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28 agosto 2012 2 28 /08 /agosto /2012 10:35

Firmino.jpgOggi ho scovato a casa mia un piccolo clandestino metropolitano: è un topino. Non un grosso sorcio metropolitano, del tipo di quelli che prendono in ostaggio la gabbianella che non sapeva volare, ma un topino, piccolo e delizioso.
Mi chiedo come sia arrivato: forse il suo ingresso, insalutato ospite, è avvenuto fortunosamente, quando è stata montata l'impalcatura per rifare una parte della facciata dello stabile dove abito.
Non posso spiegarmi diversamente il suo arrivo che, certamente, non è recentissimo.
Forse ha osato troppo rispetto alla clandestinità silenziosa ed invisibile in cui si era mosso finora, lasciando soltanto esili tracce che io avevo registrato (come, ad esempio, dei quadri improvvisamenti sghembi, senza che nessuno avesse spolverato e in assenza di scosse di terremoto, oppure qualche inspiegabile scarto lasciato qua e là), ma che ancora non avevo correttamente interpretato (pensando che fossero soltanto espressione di un transitorio passaggio e nulla più, non certo di un "insediamento").

E non era la prima volta: tanti, ma proprio tanti anni fa, un topino si era introdotto in casa ed io mi ritrovai ad ingaggiare con lui, piccolo ed innocente ospite, una battaglia a colpi di scopa. Con il cuore che mi piangeva, eppure fu necessario.

Ma tornando alla storia del nuovo ospite, questa volta, il piccolo clandestino anziché muoversi furtivamente, è stato plateale. 
Ha rotto con i dentini un sacchetto che conteneva delle brioscine per la colazione e ha mangiato una buona metà di una, lasciandone i resti sbocconcellati sul tavolo della cucina.
La mattina mi sono accorto del fatto e mi sono detto: "Allora sei qua! Vediamo un po'...se ti trovo!". 
E mi sono messo sulle sue tracce. 
Sono partito, ovviamente dal punto dove la brioscina era stata addentata, ma di lì a poco le tracce si perdevano e, del resto, sarebbe stato come cercare un ago nel pagliaio: troppi anfratti, troppi angoli morti, troppi mobili, a meno di avviare una mobilitazione radicale degli arredi di tutte le stanze nell'immediato, ci sarebbe stato ben poco da fare. Ed è stato così che, seppure a malincuore, io mi sia risolto a piazzare delle esche nei punti strategici dei possibili percorsi della bestiola. E non ci ho pensato più: d'altra parte, a distanza di poco tempo, ho visto che le esche erano state (alcune, almeno), "toccate". A distanza di tempo, in occasione di un periodico riordino dei libri nella stanza da letto, ecco che dietro una parete "cartacea" rimossa per spolverare ho scovato il suo nido: tracce di cacca (piccole cacchette, da cui ho avuto la conferma che si trattava d'un minuscolo topino), incarti di caramelle Rossana mangiate, qualche vecchio bonbon Negrita alla mandorla, di cui aveva sgranocchiato il rivestimento esterno conservandone il nucleo interno: evidentemente con l'intenzione di accumulare così provviste per i tempi di magra, e poi mandorle tostate e dolcificate, da cui era stato rosicchiato via lo strato esterno (tutte leccornie che, io - notoriamente goloso - tenevo a portata di mano sul tavolo della cucina disposte in piccole ciotole).
Mi sono chiesto se per caso, vista la vicinanza del suo nido ai libri, non fosse un lontano parente di Firmino, il topino protagonista della bella (più che bella: deliziosa e profonda, con delle punte emotive, quando senti che le lacrime ti salgono agli occhi con forza ineluttabile) storia allegorica dell'eclettico Sam Savage (Sam Savage, Firmino. Avventure di un parassita metropolitano, Einaudi, 2008).
E' strano il fatto che i lettori assidui per ogni fatto, per ogni evento, per ogni sensazione si ritrovino a sperimentare risalgano automaticamente e prepotentemente a qualcosa che hanno letto in un passato più o meno recente.
I libri letti spesso rappresentano i punti di repere di una mappa su cui orientarsi nel confronto con i vari accadimenti della vita.


La trama. Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta da una pantegana menefreghista e alcoolizzata che ha scelto come habitat la bottega di un venditore di libri antichi e vecchi, in realtà bibliotecario scalcagnato e appassionato lettore (“un mausoleo di libri, un tesoro dimenticato, un cimitero di tutte le pagine non lette e illeggibili”). 
Firmino é il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento.Il topolino da subito comprende la crudeltà delle leggi della sopravvivenza. Non riesce, infatti, ad imporsi nell’accaparrarsi il cibo. Firmino non riesce ad imporsi per accapararsi il cibo della mamma, viene sempre scalzato via oppure nemmeno riesce a raggiungere la benefica mammella.
Arriva sempre per ultimo e tutti lo emarginano nella condivisione di quel primo contatto di piacere: l’attaccamento ai capezzoli. 

Così inizia ad avere fame, una fame insaziabile e si rende conto che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere: comincia così ad assaporare, letteralmente, pagine intere dei libri che trova.
Scopre, assaggiandoli, che i libri più belli sono i più buoni. 
Forse perchè di quelle pagine si è nutrito, a poco a poco Firmino si accorge che riesce a comprendere il linguaggio dei libri: non solo può sentirne il sapore, ma anche riesce a capire le storie che raccontano. E più legge, meno mastica, finchè decide di andare fuori dalla tana per procurarsi il cibo indispensabile, lasciando del tutto intatte lepagine dei suoi libri.
E allora prende a rispettare i libri, nutrendosi soltanto del bordo bianco delle pagine e lasciando integro il testo che, mentre si nutre riempendosi la pancia va leggendo.
E, dopo essersi nutrito, diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. 
I libri gli consentono di apprendere, di ampliare i suoi orizzonti e, nello stesso tempo, di fantasticare molte vite possibili.

Firmino, dunque, per necessità di sopravvivenza, si fa “cartografo dell’animo” è il vero inizio della storia della sua vita e della consapevolezza incomincia nel novembre del 1960 tra scaffali di libri di tutte le dimensioni. Firmino, assaporando e leggendo i libri, travansando nel suo animo il loro contenuto diventa un piccolo "savant" e, intanto si trova quotidianamente ad ascoltare le rimuginazioni del proprietario della libreria che diventano parte essenziale del suo nutrimento mentale e spirituale.
In un finale di struggente malinconia, Firmino - ormai vecchio e stanco, senza aver potuto realizzare il suo sogno di entrare in contatto con il vecchio bibliotecario che, per tutta la sua vita, ha osservato da lontano e senza riuscire a condividere la sua sensibilità di lettore con un suo pari, assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio.
La storia di Firmino è una bella metafora: quella della figura emarginata del lettore insaziabile di sapere e d’amore
Alla fine, disilluso, Firmino, trova rifugio sicuro all’interno del tomo più grosso che lo aveva accolto alla nascita come culla.


La recensione di IBS. Per chi si sente un Firmino moderno o un emarginato amante della lettura, per chi scopre di esserlo leggendo questo romanzo particolare o per chi vorrà difendere i topi da eventuali trappole … bene! Questo libro è allora per tutti voi.
La recensione di IBS. In una Boston fredda e inospitale, popolata da vecchi ubriachi e uomini in cerca di facili passatempi, l'unico rifugio per la giovane e indifesa Flo, è lo scantinato di un affollato negozio. Il tepore che proviene da laggiù calma i suoi tremori, e la carta che contiene in abbondanza placa il suo proverbiale appetito... Flo è la madre di Firmino e dei suoi dodici fratelli. L'unico posto sicuro che ha trovato per mettere al mondo la sua nidiata di topini sono gli scaffali di un'enorme libreria abbandonata, che funge da giaciglio per la notte e anche, sempre più spesso, da prima colazione.
Avevamo già visto il mondo attraverso gli occhi di un topo, soprattutto nei fumetti (non solo quelli destinati ai bambini, un esempio per tutti Maus di Art Spiegelman) così come c'eravamo già imbattuti nelle blattelle divoratrici di libri di Daniel Weiss (Gli scarafaggi non hanno re). Ma stavolta ci troviamo di fronte a una storia molto più complessa: un vero e proprio romanzo di formazione che vede il povero Firmino intento nell'impresa di conoscere il mondo. Ma un topo nato e cresciuto tra i grandi maestri della letteratura mondiale ha un solo strumento per interpretare la realtà, cioè la fantasia. Fuori dalla sua tana, alla scoperta del mondo, Firmino può finalmente mettere la letteratura alla prova dei fatti. Le donne di Lawrence, le paure di Anna Frank, il mondo intero di Oliver Twist si sgretolano di fronte a una realtà difficile e crudele, dove le immagini incantevoli legate alla lettura lasciano il posto agli incubi di una vita di stenti. Firmino osserva e sogna, cercando fuori dagli scaffali tutta la fascinazione che lo ha nutrito durante l'infanzia e trovandosi alla fine al cospetto della più grande fantasmagoria del secolo passato: il cinema.
I protagonisti di questo delicatissimo romanzo di Sam Savage, uno stupefacente autore esordiente, non sono i libri, come potrebbe sembrare, e neanche il cinema, come si direbbe inoltrandosi nella lettura, ma è quel lento, magico processo di nutrimento culturale che, attraverso le parole e le immagini, alimenta il nostro spirito. Una ricerca incessante di senso che riguarda tutti i piccoli curiosi roditori del mondo: voraci come topi, insaziabili, spesso invisibili. Nelle oscure cantine delle nostre città un esercito di piccoli pensatori divora le idee del mondo.
sam-savage.pngTutti quelli che, come il nostro Firmino, ogni giorno affrontano la prova decisiva con loro stessi, con la loro immagine, con il disincanto e la disillusione. Firmino coglie fino in fondo tutte le occasioni che la vita gli offre, senza rendersi conto, alla fine, di essere diventato per noi lettori come uno dei personaggi letterari che hanno popolato la sua vita. 

Nota biografica sull'autore. Sam Savage, nato nel 1940 nel South Carolina, è un ex professore di filosofia, meccanico di biciclette, carpentiere e pescatore. Nel 2006 ha esordito con Firmino (acclamato dalla critica internazionale) e, dopo il successo ottenu, ha proseguito con la carriera di scrittore.

In Italia sono stati pubblicati: Firmino (Einaudi 2008) e Il lamento del bradipo (Einaudi 2011).

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23 agosto 2012 4 23 /08 /agosto /2012 17:55

DSC03643r.jpgStamane, ho avvistato nella ciotola dell'acqua di Frida (per chi non lo sapesse, la mia cagnetta) una macchia scura galleggiante.
Subito, di primo acchitto, ho pensato che potesse trattarsi di uno scarafaggio volante entrato dallo spiraglio lasciato nel pannello scorrevole della veranda.
Ma, quando sono andato per prenderlo, mi sono accorto che si trattava d'un esemplare della famigerata genia dei "Punteruoli Rossi" (Rhynchophorus ferrugineus), i coleotteri curculionidi che formano l'esercito sterminatore delle nostre palme (soprattutto gli esemplari di Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera, ma anche di altre specie), giunto con una sua testa di ponte in un lotto di palme egizianegià infestate, acquistate a prezzo vantaggioso da uno dei nostri passati amministratori (ma questa forse è soltanto una leggenda metropolitana, che qui mi limito soltanto a citare, ma che trova riscontro persino in Wikipedia).
La bestiola non era annegata, a riprova del fatto osservato dagli entomologi che si tratta di animali "resistentissimi", a dir poco in possesso di molte più delle tradizionali nove vite che si attribuiscono al gatto.
Si, questo pensano gli entomologi del Punteruolo: che è una una macchina perfetta, indistruttubile.
Il Curculionide agitava le sue zampette, galleggiando sul dorso, molto miserevolmente.
L'ho raccolto delicatamente e l'ho infilato dentro un minuscolo barattolo di vetro, pensando che, di lì a poco, le forze lo avrebbero abbandonato.
Invece no!
Resisteva, la bestiola.
Muoveva le antenne, si agitava, dando la sensazione che volesse raggiungere una via d'uscita.
Sono rimasto sbalordito da tanta voglia di sopravvivere e dalla determinazione ostinata nel tentare, sino all'ultimo, di protendersi verso una possibile "uscita di emergenza", per proseguire la migrazione da una palma già distrutta ad una ancora integra da "attaccare".
Dilemma atroce per me, quindi.

DSC03644rIl primo impulso, devo ammetterlo, è stato quello di tenerlo segregato. Ho pensato: Un Punteruolo in meno, in giro per il mondo, forse una palma salvata.
Liberandolo, avrei potuto rendermi responsabile della morte d'una ennesima palma.
Eppure, vedere quella creatura prigioniera nel barattolo di vetro, zampettante e piena di energia, mi faceva intristire.
Certo, non sono un jaina, convinto assertore che qualsiasi forma di vita - anche la più piccola - possa essere sede della reincarnazione di un essere umano, invischiato nella concatenazione karmica - e quindi attento a non distruggerne nemmeno una: da qui, le attenzioni rituali messe in atto dai sadhu jaina nella preparazione e nel consumo del cibo e il fatto di spazzare il terreno davanti ai propri piedi con un ventaglia di piume di pavone.
Senza che fossi influenzato da suggestioni orientali, alla fine ha prevalso il rispetto della vita: e fu così che, al termine di una lunga elucubrazione sui pro e i contro della mia azione, ho deciso di rendergli la libertà e di consentirgli di riprendere la sua migrazione interrotta.
Spero soltanto che il Punteruolo rosso appena salvato non vada ad infestare - per debito di riconoscenza - la palma che ancora resiste nel giardinetto d'ingresso del mio condominio.

Fine dell'Incontro ravvicinato con il Punteruolo rosso

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20 agosto 2012 1 20 /08 /agosto /2012 12:39

Ingorgo autostradale nei pressi dello svincolo di Altavilla Milicia (Palermo, il 19.08.2012) - Foto di Maurizio Crispi(Maurizio Crispi) Lo spirito italico si distingue sempre per furberia e menefreghismo.

Ciò che conta è (quasi) sempre il proprio personale vantaggio a scapito del rispetto nei confronti della comunità.
Questo assunto di base si manifesta, moltiplicato all'ennesima potenza, quando si è alla guida della propria autovettura.
In questi casi, assieme ad una gelosia forsennata nei riguardi dell'auto, intesa come proprietà ambulante (cui si aggiungono anche delle preoccupanti attribuzioni femminee, quasi fosse la propria donna da difendere a spada tratta), si afferma la legge primordiale del bastone e della clava.

Sorvoliamo sui tanti esempi che si possono fare e soffermiamoci un attimo su ciò che accade nel caso degli ingorghi autostradali (e qui mi riferisco soprattutto alle sicule abitudini, perché queste ho visto in opera) ed in particolare su di un singolare (e quanto mai ordinario) comportamento.

Mentre la maggioranza fa ordinatamente la fila, procedendo a passo d'uomo, ci sono i "furbi" (motociclisti e automobilisti) che utilizzano la corsia preferenziale per andare avanti, in  barba ai "fessi" che, pur sacramentando, se ne stanno intrappolati nell'ingorgo.

Questi individui non si rendono conto che il loro vantaggio (a parte la palese infrazione delle norme del Codice della strada) si tramuta in un ulteriore rallentamento per quelli che, rispettosi delle norme, se ne stanno in coda: perché ad un certo punto dovranno pur rientrare, creando un ulteirore strangolamento nel punto critico.

Oppure, se se ne rendono conto, ma se ne fottono alla grande.

In questi casi, io mi incazzo sempre come una bestia. 

E, solitamente, non riesco a tollerare questo sopruso passivamente, come fa  invece  la maggior parte degli automobilisti ingorgati che, guardano ai "furbi" con atteggiamento ambivalente. Da un lato, c'è un briciolo d'indignazione, ma dall'altro emerge prepotente un sentimento di invidia e di frustrazione nei confronti dei "furbi" in quanto dal loro punto di individui insoddisfatti sono "coloro che osano", mentre invece loro lì a stare bloccati come pecoroni.In questi casi, cerco di fare ostruzionismo, mettendomi con le ruote sulla striscia bianca che separa la corsia preferenziale da quella normale, in modo tale che le macchine dei furbi non possano più passare.

Subito dietro di me, in questi casi si forma una colonna di automobilisti incazzati che lampeggiano con gli abbaglianti, che strombazzano, che gesticolano, che gridano improperi contro di me.

Io cerco di mantenere fede alla mia determinazione, ma é una cosa davvero stressante, anche perchè dagli altri guidatori bloccati nel traffico non arriva alcun segno di solidarietà: sembrano tutti insensibili, disposti a tollerare passivamente l'abuso, perchè sui "furbi" proiettano il loro personale desiderio di fare a propria volta i furbi.

Il bello è che quelli che io blocco reclamano vivacemente un "diritto" che, in realtà, non hanno, si agitano piuttosto perchè non possono esercitare il proprio presunto diritto a trasgredire.

E ciò  é un vero paradosso: perché, in realtà, ciò che vogliono è poterla fare da padroni, facendo i i furbastri, come e quanto vogliono.

L'elemento stressante in tutto ciò deriva dal fatto che, in questi casi, c'è da temere qualche reazione inconsulta da parte di qualche testa calda: con la conseguenza di danni alla mia auto o di aggressioni personali.Una volta, in una simile circostanza, il guidatore di un piccolo camioncino il cui passaggio io bloccavo, cominciò a fare sbattere ripetutamente il suo mezzo contro il paraurti della mia macchina.

Sogno di un mondo in cui tutti abbiano la capacità di stare coda ordinatamente senza fare i furbacchioni.
Sogno di un mondo in cui i comportamenti dei "furbi" siano considerati socialmente esecrabili e non con malcelata ammirazione.Sogno di un mondo in cui tutti comprendano che l'interesse della comunità deve essere sempre messo in primo piano rispetto all'interesse e al vantaggio individuale.
Mi rendo anche conto, purtroppo, che prima che ciò in Italia accada, molta acqua dovrà passare sotto i ponti.
Comprendo anche che, probabilmente, tutta quest'acqua sotto i ponti sarà passata invano: dal momento che la corsa al soddisfacimento degli interessi individuali è sempre più sfrenata (con una ipertrofia dei comportamenti di prevaricazione e sopraffazione) e non trova nessuna forma di correttivo (sia dal punto di vista pedagogico-educativo sia da quello della reale applicazione delle norme). 

 

Speriamo (ma è una debole speranza) in tempi migliori.
Speriamo che tempi migliori possano esserci davvero e che, invece, ciò che vediamo oggi non sia altro che il preludio di un ulteriore inselvatichimento dei costumi italioti.


 

 

Nella foto di Maurizio Crispi: Ingorgo auostradale nei pressi dello svincolo di Altavilla Milicia (Palermo, il 19.08.2012)

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30 luglio 2012 1 30 /07 /luglio /2012 10:20

Anita Ekberg nella famosa scena del bagno nella Fontana di Trevi a Roma (dal film di Federico Fellini, Le fontane nelle città antiche venivano edificate dai potenti oltre che con intenti scenografici, anche per il diletto e il beneficio del popolo: e, quindi, pur costruite da grandi architetti e con intenti scenografici (e ciò riguarda soprattutto le grandi fontane del Barocco), il loro impiego - come effetto secondario non preventivato - era umile. 
I popolani vi si lavavano, vi si rinfrescavano, vi mettevano a mollo i piedi per trarne beneficio: e tutto questo sotto il sole torrido dell'estate poteva avere un senso, anche se la cultura del "bagno" a mare e in lago per diletto si svilupperà soltanto verso la fine dell'Ottocento).
Insomma, fontane e bacini erano concepiti per essere "usati" e non semplicemente contemplati da persone colte da una sensazione di rapimento estetico.
Ciò aveva un senso tanto maggiore se si considera che la maggior parte delle abitazioni era priva dell'acqua corrente: le fontane pubbliche serivvano quindi anche per lavare i propri panni oppure per attingere le scorte d'acqua per gli usi domestici. E per questo, sin dall'epoca romana vi erano i Lavatoi (alcuni dei quali particolarmente imponenti) e le fontanelle (che oggi, purtroppo, tendono a scomparire oppure a rimanere desolatamente all'asciutto)
Oggi, invece, si osserva un totale rovesciamento: le fontane pubbliche, specie quelle antiche, possono essere solo contemplate e la loro fruizione può essere soltanto estetica. 
Ai "contemplatori" è richiesto di rimanere insensibili al fascino attrattivo delle acque fresche e chioccolanti.
Ci si sorprende, se qualcuno - messo da parte lo stile contemplativo richiesto - si abbandona alla naturale esigenza di rinfrescarsi.
Si considera una tale azione un vero e proprio reato: una volgare offesa al rispetto dell'Estetica e dell'Arte.
Quanta acqua è passata sotto i ponti dai tempi del Rinascimento!
Eppure, io mi sentirei più propenso a far sì le fontane avessero anche quell'utilizzo.
Un desiderio più teorico che pratico, in realtà, destinato a rimanere confinato nell'empireo dei sogni, sostanzialmente lettera morta e puro empito idealizzante.
Il problema vero è che, probabilmente, allora l'utilizzo che ne veniva fatto era grato e rispettoso: era fondamentalmente "discreto".
Oggi, anche perché nel frattempo siamo divenuti troppi e tanti, troppi, sono stati allevati nella feroce incultura del più bieco consumismo, l'utilizzo eventuale delle nostre fontane sarebbe irriguardoso e l'approccio sarebbe sovrapponibile a quello di un oggetto di consumo "usa e getta", con inevitabili derive vandaliche
E allora, l'unica strada percorribile, purtroppo, rimane quella dei divieti e delle punizioni.
E' del 2007 l'episodio in un cui Roberta, una turista milanese, ha fatto il bagno nuda nella Fontana di Trevi. 
A Carabinieri che le contestarono il reato di atti osceni in luogo pubblico, disse: "Avevo caldo, L'acqua è di tutti".
Rimane - per noi più cresciuti - la nostalgia della bellissima sequenza ne "La Dolce Vita" di Federico Fellini del bagno di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi.

 

 

 


 

 

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19 maggio 2012 6 19 /05 /maggio /2012 15:18

attentato-a-Brindisi-ordigno.JPG

 

Sono profondamente addolorato e incredulo per quello che è successo a Brindisi: lo scoppio dell'ordigno e la scampata strage di tanti ragazzi innocenti, ma già il bilancio è gravissimo con una studentessa morta subito sul colpo, al momento dell'esplosione, e nove i ragazzi feriti di cui una - gravissima - lotta tra la vita e la morte (ed è in atto sottoposta a complicati interventi chirurgici che tentano di porre riparo alle lesioni riportate). Alle 7.40 si è verificata davanti al Liceo Tecnico "Falcone e Morvillo" di Brindisi l'esplosione di tre bombole di gas, collocate all'interno di un cassonetto (appositamente spostato dalla sua sede originaria) e probabilmente armate con un timer, predisposto per causare l'esplosione alle 7.55, l'orario di maggiore afflusso dei ragazzi pendolari. L'ordigno è esploso anzitempo e ciò ha fatto sì che si sia evitata una strage di maggiori proporzioni, ma non è di minore impatto il bilancio attuale di un morto e di nove feriti gravi.
Il Liceo tecnico, preso di mira dall'attentato, significativamente reca il nome di "Falcone e Morvillo", mentre il giorno predisposto per la strage è quello dell'anniversario dell'attentato in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e i loro uomini di scorta e ancora, ultima delle coincidenze gravide di significato, nello stesso giorno era previsto l'arrivo a Brindisi della "Carovana della Legalità" guidata da Don Luigi Ciotti e dell'Associazione "Libera".
Per tutte queste coincidenze significative, ma anche per il rinvenimento di tracce di un timer (prima si era anche detto di un telecomando) gli organi inquirenti ipotizzano una matrice mafiosa del crudele attentato (e, quindi, visto che si è verificato in Puglia, il rimando è alla "Sacra Corona Unita").
Non si può restare che attoniti e sgomenti davanti a tanta efferatezza e a tanta crudeltà premeditata.

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13 ottobre 2011 4 13 /10 /ottobre /2011 16:15

722px-trionfo_della_morte_gia_a_palazzo_sclafani_galleria_r.jpg

 

Questa è sicuramente una notizia preoccupante, passata in TV nella rubrica Leonardo di RAI3 (il 13 ottobre 2011): sarebbe stato fatto rivivere in laboratorio il bacillo della peste nera, esattamente il ceppo di Yersinia Pestis che nel XIV secolo determinò in Europa una letale epidemia di peste, fortemente aggressiva e rapidamente mortale, tanto che la popolazione dell'Europa, ne venne rapidamente debellata.

Il bacillo, in laboratorio, è stato ottenuto a partire da materiale biologico di quattro corpi esumati da una sepoltura che, in Inghilterra, era stata predisposta per accogliere coloro che fossero morti della letale e spaventosa pestilenza del 1347.

Abbiamo di recente visto il film "Contagion" (2011) che sviluppa con accenti catastrofici il problema della diffusione incontrollata di malattie infettive di cui non si conosce la cura e per i quali non esistono vaccini efficaci.

C'è da chiedersi, perchè nll'era della globalizzazione che comporta spostamenti rapidi e veloci in tutto il globo terracqueo e molteplicità degli scambi, degli scienzati (sarebbe poco dire "folli"?) decidono di operare su di un agente batterico temibile che ha causato una devastante epidemia in un lontano passato?

E se l'esperimento sfuggisse al controllo?

Spesso da parte di chi opera in questi ambiti c'è l'illusione del controllo e della sicurezza totale.

Ma spesso si aprono nel sistema improvvise ed insospettabili falle perchè le variabili sono molteplici e non è possibile mai prevedere tutte le evenienze.

Incrociamo dunque le dita e auguriamoci che tutto vada per il meglio.

 

Approfondimento su  Wikipedia, con un approfondimento proprio sulla peste nera del 1347

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6 ottobre 2011 4 06 /10 /ottobre /2011 12:02

wikipedia.jpgIn questi giorni, come molti si saranno accorti, Wikipedia è oscurata.

Per verificarlo, basta fare qualsiasi ricerca, su qualsiasi argomento e cliccare sulla relativa voce di wikipedia.
Il risultato sarà sempr identico. Si potrà leggere esclusivamente il messaggio sotto riportato.

 

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., così modificato (vedi p. 24), alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Articolo 27)

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., così modificato (vedi p. 24), alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

 

Nel canale IRC della Wikipedia in lingua italiana si potranno chiedere spiegazioni ed esprimere il  proprio parere (qui è spiegato nel dettaglio come accedere alla chat): irc://chat.freenode.net/wikipedia-it
Una delle discussioni che hanno portato alla misura dell'oscuramento si trova qui.
La discussione sul proseguimento dell'iniziativa si trova qui.

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24 agosto 2011 3 24 /08 /agosto /2011 07:27

chiave-e-lucchetto.jpgVi sarà capitato molte volte, quando avete un mazzo di chiavi particolarmente grosso, di indugiare a lungo prima di trovare quella giusta per aprire la porta di casa oppure il portone esterno del palazzo dove abitate, anche se ne avete memorizzato perfettamente - dopo anni di utilizzo - la forma e gli intagli.

In questi casi (praticamente sempre), rovistate con la dita, scartabellate e tutto ciò mentre avete le mani ingombre di incarti e sacchettini, alcuni dei quali finiscono con il cascarvi a terra

E quando credete di averla trovata e provate ad inserirla nella serratura, non è mai quella giusta...

Poi, riprendeti la ricerca, ancora più nervosi e, magari, a quel punto il mazzo di chiavi vi sfugge di mano e cade rumorosamente.

E, tutto questo, mentre sopraggiunge uno dei condomini dello stabile in cui abitate, con il quale non desiderate affatto incrociare nè lo sguardo nè le parole e nemmeno scambiare un semplice saluto.

Aborro la tecnologia spinta.

Però, ieri, mentre si ripeteva l'immancabile scenetta, ho pensato ad una geniale innovazione per le chiavi di casa (che sarebbe per alcuni versi un po' come aver scoperto come l'acqua calda, se pensiamo alle chiavi che al giorno d'oggi abbiamo in dotazione per le nostre auto).

E' molto semplice. Dotiamo chiavi e serrature comuni di microchip, in modo tale che si vedano reciprocamente, non appena sono a ragionevole distanza l'uno dall'altra.

Nel momento in cui ciò accade, si accende nella chiave pertinente un piccolo led rosso, lampeggiante che ti dice: "Sono io! Sono io!".Insomma, capitemi: non vello dice a parole (sarebbe troppo!), ma insomma con il suo pulsare ve lo fa intendere ...e a buon intenditore, poche parole...

La serratura, per contro, potrebbe emettere un piccolo bip.

Una meraviglia!

Rimarrebbe però l'impaccio di rovistare con dita sempre troppo grosse e goffe nel mazzo di chiavi per isolare la chiave giusta con il led rosso lampeggiante...

Beh, non si può avere proprio tutto, no?

Magari, qualcuno più bravo di me, potrebbe raccogliere questa mia idea, renderla fattibile e farsela brevettare.

Chi lo sa?

Ma, tutto sommato, io preferirei poter ottenere per magia l'apertura di tutte le porte, con quella famosa formuletta che faceva "Apriti Sesamo" della storia di Ali Babà e i quaranta ladroni.

Quando mio figlio era piccolo, rientrando a casa in auto, gli dicevo: "Quando arriviamo vicino al cancello, dì con la voce più forte che puoi 'Apriti Sesamo!' e vedrai che il cancello si aprirà al tuo comando".

Lui, pieno di convinzione e - direi - anche di speranza, diceva la formula magica, mentre io - di nascosto - azionavo il telecomando.

E il cancello puntualmente si apriva con sua grande meraviglia...

Ma perchè nella formula magica della storia delle MIlle e una notte, ricorreva proprio il sesamo?

Ecco la spiegazione.

sesamo-01.jpgLa formula magica “Apriti Sesamo”, utilizzata in Persia nella fiaba di Alì Baba e i 40 ladroni per accedere alla caverna del tesoro, si riferisce probabilmente alle “incredibili” proprietà nutritive e vitali del sesamo, che avrebbero conferito all’essere umano forza e vitalità.

Secondo la medicina tradizionale orientale il sesamo oltre ad essere ottimo come ricostituente nelle malattie croniche, è in grado di rafforzare vista ed ossa, impedire la carie dentale e la calvizia. Studi scientifici evidenziano che previene le malattie cardiovascolari, mantiene bassi i livelli del colosterolo nel sangue, ed ha proprietà cosmetiche di emoliente, nutritivo e lenitivo.

 

 

Potenza delle associazioni: ma non stavamo parlando di chiavi magiche?

Appunto, come volevasi dimostrare...

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14 agosto 2011 7 14 /08 /agosto /2011 08:18

Islanda-geyser.jpgCio' che è successo in Islanda è senza precedenti.

L'abbattimento dell'idea che il debito è un'entità sovrana, in nome della quale è sacrificabile un'intera nazione.

Percio' nessuno deve sapere degli eventi che hanno condotto al referendum islandese voluto dal Capo dello Stato Ólafur Ragnar Grímsson e ai suoi esiti.
Ogni volta che ci dicono che per arginare il debito di un paese ci vogliono piu' tasse, che sono procedure essenziali, ci stanno dicendo delle bugie.
Lo ha dimostrato il popolo islandese che ha sconfitto le lobby economiche e i loro ricatti.

Non hanno varato la manovra economica a spese dei cittadini per le perdite delle banche (i cui profitti erano privati e i cui debiti invece avrebbero dovuto essere nazionalizzati e ripagati da ciscun cittadino islandese, in ragione di circa 100 euro al mese per 15 anni).

Quello che è successo in Islanda mette in imbarazzo politici che - il più delle volte - sono soltanto le pedine dei gruppi bancari e di grandy lobby economico-finanziarie, e fa paura all'economia globale, disegnata per favorire i profitti di pochi e veramente di rado il benessere dei molti.

Censurare il referendum islandese e non farlo conoscere alle masse occidentali è stato l'ordine numero uno delle grandi banche.
Niente salvataggi da parte di BCE (Banca centrale Europea) o FMI (Fondo Monetario Internazionale), niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione, tramite una nuova Magna Charta Costituzionale, redatta via Internet con le sedute costituenti in diretta su Streaming on line, con la possibilità  per tutti i cittadini di partecipare, dire la propria e dare i propri suggerimenti e correttivi.
Lo sappiano i cittadini, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione.

E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, quelli spagnoli e ora anche gli Italiani.
In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale.

Solo così è possibile battere quello che alcuni definiscono il NWO (New World Order), dominato dai banchieri e dalle lobby dei potenti.

 

 


 

 

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3 luglio 2011 7 03 /07 /luglio /2011 07:15

laziseNel tranquillo Comune veronese di Lazise sul lago di Garda, alcuni adolescenti hanno manomesso la programmazione di un maxischermo posto davanti al municipio per dare informazioni turistiche, trasformandolo in proiettore di filmati hard.

Il cartellone informatico consente l’accesso al portale di “Verona Più Online”, attraverso una tastiera touch screen: ai ragazzi in possesso di alcune competenze un po’ più avanzate di tecnologia informatica, è stato sufficiente superare i firewall, collegarsi ad Internet ed aprire il sito web Youporn, impostando una serie di videoclip ad alto tasso erotico.

I filmati hard sono andati in onda per tutta la notte, durante la quale una folla di curiosi e di nottambuli ha raggiunto la zona per “godersi lo spettacolo”

“È stato un evento storico: non abbiamo mai visto tanta gente così in piena notte in piazza a Lazise”, ha spiegato il titolare di una birreria che si affaccia sul piazzale.

A riempire l’area, camerieri, pizzaioli, turisti e gruppi di adolescenti. “Tutti si fermavano a guardare, soprattutto uomini però, le donne ridacchiavano ma poi si allontanavano – aggiunge il testimone - tutti i gestori della piazza hanno lasciato il lavoro e si sono raggruppati a guardare l’inatteso spettacolo”.

L’Amministrazione comunale, informata dell’accaduto, il giorno dopo, ha provveduto a bloccare gli accessi, riportando la situazione alla “normalità”.

Una “normalità” che, considerando l’ampia frequentazione di siti come Youporn (o Redporn) dalle postazione informatiche private di computer, ha significato in verità solo la ripresa delle “consultazione” individuale e “segreta” nel chiuso delle proprie stanze, alla ricerca delle proprie scene preferite.

Il bello della “beffa”, attuata dagli adolescenti di Lazise è stato proprio il fatto di evidenziare che, di fronte alla possibilità di fruire di uno spettacolo porno (in questo caso in video) nessuno si è tirato indietro, uscendo dall’ipocrisia secondo cui “nessuno guarda il porno gratuito in rete”, mentre invece in molti lo fanno.

Per qualche ora si è abbatuto il velo dell’ipocrisia e tutti hanno usufruito in un clima collettivo dello spettacolo porno: insomma, uno spettacolo “normalizzato”, come essere tutti assieme a guardare una partita di calcio.

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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