Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
24 febbraio 2026 2 24 /02 /febbraio /2026 06:40

«La creazione di mondi, specie di quei mondi del passato che continuano a catturare l'immaginazione del pubblico, è quello che amiamo fare e che sappiamo fare al meglio. Pompei è un dramma avvincente con un protagonista accattivante, il tutto contornato dalla sfondo di una civiltà fiorente ma avviata alla distruzione, esattamente il tipo di storia che rende un evento televisivo memorabile»

Ridley Scott

Robert Harris, Pompei

Pompei” è un romanzo storico di Robert Harris, pubblicato nel 2003 da Mondadori, che intreccia fatti storici reali con una trama thriller, come usa fare abilmente Harris in tutte le sue ricostruzioni storiche romanzesche.
Il libro è ambientato nell'agosto del 79  DC nei due giorni immediatamente antecedenti la catastrofica eruzione del Vesuvio e si pone come una narrazione romanzesca "moderna" rispetto alla classica narrazione ottocentesca di Edward Bulwer-LyttonGli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii), risalente al 1834 e fortemente venato di tematiche e atmosfere romantiche.
Marco Attilio Primus è un giovane ingegnere idraulico (detto "aquarius") inviato da Roma per gestire l'Aqua Augusta Campaniae o anche "Acquedotto Romano del Serino", l'immenso acquedotto che riforniva ben  nove città del Golfo di Napoli e si trova a dover porre rimedio ad alcuni guasti che sino verificati nella sua funzionalità e che, in realtà, non sono altro che avvisaglie del prossimo evento tellurico.
In particolare, l’aquarius Attilio viene incaricato di scoprire perché il flusso d'acqua si sia interrotto e cosa sia successo al suo predecessore, misteriosamente scomparso. Durante le sue indagini, si scontra con la corruzione di Ampliatus, un ex schiavo, che - da liberto - è diventato un potente e spietato speculatore edilizio.
Mentre Attilio cerca di riparare l'acquedotto sulle pendici del Vesuvio, i segnali geologici (emissioni di zolfo, prosciugamento delle sorgenti) preannunciano l'imminente disastro che sommergerà Ercolano e Pompei.
Come sempre, anche in questa narrazione di Harris, il rigore storico e la capacità di mettere in scena personaggi realmente esistiti, si accoppia con la sua capacità di inserire nel flusso narrativo personaggi di totale finzione che tuttavia sono del tutto coerenti e credibili.
Il romanzo è stato lodato per la sua accuratezza tecnica, specialmente per quanto riguarda alcuni aspetti dell'ingegneria romana e per i dettagli scientifici dell'eruzione, anche se - nella narrazione - tutto si muove seguendo prevalentemente il punto di vista dell'aquarius Attilio.
Tra le figure storiche realmente esistite vi compare Plinio il Vecchio, ammiraglio e naturalista, descritto nelle sue ultime ore a Capo Miseno, prima degli eventi della sua morte nel tentativo di mettere in salvo  una preziosa biblioteca.
Ogni capitolo è introdotto da brevi estratti di testi scientifici moderni sulla vulcanologia, e questo artifizio rende ancora più credibile ed incalzante l’evento piroclastico con l’effetto altamente drammatico dell'inconsapevolezza dei personaggi che, invece, per la più parte lo vivono come un evento ineluttabile determinato dalla volontà di dei irati.

il 5 febbraio del 62 d.C., circa 17 anni prima dell'eruzione del 79 d.C., un potente terremoto devastò Pompei, Ercolano e Stabia. Il sisma, con epicentro nei pressi del Vesuvio, causò crolli diffusi e danni strutturali, con il successivo avvio di lavori di ricostruzione che erano ancora in corso al momento della catastrofe vulcanica. 
L'evento sismico, descritto anche da Seneca, fu estremamente potente, tanto da essere avvertito fino a Roma.
Le scosse provocarono la morte di numerosi animali a causa di gas tossici e il crollo di molti edifici.
Sebbene frequenti scosse minori continuassero negli anni successivi, i pompeiani non riconobbero questi fenomeni come premonitori dell'eruzione vulcanica, poiché il Vesuvio appariva come una montagna tranquilla e ricoperta di vegetazione.
Al momento dell'eruzione del 79 d.C., molte case e templi di Pompei erano ancora parzialmente in rovina o in fase di ristrutturazione a seguito del terremoto di 17 anni prima, mentre altri erano in fase di nuova edificazione, come ad esempio le Terme descritte nel romanzo come opera voluta fortemente dal liberto Ampliato.

