Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
26 giugno 2026 5 26 /06 /giugno /2026 10:56
Javier Cercas, Il Castello di Barbablù, Guanda

Il castello di Barbablù (pubblicato in Italia da ⁠Guanda nel 2022) è il romanzo noir che conclude la celebre "Trilogia di Terra Alta" dello scrittore spagnolo Javier Cercas.
Il libro segna l'atto finale delle avventure di Melchor Marín, un ex galeotto diventato poliziotto e, infine, bibliotecario. L'opera affronta tematiche crude come l'omertà, la violenza di genere e l'abuso di potere da parte delle élite economiche 
La trama. Melchor Marín ha ormai lasciato la polizia per lavorare come bibliotecario a Gandesa, nella Terra Alta catalana. La sua vita viene sconvolta quando la figlia adolescente, Cosette, scopre la verità sulla morte della madre (avvenuta anni prima) e smette di parlargli. Per ribellione, la ragazza parte per una vacanza a Maiorca con un'amica e scompare nel nulla.L'istinto paterno spinge Melchor a indagare. Una mail anonima lo porta sulle tracce di un potentissimo finanziere dell'isola. Quest'uomo, dietro la facciata di ricco filantropo, si rivela essere un predatore sessuale che organizza feste segrete nel suo "castello" per ricattare politici e imprenditori.
Per salvare la figlia, Melchor dovrà affrontare una fitta rete di omertà e corruzione.

(Sinossi) Melchor Marín, il poliziotto appassionato di libri con un passato da galeotto, dopo la morte della moglie Olga ha lasciato la divisa e lavora come bibliotecario a Gandesa, in Terra Alta. Con lui vive la figlia Cosette, ora adolescente, che non perdona al padre di averle nascosto per quattordici anni il vero motivo della morte di sua madre. Cosette attraversa una fase di ribellione e parte per una vacanza a Maiorca con un’amica, facendo perdere le proprie tracce. L’istinto suggerisce a Melchor che la scomparsa della ragazza non è un semplice capriccio e raggiunge precipitosamente l’isola per vederci chiaro. A Maiorca trova però un muro di indifferenza, finché una mail anonima lo indirizza verso la villa di un finanziere ricco e potente, stimato da tutti come benefattore per il suo impegno umanitario; ma nel messaggio viene descritto come un predatore sessuale, che organizza feste con personaggi di spicco della politica e dell’imprenditoria per poterli ricattare. Cosette sarebbe stata invitata proprio a una di queste feste. Comincia così per Melchor l’indagine più difficile della sua vita.

Le connessioni tra Il castello di Barbablù e il reale caso di

(nonché i relativi documenti processuali noti come Epstein Files) sono così profonde che la critica spagnola ha definito l'antagonista del romanzo come il "Jeffrey Epstein di Maiorca".
Sebbene il romanzo sia stato pubblicato nel 2022 – prima che l'opinione pubblica globale avesse avuto modo di avere contezza dei contenuti dell'enorme mole di file secretati e rilasciati dai tribunali – Javier Cercas ha anticipato l'orrore di quella realtà basandosi sulla struttura criminale del finanziere americano e sul movimento #MeToo.
Le analogie e le connessioni tra il romanzo e gli Epstein Files si articolano su diversi punti speculari.  
L'isola privata e il "Castello" blindato. Nella realtà, Jeffrey Epstein gestiva la sua rete criminale principalmente a ⁠Little Saint James, la sua isola privata nelle Isole Vergini Americane, un luogo isolato e inaccessibile dove le ragazze venivano portate lontano da occhi indiscreti. Nel romanzo, l'antagonista, Rafael Mattson - un uomo d'affari americano perverso e spietato che si è stabilito in una sfarzosa e inaccessibile tenuta a Pollença, a Maiorca - gode di un'immunità totale e dell'appoggio della politica e della finanza locale; dietro la facciata di rispettabile filantropo, gestisce il "Castello" (El Castillo de Barbazùl) in cui attira giovani donne per poi abusarne assieme ai suoi compagni di merende occasionali, collezionando al contempo materiale di ricatto contro gli ospiti delle sue feste private e sfruttando sia insularità sia sicurezza della proprietà privata come caposaldi per nascondere i festini e gli abusi.
Per quanto concerne il sistema del ricatto per ottenere l'impunità, nella realtà gli Epstein Files hanno confermato che la rete di magnate non serviva solo a soddisfare le perversioni personali del miliardario: il sistema era concepito per filmare, registrare e ricattare personalità di altissimo profilo politico, finanziario e reale, garantendo a Epstein un'immunità di ferro per decenni, ma anche per ottenere vantaggi economici di vario tipo. Nel romanzo il predatore sessuale creato da Cercas attira nella sua fortezza politici, giudici e imprenditori di spicco per poi collezionare - attraverso telecamere nascoste ed altri dispositivi di intercettazione ambientale - materiale compromettente da utilizzare poi come arma di ricatto politica ed economica, rendendosi di fatto intoccabile dalle autorità locali.
Infine, per quanto concerne la facciata del ricco filantropo, Epstein frequentava la Casa Bianca, università prestigiose come Harvard, scienziati e star globali, ripulendo la propria immagine attraverso massicce donazioni finanziarie e progetti di beneficenza. Nel romanzo, Il "Barbablù" creato da Cercas gode di una reputazione pubblica impeccabile; viene celebrato dai media e dalle istituzioni locali come un grande mecenate, filantropo e uomo d'affari illuminato, una maschera perfetta che rende le accuse iniziali del tutto inverosimili agli occhi della comunità. Infine, la rete di omertà e complicità coercitiva si struttura grazie ad una coorte di collaboratori (il caso più noto è ⁠quello di Ghislaine Maxwell) e suoi dipendenti incaricati del reclutamento di nuove ragazze, o che avevano il compito di gestire la logistica e mantenevano il segreto. Nel romanzo il miliardario maiorchino è circondato da una "coorte di lacchè, avvocati e spie" che gestiscono la sicurezza della tenuta, mettono a tacere le famiglie delle vittime con il denaro o le minacce, e monitorano il web per cancellare qualsiasi fuga di notizie.
Attraverso tutti questi parallelismi, Cercas non ha scritto un semplice thriller d'evasione, bensì utilizza lo schema dei crimini di Jeffrey Epstein per denunciare come la fusione tra miliardi di euro, tecnologia e depravazione possa creare una bolla di impunità feudale nel cuore dell'Europa contemporanea

La Trilogia di Terra Alta rappresenta una svolta radicale nella produzione letteraria di ⁠Javier Cercas, tradizionalmente legato al genere della non-fiction e del romanzo storico (come Soldati di Salamina). Con questa saga, l'autore abbraccia le convenzioni del giallo e del noir psicologico per esplorare i dilemmi etici della giustizia contemporanea, il peso del passato e la corruzione del potere.
Tutti i romanzi della serie sono pubblicati in Italia da ⁠Guanda con la traduzione di Bruno Arpaia.


 

Jean Valjean

1. Terra Alta (2020). Il ⁠primo capitolo introduce Melchor Marín, un giovane poliziotto dal passato tormentato ed ex galeotto. Trasferito da Barcellona alla quieta e isolata comarca catalana della Terra Alta per motivi di sicurezza, Melchor si trova a indagare su un crimine efferato: il duplice omicidio e la tortura dei coniugi Adell, proprietari della più importante azienda locale. In questa terra incontra l'amore della sua vita, la bibliotecaria Olga, e scopre una viscerale passione per i classici letterari, in primis I Miserabili di Victor Hugo.
2. Indipendenza (2021). Nel secondo romanzo, ambientato diversi anni dopo, Melchor torna a Barcellona per indagare su un torbido caso di ricatto ai danni della sindaca della città, presa di mira con un video a sfondo sessuale. Lo sfondo politico e sociale è quello della Catalogna contemporanea. Cercas usa l'indagine per sventrare il cinismo, l'ipocrisia e il senso di superiorità delle élite economiche e politiche di Barcellona, mostrando come i sogni di "indipendenza" vengano spesso cavalcati dai potenti a spese dei cittadini comuni.
3. Il castello di Barbablù (2022). L'atto finale della trilogia vede Melchor aver ormai abbandonato la divisa per diventare, a sua volta, il bibliotecario di Gandesa. L'indagine si sposta a Maiorca e si trasforma in una drammatica crociata personale per salvare la figlia diciassettenne Cosette, rimasta intrappolata nella rete di abusi del miliardario ⁠Rafael Mattson. Il fulcro narrativo si sposta interamente sul tema della violenza di genere, dello scontro generazionale tra genitori e figli, e della linea d'ombra che separa la giustizia formale dalla vendetta privata.

Nella saga, Melchor Marín è il vero collante della trilogia e la narrazione coincide con l'evoluzione del suo protagonista.
Melchor è profondamente influenzato da I Miserabili.
Egli vive scisso tra due modelli ideali che sono la rigidità cieca dell'ispettore Javert e il desiderio profondo di redenzione dell'ex carcerato Jean Valjean.
In tutti e tre i libri, Melchor si ritrova davanti allo stesso dilemma: la legge dello Stato non sempre coincide con la Giustizia. Per fare la cosa giusta, il protagonista si vede costantemente costretto a infrangere le regole, pagando ogni volta prezzi emotivi altissimi.

 

Javier Cercas

La Trilogia di Terra Alta si svolge nell'arco di circa tredici anni, ma con una particolarità cronologica unica: la storia inizia nel nostro recente passato e si spinge fino a un futuro prossimo, arrivando al 2035.

In Terra Alta, la vicenda principale si apre nel 2019, con flash-back che esplorano gli attentati terroristici di Barcellona e Cambrils dell'agosto 2017 (evento in cui il protagonista Melchor Marín si distingue per il suo coraggio). In questo primo capitolo nasce anche la figlia Cosette.
Indipendenza è  ambientato nel 2025, a circa sei anni di distanza dal primo romanzo, inserendosi in una Catalogna profondamente segnata dalle scorie sociali e politiche del movimento indipendentista.
Con Il castello di Barbablù si compie un salto temporale in avanti e la vicenda che vi è narrata si svolge interamente nel 2035. Questo sbalzo nel futuro prossimo è una scelta deliberata di Javier Cercas per permettere a Cosette, la figlia di Melchor, di raggiungere i 17 anni (l'età dell'adolescenza e della ribellione) e diventare così il motore centrale della trama che la porterà a Maiorca e a cadere nelle grinfie di Rafael Mattson,

L'autore. Javier Cercas è nato nel 1962 a Ibahernando, Cáceres. È docente di letteratura spagnola all’Università di Gerona e collabora abitualmente con «El País». Presso Guanda sono usciti: Soldati di Salamina (Premio Grinzane Cavour 2003), Il movente, La velocità della luce, La donna del ritratto, Anatomia di un istante (Premio Nacional de Narrativa 2010, Premio Salone Internazionale del Libro di Torino 2011, Premio Letterario Internazionale Mondello 2011), Il nuovo inquilino, La verità di Agamennone, Le leggi della frontiera, L’avventura di scrivere romanzi (con Bruno Arpaia), L’impostore, Il punto cieco e Il sovrano delle ombre.

Un'intervista fuori dagli schemi con un grande scrittore. Parliamo de "Il castello di Barbablù", terzo capitolo della saga che vede protagonista il bibliotecario (ed ex poliziotto) Melchor Marin, che stavolta è chiamato a indagare sul più odioso dei crimini.

(10 giugno 2022) A quattordici anni da Terra Alta, il primo libro della serie su Melchor Marín, sua figlia Cosette ha diciassette anni e scopre che il padre le ha sempre mentito sulla morte della madre. In preda alla rabbia parte per una vacanza a Maiorca, ed è qui che le sue tracce si perdono. Javier Cercas presenta "Il castello di Barbablu" (Guanda) con Bruno Arpaia.

Condividi post
Repost0

commenti

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth