Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
23 febbraio 2023 4 23 /02 /febbraio /2023 10:17
Joe e Kasey Lansdale, Non aprite quella morta, Einaudi

Il prolifico e versatile Joe Lansdale si è lanciato con Non aprite quella morta (titolo originale: Terror is Our Business. Dana Roberts Casebook of Horror, nella traduzione di Luca Briasco) - pubblicato da Einaudi (Super ET), nel 2022 - nella scrittura di racconti che si pongono nella migliore tradizione del sovrannaturale nel filone dei cosiddetti “investigatori dell’occulto”, riprendendone il frame e gli stilemi, come ad esempio il noto John Silence (creato da Algernon Blackwood), oppure Carnacki, cacciatore di fantasmi, creato da William Hope Hodgson, per non citare i meno noti racconti di Lord Dunsany.
In questi precedenti letterari il frame è quasi sempre quello di una narrazione (o testimonianza) che viene resa ad un ascoltatore o un’audience interessati o, in altri casi, da mettere in guardia (seguendo la tradizione affabulatoria del Gotico inaugurata da H. P. Lovecraft).
Il personaggio che Lansdale ci propone è assolutamente insolito nella nutrita galleria letteraria di investigatori dell'occulto, poiché Dana Roberts - in rottura con la tradizione maschilista di questo genere di personaggi - è una donna che si è specializzata nel risolvere dei “casi” misteriosi e spaventosi, con soluzioni definitive, ma - a volte - solo temporanee.
Dana, inoltre, crede nella forza della scienza e del razionalismo, sostenendo che tali casi siano provocati da forze solo apparentemente oscure che, un giorno, potranno essere spiegate. In questo senso, Dana rifiuta la definizione di "sovrannaturale" o di "occulto", ma tiene a precisare che i suoi casi sono semplicemente "sovranormali" e che un giorno, più o meno lontano, le forze in gioco potranno essere spiegate razionalmente e tenute a bada con i ritrovati scientifici.
Nella costruzione del volume è intervenuta la figlia Kasey Lansdale, molto conosciuta come musicista country (di cui si possono vedere i videoclip su YouTube e che si può ascoltare su Spotify). Per puro caso, al padre Joe venne chiesto di scrivere un racconto assieme alla figlia, da inserire in un'antologia, intitolata Dark Duets e curata da un Chris Golden. Ed ecco che è nato il racconto Amore cieco in cui fa la sua comparsa Jana  in un racconto gotico, seppur leggero ed ironico. Da questa prima comparsa di Jana, Kasey è stata incoraggiata dal padre a scrivere a quattro mani altri racconti in cui Dana Roberts e Jana potessero interagire, in modo tale  che all’investigatrice creata dal padre fosse affiancato un comprimario, pure donna, come in tutte le storie di investigazione che si rispettino (si veda il caso della celebre coppia Sherlock Holmes/Watson, ma si potrebbero citare molteplici altri esempi).
In questo modo si elimina la necessità dello stratagemma di una narrazione a posteriori, ma le vicende possono essere raccontate nel loro svolgersi, poiché il comprimario (aiutante o assistente che sia) fa da deuteragonista, testimone e narratore, in questo ruolo può introdurre anche un suo personale punto di vista.

La struttura di questa raccolta di casi è pertanto duplice: in una prima parte sono raccolti i casi di Dana Roberts da sola.
Segue poi il racconto Amore cieco, in cui fa la sua comparsa Jana, scritto a quattro mani da padre e figlia.
Quindi, nella seconda parte si succedono i racconti in cui Dana Roberts e Jana (nei panni di intraprendente apprendista) interagiscono.
Ciascuna delle due parti è preceduta da un'introduzione. La prima introduzione, con il titolo Dana Roberts, amici e parenti è scritta da Joe R. Lansdale, mentre l'introduzione alla seconda parte, con il titolo Jana e Dana, che spiega le modalità di nascita di Jana, è  di Kasey Lansdale.
Come spesso capita, il titolo sensazionalistico che in modo ironico fa il verso ad un noto film horror non fa affatto giustizia al sobrio titolo in lingua originale della raccolta di racconti.

Una bella lettura per serate invernali davanti al caminetto acceso, oppure al caldo sotto le coperte.

(Risguardo di copertina) Una raccolta di storie inedite popolate da personaggi memorabili che colloca Joe e Kasey Lansdale al fianco dei maestri indiscussi dei libri dell’orrore.
Dai jinn infuriati alle ombre malevole, dagli spettri di antichi viaggiatori fino ai mutaforma succhiatori di anime, Joe R. Lansdale e sua figlia Kasey dànno vita alle avventure di un duo di detective donne come non si era mai visto nella letteratura del sovrannaturale. Che si tratti di un faro maledetto, di una villa infestata in Italia, di un inquietante sfasciacarrozze in Texas o di un sinistro villaggio sotterraneo, Dana Roberts e la sua assistente Jana si ritrovano ogni volta a indagare su casi inspiegabili e parecchio pericolosi. Ad assisterle, oltre all'intuito infallibile e un ingegno analitico che tanto ricordano quello di Sherlock Holmes e John Watson, una serie di preziosissimi oggetti-amuleti: acqua santa, candele fatte di grasso umano, polveri benedette, terra di cimitero e vari strumenti di magia che acquistano potere grazie alla fede di chi li possiede. Qualsiasi cosa pur di impedire agli esseri provenienti da altre dimensioni di creare scompiglio nel nostro mondo. Una raccolta di storie inedite popolate da personaggi memorabili che colloca Joe e Kasey Lansdale al fianco dei maestri indiscussi dei libri dell'orrore.

 

Gli autori

Joe Lansdale

Joe R. Lansdale, scrittore statunitense versatile e prolifico, si è cimentato in avvincenti trame di genere (western, noir, thriller, fantascienza), rinnovandole con uno spiccato gusto pulp nella scelta di elementi grotteschi e di un linguaggio triviale e irriverente. La sua vena migliore si esprime nella capacità di penetrare l’atmosfera del profondo Sud, in violenti chiaroscuri che esaltano l’amicizia, l’amore, il sesso e denunciano le discriminazioni razziali, la malvagità e la stupidità. Atto d’amore (Act of Love, 1980), La notte del drive-in (The Drive-In, 1988, primo di una serie horror), Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1994), In fondo alla palude (The Bottoms, 2000), La sottile linea scura (A Fine Dark Line, 2002), Tramonto e polvere (Sunset e Sawdust, 2004).
Nel 2008 sono stati pubblicati anche La morte ci sfida, Fuoco nella polvere, Il carro magico e Assassini nella giungla. Nel 2010 è uscito Devil Red (Fanucci). Nel 2012 Einaudi ha pubblicato Acqua buia, considerato il suo capolavoro e nel 2013 La foresta e Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard, tre racconti della serie dei due investigatori fuori dagli schemi. Del 2014 è Notizie dalle tenebre (Einaudi). Nel 2015 esce La foresta e Honky Tonk samurai (entrambi Einaudi); nello stesso anno vince il Raymond Chandler Award. Nel 2016 pubblica sempre con Einaudi Paradise Sky, cui seguono Io sono Dot e Bastardi in salsa rossa(2017), Il sorriso di Jackrabbit. Un'indagine di Hap & Leonard (2018) e Hap & Leonard Sangue e limonata (2019). Tra le altre pubblicazioni Caldo in inverno (Mondadori, 2020), Una Cadillac rosso fuoco (Einaudi, 2020) e Jane va a nord (Einaudi, 2020).


 

Kasey Lansdale

Kasey Lansdale, figlia di Joe R. Lansdale, oltre a essere una celebre cantautrice country è autrice di numerosi racconti e romanzi diventati anche sceneggiature e fumetti. Fa parte della Horror Writer's Association. Vive a Los Angeles, California. Nel 2022 Einaudi ha pubblicato in Italia Non aprite quella morta, scritto con il padre Joe.

Condividi post
Repost0
2 febbraio 2023 4 02 /02 /febbraio /2023 10:33
Josè Saramago, Cecità, Einaudi, Supercoralli, 1996

Cecità di José Saramago (Ensaio sobre a Cegueira, nella traduzione di Rita Desti), pubblicato per la prima volta nei Supercoralli Einaudi nel 1996, è un romanzo non-romanzo, forte ed intenso nei suoi contenuti e tematiche, forse addirittura sconvolgente o, si potrebbe dire anche prendendo a prestito un termine freudiano, perturbante. Apparentemente, lo è, un romanzo, per via del suo contenuto fiction, ma in realtà quella che Saramago mette in scena è una narrazione metafisica e forse anche filosofica.
D'altra parte, il titolo in lingua originale tradisce il progetto implicito di Saramago, poiché se fosse tradotto in italiano suonerebbe come "Saggio sopra una cecità".
Dirò anche che è un testo di lettura difficile e complesso da digerire, perché ci sono parole e descrizioni pesanti come pietre.
La storia è presto detta. Si diffonde rapidamente in un luogo e in un tempo imprecisato una epidemia che provoca l'immediata cecità di coloro che vengono contagiati dal morbo,
Le autorità costituite, non sapendo che pesci prendere, stabiliscono delle severe misure di restrizione della libertà personale dei neo-ciechi che vengono letteralmente "buttati" dentro un ex-manicomio trasformato in lazzaretto. In un una diversa ala dello stesso complesso vengono confinati coloro che hanno avuto contatto presunto o documentabile con i ciechi.
L'unica istruzione che viene loro impartita è "Arrangiatevi come meglio potete", e poi "Vi saranno regolarmente portate delle derrate alimentari che voi stessi dovrete distribuire tra di voi", e poi ancora "Chiunque si avvicinerà alla porta d'ingresso della struttura o si avvicinerà troppo al personale che porterà le scorte di cibo due volte sarà ucciso seduta stante, senza se e senza ma".
E se qualcuno dovesse morire? Come si vedrà saranno gli stessi ciechi a dover provvedere nella corte interna dell'edificio che li ospita.
Non è prevista nessuna forma di assistenza medica. 
Come si può immaginare, le condizioni di vita dei neo-ciechi diventano rapidamente degradanti, fino a che essi non comprendono che, di fatto, sono stati abbandonati a se stessi. 
Infatti il morbo è diventato rapidamente dilagante e si può ipotizzare (dal punto di vista del lettore) che tutti siano diventati ciechi e che, quindi, la società e la sua organizzazione siano andate al tracollo.
In effetti dopo alcuni giorni (o settimane?), non arrivano più le scorte alimentari e scompaiono le guardie armate davanti all'ingresso.
I ciechi finalmente possono uscire dal loro confinamento forzato, ma come?
Questo accade grazie al fatto che una donna del nucleo originario di coloro che sono stati colpiti dalla "cecità bianca" non ha perso la vista come gli altri, ma soltanto finto di esserlo per poter rimanere accanto al marito, medico.
Questa donna, prima con discrezione, poi venendo allo scoperto sulla sua non cecità, si prende in qualche modo cura degli altri, guidandoli e sostenendoli. Si sacrifica, anteponendo alle proprie esigenze personali a quelle dei ciechi.
"Mente perché vuole rimanere accanto alla persona che ama. 'Non può' diventare cieca, perché è l'unica persona capace compassione, di amore, di rispetto per l'altro, capace di un senso di dignità profonda, capace di comprendere" (Paolo Collo, nota a Cecità, in Romanzi e Racconti, vol. II, p. 1751).
Poi, il miracolo: quasi di colpo la "cecità bianca" si dissolve e tutti ritornano a vedere, come se nulla fosse accaduto;  ma a questo punto occorrerà ricostruire il mondo e - c'è da sperare - su basi diverse.
Il primo confronto che verrebbe in mente di fare è con due classici della letteratura che, per me lettore, sono Nel paese dei ciechi di H. G. Wells e Il giorno dei Trifidi di John Wyndham, due opere fondamentali della letteratura di anticipazione.
Ne Il paese dei ciechi il protagonista giunge durante un suo viaggio (o si risveglia) in un lontano paese dove tutti sono ciechi e lui risulta essere l'unico vedente. Comprende presto che il suo destino è segnato: per poter essere accettato dalla comunità e per poter essere omologato dovrà essere reso cieco anche lui. Non ricordo quale sia la conclusione del racconto: se egli accetti di diventare cieco, oppure se non scappi via per mettersi in salvo.
Nel romanzo di John Wyndham (appartenente alla categoria dei racconti SF definibili come "post-apocalittici"), invece, s'è scatenata nel mondo una malattia (forse causata da una pioggia di meteoriti) che ha reso tutti ciechi, all'infuori di pochi soltanto che sono risultati immuni alla noxa sconosciuta. Subito prima di questo tragico evento si erano diffusi capillarmente sulla Terra degli esseri - i Trifidi - a metà tra l'animale e il vegetale (forse di provenienza extraterrestre) che, approfittando del forte handicap dei non vedenti prendono ad utilizzarli come prede e fonte di nutrimento. Si ingaggia una lotta per la sopravvivenza tra i pochi ancora vedenti e i Trifidi.
Il romanzo-saggio di Saramago va al di là di queste narrazioni, mi pare evidente. 
Il suo intento vuole essere più metafisico, nel senso di fornire attraverso attraverso questo impianto narrativo, una rappresentazione dell'Uomo e delle sue peggiori derive, se soltanto si verificano le condizioni ideali perché ciò possa accadere.
La cecità prima che l'effetto di una malattia pandemica è una condizione che l'Uomo si porta dentro ed è dunque una cecità interiore. L'uomo crede di vedere, ma in realtà è già cieco.
La cecità fisica è un evento che è reso possibile da questa preesistente cecità interiore.
Gli accadimenti che scaturiscono dal dilagare del morbo e le reazioni che si manifestano nei colpiti dalla cecità suscitano dei forti movimenti interiori nel lettore e fanno nascere molte domande alle quali è oltremodo difficile rispondere.
Al riguardo, scrive Paolo Collo, curatore delle Opere (Romanzi e Racconti) di José Saramago ne I Meridiani Mondadori (1999):
"A queste domande Saramago apparentemente non risponde. Ci fornisce invece un un quadro: un buio affresco di disperazione sfregiato in più punti da rosse pennellate di violenza. E csosì come il lettore, leggendo il romanzo, si sente sempre più sprofondare in quell'abisso di disperazione e di miseria umane, così pure l'autore confessa tutto il turbamento che gli ha procurato questa scrittura: 'Quanto ho sofferto a scrivere questo libro! E' stato come una lunga malattia… A volte dopo, due pagine, dovevo fermarmi per respirare'. " (ib., Romanzi e Racconti, vol. II, p. 1748)
E, dunque, per questo motivo, forse Cecità di Saramago è più assimilabile a La peste di Albert Camus che, ipotizzando un'epidemia proveniente da un'invasione di topi, discetta sulla natura umana e sulla sua malvagità di base. 

Questa narrazione la si può leggere come una grande allegoria, così come erano pensati e realizzati i vari esempi di "Trionfi della morte", di cui la grande opera custodita all'interno del Palazzo Abatellis di Palermo è uno delle più illustri rappresentazioni.
Qui, tuttavia, nel grande affresco di Saramago vi è una possibile scintilla di redenzione.
Cecità fu pubblicata in lingua originale nel 1995.

Nel 2008, l'opera è stata trasposta in lungometraggio e distribuita con l'omonimo titolo Cecità (Blindness), con la direzione di Fernando Meirelles.

Ho cominciato a leggere Cecità nel 2021, quando eravamo ancora nel pieno del secondo lockdown, dovuto al Covid.
Non ho avuto lo stomaco per continuarne la lettura: mi faceva sentire troppo oppresso.
L'ho ripreso in mano nel 2022 e, questa volta, sono riuscito a finirlo.
Ma devo riconoscere che arrivare sino in fondo mi è costato parecchio.
Ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto interrompere la lettura e mettere da parte il volume, a tempo indeterminato.
Tuttavia, ora che ho finito di leggerlo, posso dire di essere contento.
E' una di quelle letture che lasciano un segno indelebile.

 

José Saramago, Cecità, Feltrinelli

(Soglie del testo, edizione speciale Feltrinelli, 2022) «Essere un fantasma dev’essere questo, avere la certezza che la vita esiste, perché ce lo dicono quattro sensi, e non poterla vedere.»
Un automobilista fermo a un semaforo perde la vista, di punto in bianco: è il primo caso di una misteriosa cecità bianca che, rapidissima, si diffonde in tutta la città. Nel tentativo di arginare l'epidemia le autorità raccolgono i malati in un manicomio ma, quando il fuoco distrugge la clinica, i reclusi si riversano all'esterno recidendo gli ultimi legami con una presunta società civilizzata. Niente cibo, niente acqua, niente governo, niente ordine pubblico. Non è anarchia, è cecità.


(Risguardo di copertina della prima edizione Einaudi 1996) In una città qualunque di un paese qualunque, un guidatore sta fermo al semaforo in attesa del verde, quando si accorge di aver perso la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero ma non è così. Gli viene diagnosticata una cecità dovuta ad una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge la vittima in un candore luminoso, simile ad un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero paese.
I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Scoppia la violenza tra i disperati, violenza per sopraffare o soltanto per sopravvivere, in un'oscurità che sembra coprire ogni regola morale e ogni progetto di vita: Ma una donna che è miracolosamente rimasta immune dalla malattia si finge cieca per farsi internare poter stare vicina al marito. Un gesto d'amore individuale diventa la possibilità di restituire agli uomini una speranza collettiva: Toccherà a lei inventare un itinerario di salvazione, recuperando le ragioni di una solidale pietà.
Saramago ha scelto la via dell'affresco apocalittico per denunciare con intensità di immagini e durezza di accenti la notte dell'etica in cui siamo sprofondati. Paradossalmente, è proprio il mondo dell'ombra a rivelare molte cose sul mondo di chi credeva di vedere. E quell'esperienza estrema è anche l'ultima occasione per confrontarsi con le domande sul destino dell'uomo malato di egoismo e di violenza, e sulle vie di un possibile riscatto. 

 

José Saramago

L'autore. José Saramago, nato nel 1922 ad Azinhaga (Portogallo) e morto nel 2010, è stato narratore, poeta e drammaturgo portoghese; ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Costretto a interrompere gli studi secondari fece varie esperienze di lavoro prima di approdare al giornalismo che ha esercitato con successo su vari quotidiani. Dopo il romanzo giovanile Terra e due libri di poesia caratterizzati da una forte sensibilità ritmico-lessicale, si è rivelato acquistando fama internazionale con un'originale produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione mistica e allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L'uomo duplicato, L'ultimo Quaderno, Don Giovanni o il dissoluto assolto.
Riconosciuto come uno degli autori più significativi del Novecento, la sua produzione spazia dalla poesia al romanzo, dal teatro La seconda volta di Francesco d'Assisi e Nomine Dei ai racconti storici. Intellettuale raffinato e impegnato, ha spesso fatto discutere per i suoi racconti dissacranti che colpiscono al cuore i mali della nostra società. Nel 1998 l’Accademia di Svezia gli ha conferito il Premio Nobel per la Letteratura premiando le sue qualità di scrittore ma anche l’uomo delle battaglie civili. Fissa in una frase il perché del proprio scrivere: “Le parole sono l’unica cosa immortale: quando uno è morto, ai posteri rimangono solo loro".
Tra le pubblicazioni più recenti per Feltrinelli figurano: nel 2012 Lucernario, romanzo giovanile perduto e ritrovato; nel 2014 Alabarde Alabarde; nel 2019 Diario dell'anno del Nobel.

Il 25 marzo 2020, alle ore 13.00, Porfirio Rubirosa diede inizio, in diretta streaming su Facebook, alla lettura di 'Cecità' di José Saramago.
Lesse ad alta voce, tutte di seguito e senza alcuna interruzione, tutte le 278 fittissime pagine di cui è composto il romanzo, e si fermò solo quando giunse al termine dell'opera, dopo poco meno di nove ore.
Un'impresa unica e uno sforzo fisico massacrante.
E allora.
Se anche tu ritieni che la cultura costi fatica e sacrificio.
Se anche tu pensi che occorra stringere i denti e lottare con ogni mezzo a disposizione contro l'idiozia, la superficialità e le strade facili.
Se la pensi così, fermati un istante, un minuto o anche ore a guardare questo gesto, e metti un like, lascia un commento e condividi questo video.

www.porfiriorubirosa.it
www.facebook.com/porfiriorubirosaofficial
www.instagram.com/ilcapodeidadaisti
  

 / porfi60mdt  
www.patreon.com/porfiriorubirosaofficial

#porfiriorubirosa #cecità #josésaramago

Condividi post
Repost0
14 dicembre 2022 3 14 /12 /dicembre /2022 07:55
Guillaume Musso, La ragazza di carta, Sperling&Kupfer

I romanzi di Guillaume Musso si presentano sempre come un miscuglio inestricabile di realtà e finzione, parte di essi sono costruiti usando materiali miscellanei come ad esempio false notizie di giornale attraverso le quali vengono presentati i suoi personaggi, come se fossero veri e vivessero nella realtà, salvo poi a scoprire che si tratta di artefatti letterari e viceversa.
Da questo punto di vista i suoi romanzi (io delle sue numerose opere già presenti in lingua italiana ne ho già lette quattro con questo), si presentano come dei veri e propri rompicapo oppure come un cubo di Rubik: soltanto alla fine il lettore assiduo potrà il vero bandolo della matassa, quello che consentirà di trovare una spiegazione logica all'artefatto che il lettore e i personaggi si sono trovati a sperimentare.
Allora tutto, per magia, si ricompone con una rivelazione finale: ad alcuni queste elaborate costruzioni potranno anche non piacere. Posso comprenderlo, perché quello che a me appare evidente è che, nell'autore, vi sia un deciso amore per la costruzione, più che per il contenuto.
Per questo stesso motivo, di rado vi è un unico personaggio principale, solitamente ve n'è più di uno e la narrazione si sposta continuamente dall'uno all'altro, talvolta per mostrare al lettore la stessa azione già narrata vista attraverso punti punti di osservazione differenti.
Ne "La ragazza di Carta" (nella traduzione di Laura Serra), edita nel 2013 da Sperling&Kupfer, addirittura, ci confrontiamo con uno scrittore di successo in crisi creativa a causa di problemi esistenziali che, improvvisamente si trova a doversi confrontare - prima con incredulità, poi con un coinvolgimento emozionale via via crescente - con uno dei suoi personaggi che sembra essere letteralmente scivolato fuori dalla pagina scritta, la "ragazza di carta" del titolo, appunto.
A me è piaciuto. C'è da dire che i romanzi di Musso sembrano far parte tutti di un'unica grande tessitura narrativa, che dà al lettore che vi si accosta la stessa impressione di un'enorme arazzo, affollato di personaggi e di storie. Quando si legge uno dei romanzi, ci si ritrova a guardare soltanto una parte dell'arazzo, ma tutto il resto rimane sulla sfondo e supporta con il suo ordito, la parte che stiamo esaminando. Poi, quando si passa ad un romanzo differente dello stesso Musso, l'impressione è che si rimane sempre dentro quell'arazzo, anche se in una sua porzione diversa.

 


(Quarta di copertina) In piena crisi di ispirazione, solo e senza un soldo, lo scrittore Tom Boyde non riesce a terminare il suo ultimo romanzo. Proprio quando tutto sembra perduto, nella sua vita entra Billie. Misteriosa e bellissima, compare all'improvviso in una notte di pioggia, con una storia incredibile da raccontare. Gli dice infatti di essere la protagonista del suo romanzo, caduta nel mondo reale da una frase che lui ha lasciato in sospeso. Se ora Tom non riprenderà a scrivere, lei morirà. Sembra assurdo, eppure... Eppure, Tom le crede. Perché è già follemente innamorato. Insieme Billie e Tom affronteranno un'avventura straordinaria, in cui nulla è ciò che sembra. E scopriranno che la vita, a volte, può essere un gioco pericoloso...

 

Guillaume Musso

L'autore. Guillaume Musso, romanziere francese. Figlio di una bibliotecaria da cui ha ereditato l’amore per i libri, scrive di notte, nei fine settimana oppure in treno, mentre si reca a Parigi dalla compagna.
Il suo romanzo d’esordio L’uomo che credeva di non avere più tempo (Sonzogno, 2005) è un bestseller internazionale, e altrettanto successo ha avuto La donna che non poteva essere qui (Sonzogno, 2006).
Ha pubblicato diversi altri romanzi, dei quali si citano: Chi ama torna sempre indietro (Sonzogno, 2007), Quando si ama non scende mai la notte (Rizzoli, 2008), La ragazza di carta (Sperling & Kupfer, 2011), Il richiamo dell'angelo (Sperling & Kupfer, 2012), Sette anni senza di te (Sperling & Kupfer, 2013), Aspettando domani (Sperling & Kupfer, 2014), Central Park (Bompiani, 2015), La ragazza di Brooklyn (La nave di Teseo, 2016), Un appartamento a Parigi (La nave di Teseo, 2017), L'istante presente (La nave di Teseo, 2019).

Condividi post
Repost0
4 novembre 2022 5 04 /11 /novembre /2022 08:47
Joe Hill, NOS4A2, Sperling&Kupfer

Con NOS4A2 (pubblicato nel 2014 da Sperling&Kupfer nella collana "Pandora" con la traduzione di Andrea Carlo Cappi), Joe Hill ci ha regalato una bella storia, degna delle migliori del padre suo, confermando la sua capacità di grande affabulatore.
Mi è piaciuto straordinariamente e l'ho letto, appassionandomi; sul finire, rallentando il ritmo della lettura per prolungarne il piacere e per rimandare il momento del congedo dai suoi personaggi, così come si fa quando ci si ritrova a degustare una pietanza prelibata. 

Alcuni hanno infatti detto che NOS4A2 potrebbe sembrare un romanzo scritto proprio dal padre di Joe Hill che è -  diciamolo pure - l'insuperabile Stephen King: ma no!, secondo me. Oppure sì, nel senso che da ragazzo Joe Hill deve essersi sicuramente infarcito la testa con letture incalzanti delle opere del padre. E dunque non si può ignorare che egli si sia plasmato a quella scuola, pur maturando degli stilemi e delle preferenze proprie, e che, oltretutto, ha avuto una Musa letteraria nella madre Tabitha (che qui, oltre a ricevere una dedica in epigrafe, compare nel nome di un personaggio (l'investigatrice della FBI che, a poco a poco, dovrà convincersi della straordinarietà degli eventi su cui indaga), quella Tabitha che - anche lei poetessa e scrittrice - ha probabilmente avuto un ruolo di primordine nella fortuna letteraria del marito.

Siamo di fronte ad una storia horror condita di elementi fantasy e, sicuramente, vi fanno capolino la serie della Torre Nera e il prestigioso romanzo che King scrisse a quattro mani con Peter Staub, Il Talismano, ma si riconoscono anche le sedimentazioni della letteratura vampirica: in fondo, le cifre della targa della spettrale Rolls-Royce (modello Wraith del 1938) che trasporta l'odioso vilain Charles Manx nelle sue esecrabili missioni e nei viaggi da e verso Christmasland, "il paese dove è sempre Natale", sono pronunciandole con accento inglese l'anagramma di "Nosferatu" (NOS4A2 = NOS-FOUR-A-TWO che suona appunto “Nosferatu”) e sappiamo bene che "Nosferatu", il non morto,  è uno dei prototipi dell'immaginario vampiresco.. Ma -  ritengo - c'è anche qualcosa di Christine, la macchina infernale (ovvero del celebre romanzo di Stephen King del 1983): cioè si tratta di un'auto che vive una vita propria e che trasforma colui che la utilizza  o lo fa ringiovanire (o rivivere), ma sempre in una dimensione di distillato del Male.
Poi c'è il concetto di "inscape", dentro il quale i cattivi costruiscono le loro orride e mistificanti costruzioni e dove altri, dotati di poteri straordinari come Maggie Smith (la bibliotecaria veggente) o Vic McQueen possono entrare, attraverso porte da loro stessi create come il Ponte coperto di legno (non più esistente da anni) che è in grado di condurre Vic McQueen dovunque voglia andare (anche a centinaia o migliaia di chilometri dal posto in cui vive) per ritrovare cose e persone scomparse o per salvare qualcuno dalle grinfie di Charles Manx e, infine, il suo stesso figlio. I poteri che Vic McQueen e Maggie Smith che si ritrovano ad avere e ad usare implicano tuttavia un costo non indifferente: ogni incursione, ogni transito producono dolore e sofferenza e, prospetticamente, le esistenze adulte di Maggie e Vic non sono certamente felici e sono state rovinate.
Maggie e Vic assieme rappresentano un pericolo gravissimo per Charles Manx e quindi egli, da autentico malvagio qual'è, egli farà di tutto per sbarazzarsene. Come nel caso del Conte Dracula che occasionalmente recluta dei servitori che possano annunciare al mondo la sua venuta (com'è il caso di Renfield nel romanzo originario di Bram Stoker) oppure custodirlo e tenerlo al sicuro durante le ore obbligate di letargo diurno, peraltro, Manx ha bisogno di aiutanti che lo assistano nelle sue turpi imprese e che egli recluta con il miraggio di Christmasland (un vero e proprio paese dei balocchi in stile horror): in questo ruolo, avrà una funzione di spicco Bing Partridge, perfettamente delineato in tutta la sua odiosità.
Ancora una volta viene presentata una lotta tra Bene e Male che va avanti per anni sino ad una conclusione, in parte scontata (non del tutto) e solo per un pelino consolatoria.
Trovo che lo stile di Joe Hill sia parecchio diverso da quello del padre: la narrazione è più ariosa con numerosi stacchi e flashbacks che consentono all'autore di dare alla vicenda una sua corposità temporale, ma con assoluta snellezza. Si legge appassionandosi e ogni capitolo conduce immediatamente noi lettori  a quello successivo, senza mai desiderare uno stacco.
Aggiungo qui come semplice curiosità che il titolo dell'edizione originale inglese è NOS4R2, mentre quello italiano è della serie si presenta come NOS4A2 (mi chiedo perchè).
La serie TV, articolata in due stagioni, è - a mio avviso - molto ben fatta e va sicuramente vista (ma - questo è il mio suggerimento - solo dopo aver completata la lettura del romanzo), anche se probabilmente per esigenze di sceneggiatura nella sua sceneggiatura sono state introdotte numerose modifiche, soprattutto tagliando via tutta la parte riguardante le straordinarie esperienze infantili di Vic McQueen e il percorso di scoperta della sua capacità di "varcare soglie" per entrare in suo personale "inscape".
Nella serie Vic appare già quasi adulta e il suo mezzo di trasporto per superare il Shorter Way Bridge è già la moto, mentre all'inizio - nella sua infanzia - utilizzava una biciclettina da cross (che, in un episodio della serie, viene solo citata, quando appare come un relitto abbandonato all'interno del ponte coperto).


(Risvolto di copertina) L'unica ragazzina che sia riuscita a sfuggire al male implacabile di Charlie è diventata una donna che cerca, disperata, di dimenticare. Ma Charlie Manx non ha mai smesso di pensare all'eccezionale Victoria McQueen e non si fermerà finché non avrà avuto la sua vendetta.
Victoria McQueen ha la stupefacente capacità di trovare le cose: un braccialetto smarrito, una foto persa, risposte a interrogativi che non hanno soluzione. Quando passa con la sua bicicletta sul vecchio e traballante ponte coperto nei boschi dietro casa sua, emerge sempre nel posto in cui deve andare. Vie tiene segreta questa sua insolita abilità, perché sa che nessuno le crederebbe. Anche Charles Talent Manx ha una dote tutta sua. Gli piace portare in giro i bambini sulla sua Rolls-Royce del 1938 con la targa personalizzata NOS4A2. A bordo della macchina, lui e i suoi innocenti passeggeri possono uscire dalla realtà e percorrere strade segrete che portano a uno straordinario parco dei divertimenti che lui chiama Christmasland. Chilometro dopo chilometro, il viaggio sull'autostrada dell'immaginazione distorta di Charlie trasforma i suoi preziosi passeggeri, rendendoli terrificanti e inarrestabili quanto il loro "benefattore". Poi viene il giorno in cui Vic esce per cercare guai... e inevitabilmente la sua strada incrocia quella di Charlie. Questo è stato molto tempo fa. Ora l'unica ragazzina che sia riuscita a sfuggire al male implacabile di Charlie è diventata una donna che cerca, disperata, di dimenticare. Ma Charlie Manx non ha mai smesso di pensare all'eccezionale Victoria McQueen e non si fermerà finché non avrà avuto la sua vendetta. Vuole dare la caccia a qualcosa di molto speciale, qualcosa che Vic non potrà mai sostituire.



 

Joe Hill

L'autore.  Joe Hill nato nel 1972, a Hermon (Maine) è lo pseudonimo di Joseph Hillstrom King: come si nota dal cognome, lo scrittore statunitense è figlio dell'altrettanto famoso Stephen King. Secondo di tre figli, Joe cresce a Bangor, nel Maine. Il prestigioso Time lo ha definito «uno dei più raffinati scrittori americani di horror»: gli fa da contraltare il Washington Post, denominandolo «uno degli autori di spicco nella letteratura fantastica del Ventunesimo secolo». In Italia la sua prima raccolta di racconti Ghosts (scritta nel 2005) è uscita nel 2009 per Sperling & Kupfer. Seguiranno, tra gli altri, i romanzi La scatola a forma di cuore (2007, Sperling & Kupfer), La vendetta del diavolo (2012, Sperling & Kupfer, da cui è stato tratto il film Horns, per la regia di Alexandre Aja, con Daniel Radcliffe in veste di protagonista), NOS4A2. Ritorno a ChristmasLand (2014, Sperling & Kupfer), The fireman (2016, Sperling & Kupfer). Joe Hill ha anche ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, come il Bram Stoker Award e il British Fantasy Award. Lo scrittore ha altresì collaborato alla stesura di una serie di fumetti, pubblicati in Italia da Magic Press e Panini Comics. Il progetto, iniziato nel 2008, s'intitola Locke & Key ed è illustrato da Gabriel Rodriguez.


NOS4A2 è la serie televisiva horror statunitense ideata da Jami O'Brien e basata sull'omonimo romanzo del 2013 di Joe Hill.
La serie, articolata in due stagioni con dieci episodi ciascuna, viene trasmessa su AMC dal 2 giugno 2019; in Italia, è stata distribuita su Prime Video dal 7 giugno.

Condividi post
Repost0
14 luglio 2022 4 14 /07 /luglio /2022 07:29

Recensione originariamente lanciata il 14 luglio 2015 su Facebook.

Felix J. Palma, La Mappa del Tempo, Castelvecchi

La Mappa del Tempo (El Mapa del Tiempo) edito in Italia da Castelvecchi, nel 2011, nella traduzione di P. Marchetti) è il primo volume d'una ambiziosa e visionaria trilogia scritta dallo spagnolo Felix J. Palma.

E' il primo volume di una trilogia, di cui manca tuttora la traduzione italiana del terzo volume.

Il secondo volume, La Mappa del cielo (El Mapa del Ciel), è stato pubblicato sempre da Castelvecchi, nel 2012. Del terzo volume (El Mapa del Caos), posseggo l’edizione in traduzione inglese e presto ne comincerò la lettura. Questa corposa opera narrativa viene anche definita come "la Trilogia vittoriana".
Io sarei portato a definirlo come un meta-romanzo in cui interagiscono diversi personaggi tra i quali alcuni realmente esistiti nel XIX secolo, come Jack lo Sqartatore ed Herbert George Wells, mentre altri sono di pura invenzione letteraria (come, ad esempio, Sherlock Holmes): e il tutto si dipana in modo molto avvincente, per via dell'interessante mescolanza di fatti storici, realtà e fiction.
Il lavoro di Palma si può anche considerare come un omaggio all’immenso Wells, pioniere della narrativa d’anticipazione ed é anche un geniale pastiche letterario in cui vengono fatti convergere e rivivere in maniera assolutamente originale diversi temi letterari e disparati personaggi della letteratura e della cronaca ottocentesca (relativamente all'epoca tardo-vittoriana).
Personaggio centrale è, dunque, Herbert George Wells, grande venditore di storie di anticipazione scientifica, assieme al suo deuteragonista Gilliam Murray (questo un carattere di pura fantasia) inventore e fondatore dell'improbabile società che garantisce viaggi nel tempo sino all'anno 2000, quando si svolgerà una guerra micidiale tra uomini e automi.
Il romanzo è anche una profonda riflessione sul tema della scrittura creativa e sulla liceità dell’invenzione letteraria: sino a che punto lo scrittore può "ingannare" il suo lettore, creando mondi tanto fantastici quanto improbabili?
E, in questo senso, è centrale il personaggio costituito proprio da Herbert George Wells con i suoi tormenti interiori a partire da un fatidico e chiarificatore incontro con l'"Uomo Elefante".
La prosa de "La Mappa del Tempo" è rutilante e ricca, piena di digressioni che celebrano la funzione dello scrittore, creatore dei suoi personaggi e mago onnisciente.

La Mappa del Tempo è stato seguito da La Mappa del Cielo (in cui entra in scena una rielaborazione avvincente de "La Guerra dei Mondi" di Herbert George Wells e da "La Mappa dell'Inferno", di prossima uscita in edizione italiana (almeno si spera).

E' un romanzo che richiede attenzione e dedizione totale se se ne vuole venire a capo: e che, se si sposa la sua causa, finisce con il regalare molte e gradite sorprese, una sorta di sarabanda letteraria e una convincente divagazione narrativa sulle magie alchemiche della scrittura.

(dal risguardo di copertina) Londra, 1896. Il giovane e ricco Andrew Harrington è inconsolabile per la perdita dell’amata Mary, una prostituta uccisa anni prima da Jack lo Squartatore. A un passo dal suicidio però decide di tentare un’ultima, disperata mossa: tornare nel passato per cambiare il corso degli eventi e salvare la donna. In un’epoca di scoperte e invenzioni, questo sembra infatti possibile tanto che una nuova compagnia, la Viaggi Temporali Murray, dichiara di aver realizzato una macchina del tempo, già immaginata un anno prima da H.G. Wells nel suo celebre romanzo (La Macchina del Tempo).
Ma i viaggi nel tempo hanno effetti imprevisti: lo scrittore stesso è minacciato da un ciarlatano arrivato dal futuro, tale Marcus Rhys, che tenta di rubargli il manoscritto della sua ultima opera.
Rhys è a sua volta inseguito dall’ispettore Garrett, che lo ritiene responsabile di una serie di crimini compiuti con armi misteriose. A volersi del profigioso apparecchio c’è anche l’eccentrica Claire Haggerty che, per scappare dalla rigida morale vittoriana, si sposta nell’anno 2000, dove incontra finalmente l’uomo della sua vita (il comandante Shakleton, vincitore di una guerra senza quartiere contro gli automi che minacciano di prendere il sopravvento sul genere umano).
Per tutti è solo una questione di tempo: sfuggirgli, trasformarlo, modificarlo potrebbe offrire loro l’unica possibilità di cambiare il proprio destino. Vincitore del prestigioso premio Università di Siviglia per la Letteratura, clamoroso successo di vendite in Spagna e Germania, in uscita in oltre trenta Paesi, questo appassionante, sofisticato e indimenticabile romanzo trascina il lettore in una «frenetica, esuberante storia di amori, omicidi e ciarlataneria» in un ipnotico equilibrio tra passato e futuro, realtà e finzione.

 

Felix J. Palma

L’autore costruisce con straordinaria abilità un caleidoscopico intreccio ricco di suspense e romanticismo, mistero e umorismo, in cui agiscono protagonisti di fantasia e personaggi reali come H.G. Wells, Jack lo Squartatore, Bram Stoker, Henry James e l’Uomo Elefante, fino al magnifico e sorprendente finale.

L'autore. Felix J. Palma, nato a Sanlúcar de Barrameda, Spagna, il 16 giugno 1968, è uno scrittore spagnolo acclamato per la sua abilità nel raccontare storie originali e brillanti. È noto per il suo romanzo "La mappa del tempo", che ha ottenuto riconoscimenti internazionali e traduzioni in molte lingue. Prima di dedicarsi alla narrativa, Palma ha lavorato come critico letterario, editorialista e insegnante di scrittura creativa, e i suoi racconti hanno ricevuto numerosi premi. 

Felix J. Palma, La mappa del Cielo, Castelvecchi, 2012

Felix J. Palma, La Mappa del Cielo, Castelvecchi, 2012

(risvolto) È l'estate del 1835, un'estate caldissima. Un uomo annuncia al mondo di avere scoperto che la Luna è abitata da unicorni, uomini pipistrello e altre fantastiche creature. In breve, quest'affermazione si rivela essere semplicemente una colossale presa in giro, ma nonostante tutto in molti continuano a credere che possa esistere realmente vita extraterrestre sulle stelle. Settanta anni più tardi, Emma Harlow, bisnipote dell'autore della clamorosa beffa, vive nell'alta società newyorkese convinta di essere immune all'amore. E, di fronte alle avances sempre più insistenti del milionario Montgomery Gilmore, arriverà a dichiarare di poter amare soltanto colui che al pari del suo bisnonno riuscirà a convincere il mondo intero che non siamo soli nell'universo. Per questo, se il suo ricco pretendente vuole davvero il suo amore, dovrà riuscire a riprodurre l'invasione marziana descritta ne La guerra dei mondi di H.G. Wells.
Emma però non può immaginare che per Gilmore nulla è davvero impossibile, e così i marziani invaderanno la Terra, anche se questa volta sarà per amore...

Il terzo volume della trilogia, ancora non tradotto in Italiano

Il terzo volume della trilogia, ancora non tradotto in Italiano

Condividi post
Repost0
30 dicembre 2021 4 30 /12 /dicembre /2021 08:00

(Incipit) «Gray sea, gray sky, but fire in the woods and the trees aflame. No heat, no smoke, but still the forests burned, crowning with red and yellow and orange; a cold conflagration with the coming of fall, and the leaves resignedly descending. There was mortality in the air, borne on the first hint of winter breezes, the threatening chill of them, and the animals prepared for the coming snows. The foraging had begun, the filling of bellies for leaner times. Hunger would make the more vulnerable creatures take risks in order to feed, and the predators would be waiting. Black spiders squatted at the corners of their webs, not yet slumbering. There were still stray insects to be had, and further trophies to be added to their collections of withered husks. Winter coat grew thick, and fur began to lighten, the better to blend in against the snow. Contrails of geese arrowed the skies like refugees fleeing a coming conflict, abandoning those forced to stay and face what was to came.
The ravens were motionless.»

(Traduzione) «Grigio il mare, grigio il cielo, ma fuoco nel bosco e alberi in fiamme. Nessun calore, niente fumo, eppure la foresta bruciava, le fronde incoronate di rosso, giallo e arancione; un freddo incendio, divampato con l'avvicinarsi dell'autunno, mentre le foglie, rassegnate, cadevano a terra. L'aria era carica di morte, portata dal primo accenno di brezze invernali col loro gelo minaccioso e gli animali che si preparavano all'arrivo della neve. Avevano già iniziato a cacciare e a riempirsi la pancia in previsione di tempi più magri. La fame avrebbe costretto le creature più vulnerabili a correre qualche rischio per nutrirsi e i predatori sarebbero stati lì ad aspettarle. Ragni neri attendevano in agguato agli angoli delle loro tele, non ancora assopiti, nella speranza di acciuffare qualche altro insetto vagante, ulteriori trofei da aggiungere alla loro collezione di gusci appassiti. I manti invernali si stavano facendo più fitti e le pellicce avevano iniziato a schiarirsi, per mimetizzarsi meglio con la neve. Stormi di oche sfrecciavano in cielo come rifugiati decisi a scappare da un conflitto imminente, abbandonando chi era costretto a restare e ad affrontare quanto stava per accadere.
I corvi imperiali erano immobili.»


(traduzione di Federico Lopiparo)

 

 

John Connolly, Un'anima che brucia, Timecrime

Un'anima che brucia (titolo originale: The Burning Soul, nella traduzione di Federico Lopiparo, è un romanzo dello scrittore irlandese John Connolly, pubblicato da TimeCrime (Fanucci), nel 2015
Originariamente pubblicato nel Regno Unito nel 2011, è il decimo romanzo del ciclo dedicato alle avventure dell'investigatore Charlie Parker, detto Bird.
Nell'ambito del ciclo, il romanzo ad esso precedente è I tre demoni, quello seguente è La rabbia degli angeli.
Il titolo italiano del romanzo traduce fedelmente l'originale inglese. Fa riferimento ad una riflessione di Charlie Parker, contenuta nell'epilogo della narrazione: pensando agli spiriti inquieti di coloro che hanno subito ingiustizie e violenza (ma pensando in parte anche a sé stesso), il detective afferma che un'anima è capace di bruciare, ovvero di abbandonarsi alle passioni più estreme come l'ira, l'odio e il desiderio di vendetta, ma può ugualmente evitare di ridursi in cenere, ovvero di autodistruggersi, se riesce a far nascere in sé la speranza.

La vicenda principale narrata nel romanzo si svolge nell'autunno di un anno che dovrebbe essere il 2010: Anna Kore infatti, che all'epoca della sua scomparsa viene più volte definita quattordicenne, risulta nata a fine novembre del 1995.
Nel romanzo vengono però rievocate anche vicende appartenenti alle epoche precedenti: in particolare, l'omicidio di Selina Day, avvenuto nel Dakota del Nord, risale all'anno 1982.

Connolly è un autore che seguo assiduamente: scrittore di thriller investigativi, a volte metafisici, tutti con protagonista l’ex poliziotto ed investigatore privato Charlie Parker, tutti ambientati nel selvoso e solitario Maine, con qualche escursione nei dintorni di Boston.
Sin dalla prima lettura questi romanzi mi sono sempre piaciuti proprio perché non sono delle semplici storie di investigazione, ma sono conditi di elementi paranormali ed occulti.
Charlie Parker, infatti, a partire della morte della moglie e della figlia, barbaramente trucidate da un assassino itinerante, personificazione del Male e della Crudeltà, è in contatto con le Forze Oscure che tentano di sopraffarlo, mentre la moglie e la figlia con le loro apparizioni lo guidano.
I romanzi di Connolly dunque, pur potendo essere letti separatamente, fanno parte di un’unica saga. Al neofita consiglierei di cominciare dai primi romanzi della serie, come “Anime morte”, “Tutto ciò che muore” e “Il ciclo delle stagioni”.
Si tratta di letture che sempre hanno calamitato la mia attenzione e mi sento di consigliarne la lettura.

 

(Dal risguardo di copertina) Sono passati molti anni da quando William Lagenheimer e il suo amico Lonny Midas hanno ucciso una ragazza di quattordici anni. Assicurati alla giustizia, hanno scontato la loro pena separatamente, trasferiti da un istituto correzionale all'altro. Dal giorno in cui è stato rilasciato, William non ha più avuto contatti con il suo amico di un tempo e ha chiuso i conti con il passato. Ora si fa chiamare Randall Haight e vive in una piccola cittadina del Maine, Pastor's Bay, guadagnandosi da vivere come commercialista. La tranquillità della sua nuova esistenza, tuttavia, viene turbata da un messaggio recapitato da qualcuno che, a quanto pare, è al corrente del crimine che ha commesso. Ma a sconvolgerlo è un fatto ben più grave: un'altra quattordicenne scompare da Pastor's Bay, e lui teme di ripiombare nell'incubo da cui credeva di essere uscito. Per dimostrare la propria innocenza decide di ingaggiare l'investigatore privato Charlie Parker, che si troverà di fronte a una rete di inganni e rapporti di potere che coinvolge la polizia, l'FBI, il boss della malavita Tommy Morris e lo stesso Randall Haight. Perché è chiaro che l'uomo ha raccontato parecchie menzogne...
Torna Charlie Parker, l'investigatore in bilico tra realtà e paranormale. Un thriller serrato, torvo, che indaga sul lato oscuro degli uomini e ne disvela gli aspetti più terrificanti.


 

John Connolly

Hanno detto
«Un thriller intelligente e credibile, allo stesso tempo straziante e memorabile» – Kirkus Reviews
«Una storia che mescola con maestria suspense, mistero e soprannaturale» – The Independent
«John Connolly e Stephen King sono i maestri del paranormal thriller» – The Sun
Charlie Parker non è solo un investigatore, è anche un narratore coinvolgente e convincente. Un nuovo splendido romanzo per una serie sempre eccitante” - Booklist

L’autore. Nato a Dublino nel 1968, nella vita ha fatto di tutto, dal giornalista al barman, dall’ufficiale governativo al cameriere e al facchino da Harrods a Londra. Dopo aver studiato inglese al Trinity College di Dublino e giornalismo alla Dublin City University, ha lavorato per cinque anni come giornalista freelance per The Irish Times, con il quale collabora tuttora. Il suo primo romanzo, Anime morte, ha aperto la sua carriera di scrittore, che ha visto tutti i suoi libri successivi nelle classifiche dei best-seller.

Condividi post
Repost0
23 settembre 2021 4 23 /09 /settembre /2021 12:12
Antonella Viola, Danzare nella tempesta: Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario , Feltrinelli

La lettura del saggio Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario, scritto da Antonella Viola e pubblicato da Feltrinelli nel 2021, mi ha consentito di aggiornare le mie conoscenze in tema di immunologia, di cui ai tempi dei miei studi medici sostenni l’esame come materia complementare. Allora la disciplina era ancora ai primi passi, tanto che ancora non esisteva un testo esaustivo tradotto in italiano e, in preparazione dell’esame, oltre che degli appunti, ci servimmo di un testo in Inglese.
Da quegli anni la disciplina ha fatto passi da gigante non soltanto per quanto concerne le difese naturali contro le malattie infettive, ma anche per quanto concerne il mantenimento delle più diverse funzioni corporee, l’equilibrio generale dell’organismo e persino i meccanismi che determinano l’invecchiamento.
Per quanto il volume sia riservato ad una platea di lettori molto ampia, tuttavia l’esposizione è rigorosa.
Non mancano, ovviamente, agganci e riferimenti alla “tempesta” Covid, nella quale stiamo ancora danzando.
Da leggere se si vuole comprendere qualcosa dei misteri non più tanto misteriosi del sistema immunitario e della sua “intelligenza”.

(Risvolto di copertina) Senza preavviso ci siamo ritrovati immersi in una rivoluzione. E le rivoluzioni sono il mestiere della scienza. Questo è il tentativo di raccogliere la lezione del virus per affrontare il futuro senza paura.
Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall'ambiente in cui viviamo. Nel farlo, ci difende dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad aiutare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce. Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l'ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. È difficile per tutti rinunciare non solo alle vecchie abitudini, ma anche alla forma che il nostro stile di vita aveva prima. Ma come possiamo cambiare la nostra postura nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? Antonella Viola costruisce una mappa per abitare questa rivoluzione e comincia con l'invito a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi, per capire la razionalità che muove il nostro organismo. Il nostro corpo è un meraviglioso sistema di comunicazione. Ciascuna parte collabora con l'altra, inviando segnali e traducendoli costantemente. Senza sosta si misura con l'ignoto che viene da fuori e lo affronta. Dobbiamo ricordarci che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall'ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare la lezione del virus, perché con sé porta le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali. Per fortuna ad aiutarci c'è la scienza, che da secoli si misura con la realtà e le rivoluzioni non con la lotta, ma con la cautela e la leggerezza.

L'autrice. Antonella Viola è un'immunologa, professoressa ordinaria di Patologia Generale all'Università di Padova e autrice italiana, nota per i suoi studi sul sistema immunitario e per l' intensa attività di divulgazione scientifica, attraverso libri e collaborazioni con quotidiani come La Stampa e Einaudi. Nata a Taranto nel 1969, si è laureata e ha conseguito il dottorato a Padova, diventando poi direttrice scientifica dell'Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Fondazione Città della Speranza). I suoi lavori e libri, come "Danzare nella tempesta" e "Il sesso è (quasi) tutto", esplorano la scienza dell'immunità, la longevità e la medicina di genere. 
A parte i titoli scientifici ed accademici, ha scritto numerosi saggi di divulgazione scientifica:
Autrice di numerosi saggi di successo, tra cui:

 

  • Danzare nella tempesta (2021)
  • Il sesso è (quasi) tutto (2022)
  • Il cibo buono (2022, con Daniele Nucci)
  • La via dell'equilibrio (2023, con Antonio Paoli)
  • Il tempo del corpo (2024, con Alessandro Aiuti)
  • La rivoluzione della cura (2025, con Alessandro Aiuti)
Condividi post
Repost0
28 ottobre 2018 7 28 /10 /ottobre /2018 09:35

L'Area X è un territorio in costante espansione dove un fenomeno sconosciuto altera le leggi della fisica, trasforma gli animali, le piante e manipola lo scorrere del tempo. La Southern Reach è l'agenzia governativa che deve esplorarla e nasconderla all'opinione pubblica. Ma chi o cosa ha generato l'Area X? E qual è il vero scopo della Southern Reach?

Einaudi Editore (scheda del volume unico)

«Trilogia dell'Area X somiglia a Lost ma anche a Hunger Games e a Philip K. Dick: si legge come si guardano le serie tv, per abbuffate e senza riuscire a staccarsi».

Vanity Fair

Jeff VanderMeer, Annientamento (titolo originale inglese: Annihilation, nella traduzione di Cristiana Mennella), Einaudi (collana Supercoralli, 2015

Annientamento è il primo volume della Trilogia dell'Area X creata da Jeff VanderMeer.
Una spedizione, inviata dall'agenzia governativa Southern Reach si addentra all'interno dell'Area X, un territorio costiero, dove per cause imprecisate trent'anni prima si è verificato e si sta verificando tuttora un cambiamento ambientale che ha come epicentro un faro.
Non si tratta della prima spedizione, bensì della dodicesima: i componenti delle precedenti esplorazioni sono tutti morti in corso di spedizione, oppure sono semplicemente scomparsi o, se sono ritornati indietro (ma sempre in ordine sparso) sono successivamente deceduti di cancro o altre malattie.
Il mistero che avvolge l'Area X rimane sempre fitto e apparentemente insondabile, anche perché il suo territorio stesso con flora e fauna è in continua mutazione.
La dodicesima spedizione è composta da una Topografa, da una Biologa, da una Psicologa e da una Antropologa (nessuno dei componenti ha un nome, poiché la funzione è ben più importante del nome): il loro mandato è quello di compiere delle ricerche, man mano che si addentrano nel terreno, e compiere rilievi ciascuna secondo le proprie competenze.
E' un romanzo di fantascienza ecologica ed ambientalista, ma nello stesso profondamente venato di speculazioni metafisiche: il cambiamento ambientale si intreccia profondamente con il cambiamento interiore degli esploratori e, ma non si comprende sino a quale estensione, anche della loro struttura fisica e biologica.
E ciò si evidenzia in ogni singolo passo della spedizione che trova il suo epicentro nell'esplorazione di una torre "inversa", cioè sviluppata nella profondità del terreno: una struttura  che, mai segnalata nelle mappe delle precedenti spedizioni, contiene unicamente una scala a spirale che scende apparentemente all'infinito e che presenta sulle pareti delle strane scritture mobili e che sembrano essere progressivamente create da un misterioso "scrivano"; e, poi, il Faro che contiene dei reperti che saranno illuminanti per comprendere gli esiti delle precedenti spedizioni.
Annientamento, per quanto attiene la genesi dell'Area X ha un antecedente illustre nella letteratura fantasy-horror che è il magistrale racconto di Harold Philip Lovecraft, Il Colore venuto dallo Spazio. Provate a leggerlo dopo aver letto Annientamento e ditemi se non è così…
Dal romanzo, che ha vinto il Premio Nebula per il miglior romanzo 2014, nel 2018, è stato tratto l'omonimo film diretto da Alex Garland.

(dalla quarta di copertina) La conoscono semplicemente come «la biologa». È una donna che non sa ancora di essere pronta a tutto. La corazza dietro cui nasconde la sua fragilità è fatta di segreti. Ma tutto ciò basterà a difenderla dal mistero che l'attende nell'Area X? Con la tensione del thriller, la visionarietà del fantastico e la profondità della grande letteratura, Jeff VanderMeer ha saputo raccontare le nuove, imminenti, antichissime, paure del nostro mondo


 

Jeff Vandermeer, Trilogia dell'Area X, Einaudi

(Dal risvolto di copertina) Per trent'anni l'Area X - un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo - è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l'agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all'opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall'Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte. Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l'una dell'altra, nemmeno il nome - sono indicate con la funzione che svolgono: l'antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa - accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell'Area X erano stati appena sfiorati. Jeff VanderMeer ha costruito un mondo in cui l'avventura, il fantastico, l'ignoto sono le coordinate per indagare il più alieno dei pianeti: la psiche umana.

Jeff VanderMeer, Annientamento (titolo originale inglese: Annihilation, nella traduzione di Cristiana Mennella), Einaudi (collana Supercoralli, 2015

L'autore. Jeff VanderMeer è autore di racconti e romanzi con cui ha vinto il BSFA Award, il World Fantasy Award, il Nebula Award, e con cui è stato finalista allo Hugo Award. Scrive per numerose testate fra cui il «New York Times», il «Guardian» e il «Washington Post». Einaudi ha pubblicato l'intera trilogia dell'Area X: Annientamento, Autorità e Accettazione (nei Supercoralli nel 2015 e nei Super ET, in un unico volume, nel 2018) e Borne (2018).

Jeff Vandermeer, Autorità. Trilogia dell'Area X, Einaudi (Supercoralli)

Jeff Vandermeer, Autorità. Trilogia dell'Area X, Einaudi (Supercoralli), 2015

C’è un nuovo direttore alla Southern Reach, l’agenzia governativa a guardia dell’Area X: John Rodriguez. Tutti lo chiamano Controllo, anche se sembra non avere il controllo di nulla. Nel secondo volume della Trilogia dell’Area X, Controllo potrà contare su un unico imprevisto alleato: la biologa è tornata.

Se non avete mai sentito parlare dell’Area X è merito della Southern Reach. Da trent’anni un fenomeno dall’origine sconosciuta sta alterando l’ecosistema costiero di un territorio nel Sud degli Stati Uniti. Cosa (o chi...) ha generato l’Area X, cosa avviene all’interno del confine impenetrabile che la divide dal resto del mondo, quale destino attende chi decide di esplorarla? Sono domande a cui, da trent’anni, tenta di rispondere la Southern Reach, un’agenzia governativa segreta incaricata di studiare il fenomeno. Senza risultati, almeno finora. Alla Southern Reach c’è un nuovo direttore: John Rodriguez, anche se tutti lo chiamano Controllo. Eppure quello che sembra mancargli è proprio il controllo sulle cose. A cominciare dalla struttura che è stato chiamato a dirigere, dove tutti perseguono i loro scopi, tanto segreti quanto personali. La sua vice, per esempio, ancora legata alla direttrice precedente e forse a conoscenza dei veri motivi che hanno spinto l’ex capa a prendere parte alla dodicesima missione nelle vesti della psicologa. O i membri della sezione scientifica con i loro terribili e pericolosi esperimenti con i conigli. O Whitby che sembra sapere troppe cose per un semplice «tuttofare». A Controllo basterà poco per capire che i misteri della Southern Reach sono altrettanto numerosi e pericolosi di quelli dell’Area X. Qual è il vero scopo della Southern Reach? Chi la comanda? A quale autorità risponde? E chi ha messo lí Controllo? Per rispondere a queste domande, Controllo potrà contare su un unico, imprevisto alleato. Lo capisce appena la guarda negli occhi, nella sala degli interrogatori dove l’hanno portata appena è ricomparsa al di qua del confine: la biologa è tornata.

Jeff Vandermeer, Accettazione. Trilogia dell'Area X - Vol. 3°, Einaudi (Supercoralli)

Jeff Vandermeer, Accettazione. Trilogia dell'Area X - Vol. 3°, Einaudi (Supercoralli), 2015

Con Accettazione VanderMeer porta a compimento il grandioso affresco iniziato con Annientamento e Autorità, una creazione potente e di straordinaria forza immaginativa salutata come il nuovo classico della letteratura fantastica.

Dopo che, al termine di Autorità, il confine dell’Area X ha iniziato improvvisamente a espandersi e inghiottire ogni cosa nella sua avanzata, a cominciare dalla sede della Southern Reach, la situazione sulla «costa dimenticata» sta precipitando. Controllo, aiutato dalla misteriosa creatura che ha le fattezze e i ricordi della biologa e si fa chiamare Uccello Fantasma, si inoltra nel cuore dell’Area X, verso il faro da cui ogni cosa sembra essere partita. Sembra che tutti i personaggi della trilogia dell’Area X in qualche momento della loro vita abbiano visitato il faro. Verremo così a conoscenza della storia del suo guardiano, un uomo tormentato, con un passato di predicatore e troppi, forse ingiustificati, sensi di colpa, che proprio al faro pare aver riconquistato una qualche forma di pur precaria serenità. Anche grazie all’amicizia di una bambina dei dintorni, Gloria, con cui stabilisce un legame profondo, una relazione che saprà sopravvivere ai cataclismi successivi all’«evento».

Ma veramente la Southern Reach è stata creata dopo l’evento che ha generato l’Area X o esisteva da molto, molto prima? E, soprattutto, chi ha innescato il processo che ha dato vita all’Area X e perché? Forse già ora, in qualche angolo del pianeta, un’«anomalia» dall’origine sconosciuta sta alterando la realtà in modi così sottili che probabilmente passerebbero inosservati.

Oppure, sembra dirci Jeff VanderMeer, l’Area X è già dentro di noi, è un qualche seme gettato nel nostro passato – un silenzio, un rimpianto un dolore soffocato, un amore mai dimenticato – che cresce e ci altera, ci trasforma in modi che non sempre siamo pronti ad accettare. O, invece, l’Area X è il totalmente altro, qualcosa di cosí lontano dall’esperienza umana da apparire alieno, incomprensibile, terribile anche quando persegue scopi tutt’altro che distruttivi? Non è di risposte che abbiamo bisogno oggi, ma di nuove e piú giuste domande.

VanderMeer, Assoluzione, Einaudi, Supercoralli

E la trilogia è diventata tetralogia...

Jeff VanderMeer
, Assoluzione, Einaudi (Supercoralli)

Uscirà il 5 maggio 2026. preparatevi!
Quando mette le mani sui diari della prima spedizione, il vecchio Jim non sa che scoprirà segreti indicibili. Non sa che l'Area X è in grado di «colonizzare il passato». Di deformare lo spazio e alterare la mente. Assoluzione è il quarto atto della visionaria Trilogia dell'Area X, che Stephen King ha definito «meravigliosa e inquietante».
È il 2014 quando viene pubblicata la Trilogia dell'Area X: da allora, una comunità di lettori appassionati non ha mai smesso di interrogarsi e confrontarsi sugli episodi piú enigmatici. Chi è davvero Uccello Fantasma? Che fine hanno fatto i membri della prima spedizione? Come si è formato il confine, e cosa succede a chi lo attraversa? Dopo centinaia di migliaia di copie vendute, decine di premi vinti e un adattamento cinematografico con un cast hollywoodiano, una cosa è certa: chi credeva di aver chiuso i conti con l'Area X si sbagliava. Assoluzione è sia un prequel che un sequel, che risolve vecchi misteri e al contempo ne apre di nuovi. Vent'anni prima dell'Area X, un gruppo di biologi viene mandato sulla costa dimenticata con un compito preciso: liberare quattro enormi alligatori e studiarne gli spostamenti attraverso la palude. Qualcosa, però, va storto: cominciano a verificarsi eventi inspiegabili, strane melodie risuonano nella foresta, misteriosi conigli bianchi con videocamere al collo e occhi iniettati di sangue mettono a serio rischio la sopravvivenza dei biologi. A raccontarcelo è il vecchio Jim, che spulcia i diari dei membri delle prime spedizioni alla ricerca di una verità che sempre gli sfugge. Anche lui, peraltro, ha dei segreti: una figlia scomparsa, un passato oscuro, strani esperimenti dalle finalità poco chiare, e un ruolo ambiguo all'interno della Centrale. Ma quando viene incaricato di scandagliare la costa sulle tracce di un'ambigua figura soprannominata il Bandito, a poco a poco il vecchio Jim comincia a mettere le mani su un mistero molto piú grande di lui. Assoluzione, però, non è solo la storia dell'Area X: è il racconto delle storture dei nostri tempi, in cui a farla da padrone è l'impossibilità di conoscere a fondo gli altri esseri viventi - oltre che di discernere, in un mondo alla deriva, il confine tra reale e immaginario, umano e non umano. Con uno stile inconfondibile, in perfetto equilibrio tra il simbolico e l'allucinatorio, Jeff VanderMeer firma l'ennesima prova del suo genio visionario, confermandosi uno dei massimi scrittori contemporanei di fantascienza, e forse l'autore che oggi, piú di ogni altro, ci mostra cos'è davvero il perturbante.

Condividi post
Repost0
24 settembre 2015 4 24 /09 /settembre /2015 21:20
Il Respiro del Ghiaccio. Brian Freeman e i suoi tormentati polizieschi nella gelida Duluth

(Maurizio Crispi) Ho scoperto casualmente i romanzi di Brian Freeman e, a partire dal primo che mi è capitato tra le mani (Polvere alla polvere, ovvero "Turn to stone"), e mi ci sono talmente appassionato che, a poco a poco, sto cercando di leggerli tutti.

Un'impresa difficile, visto che non tutti sono reperibili in commercio, specie quelli pubblicati qualche anno fa.
Il primo mi è stato suggerito dal libraio che conosce i miei gusti in fatto di thriller: e non si era sbagliato.
Le storie di Brian Freeman hanno come proprietà indiscutibile quella di tenere legato il lettore al testo, con forza che direi quasi impetuosa, al punto da demolire le sue eventuali strategie di lettore multiplo.
Cominci un romanzo di Freeman? Bene, puoi soltanto finirlo e a te sarà richiesto un'attenzione totale al 100%.
Non ci sono tanti fronzoli o particolari espedienti narrativi: si tratta di trame molto ben costruite in cui interagiscono personaggi altrettanto bene rifiniti sia in senso sincronico sia in estensione diacronica.
Jonathan Stride, Serena Vial, Maggie e una miriade di altri personaggi comprimari, sia appartenenti al ruolo degli indagati o delle vittime.
Le ambientazioni hanno il pregio di trasportare il lettore in un territorio scarsamente attenzionato dagli scrittori di Thriller e cioè la cupa - e freddissima, dai lunghi inverni lacustri e dalle brevi ed umide estati - Duluth, nel Minnesota, (tra l'altro città natale di Bob Dylan), a pochissima distanza dalle cosiddette "twin cities" (cioè l'area metropolitana costituita dalle due città, inestricabilmente incastrate l'una nell'altra di Minneapolis e Saint Paul).

Anche questo dettaglio è da apprezzare: perché una delle caratteristiche dei thriller - e dei polizieschi in genere - è quella che, intrigando il lettore con le loro trame, lo fanno viaggiare in luoghi dove non è mai stato.
Ogni romanzo di Brian Freeman della serie di Jonathan Stride (in tutto, allo stato, sono sette) contiene un pezzo di storia di ciascuno dei personaggi e, in qualche modo, le vicende poliziesche che vi si sviluppano, vanno a colpire nervi scoperti e punti dolenti nelle memorie del loro passato.

Ogni romanzo arricchisce la definizione di ciascun personaggio che è quello che è, in funzione della sua storia pregressa. Il lettore nell'accostarsi ai diversi capitoli della saga avverte una sensazione di familiarità, ma nello stesso tempo di straniamento, perché si ritrova davanti a personaggi che cambiano e si evolvono e che, di tanto in tanto, devono confrontarsi con brandelli di un passato tormentato che riemergono.
Le trame non sono mai banali: c'è sempre qualche sorpresa in agguato e ci sono improvvisi punti di svolta.
Così è per questo "Il respiro del ghiaccio" (titolo originale: The Burying Place, nella traduzione di Alfredo Colitto, PIeme, 2011), in cui viene messo in atto il rapimento di un piccolo bambino figlio di un riccastro della zona. Le indagini vengono avviate a pieno campo a partire da indizi insignificanti: anche i genitori del bambino scomparso entrano nel registro degli indagati, e - come si scoprirà - anche loro hanno degli scheletri dell'armadio, come del resto altri dei personaggi.
La soluzione è a portata di mano (sin dalle prime battute), ma come nella situazione prospettata da Edgar Allan Poe nella "Lettera smarrita" si fa fatica ad intravedere la corretta configurazione della verità.
L'abilità del giallista è proprio questa: fornire al lettore degli indizi corretti, ma - nello stesso tempo - distogliere da essi la sua attenzione, amplificando il rumore di fondo, oppure creando delle diversioni.
Alla fine della storia, il lettore pensa - o dice a se stesso - ad alta voce: "Mannaggia! La soluzione era qui a portata di mano! Come ho potuto non pensarci!".
Ma il piacere della lettura di un thriller è tutto qui: viaggiare nell'intreccio e essere tenuti in sospeso a lungo prima di potere conquistare la corretta configurazione della verità degli eventi.
Ciò che conta è il viaggio attraverso il testo.
Assolutamente non delude questo "Il Respiro del Ghiaccio"

(Dal risvolto di copertina) Sembrano mani che premono per entrare, le foglie schiacciate dal vento contro il vetro dell'auto. Ma è solo l'effetto della nebbia, che avvolge tutto intorno a Kasey e fa brutti scherzi alla sua mente. È solo il senso di colpa. È solo il panico. Perché Kasey sa di essersi persa, finendo per sbaglio in quel sentiero sperduto tra i campi. Perché sa che un'agente di polizia non dovrebbe avere paura, e invece, in quella regione in cui da settimane le donne vivono con un'arma sempre con sé, l'unica cosa che in quel momento la rassicura è la pistola posata sul sedile accanto a lei. Ma soprattutto perché sa che, se si trova lì, è per un terribile errore commesso. Di nuovo mani che sbattono contro il finestrino, ma ora hanno il volto di una donna, occhi terrorizzati, e una voce: «Fammi entrare, per favore». Non è più un'allucinazione, è realtà, e Kasey non può più tornare indietro.Sarà una lunga notte. Anche per i genitori di Callie Glenn, una bambina di soli undici mesi sparita dalla culla in cui dormiva, nella ricca villa in riva al lago. Nessuna richiesta di riscatto, nessun sospetto. Soltanto la consapevolezza che, col passare delle ore, si affievoliscono le probabilità di ritrovarla. A farsi carico delle ricerche è il detective Jonathan Stride, che già indaga sulla recente scomparsa di tre donne della zona. Di loro non è più stata rinvenuta alcuna traccia, solo i segni di colluttazioni violente sul luogo del rapimento. Per Stride e la sua squadra si preannuncia una corsa contro il tempo, nel tentativo di districare il doppio mistero. Prima che la verità emerga, macabra e inesorabile, dal manto della neve.
Di Brian Freeman, Giorgio Faletti ha detto: "Quando inizio un romanzo di Brian Freeman, non so mai dove mi porterà. So solo che non vedo l'ora di arrivarci".

Brian Freeman ha un suo sito web e, in calce ad ognuno dei suoi romanzi, fornisce il suo indirizzo di posta elettronica, invitando i lettori a contattarlo per discutere con lui di ogni aspetto dei suoi romanzi: e questa è sicuramente una cosa che piace.Si propone come un autore interattivo e non sdegnoso o superbo nei confronti dei suoi lettori.


Brian FreemanSul'autore. Brian Freeman is an international bestselling author of psychological suspense novels, including the Jonathan Stride and Cab Bolton series. His books have been sold in 46 countries and 20 languages and have appeared as Main Selections in the Literary Guild and the Book of the Month Club. He is widely acclaimed for his "you are there" settings and his complex, engaging characters and twist-filled plots.
His seventh novel "Spilled Blood" won the award for Best Hardcover Novel in the annual Thriller Awards given out by the International Thriller Writers organization, and his fifth novel "The Burying Place" was a finalist for the same award. His debut thriller, "Immoral", won the Macavity Award for Best First Novel and was a nominee for the Edgar, Dagger, Anthony, and Barry Awards. IMMORAL was named International Book of the Month, a distinction shared with authors such as Harlan Coben and Lisa Unger.
His novels (in order) are: "Immoral", "Stripped Stalked", "In the Dark House",also called overseas "The Watcher"), "The Burying Place", "The Bone House", the award-winning "Spilled Blood", "The Cold Nowhere", and his new Cab Bolton novel "Season of fear".
He also has two Stride e-books, "Turn to stone" and the short story "Spitting Devil."

Condividi post
Repost0
24 luglio 2015 5 24 /07 /luglio /2015 07:41
Sarban, Il Richiamo del Corno, Adelphi

Sarban, Il Richiamo del Corno, Adelphi

(Maurizio Crispi) John William Wall, diplomatico britannico, scrisse nel corso della sua vita alcuni racconti e due brevi romanzi, tutti pubblicati con lo pseudonimo di Sarban: per una breve stagione godetta di uno straordinario successo, soprattutto negli Stati Uniti dove le sue opere vennero riprese e pubblicate dalla prestigione casa editrice Ballantine Books e prefatte da altrettanto celebri personaggi del mondo della letteratura statunitense.

Una produzione lettaria, la sua, non particolarmente corposa e destinata tuttavia a diventare rapidamente "cult".

Il richiamo del corno (titolo originale: The Sound of His Horn) pubblicato dalla Casa Editrice Adelphi (2015) nella traduzione di Roberto Colajanni. è arricchito da una nota critica finale, scritta da Matteo Cofdignola, con il titolo "I risvolti di Sarban", in cui l'autore esplora le vicissitudini editoriali de "Il Richiamo del Corno" e di altre opere di Sarban, interrogandosi anche su alcuni piccoli misteri che avvolgono la sua e sui perchè della sua riservatezza, considerando che egli non incontrò mai personalmente i suoi editore, ma con essi intrattenne soltanto dei rapporti epistolari oppure per il tramite della moglie Eleanor.
Di questa edizione italiana, è molto bella l'immagine di copertina, che riproduce il dettaglio di un dipinto di Franz von Stuck (La caccia selvaggia, Musée D’Orsay, Parigi) e che fa da eccellente soglia al testo..
Amore a prima vista (ovviamente complice l'immagine di copertina), comprato, letto e affondato in un batter d'occhio...
In un futuro distopico, in cui i Nazisti hanno vinto la II Guerra Mondiale, il protagonista (e voce narrante), Alan Querdilion, in fuga da un campo di concentramento si ritrova - avendo compiuto in circostanze misteriose e rimaste inspiegate uno scarto temporale - in un inimmaginabile futuro, in cui un signore post-nazista, il temibile e crudele Conte Hans von Hackelnberg, con assoluto potere di vita e di morte su tutti coloro che si ritrovano nel territorio di sua pertinenza, pratica una crudele caccia, in cui i "pezzi" più ragguardevoli sono costituiti da selvaggina umana.
Il suo arrivo nel cuore della foresta, preceduto dallo stuolo dei suoi servitori e da torme di cani latranti, è annunciato dal suono di un Corno...
E eccellente è il contrasto tra la bellezza della Natura, ad un tempo selvaggia, incontaminanta e, paradossalmente, addomesticata e la crudeltà degli scenari di caccia, di una crudeltà arcaica e medievale.
Questo romanzo oggi pressoché misconosciuto e coraggiosamente rilanciato in traduzione italiana da Adelphi si può considerare, tra le molte cose che se ne possono dire, il prototipo delle man hunting stories.

Non mi sentirei tuttavia di rubricarlo tra i romanzi horror tout court: mi sempra che la sua matrice sia ben altra ed è sicuramente composita.

Nello stesso tempo, contiene numerose suggestioni wellsiane, rimandando anche per le sue suggestioni iconografiche (le descrizioni paesaggistiche e d'ambienti di Sarban sono particolarmente vivide e realistiche)agli scenari esotici delle storie di Flash Gordon egregiamente disegnate dal cartoonist americano Alex Raymond.

E, indubbiamente, date le premesse, il volume meritava ogni attenzione.

 

Sarban  (al secolo, John William Wall)(Dal risvolto di copertina) Quando Alan Querdilion, un ufficiale della Marina britannica, si risveglia nel letto di uno strano ospedale sono passati centodue anni, il mondo non è più lo stesso e lui si ritrova imprigionato in un incubo. I nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e regnano incontrastati. I prigionieri-schiavi vengono allevati e trasformati nella selvaggina di un feroce sovrano. Un terrore remoto e indicibile si impossessa lentamente di Alan: è «il terrore che si prova ad essere cacciati». Qualcosa di notte si muove nella foresta e brama sangue. Lo sente avvicinarsi da lontano, preceduto dal suono di un corno. Sono note isolate, appena avvertibili, separate da lunghi intervalli, «ognuna così solitaria nel buio e nel silenzio assoluto, come un'unica vela su un vasto oceano». Poco dopo la fine della guerra, e ben prima che il genere distopico infuriasse fra i lettori di tutto il mondo, un diplomatico inglese estremamente discreto, che passava da una sede all'altra del Medio Oriente, scriveva questo piccolo romanzo, che fa pensare a un racconto di Wells, e dove all'immagine di un futuro alternativo governato dai nazisti si sovrappone ben presto la terrificante visione di un mondo capovolto e arcaico, regolato dalla caccia fine a se stessa. Ossessione ricorrente da varie migliaia di anni fino a oggi, e forse oggi più che mai.

 

L'autoreJohn William Wall, conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Sarban, è stato uno scrittore e un diplomatico inglese. Oltre a The sound of his horn, apparso per la prima volta nel 1952, e poi diventato una sorta di libro segreto per i cultori dell'orrore puro (tant'è che il maggior successo il libro lo raggiunse con l'edizione americana nella Ballantine Chamber of Horrors), ha pubblicato in vita solo due brevi raccolte di racconti: Ringstones and Other Curious Tales (1951) e The Doll Maker and Other Tales of the Uncanny (1953).

Sarban, Una storia di Natale

Di Sarban è disponibile anche questo piccolo volume, edito da Adelphi: Zubrówka. Una storia di Natale (A Christmas Story, nella traduzione di Roberto Colaianni), nella collana Microgrammi (2020),

Sinossi. In Arabia la notte di Natale può fare parecchio caldo. E se da una credenza, in una casetta dei sobborghi di Jedda, viene fuori una bottiglia di Zubrówka - la vodka del bisonte - può capitare di ascoltare strane storie. Storie che portano molto lontano, nel gelo della taiga siberiana e anche oltre, là dove le carte geografiche non arrivano, e che soltanto Sarban sa raccontare.
L’autore. John William Wall, conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Sarban, è stato uno scrittore e un diplomatico inglese. Oltre a The sound of his horn, apparso per la prima volta nel 1952, e poi diventato una sorta di libro segreto per i cultori dell'orrore puro (tant'è che il maggior successo il libro lo raggiunse con l'edizione americana nella Ballantine Chamber of Horrors), ha pubblicato in vita solo due brevi raccolte di racconti: Ringstones and Other Curious Tales (1951) e The Doll Maker and Other Tales of the Uncanny (1953).

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth