse. Anche Betty lo individua subito: distinto e autorevole, capelli candidi ravviati all’indietro, occhi azzurri impressionanti. Se lo scorrere del tempo non avesse conferito a quello sguardo un che di malinconico, la donna di fronte a lui avrebbe quasi paura. Ma non importa, perché lo ha trovato e vuole andare fino in fondo. Perché ci sono cose che non possono essere dimenticate. Né perdonate. A Roy, lei sembra un dono piovuto dal cielo, il bersaglio ideale per il colpo che lui, truffatore di lungo corso, intende mettere a segno. L’ultimo, il più importante, un vorticoso giro di roulette prima di ritirarsi dalle scene. Il piano è semplice, un classico più volte collaudato. Basta attenersi al copione e funzionerà. E infatti, come previsto, Betty gli apre le porte del suo mondo. Eppure, a poco a poco, Roy si ritrova su un palcoscenico diverso, protagonista suo malgrado di un secondo atto inatteso e funambolesco, il più insidioso cui abbia mai preso parte.

Nicholas Searle

La storia che ci consegna Nicholas Searle è un thriller vorticoso, pieno di colpi di scena e ambiguità; entrambi i protagonisti hanno qualcosa da nascondere: per uno dei due questa amicizia sarà solo un inganno perfetto.
Forte di una scrittura asciutta e briosa, Nicholas Searle ci consegna una storia ingegnosa di scatole cinesi e ambiguità, un romanzo da cui nasce oggi un film in cui i due protagonisti hanno il volto di Helen Mirren e Ian McKellen, mostri sacri del cinema contemporaneo.

L'autore. Nicholas Searle è cresciuto in Cornovaglia e ha studiato lingue a Bath e Göttingen. L’inganno perfetto, da cui è tratto l’omonimo film con Helen Mirren e Ian McKellen, è il suo primo romanzo. Nel 2020 con Rizzoli ha pubblicato anche Il traditore.


Trailer ufficiale del film
 

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4 luglio 2022 1 04 /07 /luglio /2022 06:43
L'ultima missione di Gwendy

L'ultima missione di Gwendy (titolo originale: Gwendy's Final Task, nella traduzione di Luca Briasco), scritto a quattro mani da Stephen King e Richard Chizmar e edito neel 2022 da Sperling&Kupfer (Collana Pandora), é il terzo ed ultimo volume della saga di Gwendy, facendo seguito a "La scatola dei bottoni di Gwendy" e a "La piuma magica di Gwendy".
Gwendy è stata nominata custode della magica "scatola dei bottoni" da un certo (e misterioso) Mr Farris, per la prima volta quando aveva appena dieci anni e, successivamente, quando già si affacciava ad una carriera di scrittrice di successo.
La scatola dei bottoni regola in qualche modo il destino del mondo: premere i suoi diversi bottoni (di colore differente, uno per ciascun continente) puoi causare in parti diverse del mondo disastri e tragedie immani (che - chi sa come - accadono in base alle visualizzazioni di colui che preme il bottone). Ma vi è anche un bottone, quello rosso, che potrebbe realizzare i desideri più malvagi di colui che lo preme, mentre quello nero, se pressato, potrebbe causare la distruzione della Terra e forse perfino dell'intero Universo.
In qualche modo perverso, la scatola dei bottoni è uno strumento che potrebbe assecondare i desideri di colui che la ha in custodia.
La scatola, inoltre esercita, un potere su chi la tiene con sé e, sottilmente, potrebbe condurlo a premere il bottone sbagliato.
Ma, nello stesso tempo, è dotata di due dispositivi per alleviare la tensione del suo custode e per gratificarlo.
Si tratta di due levette: premendo una di esse esce dalla scatola un cassettino che dispensa un cioccolatino buonissimo con le fattezze di un animale via via diverso, mentre azionando l'altra si ottiene un dollaro d'argento di antico conio.
Farris di tanto in tanto ha bisogno di reclutare un aiutante, quando il peso di tenere con sé la scatola dei bottoni si fa per lui eccessivo. E' così che Gwendy viene reclutata la prima volta, perchè egli - dopo averla a lungo osservata - ritiene che - malgrado la giovane età - abbia la saggezza necessaria per poterla gestire.
Ora che Gwendy ha raggiunto quasi i 65 anni (siamo nel 2026) ed è senatrice al congresso degli USA, Farris si manifesta nuovamente, per la terza volta. E' vecchio e stanco, deperito. E affida a Gwendy per la terza volta il pericoloso oggetto, dicendole che i custodi precedenti sono tutti morti, poichè la scatola aveva assunto troppo potere nei loro confronti, inducendoli a fare delle cose che non avrebbero dovuto (premendo i bottoni che non andrebbero mai toccati). Le dice anche che qualcosa è cambiato e che delle forze contrarie vogliono impadronirisi della scatola per alterare l'equilibrio dell'Universo.
Gwendy, controvoglia, viene ingaggiata per la sua ultima missione: in fondo, sente il forte richiamo del dovere, malgrado il peso di aver tenuto la scatola dei bottoni, la prima volta, per ben dieci anni di seguito. Ma forse, proprio per questo, Farris si è rivolto a lei.
Si tratta di portare la scatola dei bottoni nello spazio e distruggerla irrevocabilmente.
E qui comincia il racconto di quest'ultimo capitolo della saga di Gwendy.
La sua partecipazione, da civile, all'impresa spaziale si alterna al racconto della sua vita precedente sino al terzo incontro con Farris.
La sua impresa non sarà semplice, anche perchè Gwendy deve combattere con i sintomi incipienti di un Alzheimer che possono essere soltanto temporaneamente rallentati dai cioccolatini magici dispensati dalla scatola (non sempre, però, soltanto quando la scatola lo decide) ed anche con forze oscure che si oppongono alla sua missione.
Non dico altro, per non rovinare il piacere della lettura, ma come sempre nelle narrazioni kinghiane la parte fascinosa è l'affabulazione, la capacità di tessere storie che si agganciano alla trama principale.
In ogni caso, qui, riemergono molteplici temi di Stephen King, l'universo di Derry e quello di Castle Rock (due cittadine immaginarie del Maine) dove sono ambientate molte sue storie, ma anche quello dei malefici uomini in giallo (che - se non ricordo male - compaiono in "Cuori in Atlantide": "The low men in yellow coats") e gli elementi della saga della Torre Nera e del Re Rosso che costantemente attenta all'equilibrio dei mondi: insomma, per quanto in maniera sintetica, si dispiega nella narrazione tutta la cosmogonia kinghiana. E da questo punto di vista, essendo in gioco i massimi sistemi coinvolti nell'eterna lotta tra il Bene e il male, il mantenimento dell'equilibrio dell'intero Universo è pur sempre transitoria, poichè è prevedibile che possano esservi altri - e più subdoli - attacchi alla sua integrità.
Devo dire che le immagini finali del romanzo (non le descriverò) sono bellissime e commoventi e che mi è dispiaciuto commiatarmi da Gwendy, così come mi è accaduto con la scomparsa di scena del protagonista di "Elevation", uno dei più recenti (e brillanti) romanzi brevi di Stephen King.
Questa trilogia (soprattutto i suoi due primi capitoli) mi ha accompagnato nei primi due anni della pandemia.
Ah! Aggiungo qui che, nella narrativa di King e Chizmar, anche la attuale pandemia sarebbe stata causata da uno dei custodi "deboli" della scatola che avrebbe premuto sconsideratamente il tasto con il colore dell'Asia.
Il presente volume - come i due precedenti della "saga di Gwendy" - sono abbelliti da numerose illustrazioni. In questo caso quelle di Bob Baldwin e di Keith Minnion.

 

(Risguardo di copertina) Gwendy Peterson è tornata, e l'esito della battaglia tra Bene e Male è nelle sue mani.
Quando Gwendy Peterson aveva dodici anni, uno sconosciuto chiamato Richard Farris le consegnò una misteriosa scatola di mogano, da custodire con cura. Quell'oggetto dispensava dolcetti e vecchie monete, ma era molto pericoloso: premere uno dei suoi sette bottoni colorati poteva portare morte e distruzione. La scatola dei bottoni è ricomparsa a più riprese nella vita di Gwendy: diventata una scrittrice di successo e una figura politica in ascesa, ha dovuto di nuovo fare i conti con la tentazione costituita da quell'oggetto inquietante. Ora è il 2026, Gwendy Peterson ha sessantaquattro anni e a breve sarà il primo senatore in carica degli Stati Uniti a viaggiare su un razzo fino a una stazione spaziale. Il suo incarico, sulla carta, consiste nel monitoraggio climatico. Ma a nessuno sfugge la valigetta bianca con sopra la scritta materiale top secret che tiene ben stretta a sé. Il vero motivo del suo viaggio è lì dentro: una scatola di mogano che, ancora una volta, Gwendy deve proteggere a ogni costo dalle oscure forze del male che cercano di impossessarsene. È giunto il momento di portare a compimento la sua missione più importante e più segreta: salvare il mondo. E, forse, tutti i mondi possibili.
Stephen King e Richard Chizmar firmano l'atto finale della trilogia iniziata con La scatola dei bottoni di Gwendy e La piuma magica di Gwendy, un'avventura che tocca alcuni dei luoghi più iconici dell'immaginario kinghiano, da Castle Rock a Derry, e ne espande i confini oltre il pianeta terra.

 

Gli autori

Stephen King

Stephen King è autore di romanzi e racconti best seller che attingono ai filoni dell’orrore, del fantastico e della fantascienza, ed è considerato un maestro nel trasformare le normali situazioni conflittuali della vita – rivalità fra coetanei, tensioni e infedeltà coniugali – in momenti di terrore. Quando è ancora piccolo, sua madre deve far fronte a grandi difficoltà, perché il padre uscito di casa per fare una passeggiata non fa più ritorno. Nel 1962 inizia a frequentare la Lisbon High School e comincia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste, senza però alcun successo concreto. Conclusi gli studi superiori entra all'Università del Maine ad Orono, dove gestisce per un paio d'anni una rubrica all'interno del giornale universitario. Nel 1967 termina un primo racconto breve a cui fa seguito, qualche mese dopo, il romanzo La lunga marcia che riceve giudizi lusinghieri. Sottopone Carrie alla casa editrice Doubleday e ottiene un assegno di 2500 dollari come anticipo per la pubblicazione del romanzo.
A maggio arriva la notizia che la Doubleday ha venduto i diritti dell'opera alla New American Library per 400.000 dollari, metà dei quali spettano di diritto all'autore. Così, a ventisei anni, Stephen King lascia l'insegnamento per dedicarsi alla professione di scrittore. Da quel momento la sua carriera non avrà più interruzioni. Nel 1971 si sposerà con Tabitha, conosciuta due anni prima lavorando nella biblioteca dell'Università. Con un'operazione innovativa, il 14 marzo 2000 diffonderà esclusivamente su Internet il racconto Riding the Bullet. Nell'autunno dello stesso anno pubblicherà On writing: autobiografia di un mestiere, un'autobiografia e una serie di riflessioni su come nasca la scrittura. Tra i suoi libri più noti si ricordano Shining (1976; il film, del 1980, venne diretto da Stanley Kubrick); La zona morta (1979; versione cinematografica del 1983, per la regia di David Cronenberg); Christine la macchina infernale (1983; il film, dello stesso anno, è di John Carpenter); It (1986, il film è del 1990); Misery (1987; noto in Italia con il titolo Misery non deve morire, la pellicola è stata realizzata da Rob Reiner nel 1990), Mr Mercedes (2014). Tra gli altri ricordiamo: Cuori in Atlantide (2000), La casa del buio (2002), Notte buia, niente stelle (2010), Chi perde paga (2015), Fine turno (2016), The Outsider (2018), Elevation (2019), L'istituto (2019) e Later (2021). È del 2016 la nuova edizione aggiornata di Danse macabre, pubblicato da Frassinelli con l'introduzione e cura di Giovanni Arduino. A Stephen King è stata assegnata nel 2003 la National Book Foundation Medal per il contributo alal letteratura americana, e nel 2007 l'Associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award.

Richard Chizmar

 

Richard Chizmar è editore della casa editrice Cemetery Dance e redattore dell'omonima rivista, specializzata in particolare nel genere horror. Oltre a scrivere racconti, sceneggiature e a insegnare scrittura creativa, collabora da tempo con Stephen King ad alcune edizioni speciali dei suoi libri. Nel 2018 Sperling & Kupfer ha pubblicato il breve romanzo La scatola dei bottoni di Gwendy, scritto a quattro mani con Stephen King. Nel 2020 esce La piuma magica di Gwendy (Sperling & Kupfer).

La scatola dei bottoni di Gwendy

(risguardo di copertina) Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

«Gwendy ci sta a cuore. A dire il vero, io in un certo senso me ne sono innamorato, e mi fa davvero piacere che sia tornata per una nuova avventura»

Stephen King

La piuma magica di Gwendy

(dal risguardo di copertina) Dopo il successo della Scatola dei bottoni di Gwendy, scritto a quattro mani con Stephen King, Richard Chizmar ci riporta a Castle Rock – patria d'elezione dell'immaginario kinghiano – per raccontarne il seguito. Una storia mozzafiato che ci interroga sul peso del fato e delle nostre decisioni, e sul prezzo che dobbiamo pagare per quelle stesse scelte quando ci portano a realizzare i nostri desideri più profondi.

Bentornati nella città degli incubi. Dopo una bufera di neve, la piccola città di Castle Rock si risveglia all'improvviso dal suo torpore: due adolescenti sono scomparse nel nulla. Lo sceriffo e la sua squadra danno subito il via alle ricerche, in una drammatica corsa contro il tempo. A Washington, Gwendy Peterson ha iniziato una nuova vita, conquistando la fama come scrittrice e come politica. Si è lasciata alle spalle l'infanzia trascorsa a Castle Rock e il ricordo dell'estate in cui un uomo misterioso le aveva dato in custodia una scatola dotata di bottoni colorati e di ambigui poteri. Tornato a riprendersela, lo sconosciuto le aveva promesso che non l'avrebbe rivista mai più. E invece, ora, ecco ricomparire quella scatola, senza motivo e senza istruzioni. Proprio mentre da Castle Rock le giunge la notizia delle ragazze scomparse. Gwendy ha sempre pensato di essere l'unica artefice del proprio successo, frutto di tenacia e duro lavoro. Ma forse il suo destino è legato a doppio filo a quella misteriosa scatola. Forse la missione che le era stata affidata non è ancora del tutto compiuta. Forse la attendono nuovi incubi da scongiurare prima di poter dormire sonni tranquilli.

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29 giugno 2022 3 29 /06 /giugno /2022 12:41
John Case, Sindrome, Marco tropea Editore

Sindrome (titolo originale: The Syndrome, nella traduzione di G. Carlotti) di John Case, pubblicato da Marco Tropea Edizioni (Collana I Marlin) nel 2002, mi ha preso molto, così come mi era piaciuto leggere, di John Case (in realtà una premiata ditta costituita da due scrittori, marito e moglie), L'Ombra del Cavaliere. Si tratta di un romanzo "complottista" in cui i cattivi tramano per ottenere il controllo delle menti di alcuni soggetti manovrabili e all'occorrenza anche sacrificabili.
Il tema sviluppato è lo stesso - fatte le debite differenze - de "Il Candidato della Manciuria", ad esempio ed è lo stesso tema quello che pervade il saggio d'inchiesta "Capre di Guerra" o anche "L'Uomo che fissa le Capre" (tradotto in un bel film nel 2009) o anche il recente romanzo di Stephen King "The Institute" per arrivare alla recentissima tetralogia elaborata da Dean Koontz che ha avuto esordio con "Il silenzio uccide", per non parlare del romanzo di quest'ultimo "Falsa memoria", di molti anni antecedente.
Il controllo delle menti altrui: un tema caro ai complottisti che, in tempo di pandemia, é ritornata in versione modificata, quando alcune frange estremiste dei no-vax hanno preso a sostenere l'idea che la vaccinazione di massa fosse solo un pretesto per realizzare - attraverso l'inserimento sottocutaneo di un microchip - il controllo globale dei cittadini del mondo, tematica peraltro discussa in modo intelligente e dialettico dagli esperti in "biopolitica" in cui uno degli assi portanti è il fatto che la politica contemporanea tenda sempre di più a realizzare attraverso l'enfatizzazione delle misure di controllo e di regolamentazione delle misure sanitarie un estensivo controllo dei corpi dei cittadini e, di conseguenza, una subordinazione delle loro menti.
Qui, vi è ovviamente di più, perché vi viene ventilata l'ipotesi di pochi che si assumono il ruolo di demiurghi onnipotenti e di "spazzini" della diversità e del dissenso, in modo tale da poter governare le sorti del mondo verso direzioni che siano conformi alle proprie vedute personali.
Lo sviluppo della trama di questo romanzo che, in qualche misura ricade nel genere del "medical thriller", è efficace ed incalzante. Io che solitamente passo con facilità e per il gusto del cambiamento da una lettura all'altra nel corso della stessa giornata sono stato polarizzato da questa narrazione.
Come spesso capita con molti di questi romanzi, un ampio spazio è dedicato all'intrigo, mentre il finale rimane sfumato e forse frettoloso: quello che conta è il tragitto che si compie non il raggiungimento di una soluzione finale.
In ogni caso, traspare evidente da questa narrazione che non vi sono né vincitori né vinti e che, mentre i due protagonisti, Jeff Duran e Adrienne, riescono ad avere salva la loro vita, i loschi affari dei "cattivi" guidati da una mentalità distorta potranno proseguire in forme mutate e pur sempre occulte.
Tutto passa nel dimenticatoio; nessuna inchiesta ufficiale verrà mai avviata. E, sicuramente, il mostro tentacolare da qualche parte è pronto a risorgere.

Ho acquistato questo volume molti anni fa come occasione remainder, e mi sono ritrovato a leggerlo, solo ora, sicuramente a distanza di più di 15 anni. Anche questo è bello, ritrovarsi a pescare - di quando in quando - dalla propria riserva di libri una lettura che ci soprende o che ci appassiona, spinti dalla curiosità e dall'estro e ritrovarsi a leggere con passione.

 

#lemieletture #thriller #medicalthriller

 

(soglie del testo) Florida 2000. Nico è una giovane di trent'anni, soffre di forti crisi depressive ed è in cura da uno psicologo, Jeff Duran. Nel corso di una vacanza, uccide inspiegabilmente un anziano signore sulla sedia a rotelle. Passano poche settimane, e si toglie la vita. Adrienne, la sorella, vuole capire cosa abbia portato alla morte Nico. Convinta che Duran sia il responsabile, comincia a indagare su di lui con l'aiuto di un investigatore. E scopre che anche lo psicologo ha una mente molto instabile, e una doppia identità. Ma quello che non avrebbe mai potuto immaginare è che l'uomo e la sorella erano assidui visitatori di un misterioso sito internet, legato a una diabolica macchinazione.

 

(Risguardo di copertina) A Jeff Duran non piace uscire, e ogni volta che si allontana dal suo appartamento dove esercita la professione di psicologo sente crescere il panico. A volte gli vengono in mente frasi in lingue straniere che non dovrebbe conoscere, oppure ricorda all'improvviso odori e suon.
Ma queste sensazioni scompaiono velocemente, senza lasciare traccia, e lo restituiscono allo scorrere monotono e tranquillo della sua vita. Finché un evento, il suicidio di Nico, una sua paziente, si abbatte su di lui come un incubo. Nico ha una sorella, Adrienne, che è convinta che lo psicologo sia responsabile della tragedia ed è perciò decisa ad indagare su di lui. Ciò che emerge dalle sue ricerche è sconvolgente: Duran non ha frequentato l'università, non ha titoli per esercitare la professione, ed è stato addirittura dichiarato deceduto parecchi anni prima.
Ma chi è davvero Jeff Duran? La ragazza non ha il tempo di soffermarsi su questa domanda: come Jeff anche lei è finita nel mirino di qualcuno che li vuole morti, qualcuno che rappresenta una minaccia per il mondo intero. L'oscuro passato di Jeff e il suicidio di Nico fanno parte del piano apocalittico di un'organizzazione che, attraverso l'ipnosi e la neurochirurgia, ha trasformato persone inconsapevoli in pedine sacrificabili, programmate per eseguire ordini, perfino sentenze di morte. E ora Jeff e Adrienne sono gli unici a poter fermare tutto ciò; ma per farlo dovranno lottare non solo contro l'organizzazione ma anche contro la mente e i ricordi di Jeff; un territorio in cui nulla è come sembra e dove potrebbe annidarsi il loro vero nemico.

 


L'autore. John Case è lo pseudonimo di Jim Hougan e Carolyn Hougan, marito e moglie nella vita, ambedue scrittori affermati con delle opere proprie.
Jim Hougan è anche un giornalista d'inchiesta e autore di broadcast. Vive ad Afton in Virginia. La scrittura a due di Jim e Carolyn si è fermata a seguito della morte di Carolyn Hougan per carcinoma nel 2007.
La coppia ha firmato sei romanzi sotto pseudonimo (di cui solo due sono stati tradotti in Italiano) e precisamente:
The Genesis Code (1997)
The First Horseman, tradotto con il titolo "L'Ombra del Cavaliere" (1998)
The Syndrome (2001; pubblicato con il titolo Trance State in the UK e Sindrome, in Italia)
The Eighth Day (2002)
The Murder Artist (2004)
Ghost Dancer (2006; published as The Dance of Death in the UK)

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24 giugno 2022 5 24 /06 /giugno /2022 10:50
David Lagerkrantz, Il Cielo sopra l'Everest, Marsilio

David Lagerkrantz con il suo Il Cielo sopra l'Everest (nella traduzione di Carmen Giorgetti Cima), pubblicato da Marsilio nel 2018 (Collana Romanzi e Racconti), s'è ispirato a fatti realmente accaduto, cioè alla grande tragedia della montagna verificatasi nel marzo 1996 e raccontata in "Aria Sottile" con lo stile di una tragica cronaca in soggettiva da Jon Krakauer, presente a quella immane tragedia della montagna, in quanto inviato dalla rivista Outside, ma egli stesso scalatore e sportivo dell'estremo.
Gli eventi narrati da Lagerkrantz sono spostati in avanti, rispetto a quelli reali, e avvengono nel 2000. I personaggi sono tutti di fantasia, ovviamente, e Lagerkrantz - nel delineare le loro personalità nei cui tratti si colgono i fattori scatenanti la tragedia che avrà luogo - riesce a costruire un avvincente e credibile thriller psicologico.
La lettura del romanzo di Lagerkrantz mi ha indotto a riprendere in mano e a sfogliare l'insuperabile racconto di Krakauer.
Tutta la vicenda è costruita con assoluta rigore: alla fine, l'autore riporta anche una bibliografia di testi essenziali sull'Everest.
Sia Aria Sottile che la vicenda narrata da Lagerkrantz hanno visto delle trasposizioni cinematografiche.


(Soglie del testo) «Spesso nei miei pensieri l'Everest diventava qualcosa di diverso da una montagna, un oscuro punto verso cui mi ero diretto, e se avevo cercato di rispondere alla domanda "perché scalare", forse avevo finito per rispondere a qualcos'altro.» – David Lagercrantz
"Aveva lasciato che l'ombra del passato oscurasse le montagne, ben prima che lo facessero le nuvole."
Ispirato a fatti realmente accaduti, un romanzo avvincente e drammatico dall'autore di Millennium 4 e 5. Una magistrale messa in scena di desiderio, rivalità e dolore tra le vette dell'Himalaya.
Nel maggio del 2000, in Nepal, una spedizione organizzata dal ricco e famoso stilista Paulo Villari si appresta a scalare la montagna più alta del mondo. A capo del gruppo composto da alpinisti dilettanti, c'è Giuseppe Cagliari, amico d'infanzia di Villari, riconosciuto come la guida più esperta dell'Everest. Ma Cagliari è sotto pressione e le tensioni all'interno della spedizione sono alle stelle. Nell'aria rarefatta della montagna, la sua capacità di giudizio si appanna e conduce gli alpinisti in vetta troppo tardi. Durante la discesa, il tempo peggiora e la spedizione viene bloccata da una violenta tempesta. Mentre la situazione diventa sempre più disperata, vecchie ferite si riaprono e tra i membri del gruppo cominciano a serpeggiare follia e allucinazioni.

Hanno detto
«È stato un colpo di genio usare l'Everest come sfondo per un thriller accuratamente documentato» (Vagabond)

«Un grandioso racconto su desiderio e pazzia sulla montagna più alta del mondo» (Hemmets Veckotidning)

L'Autore. È un giornalista e autore svedese, conosciuto soprattutto per essere l'autore della biografia di Zlatan Ibrahimovic: Io, Ibra. Ha firmato un contratto in esclusiva con la casa editrice svedese Norstedts per realizzare un quarto libro della saga di Millennium (Quello che non uccide) in occasione del decimo anniversario dell'uscita di Uomini che odiano le donne. A questo è seguito il quinto libro della saga, L'uomo che inseguiva la sua ombra. Tra gli altri suoi libri ricordiamo La caduta di un uomo. Indagine sulla morte di Alan Turing, oltre a Il cielo sopra l'Everest.

 

Jon Krakauer, Aria Sottile, Corbaccio

Aria sottile (titolo originale: Into the air, nellatraduzione dall'inglese di Lidia Perria), pubblicato per la prima volta in traduzione italiana da Corbaccio nel 1998, è un libro-reportage che, pur essendo stato lanciato nel mercato editoriale quasi trent'anni fa é tuttora attuale e non ha perso nulla del suo smalto e della sua tragica grinta.
Qui, Krakauer sulla base di testimonianze raccolte e delle osservazioni da lui effettivamente compiute, poiché - nel marzo 1996 - era proprio sul posto, al campo Base, inviato speciale di "Outside", la rivista per cui lavorava, per scrivere un resoconto sulla sua personale esperienza di scalatore dell'Everest, racconta la tragedia che si consumò ad alta quota, quando per una serie di sfortunate circostanze 13 alpinisti (anche per via del sovraffollamento) morirono in prossimità della vetta più alta del mondo.
Krakauer, dunque, era sul posto non come semplice osservatore, ma come scalatore; e il suo compito era appunto quello di scrivere il resoconto della sua impresa: questo mandato iniziale si trasformò in una scrittura catartica, poiché dei cinque di cui faceva parte la sua spedizione ben quattro morirono durante la scalata, compreso il capo-spedizione e altri nove, appartenenti ad altri gruppi, nelle stesse giornate persero la vita (più altri tre nei mesi successivi). Una vera ecatombe.
Quello che avrebbe docvuto essere un articolo di contenuto sportivo estremo diventò così un libro di denuncia sulla "follia degli ottomila".
Infatti, attraverso il racconto di Krakauer venne fuori a chiare lettere l'insensatezza di queste imprese di "massa", organizzate per consentire a chiunque lo desideri di arrivare (purchè abbia il denaro gli elevatissimi costi per la partecipazione) sulla cima più alta del mondo e la denuncia di una forma distorta di escursionismo di massa, inflazionato per mere esigenze commerciali e di consumismo sportivo.
Krakauer, oltre ad essere spinto dalla necessità di elaborazione di quella grande tragedia della montagna, vissuta in prima persona, cercò di ricostruirne punto per punto la storia degli eventi terminali ma anche di tutti i suoi preoccupanti annunci che nessuno fu in grado di cogliere, tentando di attivare una seria e critica riflessione su questo fenomeno, cercando di togliere via tutti i veli delle retorica che ammantano simili imprese..

Il volume è corredato di una ricca collezione di foto a colori e di interessanti illustrazioni realizzate da Randy Rackliff.

(risguardo di copertina) Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.

Sull'autore. Jon Krakauer, saggista e alpinista statunitense, conosciuto per i suoi libri riguardanti la vita all'aria aperta e l'alpinismo. Nel 2003 è entrato nel campo del giornalismo investigativo.
Gran parte della popolarità come scrittore è dovuta all'attività di giornalista che svolse presso l'«Outside magazine». Nel novembre 1983, abbandonò il lavoro part time di pescatore e carpentiere per diventare uno scrittore a tempo pieno. La sua attività di giornalista freelance riguarda vari campi.
Il bestseller Nelle terre estreme venne pubblicato nel 1996 e assicurò a Krakauer una reputazione come notevole scrittore di avventure. Nel libro, Krakauer traccia parallelismi tra la sua esperienza e le sue motivazioni e quelle di McCandless.
Da Nelle terre estreme è stato tratto il film Into the Wild - Nelle terre selvagge, diretto da Sean Penn, uscito nelle sale americane nel 2007 e in quelle italiane il 25 gennaio 2008.
Nel 2003, In nome del cielo fa diventare Krakauer il terzo scrittore bestseller della saggistica. Il libro esamina gli estremismi del credo religioso, in particolare i rami cadetti del fondamentalismo mormone.
Dal 2004 è curatore della serie "Esplorazioni" della serie "Modern Library" (della Random House).
Nel 2016 pubblica con Corbaccio Senza Consenso. Nel 2018 per lo stesso editore esce Estremi.

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22 giugno 2022 3 22 /06 /giugno /2022 14:38

E' una lettura che ho completato nel corso del 2021, con grande piacere, centellinandone ogni singolo capitolo

Per sentirsi a casa non sempre bisogna oltrepassare la soglia di una porta affacciata su un marciapiede.
A volte ci sentiamo a casa in un vasto spazio che coincide con la volta celeste, uno spazio fatto
dell'acqua che beviamo e del cibo che ci indurisce le ossa. A volte è l'insieme delle esperienze e dei ricordi a farci da casa, e a volte siamo a casa dovunque ci troviamo, purché ci stia accanto la persona giusta.




Lynn Schooler, L'orso azzurro (The Blue Bear, nella traduzione di Federica Oddera), Guanda (I Narratori della fenice), 2002

L'Orso Azzurro, Lynn Schooler

L'orso azzurro. Breve storia di una fotografia (The Blue Bear, nella traduzione di Federica Oddera) di Lynn Schooler, pubblicato da Guanda nel 2002 nella Collana I Narratori della Fenice, è stato per me una bella lettura, per quanto con un lungo periodo di gestazione.
E' il resoconto - appassionante, ma anche filosofico, se vogliamo - di una caccia fotografica durata anni e che è anche la storia di un percorso di vita. L'agognata preda fotografica - ovvero l'Orso Azzurro di cui sono stati registrati soltanto pochissimi avvistamenti nel cuore delle lande più sperdute dell'Alaska - viene inseguita da Lynn Schooler assieme al fotografo naturalista Michio Hoshino.
Anzi è quest'ultimo ad essere per Lynn fonte di ispirazione e di perseverazione.
La cosa importante non è tanto raggiungere lo scopo, quanto piuttosto il poter compiere nel frattempo un percorso, fatto di acquisizione di conoscenze ma anche di crescita interiore.
Il libro racconta anche dell'intensa amicizia che si sviluppa nel corso degli anni durante innumerevoli spedizioni sul campo, in luoghi remoti e bellissimi nel bel mezzo di una natura inospitale e nello stesso meravigliosa, tra l'autore e il fotografo giapponese, morto precocemente proprio in un incidente di "caccia fotografica" (venne tragicamente sbranato da uno degli orsi che popolavano una riserva nella penisola della Kamchatka e che si era recato a fotografare).
E' indubbiamente una storia capace di attrarre chi ama i resoconti di viaggio e le avventure naturalistiche nel cuore della natura selvaggia ma è anche la rappresentazione (o narrazione) d'un intenso percorso di formazione.

Lynn Schooler

(Risguardo di copertina) Juneau, Alaska: un piccolo centro isolato dal resto del mondo, neppure una strada, solo montagne immense, foreste e ghiacciai che incombono sul piccolo porto, e poi chilometri di costa scoscesa, di isole disabitate, di profonde insenature e di fiordi scavati nel corso dei millenni dalla forza primordiale del ghiaccio e dalla violenza del vento. È questo il luogo inospitale in cui Lynn Schooler ha scelto di vivere, rintanato nella barca con cui svolge il suo mestiere di guida per fotografi alla ricerca di orsi e balene, ed è da Juneau, dall'interno di quella barca ancorata al porto, che Lynn ci scrive dell'Alaska, con gli occhi fissi sulla sua fotografia più misteriosa e preziosa, l'immagine sfocata dell'orso azzurro, il plantigrado dei ghiacciai che spesso neppure in una vita di esplorazioni e di ricerche si ha la fortuna di avvistare e che lui, in dieci anni di viaggi,  ha potuto avvicinare una volta, al tramonto, quando ormai tutto pareva suggerirgli di abbandonare le speranze. La storia che Schooler ci racconta è insieme la dichiarazione di un legame indissolubile con una terra ancora intatta e selvaggia, a volte crudele nella violenza delle sue tempeste, accecante nella bellezza dei suoi paesaggi, e la ricerca lunga e appassionata dell'animale mitico. Ma prima ancora c'è l'amicizia, la fratellanza, il senso di comunione che, avventura dopo avventura, lega sempre di piùil narratore a Michio Hoshino, fotografo naturalista giapponese che trasmette a Lynn il desiderio di fotografare l'orso azzurro.
Ripercorrendo le storie avvincenti di una terra splendida e selvaggia Schooler ci conduce in un viaggio che è anche un percorso di formazione, ricordando incontri e addii, speranzee delusioni, fino all'appuntamento con il misterioso orso azzurro dei ghiacciai.

 

"Scrivendo queste pagine mi è capitato di soffermarmi a guardare l'istantanea fissata con il nastro adesivo alla paratia adiacente alla cuccetta dove sono seduto...
"Ha un grande valore per me non perché ritrae un orso dei ghiacciai, né perché spero di diventare ricco e famoso grazie alla sua rarità... Ma è stato necessario quasi un decennio di ricerche perchè potesse scattasse l'otturatore e, prima ancora, mi ci è voluta una vita intera per arrivare nel luogo dove le ricerche sarebbero potute cominciare.
"E, soprattutto, nell'attimo in cui l'otturatore si è chiuso e ha fissato e ha fissato i contorni dell'orso, nel giro di quella breve frazione di secondo, si sono conclusi dieci anni di amicizia con un uomo del tutto fuori dal comune.

"La fotografia contiene l'intera storia."

Lynn Schooler

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15 giugno 2022 3 15 /06 /giugno /2022 07:02

Ho scritto questa breve nota il 14 gigno 2019 e mai l'ho pubblicata in questo blog. Eccola.

Irvin D. Yalom, Chiamerò la polizia, Neri Pozza

Irvin D. Yalom, che nel corso della sua pratica psicoterapeutica ha elaborato il concetto di "psicoterapia esistenziale", nei suoi libri unisce l'esperienza clinica con un grande capacità di story teller.
Molti puristi della letteratura e i cultori della letteratura "colta" e "d'avanguardia" (metti, ad esempio, quelli della redazione di Fahrenheit che hanno un po' la puzza sotto il naso) diranno che le sue narrazioni sono semplicemente di consumo, banalizzazioni della vita e della psicoterapia. Devo dire invece (da persona che ha praticato la psicoterapia) che i romanzi di Yalom mi hanno sempre appassionato, quasi mai annoiato.

Il suo "Chiamerò la polizia" (titolo originale: I'm Calling the Police, nella traduzione di Serena Prina), pubblicato da Neri Pozza (Collana Piccola Biblioteca Neri Pozza, 2018), è un racconto, invero, brevissimo.
E di cosa parla? Essenzialmente del superamento del silenzio persistente tra due amici di lungo corso e del disvelamento di una "zona cieca" da parte di uno dei due su un suo pezzo importante di vita vissuta.
E questo superamento rappresenta un punto di svolta davvero importante, poiche solo il superamento di un "segreto" consente al soggetto di realizzare una condizione esistenziale piena e consapevole, equilibrata. Si tratta del silenzio di uno dei due amici, Bob, che si è rifugiato nella sua pratica ossessiva di brillante cardiochirurgo per non dover mai pensare al sua passato di sopravvissuto della Shoah; e di quello del narratore che figlio egli stesso di Ebrei emigrati prima della Shoah ha sempre coltivato un rifiuto intenso - quasi fobico - a confrontarsi con tutto ciò che fosse attinente con lo sterminio nazifascista degli Ebrei. L'impossibilità di dare libero corso al racconto è fatta infatti di due silenzi, di due diverse modalità di rimozione - se non di negazione -  che s'intrecciano tra loro e si potenziano. Accade, tuttavia, ed è questa l'essenza del racconto che i due abbiano occasione di parlare e che il sopravvissuto alla Shoah, sensibilizzato da una recente esperienza (che ha fatto da trigger per il riemergere del rimosso), decide di raccontare tutto il suo passato all'autore (o al suo alter ego del racconto). E il narratore questa volta si apre all'ascolto, rendendosi disponibile e superando così la sua fobia.
Il breve - intenso - racconto è completato da un'intervista con l'autore che parla di se stesso e delle sue esperienze come psichiatra, come psicoterapeuta e come scrittore, e del loro intrecciarsi.

 

(Soglie del testo) «Avevo quindici anni. Ero scappato da una colonna di prigionieri che i nazisti stavano portando dal ghetto alla stazione, per deportarli, ed ero riuscito a tornare a Budapest, dove vivevo fingendomi cristiano grazie a documenti d’identità falsi. Tutti i membri della mia famiglia erano stati già arrestati e deportati».

 

(Quarta di copertina) "Mi sta capitando qualcosa di serio... Il passato sta erompendo... Le mie due vite, la notte e il giorno si stanno unendo. Ho bisogno di parlare".
Con queste parole il vecchio compagno di studi di Irvinn D. Yalom, Bob Berger lancia all'amico una richiesta di aiuto.
Da troppi anni, infatti, Bob vive due vite: una diurna come cardiochirurgo affabile, scrupoloso e infaticabile, e una notturna, quando i brandelli di orribili ricordi si fanno largo nei suoi sogni. Yalom sa che è giunto il momento di accompagnare l’amico fin dentro il suo incubo. Nei loro cinquant’anni di amicizia, Bob Berger non ha mai rivelato ad anima viva il suo passato di rifugiato di guerra sopravvissuto all’Olocausto, arrivato fino a Boston da solo, come profugo, all’età di diciassette anni, dopo essere sfuggito ai nazisti fingendosi cristiano. Ora è giunto il momento di affrontare i propri demoni. Insieme, Yalom e Berger interpretano i frammenti di una storia che, per essere esorcizzata e finalmente dimenticata, va affrontata in tutti i suoi più intimi risvolti psicologici.

 

Hanno detto:
«Irvin Yalom è uno psichiatra che pensa come un filosofo e scrive come un raffinato romanziere» - Rebecca Newberger Goldstein
«Yalom è uno studioso della condizione umana. La sua voce mescola meraviglia e umiltà» - Boston Globe

Description	Ирвин Ялом. Москва 2014. Source	Own work Author	User:Masangina

L'Autore. Irvin D. Yalom, nato in una famiglia ebraica il 13 giugno 1931, è cresciuto in un ambiente povero.
Si laurea Bachelor of Arts alla George Washington University nel 1952 e Doctor of Medicine alla University School of Medicine di Boston nel 1956.
Si specializza al Mount Sinai Hospital di New York, e presso la Clinica Phipps del Johns Hopkins Hospital a Baltimora completa la sua formazione nel 1960.
Dopo due anni di servizio nell'esercito al Tripler General Hospital di Honolulu, Yalom inizia la carriera accademica presso la Stanford University nella quale entra nel 1963 per restarvi fino al 1968.
Oggi insegna Psichiatria alla Stanford University e vive e svolge il suo lavoro di psichiatra a Palo Alto, in California.
All'attività clinica ha affiancato quella di scrittore, che gli ha permesso di ottenere successi e gratificazioni importanti (soprattutto con il suo romanzo E Nietzsche pianse, i cui titolo è successivamente stato ritradotto da Neri Pozza in Le lacrime di Nietzsche).
Tra gli altri suoi romanzi, pubblicati da Neri Pozza, ricordiamo: La cura Shopenhauer (2005), Il problema Spinoza (2012), Il dono della terapia (2014), Sul lettino di Freud (2015), Creature di un giorno (2015), Il senso della vita (2016), Fissando il sole (2017), Diventare se stessi (2018) e Chiamerò la polizia (2019). Ha scritto anche un saggio uscito per Neri Pozza Psicoterapia Esistenziale (2019).
Per Raffaello Cortina è uscita la sua raccolta di racconti Guarire d'amore. Storie di psicoterapia (2015).

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30 dicembre 2021 4 30 /12 /dicembre /2021 08:00

(Incipit) «Gray sea, gray sky, but fire in the woods and the trees aflame. No heat, no smoke, but still the forests burned, crowning with red and yellow and orange; a cold conflagration with the coming of fall, and the leaves resignedly descending. There was mortality in the air, borne on the first hint of winter breezes, the threatening chill of them, and the animals prepared for the coming snows. The foraging had begun, the filling of bellies for leaner times. Hunger would make the more vulnerable creatures take risks in order to feed, and the predators would be waiting. Black spiders squatted at the corners of their webs, not yet slumbering. There were still stray insects to be had, and further trophies to be added to their collections of withered husks. Winter coat grew thick, and fur began to lighten, the better to blend in against the snow. Contrails of geese arrowed the skies like refugees fleeing a coming conflict, abandoning those forced to stay and face what was to came.
The ravens were motionless.»

(Traduzione) «Grigio il mare, grigio il cielo, ma fuoco nel bosco e alberi in fiamme. Nessun calore, niente fumo, eppure la foresta bruciava, le fronde incoronate di rosso, giallo e arancione; un freddo incendio, divampato con l'avvicinarsi dell'autunno, mentre le foglie, rassegnate, cadevano a terra. L'aria era carica di morte, portata dal primo accenno di brezze invernali col loro gelo minaccioso e gli animali che si preparavano all'arrivo della neve. Avevano già iniziato a cacciare e a riempirsi la pancia in previsione di tempi più magri. La fame avrebbe costretto le creature più vulnerabili a correre qualche rischio per nutrirsi e i predatori sarebbero stati lì ad aspettarle. Ragni neri attendevano in agguato agli angoli delle loro tele, non ancora assopiti, nella speranza di acciuffare qualche altro insetto vagante, ulteriori trofei da aggiungere alla loro collezione di gusci appassiti. I manti invernali si stavano facendo più fitti e le pellicce avevano iniziato a schiarirsi, per mimetizzarsi meglio con la neve. Stormi di oche sfrecciavano in cielo come rifugiati decisi a scappare da un conflitto imminente, abbandonando chi era costretto a restare e ad affrontare quanto stava per accadere.
I corvi imperiali erano immobili.»


(traduzione di Federico Lopiparo)

 

 

John Connolly, Un'anima che brucia, Timecrime

Un'anima che brucia (titolo originale: The Burning Soul, nella traduzione di Federico Lopiparo, è un romanzo dello scrittore irlandese John Connolly, pubblicato da TimeCrime (Fanucci), nel 2015
Originariamente pubblicato nel Regno Unito nel 2011, è il decimo romanzo del ciclo dedicato alle avventure dell'investigatore Charlie Parker, detto Bird.
Nell'ambito del ciclo, il romanzo ad esso precedente è I tre demoni, quello seguente è La rabbia degli angeli.
Il titolo italiano del romanzo traduce fedelmente l'originale inglese. Fa riferimento ad una riflessione di Charlie Parker, contenuta nell'epilogo della narrazione: pensando agli spiriti inquieti di coloro che hanno subito ingiustizie e violenza (ma pensando in parte anche a sé stesso), il detective afferma che un'anima è capace di bruciare, ovvero di abbandonarsi alle passioni più estreme come l'ira, l'odio e il desiderio di vendetta, ma può ugualmente evitare di ridursi in cenere, ovvero di autodistruggersi, se riesce a far nascere in sé la speranza.

La vicenda principale narrata nel romanzo si svolge nell'autunno di un anno che dovrebbe essere il 2010: Anna Kore infatti, che all'epoca della sua scomparsa viene più volte definita quattordicenne, risulta nata a fine novembre del 1995.
Nel romanzo vengono però rievocate anche vicende appartenenti alle epoche precedenti: in particolare, l'omicidio di Selina Day, avvenuto nel Dakota del Nord, risale all'anno 1982.

Connolly è un autore che seguo assiduamente: scrittore di thriller investigativi, a volte metafisici, tutti con protagonista l’ex poliziotto ed investigatore privato Charlie Parker, tutti ambientati nel selvoso e solitario Maine, con qualche escursione nei dintorni di Boston.
Sin dalla prima lettura questi romanzi mi sono sempre piaciuti proprio perché non sono delle semplici storie di investigazione, ma sono conditi di elementi paranormali ed occulti.
Charlie Parker, infatti, a partire della morte della moglie e della figlia, barbaramente trucidate da un assassino itinerante, personificazione del Male e della Crudeltà, è in contatto con le Forze Oscure che tentano di sopraffarlo, mentre la moglie e la figlia con le loro apparizioni lo guidano.
I romanzi di Connolly dunque, pur potendo essere letti separatamente, fanno parte di un’unica saga. Al neofita consiglierei di cominciare dai primi romanzi della serie, come “Anime morte”, “Tutto ciò che muore” e “Il ciclo delle stagioni”.
Si tratta di letture che sempre hanno calamitato la mia attenzione e mi sento di consigliarne la lettura.

 

(Dal risguardo di copertina) Sono passati molti anni da quando William Lagenheimer e il suo amico Lonny Midas hanno ucciso una ragazza di quattordici anni. Assicurati alla giustizia, hanno scontato la loro pena separatamente, trasferiti da un istituto correzionale all'altro. Dal giorno in cui è stato rilasciato, William non ha più avuto contatti con il suo amico di un tempo e ha chiuso i conti con il passato. Ora si fa chiamare Randall Haight e vive in una piccola cittadina del Maine, Pastor's Bay, guadagnandosi da vivere come commercialista. La tranquillità della sua nuova esistenza, tuttavia, viene turbata da un messaggio recapitato da qualcuno che, a quanto pare, è al corrente del crimine che ha commesso. Ma a sconvolgerlo è un fatto ben più grave: un'altra quattordicenne scompare da Pastor's Bay, e lui teme di ripiombare nell'incubo da cui credeva di essere uscito. Per dimostrare la propria innocenza decide di ingaggiare l'investigatore privato Charlie Parker, che si troverà di fronte a una rete di inganni e rapporti di potere che coinvolge la polizia, l'FBI, il boss della malavita Tommy Morris e lo stesso Randall Haight. Perché è chiaro che l'uomo ha raccontato parecchie menzogne...
Torna Charlie Parker, l'investigatore in bilico tra realtà e paranormale. Un thriller serrato, torvo, che indaga sul lato oscuro degli uomini e ne disvela gli aspetti più terrificanti.


 

John Connolly

Hanno detto
«Un thriller intelligente e credibile, allo stesso tempo straziante e memorabile» – Kirkus Reviews
«Una storia che mescola con maestria suspense, mistero e soprannaturale» – The Independent
«John Connolly e Stephen King sono i maestri del paranormal thriller» – The Sun
Charlie Parker non è solo un investigatore, è anche un narratore coinvolgente e convincente. Un nuovo splendido romanzo per una serie sempre eccitante” - Booklist

L’autore. Nato a Dublino nel 1968, nella vita ha fatto di tutto, dal giornalista al barman, dall’ufficiale governativo al cameriere e al facchino da Harrods a Londra. Dopo aver studiato inglese al Trinity College di Dublino e giornalismo alla Dublin City University, ha lavorato per cinque anni come giornalista freelance per The Irish Times, con il quale collabora tuttora. Il suo primo romanzo, Anime morte, ha aperto la sua carriera di scrittore, che ha visto tutti i suoi libri successivi nelle classifiche dei best-seller.

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11 ottobre 2021 1 11 /10 /ottobre /2021 06:54
Tre Minuti di Roslund & Hellström

Tre minuti di Roslund&Hellström (nella traduzione di Katia De Marco e Alessandro Scali), pubblicato da Einaudi (collana stile libero big), nel 2017, viene terzo dopo i magistrali Tre secondi e Due soldati, Tre minuti riporta alla ribalta Piet Hoffman, protagonista dei due precedenti romanzi e adesso infiltrato speciale nell’organizzazione del narcotraffico colombiano al servizio della DEA.
Improvvisamente la vita di Piet è in pericolo e così pure quella dei suoi familiari, poiché viene disconosciuta la sua funzione e in un complicato frangente viene ritenuto dai politici un pedone sacrificabile.
Riuscirà a mettersi in salvo e a rifarsi una vita?
Come nei due romanzi che hanno preceduto questo, il racconto procede incalzante sino alla fine, tenendo il lettore con il fiato sospeso sono all’ultimo.
Questa lettura l’ho finita ieri ed è stata appassionata e vorace.

Rientrerebbe nel filone dei thriller svedesi, ma è qualcosa di più, perché gran parte della storia si svolge in Colombia e pertanto è anche una storia attuale è documentata sui meccanismi del narcotraffico e su quelli altrettanto spietati della cosiddetta “final war against drugs”, promossa dagli Stati Uniti con la sua mano investigativa (e armata) rappresenta dalla DEA.
Mi sentirei di consigliarlo: vi si ritrovano alcuni degli stessi personaggi di altre due opere della coppia di giornalisti-scrittori che sono “Tre secondi” e “Due soldati”. I tre romanzi seguono un unico filo conduttore, ma sono in sé conclusi e si possono leggere separatamente e in tempi diversi.

 

(Quarta di copertina) Un tempo era un uomo qualunque, con una famiglia. Ma da infiltrato della polizia adesso si è trasformato in sicario, e dei più spietati. Torna Piet Hoffmann, lo straordinario antieroe protagonista del romanzo culto Tre secondi.
Medellín è una città condannata a cambiare volto nel giro di pochi isolati: fatiscente, lurida, lussuosa e sfacciata. Lí dentro, anche Piet Hoffmann è costretto all'ennesima metamorfosi. Da tre anni è un infiltrato pagato dal governo statunitense per combattere il traffico di droga e lavorare all'interno di una spietata banda di narcos. Quelli del cartello lo conoscono come El Sueco, il sicario infallibile con una lucertola tatuata sul cranio rasato. Non sanno, però, che ogni notte El Sueco prega di poter tornare a una vita normale insieme alla propria famiglia. E quando la sua banda resta coinvolta in una violenta rappresaglia e perfino il governo degli Stati Uniti lo abbandona, Hoffmann capisce che è arrivato il momento di progettare la fuga, anche se stavolta il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto. Tra ragazzini disposti a uccidere per riscattarsi dalla miseria, prostitute guerrigliere e politici corrotti, i due maestri del crime scandinavo firmano il loro capolavoro assoluto, uscito in contemporanea in oltre venti Paesi.


Hanno detto:

Anders Roslund & Börge Hellström

«Roslund & Hellström sono i degni successori di Larsson e Mankell» - The New York Times
«Pochi altri autori hanno saputo dipingere con tanta verosimiglianza la realtà del carcere e del traffico di droga, i rapporti tra polizia e informatori e il dilemma di chi si trova sospeso tra le forze dell'ordine e il crimine organizzato» - The Wall Street Journal
«Se Tre minuti è il vostro primo romanzo di Roslund & Hellström, vi aspetta un'esperienza che non dimenticherete facilmente. Se invece li seguite da un po', assaporerete la lettura come la proverbiale ciliegina sulla torta» - Bookreporter


Gli autori. Anders Roslund & Börge Hellström sono il nuovo fenomeno del crime svedese. I loro libri sono ormai oggetto di culto da parte dei lettori scandinavi. Tradotti in venti lingue, hanno ricevuto premi prestigiosi come il Glasnyckeln e il Pocketpris. La serie del commissario Grens sta anche per diventare un film. Tre secondi (Einaudi Stile libero, 2010) ha vinto l'ambito Swedish Academy Crime Writers' Award per l'anno 2009 e The Great Reader's Prize come miglior romanzo.

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23 settembre 2021 4 23 /09 /settembre /2021 12:12
Antonella Viola, Danzare nella tempesta: Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario , Feltrinelli

La lettura del saggio Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario, scritto da Antonella Viola e pubblicato da Feltrinelli nel 2021, mi ha consentito di aggiornare le mie conoscenze in tema di immunologia, di cui ai tempi dei miei studi medici sostenni l’esame come materia complementare. Allora la disciplina era ancora ai primi passi, tanto che ancora non esisteva un testo esaustivo tradotto in italiano e, in preparazione dell’esame, oltre che degli appunti, ci servimmo di un testo in Inglese.
Da quegli anni la disciplina ha fatto passi da gigante non soltanto per quanto concerne le difese naturali contro le malattie infettive, ma anche per quanto concerne il mantenimento delle più diverse funzioni corporee, l’equilibrio generale dell’organismo e persino i meccanismi che determinano l’invecchiamento.
Per quanto il volume sia riservato ad una platea di lettori molto ampia, tuttavia l’esposizione è rigorosa.
Non mancano, ovviamente, agganci e riferimenti alla “tempesta” Covid, nella quale stiamo ancora danzando.
Da leggere se si vuole comprendere qualcosa dei misteri non più tanto misteriosi del sistema immunitario e della sua “intelligenza”.

(Risvolto di copertina) Senza preavviso ci siamo ritrovati immersi in una rivoluzione. E le rivoluzioni sono il mestiere della scienza. Questo è il tentativo di raccogliere la lezione del virus per affrontare il futuro senza paura.
Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall'ambiente in cui viviamo. Nel farlo, ci difende dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad aiutare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce. Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l'ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. È difficile per tutti rinunciare non solo alle vecchie abitudini, ma anche alla forma che il nostro stile di vita aveva prima. Ma come possiamo cambiare la nostra postura nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? Antonella Viola costruisce una mappa per abitare questa rivoluzione e comincia con l'invito a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi, per capire la razionalità che muove il nostro organismo. Il nostro corpo è un meraviglioso sistema di comunicazione. Ciascuna parte collabora con l'altra, inviando segnali e traducendoli costantemente. Senza sosta si misura con l'ignoto che viene da fuori e lo affronta. Dobbiamo ricordarci che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall'ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare la lezione del virus, perché con sé porta le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali. Per fortuna ad aiutarci c'è la scienza, che da secoli si misura con la realtà e le rivoluzioni non con la lotta, ma con la cautela e la leggerezza.

L'autrice. Antonella Viola è un'immunologa, professoressa ordinaria di Patologia Generale all'Università di Padova e autrice italiana, nota per i suoi studi sul sistema immunitario e per l' intensa attività di divulgazione scientifica, attraverso libri e collaborazioni con quotidiani come La Stampa e Einaudi. Nata a Taranto nel 1969, si è laureata e ha conseguito il dottorato a Padova, diventando poi direttrice scientifica dell'Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Fondazione Città della Speranza). I suoi lavori e libri, come "Danzare nella tempesta" e "Il sesso è (quasi) tutto", esplorano la scienza dell'immunità, la longevità e la medicina di genere. 
A parte i titoli scientifici ed accademici, ha scritto numerosi saggi di divulgazione scientifica:
Autrice di numerosi saggi di successo, tra cui:

 

  • Danzare nella tempesta (2021)
  • Il sesso è (quasi) tutto (2022)
  • Il cibo buono (2022, con Daniele Nucci)
  • La via dell'equilibrio (2023, con Antonio Paoli)
  • Il tempo del corpo (2024, con Alessandro Aiuti)
  • La rivoluzione della cura (2025, con Alessandro Aiuti)
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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