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28 febbraio 2023 2 28 /02 /febbraio /2023 09:32
Gordon Williams, Cane di paglia, Lupetti Editore, 2010

Dopo molto tempo, decenni dall'uscita del film di Peckinpah sono riuscito a leggere il romanzo a cui il film Straw Dogs si inspirò, pubblicato in anni recenti da una piccola casa editrice italiana che ripropone dei testi " dimenticati" e ingiustamente negletti.
Il romanzo scritto Gordon M. Williams, Cane di paglia (The Siege of Trencher’s Farm, nella traduzione di Massimiliano Marcon), fu pubblicato nel lontano 1969 e mai tradotto in lingua italiana (almeno per quanto ne sappia io) sino a quando non è  stato recuperato meritevolmente da Lupetti Editore (collana I Rimossi), solo nel 2010

La trama è semplice ed essenziale. Il professore George Magruder si è ritirato a vivere in un cottage del Galles (o della Cornovaglia) con la sua famiglia per trascorrervi un anno sabbatico e portare a termine - in quella che aveva auspicato essere una pace bucolica - un suo saggio su di un erudito inglese di epoca elisabettiana.
Ma così non sarà.
I Magruder, considerati spregiativamente "yankee" dalla popolazione locale, sono malvisti e considerati degli intrusi malgrado qualche debole sforzo da parte della moglie di George - che è di origini britanniche - di socializzare.
Per un concorso di circostanze in una notte di bufera, anzi di tormenta, la loro casa viene presa d’assalto da un gruppo di uomini del posto totalmente sbronzi, armati e forse anche un po’ psicopatici.
Comincia un assedio senza esclusione di colpi.
Il mite Magruder, nel momento in cui il suo spazio domestico, viene minacciato, dismette la patina di civilizzazione e buone maniere, e prende a rispondere colpo a colpo con ferocia e determinazione, proprio nel momento in cui si rende conto che la sacralità del suo spazio privato domestico è minacciata, e fornendo così una icastica semplificazione delle teorie esposte molti anni dopo da Francesco Dragosei, nel suo saggio Lo squalo e il grattacielo. Miti e fantasmi dell’immaginario collettivo americano, Il Mulino, 2002, elaborato poco dopo l'evento drammatico del crollo delle Torri Gemelle.


Magistrali le immagini cinematografiche di Sam Peckinpah, con un giovanissimo ed efficace Dustin Hoffmann, nei panni di George Magruder: il film ricalca, grosso modo, il solco tracciato da Gordon Williams, anche se - avendo letto il romanzo - si potranno registrare delle differenze rispetto alla storia originale: tra queste il fatto che la moglie di Magruder non soltanto è genericamente britannica ma è anche originaria del piccolo villaggio in Cornovaglia dove si sono trasferiti a stare e che, a causa di ciò vi sono problemi relazionali irrisolti con alcuni dei suoi coetanei, tra i quali un suo antico spasimante. Altra differenze è che Magruder non è un letterato nel film, bensì un astronomo che deve completare un suo nuovo libro ricco di formule matematiche e che, a causa di ciò vive in un mondo di elucubrazioni tutte sue. In più, nel film, la moglie è vittima di una violenza sessuale, cosa che nel romanzo rimane in sottofondo, mai agita, ma soltanto fantasticati dai primitivi abitanti di Dando.
Queste differenze sono tuttavia ininfluenti nel trasmettere al fruitore del film sensazioni analoghe a quelle che dà la lettura del romanzo dove in un'escalation vorticosa Magruder assume quasi caratteristiche ferine per proteggere a tutti i costi il suo spazio domestico, cessando di essere un "cane di paglia", cioè un fantoccio inerte ed incapace e riconquistando (forse) la stima, il rispetto e l'amore da parte della moglie.

 

(Risguardo di copertina) Il professor George Magruder, sua moglie Louise e la piccola Karen si sono trasferiti da soli sei mesi nel piccolo villaggio inglese (immaginario) di Dando. Americano di nascita e di principi, Magruder soffre il cambiamento che rallenta la lavorazione del suo ultimo libro. Inglese di temperamento libero e sanguigno, Louise torna nel suo paese dopo la delusione del sogno americano e quella del suo matrimonio. La loro vicenda famigliare è però travolta dai segreti di Dando e dal primitivismo istintuale dei suoi abitanti, schivi, infidi e pericolosi. Finché la fuga di un malato di mente non renderà tutto ancora più difficile.
Pubblicato per la prima volta nel 1969 da Secker&Warburg, "The Siege of Trencher's Farm" portato due anni più tardi sul grande schermo da Sam Peckinpah con l'emblematico titolo di "Straw Dogs, Cane di paglia" (espressione tratta dal "Tao Te Ching" di Lao-tse).
Benché soltanto implicito nel romanzo di Williams, il tema della violenza sessuale come appendice della violenza lato sensu marcherà una nuova fase nella riflessione culturale sul male e sulla silenziosa ambiguità del contratto sociale.

Gordon Williams

L’autore. Dopo una breve parentesi da giornalista, Gordon Williams (1934-2017) di origini scozzesi, si è affermato come autore televisivo e prolifico autore di romanzi. Ha lavorato anche come ghost-writer di celebri autobiografie, fra cui quella del celebre calciatore Bobby Moore. Con Terry Venables (ct della nazionale inglese e di molti club europei tra cui il Barcellona) ha firmato quattro libri e la serie televisiva Hazel. Il suo romanzo The Siege of Trencher’s Farm, più noto come Il cane di paglia (Straw Dogs), pubblicato nel 1967, ha ispirato l’omonimo film di Sam Peckinpah, di cui nel 2011 é stato prodotto un remake.

Cane di paglia, il film. Locandina

Cane di paglia (Straw Dogs) è un film del 1971 diretto da Sam Peckinpah, tratto dal romanzo The Siege of Trencher's Farm di Gordon M. Williams.

Il titolo della pellicola è tratto dal Tao Te Ching di Lao Tzu:

«Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità, tiene i cento cognomi per cani di paglia»

La violenza diventa la vera protagonista di tutta la vicenda, man mano che si assiste al mutamento del "cane di paglia" in un essere aggressivo e veemente. La tesi del film è, dunque, che nessuno è un "cane di paglia" e non esistono al mondo persone che accettano passivamente il proprio destino senza mai reagire alle ingiustizie ed ai piccoli soprusi che subiscono quotidianamente, mentre è invece insito nella natura umana l'istinto di autodifesa, che può emergere nel modo più brutale possibile, spingendoci a chiederci se in realtà la società non sia ancora silenziosamente governata dalle leggi tribali. 

 

Nel 2011 il film è stato oggetto di un remake, sempre di segno americano.

 

 

 

Cane di paglia.  Un romanzo dimenticato che tuttavia merita una lettura
Cane di paglia.  Un romanzo dimenticato che tuttavia merita una lettura
Cane di paglia.  Un romanzo dimenticato che tuttavia merita una lettura
Cane di paglia.  Un romanzo dimenticato che tuttavia merita una lettura
Cane di paglia.  Un romanzo dimenticato che tuttavia merita una lettura
Cane di paglia.  Un romanzo dimenticato che tuttavia merita una lettura
Francesco Dragosei, Lo squalo e il Grattacielo, Il Mulino

Francesco Dragosei, Lo squalo e il grattacielo. Miti e fantasmi dell’immaginario collettivo americano, Il Mulino, 2002

 

Uscito poco dopo la tragica caduta delle Torri Gemelle, il saggio di Dragosei, fondato sull’esame di una vasta gamma di fonti letterarie e mediatiche, fornisce una lettura estremamente interessante sul rapporto che lega gli Americani con il proprio spazio privato che è, insieme, home e homeland.
Mi è venuto in mente, leggendo “The Siege of Trencher’s Farm” (Cane di paglia) a cui si é ispirato Straw Dogs, il celebre film di Sam Peckinpah, con Dustin Hoffman protagonista nei panni dell’innocuo George Magruder, mansueto professore di college, tranquillo e pantofolaio, che però diventa una belva quando il suo spazio privato é minacciato di essere violato da una masnada di bulli del paesotto del Galles dove si é ritirato a trascorrere il suo anno sabbatico.

 

 

(Risguardo di copertina) Nel suo studio sui miti Mircea Eliade illustra come parte delle azioni dell'uomo si rifaccia a una serie di antichissimi archetipi simbolici impressi nella coscienza collettiva. Ne va alla ricerca nella cultura americana, con un paziente lavoro durato un decennio, Francesco Dragosei, che analizzando una serie di narrazioni ed elaborazioni dal '600 a oggi, vede il trauma della casa assediata e aggredita costituirsi e ricostituirsi ricorrentemente in tutte le province dell'immaginario americano. Da "Via col vento" a "Blade Runner", dall'iceberg del Titanic al lupo che incombe nelle casette dei tre porcellini, da Moby Dick a Dick, De Lillo o Pynchon il lettore comprenderà appieno la desolazione profonda dinanzi al Ground Zero.

