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9 luglio 2018 1 09 /07 /luglio /2018 07:41
Tracce. Quelle dei Cristiani vastasi sono fatte di monnezza

Un cartello è stato esposto a Mondello (la nota e frequentata spiaggia di Palermo), nei pressi de "L'ombelico del Mondo": vuole rappresentare una piccola "storia" targata WWF contro i "Cristiani vastasi" che insozzano ed inquinano, e offrire lo spunto per una meditazione sostanzialmente malinconica.
Le tracce dei "Cristiani", nel senso lato di "human being", maleducati e incuranti, sono purtroppo fatte di monnezza... Sembra non esserci scampo a questo male anche da parte di coloro che si commuovono davanti alle specie in pericolo di estinzione e che ne contemplano la bellezza.

Bisognerebbe, invece, imparare a fare ciascuno la propria parte. Invece di aspettarsi che un servizio comunale provveda alle pulizie (il che che ci lascia un implicito lasciapassare a lasciare sporcizia al nostro passaggio, una sorta di giustificazione morale), bisognerebbe esercitarsi quotidianamente negli elementari doveri civici.

Pensate: se ciascuno di noi, ogni giorno, si chinasse a raccattare da terra una bottiglia di vetro abbandonata, un pezzo di carta, un giornale appollottolato (o qualsiasi altra cosa), le nostre città sarebbero più pulite.

In fondo siamo direttamente responsabili dell'incuria e dell'abbandono: dovremmo imparare che tutto ciò ci riguarda e cha siamo noi personalmente ad avere la possibilità di fare pendere l'ago della bilancia verso un mondo più pulito e sostenibile.

Io, personalmente, mi sforzo di farlo: così come raccatto da terra la cacca del mio cane, così , con un minimo sforzo, durante le mie uscite quotidiane a piedi non manco di raccogliere la monnezza da terra. E per fortuna i cestini della spazzatura non mancano e in questo periodo vengono svuotati abbastanza sollecitamente.

Dobbiamo invertire la tendenza e tornare ad una società in cui ciascuno si senta personalmente responsabile della tutela del bene comune.

Anche qualcun'altro ha scritto di questa locandina: brevi considerazioni con il titolo "Noi Palermitani".

Ecco di seguito il link

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22 aprile 2016 5 22 /04 /aprile /2016 19:42
Earth Day 2016. Consume less, live more!

Earth Day - Giornata Mondiale della Terra - 2016Oggi 22 aprile 2016 si celebra l''Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra.
Dovunque in Italia e nel mondo sono stati organizzati eventi aggregativi all'insegna della tutela e del rispetto dell'ambiente.
Fatto storico, al Summit sul clima che ha avuto luogo all'ONU, i rappresentanti (capi di Stato o loro delegati) di 175 nazioni ONU hanno firmato la Carta che si impegna a tenere la crescitadell'inquinamento da CO2 sotto il 2% annuo, incluso anche Kerry in rappresentanza di Obama, per cercare di ridurre il tasso di crescita della "febbre" del Pianeta. Ora o mai più: se non si interviene adesso, significativamente, dopo sarà troppo tardi.
Nulla di più calzante che riesumare in questa circostanza una mia foto di alcuni anni fa, a un graffito che recita "Consume less, live more"
Vivere senza "consumare", ma prendendo soltanto il poco che ci è necessario: questa sì che sarebbe una bella sfida...
A tutti, dovrenno far leggere e studiare Walden. La vita nei boschi di Henry David Thoreau... che dovrebbe diventare negli anni futuri, soprattutto per i più giovani, una bibbia dell'ambientalismo e del rispetto della Natura.
Dobbiamo entrare in un diverso ordine di idee, cercando di cambiare paradigma, prima che sia troppo tardi.

 

"Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici […]". (cap. II, 1988, pp. 152 sg.)

Henry David Thoreau, Walden, ovvero la Vita nei Boschi

Il discorso integrale di Leonardo Di Caprio,
al Summit sul Clima, all'Onu, nell'Earth Day(22 maggio 2016)

Thank you, Mr. Secretary-General, your excellencies, ladies and gentleman, and distinguished guests. I’m honored to be here today, I stand before you not as an expert but as a concerned citizen, one of the 400,000 people who marched in the streets of New York on Sunday, and the billions of others around the world who want to solve our climate crisis.

As an actor I pretend for a living. I play fictitious characters often solving fictitious problems.
I believe humankind has looked at Climate Change in that same way: as if it were a fiction, happening to someone else’s planet, as if pretending that Climate Change wasn’t real would somehow make it go away.

But I think we know better than that. Every week, we’re seeing new and undeniable Climate Events, evidence that accelerated Climate Change is here now.

We know that droughts are intensifying, our oceans are warming and acidifying, with methane plumes rising up from beneath the ocean floor. We are seeing extreme weather events, increased temperatures, and the West Antarctic and Greenland ice-sheets melting at unprecedented rates, decades ahead of scientific projections.

None of this is rhetoric, and none of it is hysteria. It is fact. The scientific community knows it, Industry and Governments know it, even the United States military knows it. The Chief of the U.S. Navy’s Pacific Command, Admiral Samuel Locklear, recently said that Climate Change is our single greatest security threat.

My Friends, this body - perhaps more than any other gathering in human history - now faces that difficult task. You can make history...or be vilified by it.

To be clear, this is not about just telling people to change their light bulbs or to buy a hybrid car. This disaster has grown BEYOND the choices that individuals make. This is now about our industries, and governments around the world taking decisive, large-scale action.

I am not a scientist, but I don't need to be. Because the world’s scientific community has spoken, and they have given us our prognosis, if we do not act together, we will surely perish. Now is our moment for action.

We need to put a pricetag on carbon emissions, andeliminate government subsidies for coal, gas, and oil companies. We need to end the free ride that industrial polluters have been given in the name of a free-market economy, they don't deserve our tax dollars, they deserve our scrutiny. For the economy itself will die if our eco-systems collapse.

The good news is that renewable energy is not only achievable but good economic policy. New research shows that by 2050 clean, renewable energy could supply 100% of the world’s energy needs using EXISTING TECHNOLOGIES, and it would create millions of jobs.

This is not a partisan debate; it is a human one. Clean air and water, and a livable climate are inalienable human rights. And solving this crisis is not a question of politics.It is our moral obligation - if, admittedly, a daunting one.

We only get one planet. Humankind must become accountable on a massive scale for the wanton destruction of our collective home. Protecting our future on this planet depends on the conscious evolution of our species.

This is the most urgent of times, and the most urgent of messages.

Honored delegates, leaders of the world, I pretend for a living.

But you do not. The people made their voices heard on Sunday around the world and the momentum will not stop. And now it’s YOUR turn, the time to answer the greatest challenge of our existence on this planet... is now.

I beg you to face it with courage. And honesty. Thank you.

---

Grazie, Signor Segretario Generale.

Eccellenze vostre, signore e signori, e ospiti illustri. Sono onorato di essere qui oggi, mi rivolgo a voi non da esperto, ma come un cittadino portatore di interesse, una delle 400.000 persone che hanno marciato per le strade di New York domenica, e miliardi di altri in tutto il mondo che vogliono risolvere la crisi climatica.

Come attore "fingo" per vivere. Gioco ad essere personaggi fittizi. Spesso a risolvere problemi fittizi.
Credo che l'umanità abbia trattato i cambiamenti climatici nello stesso modo: come se fosse una finzione, succede a qualche altro pianeta, come se fingendo che cambiamenti climatici non fossero veri, in qualche modo se ne vadano.

Sappiamo che non e' così. Ogni settimana, vediamo nuovi e innegabili eventi nel clima: la prova che i cambiamenti climatici accelerano, è qui, ora.

Sappiamo che le siccità si stanno intensificando, che i nostri oceani si stanno riscaldando e acidificandosi, con colonne di metano che salgono da sotto il fondo dell'oceano. Stiamo assistendo ad eventi estremi meteorologici, temperature elevate, le calotte dell'Antartide e della Groenlandia si sciolgono a ritmi senza precedenti, con decenni di anticipo rispetto alle previsioni scientifiche.

Niente di tutto questo è retorica, niente e' isteria. Sono fatti. La comunità scientifica lo sa, l'industria e i governi lo sanno, anche il corpo miliare degli Stati Uniti lo sa. Il capo del Comando della Marina del Pacifico degli Stati Uniti, l'ammiraglio Samuel Locklear, ha recentemente affermato che i cambiamenti climatici sono la nostra unica, principale minaccia per la sicurezza.

Cari amici, questo gruppo - forse più di ogni altro incontro nella storia umana - deve ora affrontare un compito difficile. Si può fare la storia qui ... o sara' la storia a villificarvi.

Occorre ssere chiari: qui non si tratta solo di dire alla gente di cambiare le lampadine o comprare una macchina ibrida. Questo disastro è cresciuto oltre le scelte che ciascun individuo possa fare. Si tratta delle nostre industrie e dei governi di tutto il mondo che devono prendere azioni decisive, su larga scala.

Io non sono uno scienziato, ma non ho bisogno di esserlo. Perche' la comunità scientifica mondiale ha parlato, e ci hanno dato la prognosi: se non agiamo insieme, periremo. Adesso è il nostro momento di agire.

Abbiamo bisogno di mettere un costo sulle emissioni di carbone, ed eliminare i sussidi governativi per il carbone, il gas, e le compagnie petrolifere. Dobbiamo porre fine alla corsa libera di inquinatori e industriali che hanno potuto fare di tutto in nome di una libera economia di mercato. Non meritano i nostri soldi delle tasse, meritano la nostra vigilanza. Perche' l'economia stessa morira' se muore il nostro eco-sistema.

La buona notizia sta nel fatto che l'energia rinnovabile non solo e' una politica economica realizzabile ma buona. Le nuova ricerche mostrano che nel 2050 l'energia pulita e rinnovabile potrebbe fornire il 100% del fabbisogno energetico del mondo, con tecnologie esistenti, creando milioni di posti di lavoro.

Questo non è un dibattito di parte, è un dibattito umano. L'aria pulita, l'acqua, un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. E risolvere questa crisi non è una questione di politica. E ' il nostro obbligo morale - anche se, certamente, difficile.

Abbiamo solo un pianeta. L'umanità deve diventare responsabile su larga scala per la distruzione della nostra casa collettiva. Proteggere il nostro futuro su questo pianeta dipende dall'evoluzione cosciente della nostra specie.

Questo è il più urgente dei tempi, e il più urgente dei messaggi.

Onorevoli delegati, i leader del mondo, io fingo per vivere.

Ma voi no. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce domenica scorsa in tutto il mondo e l'impeto non si fermerà. E ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso.

Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà.

Grazie.

 

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30 novembre 2015 1 30 /11 /novembre /2015 06:47
Trasporti sostenibili e fonti energetiche alternative. A Bristol è in funzione il primo bio-bus

Da poco tempo questa parte in UK (nella municipalità di Bristol) è in funzione il primo "cacca-bus", un mezzo pubblico alimentato a gas biometano, uno speciale compostaggio realizzato dalla fermentazione dei rifiuti organici.
La cosa più interessante è che ai fini della produzione de gas bio-metano sono stati utilizzati non rifiuti organici (scarti alimentari ed escrementi) presi a caso, ma quelli prodotti (e misurati con precisione, in termini di quantità) da cinque persone in un anno: bene, si è verificato che la quantità di bio-metano così prodotta è in grado di generare una quantità di energia che garantisce circa 300 chilometri di percorrenza.
Le immagini poste sulla fiancata di questo primo - sperimentale - green bus sono eloquenti: personaggi diversi, gente comune, intenti in diverse attività, ma ciascuno seduto su di un WC.
Questo tipo di approccio spiritoso e umoristico è in linea con lo spirito pragmatico britannico e da noi troverebbe mille ostacoli, dettati dal senso della decenza e dalla totale mancazna di senso dell'ironia.

 

Il Bio Bus ha fatto il suo esordio nel regno Unito sulla tratta che va dalla stazione ferroviaria di Bath all’aeroporto di Bristol. Stando ai primi risultati, la qualità dell'aria trarrebbe un grande vantaggio dal basso impatto ambientale del bus "green" e "ecofriendly".
Per quanto riguarda i costi invece, a causa della lavorazione, sarebbero equiparabili a quelli della benzina.
Ma in questo caso non si tratterebbe di un combustibile fossile.
Al contrario, il carburante del "cacca-bus" proviene da una fonte facilmente rinnovabile.

L'esperimento del bio-bus è che si possono percorrere strade alternative.

We’ve launched the first UK bus powered on gas generated from recycling food waste and treating sewage – the Bio-Bus! Television personality Stefan Gates took the first journey on the bus, which is refuelled at GENeco’s gas to grid plant at Bristol sewage treatment works. GENeco produces enough biomethane at the plant to power almost 8,500 homes as well as providing gas for the Bio-Bus which can travel around 300km on a full tank. Per approfondimento vai a questo sito: www.geneco.uk.com Per informazioni inviare una mail a: @ukgeneco

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29 dicembre 2014 1 29 /12 /dicembre /2014 18:05

In Sicilia, a fine anno, meteo di tregenda ed eruzione dell'Etna. E ancora si attende il gelo

 

(da www.meteoweb.eu/) Il 2014 ha deciso di chiudere col "botto", con tanti fenomeni naturali estremi degni di un anno così bizzarro per la meteorologia, la vulcanologia e la sismologia italiana. Dal non-inverno dello scorso anno fino all’estate fredda e piovosa, le alluvioni dell’autunno, i tanti disastrosi tornado, le drammatiche frane e inondazioni che hanno provocato decine di vittime, ma anche le precipitazioni da record storico in tutto il nord Italia, senza precedenti nella climatologia del nostro Paese. E’ stato un anno bizzarro e movimentato anche per i terremoti e i vulcani, con le eruzioni dell’Etna e dello Stromboli, spettacolare, in piena estate, e i tanti movimenti sismici in varie Regioni d’Italia, da nord a Sud, soprattutto nelle ultime settimane, dalla Toscana al Molise, dall’Umbria alla Calabria appunto.

Non poteva esserci una fine differente per un 2014 così estremo: il 28 dicembre 2014 abbiamo avuto una violenta e improvvisa eruzione dell’Etna. Dai crateri a quota 2.900 metri è fuoriuscita una fontana di lava accompagnata da esplosioni. L’attivita’ si concentra nella zona sommitale. La presenza di nubi basse e nebbia impedisce una visione strumentale dell’evento rilevata però dall’aumento dell’ ampiezza improvvisa del tremore dei condotti magmatici dell’Etna sotterranei. Esperti dell’Ingv di Catania si sono recati sul posto per un sopralluogo diretto.

Poi, in serata, il terremoto 4.4 che ha scosso tutta la Calabria. E non è finita qui. Nei prossimi tre giorni, gli ultimi tre giorni del 2014, il centro/sud vivrà uno dei più grandi eventi meteorologici degli ultimi decenni: un’ondata di gelo e neve da record che farà crollare le temperature di oltre 13-14°C sotto le medie del periodo provocando eccezionali nevicate fin sulle spiagge di tutte le Regioni meridionali, con accumuli persino a Palermo, Messina, Reggio Calabria e Catania, oltre che in Puglia e in tutte le zone interne. Saranno tre giorni eccezionali che chiuderanno un anno particolarmente estremo.

 

 

etna-06_28.12.2014.jpg

In Sicilia, a fine anno, meteo di tregenda ed eruzione dell'Etna. E ancora si attende il gelo

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3 ottobre 2013 4 03 /10 /ottobre /2013 06:55

Corso di giardinaggio urbano (1^ ed.). Organizzato dal Guerrila Gardening Palermo dal 10 ottobre 2013Come è noto per "Guerrilla Gardening" si intende una forma di giardinaggio "politico", che è sostanzialmente una forma di azione non violenta diretta, praticata soprattutto da gruppi ambientalisti. Questi movimenti sono solitamente legati alla permacultura o alle problematiche riguardanti i diritti della terra.
Gli attivisti rilevano un pezzo di terra abbandonato, che non appartiene loro, per farci crescere piante o colture.
Certi gruppi di guerrilla gardening compiono le loro azioni (attacchi) durante la notte, in relativa segretezza, per seminare e prendersi cura di un nuovo tappeto vegetale o tappeto fiorito. Altri lavorano più apertamente, cercando di coinvolgere le comunità locali.
Si è sviluppato nella forma di attivismo pro-attivo o pro-attivismo.

Il Guerrila Gardening può avere diversi obiettivi ed operare sia in terreni agricoli abbandonati sia in territori urbani, allo scopo di migliorare la vivibilità di ambienti degradati e, quindi, può prednere come oggetto d'attenzione un'aiuola abbandonato, un piccolo appezzamento abbandonato tra edifici di cemento, trasformandolo di nuovo in giardino, sarchiando la terra, mettendovi a dimora nuove piantine.

In genere, dopo che il lavoro è stato effettuato, viene lasciato un cartello, come segno tangibile del passaggiodel gruppo operativo di Guerrilla Gardening, invitando i cittadini di quel territorio a rispettare quel lavoro e, eventualmente, a farene carico.
Il principio su cui si basano le azioni del Guerrilla Gardening è quello di rovesciare la dominante passivizzazione del cittadino e spingerlo a sentirsi responsabile dei beni appartenenti alla comunità, suggerendo che se tutti si prendessero carico di una piccola cosa che li circonda, potremmo indubbiamente vivere in un mondo migliore, senza più stare nella vana attesa che arrivio dei "professionisti" o degli "stipendiati" per sanare certi problemi ambientali.
In molte città italiane esistono dei gruppi di Guerrila Gardening attivi.

Così anche a Palermo, ormai da diversi anni.

Il gruppo Guerrilla Gardening di Palermo, coerentemente con la sua linea di azione e con i suoi obiettivi, organizzaper la prima volta un "Corso di Giardinaggio Urbano" che si svolgerà il 10 ottobre, alle ore 9.00, nella sede di AddioPizzo di Palermo (via Lincoln), dando a tutti così la possibilità di poter divenire un vero "Guerrillero del Verde".
Purtroppo, il corso si terrà in orari mattuttini di giornate lavorative e ciò impedirà a molti che siano interessati, ma impegnati in altre attività lavorative, di partecipare.

Sarebbe stato auspicabile, certamente, scegliere un orario più praticabile per tutti.

 

Il Corso verrà tenuto dalla D.ssa Salamone (Patologa Vegetale c/o il CRA), sarà suddiviso in 4 Lezioni da due ore ciascuna (vedi locandina per programma) e verterà sulla conoscenza delle caratteristiche delle piante e del loro possibile uso nell'ambito urbano.

Il tutto finalizzato all'acquisizione di una serie di strumenti spendibili nella quotidianità ed utili anche per la realizzazione di una vera e propria Guerrilla (sarà prevista anche l'applicazione pratica delle conoscenze acquisite durante 2 Guerrille programmate ad hoc).

L'iniziativa vede la partecipazione entusiasta di Addiopizzo, realtà virtuosa con cui Guerrilla Gardening Palermo ha già iniziato un percorso comune.

Per la partecipazione al Corso sarà necessario inviare una mail a guerrillagardeningpalermo@gmail.com indicando nome, cognome e numero di telefono.

I posti disponibili sono limitati e, quindi, nel caso di un numero di iscrizioni superiori ai posti, varrà come ordine di preferenza la data di ricezione delle mail, pregando coloro i quali abbiano ricevuto esito positivo da parte nostra di onorare poi tale possibilità con la partecipazione a tutti e 4 gli incontri, visto che la propria presenza necessariamente escluderà qualcun altro parimenti interessato.

Il Corso - sostanzialmente autofinanziato - prevede un contributo volontario di €5.00 e si svolgerà nelle date e negli orari riportati in locandina presso la sede di Addiopizzo, Via Lincoln 131 Palermo.

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21 maggio 2013 2 21 /05 /maggio /2013 18:41

30 maggio. Artisti No Muos a Niscemi (Caltanissetta), ma prima e dopo una kermesse che coinvolgere tanti artisti e la cittadinanzaIl 31 maggio è indetto uno sciopero generale cittadino a Niscemi.
Negli ultimi anni, i cittadini di Niscemi hanno acquisito graduale consapevolezza della nocività e dei rischi dell’ecomostro, in questo stimolati e sostenuti dal Movimento regionale e nazionale "No Muos".
Lo sciopero del 31 maggio è, dunque, un appuntamento importante di mobilitazione; e come per tutti gli appuntamenti di lotta, è necessario il sostegno di tutte le sensibilità.
Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione nella riserva naturale della Sughereta di Niscemi, sito di interesse Comunitario. Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo, avvalendosi anche dei droni (gli aerei senza pilota) già presenti, in grande quantità, presso la base militare di Sigonella (CT).
Ad installazione ultimata, il campo elettromagnetico determinato dalle parabole satellitari e dalle antenne (a Niscemi ne sono già presenti 42, una delle quali dell'altezza di 146 metri) provocherà effetti biologici irreversibili sull'uomo (insorgenza di tumori e leucemie, riduzione della fertilità), sulla fauna (impatto sulla migrazione di diverse specie di uccelli) e sulla flora, oltreché interferire con apparecchiature elettroniche (pacemaker, defibrillatori, apparecchi acustici, attrezzature ospedaliere); e per un raggio di oltre 130 km.
Ancora una volta ed ancor di più, la Sicilia è terra di servitù militare, svenduta dallo stato italiano agli interessi militari statunitensi.
Da tempo i cittadini di Niscemi lottano l'installazione della base militare, riaffermando il loro diritto alla vita, alla pace, salute, all'autodeterminazione; e, negli ultimi due anni la lotta si è generalizzata, assumendo marcati caratteri antimilitaristi; e si è estesa all'intera Sicilia e alla Penisola. Si sono costituiti Comitati territoriali NO MUOS, riuniti in un Coordinamento regionale; nei pressi della base militare si è insediato un Presidio permanente punto di riferimento delle azioni di lotta; dalle esperienze di lotta è nato il Comitato MAMME NO MUOS, attivo quotidianamente nell'organizzare blocchi presso la base per impedire il passaggio dei militari americani e dei tecnici, scortati da decine di carabinieri e poliziotti (lo stato italiano non lesina certo il servile appoggio all'insediamento militare statunitense).
Il Teatro Coppola/Teatro dei Cittadini, spazio occupato, liberato ed autogestito, promuove, su tutto il territorio nazionale, la costituzione di un Comitato ARTISTI NO MUOS che sia parte integrante della lotta che in Sicilia ed in tutta Italia si conduce contro il sistema di comunicazioni satellitari USA installato a Niscemi (CL).
In linea con lo spirito, gli intenti, i metodi di lotta dei Comitati territoriali, il Teatro Coppola propone la costituzione di un Comitato ARTISTI NO MUOS, apartitico e aconfessionale, ad adesione individuale.
L'invito è esteso a tutti gli artisti che si riconoscono nei valori imprescindibili della libertà, dell'uguaglianza, della solidarietà, dell'antifascismo e dell'antirazzismo.
Il Teatro Coppola si impegna ad organizzare, nei prossimi mesi, la prima Assemblea degli Artisti No Muos.
Frattanto, una prima scadenza. Il 31 maggio è stato indetto lo sciopero generale nella città di Niscemi: sarà un momento importante di crescita civile per tutto il movimento No Muos.
Il 30 maggio, i tre Teatri occupati della Sicilia (Teatro Garibaldi di Palermo, Teatro Pinelli di Messina e Teatro Coppola di Catania) organizzeranno una manifestazione con un palco libero e aperto a tutti gli artisti che vorranno portare la propria solidarietà e il proprio contributo, nelle forme che essi sceglieranno e che li contraddistinguono.
Il 30 maggio invitiamo gli artisti ad essere presenti a Niscemi: ciascuno potrà proporre un contributo artistico, una testimonianza del proprio lavoro.
Quello di Niscemi è il primo appuntamento del costituendo Comitato ARTISTI NO MUOS.
La manifestazione è promossa dai tre Teatri occupati della Sicilia: Coppola di Catania, Garibaldi di Palermo, Pinelli di Messina.
Indicazioni organizzative. Il momento clou del nostro impegno sarà dal pomeriggio alla notte del 30 maggio.
Nell’ampia piazza del belvedere di Niscemi, si alterneranno musica (in acustica), teatro, performances: interventi brevi ma incisivi (10/15 minuti al massimo).
L’ampio piazzale di una scuola sarà il luogo per gli artisti visivi (installazioni, mostre) e i writers (predisporremo dei pannelli per artisti singoli o crews).
Band musicali (anche spontaneamente organizzate in loco) ed artisti di strada  condurranno il pubblico in corteo da un luogo all’altro del paese.
La sera, in piazza, sarà predisposto un palco per interventi musicali (anche in elettrico) e di vario genere, anche in questo caso brevi ed incisivi. 
Nella mattinata del 31 seguiremo la manifestazione, ciascuno con il proprio contributo creativo.
Per chi ne ha disponibilità: giorno 29 maggio ci incontreremo a Niscemi per conoscerci, progettare iniziative future, scambiarci idee sulle modalità organizzative ed operative del costituendo Comitato, organizzare insieme la giornata del 30 maggio.
Naturalmente, si può partecipare a tutti gli appuntamenti o soltanto alla kermesse del 30 maggio.
Già dal giorno 22 organizzeremo spettacoli all’interno delle scuole di ogni grado, per coinvolgere studenti, genitori, insegnanti.
Alcuni cittadini di Niscemi hanno dato la disponibilità ad ospitare (25/30 artisti): ci sono inoltre bed§breakfast a prezzi accessibili (15,00 euro circa).
Contro il MUOS, simbolo di morte, il nostro inno alla vita e alla collettività.
Vi invitiamo pertanto ad inviarci l’adesione alla manifestazione, all’indirizzo e-mail artistinomuos@gmail.com indicando: il genere e il contenuto del vostro contributo artistico, la durata, il numero di partecipanti, le esigenze tecniche (ridotte al minimo), i giorni di permanenza a Niscemi, varie ed eventuali.
Da sabato predisporremo un account che ci consentirà di comunicare con celerità.
Chi non potrà essere a Niscemi sarà ugualmente utile se organizzerà un evento creativo ovunque in Italia.
Chi, in quei giorni, sarà impegnato in eventi pubblici (concerti, spettacoli, mostre, altro) potrebbe leggere un breve messaggio di sostegno e di partecipazione alle giornate di mobilitazione niscemese. Vi chiediamo di darci notizia di tutte le iniziative di solidarietà: le promuoveremo a nostra volta.
Contiamo sulle vostre iniziative e sulla vostra attiva partecipazione anche a distanza.
Agli artisti che non potranno partecipare chiediamo un segno di partecipazione e di solidarietà (un messaggio da leggere pubblicamente, una comunicazione durante i loro concerti, spettacoli, mostre).

Per aderire comunque ad ARTISTI NO MUOS: inviare una e-mail di adesione a artistinomuos@gmail.com(possibilmente anche con l'indicazione di un recapito telefonico), specificando la qualifica con cui si preferisce essere citati.
Vi chiediamo di far girare questo appello ad altri artisti sensibili ai temi della pace, dell'antimilitarismo, dell'autodeterminazione dei popoli.

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1 maggio 2013 3 01 /05 /maggio /2013 11:14

Feste comandate, gitarelle e picnic fuori porta che, nella declinazione panormita, significano ogni volta un robusto inquinamento ambientale

 

 

L'articolo che segue, l'ho pubblicato come "nota" nel mio profilo Facebook, l'8 aprile 2010. Poichè oggi è è il 1° maggio e la città - di conseguenza - è pressocchè deserta perchè i Palermitani se sono tutti andati a fare la consueta "gita fuori porta", come è di prammatica, mi sono ricordato di questo scritto, e ho deciso di riproporlo nel mio blog. In fondo, il suo contenuto, rimane sempre attuale: in corsivo le parti che ho aggiunto ex novo, per aggiornare in alcuni punti il testo all'attualità.

 

(Maurizio Crispi) Pasqua e Pasquetta, come altre feste comandate, tipo il 25 aprile o il 1° maggio portano con sé la consuetudine molto diffusa e popolare delle gite fuori porta di piccolo cabotaggio, in cui è preferita l'opzione del picnic all'aperto, con il complemento dell'"arrostuta", soprattutto carni e salsicce. 
A Palermo, addirittura, in alcuni di questi giorni il Reale Parco della Favorita viene chiuso al traffico motorizzato per consentire ai gitanti vita più tranquilla.Ma molti scelgono località marine: per esempio la spiaggia di Mondello, qui a Palermo, è una meta molto gradita, soprattutto nei mesi in cui è ancora libera dalle cabine.
Quella delle gite fuori è indubbiamente una bella tradizione perchè in essa si accoppiano il festeggiamento specifico del giorno (il Lunedì dell'Angelo, ad esempio) con quello più generico del ritorno della primavera, delle giornate più miti e con più ore di luce.
E' bello vedere tante famiglie riunite attorno ai fuochi per il barbecue, ciascuna con il suo piccolo accampamento che durerà solo un giorno, ma che in alcuni casi è dotato di tutti i comfort, comprese le sdraio e una tendina per la pennichella pomeridiana.
E' tutto un tripudio di giochi, lazzi e sollazzi.
Bimbi che si rincorrono e che gridano.
Ragazzini più grandicelli che giocano a calcio.

Scene che fanno tenerezza, perché richiamano alla mente tutto un immaginario antologico della nostra Italia dal dopoguerra in poi, e che sono anche testimonianza di un passato che persiste, malgrado gli effetti più deleteri della modernità, che pure si intravedono nella musica sparata a tutto volume da impianti stereo da campo (o da veri e propio Hi-Fi Sound System mobili) oppure nelle cuffiette di I-Pod e telefonini incastrate nelle orecchie dei più giovani.
E fa piacere constatare che non tutti sono sedotti dalla lunga gita in auto fuori porta, dal weekend prolungato presso qualche località vacanziera che offre per l'occasione pacchetti familiari a prezzi stracciati.
Oggi del resto meno che mai: con i tempi che corrono e con la progressiva corrosione del potere d'acquisto dei nostri stipendi, occorre fare di necessità virtù e non sempre ci si possono consentire gite fuori porta di un tempo (la benzina ha i suoi costi) e quelle pantagrueliche grigliate all'insegna dell'abbondanza e dello spreco.
Insomma, piace davvero vedere questo colorato e tripudiante bricolàge del giorno di festa, tutto incentrato sul fai-da-te e sullo spirito d'inventiva del singolo nucleo familiare che, davvero con poco e a basso costo, riesce a ritagliarsi un proprio spazio di divertimento e di "avventura", subito dietro l'angolo di casa propria.
Quello che dispiace, invece, che - anno dopo anno - questa colorita cerimonia si trasforma in un'offesa all'ambiente dove si svolgono i picnic.
Ed è qui che la folla colorata, vociante e piena di vitalità, si trasforma in orda distruttiva.
Innanzitutto, a causa dell'atteggiamento predatorio che porta alcuni a considerare, palizzate ed altri manufatti in legno come deposito di combustibile ad uso personale per i propri falò e barbecue vari. 
Ma soprattutto per la deplorevole tendenza a disperdere tutti i rifiuti solidi prodotti, nonchè i resti del cucinato nell'ambiente, ossa, frattaglie e quant'altro.
A fine giornata, nelle aree che sono state utilizzate per la sosta rimane un cimitero desolante di rifiuti di vetro e di plastica (bottiglie, biccchieri, piatti), di carte, caritine fogli di giornale che svolazzano qua e là al minimo refolo di vento, sedie ed ombrelloni rotti: insomma, di tutto e di più, a cui si aggiunge il lezzo persistente delle carni arrostite e il più immondo fetore dei rifiuti umidi, pure lasciati a ristagnare (anche se alcuni sarebbero pronti a dire che questi ultimi sono a fin di bene perchè serviranno i nutrire i numerosi cani randagi - perduti o abbandonati - che vivono nei paraggi).
Nella più felice delle ipotesi, i più educati raccolgono le proprie scorie in un sacchetto che però lasciano ai bordi della loro zona di sosta, certi che qualcuno provvederà in seguito alla sua rimozione (ma quando?).
Sono pochissimi quelli dotati di una buona coscienza ecologica e di alcuni principi di base del rispetto per l'ambiente: e sono questi coloro che portano via con sè gli scarti per lasciarli appena possibile in un cassonetto della spazzatura: ma sono delle autentiche "mosche bianche".
Poi, tanto (sembra essere questo il pensiero condiviso da tutti gli sporcaccioni inquinatori), ci penserà il Comune a fare piazza pulita.
E così si alimenta e si mantiene in buona salute un atteggiamento di strafottenza parassitario che è tipico dei meridionali (Palermitani in testa a tutti) che sanno essere pulitissimi a casa propria, ma che - il più delle volte - del bene comune se ne fottono alla grande, perchè "non è cosa loro".
Ben diverso l'atteggiamento dei Britannici - in questo maestri di civiltà - addestrati dall'avere avuto per secoli la possibilità di usufruire dei cosiddetti "Commons" che - essendo per tradizione statuita dei territori di "tutti" - potevano essere sfruttati da tutti per le loro risorse, ma che - nello stesso tempo - dovevano essere curati e protetti per poterli mantenere sempre fruttiferi.
Basterebbero poche misure per modificare questo atavico sprezzo, così ben condito di salsa nostrana (tanto intimamente radicato che sembra essere quasi condiviso dagli stessi Amministratori e dai Tutori della Legge).
Innanzitutto, perseverare sempre con i presidi educativi indirizzati ai più giovani.
Ma anche - visto che le esortazioni non portano a granchè - incrementare le misure repressive, applicando le normative e le sanzioni già previste per chi sporca.
E, forse, anche l'esempio potrebbe giovare: l'esempio dato da volontari che - sul campo, mentre l'inquinamento è in corso - fanno vedere materialmente come si fa, provandosi a far nascere nei trasgressori non tanto il senso di colpa per questi atti di piccolo vandalismo che perpretano, ma il senso della vergogna (che, in alcune comunità, sembra funzionare molto meglio nel mantenere la coesione sociale e nel favorire comportamenti corretti - in definitiva virtuosi - e il rispetto per il nostro prossimo).
Insomma, si potrebbe fare qualcosa, ma la verità è che non si fa niente.
Per modificare atteggiamenti così storicamente radicati e fondati in secoli di malgoverno, ci vorrebbero persone eccezionali e carismatiche.
Qualcuno che sappia parlare alla gente e che, nell'esordio del suo parlare, dica "Questa notte ho fatto un sogno...", oppure che sappia lavorare umilmente, dando in prima persona esempi positivi di comportamento per ottenere da tutti consenso e cooperazione.
Il mondo si cambia partendo dalle piccole cose e dalla capacità di saper vedere oltre l'angusto confine delle proprie mura domestiche e dell'ottusa capacità di vedere soltanto i propri diritti e mai invece i nostri doveri nei confronti del corpo sociale.
L'ampio mondo al di là di esse è pur sempre casa nostra e va rispettato (e coltivato, come una cosa preziosa) in tutti i modi possibili.

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23 febbraio 2013 6 23 /02 /febbraio /2013 09:19

Villa Trabia di Palermo è allo sfascioLa palermitana Villa Trabia, ex parco annesso ad una casa nobiliare di Palermo (Casena dei Trabia alle Terre Rosse), e acquisita negli anni passati dal Comune, ha goduto per qualche tempo di una stagione di benessere e ha visto nel corso degli anni di una straordinaria rinascenza.
Il parco, infatti, era risorto grazie alle assidue cure somministrate dal personale preposto.
Le lastre di pietra delle antiche panchine erano state rimpiazzate.
La villa stessa con i suoi prestigiosi locali era frequentata dagli studenti che potevano utilizzare le sale di letture di studio, l'emeroteco fornita e la videoteca, soltanto fornendosi di un apposito tesserino.

Ma, con lo splendido scenario che offriva, è stata anche utilizzata come sede "prestigiosa" per la celebrazione dei matrimoni civili.
Ci sono entrato dopo alcuni mesi di mancate visite. A Giugno del 2012, era stato sventato dai vigili del fuoco un'incendio divampato in una palazzina adiacente al corpo principale della Villa, il cui prospetto si affaccia su via Salinas (un incendio divampato quasi simultaneamente ad uno nella non lontana Villa Malfitano.
Ci sono entrato e ho camminato attraverso il parco, sino all'edificio della Villla che era chiusa con le finestre sbarrate (forse per mancanza di personale).
Il parco mi è apparso in degrado, poco curate le aiuole, crescita selvaggia di erbe infestanti, tronchi abbattuti mai rimossi e alcuni anfratti pieni di monnezza in una maniera inveroconda.
Sono stati attuati degli interventi "selvaggi" di messa in sicurezza per alcuni dei giganteschi Ficus di cui il parco, molto esteso, è disseminato.
Questi interventi sono consistiti, in alcuni casi, in una potatura dissennata dei più grossi tronchi portanti e uno degli alberi sottoposto a questo feroce trattamento è morto, mentre altri mostrano chiari segni di degrado, evidenti nel fatto che le grandi radici legnificate affioranti dal terreno stanno cominicando a deteriorarsi e a marcire.
Panchine che erano state rimesso a nuove sono state divelte, in alcuni casi con il chiaro intento di asportare la lastra di marmo.

Insomma, davvero uno schifo.
Sono tornato a casa da quella che avrebbe dovuto essere una bella passeggiata con il cuore gonfio di tristezza e profondamente vergognato.

E, sì, che, sino all'ultima volta che ho avuto ospiti a casa provenienti dal altre regioni italiane o dall'estero, li ho sempre voluto portare a visitare questo grande parco recuperato dal degrado in cui stavo cadendo.

E, alcuni osano dire, con vuota prosopea, che viviamo a Palermo, città europea.



Vedi anche il seguente articolo: Storia di ordinario degrado in un angolo dimenticato di Palermo

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24 giugno 2012 7 24 /06 /giugno /2012 06:03

Veduta di PerinaldoDi quando in quando torno volentieri a Perinaldo, per l'esattezza da quando conobbi questo piccolissimo nell'entroterra ligure nel lontano 2002 o 2003, grazie al mio amico Franco Ranciaffi di Sanremo che qui organizzava una gara trail (molto bella) di 30 miglia, la Devil's Trail 30 miles.

Ci sono venuto tre volte per la gara e, successivamente, ogni volta che sono passato da quelle parti ho amato farvi una sosta e il pernottamento (sempre nello stesso albergo: lo ammetto, sono un abitudinario, ma del resto sino al tempo della mia ultima visita non ve n'erano altri), per vivere l'atmosfera che vi si respira.

Su Perinaldo, paesino sperduto sulla cresta d'un colle in fondo alla Valle Crosia, si potrebbero dire tante cose.

Per esempio, che è un borgo di origini antiche, costruito in una posizione tale che fosse sempre al riparo dalle alluvioni e dalle piene: cosa non faceva, nei tempi antichi, la capacità di osservazione dei nostri antenati, ma anche la piena disponibilità dello spazio geografico, quando era prefeibile un posto disagiato, ma sicuro, rispetto ad un altro che offrisse maggiore agi, ma dove la sicurezza dai cataclismi naturali - almeno quelli prevedibili - fosse certa!

Oppure si potrebbe dire che diede i nataili ai Cassini di cui uno - Giovanni Domenico Cassini, lo scopritore di quattro satelliti di Giove - venne invitato per l'importanza delle sue scoperte a risiedere come astronomo di corte nientemeno che alla Corte dei Re di Francia.

O ancora che, ospitò - di passaggio da uno dei suoi viaggi in Italia - Napoleone Bonaparte.

Queste ed altre cose si potrebbero dire di Perinaldo, che è tutto da visitare e da camminarci in lungo e in largo, leggendo lapidi ed iscrizioni che raccontano le sue memorie nei personaggi e nei fatti memorabili, ma è soprattutto nell'atmosfera che vi si respira che si possono osservare i suoi pregi.

 

Una statua commemorativa per Giovanni Domenico Cassini a PerinaldoNel silenzio, per esempio, un silenzio quasi totale, benchè la parte più moderna del borgo sia percorsa da una strada asfaltata: ma ci sono solo le auto dei residenti (e loro l'auto la usano ben poco, solo se devono scendere nel fondovalle o andare al lavoro nei boschi circostanti) e quella di qualche rado turista. Perinaldo non si trova su di una grande strada di transito e bisogna venirci apposta. Il silenzio rotto soltanto dalla musicalità dei richiami canori degli uccelli e da qualche raglio d'asino più lontano.

Nel profumo dell'aria, soprattutto alle soglie dell'estate, quando si coglie forte ed intenso, sontuoso e quasi stordente, il profumo dei tigli.

Nei colori. Nel verde intenso dei tigli, e in quello argenteo degli ulivi, nella opulenza dei viticci e delle foglie di vite, nella bellezza dei ciliegi carichi di frutti che,  svettando dagli orti recintati di mura delle case più antiche, trasmettono una snsazione di gioia e opulenza, per quantro frugale.

Nel fatto che ci siano voci in conversazione che rimbalzano da una casa all'altra, soprattutto là dove i vicoli si fanno più stretti, assicurando ai viandanti un'ombra quasi perennne, protezione dal gelo d'inverno e dal caldo, d'estate.  E sono voci provenienti da corpi che rimangono per lo più invisibili: eppure ci sono e raccontano storie di convivenza e convivialità urbana che noi - abitanti delle metropoli fumose e cacofoniche - abbiamo dimenticato. Le voci possono essere sentite soltanto se risuonano nel silenzio 

Nel fatto, altrettanto commovente, di poter vedere le signore che escono di casa senza un motivo particolare e vanno a sedersi sulle panchine che sono un arredo onnipresente delle viuzze e degli slarghi e vi si siedono in conversazioni, allietate dalla fresca ombra degli alberi fronzuti che fanno da bordura alle vie principali.

E si può osservare nella presenza di fontanelle chioccolanti e nei bevai a cui arrivano fiotti di acqua gelida che sembrano intonare dei monologhi per proprio conto e che uno può interpretare a modo proprio, se vuole...

Nel vedere tanta gente che si raccoglie, alla mattina presto e poi all'imbrunire, quietamente nei pochi bar a conversare, lanciando ogni tanto, piccole perle di saggezza popolare: "I soldi sono fatti così: più li conti e meno ne hai. Anche se li conti cento volte, non aumentano, anzi diventano sempre di meno"- come sentii dichiarare un vecchietto sdentato e biascicante.

Si osserva anche nel fatto che un paesello così piccolo che raduna solo poche centinaia di anime, sia governato da un'Amministrazione comunale che si preoccupa del benessere e della sicurezza dei suoi cittadini (evidente, per esempio, nella puntuale informazione sulla prevenzione del rischio incendi boschivi) oppure che si presta a cause di solidarietà sociale, come nella dichiarazione di disponibilità ad ospitare - con il coinvolgimento dei cittadini - nei mesi estivi dei bambini provenienti dalle zone terremotate (in occasione del recente terremoto che ha scolnvolto il territorio dell'Emilia).

E infine nella presenza di una piccola coraggiosa farmacista, che gestisce una Farmacia altrettanto piccola ma essenziale per il benessere degli abitanti di Perinaldo e che ha scelto di lavorare qui, perchè Perinaldo é il posto che le piace, un luogo che trova esattamente fatto a misura per se stessa e per le proprie esigenze. E lo preferisce di gran lunga a location dove il lavoro da farmacista magari potrebbe essere un po' più remunerativo. Sicché resiste, sfidando incertezze e avversità.

 

 

 Dal sito ufficiale del Comune di Perinaldo. Perinaldo (in provincia di Imperia) è posta su uno splendido crinale, a 572 m sopra il livello del mare e si affaccia sopra un anfiteatro naturale coperto da argentei e secolari uliveti che, intercalati da fasce di ginestre, mimose e vigneti, accompagnano lo sguardo giù sino al mare. La vista di cui si gode affacciandosi qui come da un balcone si estende dai più lontani profili dei monti Bignone, Ceppo, Toraggio, Pietravecchia e Grai fino al mare.

Perinaldo offre uno dei centri storici più suggestivi e meglio conservati dell'entroterra ponentino, un'eccellente stazione climatica di villeggiatura, una natura pressoché incontaminata, ricca di essenze e profumi mediterranei, una gastronomia tipica con gusti ancora barocchi ed una varietà faunistica veramente eccezionale.

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12 aprile 2012 4 12 /04 /aprile /2012 20:00

DSC01867.JPGVenerdì 30 marzo, ha avuto luogo un nuovo evento di Guerrila Gardening Palermo, nello spazio antistante l'ingresso principale della Fiera del Mediterraneo (Via Sadat), le cui aiuole sono state da tempo abbandonate in uno stato di totale incuria e degrado. L'intervento del 30 marzo è stato di pre-guerrilla, nel senso che si è provveduto alla pulizia delle aiuole e alla loro sarchiatura. Adesso, trascorsi 15 giorni, si provvederà alla loro sistemazione, con la messa a dimora di piantine.
L'iniziativa del 30 marzo proseguirà, venerdì 13 aprile.

Ecco i due successivi comunicati di Guerrila Gardening Palermo, relativi a questa iniziativa.

Guerrilla Gardening Palermo è su Facebook.

 

(venerdì 30 marzo) Una nuova iniziativa di Guerrilla Gardening a Palermo - La Fiera del Mediterraneo è ormai da tempo un luogo deserto e le aiuole antistanti l'ingresso principale, abbandonate. a se stesse, traboccano di erbe cresciute selvaggiamente: ma in mezzo alla crescita selvaggia che di per sé non è un disvalore, si nota la presenza di immondizia e rifiuti vari. I guerrilleri "gardener"  hanno pensato che sarebbe stata una bella iniziativa dare una sistemata a quelle aiuole, pulirle innanzi tutto, tagliare l'erba ma non tutta, piantare qualcosa, ridare un aspetto meno desolato, pur nel rispetto del verde.

Pertanto, ci diamo e vi diamo appuntamento venerdì prossimo davanti l'ingresso principale di quella che fu la Fiera del Mediterraneo per una prima operazione di pulitura e sistemazione delle aiuole, rimandando la piantumazione vera a propria alla settimana prossima.Sicuramente non riusciremo a fare tutte le aiuole, ma più saremo e più il nostro intervento potrà essere grande ed incisivo.

Quindi per venerdì niente piante ma tanta buona volontà, sacchetti per l'immondizia, zappe per smuovere la terra...

guerrilla-gardening.jpg(venerdì, 13 aprile 2012). Due settimane fa abbiamo preparato il terreno in due delle aiuole che ormai da tempo si trovano in stato di totale abbandono davanti quella che fu la Fiera del Mediterraneo. Adesso arriva il momento più bello... Venerdì sera andremo con le nostre zappe, zappette, e rastrelli per l'ennesimo "attacco" verde e, ovviamente, invitiamo tutti, ma proprio tutti, a unirsi a noi.
Venite per condividere, per conoscerci, per zappare, per piantare, per seminare, per portare acqua, per donare piante o alberelli.

Chiunque può contribuire ed in tantissimi modi!
Se si vuole contribuire portando qualche piantina, le indicazioni di massima sono sono sempre quelle di non portare piante da appartamento che andrebbero incontro a morte certa e di privilegiare specie resistenti e che non abbisognano di moltissime cure.

Largo spazio anche alle piante aromatiche come lavanda, rosmarino, salvia, alloro, ecc... e comunque si può sempre chiedere ed informarsi.
Noi siamo a disposizione per qualsiasi dubbio o curiosità.

 

Con "Guerrilla Gardening" - o "Giardinaggio libero d'assalto" - si intende una forma di giardinaggio politico, una forma di azione non violenta diretta, praticata soprattutto da gruppi ambientalisti. Questi movimenti sono solitamente legati alla permacultura o alle problematiche riguardanti i diritti della terra. Gli attivisti rilevano un pezzo di terra abbandonato, che non gli appartiene, per farci crescere piante o colture. Certi gruppi di guerrilla gardening compiono le loro azioni (attacchi) durante la notte, in relativa segretezza, per seminare e prendersi cura di un nuovo tappeto vegetale o tappeto fiorito. Altri lavorano più apertamente, cercando di coinvolgere le comunità locali.

Si è sviluppato nella forma di attivismo pro-attivo o pro-attivismo.

Di Guerrilla Gardening esistono in Italia svariati gruppi regionali e/o cittadini che si rifanno ad una comune filosofia sottesa alle proprie azioni.

 

Vedi la voce completa in Wikipedia.

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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