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21 settembre 2022 3 21 /09 /settembre /2022 18:12
Paul Theroux, Luce accecante, Baldini & Castoldi

Il viaggio a volte può essere metafora per esprimere altro, e soprattutto finisce con il diventare un'avventura interiore dentro se stessi.
Il viaggio nello stesso tempo, quando una precedente esperienza è stata masticata e digerita, divenendo perfino - in alcuni casi oggetto di una narrazione bestselling - si trasforma in oggetto commercializzato, svuotato di qualsiasi valenza interiore. Quando ciò si verifica, occorre ricreare le condizioni per una "rinascita" e per una rifondazione del Sé.
Ed ancora, se il viaggio in un luogo non solo distante ed esotico, ma anche in un certo senso "esoterico" porta l'individuo a scoprire una vena visionaria e profetica, ecco che allora si verificano le premesse per un totale rivoluzionamento della precedente condizione di appiattimento e di schiaccianti sensazioni di inutilità. L'esperienza del viaggio, secondo queste premesse, diventa anche, il preambolo di un'esperienza sciamanica, assumendo che lo sciamano è colui che, con la facilitazione dell'uso di certe sostanze psicoattive che aprono la mente oppure attraverso l'immersione in una qualsivoglia malattia grave o nella follia ha compiuto un viaggio di andata verso i territori sconosciuti e spaventosi dell'impensabile e dell'indicibile e ne ha fatto ritorno, divenendo a pieno titolo colui che, avendo visto la natura profonda delle cose, può fregiarsi della qualifica di "psiconauta" e di guida di coloro che versano in analoghe difficoltà e che, per questo motivo, ha la facoltà di porsi come guida nei confronti di chi è sofferente, conducendolo senza edulcorazioni alla trama di verità delle cose.
Se poi a questi aspetti taumaturgici si aggiunge la cecità che è anche il dono di una visione al di là di Maya, cioè del velo ingannevole con cui la realtà si presenta, il gioco è fatto. Molti dei grandi profeti, molti aedi e poeti, molti sapienti e indovini (vedi ad esempio il caso del vecchio Tiresia) erano ciechi, privati della vista come senso: ma questa loro mancanza si tramutava nel dono della chiaroveggenza e del veder profetico, del poter vedere "oltre" le apparenze. Tutte queste riflessioni si traggono dalla lettura di uno dei romanzi di Paul Theroux, scrittore canadese-statunitense, autore sia di romanzi fiction sia di resoconti di viaggio (tra di questi possiamo ricordare un "ritorno in Patagonia" scritto assieme al grandissimo Bruce Chatwin, l'ultimo dei viaggiatori inglesi del Novecento).

Il protagonista di Luce Accecante (titolo originale inglese Blinding Light, nella traduzione di Fenisia Gianini Jacono), pubblicato da Baldini&Castoldi Dalai nel 2007, Slade Steadman, è stato l'autore di uno dei più popolari libri di viaggio del mondo.  Il suo libro che contiene la descrizione di un viaggio attorno al mondo senza passaporto, violando tutte le frontiere, con il racconto dettagliato di tutte le peripezie e degli stratagemmi messi in opera di volta in volta, è diventato un cult, generando una serie televisiva, nonché un merchandising che ha messo in commercio una linea di abbigliamento e di accessori da viaggi "avventurosi" sulle orme di Steadman (ma in realtà pseudo-avventurosi),  nonché un vero e proprio modello, ineliminabile e non ignorabile, per viaggiatori agiati, alla ricerca d'una parvenza di brivido rispetto alla vita ordinaria.
Da tempo Slade, annichilito dal suo stesso successo, non ha più nulla da dire al mondo, essendo divenuto vittima proprio di quel successo planetario, irrimediabilmente schiacciato e svuotato di ispirazione. Si è ritirato di fatto, in una lussuosa residenza nell'esclusiva Martha's Vineyard, vivendo dei proventi delle royalty che gli arrivano giorno dopo giorno.
Vorrebbe scrivere ancora, ma l'ispirazione lo ha abbandonato. 
Per recuperare verve creativa e per rimettersi in gioco rispetto alla piatta routine in cui si sente confinato, decide di intraprendere - assieme alla compagna Ava, dalla quale è in procinto di separarsi a causa della fine di ogni guizzo anche soltanto sessuale nella loro relazione - un viaggio avventuroso (per quanto edulcorato) nella più remota provincia orientale della giungla ecuadoregna (per ironia, un vero e proprio viaggio alla "Slade", circondato da viaggiatori che vestono il suo marchio e che pensano "Slade"). Al culmine di esso, l'incontro con gli sciamani del luogo - benché in un contesto di squallore per nulla idealizzante (tutto l'opposto della narrazione di Carlos Castaneda - si vedano "A scuola dello stregone" e i successivi volumi), e la sperimentazione di un preparato ottenuto da una rara erba allucinogena (una varietà di Datura), cambieranno la sua vita.
L'assunzione della droga, infatti, sin dall'inizio provoca in lui una cecità temporanea: mentre Slade è in questo stato sperimenta una condizione estatico-visionaria che gli permette di attingere ai suoi ricordi con particolare vividezza, ma nello stesso di vedere dentro le persone che lo circondano e che spiazza, mettendoli a nudo con foga impietosa e senza sconti per nessuno, con affermazioni dissacranti e disvelanti sulle loro intime debolezze e paure. Questa capacità di vedere dentro di sé e di leggere l'animo altrui, lo rimette in condizione di riprendere a scrivere nuove pagine, cosa che al suo ritorno fa con regolarità e costanza, assumendo giornalmente dosi della sua droga e vivendo in questa condizione di cecità ispirata e visionaria: Ava da cui era prima del viaggio in procinto di separarsi diventa la sua segretaria e scrivana.
Infatti, essendo chimicamente cieco per la maggior parte del tempo, in realtà più che scrivere il nuovo libro, lo va dettando giorno dopo giorno alla sua compagna, assieme alla quale recupera un'intesa sessuale con una potenza mai sperimentata prima, rimettendo in scena in versione fortemente erotiche sue esperienze fantasticate in epoche passate della sua vita. Di notte, Ava diventa la reincarnazione delle fantasie sessuali che ha evocato durante il giorno nello stato di cecità.
Steadman, durante questa fase, viene anche accolto con particolare deferenza nell'entourage esclusivo del Presidente degli Stati Uniti, dell'epoca (Clinton), impelagato in una rete di menzogne attorno ai noti atti sessuali compiuti con la stagista.
Alla fine, Steadman partorisce il suo nuovo libro che battezzerà "Il Libro delle Rivelazioni", di cui viene decretato immediatamente il successo enorme di critica e di pubblico, sulla scorta del quale egli parte per un giro di promozioni con tappe in alcune delle principali città degli Stati Uniti, mantenendo la menzogna della sua cecità (acquisita chimicamente, ma mai dichiarata in quanto tale): la sua versione ufficiale è che sia diventato cieco, ma che nella sua cecità egli abbia ricevuto il dono della visionarietà. La sua cecità è un bluff e parte del suo successo si fonda ora sul suo carisma visionario, poiché pur essendo cieco e incapace di vedere, in realtà vede in profondità con uno sguardo che trapassa tutti i segreti individuali, quelli più gelosamente custoditi. E, tra l'altro, con sprezzo utilizza questo enorme potere di vedere dietro le apparenze per ferire e dominare gli altri che lo circondando, pendendo dalle sue labbra, pronti ad essere fustigati ed umiliati dalle sue parole e dalle sue sentenze apodittiche.
Steadman è divenuto "colui che sa" e "colui che vede", proprio perché é cieco (chimicamente).
Ma, ad un certo punto, si ritrova cieco per davvero: quando ll tour promozionale è quasi agli sgoccioli, egli si accorge traumaticamente che la cecità persiste, anche quando gli effetti chimici della Datura dovrebbero essere cessati. E, a quel punto, si ritrova ad essere vulnerabile, sperimentando la fine di quella inebriante onnipotenza e, soprattutto, della sua protervia e del suo atteggiamento di fustigatore delle debolezze e delle menzogne altrui, egli stesso vittima della sua propria menzogna.
Dovrà intraprendere un percorso per ritornare indietro e per disfare gli effetti negativi del suo abuso, umiliandosi e ridimensionandosi.
Luce Accecante è un meta-romanzo sullo stallo esistenziale e sulla resurrezione di un autore in crisi creativa e d'identità, ma al prezzo d'una menzogna.
Il mio parere di lettore é che Steadman sia davvero insopportabile: forse per questo ho letto il romanzo a fatica, prendendomi numerose pause.
Ma è interessante: pienamente calzante con il tema della "La follia nell'arte", trattato in un recente volume.


(Dal risguardo di copertina) Il protagonista del libro è l'autore di uno dei più popolari libri di viaggio del mondo, ma per più di trent'anni ha lottato contro il suo stesso successo, alla ricerca di un equilibrio difficile da trovare. Un viaggio lungo un fiume di una remota provincia nell'est dell'Ecuador gli concede però la possibilità di incontrare quel che gli mancava e di sperimentare una droga miracolosa che induce temporanea cecità. Al suo rientro negli Stati Uniti, ringiovanito e pieno di idee, l'uomo riesce non solo a scrivere e ricordare ma anche, aiutato da una sovrannaturale capacità di premonizione, a vivere contemporaneamente in due dimensioni. Paul Theroux si confronta con i fantasmi dello scrittore (la paura della pagina bianca e il senso di inadeguatezza), e consegna al lettore un meta-romanzo sulla crisi e la resurrezione di un autore in crisi d'identità.

 

Paul Theroux

L'autore. Paul Theroux nasce a Medford, nel Massachusetts, nel 1941 è il terzogenito dei sette figli di Albert Eugene Theroux, un rappresentante di una ditta manifatturiera del cuoio franco-canadese, e di Anne Dittami, un'insegnante di grammatica statunitense di origini italiane. Consegue la laurea in scrittura creativa presso l'Università del Maine, per poi specializzarsi presso le Università di Syracuse e Urbino.

Ha pubblicato il suo primo romanzo, Waldo, nel 1967. Dopo aver terminato l'università ha vissuto 5 anni in Africa, luogo che ha ispirato i suoi successivi lavori: Fong and the Indians, Girls at play e Jungle lovers. Nel continente africano insegna e prende parte a missioni umanitarie.

Ha successivamente insegnato all'Università di Singapore prima di stabilirsi in Inghilterra.

Il suo romanzo più conosciuto è sicuramente The Great Railway Bazaar - by train through Asia, pubblicato nel 1975. Con The Mosquito Coast ha vinto il James Tait Black Memorial Prize per la narrativa nel 1981; dal romanzo, cinque anni dopo, è stato tratto l'omonimo film (con Harrison Ford).

In Italia i suoi libri sono stati pubblicati da Baldini Castoldi Dalai (Hotel Honolulu, Ultimo treno della Patagonia, O-Zone, Gallo di Ferro. In treno attraverso la Cina, Mosquito Coast, Ultimi giorni a Hong Kong, Dark Star Safari), Mondadori (Costa delle zanzare) e Frassinelli (Da costa a costa).

Ha collaborato altresì con settimanali e mensili, quali Playboy, Esquire e The Atlantic Monthly.

Paul Theroux si è sposato due volte: con Anne Castle dal 1967 al 1993 e successivamente con Sheila Donnelly (dal 18 novembre 1995). Attualmente vive alle Hawaii. Dal primo matrimonio ha avuto due figli Marcel Theroux e Louis Theroux, entrambi scrittori e presentatori televisivi, ed è lo zio dell'attore Justin Theroux.

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6 settembre 2022 2 06 /09 /settembre /2022 20:50

Bellissimo! Mi è rimasto nel cuore questo ispettore stropicciato, disincantato e la sua storia tragica, disperata. Suggerisco di leggere prima almeno "La signora in verde" per poter entrare nella sua vita

Sandra Platania, amministratice del gruppo FB "Parliamo di libri, Parliamo di noi"

Arnaldur Indriðason, Le abitudini delle volpi, Guanda, 2013

Le abitudini delle volpi di Arnaldur Indriðason (nella traduzione di Silvia Cosimini), pubblicato da Guanda nel 2013, contiene il racconto di un caso non “ufficiale” dell’ispettore Erlendur Sveinsson.
Erlendur, durante na sa licenza dal lavoro, si è recato a passare alcuni giorni in una sperduta zona dell’Est della Finlandia dove prima egli stesso viveva con i genitori e il fratello più piccolo, sino alla tragedia che segnò in modo indelebile la sua vita.
Erlendur, in questa circostanza "di vacanza", è andato ad abitare proprio nel rudere della casa che un tempo era stata sua e dei genitori e qui si è installato precariamente, con tanto di sacco a pelo e lampada a gas, sobbarcandosi a molte scomodità, ma è ciò che desidera.
Erlendur - come sanno i fedeli lettori di Indriðason - è, da sempre, assillato dall’enigma della scomparsa del fratello più piccolo nel corso di una bufera di neve e di vento. E’ anche - da sempre - tormentato dalla consapevolezza di essere stato lui il sopravvissuto e, in qualche modo, anche colpevole del fatto che il fratellino si fosse accompagnato a lui e al padre per sua insistenza in quella che sembrava una banale uscita nella brughiera.
Questa tragedia ha segnato l’intera sua vita, tanto da indurlo ad interessarsi in modo quasi ossessivo ai casi di persone scomparse, ancor di più da quando si trovò ad intraprendere la carriera di poliziotto.
Mentre - durante questo non canonico periodo di ferie - si aggira nei luoghi della sua infanzia alla ricerca di qualche traccia del fratello scomparso (e sarà proprio qui che un cacciatore di volpi, tale Boas, che lui incontra nella brughiera, gli darà delle dritte, illuminandolo - per così dire - sulle "abitudini delle volpi"), si imbatte nel caso di una donna pure lei scomparsa misteriosamente nel corso di quella memorabile tempesta di neve nel lontano 1942 (proprio nelle stesse circostanze in cui si erano perse le tracce del fratellino di Erlendur, Bergur)
Come un segugio, Erlendur si mette sulle tracce di questa donna, Matildur, per disvelare il mistero della sua scomparsa, attivato da voci e dicerie che sente mormorare con molta riservatezza e circospezione da alcuni anziani abitanti del posto che va via via incontrando. E cerca di capire cosa sia veramente successo: così facendo, con la sua testardaggine, evoca i fantasmi del passato, sentendo che sia sua dovere morale portare luce in quel mistero. E nello stesso tempo arriverà ad una qualche conclusione circa la scomparso del fratello che, in un certo senso, potrà riposare in pace.
E’ un romanzo di grandi rimpianti e di grandi solitudini, ma anche di grandi inquietudini.
Indriðason, prima ancora che uno scrittore di storie "crime" è uno scrittore (ed anche cantore) a tutto tondo dello spirito dell’Islanda.
Di quando in quando prendo uno dei suoi romanzi, ancora non letti, che attendono nello scaffale a lui riservato (li ho tutti), e lo leggo, immergendomi di nuovo nelle atmosfere dell’Islanda che ho avuto modo di visitare e percorrere in due diverse occasioni.

 

(Dal risguardo di copertina) L’ispettore Erlendur è tornato nei luoghi della sua infanzia. Trascorrerà qualche tempo nel piccolo villaggio sulle rive di un fiordo dell’Islanda orientale, deciso ad affrontare una volta per tutte l’ossessione che lo perseguita fin da quando era bambino: la scomparsa del fratello minore Bergur durante una bufera di neve. Di notte, solo nel rudere abbandonato della sua casa, attende che l’oscurità, il gelo e il vento gli riportino i fantasmi della tragica esperienza che distrusse per sempre la sua famiglia; di giorno, vaga per i boschi e la brughiera alla disperata ricerca di indizi. E proprio qui si imbatte per caso in una vicenda per molti versi simile a quella di Bergur: la sparizione di una giovane donna, in una notte di tormenta, nel gennaio del 1942. Una storia non ancora dimenticata, ma che molti preferirebbero lasciare sepolta sotto decenni di segreti e sensi di colpa. Immerso in un paesaggio aspro, in cui una modernità disordinata e invadente si scontra con una natura ancora capace di sconvolgere, Erlendur si lascia trasportare in un’indagine al confine tra realtà e allucinazione, travolto da un’insaziabile sete di risposte che lo costringerà a scavare ostinatamente dentro ferite mai curate, a riportare in luce antiche suggestioni, a riesumare tormenti inconfessabili. «Ho già letto almeno cinque libri con protagonista il commissario Erlendur Sveinsson: sono ben scritti...» Andrea Camilleri «L’Islanda ha trovato il suo Mankell... Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso.

 

Hanno detto:
«Erlendur, poliziotto disilluso che fa luce laddove l’Islanda pare immersa in una notte infinita. Insomma, un grande.» Anna
«Un autore da seguire e da amare. Uno scrittore di noir costruiti con intelligenza e capacità letterarie non comuni.» Il Giornale
«Indriðason si conferma abile a indagare passioni e sentimenti (anche i più morbosi) senza cedere al buonismo.» Corriere della Sera

 

Arnaldur Indridason

L'autore. Arnaldur Indriðason è uno scrittore islandese di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il personaggio di Erlendur Sveinsson. Ha lavorato come giornalista indipendente e come critico cinematografico. Laureato in storia, ha scritto il suo primo romanzo nel 1997. Ha vinto numerosi premi fra i quali il Glasnyckeln e Gold Dagger. Tra i suoi romanzi pubblicati da Guanda: Sotto la città (2005), La signora in verde (2006), La voce (2008), Un corpo nel lago (2009), Un grande gelo (2010), Un caso archiviato (2010), Un doppio sospetto (2011), Cielo Nero (2012), Le abitudini delle volpi (2013), Sfida cruciale (2013), Le Notti di Reykjavík (2014), Una traccia nel buio (2015), Un delitto da dimenticare (2016), Il commesso viaggiatore (2017), La ragazza della nave (2018), Quel che sa la notte (2019) e I figli della polvere (2021).

Non puntava a vendicarsi. Non puntava a riempire le carceri di disgraziati. Puntava solo a scoprire la verità, caso per caso. Era l'unico principio che aveva seguito negli anni in polizia, trovare risposte alle domande che lo assillavano. Scoprire verità che si erano perdute, erano state dimenticate e non sarebbero mai state ritrovate.

Le abitudini delle volpi, p. 229

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28 agosto 2022 7 28 /08 /agosto /2022 10:39
Ellie Griffiths, La Palude delle ossa

La palude delle ossa di Elly Griffiths (titolo originale The House at Sea's End, nella traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini), pubblicato da Garzanti (Collana Narratori Moderni) nel 2011, è stato per me il quarto libro letto - e ora pronto per l'archiviazione -  ma in ordine di pubblicazione in traduzione italiana il terzo.
Malgrado Elly Griffiths con il suo personaggio, assolutamente insolito ed originale, Ruth Galloway, archeologa, specialista in paleo-antropologia e, per via di queste sue competenze, nella qualità di antropologa forense frequente collaboratrice della polizia del Norfolk, abbia avuto un notevole successo nel Regno Unito, qui in Italia, la casa editrice ha deciso di non proporre ulteriori traduzioni delle sue opere che, sinora, in lingua originale hanno superato i dieci volumi (tutte indagini di Ruth Galloway) a cui si devono aggiungere alcuni libri di lettteratura per l'infanzia.

Con La Palude delle ossa ho letto tutti i romanzi tradotti in Italiano (che sono quattro):

  1. Il sentiero dei bambini dimenticati
  2. La casa dei corpi sepolti
  3. La palude delle ossa
  4. Il museo delle ombre

Chissà se in seguito degli altri romanzi non arrivi qualcun'altra traduzione!

Io me lo auguro.

I suoi sono dei romanzi briosi in che si presentano con la struttura dei classici polizieschi, molto nello stile di Agatha Christie, secondo me, con una Ruth Galloway investigatrice fuori dall'ordinario e non inquadrata in una struttura o in un'istituzione, una sorta di free-lancer del crimine, come è appunto - nella galleria dei grandi caratteri del Giallo - la cara Miss Marple.
Quest'ultimo romanzo ha catturato molto la mia attenzione, sia per l'ambientazione, in una località sperduta e avvolta in un'aura di decadente romanticismo (Sea's End, come avverte l'autrice, è però un posto fittizio) e il mistero evocato dalla scoperta di sei corpi tumulati ai piedi di un'alta scogliera erosa dal Mare del Nord, che rimanda ad un capitolo poco indagato della II Guerra Mondiale, quando gli Inglesi temevano un'invasione dal mare da parte dei Tedeschi e avevano istituito una Milizia territoriale per la difesa costiera.

(dal risguardo di copertina) È il crepuscolo sulla costa del Norfolk, la marea è ancora bassa e la distesa del mare riflette un cielo azzurro e freddo. La sepoltura che emerge dalle rocce è rimasta per decenni prigioniera dell'acqua. Pallide ossa di un braccio si nascondono fra le sue pietre.
La squadra di studiosi ha appena iniziato a scavare e raccogliere i reperti, ma Ruth Galloway, antropologa forense, lo capisce subito: quelle ossa non sono di una sola persona. In quella fossa si celano i resti di sei corpi. Ma c'è di più. La fossa è molto vicina a Sea's End House, l'antica dimora della famiglia Hastings. Tutti la conoscono, molti la temono, ma nessuno è davvero al corrente dei misteri che si celano dietro le sue mura. Solo Ruth può sciogliere il dilemma, lei è l'unica in grado di leggere la lingua silenziosa delle ossa. Ma non è facile. Adesso Ruth, che ha sempre vissuto sola con il suo gatto nella casa ai confini della palude del Saltmarsh, ha una bambina piccola di cui occuparsi. Ecco perché è costretta a chiedere aiuto all'ultima persona a cui vorrebbe rivolgersi: l'ispettore Nelson, il padre della bambina.

 

Ellie Griffiths

Le indagini li portano a scoprire l'esistenza di un'operazione militare risalente alla seconda guerra mondiale, e dei suoi segreti rimasti finora sepolti. Segreti che qualcuno vuole ancora proteggere e per i quali è disposto a uccidere, dal momento che numerose delle persone coinvolte vengono colpite da incidenti mortali. Il pericolo viene dal passato, ma è minacciosamente presente. Ruth deve fare in fretta, prima che altre vite vengano distrutte, prima che anche la vita di sua figlia venga messa a rischio.

L'autore. Elly Griffiths è lo pseudonimo di Domenica De Rosa.
La scrittrice, prima di dedicarsi alla fiction, si è occupata per dieci anni di pubblicità.
L'interesse per l'archeologia le nasce anche dalla professione di archeologo del marito (e non dimentichiamo - guarda un po' la coincidenza - che il marito di Agatha Christie era, per l'appunto, un archeologo.
Elly Griffiths vive nei dintorni di Brighton, in Inghilterra, con il marito e due figli.

 

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20 luglio 2022 3 20 /07 /luglio /2022 07:16

Scritto alcuni anni fa su Facebook e mai pubblicato qui nel blog. Un ripescaggio che ripropongo con qualche perfezionamento.

Il Libro illeggibile MN 1 (riprodotto in alto) è stato progettato da Bruno Munari per la Casa editrice Corraini nel 1984 e, nell’immediata profondità dei suoi colori, è ora arrivato alla sua settima edizione.

Il Libro illeggibile MN 1 (riprodotto in alto) è stato progettato da Bruno Munari per la Casa editrice Corraini nel 1984 e, nell’immediata profondità dei suoi colori, è ora arrivato alla sua settima edizione.

Esistono libri "illegibili" oppure siamo noi lettori transitoriamente incompatibili con un certo libro?

Lo spunto per pormi un simile interrogativo viene da una piccola nota che ho rinvenuto postata su Facebook, questa mattina.

Marco Pomilio, Il Cane sull'Etna, Rusconi

Dice, infatti, una Elena Cifali (runner, lettrice e mio contatto su FB): Il cane sull'Etna (1978) di Marco Pomilio  [che, nato ad Orsogna il 14 gennaio 1921  e morto a Napoli il 3 aprile 1990, è stato scrittore, saggista e giornalista] raccoglie cinque racconti che, in un primo momento, avrebbero dovuto essere inseriti in un romanzo organico. Dei cinque non sono riuscita a leggerne più di due.
Il libro non mi è piaciuto e interromperne la lettura l’ho trovato indispensabile.
Non mi ha appassionato, il linguaggio ricercato fa piacere e arricchisce, ma l’esagerazione nella ricerca dei termini e dei sinonimi mi risulta estenuante.
Troppo caldo e troppa poca concentrazione per poterne godere.
Al momento mi accontento di riporlo nello scaffale tra gli “illeggibili”.
Pazienza, ogni tanto capita anche a me di non riuscire a portare a termine un’opera!

L'idea che in una biblioteca personale possa esserci uno scaffale dedicato ai libri "illegibili" è stimolante, per alcuni versi: ma, nello stesso tempo, evoca l'idea che vi possa essere una sorta di ghetto dei libri, dove stanno quei volumi condannati alla condizione di "illegibilità" (o etichettati tali).

Un Aganteo Volloca (altro mio contatto su FB, nome fake, che è in realtà, l'anagramma del vero nome e cognome), leggendo la nota di Elena Cifali, ha soggiunto: Il reparto "illeggibili", se posso permettermi, ha un che di provvisorio; il mio è ben dotato ma, di tanto in tanto, qualcuno di questi libri in quarantena mi chiama e ... puff! scopro che nel frattempo è diventato un altro libro.

Ecco una profonda verità! Un libro può essere molti libri, presentarsi a noi con molti volti diversi, o meglio offrirci di sè solo quelle caratteristiche che, in un certo momento storico possiamo vedere, quelle e non altre.

Un libro non è mai illeggibile al 100%, bensì sei tu lettore che, in quel momento e in quelle circostanze, non lo puoi leggere. Al libro che, ad un primo tentativo di lettura, è parso "illeggibile", occorre fare ritorno. Occorre lascialo a sedimentare nella quiete dello scaffale su cui è stato riposto, ma anche ogni tanto occorre sfogliarlo, leggere qualche paragrafo qua e là, annusarlo, soppesarlo. Con il libro non ancora letto in modo completo perchè reputato "illegibile" dovrebbe attivarsi una schermaglia, un gioco in punta di fioretto, in attesa di tempi migliori.

I libri "illeggibili" possono essere una sfida con il lettore, perchè lo sottopongono ad un cimento, con il loro essere "challenging"!

A volte sono loro che ti chiamano e ammiccano, forse non cessano mai di farlo: i libri riposti attendono il momento in cui potranno prendere vita nella mente del lettore, introducendolo a cose ancora mai viste.

Mi è capitato diverse volte di poter leggere con fluidità e grandissimo interesse un'opera che, a un primo approccio, mi era parsa ostico.

La sfida, inoltre, è anche saper trarre delle cose buone da qualcosa che, in sé, di primo acchitto, ti pare cattiva.

Ma è anche ovvio che, nel mare magnum di ciò che viene continuamente sfornato dalle case editrici che, per motivi di gestione, devono continuamente produrre nuovi libri, anche se poi non li vendono (per destinarli poi al macero oppure al circuito delle vendite sottocosto), non è tutto oro ciò che viene pubblicato: qualche volta - o spesso - capita che vengano pubblicate cose che meriterebero piuttosto di essere scartate ancora in bozza, prima che dalla loro incubazione vengano fuori farfalle incapaci di volare. Specialmente oggi, quando tutti, incoraggiati dall'uso dei social si ritrovano all'improvviso con la vocazione dello scrittore...).

Ma, parlando di produzioni letterarie che siano mediamente di buona fattura, può anche capitare che vi debba essere una totale incompatibilità tra lettore e singolo libro.

A volte ciò succede perchè le "soglie" del testo ci traggono in inganno, promettendoci cose mirabolanti, oppure stimolando la nostra curiosità e le nostre voglie,  oppure perchè la visione del mondo dello scrittore è radicalmente differente dalla nostra, oppure perchè si tratta di elucubrazioni mentali e di controcimenti intellettuali che non hanno nulla da insegnarci: insomma, cose così.

Ma anche in questo caso: il libro che ti capita tra le mani e che abbiamo acquistato decisi a farlo nostro, deve essere comunque letto oppure anche se non letto integralmente almeno "saggiato".

Magari non una lettura approfondita: soltanto una lettura rapida, in croce, scorrendo le pagine velocemente con gli occhi, lasciando che la nostra attenzione venga catturata da singole parole e da frasi isolate qua e là e raccolte come acini d'uva da un grappolo ancora acerbo.

Ancora, leggendo, se ci sono, le soglie al testo, epigrafi, dediche, prefazioni, introduzioni, postfazioni e la pagina dei ringraziamenti che sempre ha tanto da insegnarci sullo scrittore e sulle sue piccole - o grandi - idiosincrasie.

E, detto tra noi, spesso, un libro che non ci è piaciuto, rimane più impresso nella nostra mente di uno che ci è piaciuto e che ci ha fatto andare letteralmente in estasi.

Quello che ho imparato scrivendo recensioni per libri e per romanzi, è che anzichè lanciarsi in una selvaggia critica destruente, bisogna sempre valorizzare le cose che ti sono piaciute, che hanno arricchito le proprie conoscenze, che hanno stimolato a pensare sia pure in direzioni divergenti da quelle praticate dall'autore, e soltanto dopo esporre le critiche, senza però cadere nei luoghi comuni della critica formale.

Per completezza, il libro cui la nostra Elena Cifali si riferisce è Il Cane sull'Etna. Frammenti di una enciclopedia del dissesto (Rusconi, Milano, 1978), di cui - secondo notize raccolte da internet, è stata pubblicata - postuma - un'edizione aggiornata ed ampliata nel 2014.

 

I libri "illegibili" per antonomasia sono piuttosto quelli "inventati" con piglio provocatorio e dissacrante da Bruno Munari: e sono quelli che tendono ad una rinuncia della scrittura testuale e che dovrebbero sollecitare il lettore ad altre modalità di approccio al libro, in quanto "oggetto", tra le quali venga valorizzato soprattutto quella "estetica".
Nel 1949 Munari progettò per la prima volta una serie di “libri illeggibili”, in base a questo assunto. Non più semplicemente supporto per il testo, la carta comunica un messaggio attraverso il formato, il colore, i tagli e la loro alternanza. Si omettono gli elementi che costituiscono il libro tradizionale, come il colophon e il frontespizio, e la lettura diventa lo svolgersi cadenzato di una composizione musicale, con timbri sempre diversi nell’alternarsi delle pagine.
Nel segno della rarefazione visiva e della sperimentazione dei materiali, la produzione di “libri illeggibili” continua per Munari lungo tutto l’arco della propria vita. Nel 1955 alcuni libri "illeggibili" furono esposti al MoMA di New York, nella cui Design Collection ne sono tuttora conservati 9 esemplari.

Il Libro illeggibile MN 1 (riprodotto in alto) è stato progettato da Bruno Munari per la Casa editrice Corraini nel 1984 e, nell’immediata profondità dei suoi colori, è ora arrivato alla sua settima edizione.

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18 luglio 2022 1 18 /07 /luglio /2022 11:54
L'ultimo volo di Sylvain Estibal

(16 luglio 2015) L'ultimo volo (titolo originale: Le dernier vol de Lancaster, trad. di Orietta Mori), scritto dal francese Sylvain Estibal e pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie (2004), racconta la storia di Bill Lancaster (nato il 14 febbraio 1898, a Birmingham, e deceduto nel Deserto del Sahara il 20 aprile del 1933), ex-Ufficiale della RAF, e pioniere dell'aviazione civile, uno di quelli che furono poi definiti "i temerari sulle macchine volanti". Nel volume viene proposta in forma di memoir narrativo il diario di Bill Lancaster, quando agonizzante attende nel pieno del deserto del Sahara dei soccorsi che mai arriveranno.
Questo volume l'ho acquistato tempo addietro in un remainder e, finalmente, una volta che nel rimescolamento degli strati archeologici della mia libreria di casa, è venuto alla luce, non ho resistito alla tentazione di leggerlo. Ed é stata una lettura davvero emozionante.
Come dicevo, Bill Lancaster fu un pioniere dell'aviazione e durante la guerra fu arruolato nella RAF. Successivamente, compì delle imprese ragguardevoli tra le quali la traversata in coppia (con la fidanzata Chubbie Miller) da Londra all'Australia.
Dopo di esse, si ritrovò al centro di una vicenda di cronaca nera, quando fu implicato nell'omicidio di un giornalista che, un po' pesantemente, aveva corteggiato la sua Chubby. Al termine del procedimento penale, tuttavia, da che era stato considerato come il principale indiziato venne dichiarato innocente, ma ciò nonostante la stima di cui godeva sino a prima del fatto venne ad essere pesantemente intaccata.
Decise, nel 1933, di acquistare un aereo - con il supporto dei suoi familiari - e di partire alla ricerca di un nuovo record: la trasvolata da Londra a Città del Capo nel tempo più breve.
Poco dopo la sosta ad Orano (Algera) dove si presentò con un certo ritardo rispetto alla tabella di marcia, avendo ripreso il volo - forse affrettatamente e senza aver fatto tutti i dovuti controlli, qualcosa andò storto e di lui si persero le tracce.
Vennero intraprese delle azioni di soccorso e di recupero, ma non con la dovuta tempestività, forse. In parte perchè le sue tracce si erano perse durante l'attraversamento di una delle zone più inospitali del Sahara (il deserto del Tanezroufts), ma anche perchè il suo nome a causa del precedente giudiziario non era ben visto. E, per lo stesso motivo, la fidanzata, dopo aver bussato a molte porte, non riuscì ad ottenere che uno solo sponsor, dei molti operanti già allora nel campo delle aziende produttrici di aeroplani, le affidasse un aereo per volare alla sua ricerca: una ricerca che, comunque, senza alcuna indicazione sulla posizione dell’atterraggio di fortuna - anche solo approssimativa -, sarebbe stata difficilissima e di esito incerto, se non impossibile come quella di un ago in un pagliaio.
Solo 30 anni dopo, un drappello di militari meharisti francesi, in ricognizione, in quella zona desertica, rilevó in distanza un punto nero che, ad un sopralluogo ravvicinato, fu identificato proprio come la carcassa di un aereo di vecchia costruzione. Accanto all'ombra di un ala ridotta ad una mera intelaiatura, giaceva il corpo mummificato di Bill Lancaster. Appeso all'ala, inoltre, venne rinvenuto un involto nel quale era contenuto il diario, puntualmente tenuto da Lancaster, nel quale egli aveva annotato tutti i momenti della sua lenta agonia, durata ben otto giorni, dai momenti iniziali in cui grande era ancora la speranza di essere tratto in salvo, agli ultimi giorni in cui dominavano lo sconforto e la disperazione, quando i segni della disidratazione si andavano facendo sempre più evidenti ed incalzanti.
Il libro, costruito come un memoir-collàge,  si basa su proprio su quei diari che, dopo gli esami medico legali, vennero pubblicati integralmente. Ad ogni nota diaristica fanno da contrappunto articoli di giornale, lettere scritte da Chubbie Miller illustranti i suoi disperati tentativi di ottrenere un aereo per partire alla ricerca del suo amato, altre missive scritte da un ufficiale fracese meharista di stanza in un avamposto francese, non distante dal lugo dell'incidente.
E' una lettura struggente che parla di una caparbia lotta per la sopravvivenza sino all'accettazione del fatto ineludibile di dover soccombere, lasciando tuttavia una traccia indelebile della propria lotta.
Seguiamo la sua agonia giorno per giorno e, in contemporanea, l'autore con licenza letteraria, ma con aderenza ai fatti storici ricostruisce lo scenario nel mondo circostanze, le ricerche che non furono mai condotte con vera determinazione, la storia d'amore tra Chubbie Miller e il pilota britannica sino allo sfortunato evento giudiziario che gettò un'ombra su di lui e creò uno stigma dal quale dipese in gran parte la tepidezza dei soccorsi.
Il corpo mummificato di Bill Lancaster venne ritrovato a distanza di 30 anni dall'incidente fatale (nel 1962) da una pattuglia francese in perlustrazione nel micidiale deserto del Tanezfouts, accanto alla carcassa del suo aereo e, appeso a ciò che restava di una delle ali, in un involto accuratamente racchiuso, il diario dei suoi ultimi giorni.
Una storia tragica, che è anche una palpitante storia d'amore.
Le deroghe alla storia reale sono poche e servono soltanto ad accrescere il pathos della vicenda, soprattutto quando Sylvain Estibal immagina che Chubbie sia riuscita ad ottenere un aereo scalcagnato e che giunga direttamente sul posto per tentare di portare le richerche da sola: ed è anche frutto di fantasia l'estremo tentativo di Chubbie di andare ala ricerca del suo Bill a dorso di cammello, perlustrando il deserto con l'aiuto del meharista Chauvet invaghitosi di lei.
La verità assoluta è nei diari di Bill Lancaster che furono pubblicati integralmente poco dopo il loro rinvenimento da Paris Match e, successivamente, nella biografia su di lui, scritta da Ralph Barker.
Del pari reali sono certi articoli di giornali, il cui testo viene riportato, mentre tutto il resto lettere ed epistolari di vario genere sono frutto interamente della fantasia dell'autore, per quanto assolutamente verosimili e coerenti con la vigenti.
La narrazione procede con la scansione temporale dei diari e, ogni giorno trascorso nel deserto, costituisce un capitolo: ogni capitolo presenta in epigrafe delle strofe struggenti tratte da canti tuareg.
(Dal risguardo di copertina) Nel febbraio 1962, in pieno Sahara algerino, una squadra dell'esercito francese scopre la carcassa di un aereo da turismo precipitato nel 1933 e mai ritrovato. Il pilota Bill Lancaster era partito da Lympne, in Inghilterra, diretto a Città del Capo, per tentare di battere il record di volo, stabilito su quel percorso. Appena diffusa la notizia dell'incidente, inizia una corsa contro il tempo che ha per protagonista la fidanzata di Lancaster, anche essa aviatrice, immediatamente partita per le ricerche e lo stesso pilota, attraverso le pagine del suo diario. Un libro d'avventura e d'amore, ma soprattutto un'ode al deserto, amato e odiato, che affascina e disorienta cambiando per sempre le vite di coloro che lo affrontano.



Bill Lancaster, ex-Ufficiale della RAF, pioniere dell'aviazione
Data di nascita: 14 febbraio 1898, Birmingham, Regno Unito
Data di morte: 20 aprile 1933, Deserto del Sahara

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14 luglio 2022 4 14 /07 /luglio /2022 07:29

Recensione originariamente lanciata il 14 luglio 2015 su Facebook.

Felix J. Palma, La Mappa del Tempo, Castelvecchi

La Mappa del Tempo (El Mapa del Tiempo) edito in Italia da Castelvecchi, nel 2011, nella traduzione di P. Marchetti) è il primo volume d'una ambiziosa e visionaria trilogia scritta dallo spagnolo Felix J. Palma.

E' il primo volume di una trilogia, di cui manca tuttora la traduzione italiana del terzo volume.

Il secondo volume, La Mappa del cielo (El Mapa del Ciel), è stato pubblicato sempre da Castelvecchi, nel 2012. Del terzo volume (El Mapa del Caos), posseggo l’edizione in traduzione inglese e presto ne comincerò la lettura. Questa corposa opera narrativa viene anche definita come "la Trilogia vittoriana".
Io sarei portato a definirlo come un meta-romanzo in cui interagiscono diversi personaggi tra i quali alcuni realmente esistiti nel XIX secolo, come Jack lo Sqartatore ed Herbert George Wells, mentre altri sono di pura invenzione letteraria (come, ad esempio, Sherlock Holmes): e il tutto si dipana in modo molto avvincente, per via dell'interessante mescolanza di fatti storici, realtà e fiction.
Il lavoro di Palma si può anche considerare come un omaggio all’immenso Wells, pioniere della narrativa d’anticipazione ed é anche un geniale pastiche letterario in cui vengono fatti convergere e rivivere in maniera assolutamente originale diversi temi letterari e disparati personaggi della letteratura e della cronaca ottocentesca (relativamente all'epoca tardo-vittoriana).
Personaggio centrale è, dunque, Herbert George Wells, grande venditore di storie di anticipazione scientifica, assieme al suo deuteragonista Gilliam Murray (questo un carattere di pura fantasia) inventore e fondatore dell'improbabile società che garantisce viaggi nel tempo sino all'anno 2000, quando si svolgerà una guerra micidiale tra uomini e automi.
Il romanzo è anche una profonda riflessione sul tema della scrittura creativa e sulla liceità dell’invenzione letteraria: sino a che punto lo scrittore può "ingannare" il suo lettore, creando mondi tanto fantastici quanto improbabili?
E, in questo senso, è centrale il personaggio costituito proprio da Herbert George Wells con i suoi tormenti interiori a partire da un fatidico e chiarificatore incontro con l'"Uomo Elefante".
La prosa de "La Mappa del Tempo" è rutilante e ricca, piena di digressioni che celebrano la funzione dello scrittore, creatore dei suoi personaggi e mago onnisciente.

La Mappa del Tempo è stato seguito da La Mappa del Cielo (in cui entra in scena una rielaborazione avvincente de "La Guerra dei Mondi" di Herbert George Wells e da "La Mappa dell'Inferno", di prossima uscita in edizione italiana (almeno si spera).

E' un romanzo che richiede attenzione e dedizione totale se se ne vuole venire a capo: e che, se si sposa la sua causa, finisce con il regalare molte e gradite sorprese, una sorta di sarabanda letteraria e una convincente divagazione narrativa sulle magie alchemiche della scrittura.

(dal risguardo di copertina) Londra, 1896. Il giovane e ricco Andrew Harrington è inconsolabile per la perdita dell’amata Mary, una prostituta uccisa anni prima da Jack lo Squartatore. A un passo dal suicidio però decide di tentare un’ultima, disperata mossa: tornare nel passato per cambiare il corso degli eventi e salvare la donna. In un’epoca di scoperte e invenzioni, questo sembra infatti possibile tanto che una nuova compagnia, la Viaggi Temporali Murray, dichiara di aver realizzato una macchina del tempo, già immaginata un anno prima da H.G. Wells nel suo celebre romanzo (La Macchina del Tempo).
Ma i viaggi nel tempo hanno effetti imprevisti: lo scrittore stesso è minacciato da un ciarlatano arrivato dal futuro, tale Marcus Rhys, che tenta di rubargli il manoscritto della sua ultima opera.
Rhys è a sua volta inseguito dall’ispettore Garrett, che lo ritiene responsabile di una serie di crimini compiuti con armi misteriose. A volersi del profigioso apparecchio c’è anche l’eccentrica Claire Haggerty che, per scappare dalla rigida morale vittoriana, si sposta nell’anno 2000, dove incontra finalmente l’uomo della sua vita (il comandante Shakleton, vincitore di una guerra senza quartiere contro gli automi che minacciano di prendere il sopravvento sul genere umano).
Per tutti è solo una questione di tempo: sfuggirgli, trasformarlo, modificarlo potrebbe offrire loro l’unica possibilità di cambiare il proprio destino. Vincitore del prestigioso premio Università di Siviglia per la Letteratura, clamoroso successo di vendite in Spagna e Germania, in uscita in oltre trenta Paesi, questo appassionante, sofisticato e indimenticabile romanzo trascina il lettore in una «frenetica, esuberante storia di amori, omicidi e ciarlataneria» in un ipnotico equilibrio tra passato e futuro, realtà e finzione.

 

Felix J. Palma

L’autore costruisce con straordinaria abilità un caleidoscopico intreccio ricco di suspense e romanticismo, mistero e umorismo, in cui agiscono protagonisti di fantasia e personaggi reali come H.G. Wells, Jack lo Squartatore, Bram Stoker, Henry James e l’Uomo Elefante, fino al magnifico e sorprendente finale.

L'autore. Felix J. Palma, nato a Sanlúcar de Barrameda, Spagna, il 16 giugno 1968, è uno scrittore spagnolo acclamato per la sua abilità nel raccontare storie originali e brillanti. È noto per il suo romanzo "La mappa del tempo", che ha ottenuto riconoscimenti internazionali e traduzioni in molte lingue. Prima di dedicarsi alla narrativa, Palma ha lavorato come critico letterario, editorialista e insegnante di scrittura creativa, e i suoi racconti hanno ricevuto numerosi premi. 

Felix J. Palma, La mappa del Cielo, Castelvecchi, 2012

Felix J. Palma, La Mappa del Cielo, Castelvecchi, 2012

(risvolto) È l'estate del 1835, un'estate caldissima. Un uomo annuncia al mondo di avere scoperto che la Luna è abitata da unicorni, uomini pipistrello e altre fantastiche creature. In breve, quest'affermazione si rivela essere semplicemente una colossale presa in giro, ma nonostante tutto in molti continuano a credere che possa esistere realmente vita extraterrestre sulle stelle. Settanta anni più tardi, Emma Harlow, bisnipote dell'autore della clamorosa beffa, vive nell'alta società newyorkese convinta di essere immune all'amore. E, di fronte alle avances sempre più insistenti del milionario Montgomery Gilmore, arriverà a dichiarare di poter amare soltanto colui che al pari del suo bisnonno riuscirà a convincere il mondo intero che non siamo soli nell'universo. Per questo, se il suo ricco pretendente vuole davvero il suo amore, dovrà riuscire a riprodurre l'invasione marziana descritta ne La guerra dei mondi di H.G. Wells.
Emma però non può immaginare che per Gilmore nulla è davvero impossibile, e così i marziani invaderanno la Terra, anche se questa volta sarà per amore...

Il terzo volume della trilogia, ancora non tradotto in Italiano

Il terzo volume della trilogia, ancora non tradotto in Italiano

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13 luglio 2022 3 13 /07 /luglio /2022 20:00
Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)

(21 marzo 2022) Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo), scritto a quattro mani da Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi (Nero, 2021) è un testo polimorfo sulla pandemia e sull'ambiente, sul suo degrado, sulle utopie della ecofriendlyness e di altri temi correlati che mi è piaciuto sin da subito, mi ha catturato - direi.

E' stata una lettura complessa, intrigante, a tratti difficile, ma capace di dare ai lettori vertiginose aperture su questioni attualissime e scottanti, dagli scenari pandemici, alle crisi energetiche, all'esaurimento delle risorse, alla retorica della green economy.
Ogni affermazione riportata è documentatissima e non manca alla fine del libro un ampio repertorio bibliografico che per i lettori che vogliano accedere direttamente alle fonti menzionate + una vera e propria miniera. Lo si può considerare una lucida narrazione del disastro prossimo venturo.

Questo scrivono i due autori nella loro premessa:


"Questo libro è una creatura strana. Nasce da una newsletter, 'MEDUSA - Storie dalla fine del mondo', che abbiamo iniziato qualche anno fa, scrivendo ogni due settimane di natura e società, letteratura e ambiente.
Ci sembrava che in Italia, nel nostro panorama culturale, si parlasse troppo poco di crisi ecologica e climatica e che, quando se ne parlava, se ne parlava ricorrendo al linguaggio tecnico, o prescrittivo, oppure ancora  in termini spesso riduttivi. Il numero zero di MEDUSA è dell'ottobre 2017. Da allora è cambiato il mondo; Com'è ovvio, è cambiata anche la sua fine, e le storie della fine. Mentre scrivevamo, abbiamo assistito alla più grande protesta ambientalista di sempre e alla prima pandemia del secolo. Nel frattempo la newsletter ha raccolto una comunità di lettori attenti che ci ha portato a conoscere libri e persone, e ci ha spinto più di una volta a cambiare idea sulle cose.
Dopo quasi cento numeri, ci è sembrato finalmente chiaro che tutto quello che avevamo scritto su questi temi - per MEDUSA e per altri libri e riviste - fosse connesso in un racconto più ampio, una storia che abbiamo provato a ricomporre, e poi completare, qui dentro.
Anche per questo, abbiamo scelto di unire le nostre due scritture in una sola voce e di usare la prima persona singolare: da qui in poi, siamo un io.
" (p. 7)


(Seconda di copertina) I roghi, le alluvioni, l'aria intossicata, le estinzioni di massa, la pandemia. L'emergenza climatica ci sta abituando a disastri ecologici che sono sintomi di una catastrofe già in atto. Mentre l'universo politico discute di green economy e capitalismo sostenibile occorre iniziare a misurarsi con dubbi finora impensabili: siamo davvero sull'orlo dell'estinzione? Com'è possibile sopravvivere su un pianeta che sta esaurendo le sue risorse? Quali legami si possono ancora tessere nel pieno di uno stravolgimento che non è solo ambientale, ma anche filosofico, sociale e morale? Nato dall'omonima newsletter bisettimanale che in quattro anni ha raccolto migliaia di iscritti, "Medusa. Storie dalla fine del mondo (per come lo conosciamo)" è un viaggio che dalla cima del Pirellone vi porterà alla Gola di Xiling, e poi ancora lungo le rive del Mississippi e nelle grotte di Tora Bora, nel verde amazzonico e nel petrolio nigeriano, tentando l'ultimo rito che resta di fronte al disastro: raccontarlo.

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5 luglio 2022 2 05 /07 /luglio /2022 09:21
Nicholas Searle, L'inganno perfetto, Rizzoli

L'inganno perfetto (The Good Liar nella traduzione di Giacomo Cuva, e pubblicato da Rizzoli nel 20022, nella collana "Narrativa Straniera) di Nicholas Searle è un bel romanzo ad incastro.
Comincia con l'incontro tra Roy e Betty, attraverso un sito di incontri online.
Si capisce quasi da subito che Roy è un grande truffatore e che sta architettando qualcosa ai danni di Betty.
Nel romanzo si giunge a questa verità lentamente; mentre il film che ne è stato tratto precorre le tappe, presentandoci Roy come un essere abietto e spregevole.
La narrazione procede per progressioni mostrandoci con diversi flashback episodi della vita di Roy, mentre ben poco ci dice di Betty, se non quello che lei dichiara di sé nel momento della prima conoscenza diretta con Roy.
Poi, oltre la metà, c'è un colpo di scena che ci mostra i veri antecedenti di Betty che qui non rivelerò e le sue motivazioni.
Attraverso una narrazione magistrale si giunge ad un capovolgimento delle premesse iniziali.
E si comprende che la storia è la messa in scena di una nemesi.
Non si può dire altro, a rischio di spoilerare.
Chi ha già visto il film conosce già la storia.
Ma chi non l'avesse visto deve avere lasciato intatto il piacere della lettura.

(Risguardo di copertina) Mentire è l'arte più pericolosa e raffinata: sui siti di incontri tutti gli uomini sono ben vestiti e le donne hanno il volto di porcellana, ma questa volta le foto non mentono.
Roy la riconosce appena entra nel locale: lineamenti di porcellana e una figura esile, perfetta, l’incedere fiero e sfrontato. Niente a che vedere con le vedove assegnategli finora dal sito che accoppia maldestramente vecchi insignificanti a donne consumate e depresse. Anche Betty lo individua subito: distinto e autorevole, capelli candidi ravviati all’indietro, occhi azzurri impressionanti. Se lo scorrere del tempo non avesse conferito a quello sguardo un che di malinconico, la donna di fronte a lui avrebbe quasi paura. Ma non importa, perché lo ha trovato e vuole andare fino in fondo. Perché ci sono cose che non possono essere dimenticate. Né perdonate. A Roy, lei sembra un dono piovuto dal cielo, il bersaglio ideale per il colpo che lui, truffatore di lungo corso, intende mettere a segno. L’ultimo, il più importante, un vorticoso giro di roulette prima di ritirarsi dalle scene. Il piano è semplice, un classico più volte collaudato. Basta attenersi al copione e funzionerà. E infatti, come previsto, Betty gli apre le porte del suo mondo. Eppure, a poco a poco, Roy si ritrova su un palcoscenico diverso, protagonista suo malgrado di un secondo atto inatteso e funambolesco, il più insidioso cui abbia mai preso parte.

Nicholas Searle

La storia che ci consegna Nicholas Searle è un thriller vorticoso, pieno di colpi di scena e ambiguità; entrambi i protagonisti hanno qualcosa da nascondere: per uno dei due questa amicizia sarà solo un inganno perfetto.
Forte di una scrittura asciutta e briosa, Nicholas Searle ci consegna una storia ingegnosa di scatole cinesi e ambiguità, un romanzo da cui nasce oggi un film in cui i due protagonisti hanno il volto di Helen Mirren e Ian McKellen, mostri sacri del cinema contemporaneo.

L'autore. Nicholas Searle è cresciuto in Cornovaglia e ha studiato lingue a Bath e Göttingen. L’inganno perfetto, da cui è tratto l’omonimo film con Helen Mirren e Ian McKellen, è il suo primo romanzo. Nel 2020 con Rizzoli ha pubblicato anche Il traditore.


Trailer ufficiale del film
 

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4 luglio 2022 1 04 /07 /luglio /2022 06:43
L'ultima missione di Gwendy

L'ultima missione di Gwendy (titolo originale: Gwendy's Final Task, nella traduzione di Luca Briasco), scritto a quattro mani da Stephen King e Richard Chizmar e edito neel 2022 da Sperling&Kupfer (Collana Pandora), é il terzo ed ultimo volume della saga di Gwendy, facendo seguito a "La scatola dei bottoni di Gwendy" e a "La piuma magica di Gwendy".
Gwendy è stata nominata custode della magica "scatola dei bottoni" da un certo (e misterioso) Mr Farris, per la prima volta quando aveva appena dieci anni e, successivamente, quando già si affacciava ad una carriera di scrittrice di successo.
La scatola dei bottoni regola in qualche modo il destino del mondo: premere i suoi diversi bottoni (di colore differente, uno per ciascun continente) puoi causare in parti diverse del mondo disastri e tragedie immani (che - chi sa come - accadono in base alle visualizzazioni di colui che preme il bottone). Ma vi è anche un bottone, quello rosso, che potrebbe realizzare i desideri più malvagi di colui che lo preme, mentre quello nero, se pressato, potrebbe causare la distruzione della Terra e forse perfino dell'intero Universo.
In qualche modo perverso, la scatola dei bottoni è uno strumento che potrebbe assecondare i desideri di colui che la ha in custodia.
La scatola, inoltre esercita, un potere su chi la tiene con sé e, sottilmente, potrebbe condurlo a premere il bottone sbagliato.
Ma, nello stesso tempo, è dotata di due dispositivi per alleviare la tensione del suo custode e per gratificarlo.
Si tratta di due levette: premendo una di esse esce dalla scatola un cassettino che dispensa un cioccolatino buonissimo con le fattezze di un animale via via diverso, mentre azionando l'altra si ottiene un dollaro d'argento di antico conio.
Farris di tanto in tanto ha bisogno di reclutare un aiutante, quando il peso di tenere con sé la scatola dei bottoni si fa per lui eccessivo. E' così che Gwendy viene reclutata la prima volta, perchè egli - dopo averla a lungo osservata - ritiene che - malgrado la giovane età - abbia la saggezza necessaria per poterla gestire.
Ora che Gwendy ha raggiunto quasi i 65 anni (siamo nel 2026) ed è senatrice al congresso degli USA, Farris si manifesta nuovamente, per la terza volta. E' vecchio e stanco, deperito. E affida a Gwendy per la terza volta il pericoloso oggetto, dicendole che i custodi precedenti sono tutti morti, poichè la scatola aveva assunto troppo potere nei loro confronti, inducendoli a fare delle cose che non avrebbero dovuto (premendo i bottoni che non andrebbero mai toccati). Le dice anche che qualcosa è cambiato e che delle forze contrarie vogliono impadronirisi della scatola per alterare l'equilibrio dell'Universo.
Gwendy, controvoglia, viene ingaggiata per la sua ultima missione: in fondo, sente il forte richiamo del dovere, malgrado il peso di aver tenuto la scatola dei bottoni, la prima volta, per ben dieci anni di seguito. Ma forse, proprio per questo, Farris si è rivolto a lei.
Si tratta di portare la scatola dei bottoni nello spazio e distruggerla irrevocabilmente.
E qui comincia il racconto di quest'ultimo capitolo della saga di Gwendy.
La sua partecipazione, da civile, all'impresa spaziale si alterna al racconto della sua vita precedente sino al terzo incontro con Farris.
La sua impresa non sarà semplice, anche perchè Gwendy deve combattere con i sintomi incipienti di un Alzheimer che possono essere soltanto temporaneamente rallentati dai cioccolatini magici dispensati dalla scatola (non sempre, però, soltanto quando la scatola lo decide) ed anche con forze oscure che si oppongono alla sua missione.
Non dico altro, per non rovinare il piacere della lettura, ma come sempre nelle narrazioni kinghiane la parte fascinosa è l'affabulazione, la capacità di tessere storie che si agganciano alla trama principale.
In ogni caso, qui, riemergono molteplici temi di Stephen King, l'universo di Derry e quello di Castle Rock (due cittadine immaginarie del Maine) dove sono ambientate molte sue storie, ma anche quello dei malefici uomini in giallo (che - se non ricordo male - compaiono in "Cuori in Atlantide": "The low men in yellow coats") e gli elementi della saga della Torre Nera e del Re Rosso che costantemente attenta all'equilibrio dei mondi: insomma, per quanto in maniera sintetica, si dispiega nella narrazione tutta la cosmogonia kinghiana. E da questo punto di vista, essendo in gioco i massimi sistemi coinvolti nell'eterna lotta tra il Bene e il male, il mantenimento dell'equilibrio dell'intero Universo è pur sempre transitoria, poichè è prevedibile che possano esservi altri - e più subdoli - attacchi alla sua integrità.
Devo dire che le immagini finali del romanzo (non le descriverò) sono bellissime e commoventi e che mi è dispiaciuto commiatarmi da Gwendy, così come mi è accaduto con la scomparsa di scena del protagonista di "Elevation", uno dei più recenti (e brillanti) romanzi brevi di Stephen King.
Questa trilogia (soprattutto i suoi due primi capitoli) mi ha accompagnato nei primi due anni della pandemia.
Ah! Aggiungo qui che, nella narrativa di King e Chizmar, anche la attuale pandemia sarebbe stata causata da uno dei custodi "deboli" della scatola che avrebbe premuto sconsideratamente il tasto con il colore dell'Asia.
Il presente volume - come i due precedenti della "saga di Gwendy" - sono abbelliti da numerose illustrazioni. In questo caso quelle di Bob Baldwin e di Keith Minnion.

 

(Risguardo di copertina) Gwendy Peterson è tornata, e l'esito della battaglia tra Bene e Male è nelle sue mani.
Quando Gwendy Peterson aveva dodici anni, uno sconosciuto chiamato Richard Farris le consegnò una misteriosa scatola di mogano, da custodire con cura. Quell'oggetto dispensava dolcetti e vecchie monete, ma era molto pericoloso: premere uno dei suoi sette bottoni colorati poteva portare morte e distruzione. La scatola dei bottoni è ricomparsa a più riprese nella vita di Gwendy: diventata una scrittrice di successo e una figura politica in ascesa, ha dovuto di nuovo fare i conti con la tentazione costituita da quell'oggetto inquietante. Ora è il 2026, Gwendy Peterson ha sessantaquattro anni e a breve sarà il primo senatore in carica degli Stati Uniti a viaggiare su un razzo fino a una stazione spaziale. Il suo incarico, sulla carta, consiste nel monitoraggio climatico. Ma a nessuno sfugge la valigetta bianca con sopra la scritta materiale top secret che tiene ben stretta a sé. Il vero motivo del suo viaggio è lì dentro: una scatola di mogano che, ancora una volta, Gwendy deve proteggere a ogni costo dalle oscure forze del male che cercano di impossessarsene. È giunto il momento di portare a compimento la sua missione più importante e più segreta: salvare il mondo. E, forse, tutti i mondi possibili.
Stephen King e Richard Chizmar firmano l'atto finale della trilogia iniziata con La scatola dei bottoni di Gwendy e La piuma magica di Gwendy, un'avventura che tocca alcuni dei luoghi più iconici dell'immaginario kinghiano, da Castle Rock a Derry, e ne espande i confini oltre il pianeta terra.

 

Gli autori

Stephen King

Stephen King è autore di romanzi e racconti best seller che attingono ai filoni dell’orrore, del fantastico e della fantascienza, ed è considerato un maestro nel trasformare le normali situazioni conflittuali della vita – rivalità fra coetanei, tensioni e infedeltà coniugali – in momenti di terrore. Quando è ancora piccolo, sua madre deve far fronte a grandi difficoltà, perché il padre uscito di casa per fare una passeggiata non fa più ritorno. Nel 1962 inizia a frequentare la Lisbon High School e comincia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste, senza però alcun successo concreto. Conclusi gli studi superiori entra all'Università del Maine ad Orono, dove gestisce per un paio d'anni una rubrica all'interno del giornale universitario. Nel 1967 termina un primo racconto breve a cui fa seguito, qualche mese dopo, il romanzo La lunga marcia che riceve giudizi lusinghieri. Sottopone Carrie alla casa editrice Doubleday e ottiene un assegno di 2500 dollari come anticipo per la pubblicazione del romanzo.
A maggio arriva la notizia che la Doubleday ha venduto i diritti dell'opera alla New American Library per 400.000 dollari, metà dei quali spettano di diritto all'autore. Così, a ventisei anni, Stephen King lascia l'insegnamento per dedicarsi alla professione di scrittore. Da quel momento la sua carriera non avrà più interruzioni. Nel 1971 si sposerà con Tabitha, conosciuta due anni prima lavorando nella biblioteca dell'Università. Con un'operazione innovativa, il 14 marzo 2000 diffonderà esclusivamente su Internet il racconto Riding the Bullet. Nell'autunno dello stesso anno pubblicherà On writing: autobiografia di un mestiere, un'autobiografia e una serie di riflessioni su come nasca la scrittura. Tra i suoi libri più noti si ricordano Shining (1976; il film, del 1980, venne diretto da Stanley Kubrick); La zona morta (1979; versione cinematografica del 1983, per la regia di David Cronenberg); Christine la macchina infernale (1983; il film, dello stesso anno, è di John Carpenter); It (1986, il film è del 1990); Misery (1987; noto in Italia con il titolo Misery non deve morire, la pellicola è stata realizzata da Rob Reiner nel 1990), Mr Mercedes (2014). Tra gli altri ricordiamo: Cuori in Atlantide (2000), La casa del buio (2002), Notte buia, niente stelle (2010), Chi perde paga (2015), Fine turno (2016), The Outsider (2018), Elevation (2019), L'istituto (2019) e Later (2021). È del 2016 la nuova edizione aggiornata di Danse macabre, pubblicato da Frassinelli con l'introduzione e cura di Giovanni Arduino. A Stephen King è stata assegnata nel 2003 la National Book Foundation Medal per il contributo alal letteratura americana, e nel 2007 l'Associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award.

Richard Chizmar

 

Richard Chizmar è editore della casa editrice Cemetery Dance e redattore dell'omonima rivista, specializzata in particolare nel genere horror. Oltre a scrivere racconti, sceneggiature e a insegnare scrittura creativa, collabora da tempo con Stephen King ad alcune edizioni speciali dei suoi libri. Nel 2018 Sperling & Kupfer ha pubblicato il breve romanzo La scatola dei bottoni di Gwendy, scritto a quattro mani con Stephen King. Nel 2020 esce La piuma magica di Gwendy (Sperling & Kupfer).

La scatola dei bottoni di Gwendy

(risguardo di copertina) Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

«Gwendy ci sta a cuore. A dire il vero, io in un certo senso me ne sono innamorato, e mi fa davvero piacere che sia tornata per una nuova avventura»

Stephen King

La piuma magica di Gwendy

(dal risguardo di copertina) Dopo il successo della Scatola dei bottoni di Gwendy, scritto a quattro mani con Stephen King, Richard Chizmar ci riporta a Castle Rock – patria d'elezione dell'immaginario kinghiano – per raccontarne il seguito. Una storia mozzafiato che ci interroga sul peso del fato e delle nostre decisioni, e sul prezzo che dobbiamo pagare per quelle stesse scelte quando ci portano a realizzare i nostri desideri più profondi.

Bentornati nella città degli incubi. Dopo una bufera di neve, la piccola città di Castle Rock si risveglia all'improvviso dal suo torpore: due adolescenti sono scomparse nel nulla. Lo sceriffo e la sua squadra danno subito il via alle ricerche, in una drammatica corsa contro il tempo. A Washington, Gwendy Peterson ha iniziato una nuova vita, conquistando la fama come scrittrice e come politica. Si è lasciata alle spalle l'infanzia trascorsa a Castle Rock e il ricordo dell'estate in cui un uomo misterioso le aveva dato in custodia una scatola dotata di bottoni colorati e di ambigui poteri. Tornato a riprendersela, lo sconosciuto le aveva promesso che non l'avrebbe rivista mai più. E invece, ora, ecco ricomparire quella scatola, senza motivo e senza istruzioni. Proprio mentre da Castle Rock le giunge la notizia delle ragazze scomparse. Gwendy ha sempre pensato di essere l'unica artefice del proprio successo, frutto di tenacia e duro lavoro. Ma forse il suo destino è legato a doppio filo a quella misteriosa scatola. Forse la missione che le era stata affidata non è ancora del tutto compiuta. Forse la attendono nuovi incubi da scongiurare prima di poter dormire sonni tranquilli.

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29 giugno 2022 3 29 /06 /giugno /2022 12:41
John Case, Sindrome, Marco tropea Editore

Sindrome (titolo originale: The Syndrome, nella traduzione di G. Carlotti) di John Case, pubblicato da Marco Tropea Edizioni (Collana I Marlin) nel 2002, mi ha preso molto, così come mi era piaciuto leggere, di John Case (in realtà una premiata ditta costituita da due scrittori, marito e moglie), L'Ombra del Cavaliere. Si tratta di un romanzo "complottista" in cui i cattivi tramano per ottenere il controllo delle menti di alcuni soggetti manovrabili e all'occorrenza anche sacrificabili.
Il tema sviluppato è lo stesso - fatte le debite differenze - de "Il Candidato della Manciuria", ad esempio ed è lo stesso tema quello che pervade il saggio d'inchiesta "Capre di Guerra" o anche "L'Uomo che fissa le Capre" (tradotto in un bel film nel 2009) o anche il recente romanzo di Stephen King "The Institute" per arrivare alla recentissima tetralogia elaborata da Dean Koontz che ha avuto esordio con "Il silenzio uccide", per non parlare del romanzo di quest'ultimo "Falsa memoria", di molti anni antecedente.
Il controllo delle menti altrui: un tema caro ai complottisti che, in tempo di pandemia, é ritornata in versione modificata, quando alcune frange estremiste dei no-vax hanno preso a sostenere l'idea che la vaccinazione di massa fosse solo un pretesto per realizzare - attraverso l'inserimento sottocutaneo di un microchip - il controllo globale dei cittadini del mondo, tematica peraltro discussa in modo intelligente e dialettico dagli esperti in "biopolitica" in cui uno degli assi portanti è il fatto che la politica contemporanea tenda sempre di più a realizzare attraverso l'enfatizzazione delle misure di controllo e di regolamentazione delle misure sanitarie un estensivo controllo dei corpi dei cittadini e, di conseguenza, una subordinazione delle loro menti.
Qui, vi è ovviamente di più, perché vi viene ventilata l'ipotesi di pochi che si assumono il ruolo di demiurghi onnipotenti e di "spazzini" della diversità e del dissenso, in modo tale da poter governare le sorti del mondo verso direzioni che siano conformi alle proprie vedute personali.
Lo sviluppo della trama di questo romanzo che, in qualche misura ricade nel genere del "medical thriller", è efficace ed incalzante. Io che solitamente passo con facilità e per il gusto del cambiamento da una lettura all'altra nel corso della stessa giornata sono stato polarizzato da questa narrazione.
Come spesso capita con molti di questi romanzi, un ampio spazio è dedicato all'intrigo, mentre il finale rimane sfumato e forse frettoloso: quello che conta è il tragitto che si compie non il raggiungimento di una soluzione finale.
In ogni caso, traspare evidente da questa narrazione che non vi sono né vincitori né vinti e che, mentre i due protagonisti, Jeff Duran e Adrienne, riescono ad avere salva la loro vita, i loschi affari dei "cattivi" guidati da una mentalità distorta potranno proseguire in forme mutate e pur sempre occulte.
Tutto passa nel dimenticatoio; nessuna inchiesta ufficiale verrà mai avviata. E, sicuramente, il mostro tentacolare da qualche parte è pronto a risorgere.

Ho acquistato questo volume molti anni fa come occasione remainder, e mi sono ritrovato a leggerlo, solo ora, sicuramente a distanza di più di 15 anni. Anche questo è bello, ritrovarsi a pescare - di quando in quando - dalla propria riserva di libri una lettura che ci soprende o che ci appassiona, spinti dalla curiosità e dall'estro e ritrovarsi a leggere con passione.

 

#lemieletture #thriller #medicalthriller

 

(soglie del testo) Florida 2000. Nico è una giovane di trent'anni, soffre di forti crisi depressive ed è in cura da uno psicologo, Jeff Duran. Nel corso di una vacanza, uccide inspiegabilmente un anziano signore sulla sedia a rotelle. Passano poche settimane, e si toglie la vita. Adrienne, la sorella, vuole capire cosa abbia portato alla morte Nico. Convinta che Duran sia il responsabile, comincia a indagare su di lui con l'aiuto di un investigatore. E scopre che anche lo psicologo ha una mente molto instabile, e una doppia identità. Ma quello che non avrebbe mai potuto immaginare è che l'uomo e la sorella erano assidui visitatori di un misterioso sito internet, legato a una diabolica macchinazione.

 

(Risguardo di copertina) A Jeff Duran non piace uscire, e ogni volta che si allontana dal suo appartamento dove esercita la professione di psicologo sente crescere il panico. A volte gli vengono in mente frasi in lingue straniere che non dovrebbe conoscere, oppure ricorda all'improvviso odori e suon.
Ma queste sensazioni scompaiono velocemente, senza lasciare traccia, e lo restituiscono allo scorrere monotono e tranquillo della sua vita. Finché un evento, il suicidio di Nico, una sua paziente, si abbatte su di lui come un incubo. Nico ha una sorella, Adrienne, che è convinta che lo psicologo sia responsabile della tragedia ed è perciò decisa ad indagare su di lui. Ciò che emerge dalle sue ricerche è sconvolgente: Duran non ha frequentato l'università, non ha titoli per esercitare la professione, ed è stato addirittura dichiarato deceduto parecchi anni prima.
Ma chi è davvero Jeff Duran? La ragazza non ha il tempo di soffermarsi su questa domanda: come Jeff anche lei è finita nel mirino di qualcuno che li vuole morti, qualcuno che rappresenta una minaccia per il mondo intero. L'oscuro passato di Jeff e il suicidio di Nico fanno parte del piano apocalittico di un'organizzazione che, attraverso l'ipnosi e la neurochirurgia, ha trasformato persone inconsapevoli in pedine sacrificabili, programmate per eseguire ordini, perfino sentenze di morte. E ora Jeff e Adrienne sono gli unici a poter fermare tutto ciò; ma per farlo dovranno lottare non solo contro l'organizzazione ma anche contro la mente e i ricordi di Jeff; un territorio in cui nulla è come sembra e dove potrebbe annidarsi il loro vero nemico.

 


L'autore. John Case è lo pseudonimo di Jim Hougan e Carolyn Hougan, marito e moglie nella vita, ambedue scrittori affermati con delle opere proprie.
Jim Hougan è anche un giornalista d'inchiesta e autore di broadcast. Vive ad Afton in Virginia. La scrittura a due di Jim e Carolyn si è fermata a seguito della morte di Carolyn Hougan per carcinoma nel 2007.
La coppia ha firmato sei romanzi sotto pseudonimo (di cui solo due sono stati tradotti in Italiano) e precisamente:
The Genesis Code (1997)
The First Horseman, tradotto con il titolo "L'Ombra del Cavaliere" (1998)
The Syndrome (2001; pubblicato con il titolo Trance State in the UK e Sindrome, in Italia)
The Eighth Day (2002)
The Murder Artist (2004)
Ghost Dancer (2006; published as The Dance of Death in the UK)

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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