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23 febbraio 2023 4 23 /02 /febbraio /2023 10:17
Joe e Kasey Lansdale, Non aprite quella morta, Einaudi

Il prolifico e versatile Joe Lansdale si è lanciato con Non aprite quella morta (titolo originale: Terror is Our Business. Dana Roberts Casebook of Horror, nella traduzione di Luca Briasco) - pubblicato da Einaudi (Super ET), nel 2022 - nella scrittura di racconti che si pongono nella migliore tradizione del sovrannaturale nel filone dei cosiddetti “investigatori dell’occulto”, riprendendone il frame e gli stilemi, come ad esempio il noto John Silence (creato da Algernon Blackwood), oppure Carnacki, cacciatore di fantasmi, creato da William Hope Hodgson, per non citare i meno noti racconti di Lord Dunsany.
In questi precedenti letterari il frame è quasi sempre quello di una narrazione (o testimonianza) che viene resa ad un ascoltatore o un’audience interessati o, in altri casi, da mettere in guardia (seguendo la tradizione affabulatoria del Gotico inaugurata da H. P. Lovecraft).
Il personaggio che Lansdale ci propone è assolutamente insolito nella nutrita galleria letteraria di investigatori dell'occulto, poiché Dana Roberts - in rottura con la tradizione maschilista di questo genere di personaggi - è una donna che si è specializzata nel risolvere dei “casi” misteriosi e spaventosi, con soluzioni definitive, ma - a volte - solo temporanee.
Dana, inoltre, crede nella forza della scienza e del razionalismo, sostenendo che tali casi siano provocati da forze solo apparentemente oscure che, un giorno, potranno essere spiegate. In questo senso, Dana rifiuta la definizione di "sovrannaturale" o di "occulto", ma tiene a precisare che i suoi casi sono semplicemente "sovranormali" e che un giorno, più o meno lontano, le forze in gioco potranno essere spiegate razionalmente e tenute a bada con i ritrovati scientifici.
Nella costruzione del volume è intervenuta la figlia Kasey Lansdale, molto conosciuta come musicista country (di cui si possono vedere i videoclip su YouTube e che si può ascoltare su Spotify). Per puro caso, al padre Joe venne chiesto di scrivere un racconto assieme alla figlia, da inserire in un'antologia, intitolata Dark Duets e curata da un Chris Golden. Ed ecco che è nato il racconto Amore cieco in cui fa la sua comparsa Jana  in un racconto gotico, seppur leggero ed ironico. Da questa prima comparsa di Jana, Kasey è stata incoraggiata dal padre a scrivere a quattro mani altri racconti in cui Dana Roberts e Jana potessero interagire, in modo tale  che all’investigatrice creata dal padre fosse affiancato un comprimario, pure donna, come in tutte le storie di investigazione che si rispettino (si veda il caso della celebre coppia Sherlock Holmes/Watson, ma si potrebbero citare molteplici altri esempi).
In questo modo si elimina la necessità dello stratagemma di una narrazione a posteriori, ma le vicende possono essere raccontate nel loro svolgersi, poiché il comprimario (aiutante o assistente che sia) fa da deuteragonista, testimone e narratore, in questo ruolo può introdurre anche un suo personale punto di vista.

La struttura di questa raccolta di casi è pertanto duplice: in una prima parte sono raccolti i casi di Dana Roberts da sola.
Segue poi il racconto Amore cieco, in cui fa la sua comparsa Jana, scritto a quattro mani da padre e figlia.
Quindi, nella seconda parte si succedono i racconti in cui Dana Roberts e Jana (nei panni di intraprendente apprendista) interagiscono.
Ciascuna delle due parti è preceduta da un'introduzione. La prima introduzione, con il titolo Dana Roberts, amici e parenti è scritta da Joe R. Lansdale, mentre l'introduzione alla seconda parte, con il titolo Jana e Dana, che spiega le modalità di nascita di Jana, è  di Kasey Lansdale.
Come spesso capita, il titolo sensazionalistico che in modo ironico fa il verso ad un noto film horror non fa affatto giustizia al sobrio titolo in lingua originale della raccolta di racconti.

Una bella lettura per serate invernali davanti al caminetto acceso, oppure al caldo sotto le coperte.

(Risguardo di copertina) Una raccolta di storie inedite popolate da personaggi memorabili che colloca Joe e Kasey Lansdale al fianco dei maestri indiscussi dei libri dell’orrore.
Dai jinn infuriati alle ombre malevole, dagli spettri di antichi viaggiatori fino ai mutaforma succhiatori di anime, Joe R. Lansdale e sua figlia Kasey dànno vita alle avventure di un duo di detective donne come non si era mai visto nella letteratura del sovrannaturale. Che si tratti di un faro maledetto, di una villa infestata in Italia, di un inquietante sfasciacarrozze in Texas o di un sinistro villaggio sotterraneo, Dana Roberts e la sua assistente Jana si ritrovano ogni volta a indagare su casi inspiegabili e parecchio pericolosi. Ad assisterle, oltre all'intuito infallibile e un ingegno analitico che tanto ricordano quello di Sherlock Holmes e John Watson, una serie di preziosissimi oggetti-amuleti: acqua santa, candele fatte di grasso umano, polveri benedette, terra di cimitero e vari strumenti di magia che acquistano potere grazie alla fede di chi li possiede. Qualsiasi cosa pur di impedire agli esseri provenienti da altre dimensioni di creare scompiglio nel nostro mondo. Una raccolta di storie inedite popolate da personaggi memorabili che colloca Joe e Kasey Lansdale al fianco dei maestri indiscussi dei libri dell'orrore.

 

Gli autori

Joe Lansdale

Joe R. Lansdale, scrittore statunitense versatile e prolifico, si è cimentato in avvincenti trame di genere (western, noir, thriller, fantascienza), rinnovandole con uno spiccato gusto pulp nella scelta di elementi grotteschi e di un linguaggio triviale e irriverente. La sua vena migliore si esprime nella capacità di penetrare l’atmosfera del profondo Sud, in violenti chiaroscuri che esaltano l’amicizia, l’amore, il sesso e denunciano le discriminazioni razziali, la malvagità e la stupidità. Atto d’amore (Act of Love, 1980), La notte del drive-in (The Drive-In, 1988, primo di una serie horror), Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1994), In fondo alla palude (The Bottoms, 2000), La sottile linea scura (A Fine Dark Line, 2002), Tramonto e polvere (Sunset e Sawdust, 2004).
Nel 2008 sono stati pubblicati anche La morte ci sfida, Fuoco nella polvere, Il carro magico e Assassini nella giungla. Nel 2010 è uscito Devil Red (Fanucci). Nel 2012 Einaudi ha pubblicato Acqua buia, considerato il suo capolavoro e nel 2013 La foresta e Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard, tre racconti della serie dei due investigatori fuori dagli schemi. Del 2014 è Notizie dalle tenebre (Einaudi). Nel 2015 esce La foresta e Honky Tonk samurai (entrambi Einaudi); nello stesso anno vince il Raymond Chandler Award. Nel 2016 pubblica sempre con Einaudi Paradise Sky, cui seguono Io sono Dot e Bastardi in salsa rossa(2017), Il sorriso di Jackrabbit. Un'indagine di Hap & Leonard (2018) e Hap & Leonard Sangue e limonata (2019). Tra le altre pubblicazioni Caldo in inverno (Mondadori, 2020), Una Cadillac rosso fuoco (Einaudi, 2020) e Jane va a nord (Einaudi, 2020).


 

Kasey Lansdale

Kasey Lansdale, figlia di Joe R. Lansdale, oltre a essere una celebre cantautrice country è autrice di numerosi racconti e romanzi diventati anche sceneggiature e fumetti. Fa parte della Horror Writer's Association. Vive a Los Angeles, California. Nel 2022 Einaudi ha pubblicato in Italia Non aprite quella morta, scritto con il padre Joe.

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18 febbraio 2023 6 18 /02 /febbraio /2023 10:29
John Scalzi, L'ultima colonia, Gargoyle

L’ultima colonia di John Scalzi (The Last Colony, nella traduzione di B. Tavani), pubblicato da Gargoyle (collana Extra), nel 2014, è il terzo (apparentemente quello conclusivo) romanzo della trilogia, nota con il titolo di “Old Man’s War”, i cui primi due capitoli sono stati “Morire per vivere” (2012) e “Le brigate fantasma” (2013), ambedue pubblicati da Gargoyle.
Protagonista delle tre storie è l’anziano John Perry che, per evadere da una Terra sovraffollata e in declino, decide di arruolarsi nelle Forze di difesa Coloniale, per visitare altri pianeti, ma soprattutto per ricevere un nuovo corpo potenziato, forte e giovane.
In questo terzo capitolo, dopo molte avventure, ritroviamo John Perry in un pianeta coloniale chiamato Huckleberry, assieme alla moglie Jane e alla figlia ancora piccola (ma molto saggia) Zoe.
La loro pace bucolica viene di colpo interrotta quando viene loro richiesto di partecipare alla colonizzazione di un nuovo pianeta e di assumervi la funzione di governatori.
Con riluttanza, i due accettano, ma nella richiesta che hanno ricevuto - come scopriranno in seguito - sono nascosti dei lati oscuri e dovranno destreggiarsi non poco per salvare la propria vita che diviene il fulcro di una grande battaglia tra forze opposte.
Alla fine John e Jane ce la faranno e decideranno di fare ritorno alla Terra, loro pianeta di origine, dopo venti anni di assenza, che però per loro sono stati l’equivalente di molte vite.
Per coloro a cui piace la SF, ovviamente.


La mia recensione a “Morire per vivere”
 

La mia recensione a “Le brigate fantasma”
 

(Risguardo di copertina) Dopo anni passati a combattere per le Forze di Difesa Coloniale come soldato artificialmente potenziato, John Perry ha infine trovato un'oasi di pace in un universo violento. Un piccolo pianeta periferico dove vive con moglie e figlia servendo l'Unione Coloniale come semplice difensore civico. Un giorno però il passato bussa alla porta della sua fattoria: John e Jane, anche lei ex soldato delle FDC, sono stati scelti per guidare la colonizzazione di un nuovo pianeta in un'operazione che si prospetta da subito di grande importanza strategica per il futuro dell'Unione. I due non ci impiegheranno molto a capire che nulla è come sembra e che la nuova colonia è solo una pedina in un gioco di potere interstellare fra la razza umana e gli alieni, in bilico fra diplomazia e azioni di rappresaglia militare. John Perry dovrà districare una fitta rete di menzogne per salvare se stesso e la gente di cui è responsabile, impedendo che la loro finisca per essere l'ultima colonia del genere umano.

John Scalzi

L’autore. John Scalzi (Fairfield, 10 maggio 1969) è uno scrittore e blogger statunitense conosciuto soprattutto per i suoi romanzi di fantascienza.
Le sue opere di narrativa maggiormente note appartengono alla serie di Old Man's War, per la quale ha ricevuto due candidature al premio Hugo per il miglior romanzo, che in seguito ha vinto nel 2013 per Uomini in rosso (Redshirts, 2012). Ha vinto il premio John W. Campbell 2006 come miglior nuovo scrittore.

Autore bestseller per il New York Times, ha vinto nel 2006 il premio John W. Campbell come miglior esordiente. Candidato tre volte all’Hugo con la serie Old Man’s War, si è aggiudicato il prestigioso premio con Uomini in rosso. I diritti di Il collasso dell’impero sono stati acquistati dalla Working Title TV, produttrice di numerose serie tv di successo. Dopo la trilogia Interdependency, composta da Il collasso dell’impero, Lo stallo dell’impero e L’ultima imperatrice, e lo standalone The Kaiju Preservation Society – Gli ultimi di una razza, arriva L’eredità di Charlie, adattamento per Paramount Pictures e la Maximum Effort dell’attore e produttore Ryan Reynolds.
I suoi libri sono stati pubblicati in Italia ada Gargoyle e successivamente da Fanucci.

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17 febbraio 2023 5 17 /02 /febbraio /2023 09:45
Bram Stoker, Dracula

Con emozione, nei giorni scorsi, ho rimesso mano alla lettura dell’insuperato “Dracula” di Bram Stoker che, edito nel 1897 dopo sette anni di laboriosa scrittura, ha posto le basi della iconografia classica sul vampiro e su tutte le credenze correlate.
Riprendere questa lettura è stata un’emozione perché, sin dalle prime pagine, mi sono sentito catapultato indietro nel tempo e rimandato alla febbrile concentrazione con cui, appena tredicenne, divoravo quelle pagine in un Pocket Longanesi acquistato in edicola per poche lire, addentrandomi in un terreno del tutto vergine perché ancora nulla sapevo di Dracula, del Conte Vlad Tepes e dei vampiri in genere.
Non sapevo nulla di nulla di questo personaggio letterario così topico ed emblematico; e non avevo idea alcuna di quali eventi sarebbero scaturiti dal viaggio avventuroso di Jonathan Harper sino ad un castello diruto della Transilvania, nel cuore dei Carpazi.
Leggerlo oggi per la prima volta non sarebbe più la stessa cosa, non procurerebbe più le stesse sensazioni perché oggi l’iconografia vampiresca in tutte le sue molteplici declinazioni è profondamente penetrata nella cultura letteraria e cinematografica, radicandosi profondamente nell’immaginario collettivo.
E, quindi, se io mi trovassi tra le mani quel libro, tornato tredicenne (se si può ipotizzare una simile cosa), direi annoiato: “Oh, parla di quella storia che ho visto in un paio di film” e probabilmente lo metterei da parte perché non ci sarebbe più il senso della meraviglia e il piacere della scoperta a spingermi ad andare avanti.
Quella fu una lettura seminale, perchè da essa scaturirono dei percorsi di approfondimento tematico, con la ricerca febbrile di racconti e romanzi che avessero come epicentro il tema del vampiro, ma anche su tutta la letteratura saggistica e storica correlata. E, naturalmente. come mi capita di fare con tutte le letture che per me sono state significative, ho raccolto nel tempo diverse edizioni di Dracula, alcune delle quali illustrate e/o commentate.

Il mio primo Dracula il vampiro

Il mio primo Dracula il vampiro

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7 febbraio 2023 2 07 /02 /febbraio /2023 07:20

"Torna Jane Hawk in una disperata lotta per la sua stessa sopravvivenza"

Dalla copertina del volume

Dean Koontz, L'inganno uccide, Fanucci

Con L'inganno uccide (titolo originale: The Crooked Staircase, nella traduzione di Tessa Bernardi) di Dean Koontz, pubblicato da Fanucci Editore (Timecrime), nel 2019, siamo arrivati al terzo capitolo della saga di Jane Hawk, agente speciale dell'FBI, in congedo temporaneo.
Jane è un'autentica combattente, instancabile e tenace contro dei nemici potenti, i cui volti vanno assumendo man mano contorni sempre più precisi. Nella sua lotta trova alleati preziosi e generosi, disposti a dare anche la propria vita per la causa ed è anche disposta a pagare personalmente, ma ciò nondimeno non si tira indietro ed è decisa ad andare sino in fondo, costi quel che costi.

La posta della partita è immensa: se era cominciata con un desiderio di giustizia personale e con quello di voler chiarire le circostanze della morte del marito, apparentemente suicida, adesso, la partita è per la libertà e il futuro di tutti e la si deve giocare contro avversari potenti ed agguerriti.
E' un gruppo ristretto e protervo quello che ora Jane Hawk dovrà debellare, un gruppo di potenti che si è autodefinito "gli Arcadi" (che, successivamente verranno anche definiti come "Tecno Arcadi") e che portano avanti un progetto spietato di dominio del mondo, attraverso il controllo del corpo sociale e dei singoli individui, con lo strumento di nanotecnologie avanzatissime e perverse.
La vicenda di questa terza fase è narrata con taglio cinematografico con frequenti cambi di scena che riguardano almeno tre diversi scenari: i movimenti di Jane Hawk che, in una corsa affannosa, cerca di recuperare vantaggio di tempo e di risorse; quello che riguarda il figlioletto Travis affidato e messo in sicurezza presso una coppia di ex-Marine in un rifugio sicuro; e quello in cui si vedono due rappresentanti del NSA (National Security Agency) che però sono votati al servizio degli Arcadi e che portano avanti (con il supporto di mezzi pressoché illimitati) la ricerca di Jane e del figlio e che, nel frattempo, portano a compimento dei servizi "accessori" richiesti dagli Arcadi che sono i loro veri padroni.
Tra questi compiti vi è quello di sottomettere mediante nanotecnologie, tutti coloro che sono difformi dal futuro da essi progettato e soprattutto tutti coloro che appaiono essere i "liberi pensatori", coloro che in altri termini - attraverso le proprie opere o con il loro esempio - potrebbero fare la differenza oppure coloro che hanno i numeri per diventare "liberi battitori", tali da creare disturbo in una società omologata.
Gli Arcadi sembrano essere il Grande Fratello tecnologico del XXI secolo: portare avanti la sua battaglia contro di loro è per Jane Hawk questione di vita o di morte.

 

"Quella 'verità' era il delirio di individui per i quali la vita non era che una lotta per il potere, che non riuscivano o rifiutavano di vedere la bellezza e le meraviglie del mondo, che non volevano trovare significati all'infuori di sé stessi, che vivevano per controllare, per dire agli altri cosa fare, pensare e credere, e che si divertivano a schiacciare chiunque non si sottomesse: Se era inevitabile che l'evolversi della tecnologia fornisse loro il potere assoluto che bramavano, era comunque necessario opporsi alla loro avanzata. E se fosse stato tutto improntato alla tirannia e alla schiavitù fin dal primissimo momento, quando l'universo era stato creato ed era nata la luce all'interno delle stelle, allora avrebbe preferito la dannazione a un futuro simile per sé e suo figlio" (pp. 503-504)

 

Jane Hawk è una paladina della Liberta e dell'autonomia di pensiero e, per questo motivo, non la si può non ammirare ed essere dalla sua parte. Sappiamo che sarà disposta a lottare sino a quando potrà intravedere un barlume di riuscita nella sua battaglia.
Un ritmo mozzafiato,
500 pagine per un'azione che si sviluppa in una manciata di giorni soltanto.
Non vedo l'ora di leggere gli altri due volumi della saga (che già ho acquisito…)

 

(Risguardo di copertina) L'agente dell'FBI Jane Hawk sa di avere le ore contate ma, finché avrà respiro, niente e nessuno fermerà la sua guerra contro la terrificante cospirazione che minaccia la libertà e il libero arbitrio di milioni di persone. Braccata non solo dal governo ma anche dalla cabala segreta responsabile della strana epidemia di omicidi-suicidi che ha colpito il suo stesso marito, Jane è costretta a fuggire e a nascondersi. La sua implacabile sete di verità e giustizia, però, non viene mai meno, e per proseguire le indagini, Jane compie un pericoloso viaggio dal Sud della California fino ai pendii innevati del Lago Tahoe, affrontando a testa alta le forze letali schierate contro di lei. Nulla tuttavia può prepararla alla verità agghiacciante che la attende quando finalmente si inoltrerà nel luogo oscuro e terribile dove il suo lungo incubo ha avuto origine…

(in quarta di copertina) «Una scrittura psicologicamente complessa, magistrale e appagante» – The New York Times
«Personaggi memorabili, un mix unico e avvincente di suspense e humour» – Publishers Weekly
«Koontz ha sempre avuto capacità descrittive quasi dickensiane e un'abilità senza eguali nel trasportarci da una pagina all'altra» – Los Angeles Times
«Un maestro della suspense» - People



 

Dean R. Koontz

L'autore. Dean Koontz, nato nel 1945, in Pennsylvania é autore di thriller di successo e autore bestseller di fama internazionale. Per tanti anni è stato insegnante di Inglese in una scuola superiore, prima di dedicarsi alla scrittura, pubblicando nel 1968 il suo primo romanzo: Jumbo-10. Il Rinnegato.
Con più di 120 titoli all’attivo e oltre 500 milioni di copie vendute, Dean Koontz è considerato uno dei maestri del genere thriller. Il silenzio uccide, con cui fa il suo ingresso nel catalogo Timecrime, è stato opzionato per una serie tv prodotta da Paramount Television e Anonymous Content. Seguono La notte uccide (Jane Hawk#2), e L’inganno uccide (Jane Hawk#3), tutti pubblicati nel catalogo Timecrime. Nel 2020 esce Abisso. Coronavirus: il romanzo della profezia (Timecrime). A seguire sono usciti gli altri due volumi della saga di Jane Hawk.

Dean Koontz, La notte uccide, Timecrime (Fanucci)

Dean Koontz, La notte uccide (titolo originale: The Whispering Room, nella traduzione di Tessa Bernardi), Timecrime (Fanucci), 2018
Ed anche il secondo volume della tetralogia koontziana che vede come protagonista l’agente FBI Jane Hawk, me lo sono sciroppato e sono così arrivato a metà dell’opera (almeno così credevo quando ho scritto questa breve nota, poiché la tetralogia, in corso d'opera si è trasformata in pentalogia).
Benché già nel volume precedente si fosse delineata l’ossatura della vicenda, la suspence è - in questo secondo capitolo della saga - intatta.
Jane Hawk alla caccia dei vertici di una malefica organizzazione trova insperati alleati e supporter che credono in lei e nella giustezza della sua causa. Vedremo cosa ci porterà il seguito.

 

(Risguardo di copertina) "Fa' ciò che sei destinata a fare..." sono le parole che risuonano nella mente di un'insegnante mite e amata da tutti mentre si schianta con la propria auto in fiamme contro un hotel. Questo catastrofico atto, che causa la morte della donna e di molte altre persone, viene considerato il gesto di una mente folle. Ma l'agente dell'FBI Jane Hawk sa che non è così... Per fare luce sul misterioso suicidio del marito, Jane sta raccogliendo le tracce di una segreta cabala di formidabili giocatori decisi a controllare il mondo attraverso una terrificante tecnologia. Spinta dall'amore per il marito e dalla paura per il figlio di cinque anni, Jane è diventata una predatrice inarrestabile. Sa che dietro questi inspiegabili suicidi si nasconde una verità spaventosa ed è pronta a correre qualsiasi rischio per fare giustizia. Gli uomini cui sta dando la caccia, non avranno scampo quando la sua ombra cadrà su di loro...

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2 febbraio 2023 4 02 /02 /febbraio /2023 10:33
Josè Saramago, Cecità, Einaudi, Supercoralli, 1996

Cecità di José Saramago (Ensaio sobre a Cegueira, nella traduzione di Rita Desti), pubblicato per la prima volta nei Supercoralli Einaudi nel 1996, è un romanzo non-romanzo, forte ed intenso nei suoi contenuti e tematiche, forse addirittura sconvolgente o, si potrebbe dire anche prendendo a prestito un termine freudiano, perturbante. Apparentemente, lo è, un romanzo, per via del suo contenuto fiction, ma in realtà quella che Saramago mette in scena è una narrazione metafisica e forse anche filosofica.
D'altra parte, il titolo in lingua originale tradisce il progetto implicito di Saramago, poiché se fosse tradotto in italiano suonerebbe come "Saggio sopra una cecità".
Dirò anche che è un testo di lettura difficile e complesso da digerire, perché ci sono parole e descrizioni pesanti come pietre.
La storia è presto detta. Si diffonde rapidamente in un luogo e in un tempo imprecisato una epidemia che provoca l'immediata cecità di coloro che vengono contagiati dal morbo,
Le autorità costituite, non sapendo che pesci prendere, stabiliscono delle severe misure di restrizione della libertà personale dei neo-ciechi che vengono letteralmente "buttati" dentro un ex-manicomio trasformato in lazzaretto. In un una diversa ala dello stesso complesso vengono confinati coloro che hanno avuto contatto presunto o documentabile con i ciechi.
L'unica istruzione che viene loro impartita è "Arrangiatevi come meglio potete", e poi "Vi saranno regolarmente portate delle derrate alimentari che voi stessi dovrete distribuire tra di voi", e poi ancora "Chiunque si avvicinerà alla porta d'ingresso della struttura o si avvicinerà troppo al personale che porterà le scorte di cibo due volte sarà ucciso seduta stante, senza se e senza ma".
E se qualcuno dovesse morire? Come si vedrà saranno gli stessi ciechi a dover provvedere nella corte interna dell'edificio che li ospita.
Non è prevista nessuna forma di assistenza medica. 
Come si può immaginare, le condizioni di vita dei neo-ciechi diventano rapidamente degradanti, fino a che essi non comprendono che, di fatto, sono stati abbandonati a se stessi. 
Infatti il morbo è diventato rapidamente dilagante e si può ipotizzare (dal punto di vista del lettore) che tutti siano diventati ciechi e che, quindi, la società e la sua organizzazione siano andate al tracollo.
In effetti dopo alcuni giorni (o settimane?), non arrivano più le scorte alimentari e scompaiono le guardie armate davanti all'ingresso.
I ciechi finalmente possono uscire dal loro confinamento forzato, ma come?
Questo accade grazie al fatto che una donna del nucleo originario di coloro che sono stati colpiti dalla "cecità bianca" non ha perso la vista come gli altri, ma soltanto finto di esserlo per poter rimanere accanto al marito, medico.
Questa donna, prima con discrezione, poi venendo allo scoperto sulla sua non cecità, si prende in qualche modo cura degli altri, guidandoli e sostenendoli. Si sacrifica, anteponendo alle proprie esigenze personali a quelle dei ciechi.
"Mente perché vuole rimanere accanto alla persona che ama. 'Non può' diventare cieca, perché è l'unica persona capace compassione, di amore, di rispetto per l'altro, capace di un senso di dignità profonda, capace di comprendere" (Paolo Collo, nota a Cecità, in Romanzi e Racconti, vol. II, p. 1751).
Poi, il miracolo: quasi di colpo la "cecità bianca" si dissolve e tutti ritornano a vedere, come se nulla fosse accaduto;  ma a questo punto occorrerà ricostruire il mondo e - c'è da sperare - su basi diverse.
Il primo confronto che verrebbe in mente di fare è con due classici della letteratura che, per me lettore, sono Nel paese dei ciechi di H. G. Wells e Il giorno dei Trifidi di John Wyndham, due opere fondamentali della letteratura di anticipazione.
Ne Il paese dei ciechi il protagonista giunge durante un suo viaggio (o si risveglia) in un lontano paese dove tutti sono ciechi e lui risulta essere l'unico vedente. Comprende presto che il suo destino è segnato: per poter essere accettato dalla comunità e per poter essere omologato dovrà essere reso cieco anche lui. Non ricordo quale sia la conclusione del racconto: se egli accetti di diventare cieco, oppure se non scappi via per mettersi in salvo.
Nel romanzo di John Wyndham (appartenente alla categoria dei racconti SF definibili come "post-apocalittici"), invece, s'è scatenata nel mondo una malattia (forse causata da una pioggia di meteoriti) che ha reso tutti ciechi, all'infuori di pochi soltanto che sono risultati immuni alla noxa sconosciuta. Subito prima di questo tragico evento si erano diffusi capillarmente sulla Terra degli esseri - i Trifidi - a metà tra l'animale e il vegetale (forse di provenienza extraterrestre) che, approfittando del forte handicap dei non vedenti prendono ad utilizzarli come prede e fonte di nutrimento. Si ingaggia una lotta per la sopravvivenza tra i pochi ancora vedenti e i Trifidi.
Il romanzo-saggio di Saramago va al di là di queste narrazioni, mi pare evidente. 
Il suo intento vuole essere più metafisico, nel senso di fornire attraverso attraverso questo impianto narrativo, una rappresentazione dell'Uomo e delle sue peggiori derive, se soltanto si verificano le condizioni ideali perché ciò possa accadere.
La cecità prima che l'effetto di una malattia pandemica è una condizione che l'Uomo si porta dentro ed è dunque una cecità interiore. L'uomo crede di vedere, ma in realtà è già cieco.
La cecità fisica è un evento che è reso possibile da questa preesistente cecità interiore.
Gli accadimenti che scaturiscono dal dilagare del morbo e le reazioni che si manifestano nei colpiti dalla cecità suscitano dei forti movimenti interiori nel lettore e fanno nascere molte domande alle quali è oltremodo difficile rispondere.
Al riguardo, scrive Paolo Collo, curatore delle Opere (Romanzi e Racconti) di José Saramago ne I Meridiani Mondadori (1999):
"A queste domande Saramago apparentemente non risponde. Ci fornisce invece un un quadro: un buio affresco di disperazione sfregiato in più punti da rosse pennellate di violenza. E csosì come il lettore, leggendo il romanzo, si sente sempre più sprofondare in quell'abisso di disperazione e di miseria umane, così pure l'autore confessa tutto il turbamento che gli ha procurato questa scrittura: 'Quanto ho sofferto a scrivere questo libro! E' stato come una lunga malattia… A volte dopo, due pagine, dovevo fermarmi per respirare'. " (ib., Romanzi e Racconti, vol. II, p. 1748)
E, dunque, per questo motivo, forse Cecità di Saramago è più assimilabile a La peste di Albert Camus che, ipotizzando un'epidemia proveniente da un'invasione di topi, discetta sulla natura umana e sulla sua malvagità di base. 

Questa narrazione la si può leggere come una grande allegoria, così come erano pensati e realizzati i vari esempi di "Trionfi della morte", di cui la grande opera custodita all'interno del Palazzo Abatellis di Palermo è uno delle più illustri rappresentazioni.
Qui, tuttavia, nel grande affresco di Saramago vi è una possibile scintilla di redenzione.
Cecità fu pubblicata in lingua originale nel 1995.

Nel 2008, l'opera è stata trasposta in lungometraggio e distribuita con l'omonimo titolo Cecità (Blindness), con la direzione di Fernando Meirelles.

Ho cominciato a leggere Cecità nel 2021, quando eravamo ancora nel pieno del secondo lockdown, dovuto al Covid.
Non ho avuto lo stomaco per continuarne la lettura: mi faceva sentire troppo oppresso.
L'ho ripreso in mano nel 2022 e, questa volta, sono riuscito a finirlo.
Ma devo riconoscere che arrivare sino in fondo mi è costato parecchio.
Ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto interrompere la lettura e mettere da parte il volume, a tempo indeterminato.
Tuttavia, ora che ho finito di leggerlo, posso dire di essere contento.
E' una di quelle letture che lasciano un segno indelebile.

 

José Saramago, Cecità, Feltrinelli

(Soglie del testo, edizione speciale Feltrinelli, 2022) «Essere un fantasma dev’essere questo, avere la certezza che la vita esiste, perché ce lo dicono quattro sensi, e non poterla vedere.»
Un automobilista fermo a un semaforo perde la vista, di punto in bianco: è il primo caso di una misteriosa cecità bianca che, rapidissima, si diffonde in tutta la città. Nel tentativo di arginare l'epidemia le autorità raccolgono i malati in un manicomio ma, quando il fuoco distrugge la clinica, i reclusi si riversano all'esterno recidendo gli ultimi legami con una presunta società civilizzata. Niente cibo, niente acqua, niente governo, niente ordine pubblico. Non è anarchia, è cecità.


(Risguardo di copertina della prima edizione Einaudi 1996) In una città qualunque di un paese qualunque, un guidatore sta fermo al semaforo in attesa del verde, quando si accorge di aver perso la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero ma non è così. Gli viene diagnosticata una cecità dovuta ad una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge la vittima in un candore luminoso, simile ad un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero paese.
I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Scoppia la violenza tra i disperati, violenza per sopraffare o soltanto per sopravvivere, in un'oscurità che sembra coprire ogni regola morale e ogni progetto di vita: Ma una donna che è miracolosamente rimasta immune dalla malattia si finge cieca per farsi internare poter stare vicina al marito. Un gesto d'amore individuale diventa la possibilità di restituire agli uomini una speranza collettiva: Toccherà a lei inventare un itinerario di salvazione, recuperando le ragioni di una solidale pietà.
Saramago ha scelto la via dell'affresco apocalittico per denunciare con intensità di immagini e durezza di accenti la notte dell'etica in cui siamo sprofondati. Paradossalmente, è proprio il mondo dell'ombra a rivelare molte cose sul mondo di chi credeva di vedere. E quell'esperienza estrema è anche l'ultima occasione per confrontarsi con le domande sul destino dell'uomo malato di egoismo e di violenza, e sulle vie di un possibile riscatto. 

 

José Saramago

L'autore. José Saramago, nato nel 1922 ad Azinhaga (Portogallo) e morto nel 2010, è stato narratore, poeta e drammaturgo portoghese; ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Costretto a interrompere gli studi secondari fece varie esperienze di lavoro prima di approdare al giornalismo che ha esercitato con successo su vari quotidiani. Dopo il romanzo giovanile Terra e due libri di poesia caratterizzati da una forte sensibilità ritmico-lessicale, si è rivelato acquistando fama internazionale con un'originale produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione mistica e allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L'uomo duplicato, L'ultimo Quaderno, Don Giovanni o il dissoluto assolto.
Riconosciuto come uno degli autori più significativi del Novecento, la sua produzione spazia dalla poesia al romanzo, dal teatro La seconda volta di Francesco d'Assisi e Nomine Dei ai racconti storici. Intellettuale raffinato e impegnato, ha spesso fatto discutere per i suoi racconti dissacranti che colpiscono al cuore i mali della nostra società. Nel 1998 l’Accademia di Svezia gli ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura premiando le sue qualità di scrittore ma anche l’uomo delle battaglie civili. Fissa in una frase il perché del proprio scrivere: “Le parole sono l’unica cosa immortale: quando uno è morto, ai posteri rimangono solo loro".
Tra le pubblicazioni più recenti per Feltrinelli figurano: nel 2012 Lucernario, romanzo giovanile perduto e ritrovato; nel 2014 Alabarde Alabarde; nel 2019 Diario dell'anno del Nobel.

Il 25 marzo 2020, alle ore 13.00, Porfirio Rubirosa diede inizio, in diretta streaming su Facebook, alla lettura di 'Cecità' di José Saramago.
Lesse ad alta voce, tutte di seguito e senza alcuna interruzione, tutte le 278 fittissime pagine di cui è composto il romanzo, e si fermò solo quando giunse al termine dell'opera, dopo poco meno di nove ore.
Un'impresa unica e uno sforzo fisico massacrante.
E allora.
Se anche tu ritieni che la cultura costi fatica e sacrificio.
Se anche tu pensi che occorra stringere i denti e lottare con ogni mezzo a disposizione contro l'idiozia, la superficialità e le strade facili.
Se la pensi così, fermati un istante, un minuto o anche ore a guardare questo gesto, e metti un like, lascia un commento e condividi questo video.

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28 gennaio 2023 6 28 /01 /gennaio /2023 07:41
Davide Longo, La vita paga il sabato, Einaudi

La vita paga il sabato di Davide Longo, pubblicato nel 2022 (Einaudi Stile Libero Big) è il quarto romanzo della serie che vede protagonisti il commissario Arcadipane, Corso Bramard e Isa Mancini.
I precedenti non li ho ancora letti, ma lo farò presto.
Dopo avere apprezzato molto “L’uomo verticale” avevo voglia di leggere un altro romanzo di Davide Longo e la mia scelta molto casualmente tra quelli a disposizione presso il mio libraio di fiducia è caduta su questo volume senza accorgermi che si trattava di un avventura di Arcadipane e Bramard.
Avrei voluto approcciarmi alla serie dal suo inizio.
Vorrà dire che ora la esplorerò a ritroso.
Devo dire che qui non ci sono pesanti riferimenti agli episodi precedenti e, dunque, il non conoscerli non si traduce in un appesantimento o in un handicap per il lettore che, per la prima volta, incontra il trio di investigatori.

Di fatto il romanzo è a se stante - così mi è sembrato.

Quindi non ci sono lacune, vuoti o rimandi in questa nuova indagine in cui Arcadipane, ufficialmente coinvolto e inviato da Torino assieme al suo vice (e che, in seguito, chiamerà in aiuto Corso Bramard e Isa Mancini a supportarlo) deve confrontarsi con un doppio crimine apparentemente indecifrabile, che sono l’assassinio di Terenzio Fuci, noto produttore cinematografico romano e fratello di un potente personaggio della vita politica, e la scomparsa della moglie Vera Ladich, attrice di successo in una serie di film negli anni Settanta prodotti dallo stesso Fuci. 
Omicidio e scomparsa non hanno lasciato alcuna traccia (come nel famoso schema del delitto che è avvenuto in una camera chiusa): un'enigma che, all'esordio delle indagini, appare davvero insormontabile
La scena del delitto è a Clot una piccola comunità alpina piemontese (un luogo finzionale, ovviamente, non reperibile su Google Map.
A poco a poco grazie all’azione congiunta dei tre emerge un retroscena del crimine che si estende verso un passato lontano e che include un inconfessabile segreto della comunità.
La narrazione il cui registro oscilla tra il serio e il faceto, con un umorismo che deriva dal modo di descrivere le situazioni secondo l’occhio ironico e auto-ironico di Arcadipane o secondo quello più grave è pensoso di Bramard, si dispiega come un grande arazzo sino a mostrare al lettore un intrigo sontuoso, davvero impensabile e geniale.
Mi sento di consigliarne la lettura.

 

(Risguardo di copertina) Un produttore cinematografico, fratello di un potente ex ministro democristiano, viene trovato morto dentro la sua Jaguar, abbandonata in una sperduta valle alpina. Sua moglie, un'ex attrice che ha fatto innamorare un'intera generazione, è scomparsa. Incaricato delle indagini, il commissario Arcadipane deve lasciare la sua Torino e trasferirsi temporaneamente a Clot, un grumo di case sorvegliate da una diga che serra la valle come un cappio. Ad attenderlo, gente diffidente e spigolosa e un rebus da far scoppiare la testa. Troppo complicato per non chiamare in aiuto il vecchio amico e mentore Corso Bramard e l'indisciplinata quanto indispensabile agente Isa Mancini, entrambi alle prese con un momento difficile della propria vita. Per arrivare alla verità sarà necessario scavare tra antichi segreti e nuovi egoismi, districando una trama tessuta a piú mani. Fino alla scoperta che per tutti, o quasi, la vita paga il sabato.
Libro finalista del Premio letterario Asti d'Appello 2023
Tra i silenzi di un paese incastonato nelle montagne del Piemonte e la chiassosa Roma del cinema e della politica, il mistero di una donna che per molti è stata una musa, un sogno, un rimorso. Un nuovo caso per Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard.

 

Hanno detto
«La cosa che mi secca, delle storie di Bramard e Arcadipane, è che non le ho scritte io. Forse non sono mai stato abbastanza felice per farlo. O disperato, non so» – Alessandro Baricco
«Quanto è mentale Bramard, tanto è corporeo Arcadipane che in saccoccia tiene un mucchio di sucai da estrarre compulsivamente e ingoiare insieme ai pelucchi che stanno sul fondo delle tasche. Due cosí non li dimentichi» – Maurizio Crosetti, la Repubblica
«Davide Longo è uno dei grandi» – Carlo Lucarelli, Corriere della Sera

 

(Incipit) La testa sul cuscino, il corpo rannicchiato in una sepoltura primitiva, Arcadipane fissa il telefono illuminare per la terza volta negli ultimi cinque minuti la base dell'abat-jour, la fondina dell'arma, quattro sucai, le chiavi e un cerchio scuro marchiato sul comodino da una tazza o un bicchiere molto molto caldi.
Gli basterebbe allungare una mano per spegnere o rispondere, ma sa chi lo chiama a quest'ora e perché, quindi fa l'unica cosa che un uomo della sua età, con il suo lavoro e la sua attuale posizione orizzontale può fare: prendere tempo. Trent'anni di polizia gli hanno insegnato che i secondi di notte sono come monete antiche, il numero scritto sopra non dice niente del loro effettivo valore.
La debole fluorescenza del telefono cessa lasciando intatti il buio e il silenzio. È un quartiere bene quello dove sta dormendo, niente marmitte forate, gente che grida uscendo da brutti locali, tossici, ubriachi o papponi. Solo qualche travestito di vecchia scuola: orari di lavoro dalle ventitre alle due, settimana corta alla tedesca, angoli assegnati per decreto regio e ammezzato di proprietà. Professioniste che fanno la vita da quando gli è spuntata la prima barba, subito estirpata, e sanno tenere a bada maniaci, spiritosi e sorci in cerca di spicci. Un paio di forbici, una chiave inglese e una bomboletta di peperoncino del resto costano meno di un protettore e, quando ne hai bisogno, arrivano prima.
Il telefono ricomincia
. (Ib. pp. 5-6)

 

L’autore. Davide Longo è uno scrittore italiano nato a Carmagnola, che vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. Tiene corsi di formazione per gli insegnanti su come utilizzare le tecniche narrative nelle scuole di ogni grado. Tra i suoi romanzi ricordiamo, Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos, 2001), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004), L’uomo verticale (Fandango, 2010), Maestro Utrecht (NN 2016), Ballata di un amore italiano (Feltrinelli 2011). Nel 2014 ha scritto il primo romanzo della serie che ha come protagonisti Arcadipane-Bramard Il caso Bramard (Feltrinelli 2014, Einaudi 2021), cui è seguito il secondo Le bestie giovani (Feltrinelli 2018, Einaudi 2021), il terzo episodio della serie Una rabbia semplice (Einaudi 2021), il quarto La vita paga il sabato (Einaudi 2022). 
Nel 2017 ha scritto la sceneggiatura per il film Il Mangiatore di Pietre interpretato da Luigi Lo Cas
cio.

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21 gennaio 2023 6 21 /01 /gennaio /2023 08:39
Victoria Mas, Il Ballo delle Pazze, Edizioni e/o

Il ballo delle pazze (Le bal des folles, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca) e pubblicato da Edizioni e/o (Dal mondo) nel 2021, opera prima della francese Victoria Mas, é un bel romanzo che tratta in maniera delicata e appassionante il grande internamento manicomiale del XIX secolo, quando mentre prendevano piede le teorie scientiste e lo studio ancora ai primi passi della neurologia e del funzionamento della mente, Anche nelle strutture manicomiali, agli albori d'una più moderna concezione della Psichiatria, vigevano ancora immutati i principi del “sorvegliare e punire” illustrati da Michel Foucault.
L’ambientazione del romanzo è la famosa Salpêtrière di Parigi che aveva presso a funzionare a pieno regime con l’impulso dell’esimio professor Jean-Martin Charcot, neurologo (allora la Psichiatria non era ancora una disciplina a sé stante) il cui approccio all’isteria aveva destato interesse in tutta Europa, tanto che persino un giovane Freud si era recato, avido di conoscenza, a seguire le sue lezioni e a osservare le sue dimostrazioni.
Il punto rilevante è che i casi di isteria e le manifestazioni della follia in genere sembravano riguardare soltanto soggetti di sesso femminile. E ciò perché l’etichettattura di malate di mente, destinate spesso ad un crudele internamento a vita, era il destino di donne che cercavano semplicemente di esprimere se stesse e di trovare la loro via autonoma in un mondo minuziosamente dominato dagli uomini che volevano la loro controparte unicamente destinata a certe mansioni.
I personaggi femminili delineati dall’autrice sono in questo senso esemplari a partire da Eugénie, figlia di un notaio benestante sino a Geneviève, infermiera alla Salpetrière e figlia di un medico di provincia, ammiratrice del grande Charcot ma anche capace di vedere l’intrinseca giustizia del sistema dell’internamento e di manifestare alla fine un suo pensiero autonomo, anche se al prezzo di perdere la sua posizione di privilegio.
Molto da quel tempo ormai lontano é apparentemente cambiato, ma quanto poi veramente?
In questo senso la narrazione è emblematica e universale.
É stato trasposto in film dal titolo omonimo, nel 2021, visionabile su Amazon Prime.

A questo ottimo romanzo-documento fa indubbiamente da complemento "L'isola delle anime", già recensito s questo blog (
L'isola delle anime. La storia dei dolenti internamenti femminili in una piccola isola del Baltico, attraverso decenni).



(Soglie del testo) Una storia avventurosa e appassionata, un inno alla libertà delle donne in un mondo che ancora nell'Ottocento era dominato dagli uomini.
Fine Ottocento. Nel famoso ospedale psichiatrico della Salpêtrière (che, ricordiamo qui, era riservato ai malati ritenuti incurabili) diretto dall'illustre dottor Charcot (uno dei maestri di Freud), prende piede uno strano esperimento: un ballo in maschera dove la Parigi-bene può "incontrare" e vedere le pazienti del manicomio al suono dei valzer e delle polka. Parigi, 1885. A fine Ottocento l'ospedale della Salpêtrière è né più né meno che un manicomio femminile. Certo, le internate non sono più tenute in catene come nel Seicento, vengono chiamate "isteriche" e curate con l'ipnosi dall'illustre dottor Charcot, ma sono comunque strettamente sorvegliate, tagliate fuori da ogni contatto con l'esterno e sottoposte a esperimenti azzardati e impietosi. Alla Salpêtrière si entra e non si esce. In realtà buona parte delle cosiddette alienate sono donne scomode, rifiutate, che le loro famiglie abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. Alla Salpêtrière si incontrano: Louise, adolescente figlia del popolo, finita lì in seguito a terribili vicissitudini che hanno sconvolto la sua giovane vita; Eugénie, signorina di buona famiglia allontanata dai suoi perché troppo bizzarra e anticonformista; Geneviève, la capoinfermiera rigida e severa, convinta della superiorità della scienza su tutto. E poi c'è Thérèse, la decana delle internate, molto più saggia che pazza, una specie di madre per le più giovani. Benché molto diverse, tutte hanno chiara una cosa: la loro sorte è stata decisa dagli uomini, dallo strapotere che gli uomini hanno sulle donne. A sconvolgere e trasformare la loro vita sarà il "ballo delle pazze", ossia il ballo mascherato che si tiene ogni anno alla Salpêtrière e a cui viene invitata la crème di Parigi. In quell'occasione, mascherarsi farà cadere le maschere.
Il romanzo di Victoria Mas è stato un grande successo letterario in Francia nel 2019

 

Hanno detto
«Con questo ballo in cui le "pazze" sembrano le uniche in grado di sentire davvero Victoria Mas consegna al lettore un romanzo intenso e fiero, che obbliga a spostare i limiti tra normalità e follia e insieme a riconsiderare quanto caro, nel corso della storia, è stato il prezzo pagato dalle donne per essere legittimate a esistere» - Andrea Marcolongo, Tuttolibri
«La casa editrice E/O pubblica quello che è stato il caso letterario del 2019 in Francia, Il ballo delle pazze di Victoria Mas, giovane autrice dalla bellezza molto francese al suo esordio nel romanzo, dopo aver lavorato nella scrittura per il cinema» - Eleonora Barbieri, il Giornale
«Ciascuna delle protagoniste per sopravvivere, nel manicomio, si aggrappa alle proprie convinzioni, anche se sono verità dolorose e difficili da condividere. Ma nella serata surreale del ballo in maschera, quando follia e razionalità sembrano non avere più confini, tutto può diventare finalmente possibile» - Patrizia Violi, Corriere della Sera

 

L’autrice. Victoria Mas ha lavorato nel mondo del cinema, prima di esordire con questo romanzo

La cernita delle ospiti era cominciata dopo la posa dell'ultima pietra. Da principio vi avevano rinchiuso le poveracce, mendicanti, vagabonde e barbone selezionate su ordine del re. Poi era toccato alle dissolute, alle prostitute, alle donne di malaffare, tutte 'colpevoli' che venivano portate là in gruppi, su carri scoperti, costrette a esporre la propria faccia all'occhio severo del popolino, già condannate dall'opinione pubblica, Poi erano arrivate le inevitabili pazze, le donne senili o violente, deliranti, idiote, bugiarde, cospiratrici, sia vecchie che giovanissime. Presto i luoghi si erano riempiti di grida e sporcizia, di catene e chiavistelli. A metà strada tra il manicomio e la prigione alla Salpêtrière finivano le persone che Parigi non sapeva gestire, cioè i malati e le donne.

Il ballo delle pazze (p. 76)

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2 gennaio 2023 1 02 /01 /gennaio /2023 11:08
Andrea Camilleri, Maruzza Musumeci, Sellerio

Poco tempo fa ho finito di leggere “Pelle di foca”, un romanzo fondato sull’antica leggenda scozzese delle “selkie”.
Il mio amico Gianfranco, avendo letto il mio breve commento su quest’opera, mi ha scritto che gli ricordava molto il “Maruzza Musumeci” di Andrea Camilleri (Sellerio, Collana La Memoria, 2007. Mi sono incuriosito e me lo sono andato a cercare. 
L’ho letto con curiosità e divertimento.
Sì, mi sono divertito molto, perché le cose di Camilleri sanno essere divertenti ed esilaranti, anche quando attingono ad elementi profondamente intrisi di cultura classica. E in ciò sta la grandezza di Camilleri.
In questo caso, seguiamo la storia di un Ignazio Manisco, un uomo di terra che più non si può, che si marita nientemeno che con una sirena (una di quelle omeriche che sbranavano i marinai di passaggio, dopo averli incantati con il loro canto), e che con lei (rispettandone alcune idiosincrasie) forma una famiglia, generando dei figli, uno dei quali - Resina che è l'anagramma di Sirena - tramanderà le speciali caratteristiche della madre.
È il racconto spassoso e profondo assieme della “domesticazione” di un essere mitologico “pericoloso” e della progenie che ne scaturisce, malgrado la primigenia offesa da Odisseo, nei confronti del quale viene consumata una vendetta.
È con dispiacere che ci si congeda da Ignazio Manisco alla fine della sua lunga vita operosa e dalla sua casa modulare, da lui stesso costruita ed ampliata - modulo dopo modulo - nel tempo, con pazienza ed ingegno, e che, nientemeno, per vicissitudini strane, sarà d’ispirazione a Walter Gropius nella progettazione dei suoi famosi edifici all'insegna del razionalismo.
In una nota scarna Camilleri racconta che il nucleo originario della storia lo deve ad un Minico, bracciante agricolo e lavorante nei terreni del nonno, il quale - quando raccontava le storie - chiudeva gli occhi “per vedere meglio le cose”. Così scrive:

 

Mi sono voluto riraccontare una favola. Perchè, in parte, la storia del viddrano che si maritò con una sirena me l'aveva già narrata, quand'ero bambino, Minicu, il più fantasioso dei contadini che travagliavano nella terra di mio nonno. Minicu mi raccomandava spesso di chiudere gli occhi 'pi vidiri le così fatati', quelle che normalmente, con gli occhi aperti, non è possibile vedere. La storia della casa che ispirò Walter Gropius e tutte le altre vicende successive al matrimonio di Gnazio me le sono inventate io. (p. 151)

 

Torna qui - in questa breve nota - la forza e la potenza dell'immagine iconica del cantore cieco, come fu Omero, o dell'indovino cecato, come Tiresia (che, essendo cieco, poteva 'vedere cose") e che è stato oggetto di uno splendido monologo scritto dallo stesso Camilleri e che si può considerare una sorta di suo lascito.

 


Il libro è stato letto ad alta voce, in una lettura condivisa, con grandissimo divertimento; ed è stato il primo libro portato a termine nel 2023.

 

(Risguardo di copertina) Una favola in cui si intrecciano  mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata  imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente. Il più poetico romanzo di Camilleri.
(Salvatore Silvano Nigro) Questo «cunto» è una maneggevole storia naturale delle Sirene. E anche una «storia morale». La vicenda si svolge a Vigàta, tra Ottocento e Novecento. In contrada Ninfa, che è una lingua di terra sul mare: un'isola immaginaria, odissiaca, che figura ancora sulle rotte dei mitici navigatori; ed è visitata dai sogni incompiuti dalle metamorfosi di pescatori, naiadi, e cretaure marine. Le Sirene non sono pesci con il rossetto. Sono donne feconde, terribilmente seducenti. Vivono tra gli uomini. Abitano gli stessi luoghi, ma non vivono nello stesso tempo. Vengono da una profondità di millenni: sono troppo vecchie o troppo giovani, al di sopra della vita e della morte. Hanno uno sguardo lungo sul passato. E un'immota fissità di ricordi. Non hanno dimenticato l'offesa di Ulisse. Sono le vestali e le vittime del loro segreto. Il rancore e il desiderio di vendetta risvegliano in esse l'animalità selvaggia. Cercano però un'uscita dalla ferinità, per entrare nel tempo degli uomini. Il «cunto» di Camilleri è una poetica favola vichiana. Maruzza e la sua bisnonna parlano in greco tra di loro. Ed è sui versi dell'Odissea che le due Sirene verificano eventi ed emozioni. Il loro canto è sensuoso. Ma sa essere pure un complotto d'acque, un irresistibile richiamo di onde e scogli. Maruzza e la bisnonna si disfanno dei fantasmi finalmente sconfitti di Ulisse e della sua genìa. E individuano nel bracciante e muratore Gnazio Manisco, che dall'America è tornato nella sua Itaca vigatese, odiando il mare e viaggiando sempre sotto coperta, un anti-Ulisse. Maruzza si sposa con Gnazio. Felicemente. Comincia la vita nuova di una Sirena con marito e figli. La famiglia della Sirena convoglia cielo e mare. Il primogenito Cola diventa astronomo. Scopre una stella. La chiama Resina, con il nome di sua sorella, la Sirenetta. Nel 1940, Cola rientra dall'America nell'Italia in guerra. La sua nave viene affondata. La Sirenetta corre dal fratello. Con lui si inabissa per sempre, là dove si apre una grotta dentro una campana d'aria. In quella grotta la letteratura aveva già portato l'avvocato Motta di un romanzo di Soldati. In quella «dimora» aveva realizzato il suo «sogno di sonno» l'ellenista Rosario La Ciura del racconto La sirena di Lampedusa. La guerra ha i suoi naufraghi. Un giovane soldato americano finisce sull'isola immaginaria di Vigàta. È steso sotto un ulivo saraceno. Prima di morire accosta all'orecchio la grande conchiglia indiana delle Sirene. Muore consolato dal canto della bisnonna e della Sirenetta. Le Sirene non uccidono più. Amano e soccorrono. Come nel racconto di Lampedusa. E come nella Sirenetta di Andersen. Il «cunto» di Camilleri è, infine, e sorprendentemente, un «cunto de li cunti».  

 

 

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925 - Roma, 2019), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Le pecore e il pastore (2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un'ombra (2014), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (2015), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016), La mossa del cavallo (2017), La scomparsa di Patò (2018), Conversazione su Tiresia (2019), Autodifesa di Caino (2019), La Pensione Eva (2021), La guerra privata di Samuele e altre storie di Vigàta (2022); e inoltre i romanzi e racconti con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014), La giostra degli scambi (2015), L'altro capo del filo (2016), La rete di protezione (2017), Un mese con Montalbano (2017), Il metodo Catalanotti (2018), Gli arancini di Montalbano (2018), Il cuoco dell'Alcyon (2019), Riccardino (2020), La prima indagine di Montalbano (2021), La coscienza di Montalbano (2022).

Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura - Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014, Premio Gogol’ 2015.

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30 dicembre 2022 5 30 /12 /dicembre /2022 12:03
Bill Gates, Come prevenire la prossima pandemia, La Nave di Teseo, 2022

La pandemia da Coronavirus-19, esplosa in Europa nei primi mesi del 2020 non è ancora finita. Certo, si è attenuata, ma siamo costantemente alle prese con nuove varianti, legate anche al fatto che in alcune regioni del mondo i programmi vaccinali non sono stati condotti in modo adeguato. Stiamo assistendo, proprio in questi giorni, ad una forte ripresa della pandemia in Cina, proprio per via del basso livello di immunizzazione della popolazione.
Nello stesso tempo, adesso, abbiamo a che fare con un virus influenzale particolarmente contagioso ed aggressivo (la cosiddetta influenza "australiana") e con altri ceppi virali circolanti nella popolazione che è particolarmente sensibile, perché viene da lunghi periodi di confinamento e di riduzione dei contatti sociali, abbinati all'uso della mascherina. Quindi, da una situazione di forte abbassamento delle infezioni da virus influenzali nel 2020-21 si è passati ad un nuovo loro cospicuo incremento.
Bill Gates che, da filantropo, ha investito parecchio nel monitoraggio delle malattie infettive e nei programmi vaccinali, sostiene il punto di vista che bisogna fare tesoro di ciò che abbiamo appreso dalla pandemia del 2020-21, sia in termini di azioni virtuose sia in termini di errori compiuti, per essere preparati ad affrontare la prossima pandemia. 
Maggiori saranno le risposte coordinate da parte di tutti gli stati del mondo maggiore sarà l'efficacia dell'azione.
In Come prevenire la prossima pandemia (How to Prevent the Next Pandemic, nella traduzione di Andrea Silvestri),  pubblicato nel 2022 da La Nave di Teseo (Collana I Fari), Bill Gates conduce il lettore in una disamina di tutti i diversi aspetti implicati in questa tematica, suggerendo una serie di capisaldi da attenzionare, attivando il più possibile la collaborazione internazionale  e lo scambio di informazioni, ma soprattutto colmando il divario sanitario tra paesi ricchi e paesi poveri.
Il saggio mi è sembrato intelligente e ben fatto poiché consente di raggiungere un punto di vista unitario e articolato su tutte le diverse questioni che si attivano quando si parla di pandemia.
Capisco anche che alcuni, soprattutto coloro che militano nelle schiere dei no-vax ad oltranza e fondamentalisti, detestano Bill Gates e ritengono che egli sia una delle molteplici espressioni dello schieramento complottista che predicando il verbo della prevenzione e delle vaccinazioni, mira ad indebolire i popoli, soggiogandoli a forme di controllo occulto.
Tuttavia, la lettura di questo testo che ha rispolverato alcune mie conoscenze già acquisite e che mi ha fatto conoscere alcuni temi nuovi, mi ha dato delle impressioni sicuramente positive. 
Il volume è arricchito da un indice analitico che consente di orientarsi nella grande mole di informazioni, di acronimi e di personaggi che vi vengono menzionati.

 

(dal risguardo di copertina) La pandemia da COVID-19 non è ancora finita, ma i governi di tutto il mondo, mentre lavorano per lasciarsela alle spalle, iniziano già a pensare a cosa accadrà in futuro. Come possiamo impedire che una nuova pandemia uccida milioni di persone e distrugga l'economia mondiale? Si può anche solo sperare di riuscirci? 
Bill Gates crede di sì, e in questo libro espone in modo chiaro e convincente ciò che il mondo dovrebbe imparare da COVID-19 e cosa possiamo fare per scongiurare un altro disastro come questo. Basandosi sulle competenze condivise dai massimi esperti mondiali e sulla propria esperienza tramite la Fondazione Gates nella lotta contro le malattie mortali, Gates ci aiuta a capire le malattie infettive dal punto di vista scientifico. E ci mostra come le nazioni di tutto il mondo, lavorando in sinergia tra loro e con il settore privato, siano in grado non solo di scongiurare un'altra catastrofe simile al COVID, ma anche di sconfiggere definitivamente tutte le malattie respiratorie, compresa l'influenza. 
Un appello chiaro, forte, esaustivo e di capitale importanza, da uno dei più grandi e incisivi pensatori e attivisti del nostro tempo.

 

Bill Gates

L'Autore. Bill Gates è un tecnologo, imprenditore e filantropo. Nel 1975, ad Albuquerque, ha avviato Microsoft con il suo amico d'infanzia Paul Allen. Nel 2000, insieme alla moglie Melinda, ha istituito la Bill & Melinda Gates Foundation, una fondazione privata di beneficenza. Successivamente ha lanciato Breakthrough Energy, un programma per commercializzare energia pulita e altre tecnologie legate al clima.
Nel 2021, La Nave di Teseo ha pubblicato il suo saggio Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi, le sfide di domani.

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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