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26 giugno 2014 4 26 /06 /giugno /2014 06:05

Fuoco sull'Etna: questa volta quello vigliacco dell'incuria degli Uomini

(Elena Cifali) C’è fuoco stanotte sull’Etna e stavolta non è il fuoco che ha voluto vomitare dalle sue viscere.

E’ un fuoco subdolo e traditore, frutto dell’incoscienza umana. E’ un fuoco che distrugge alberi e piante, che annienta tutto ciò che di civile ed umano incontra.

Le abitazioni di alcuni amici sono state evacuate, troppo pericoloso rimanere tra quelle mura che da un momento all’altro potrebbero essere avvolte dalle fiamme.

Questo di oggi sui Monti Rossi, qui a Nicolosi, è un fuoco doloso, figlio del crimine, del disagio, figlio di quegli uomini che hanno perso una fetta della loro umanità.

E’ un disastro quello che si sta consumando e nonostante le decine e decine di uomini impegnati nel tentativo di spegnerlo, di limitare i danni quel fuoco continua ad ardere, dichiarando apertamente la sua supremazia anche sulla nostra amata montagna.

Sembra quasi un paradosso questo, l’Etna che con la sua lava stabilisce sempre chi domina e comanda in questa porzione dell’Isola Bella è divorata dalle fiamme.

In paese, oggi, si celebra un avvenimento importante: 30 bambini stanno ricevendo i sacramenti della Comunione e della Cresima.

La Chiesa gremita di genitori, padrini, madrine, parenti ed amici di quei 30 angeli che si confessano davanti a Dio.

Tutti noi col sorriso sulle labbra, tutti a noi a gioire per i nostri figli e in cuor nostro a soffrire per la ferita profonda, per l’ustione che qualche povero diavolo ha voluto infliggere al nostro polmone.

Fuori, sul sagrato, sull’intero paese aleggia l’odore di fumo, di legna bruciata. Una cappa di cenere e fuliggine aleggia nell’aria, tanto forte e fastidiosa da rendere difficoltosa la respirazione e da far bruciare gli occhi.

Cresce il rancore, cresce il disappunto, cresce il dispiacere.

Restiamo inerti, incapaci di prendere decisioni, impossibilitati dagli eventi e dalle circostanze.

Brucia quell’amata pineta dentro la quale giorno dopo giorno vado ad allenarmi, bruciano quegli alberi che mi riparano dai violenti raggi del sole e dal freddo pungente dell’inverno sempre rigido.

Bruciano i sogni e le speranze di un mondo migliore.

Fiamme alte avvolgono i ricordi di tanti noi, le speranze e la voglia di vivere.

Brucia quel luogo che accoglie ogni mattina le mie fatiche, le mie ansie e le mie preoccupazioni, brucia quel luogo che mi ha vista preparare infinite gare e che mi ha vista ridere soddisfatta dei miei successi.

Sul cellulare tanti messaggi di disperazione di chi come me affida alla Pineta dei Monti Rossi l’inizio delle sue giornate, di chi come me sente quel luogo come una seconda casa da pulire, da proteggere e da tutelare.

Chi! Chi? Chi sarà stato il criminale, di chi è la responsabilità?

Me lo chiedo, ce lo chiediamo.

Non ci sarà risposta, neppure questa volta.

La cerimonia in Chiesa sta per finire, i nostri trenta angeli vengono applauditi da un pubblico festante. Mentre affido a Dio il compito di fare giustizia mi congedo, abbandono il forte odore d’incenso e mi lascio avvolgere dall’acre odore di fumo, dal quel triste odore di vigliaccheria.

 

 

(MC) Nei giorni scorsi, con la concomitanza delle elevate temperature e del vento di scirocco che ha soffiato furioso, si sono sviluppati in Sicilia incendi di vaste proporzioni in provincia di Palermo, Catania, messina. Incendi devastanti, vere e proprie tempeste di fuoco, a volte in prossimità dei centri abitati, con l'incolumità della popolazione messa a rischio ed esercizi commerciali danneggiati o distrutti.
Ancora una volta, si sono evidenziate la debolezza e la scarsa efficacia dei sistemi di portezione del nostro territorio dalla calamità del fuoco, non solo per la scarsa degli nterventi ex-post, ma soprattutto - come sempre - per la quasi assenza di misure preventive e di informazione/educazione della popolazione su come agire correttamente per prevenire il rischio di incendi.
Nella ridda di ipotesi che, ogni volta, si scatenano di chia sia la colpa se di qualche pazzo incendiario, o di delinquenti che appiccano i roghi o ancora di cittadini disattenti, c'è da dire che, sempre, gli incendi che colpiscono qualsiasi territorio - se non sono dolosi - sono sicuramente dolosi perchè trovano nelle condizioni di degrado e di incuria in cui versano le nostre contrade e nella colpevole assenza di misure preventive, terreno fertile su cui allignare.

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19 giugno 2014 4 19 /06 /giugno /2014 10:03

  Israeliani contro Palestinesi inermi

Israeliani contro Palestinesi inermi(Maurizio Crispi) Scioccano le immagini dei soldati israeliani che, proprio mentre trattative di riappacificazione sono in corso, invadono dal 14 giugno i territori palestinesi nella zona di Nabil e si accaniscono contro donne e bambini inermi, sfondando porte, distruggendo le loro case e disperdendo le loro povere risorse. Gli Israeliani, veri campioni di umanità, se la prendono con donne e bambini.
Alcune foto - per fortuna - stanno facendo il giro del mondo, attraverso i social network.

Vergogna!

E così il loro giorno della memoria, finisce con il diventare esercizio di mera retorica.
Il bello è che i giornalisti della carta stampata non osano criticare nemmeno di un pelo gli Israeliani per ciò che fanno contro i Palestinesi, perchè temono che cosìfacendo verranno accusati di essere fautori dell'Olocausto o negazionisti o filo-nazisti.
E' come se, con l'Olocausto, gli Israeliani si sentissero in possesso di un illimitato credito per compiere qualsiasi delitto contro l'Umanità.
Come a dire: A noi che abbiamo subito l'Olocausto, tutto è concesso! Visto che siamo stati vittime, possiamo ora essere persecutori a tutto campo!
E il perdono? E la compassione? Dove sono finiti?
Come possono continuare a chiedere simpatia e comprensione per ciò che hanno subito, se nonsono i primi a mostrare che sanno comportarsi nel modo giusto, ora che hanno la forza delle armi e il coltello dalla parte del manico?
Mi chiedo che differenza ci sia tra queste immagini e quella - famosa e divenuta icona - del bimbo smarrito che fugge davanti ai Nazisti che rastrellano il Ghetto di Varsavia.

 

IIl bambino del Ghetto di Varsavia

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4 giugno 2014 3 04 /06 /giugno /2014 06:57

Vorrei saperne di più...
(Maurizio Crispi) Ieri sono andato al piccolo ufficio postale privato in Via Simone Cuccia (Palermo), a pochi passi da casa mia, dal quale - con molta comodità - mi sono servito dalla sua apertura alcuni anni fa.
Le cose hanno funzionato sempre perfettamente: ho fatto con loro tutte le operazioni di cui avevo bisogno, come inviare raccomandate, effettuare pagamenti, spedire pacchi.
Ogni operazione, sulla base della mia esperienza è andata a buon fine, e senza mai dovere patire la sofferenza della coda che è un must degli Uffici postali pubblici, almeno qui da noi in Sicilia.
Ma con sopresa ho trovato che era stato chiuso.
I ragazzi che sino a pochi giorni lo avevano gestito erano all'interno, ma stavano sbarazzando.
Fuori, ben affisso in vetrino il cartello riprodotto nella foto: mi chiedo cosa sarà mai successo?

Vorrei saperne di più.
E mi dispiace sinceramente per l'accaduto, perchè era una cosa che funzionava e che mi ha reso un buon servizio.
E, ovviamente, mi dispiace per quie ragazzi che ci hanno lavorato, credendoci.
Se hanno scritto le parole che hanno scritto qualche cosa deve essere accaduto.
Quando mi hanno detto che erano chiusi, sono rimasto troppo costernato per chieder loro qualche notizia in più.

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5 ottobre 2013 6 05 /10 /ottobre /2013 07:06

Diego Cammarata rinuncia all'incarico presso l'Agenzia dei Beni confiscatiHa suscitato una bufera critiche e di reazioni indignate la notizia che Diego Cammarata, esponente del Pdl ed ex-Sindaco di Palermo avesse lasciato il posto da docente di scuola superiore, perchè assunto dall'ente che gestisce gli immobili sottratti alla criminalità. Nel suo curriculum, anche una condanna per essersi fatto curare la barca da un dipendente comunale. Hanno vivacemente protestato il movimento di Orlando e l'M5S. Il direttore Caruso dell'Ente: "Ha fatto domanda e l'ho accolta, operazione a costo zero"

Tra le numerose prese di posizione quella della CGIL nazionale, siciliana e di Palermo.

"La notizia dell'assunzione, attraverso lo strumento del comando, dell'ex-sindaco di Palermo Diego Cammarata presso l'Agenzia Nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, ripropone prepotentemente il tema dell'agenzia, della sua gestione e del suo ruolo".

"Manca infatti - prosegue il sindacato - un sistematico coinvolgimento delle associazioni e delle rappresentanze sociali attraverso il quale garantire quell'indispensabile elemento di trasparenza che rappresenta il valore aggiunto nella realizzazione di scelte efficaci e condivise. Proprio per affrontare questi aspetti abbiamo chiesto al direttore dell'Agenzia un incontro che ancora attendiamo".

"Da tempo - ricorda la Cgil - ci stiamo battendo per una revisione delle norme che regolano la gestione dei beni confiscati che sono una risorsa e una opportunita' di sviluppo nella legalita'. Abbiamo presentato una legge di iniziativa popolare, 'Io Riattivo il Lavoro', sostenuta da Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblico, Sos Impresa, Centro Studi Pio La Torre, con la quale, fra le altre importanti questioni, affrontare anche i temiche la vicenda ci propone. La legge e' stata gia' annunciata in aula alla Camera e attende di essere calendarizzata in modo da avviare la discussione parlamentare. Cogliamo, quindi, questa occasione per rinnovare alle forze politiche l'appello a procedere con sollecitudine in questa direzione. Ci pare poi inopportuno - conclude il sindacato - assumere, attraverso lo strumento del comando, una persona che ha in corso un procedimento e che e' stato condannato a tre anni di carcere in primo grado per abuso di ufficio".

 

Alla fine, sommerso dalle polemiche Diego Cammarata ha gettato la spugna e rinuncia al suo incarico presso l'Agenzia dei beni confiscati. È stato lo stesso ex-sindaco di Palermo a rivelarlo con un comunicato. "Le stesse ragioni che mi hanno portato a chiedere il comando presso l'Agenzia dei beni confiscati alla mafia mi inducono oggi a fare un passo indietro. La vicenda mi ha fortemente scosso e mi indigna il solo pensiero che ci sia qualcuno che possa ritenere che le ragioni che hanno accompagnato i commenti sul comando siano corrette e fondate. Nè - ha spiegato Cammarata - vi possono essere ragioni di opportunità che tengano. La sentenza pronunciata nei miei confronti, infatti, verrà sottoposta a breve ad appello sul quale confido per uscire da questo incubo".

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4 marzo 2013 1 04 /03 /marzo /2013 10:40

La signorina Frida Crispi: la proposta di un provvedimento simpatico, ma sostanzialmente inutile(Maurizio Crispi) Un'Associazione animalista ha suggerito che i cani debbano assumere il cognome dei propri padroni.
La mia cagnetta Frida diventerebbe così, a diritto, Frida Crispi ed entrerebbe di diritto a far parte della famiglia.
E' un'idea lanciata per prevenire ulteriormente l'abbandono estivo dei cani da parte di Umani insiensibili e crudeli: un'idea piena di buone intenzioni che, secondo me, non ha molto senso.
I cani che vivono in nostra compagnia, sono in genere trattati come persone di famiglia.
Tante volte della mia cagnetta diciamo che si chiama, appunto, Frida Crispi: è uno scherzo verbale, ma è anche vero che c'è in esso una verità profonda.
D'altra parte esiste già, l'anagrafe canina con la registrazione e la tracciabilità dei cani mediante applicazione del chip. Dalla lettura dei dati iscritti in esso (e registrati in un annagrafe canina) risultano non solo le caratteristiche del singolo cane, ma anche l'accoppiata con le generalità e la residenza del suo proprietario.
L'abbinamento uomo-cane è in questo modo solido e inoppugnabile (e soprattutto ineludibile).
Quindi, non è certamente imponendo un cognome ad un cane che lo si protegge dall'abbandono.
Più di quello che si fa, non si può fare.
Ad eccezione di una cosa: l'identificazione di coloro che eludono la regola del "chippaggio" e l'imposiszione di severe sanzioni ai trasgressori dell'obbligo di legge, tenendo conto che, in generale, quelli che poi abbandoneranno il loro cane, sono gli stessi che non lo hanno fatto chippare.

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27 febbraio 2013 3 27 /02 /febbraio /2013 14:00

Nozze di massa in Corea del SudPer pronunciare il fatidico sì 3500 coppie tutte composte da seguaci della Chiesa dell'Unificazione, si sono date appuntamento al Centro per la pace mondiale Ceongshim, a Gapyeong, quartier generale della setta fondata dal reverendo Moon in Corea del Sud. 
E' stato il primo matrimonio di massa dopo la morte, l'anno scorso, del leader e fondatore nel 1954 del movimento religioso, Sun Myung Moon. 
A celebrare il rito collettivo e' stata la vedova settantenne di Moon, Hak Ja Han, che ha spruzzato sugli sposini acqua benedetta.

Nell'occasione, tutte le coppie indossavano vestiti identici e molte erano di nazionalità mista. 
Circa 400 mariti e mogli si sono conosciuti solo pochi giorni prima della cerimonia.

Sun Myn Mung, più noto come il reverendo Moon, fondò la Chiesa dell’Unificazione a Seoul nel 1954. 
La teologia alla base della sua religione è un misto di riferimenti biblici e di numerosi richiami ad altri credi come il confucianesimo e il ceondoismo, la religione coreana nata nel diciannovesimo secolo. Da diversi accenni nel testo fondamentale si lascia intuire che Moon sia una sorte di nuovo messia cristiano. Nel corso degli anni, Moon ha costruito un impero economico che va ben oltre il movimento religioso e che comprende giornali, università, fabbriche e società finanziarie.
Il reverendo Moon è stato spesso messo in discussione per i suoi modi e accusato di aver fatto un "lavaggio" del cervello (piaggio, circonvenzione, per usare altri termini) a migliaia di persone, che sono poi confluite nella sua chiesa.
Nel 2003 fu molto criticato per un sermone in cui perdonò gli autori dell’Olocausto, sostenendo che si era trattato della punizione inflitta agli ebrei per aver ucciso Gesù. Moon celebrò anche il matrimonio di un arcivescovo cattolico, Emmanuel Milingo, generando un caso molto dibattuto e forti attriti con la Chiesa Cattolica (oltre a renderlo molto noto in Occidente).
Ai funerali del reverendo Moon, il 14 settembre 2012, hanno partecipato più di 30.000 fedeli.

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19 febbraio 2013 2 19 /02 /febbraio /2013 13:03

Anticipazione a luglio dei test di ammissione ad alcune facoltà universitarie. Un provvedimento antidemocratico e contro il diritto allo studio che fa molto discutere

 

Provoca costernazione tra gli studenti delle Scuole superiori, il varo recente della norma, secondo cui gli esami di ammissione ad alcune facoltà universitarie si dovranno fare a fine luglio e non a settembre, come è stato negli anni precedenti.

Tutti gli studenti in procinto di affrontare gli esami di maturità, ma anche tutte le persone colte e sensibili, si chiedono: come è possibile presentare la domanda per essere ammessi ai test, se ancora non sono noti i risultati degli esami?
Oppure ancora: come gli studenti potranno prepararsi agli esami di maturità e, contemporaneamente, studiare per conseguire una preparazione adeguata per potersi confrontare con i test?
Dovranno cominciare la loro preparazione con largo anticipo, puntando su di un obiettivo (e spendendo i soldi delle proprie famiglie) incerto e ancora non definito (il risultato degli esami di maturità ancora non è noto)?

Non è certamente sufficiente la giustificazione addotta dal Ministro dell'Istruzione Profumo, tuttora in carica in attesa della tornata elettorale e dal cui dicastero è dipeso questo provvedimento, che questa decisione è stata presa per andare incontro ad una maggiore razionalizzazione (sic1), per sveltire e snellire il sistema di accesso agli studi universitari, etc etc, nè tantomeno quella secondo cui , essendo i test delle prove di cultura generale, gli studenti che li affronteranno (e che hanno fresco lo studio per gli esami di maturità) non avranno bisogno di un surplus di applicazione per confrontarsi con le prove di ammissioni.
Questo non è affatto vero: chi ha fatto i test per le facoltà scientifiche può senz'altro ammettere che una parte delle domande dei test per l'ammissione a queste facoltà richiedono una preparazione ad hoc e non sono certamente di facile soluzione.

C'è da chiedersi se questa misura non rappresenti, in forma mascherata, uno strumento antiidemocratico e , di per sé, repellente (perchè limita fortemente il diritto allo studio) per ritardare di un anno l'ingresso nelle facoltà universitarie, per sfoltire la popolazione studentesca eccedente in un'Università pubblica che non si rinnova e che è ridotta allo stecchetto per via di provvedimenti adottati dai precedenti governi, ma anche per favorire il dirottamento degli studenti appartenenti alle famiglie con maggiori risorse verso le Università private.

 

 

 

Nella foto (di Maurizio Crispi): Palermo. Studenti in marcia sfilano davanti all'abitazione del Sindaco.
  

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12 febbraio 2013 2 12 /02 /febbraio /2013 12:49

Benedetto-26.jpg(Maurizio Crispi) Il Papa si dimette. Questo, in sostanza, ci ha detto la notizia di ieri 11 febbraio 2013, rimbalzata dalla Radio alla TV ai quotidiani e alla Rete.
E' una notizia che colpisce, ovviamente.
Dirò qui quello che la stampa allineata non dice, perchè in linea di massima, i commenti che ho sentito cercano di trovare delle giustificazioni ed un senso, in merito soprattutto ad un processo di secolarizzazione della Chiesa di Rona: dirò il mio pensero personale, insomma che solo questo vuole rimanere.
Non a caso è stato sottolineato che, a memoria storica, l'unico Pontefice che abbia rinunciato al suo mandato, sia stato - oltre settecento anni fa - Celestino V che Dante, desigandolo sinteticamente cone "colui che per viltade fece lo gran rifiuto" - colloca tra gli ignavi, alle soglie dell'Inferno, dando forza alla concezione del Divin Poeta che considera l'ignavia addirittura peggio del peccato, perchè come le non-scelte, le rinuncie (che sono un mancato esercizio del libero arbitrio) lasciano l'Uomo fuori da tutto (non pecchi, ma nemmeno fai un esercizio di bene).

Il Papa, dunque, rinuncia, si dimette: in ciò rivendica un suo diritto naturale di uomo che diventa portare di una carne e di uno spirito sofferente, ma perde di carisma.
Noi, comuni mortali, - per di più non possiamo dimetterci dalla vita, solitamente: siamo tenuti a berne il calice sino in fondo, senza sconti.

Il Papa, in quanto rappresentante di Dio in terra, nominato da un consesso di cardinali dovrebbe mantenere il suo posto sino alla fine, portandone il fardello con cristiana ed ecumenica rassegnazione.
Ciò, farsi carico dei fardelli della Comunità che guida come un pastore, dell'Umanità in genere e delle sue personali sofferenze (e/o dubbi) è - e dovrebbe essere - parte integrale della sua missione.
Vorrei ricordare la figura di Papa Giovanni Paolo II. Papà Wojtyła, pur ammalato e provato, esercitò sino all'ultmo le sue funzioni e, attraverso dedizione e abnegazione, ma anche con l'accettazione della sua personale sofferenza, acquistò un potente carisma anche agli occhi di coloro che non erano particolarmente praticanti e seguaci della fede cattolica, ma che erano toccati dritto al cuore da quella figura ripiegata, sempre più fragile e provata che accettava di vivere pubblicamente, senza sconti, il martirio che la sua carne mortale gli infliggeva.
Ricordao vivdamente il modo in cui mia madre, già anziana, seguiva le comparse pubbliche di Giovanni Paolo II. Era commossa nel vedere la fatica e la sofferenza che attraversavano quel corpo, ma nello stesso rinfrancata dalla prova di carattere e dalla testimonianza che ogni singolo atto del Ponterfice assumeva (prove che - come accadeva con lei - erano di conforto agli gli anziani, ai sofferenti, ai malati), facendogli acquistare un impagabile varore carismatico e di sostegno spirituale.


Con la rinuncia di Papa Benedetto XVI si apre una nuova maniera di intendere la figura del Pontefice: nè più né meno di un burocrate che, dopo essere stato alla guida della Chiesa di Roma, ad un certo punto, decide di andarsene in pensione o di dimettersi.


Nel Buddismo ciò non sarebbe concepibile.
Il Dalai Lama è l'incarnazione vivente del Buddha e tale rimane sintantoché è in vita.
Solo alla sua morte, gli emissari della fede buddista andranno alla ricerca di possibili candidati alla nuova reincarnazione di Buddha, cercando dei bambini nati in quel giorno e in quell'ora, corrispondente al momento del decesso del Buddha.
Il Dalai Lama, in quanto incarnazione del Buddha, non potrà mai andare in pensione: è il Buddha vivente.

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4 febbraio 2013 1 04 /02 /febbraio /2013 11:06

cane-berlusconi-269x300.jpgIl Nano di Arcore e "Maestro degli Inganni" con grande battàge prende in adozione un cane: chi potrà mai credere alla sua sincerità?

In campagna elettorale, ormai, ogni trovata è lecita per acchiappare l'attenzione dell'audience e raccattare voti. questo ci regala un dibattito politico ormai degradato a baruffa e spogliato di qualsiasi idea "vera" che sia supportata da un qualche riferimento ideologico o da un sistema di pensiero coerente.
Ormai ci si muove (e credo che questo nei tanti personaggi sulla scena "politica" riguardi un po' tutti, chi in maniera più esplicita, chi in modi più occulti) seguendo delle tecnniche pubblicitarie, spesso con il supporto di "curatori d'immagine" e di esperti in psicologia della comunicazioe.

Tutti i colpi bassi sono leciti: anche quelli che vanno a toccare gli astanti nei loro sentimenti, facendo leva sul loro assetto interiore di "brave persone" o, in alcuni casi (e qui il gioco è ancora più sporco) sul loro buonismo.

Tempo addietro, ormai, molto tempo fa, siamo stati privati del piacere di gridare in maniera disinteressata "Forza Italia!", adesso anche l'adozione dei cani perduti senza collare o dei cuccioli crudelmente abbandonati sin da piccoli diventa un modo per speculare sui buoni sentimenti dei propri potenziali elettori.
Io amo i cani: da più di due terzi della mia vita ne ho avuti con me. Sono molto sensibile alle storie di cani abbandonati e sono un convinto assertore, con Jeffrey Masson ed anche alla luce delle mie esperienze personali che i cani sono esseri capaci di esprimere sentimenti molto complessi.

La comparsata del personaggio "politico" (ma dire "politico" è troppo lusinghiero) che qui non voglio nemmeno nominare, in corso di campagna elettorale - e ancora "fresca" nei media - mi ha disgustato e mi ha offeso.
E' stato un modo molto, ma molto basso per pilotare (e condizionare) i sentimenti delle persone per bene, con una finzione e una messinscena.

Voglio proprio vedere, se - dopo il recitativo messo in scena bello, strappalacrime e pseudo-edificante - il nano ghignante si è portato quel povero cagnolino a casa o se lo ha portato a passeggio.
Sono convinto che dopo che gli spotlight si sono spenti e la parte "pubblica" della recita a soggetto è finita, il povero cagnolino è stato consegnato a qualcun altro: semplicemente, non serviva più.

Le menzogne hanno sempre le gambe corte: e quindi anche questa avrà vita corta, ne sono certa.
Ma al Nostro non importa: le sue sono tecniche da guitto a cui importa l'effetto immediato di ogni comparsata e il fatto che se ne parli: le foto, le riprese video e gli articoli scritti nella stampa cartacea e online rimarranno. E soprattutto saranno eloquenti quelle immagini, come le famose lacrime al tempo della tragedia del barcone degli emigranti affondato nell'Adriatico a seguito dell'intempestivo interventodi una nostra nave militare.
Quello che gli importa è essere sulla scena, riuscire ad avere il riflettore puntato addosso: e se, per ottenere questo risultato, occorre dire delle boiate imbarazzanti o cose fasulle da smentire in seguito non importa. Di essere eventato e colto in fragranza, non gliene frega niente: per così dire, ha una faccia di bronzo e la pioggia lo bagna e il vento lo asciuga. T
La cosa davvero preoccupante è che per il nostro una cosa vale l'altra. L'importante è sorpendere e stupire, toccando la corda dei sentimenti altrui,
E' come se, ogni volta, mettesse in atto dei trucchi da prestidigitatore che sembrano veri, per quanto dietro la facciata di un'irreprensibile esecuzione, ci sia sempre il trucco.

Però - dico io - non è giusto giocare con i sentimenti altrui, soprattutto con quelli di coloro che sono meno attrezzati a cogliere gli inganni detro ciò che appare.
Se il Nostro vuole adottare un cane, lo faccia veramente.

Lo prenda a vivere con sé, lo accudisca, lo porti da veterinario, lo porti a passeggio senza quegli odiosi ed arroganti uomini di scorta.


Noi non crediamo alle buone intenzioni del Cavaliere nei confronti del cagnolino.

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23 ottobre 2012 2 23 /10 /ottobre /2012 15:03

Allarme bomba a palermo, in Via Arcoleo - Foto di Maurizio CrispiIeri, 22 ottobre 2012, alle 15.00 circa grande agitazione nello spiazzo che si apre davanti a Via Arcoleo, dove nelle ore mattutine del  lunedì ha sede un vivace mercatino rionale.
All'improvviso, evidentemente allertati da una segnalazione sono arrivati sul posto Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Polizia e, infine, anche gli artificieri.
lo spiazzale è stato evacuato dalle uto in soste, mentre i bambini che si trovavano ancora nell'Asilo che si affaccia sulla stessa piazzati venivano evacuati.
Gli artifieri hanno fatto un complesso intervento per riporre all'interno di uno speciale contenitore di materiali contenititvo in caso di deflagrazione un cilindretto metallico che era stato abbandonato nei pressi di un palo della luce.
Concluso l'intervento, le barriere e le strisce segnaletiche sono state rimosse e tutti sono andati via, compresi giornalisti e fotografi che, allertati, erano comparsi all'improvviso. E' rimasto il pizzale desolatamente vuoto, come non lo è mai di solito.
Tanto rumore per nulla: del fatto non vi è alcuna traccia in rete e nemmeno nella stampa cartacea del giorno successivo.

 

Foto di Maurizio Crispi

 

Allarme bomba a palermo, in via Arcoleo - Foto di Maurizio Crispi

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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