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12 ottobre 2011 3 12 /10 /ottobre /2011 08:18
Quel che resta del giardino romantico )foto di Maurizio Crispi)

Dovreste camminare in via Generale dalla Chiesa lungo il marciapiede che costeggia i campi del CEI (il Centro Educativo Ignaziano) e, in corrispondenza del sottopasso che vi conduce  sotto le arcate che uniscono le due parti di Villa Trabia, la vista che vi si pare dinnanzi vi rallegrerebbe il cuore (si ride per non piangere).
Un tempo, proprio sotto l'ampia arcata, c'erano delle panchine, una vasca con i pesci rossi in un anfratto roccioso recintato da un'inferriata (e nell'acqua crescevano perfino dei ciuffi di papiri).
Oggi la vasca è del tutto prosciugata ed è divenuta ricettacolo di rifiuti che nessuno rimuove più da secoli: c'è persino la scocca di una Vespa; le panchine sono state frantumate; anche all'abbeveratoio di pietra, dove un cannolo forniva acqua sempre fresca e chioccolante, è toccata la medesima sorte: giace scomposto in pezzi, ma già molto tempo prima che venisse distrutto la fontanella non aveva più dato acqua; i lampioni sono rotti e nessuno si preoccupa di riattivarli; cumuli immondi di spazzatura e di altri detriti tra i quali campeggia - surreale - una sedia girevole da ufficio rovesciata a terra.
Non parliamo del tanfo ammoniacale del piscio e delle incrostazioni di deiezioni solide invecchiate - non dei cani (poveretti!), ma di cittadini che hanno ritenuto (e ritengono) di usare questo luogo come cacatoio pubblico.
Eppure, quando venne realizzata la strada carrozzabile che tagliava il parco di Villa Trabia, i costruttori della strada vollero ingentilire questo passaggio conferendogli un tocco di romanticismo e di mistero tra arco, grotticella e anfratto ombroso con panchine e fontanella, recuperando ciò che già esisteva in questa parte del parco che dai suoi proprietari era stata denominata, appunto, "angolo romantico".
Così era stato volutamente perpetuato era un luogo idilliaco dove avrebbe potuto essere piacevole sostare: ma è durato per ben poco tempo.
E' un esempio tangibile di come l'incuria e il degrado entropico di una città, malgrado gli sforzi di pochi volenterosi, mantengano intatta la loro forza degenerativa, trasformando certi angoli in inquietanti zone "fantasma", vere e proprie terre nessuno, transitando dalle quali è meglio volgere lo sguardo da un'altra parte e far finta di non vedere...

Non è che nessuno si sia attivato del tutto, a onor del vero: nel tenttivo di bonificare il giardinetto che si trova poco oltre e che è in uno stato di degrado altrettanto impietoso.

I condomini del palazzo attiguo hanno chiesto per quest'area che, fa parte di villa Trabia ma di fatto ne è esclusa da una recinzione, di poterlo affittare e accudirlo: sarebbe un atto di privatizzazione, ma almeno si arginerebbe il degrado, anche perché lì di notte c'è tutto un giro di spaccio.

Il comune ha risposto si, ma proponendo una cifra di affitto per il condominio proibitiva e, di fatto, bloccando sul nascere la lodevole iniziativa.

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27 settembre 2011 2 27 /09 /settembre /2011 15:57

DSC06864.JPG(Palermo) L'altro giorno ho imboccato un percorso all'interno del parco della Favorita, da dove non passavo da molto tempo. Poi, ad un certo punto ho svoltato sulla sinistra, vedendo un sentiero appena tracciato che si dipartiva da quello principale.

Ricordavo vagamente di essere già stato qui tempo addietro e di essermi riparato dalla pioggia che scrosciava sotto l'architrave della porta d'una casupola agricola abbandonata. L'intera area compresa tra Viale d'Ercole e via del Fante e, per un tratto confinante con il terreno della Palazzina Cinese e con il parco di Villa Niscemi era un tempo coltivato ad agrumeto.

Con la trasformazione di quest'area in Riserva i coltivi sono stati abbandonati e mai più ripresi. Interi appezzamenti di piante di aranci, mandarini, limoni, sono stati così lasciati cadere in un inarrestabile degrado e ha avuto libero campo la crescita selvaggia di erbe infestanti che, d'estate, diventano esca facile per incendi (colposi o dolosi che siano).

Il sentiero che ho continuato a percorrere attraversava appunto i campi d'agrumi in uno stato di formidabile abbandono, punteggiato qua e là di ruderi di capanni agricoli e delle tracce d'un intricato sistema d'irrigazione.

Nel fitto della boscaglia, si notavano cumuli di monnezza abbandonata, grossi relitti di plastica, mentre voci rade e nitide risuonavano ogni tanto nel silenzio.

DSC06866Mi sono così reso conto  che stavo costeggiando la parte più estrema del campo nomadi.

Poi, rimanendo del tutto basito, ho incrociato una prima carcassa d'auto, spogliata di tutto - ma proprio di tutto - e rimasta allo stato di nuda scocca.

Mi sono chiesto: Ma come diavolo hanno fatto a portarla sin qua? ...interrogativo destinato a rimanere senza rimasto.

Poi, proseguendo, un'altra.

E poi un altra ancora.

Infine una sequenza di cinque o sei tutte ammassate una accanto all'altra.

Questa visione mi ha un po' inquietato: come piombare all'improvviso, senza segni premonitori, nel bel mezzo di un cimitero di dinosauri o di elefanti.

Qui, le carcasse delle auto, spolpate di tutto punto, erano ordinatamente disposte a spina di pesce tra i filari di agrumi (sulla base del principio della ottimizzazione dello spazio disponibile), una rovesciata sul fianco, pezzi di plastica nera (residui dei cruscotti e di altri interni), sparsi qua e là, scricchiolavano sotto i piedi.

Mi sono interrogato: "Ma com'è possibile che tutto questo degrado vada avanti indisturbato? DSC06876Com'è possibile che con tanta tranquillità dei malviventi possano svolgere delle attività illegali senza che nessuno se ne accorga?.

E sì che questa parte del Parco della Favorita fa parte della Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino (anche se si tratta soltanto della Zona B dell'area vincolata).

Quindi, dovrebbe essere sottoposta ad un monitoraggio continuo, ad una tutela e ad una sorveglianza attente.

Invece niente! Solo abbandono e degrado.

 Mi dicono che la gestione della Riserva è stata affidata ad un'associazione il cui nome è Rangers d'Italia che si è assunta un compito spropositato per le sue forze, perchè la Riserva di Monte Pellegrino è vastissima e sottoposta ad una pressione antropica colossale, da quella degradata del campo nomadi e delle infiltrazioni sempre più massicce della prostituzione (che, al giorno d'oggi, è presente in ogni dove, all'interno del Parco) a quella residential chic di Mondello e dell'Addaura.

Persona competente ed informata mi dice che sarebbe stato molto più coerente e logico, DSC07072se - in considerazione della vastità dei compiti - la gestione della Riserva l'avesse assunta un Ente pubblico sicuramente con maggiori risorse della piccola ed impotente associazione I Rangers d'Italia.

 

Intanto, una piccola associazione di matrice volontaristica Palermo Indignata si è assunta l'onere di ripulire scampoli del Parco della Favorita (è anche su Facebook), iniziando tale attivita dallo scorso 18 settembre (vedi l'articolo: Palermo Indignata in Azione nel Parco della Favorita!).

Ciò è davvero lodevole e rispondente al principio secondo il quale se tutti - dalla base - si attivassero per il bene comune vivremmo sicuramente in un mondo migliore. Ma qui, oltre alla responsabilizzazione volontaristica di singoli cittadini occorre un'azione più organica e strutturata per salvare questa parte della Riserva dall'inevitabile degrado!

 

Le foto sono di Maurizio Crispi

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27 agosto 2011 6 27 /08 /agosto /2011 12:20

DSC05767.JPGLe città e i nostri ambienti di vita si degradano per incuria delle pubbliche amministrazioni (afflitte da annosi problemi, come: mancanza di soldi, mancanza di personale, mancanza di personale, ma anche insipienza ed incapacità), ma non solo. Speso siamo noi stessi (i "cittadini") correi per inerzia, per mancanza di iniziativa, per l'arroccamento in una posizione passiva ed attendista (secondo la quale c'è qualcuno, posto più in alto in noi, deputato a risolvere i problemi e che a noi, comuni cittadini, non resta che attendere).

Tante cose, quindi, le subiamo passivamente, a volte ci indigniamo, ci innervosiamo, ma poi - a causa di una sorta di fatalismo, forse un po' atavico - tutto passa nel dimenticatoio.

La pubblicità abusiva, da quella meramente commerciale a quella elettorale, è una delle piaghe maggiormente diffuse.

L'immagine delle nostre città è sconfortante avvilluppate come sono in affiche che vengono incollate dovunque, in cartelloni di grandi dimensioni, piazzati dall'oggi al domani senza nessuna autorizzazione, flyer e fogliettinio volantini, piccoli adesivi che vengono incollati finanche sui marciapiedi.

Camminiamo sconfortati lungo le via di una città che sempre di più assomiglia ad un parchwork arlecchinato e spesso dall'onnipresenza di questo spettacolo finiamo con l'essere anestizzati e il nostro sentire estetico va a farsi benedire.

La pubblicità è l'anima del commercio, si dice, per sottolineare che senza queste forme capillari di pubblicità il commercio si fermerebbe. Invece, non è vero: è una di quelle affermazioni-spazzatura che ci vengono propinate.

Un sistema diverso è possibile: in Irlanda, per esempio, cammini lungo le strade e non ti imbatti mai in una singola affiche pubblicitaria. Non esiste nemmeno l'attachinaggio autorizzato.

Ma qui voglio parlare di una forma particolare di piaga della pubblicità abusiva.
>Nella mia città, oltre all'attacchinaggio selvaggio su tutti muri liberi, al di fuori degli spazi autorizzati dal Comune, negli ultimi tempi - con una preoccupante tendenza alla proliferazione - imperversano nella nostra città queste forme di micro-attachinaggio a tutti i pali liberi (della luce e della segnaletica verticale) e talvolta anche sugli alberi.
Basta uscire dalle proprie auto e fare quattro passi a piedi per una qualsiasi via cittadina... ma anche chi utilizza l'auto se le ritrova infilate sotto il tergisìcristallo e il più delle volte le tira via spazientito, gettandola a terra.
Quelle collocate sulle auto sono spesso offerte di prestiti e di finanziamenti.
DSC05765Quelle "fissili", invece, fanno riferimento il più delle volte al mercato immobiliare (compra-vendita e affitti). Il loro essere "fissili" ha una ragione d'essere, in quantoil più delle volte vi vengono pubblicizzate poossibili transazioni relative ad immobili presenti nella zona, con l'idea quindi di sollecitare e colpire un target interessato che sia nella stessa zona residente (e alla ricerca di una nuova casa da affittare o da comprare), ma anche di non residenti che vengono a fare ricognizioni in una zona specifica della città alla ricerca di immobili in affitto o da acquistare.
Si tratta di piccole affiche, spesso autoadesive, mentre altre più "sontuose" e plastificate (come quella in blu nella foto sopra), vengono legate con dei fili di ferro sottili.
Ho notato che ci sono alcuni cittadini - insofferenti - di questo modo di deturpare la città che, armati di pazienza e con velocità furtiva - li staccano e li buttano nei cesti della spazzatura.
Credevo di essere l'unico a farlo e, invece, ho scoperta di essere in numerosa (e il più delle volte, invisibile) compagnia.
Io sarei portato a rispettare soltanto gli avvisi relativi ad animali e a persone scomparse: in quel caso, è giusto garantire la massima visibilità dell'annuncio. Anzi, in questi casi, suggerirei di operare all'incontrare: se ne vedete uno caduto, raccoglietelo ed esponetelo di nuovo nel modo più adeguato.
Nessuna pietà per tutti gli altri.
Anche perchè si tratta spesso di ditte (agenzie immobiliari) che, così facendo, evadono le tasse che dovrebbero pagare allo Stato o al Comune e che abbattono notevolmente - e proditoriamente - i costi legati alla propria attività, sfruttando uno stuolo di giovani disoccupati che per pochi euro sono disposti a fare questo lavoro.
Il bello è che, pur essendo scritte sulle affiche tutte le indicazioni per risalire ai "mandanti" (numeri di telefono e recapiti delle relative agenzie immobiliari), le autorità preposte e l'amministrazione comunale non fanno nulla per bloccare questa attività, altamente inquinante dell'ambiente.
Tutto ciò avviene nell'indifferenza più generale: e ovviamente, ogni giorno che passa gli abusivi si fanno più arditi e più invadenti.
Come se, per una forma di fatalismo, potessimo sopportare tutto senza fiatare.
Invito tutti a praticare questa forma di sano ostruzionismo e contribuire così a rendere migliore la nostra città.
All'insegna del principio che tutti, nel nostro piccolo, siamo responsabili del degrado, anche soltanto per il fatto di vedere e di sopportare passivamente, senza intraprendere piccole azioni quotidiane che, attraverso la ripetizione e il moltiplicarsi per emulazione positiva possono trasformare effettivamente l'ambiente in cui viviamo, plasmandolo e renderlo migliore, attivando in definitiva una serie di circuiti virtuosi.
Nessuno può eliminare il buio, però è nel potere di ciascuno di noi di accendere una piccola fiammella, portando un po' di luce in quel mare di tenebra che ci circonda.

Bastano piccole azioni scaturite dalla buona volontà individuale, in sé poco dispendiose, ma ripetute quotidianamente.

Cosa che poi, a pensarci bene, è la base più forte di un buon anarchismo libertario.

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6 giugno 2011 1 06 /06 /giugno /2011 20:38

fondo luparelloIl 17 giugno si svolgerà un incontro, alle ore 16.00, nel terrazzo del Convento di Baida,  tra tutte le Associazioni interessate alla tutela del Fondo Luparello dalla cementificazione prevista per l'edificazione del Centro direzionale, decisa avviata dal governo regionale in spregio ai vincoli ambintalisti esistenti.

Italia Nostra Onlus, il Forum delle associazioni (Anisa, Amici Dei Musei, Associazione Dimore Storiche, Italia Nostra Onlus, Fai, Salvare Palermo), il WWF e Legambiente, in data 18.02.11, hanno votato nella sala consiliare del Comune di Palermo una mozione con richiesta alle Autorità regionali di rinunziare alla costruzione del Centro Direzionale della Regione nel fondo Luparello, dallo straordinario valore storico paesaggistico e ambientale, un tassello del patrimonio immateriale della comunità palermitana.
Pur risultando nel Piano Strategico del Comune di Palermo che l’area è soggetta a vincolo ambientale e vincolo idrogeologico, il Governo regionale in data 21 aprile 2011 ha deliberato di approvare un protocollo di intesa con il Comune di Palermo, la Provincia e l’ANAS, per la costruzione del detto Centro Direzionale e della tangenziale interna.
Alla luce di tutto ciò, le altre associazioni (quelle che non hanno aderito a suo tempo alla mozione del 18.02.2011), gli enti e i cittadini che hanno a cuore la salvaguardia del patrimonio culturale ed ambientale della città, sono invitate a incontrarsi con il comitato "Salviamo il Fondo Luparello dal cemento", il prossimo 17 giugno alle ore 16.00 sul terrazzo del Convento di Baida, per ammirare uno dei più suggestivi panorami di Palermo, inquadrato nell’area di Luparello, unico lembo di verde scampato alla disastrosa espansione edilizia di Palermo nella pianura e nelle colline circostanti, e per inviare un estremo messaggio al Governo della Regione per il salvataggio dell’area di Luparello, nel pieno rispetto dei vincoli esistenti.
Per informazioni contattare il dott. Giovanni Renna al 347 5049189
  
Il progetto della Regione, in spregio ai palesi vincoli normativi e di tutela del territorio, presenta evidenti incongruità com'è ampiamente illustrato nell'articolo "Nuova sede della Regione Sicilia: in fondo Luparello?" comparso qualche tempo addietro in MobilitaPalermo.org.
  
Per notizie dettagliate sul Fondo Luparello e la sua storia, si può visitare la pagina web dedicata del sito dell'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, che in questo ampio spazio ha avuto la sua sede.
     
         
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4 giugno 2011 6 04 /06 /giugno /2011 10:13

Ambiente-e-luoghi-7592.JPG

E se fossero i padroni dei cani a cacare sul marciapiedi a chi toccherebbe pulire?

Ai cani, forse?

Li vedeter andare in giro armati di sacchetto, palettta e scopino? Oppure a loro dovrebbe toccare pulire con mezzi naturali, visto che spesso i nostri amici sono ghiotti di autentiche schifezze?
Ma i cani - ne sono convinto - lascerebbero i loro padroni letteralmente nella merda.

"Sbocciatevela voi" - direbbero.
Quindi, signori padroni di cane, fate attenzione!
Non concedetevi, mai e poi mai, liberatorie cacate sui marciapiedi.

E' divertente giocare con i rovesciamenti paradossali delle situazioni, come nel caso in cui fa notizia che un uomo abbia morso un cane e non viceversa.

Nella foto: un cartello inchiodato - assai poco ecologicamente - al tronco di un albero lungo una via della Palermo-bene che rivela l'ossessione degli abitanti della via per la cacca dei cani sul marciapiedi.

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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 19:49

home1.jpgDal Movimento5Stelle che ha sede a Palermo, in via Sampolo 56 (sede condivisa con la "Libera Università di Palermo"), è stata proposta la proiezione del film di Yann Arthus-Bertrand, Home (titolo italiano: La nostra casa).

Il film, molto intenso, propone delle immagini straordinarie, molte delle quali realizzate con delle riprese dall'alto e che si propongono con l'impatto emozionale di quadri astratti d'artista, per l'assemblaggio di colori e forme.

Rispetto ad una pima veloce distribuzione nelle sale cinematografiche (un giorno di proiezione gratuita, in contemporanea, in tante sale italiane), è stata disponibile in quest'occasione la versione con il commento parlato in Italiano.

Scelta non troppo felice rispetto alla versione in lingua originale, perchè questo commento risente di un intento eccessivamente didascalico e suona monocorde e monotono, malgrado i suoi contenuti intellettualmente validi e tali da sollecitare ad un'empatica riflessione.

Da ciò scaturisce un suggerimento, a quanti dovessero trovarsi a riguardare il film nella rete: suggerirei di fare andare il film prima soltanto ascoltando il commento, mentre magari si fa qualche altro lavoretto al computer, e poi, in un secondo tempo, guardarlo senz'audio, per potere godere appieno della bellezza delle immagini proposte, immagini che sono straordinarie per il loro impatto estetico, convogliando al tempo stesso un messaggio "grave" e allarmato, così come - del resto - le immagini di grandi metropoli del mondo e di un'umanità sofferente, affamata, affollata e con pochissime risorse disponibili, mentre il divario tra ricchi e poveri si accresce sempre di più.

Il messaggio che il film vuole trasmettere ai fruitori del film è forse un po' troppo buonista, perchè in definitiva, questi non apparterranno mai al 2% dei ricchi che sfruttano in modo spietato le risorse del nostro pianeta: loro sono troppo indaffarati a far soldi e distratti da altre questioni per occuparsi di questi aspetti.

A noi, sensibili al messaggio lanciato da Arthus-Bertrand, spettano invece delle scelte responsabili, che pieghino la direzione dell'economia verso scelte più sostenibili e quindi a noi spetta di necessità il compito (non facile) di divenire dei consumatori accorti e responsabili.

  

La Terra è la nostra casa.

Dobbiamo imparare a rispettarla.

Dobbiamo cercare di salvarla dalla catastrofe.

Viviamo in un periodo determinante, cruciale, in cui si può decidere - con le nostre azioni - della salvezza o della rovina del nostro pianeta che è - come mostrano magistralmente le immagini del film documentario di Yann Arthus-Bertrand - un mondo autenticamente "in bilico".

Gli scienziati ci dicono che abbiamo solo 10 anni per cambiare i nostri modi di vita, per evitare d'esaurire le risorse naturali, impedendo un'evoluzione catastrofica del clima della Terra.

Occorre che ciascuno partecipi, responsabiolizzandosi, ad uno sforzo collettivo in cui non ci si può più limitare ad attendersi soluzioni da altri.

Proprio per  sensibilizzare il maggior numero di persone per la causa della Terra, la nostra "isola", Yann Arthus-Bertrand, presidente della Fondazione GoodPlanet e regista del film-documentario, ha concepito la pellicola HOME proprio per trasmettere un messaggio contro la catastrofe imminente.

E ha deciso - per favorire al massimo la diffusione del suo documentario - che la sua visione fosse gratuita.

Il gruppo PPR, filantropicamente, ha permesso che ciò fosse possibile. EuropaCorp che ne garantisce la distribuzione, s'è impegnato a non trarre dalla sua diffusione alcun vantaggio, perche HOME non ha nessun'ambizione commerciale. Il regista gradisce che questo film diventi anche il nostro film e ci esorta a condividerlo con altri, ma soprattutto ad agire.
HOME è una pellicola compensata carbonio
Per i sottotitoli: http://www.goodplanet.org
PPR è fiero di sostenere HOME: http://www.ppr.com

  

HOME (Versione italiana)

 

 

HOME è un vero e proprio inno alla bellezza del nostro pianeta e alla sua delicata armonia, attraverso fantastici paesaggi di 54 paesi catturati solo dall'alto, il fotografo, giornalista e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand ti porta in un viaggio spettacolare sopra tutto il pianeta Terra.

HOME è molto di più di magnifico film-documentario, è una lunga sequenza di inquadrature mozzafiato della Terra, la nostra Terra, la tua Terra, come non hai mai visto prima.

Ogni immagine ti mostra i tesori del pianeta e tutte le meraviglie che possiamo ancora conservare, con la visione "aerea" c'è meno bisogno di spiegazioni, tutto diventa più immediato, intuitivo ed emotivo.

HOME ha un forte impatto su chi lo vede, risveglia la consapevolezza della assoluta necessità di cambiare il nostro modo di vivere e vedere il mondo.

In soli 200.000 anni sulla Terra, l'umanità ha sconvolto l'equilibrio del pianeta che si era evoluto in quasi quattro miliardi di anni.

Il prezzo da pagare per tutto ciò è - e sarà - molto alto: l'umanità ha forse poco piú di un decennio per invertire la tendenza.

 

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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 15:47

villadellostadio_Palermo.JPGLa villa "Case Rocca", adiacente allo Stadio di Atletica, intitolato a Vito Schifani (ex-Stadio delle Palme), e che gli sportivi preferiscono chiamare - senza che questa, peraltro, sia una denominazione ufficiale - la "Villa dello stadio", dopo un inizio incerto ed alterne vicende di cure e abbandoni, sta vivendo una bella stagione: prati curati e innaffiati sovente a pioggia, piante ben tenute, altre - nuove - messe a dimora.

Alle ampie distese prative, discretamente ben curate, si alternano piante di alto fusto, alcune (poche) preesistenti, quando ancora la villa altro non era che una spianata desertica utilizzata come parcheggio per i frequentatori dello Stadio di calcio, altre messe a dimora più di recente, come alcune palme (che hanno avuto poca fortuna: solo due o tre, quelle sopravvissute), ma anche lecci, piccoli ulivi, siepi: queste piante crescono di una vita propria e, con la loro progressiva crescita, stanno conferendo all'ampio spazio un loro carattere che è un misto di parco cittadino curato e di terreno naturale con una sua forte impronta di selvaticità. Sono tante anche le specie di volatili che affollano il suo cielo, che beccettano sui prati o che nidificano sui rami degli alberi più cresciuti. Insomma, un'autentica oasi che deve questa sua bella crescita, anche al fatto di essere parte integrante della ZONA B della Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino.

La villa è divenuta autenticamente uno spazio che vive grazie, all'assidua frequentazione dei cittadini: sportivi e non.

Durante le ore mattutine, questo polmone verde si riempe di anziani che passeggiano con il proprio cane o che praticano il fitwalking, di atleti che si allenano, di altri che praticano esercizi nel "Percorso salute" (anche questo tenuto in buono stato e ancora - stranamente per Palermo -  non vandalizzato), di bimbi portati dalle mamme o dai papà nell'area giochi attrezzata.

 Di pomeriggio, invece, si aggiungono variopinte moltitudini di podisti e i bimbi dei vivai delle associazioni sportive. Per mille motivi diversi, ci si viene volentieri a trascorrere del tempo sia il tempo "mosso" dello sport, sia quello "lento" della quiscenza e della rilassatezza.

 

Il vicino campo nomadi non crea fastidi di alcun tipo.

Al suo limitare, un anziano contadino viene ad intrecciare i suoi cesti con antica maestria ed è uno spettacolo vederlo lavorare.

Questa oasi di pace rischia di essere "lesa", tuttavia - proprio in questi giorni da un'iniziativa pubblica, decisa nelle alte sfere, senza che nessuno ne sapesse nulla, un'iniziativa che rischia di stravolgerne l'aspetto, danneggiando il suo equilibrio ecologico e lo stato della sua flora.

 

Infatti, in occasione del ricorrere dell'anniversario dell'attentato che causò la morte di Giovanni Falcone, della moglie e della sua scorta, proprio questo spazio verde è stato scelto per ospitare una grande manifestazione di commemorazione, che verrà presenziata da Ministri e da importanti personalità, ma soprattutto - come accade ad ogni anniversario dell'infame strage mafiosa - vedrà l'arrivo di scolaresche da tutta Italia per celebrare una giornata all'insegna dei valori della legalità.

Proprio oggi, 20 maggio, erano in corso d'opera alacri lavori per erigere al centro della villa, proprio accanto all'area giochi per i piccini, un grande palco in legno e metallo, mentre altri effettuavano misurazioni per predisporre sulla bella distesa prativa retrostante, punteggiata di alberi in crescita, una grande area per ospitare le scolaresche attese, con una previsione di diverse migliaia di studenti.

Per la realizzazione di questa area attrezzata con gazebo e tendoni sarà necessario espantiare - ahimé - degli alberi: i giardineri, interpellati, affermano che le piante espiantate verranno messe in vaso e poi ricollocate a dimora.

Vetture, camion e muletti elevatori percorrevano senza posa i viali, disturbando i podisti e quanti prendevano il sole distesi sui prati o se ne stavano all'ombra degli alberi più fronzuti. Inquietanti blocchi di cemento, a forma di cubo, sono stati portati con i camion per essere messi da qualche parte.

Dove e perchè? - c'è da chiedersi.

Altri operai erano indaffarati a posizionare transenne da tutte le parti.

C'è da chiedersi da cittadini - lecitamente - il perchè di tutto questo.

Per quale motivo organizzare una manifestazione di cui è prevedibile un forte impatto ambientale in un parco pubblico che, per giunta, ha la peculiarità d'essere incluso - anche se rubricato come "ZONA B" - nel territorio della Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino?

C'è da chiedersi ancora perchè non sia stata scelta un'area più idonea, nella quale una manifestazione simile si possa impiantare senza provocare grossi danni ambientali: zone che solitamente sono poco frequentate, ma che posseggono i requisiti di ampiezza necessari, come ad esempio l'area di Piazzale Giotto o gli spazi della Villa Mare del Foro Italico che, quantomeno, non pertengono ad una Riserva Naturale Orientata.

E' certo che, se un'Associazione di cittadini chiedesse di realizzare una piccola manifestazione nello stesso luogo, le autorizzazioni non verrebbero date, proprio invocando lo speciale statuto di Riserva Naturale Orientata dell'area.

E, allora, perchè ciò accade?

E credo che tali interrogativi vadano posti egualmente, senza volere assolutamente sminuire l'elevato valore civico della manifestazione che si andrà a realizzare.

Ma proprio per questo, noi cittadini sentiamo molto viva la necessità di linerarità e di trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

E non è certamente apprezzabile l'uso disinvolto di certi spazi che sono stati dichiarati Riserva naturale e, perciò stesso, intangibili a qualsiasi utilizzo provochi il benchè minimo impatto ambientale "disturbante".

Sarebbe certamente apprezzabile se qualcuno potesse dare chiarimenti sui criteri e gli éscamotàge che hanno guidato una simile scelta.   

 

Vedi anche sulla "Villa dello Stadio" i seguenti articoli, comparsi su Siciliainformazioni:

 

Palermo, branco di cani infastidisce i cittadini alla Villa "Case Rocca". Quanto ci vorrà per intervenire?

 

La sapienza antica di un costruttore di "panari"

 

 

 
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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