 

Gli ultimi giorni di Pompei - Dipinto di Karl Bruilov

(Risvolto) Pompei, 79 d.C. Mancano solo due giorni all'immensa eruzione del Vesuvio. È un'afosa settimana di fine agosto. Lungo la costa i ricchi oziano nelle ville di lusso. Attorno a loro, invisibili, si muovono gli schiavi costretti a subire l'ingiustizia della propria condizione. La flotta navale staziona pacifica nel porto di Miseno. In questo clima di calma apparente, solo un uomo è preoccupato: l'ingegnere Marco Attilio, da poco responsabile dell'Aqua Augusta, l'imponente acquedotto che rifornisce nove città del golfo. Giunto in tutta fretta da Roma dopo che il suo predecessore è scomparso misteriosamente, Attilio si rende conto che le sorgenti, per la prima volta da tempo immemorabile, si stanno esaurendo e si mescolano con lo zolfo.

Villa dei Papiri, una possibile ricostruzione

A questo punto, c'è da chiedersi perché Pompei, successivamente, sia stata dissepolta quasi per intero, mentre invece gli scavi ad Ercolano siano stati fatti solo in maniera molto parcellare e limitata.
Il motivo principale è di natura tecnica e urbanistica: mentre Pompei fu sepolta da una coltre di ceneri e lapilli facile da rimuovere, dello spessore di 5-6 metri, Ercolano fu investita da flussi piroclastici che si solidificarono in un banco di tufo alto fino a 25 metri, duro come roccia. 
I tre ostacoli principali che hanno limitato l'area scavata (ad oggi circa 4 ettari contro i 44 di Pompei) furono:

  • La Durezza del terreno: con la conseguenza che la rimozione del fango vulcanico solidificato richiede uno sforzo immane rispetto allo scavo dei materiali incoerenti di Pompei.
  • Sovrapposizione urbana: gran parte della città antica giace direttamente sotto il centro abitato moderno di Ercolano (Resina), che ha impossibile scavare senza demolire edifici attuali.
  • Tecnica di scavo storica: inizialmente, all'epoca dei Re Borbone, la città antica venne esplorata la città solo tramite pozzi e cunicoli sotterranei, non a "cielo aperto", a causa dell'enorme profondità e compattezza del terreno. 


Nonostante le dimensioni ridotte, da quel poco che si è visto Ercolano vide un livello di conservazione superiore, incluso il ritrovamento di materiali organici carbonizzati come legno e papiri, che rimasero protetti proprio dalla sigillatura ermetica del fango.

Uno dei ritrovamenti più significativi è stata la cosiddetta "Villa dei Papiri".

La Villa dei Papiri è una delle residenze più lussuose e affascinanti del mondo romano, situata appena fuori dalle mura di Ercolano. È celebre per aver restituito l'unica biblioteca dell'antichità giunta fino a noi e una collezione d'arte senza precedenti. 

Thomas Hoving, Il palazzo in fondo al tempo

Arrivati a questo punto non si può non menzionare un romanzo di fanta-archeologia che, appunto, sviluppa il tema degli scavi mai realizzati ad Ercolano e che potrebbero portare alla scoperta di inauditi tesori.

Si tratta del romanzo scritto da Thomas Hoving, Il palazzo in fondo al tempo (nella traduzione di Adalaura Quinque), pubblicato da Leonardo nel 1990-
E' un volume che è rimasto a giacere negli scaffali della mia biblioteca per più di trenta anni, acquistato - credo - in un remainder. All'improvviso, ha attirato la mia attenzione e mi sono immediatamente lanciato nella sua lettura.
Come dice il risvolto di copertina si tratta di un thriller di fanta-archeologia che racconta la scoperta di un palazzo ricchissimo, rimasto intatto all'interno della colata di fango e lava che nel 79 d.C. ricoperse totalmente Ercolano. mentre la vicina città di Pompei venne ricoperta da uno strato di pomice e cenere vulcanica..
Promotore della ricerca, a partire da alcuni rotoli fortunosamente rinvenuti è un danarosa collezionista d'arte, don Ciccio Nerone, il quale coinvolge anche i due ricercatori di opere d'arte antiche Olivia e Andrew Foster.
I lavori di scavo rivelano delle autentiche meraviglie, poiché conducono gli "esploratori" all'interno  di un mondo sotterraneo in cui il palazzo nobiliare di Quinto Massimiliano Tertulliano è rimasto miracolosamente intatto con tutti i suoi tesori.
Mentre don Ciccio Nerone trama per ottenere il controllo assoluto della scoperta i due esploratori vanno alla riceerca delle meraviglie che offre loro il labirintico palazzo, una vera e propria camera di inenarrabili tesori, rimasti miracolosamente intatti e preservati.
Ma si tratta anche di reperti che potrebbero determinare una riscrittura della storia antica.
La parte del plot è meno sviluppata di quanto non sia la meravigliosa sequenza di descrizioni e catalogazioni di ciò che viene progressivamente rinvenuto all'interno del mondo sotterraneo sino alla scoperta definitiva, quella che potrebbe portare ad una totale riscrittura della storia del cristianesimo.

(soglia del testo) Olivia e Andrew Foster vengono convocati a Napoli da don Ciccio Nerone, un nano stravagante, aristocratico, ricco collezionista e genio del computer. Grazie alle sue informazioni ha scoperto che sotto l'antica Ercolano c'è il mitico palazzo di Quinto Massimiano Tertulliano, miracolosamente integro. Per mettere le mani sul palazzo i protagonisti faranno qualsiasi cosa, scoprendo cose straordinarie, tali da imporre una radicale revisione di tutta la storia.

(Risvolto di copertina) "Pompei è una vera barba. Ma Ercolano no. E' un tesoro che merita tutta la nostra attenzione" spiega don Ciccio Nerone a Olivia e Andrew Foster, direttori del Metropolitan Museum di New York convocati a casa sua a Napoli. E i Foster gli credono: don Ciccio è un nano stravagante, aristocratico e straricco, ma è anche un gran collezionista di opere d'arte e un genio del computer.
Ora don Ciccio è in possesso di informazioni che lo porteranno alla scoperta [archeologica] più fantasmagorica di tutti i tempi. Sotto la spessa coltre di fango solidificato e lava che ricopre l'antica Ercolano, distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., c'è infatti un palazzo miracolosamente intatto, pieno di meraviglie tali che al confronto la tomba di Tutankhamon sembra un riposto di misere cianfrusaglie.
Per mettere le mani sul palazzo di Quinto Massimo Tertulliano varrà la pena di affrontare intere dinastie di tombaroli, agenti dei servizi segreti e altissimi funzionari di un potere italiano corrotto e corruttibile, oggi come nella più decadente Roma antica. Del resto, lo spettacolo che attende i nostri avventurosi archeologi farebbe perdere il controllo dei nervi anche a Indiana Jones. Dietro la porta del palazzo perduto si aprono infatti sterminate gallerie colme di statue greche originali, arazzi, che illustrano sconcertanti versioni della vita di Alessandro Magno, gioielli preziosissimi ed enormi quantità di oggetti antichi ancora come nuovi.
Ma per Olivia e Andrew Foster la scoperta più straordinaria saranno i diari del padrone di casa e della sua graziosa moglie Frine, che di amante in amante era arrivata a folleggiare perfino con l'imperatore Nerone. In quelle pagine i protagonisti di questo gustosissime thriller di fanta-archeologia troveranno notizie semplicemente sconvolgenti tali, tali da imporre una radicale revisione di tutta la storia del mondo. In un crescendo di emozioni, saranno guidati fino all'ultima, inquietante, rilevazione: Mai potrà mai l'umanità venire a conoscenza del terribile segreto celato in quel sotterraneo "mondo perfetto"?

L'autore. Thomas Hoving (1931-2009) ha lavorato per vent’anni al Metropolitan Museum di New York dirigendolo dal 1967 al 1977. Lasciata la direzione del Met, fondò la Hoving Associates, una società di consulenza per l’acquisto di opere d’arte che ha avuto fra i suoi clienti i musei più prestigiosi del mondo. Negli anni Ottanta Hoving fu anche corrispondente d’arte per il telegiornale della Abc.

 

 

Condividi post
Repost0

commenti

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth