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29 novembre 2015 7 29 /11 /novembre /2015 20:18
Sex di Luca Beatrice. Una carrellata sugli erotismi nell'arte da Courbet a youporn e oltre
Sex di Luca Beatrice. Una carrellata sugli erotismi nell'arte da Courbet a youporn e oltre
Sex di Luca Beatrice. Una carrellata sugli erotismi nell'arte da Courbet a youporn e oltre
Sex di Luca Beatrice. Una carrellata sugli erotismi nell'arte da Courbet a youporn e oltre

E' un saggio complesso ed esaustivo quello del critico d'arte Luca Beatrice dal titolo, Sex. Erotismi nell’Arte da Courbet a YouPorn (Rizzoli Editore, 2013, collana Arte e Saggi).
Il tema è - come dice il titolo -"erotismi nell'Arte", ma - in verità - Luca Beatrice parlando di Arte traccia un'evoluzione della società occidentale in funzione della trasformazione degli atteggiamenti e delle rappresentazioni della sessualità.
D'altra parte, ciò che emerge è indubbiamente che il sesso e l'Eros sono due delle molle fondamentali di ogni comportamento umano e, di conseguenza, è giustificato ipotizzare che - senza timore di smentite - si possa tracciare una storia dell'Occidente attraverso la sessualità.
Il saggio di Luca Beatrice é ad ampio raggio poichè egli - soprattutto man mano che ci avviciniamo alla modernità e ai convulsi due primi decenni del nuovo secolo - non tralascia nulla, prendendo in considerazione non solo le opere d'arte più acclarate, ma anche quelle discutibili e ancora collocate in un confine incerto tra Arte e mera rappresentazione pornografica.

D'altra parte l'Arte si evolve di continuo, in sintonia con i tempi e, del pari, anche il Porno si evolve ed ambedue si muovono sempre di più alla conquista di territori sconosciuti e/o prima proibiti. Ciò che prima era "proibito", bandito, considerato inaccettabile, viene "normalizzato" ed entra a far parte del "realm" delle conoscenze/esperienze fruibili ed accessibili e diventa oggetto di discorso. Compito dell'Arte tuttavia è sempre quello di esplorare ciò che sta ai confini e di osare - con coraggio - la rappresentazione di ciò che rimane al di fuori del campo dell'esperienza comune e ordinaria o di mostrare lati nascosti delle cose e di metterle in luce.
La sessualità, i comportamenti sessuali nel corso degli ultimi due secoli sono venuti alla luce, passando dalla condizioni di segretezza e di censura ad una di esposizione senza veli e pudore.
I concetti di "arte espansa" e di "porno espanso" si fanno, quindi, in questo particolare ambito praticamente sovrapponibili e inistinguibili uno dall'altro.
E tutto può essere piegato a questa rappresentazione che è animata in fondo da una grande ossessione: non a caso il discorso di Luca Beatrice prende le mosse dalla contestata opera di Gustave Courbet, L'Origine du Monde.
L'artista, spinto da questa ossessione, si muove applicando gli strumenti di rappresentazione che la sua epoca gli mette a disposizione e nello stesso tempo è fortemente influenzato dai temi dominanti del suo tempo, così come è permeabile ai molteplici stimoli che gli arrivano attraversano i media e gli strumenti espressivi tipici dell'intrattenimento. Ed è così che il percorso di Luca Beatrice arriva a prendere in cosniderazione persino la recente evoluzione della rappresentazione pronografica attraverso strumenti virtualiquali youporn, attraverso cui - in teoria - chiunque potrebbe varare il proprio capolavoro che metta al centro della sua rappresentazione la sessualità e farlo diventare "viral".

L'Arte si fa "installazione", tableaux vivant, spettacolo e lo stesso Artista si chiama direttamente in causa: non è più un interprete distaccato, ma si mette direttamente in gioco, divenendo lui stesso protagonista delle sue opere, come Andrea Fraser, ad esempio, oppure mettendo in gioco la sua vita e offrendo dei modelli di comportamento in cui ogni segreto sulla vita intima e sulle abitudini sessuali è bandito.

Arte e comportamenti sociali si contaminano a vicenda e si amplificano e chiunque potrebbe, in teoria, generare un'opera d'arte (a condizione che ci sia qualcuno che la validi in quanto tale e che attivi attorno ad essa il circuito cirtuoso del consenso).
L'artista americano Jeff Koons volle fare della pornostar Cicciolina (al secolo Ilona Staller) la sua opera d'arte e la immortalò in molteplici sculture kitsch (in cui llui stesso compariva assieme a lei), esplicite nella rappresentazione della sessualità: ma - tuttavia - fece un errore di valutazione, poichè - credendo di essere creativo - in realtà egli si trovò a copiare ciò che era già stato varato come opera d'arte. Cicciolina prima di diventare soggetto delle rappresentazioni visulai, pittoriche, fotografiche e scultoree di Koons, era stata infatti l'opera d'arte vivente di Riccardo Schicchi, il suo vero ed unico Pigmalione.
Questo è uno dei casi più emblematici tra quelli citati da Luca Beatrice nel suo interessantissimo percorso suggellato,da alcune opere assunte come pietre miliari e punti di svolta, di cui viene fornita prima del testo vero e proprio una carrellata di immagini.
Ed è emblematico anche che, nella scelta di immagini, il percorso inizi con il famoso quadro di Courbet per terminare con la stessa opera rivisitata da Galliano.

(Dal risguardo di copertina) Dalle raffigurazioni più allusive a quelle più esplicite, fin dall'antichità l'arte ha sempre mantenuto forti legami con la rappresentazione del sesso. Nell'iconografia classica esiste una lunga lista di opere scandalose, tenute nascoste o custodite gelosamente per pochi, capolavori considerati oltraggio al pudore e banditi per il loro contenuto, ma è solo attraverso l'interazione con i mass media e con i moderni strumenti di diffusione che nasce il concetto di oscenità. In questo nuovo saggio Luca Beatrice, critico d'arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive dell'arte contemporanea, esplora un tema “hot” che da Courbet a Picasso, da Man Ray a Mapplethorpe arriva alle performance di Vanessa Beecroft e Jeff Koons, agli spettacoli di Madonna fino a YouPorn, ultima frontiera dell'intrattenimento erotico.

Una donna sdraiata, a gambe generosamente aperte, il sesso femminile in primo piano, assieme alla gambe e al ventre. Nascosta sotto il lenzuolo, s’intravede una porzione del seno destro, mentre il volto è al di là della cornice, precluso alla vista. È L’origine du monde, la tela che Gustave Courbet, padre del realismo francese, dipinse nel 1866 e che, dopo aver vissuto in clandestinità per oltre un secolo, oggi è in bella vista al Museo d’Orsay di Parigi. Parte da questa immagine Luca Beatrice, critico e docente all’Accademia Albertina di Torino, per raccontare il rapporto fra il sesso e la sua rappresentazione artistica. Nel volume «Sex. Erotismi nell’arte da Courbet a YouPorn», edito da Rizzoli, l’autore riflette sul moderno concetto di oscenità, prendendo le mosse dalla prima opera pornografica della storia («Se, per assurdo, L’origine non fosse conservata in un museo, ma venisse usata come home page di un sito porno, funzionerebbe lo stesso»), per arrivare all’erotismo on demand offerto da Internet.

Che dopo Courbet niente sarebbe stato più come prima, lo testimonia l’elevato numero di dipinti che, direttamente o indirettamente, si sono ispirati alla donna nuda del pittore francese,a cui, tra l’altro, «Paris Match» ha dato di recente un volto.
Da Rodin, che con la statua «Iris messaggera degli dei» (1890) riprende quasi alla lettera, ma in tre dimensioni, il tema dell’Origine, fino a Daniele Galliano che nel 1998 esegue La fin du monde, passando per Pablo Picasso, ossessionato dalle donne, Gustav Klimt, Man Ray, Marcel Duchamp e Salvador Dalì: non si contano gli artisti che, senza moralismi, hanno fatto ricorso a temi erotici.

Dall’arte al cinema, Beatrice individua poi la seconda grande cesura nel rapporto tra arte e sesso in un film: Deep Throat (in Italia «La vera gola profonda», 1972) di Gerard Damiano che per la prima volta affronta l’orgasmo dal punto di vista di lei e sposta la sede del piacere dalla vagina alla bocca. Mentre, alla fine degli anni Ottanta, con l’incontro tra l’artista americano Jeff Koons e la pornostarIlona Staller - Cicciolina, l’atto sessuale esibito entra negli spazi espositivi istituzionali e genera scalpore. Non mancano, nel libro, riferimenti alla fotografia: il nudo glamour di Helmut Newton, «l’omosessualità aspra ed esplicita» di Mapplethorpe, le trasgressioni visive del giapponese Araki.

(da Wikipedia) Curatore d'arte contemporanea tra i più noti del panorama italiano, Luca Beatrice comincia la sua carriera verso la fine degli anni Ottanta con mostre storiche sul Futurismo torinese (Franco Costa, Enrico Allimandi, Alberto Sartoris).
È stato allievo di Enrico Crispolti alla scuola di specializzazione in storia dell'arte dell'Università di Siena.
Ha cominciato a scrivere di arte sulla rivista Tema Celeste e in seguito su Flash Art.
Dagli anni Novanta è stato curatore di numerose mostre legate alla nuova figurazione italiana.
Viene nominato Curatore della Biennale di Praga (2003-2005) e commissario alla sezione Anteprima della XIV Quadriennale di Roma (2004)
Nel 2005 presenta Natale Addamiano nella mostra organizzata al Museo Archeologico di Paestum in suo onore.
Nel 2009 viene scelto come Curatore del Padiglione Italia alla 53ª Biennale d'arte di Venezia. Punto di partenza dell'esposizione, intitolata COLLAUDI, è l'omaggio a Filippo Tommaso Marinetti e al Futurismo, prima e unica avanguardia italiana del '900[1]
È stato docente di storia dell’arte contemporanea presso l'Accademia di belle arti di Palermo e, per oltre dieci anni all'Accademia di belle arti di Brera, Milano. Dall’autunno 2009 insegna all’Accademia Albertina di Torino.
Da luglio 2010 è Presidente del Circolo dei lettori di Torino: spazio pubblico dedicato ai lettori e alla lettura.
In occasione della 25ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino (maggio 2012) ha curato la mostra La Città Visibile. Torino 1988-2012 sui 25 oggetti che hanno rappresentato il cambiamento del capoluogo piemontese negli ultimi anni 25 anni.
È curatore delle edizioni del Premio Cairo dal 2010 al 2013 e del Premio Michetti 2012, a Francavilla al Mare (CH)
Oltre ai testi critici su artisti italiani ormai storicizzati, come Mario Schifano e Mimmo Rotella, e su altri appartenenti alle nuove generazioni, è autore di diversi libri il cui tema è la storia dell'arte, con particolare attenzione al suo rapporto con la musica e il cinema.
Proprio sul rapporto tra arti visive e musica ha curato la prima grande rassegna in Italia dedicata all'argomento: Sound&Vision, a Perugia nel 2006.
Collabora con Juventus Channel in qualità di opinionista e tifoso.
Collabora con Il Giornale, scrive inoltre sul settimanale Torino Sette de La Stampa e sulle riviste Arte, Rumore, Raiders e Max.

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27 novembre 2015 5 27 /11 /novembre /2015 07:02
Senza ragione apparente. Una pensosa indagine di Giorgia Cantini sul suicidio di un adolescente

(Maurizio Crispi) Senza ragione apparente (Le indagini di Giorgia Cantini) di Grazia Verasani è comparso nelle librerie relativamente di recente, pubblicato per i tipi di Feltrinelli (collana Narratori), 2015.

Già in passato, mi sono ritrovato a leggere la maggior parte dei romanzi di Grazia Verasani: uno ha tirato l'altro, come le ciliegie. E non appena ho adocchiato in libreria questo nuovo romanzo, l'ho fatto mio, l'ho letto in quattro e quattr'otto, l'ho - per così dire - affondato e archiviato (ma non per dimenticarlo, bensì per ricordarlo e per rifletterci su, perchè è uno di quei polizieschi che lasciano nel lettore una traccia e che offrono uno sguardo su dimensioni inedite della realtà contemporanea).

Non mi ha deluso. I romanzi di Grazia Verasani mi sono sempre piaciuti, anche perché rappresentano un piacevole intermezzo (esistenziale e pensoso, ma anche ricco di sentimenti) rispetto a più corposi thriller, nel confronto con i quali sono indubbiamente una pausa (o anche un'alternativa) di qualità.
Nel mio caso, tanto per citare alcune delle letture in corso, l'ho incastrato tra un romanzo di Donato Carrisi e una delle ultime fatiche di Stephen King, Finders Keepers, che sto leggendo in lingua originale, per non parlare della storia vampiresco-virale, The Strain, scrittsa da Guillermo Del Toro e da Chuck Hogan.
Giorgia Cantini è un'investigatrice privata che opera a Bologna, fondamentalmente introversa e attenta ai sentimenti e tendente ad applicare un'indagine "introspettiva" nei casi che le vengono affidati. In fondo, agisce nello stesso modo in cui opera uno psicoterapeuta che, prima di indagare sulle vite degli altri, deve avere esaminato impietosamente la propria vita segreta, mettendone in luce nodi irrisolti e conflitti e/o essere stato toccato da grandi tragedie della vita.
A rompere la monotonia di indagini su tradimenti coniugali per i quali la sua opera è prevalentemente richiesta, Giorgia Cantini viene interpellata per indagare sul suicidio di uno studente di liceo, suicidio avvenuto a scuola per defenestrazione: è la madre stessa a chiedere queste indagini, poiché il presunto suicidio presenta delle caratteristiche insolite rispetto al carattere del figlio e all'assenza di motivazioni e di condizioni psicopatologiche evidenziate nei giorni precedenti. Non vi è in sostanza "alcuna ragione apparente" che possa avere rappresentato la causa del suicidio.
D'altra parte, occorre precisare che, se il suicidio compiuto dagli adulti, può essere compreso nelle sue motivazioni ed esaminato con relativo distacco, quello di un adolescente che "leva la mano su di sé" provoca sempre intense reazioni emozionali e, il più delle volte, a meno che non avvenga in certi contesti culturali (come il Giappone) che siano fondati sul sentimento della vergogna piuttosto che su quello della colpa, genera reazione di incredulità e di imbarazzo. E, soprattutto, è destabilizzante per gli adulti che ne sono testimoni, perchè in qualche misura esprime un atto di accusa su di un loro fallimento nel loro ruolo di padri e di educatori. Il suicidio di un adolescente colpisce al cuore, istituzione come quella della famiglia e della scuola.
Giorgia Cantini intraprende le sue indagini, in un momento in cui la sua vita è turbata, ma anche resa più interessante e più ricca emozionalmente dall'aver lei iniziato una relazione affettiva con un commissario di Polizia che si è addirittura trasferito a vivere con lei, rompendo con la moglie: e, anche per questo, Giorgia vive un momento speciale tra euforia e pensose incertezze.
Un nuovo suicidio - anche questa "senza ragione apparente" - si verifica, sempre tra gli studenti della stessa scuola, e il ragazzo che leva la mano su di sé fa parte dello stesso piccolo entourage di amici.
Le indagini si approfondiscono e si infittiscono gli interrogatori e i colloqui con tutti coloro che potrebbero essere informati i fatti.
Alla fine, intrecciando insieme frammenti di verità ed intuizioni felici, verrà fuori un affresco inquietante e l'identificazione dei responsabili, quanto meno morali, dei due suicidi, mentre viene portato alla luce un evento impensabile di drammatica crudeltà.
Giorgia Cantini, scalcinata detective privata, profondamente esistenzialista, ha tuttavia una capacità profonda di penetrare nella psicologia delle persone, mettendone a nudo le dinamiche interiori, ma questa capacità dipende dal fatto che lei stessa è sempre intenta ad analizzarsi a puntare un occhio sulle sue dinamiche interiori: e forse, proprio per questo, è capace di entrare in sintonia empatica con le molteplici comparse di drammi nascosti.
Bello, come gli altri precedenti romanzi di Grazia Verasani: e si legge in un battibaleno senza pesantezze di sorta, godendo di una scrittura che è alo stesso tempo leggera e profonda, efficace e mordente e che offre allo stesso tempo un piccolo prezioso documento sociologico sui giovani contemporanei, sottoposti allo stress di famiglie sempre più instabili, a pressioni che li porterebbero ed essere cinici e sprezzanti, ma nello stesso tempo sempre intenti nell'inesausta ricerca del contatto vivificante dei sentimenti e del potere vivificante dell'amore.
Particolarmente azzeccata a questo riguardo è la grafica di copertina.

(Risguardo di copertina) Autunno. Sullo sfondo di una Bologna umida e grigia, Giorgia Cantini lavora al suo nuovo caso. Emilio, studente diciassettenne in un liceo della città, si è suicidato senza ragione apparente, lasciando solo un laconico messaggio: "Sono stanco". A otto mesi dal fatto, la madre di Emilio è decisa a trovare i responsabili morali. Giorgia si immerge così in un universo adolescenziale di serate passate ad ascoltare musica hip hop, fumare canne e chattare, con i primi amori che nascono e l'ansia del futuro. Ed è una stagione decisamente malinconica quella in cui Giorgia si dibatte, perché ci sarà un secondo suicidio sospetto e l'incubo di una notte in cui forse è accaduto qualcosa di irreparabile. Senza contare la confusione degli adulti, il crollo delle facciate dietro cui si nascondevano, la finzione in cui sono calati e di cui i figli sono le vittime predestinate. In uno scenario di precarietà di valori e sentimenti, e in una Bologna specchio di un paese sempre più in crisi, si muove Giorgia. Vicino a lei, la sua surreale assistente Genzianella e il capo della Omicidi Luca Bruni, con il quale convive da pochi mesi, anche se il loro rapporto è ancora un'incognita. E Mattia, il figlio sedicenne di Bruni, che aiuterà Giorgia a capire qualcosa in più di una generazione costretta a muoversi in un mondo sempre più ambiguo, dove le apparenze non sono più salvabili e il senso delle cose è sempre più indecifrabile.

Grazia VerasaniGrazia Verasani (Bologna, 1964) ha esordito giovanissima con alcuni racconti apparsi su “il Manifesto”. Ha pubblicato "L’amore è un bar sempre aperto", "Fuck me mon amour" e "Tracce del tuo passaggio" (Fernandel, 1999, 2001 e 2002); "From Medea" (Sironi, 2004); "Quo vadis, baby?" (Mondadori, 2004; Feltrinelli, 2014), da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo, "Velocemente da nessuna parte" (Mondadori, 2005; Feltrinelli, 2009) e "Vuoto d’aria" (Transeuropa, 2010). Con Feltrinelli ha pubblicato anche "Tutto il freddo che ho preso" (2008), "Cosa sai della notte" (2012) e "Di tutti e di nessuno" (2012).
Grazia Verasani - eclettico personaggio - si diletta anche di musica e ha inciso due album.

Hanno detto (quarta di copertina)
L’investigatrice Giorgia Cantini è un personaggio così riuscito da entrare nell'album di famiglia. Una di noi, verrebbe da dire.” (la Repubblica)
Atmosfere à la Chandler, in una Bologna rock. Un noir teso e ricco di riferimenti.” (Rolling Stone, France)
Nei noir di Grazia Verasani il passato ha una voce sommessa che pian piano finisce per urlare. Le sue storie si leggono tutto d’un fiato.” (IO Donna)
"Pura finzione, tristemente attualissima" (Emanuela Giampaoli, la Repubblica- Bologna)
"La malinconica investigatrice privata ritorna sullo sfondo di una grigia Bologna autunnale" (Il Corriere della Sera - Bologna)

Senza ragione apparente. Una pensosa indagine di Giorgia Cantini sul suicidio di un adolescente
Senza ragione apparente. Una pensosa indagine di Giorgia Cantini sul suicidio di un adolescente
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13 ottobre 2015 2 13 /10 /ottobre /2015 00:49
Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)
Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)
Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)
Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)
Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)
Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)

Piccola storia senza parole (Mondello Beach, Palermo, ottobre 2015)

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12 ottobre 2015 1 12 /10 /ottobre /2015 06:05
Spencer Tunick e i suoi studi di nudo collettivo, tra eros e raduno tribale
Spencer Tunick e i suoi studi di nudo collettivo, tra eros e raduno tribale
Spencer Tunick e i suoi studi di nudo collettivo, tra eros e raduno tribale
Spencer Tunick e i suoi studi di nudo collettivo, tra eros e raduno tribale

Spencer Tunick (Middletown, 1º gennaio 1967) è un fotografo statunitense, noto per aver realizzato una serie di "installazioni viventi", utilizzando modelli - reclutati su base volontaristica - disponibili a posare nudi in grandi eventi di massa, che possiedono la coloritura e l'atmosfera di un raduno tribale.
Questi raduni sono sempre un'autentica sorpresa, poichè - come si può vedere dai video - Tunick non lascia nulla al caso e, di volta in volta, deide come i performer/attori/modelli debbano disporsi e cosa debbano fare. Come un regista da lontano o dall'alto di un'impalcatura metallica, Tunick li dirige per mezzo di un megafono, ottenendo il risultato desiderato.
Ma vediamo cosa dice di lui, Luca Beatrice, critico d'arte italiano che si é occupato in un volume di non recentissima pubblicazione - ma tutt'ora attuale - dei percorsi dell'Eros nell'Arte.

"Nella rappresentazione del nudo (spesso in connessione con cause di rilevanza sociale o politica) Spencer Tunick ci mette ... ironia e sarcasmo. Nato nel 1967, ha una vera e propria fissazione 'generazionale' per il nudo, colpito sin da bambino da quei naturisti che passeggiavano, incuranti degli sguardi altrui, senza imbarazzo alcuno e con gli attributi in piena vista. Per realizzare i suoi set fotografici e video in ambienti pubblici, Tunick ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo, muovendo una macchina organizzativa complessa e difficile da gestire. Ci si può leggere dietro un intendimento etico (l'eterno contrasto tra natura e cultura) oppure politico, visto che sono tornati di moda i sit-in di protesta dove ci si spoglia per una nobile causa, dal no alle pellicce alla chiusura degli ospedali.
"Niente di volgare in tutto ciò, eppure dal 1992, anno della sua prima performance, Tunick é stato arrestato svariate volte e a New Yoirk si è beccato diverse denunce per oltraggio al pudore e turbativa della quiete pubblica.
"Tra le operazioni più clamorose, cui i media mostrano un interesse sempre crescente, alla Biennale di Sao Paulo, in Brasile, nel 2002, mille persone si denudano di fronte all'edificio principale della mostra (e un pubblico di oltre il doppio accorre sul luogo per assistere all'evento che i partecipanti hanno descritto come un'esperienza pacifica, armoniosa, naturale).
"Davanti all'Opera House di Sidney, nel 2010, l'artista chiede ai suoi attori di abbracciarsi a coppie: all'inizio serpeggia un po' di imbarazzo, poi tutto procede per il meglio. Mardi Gras: The Base - questo titolo, in riferimento all'eguaglianza tra gli individui e, a prescindere dal sesso e dai loro orientamenti - è stato commissionato dall'omonima associazione di gay e lesbiche australiana. Una delle perfomance più contestate si è svolta nel 2003 in Cile, un Paese segnato da anni di regime militare: un gruppo di legali ha provato a vietare la radunata, senza tuttavia riuscirci, mentre 600 evangelisti si sono trovati di fronte all'albergo in cui era alloggiato l'artista accusandolo di immoralità.Eppure i volontari accorsi hanno sfiorato le 5000 unità e l'adunata è diventata uno dei più vividi simboli della libertà individuale e politica dei Cileni.
"In rete si trovano varie testimonianze di partecipanti che descrivono con entusiasmo l'esperienza, nonostante le difficoltà climatiche e gli imbarazzi: 'Non avrò più l'occasione di farlo, non è il caso di sentirsi inibiti'; 'Non ha niente di sessuale... sembra più tribale, un grande raduno di umanità'; 'Pensavo che ci sarebbero stati solo vecchi nudisti e invece sono tutte persone eccezionali'. Chi vuole proporsi come modello (rigorosamente volontario e dunque non pagato) può registrarsi sul sito di Tunick e sarà avvisato qualora l'artista decida di organizzare un raduno nella sua area di residenza
". (da Luca Beatrice, Sex. Erotismi nell'Arte da Courbet a YoupPorn, Rizzoli, 2012, pp.164-165).

Percorso formativo e principali tappe di Tunick. Ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, Tunick cominciò a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992. È infatti molto conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, principalmente in contesti urbani; solo in pochi casi si tratta di nudi individuali o di piccoli gruppi inseriti in situazioni insolite.
Nel 1994 il fotografo fu arrestato nel Centro Rockfeller di Manhattan (New York), poiché in compagnia di una modella completamente nuda. Dopo aver realizzato alcune foto in altri paesi degli Stati Uniti, nell'ambito di un progetto che prese il nome di Naked States, ha operato a Londra, Lione, Melbourne, Montréal, Caracas, Santiago, San Paolo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno del 2003 ben 7000 persone hanno posato per lui a Barcellona. Nel maggio del 2007, a Città del Messico, ha battuto il suo record personale fotografando oltre 18.000 persone ne el Zócalo, la piazza principale della città.
I modelli da lui utilizzati sono dei volontari. Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice "manifestazione sociale", a sostegno della libertà di espressione. Dalle sue immagini scaturisce una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo. L'esperimento visivo di Spencer Tunick compie un'azione livellatrice che permette di comprendere l'omogeneità umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente deprivato di umanità e sensualità, ci riporta all'oggetto-merce.

Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo
Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo

Alcune immagini delle installazioni viventi-performance di Spencer Tunick in giro per il mondo

Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)
Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)

Spencer Tunick a Milano. Spencer Tunick, l'artista-fotografo statunitense conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, mentre aiuta Tim ad arrampicarsi su un distributore di benzina in piazza della Repubblica, a Milano. Dal giovedì 16 settembre al 30 novembre, a Milano, personale dell'artista alla galleria Mimmo Scognamiglio che ha prodotto questa performance (Francesca Pini)

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11 ottobre 2015 7 11 /10 /ottobre /2015 18:06
Disabili. Il 13 ottobre una manifestazione a Palermo, affinchè Villa delle Ginestre diventi una realtà e non rimanga un mito irraggiungibile

Si svolgerà martedì 13 ottobre 2015 alle ore 10,30 davanti alla sede dell’Assessorato regionale alla Salute in Piazza Ottavio Ziino a Palermo una manifestazione affinché “Villa delle Ginestre diventi una realtà e non sia un mito”.
La manifestazione organizzata dalle Associazioni di persone con lesioni vertebromidollari e con mielolesioni e dal Coordinamento H Onlus, ha lo scopo di denunciare il disagio e le criticità con cui vivono le persone con queste problematiche che, ancora, dopo 30 anni non possono usufruire del Centro riabilitativo di alta specializzazione "Villa delle Ginestre" che risolverebbe appieno i propri bisogni di salute.
La struttura di Villa delle Ginestre, pur essendo definita Centro di alta specializzazione, oggi assomiglia più a una struttura per lungodegenza ed è carente dei principali servizi sanitari di cui necessitano i pazienti medullolesi e con lesioni vertebromidollari i quali sono costretti a recarsi nelle strutture nel nord o all’estero per ricevere le cure necessarie, con enormi costi a carico della Regione Siciliana e, quindi, dei Siciliani.
Invano tutte queste cose sono state segnalate e sono state presentate proposte concrete da parte delle associazioni agli Organi Istituzionali e all’ASP di Palermo: a oggi nulla è cambiato e nessun progetto reale su “Villa delle Ginestre” è stato presentato.

Sulla carta in questa struttura sono previsti 60 posti letto ma nell’ultima dotazione organica presentata dall’ASP di Palermo sono inseriti solo 13 infermieri a fronte dei 40 occorrenti.
In questo modo Villa delle Ginestre sarà sempre un mito e mai quella realtà funzionate, efficiente, efficace che possa garantire la qualità della vita alle persone con lesioni vertebromidollari e mielolesioni.
Le persone con disabilità dicono, ancora una volta, basta, ed è per questo che si rivolgono a tutte le Forze sociali, politiche, a tutti i cittadini affinché questo stato di fatto cambi e Villa delle Ginestre diventi una realtà e non sia un mito così da garantire i diritti di salute sino a ora negati.

Le associazioni firmatarie che prenderanno parte all'iniziativa sono

  • Coordinamento H per i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana – Onlus
  • Associazione Siciliana Medullolesi Spinali - A.S.M.S. – Onlus
  • Associazione Azione Handicap – Onlus
  • Associazione Lesionati Midollari Palermo – Onlus
  • Comitato Italiano Paralimpico Sicilia
  • Associazione ANGLAT Palermo
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8 ottobre 2015 4 08 /10 /ottobre /2015 23:36
Scaccolatore al volante, pericolo costante

(Maurizio Crispi) Non voglio qui approfondire le articolate trame che riguardano la figura dello scaccolatore, sia dal punto etno-antropologico sia da quello psico-comportamentale. Per essere davvero esauriente, occorrerebbe compilare un ampio trattato (per maggiori dettagli si rimanda all’esauriente volumetto di Roland Flicket, L’Antica Arte di Mettersi le dita nel naso. Teoria e Pratica, Vallardi, 2012 (illustrazioni di di Jon Higham), il cui titolo originale Nose-picking for pleasure ci fa intendere molte più cose di quanto non faccia il più asettico titolo italiano).
Voglio piuttosto soffermarmi su alcune implicazioni della “nobile arte” (e, per i suoi cultori, anche sublimamente piacevole) dello scaccolamento, connesse alla guida dell’auto.

E’ risaputo che il comportamento universalmente diffuso dello scaccolamento (nosepicking) si articola in tre fondamentali fasi:

  1. Ricerca e scavo (fase dell’appetizione)
  2. Esame del reperto (fase dell’appagamento)
  3. Smaltimento (fase conclusiva della ciclicità comportamentale e prodromica ad una ripresa, non appena si rende nuovamente necessaria una scarica di dopamina)

Roland Flicket, L'antica arte di mettersi le dita nel naso, BompianiLa fase di Ricerca e scavo richiede una concentrata attenzione, per tutta la durata necessaria affinché le dita che frugano nelle cavità nasali possano trovare appigli degni di nota. E già questa attività di per sé sottrae energia ed attenzione alla guida.

La seconda fase implica il fatto che la “preda” appena conquistata venga esaminata in punta di dito. E ciò implica un’ulteriore e prolungata disattenzione, in quanto l’occhio deve adattarsi all’osservazione del reperto derivante dalla campagna di scavo da vicino, perdendo la focalizzazione necessaria sulle auto che precedono.

La terza fase - che è quella dell’eliminazione (o smaltimento) - richiede pure delle deviazioni energetiche, dal momento che la costrizione della guida non rende agevole conformarsi alle proprie abitudini e può attivare nel guidatore-scaccolatore una serie di contorcimenti e stratagemmi vari per poter portare a compimento la propria azione che pure possono avere un’intensa ricaduta di disattenzione sulla guida.

Gli appassionati scaccolatori per questi motivi dovrebbero astenersi dall’indulgere nella loro attività preferita in corso di guida: ma dire loro questo, esortandoli all'astensione, sarebbe come predicare al vento, dal momento che è risaputo che lo scaccolatore incallito (o inveterato) è sottoposto ad una sorta di coercizione, nel momento in cui avverte l’esigenza di procedere ad un nuovo lavoro di scavo.

E non c’è considerazione razionale che possa tenere: in lui prevarrà sempre la ricerca del piacere, aggravata dal fatto che in automobile il guidatore si sente in uno spazio assolutamente privato, all’interno del quale può dar luogo a tutti i comportamenti più sconvenienti, uno spazio dunque inteso come "dominio" personale, pari soltanto alla sacralità dello spazio della propria camera da letto o del gabinetto di casa.
E ciò malgrado sia circondato da pareti di vetro, del tutto trasparenti allo sguardo altrui.

E, quindi, quando siete alla guida, tenete sempre un occhio vigile per individuare da segni caratteristici e patognonomici gli eventuali scaccolatori alla guida: corteo semiologico peraltro assolutamente simile per poter identificare anche da lontano coloro che parlano al telefonino o che leggono/inviano sms con il loro telefonino.

In un certo senso si potrebbe affermare che gli scaccolatori e i telefonino-dipendenti alla guida siano fortemente simili, quanto a profilo psicologico, entrambi imprigionati in una ricerca coatta di appagamento onanistico.

Ed ecco qualche notizia in più sul volume di Roland Flicket citato sopra

(Dalla quarta di copertina) Scaccolatori di tutto il Mondo è il momento della riscossa! Mettersi le dita nel naso!? Molti lo fanno, nessuno lo ammette. Invece diciamolo: dietro questo vizietto si nasconde un intero mondo, senza confini geografici e senza barriere sociali... un esempio perfetto di globalità; e democrazia! Un libro dissacrante e carico di ironia in cui troverete: - una breve storia dello scaccolamento - le tecniche dalla A alla Z - i possibili problemi - i più; importanti case history - lo scaccolamento nell’arte, nella musica e nella poesia Vera autorità; in campo mondiale, il professor Roland Flicket ci guida attraverso la storia e la tecnica di questa nobile disciplina, distribuendo consigli preziosi a neofiti ed esperti. Con i disegni di Jon Higham, illustratore di libri per ragazzi, che ha saputo interpretare il soggetto con gusto e ironia.

 

Battuta di scavo ed eliminazione delle scorie

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8 ottobre 2015 4 08 /10 /ottobre /2015 09:38
Disabil@bile Meeting Forum. Inclusione sociale ed empowerment del cittadino disabile. Modelli organizzativi e nuove tecnologie 2015. Nell'ambito dell'articolato evento, un Tavolo Sociale per le Disabilità

Nell'ambito dell'articolato evento Disabil@bile 2015, Meeting Forum. Inclusione sociale ed empowerment del cittadino disabile. Modelli organizzativi e nuove tecnologie, che si svolgerà a Caltanissetta tra il 15 e il 16 ottobre, con eventi collaterali che partiranno dal 13 ottobre, avrà luogo il 14 ottobre, presso il Chiostro del Convento di San Domenico un Tavolo Sociale per la Disabilità di Incontro…Confronto…Strategie…Azioni…

Il 14 ottobre 2015 il Chiostro del Convento di San Domenico ospiterà l’evento “Un Tavolo Sociale per la Disabilità”, che si svolgerà dalle ore 15.00 alle 18.30.
L’evento promosso da “Disabil@bile, Meeting Forum. Inclusione sociale ed empowerment del cittadino disabile. Modelli organizzativi e nuove tecnologie”, e inserito tra gli eventi paralleli alla manifestazione, vuole essere un momento di incontro, confronto, pianificazione di strategie e azioni condivise per superare la situazione di stallo che attanaglia il mondo della disabilità in Sicilia. I problemi si conoscono, le proposte di soluzioni da parte del mondo sociale tutto ci sono state, le leggi in materia sono tra le più avanzate in Italia, tuttavia le persone con disabilità sono tra le più sofferenti di tutto il territorio italiano. Salvatore Crispi, definito il gigante dei diritti delle per le persone con disabilità, che recentemente ci ha lasciati, sosteneva che «...bisogna superare la dicotomia esistente in Sicilia tra le buone norme emanate e la carenza e l’inadeguatezza dei Servizi nel territorio»: questo è in effetti il problema principale della grave crisi in cui versa il mondo della disabilità in Sicilia, unitamente alla carenza di pianificazione specifica in questo ambito.
Le persone con fragilità e con disabilità e i loro familiari, vivono quotidianamente con molti disagi, spesso in maniera drammatica e in condizioni poco dignitose. Non si riesce ad ottenere dalle istituzioni una programmazione organica e globale sull’area della disabilità da cui discendono gli indispensabili interventi diversificati e specialistici indispensabili per rispondere con efficacia ed efficienza alle peculiarità delle diverse tipologie di disabilità.
I trasferimenti dallo Stato e dalla Regione Siciliana ai Comuni e agli Enti locali sono sempre più scarsi, e i finanziamenti attribuiti molto spesso non si riescono a spendere o vengono spesi male.
Con questa manifestazione, al di là della volontà di mettere a fuoco nuovi e vecchi problemi, si intende, prima di tutto, rimettersi insieme, attraverso l’azione di tutte le Forze sociali con la partecipazione delle Associazioni delle Disabilità, del volontariato e del terzo settore, e di tutti coloro che vogliono incontrarsi, confrontarsi per stabilire strategie e pianificare azioni, partendo dall’esperienza siciliana, per favorire l’inclusione sociale, la maggiore autonomia e il raggiungimento stesso, da parte del cittadino disabile, di uno stile di vita dignitoso e rispondente il più possibile alle esigenze di ciascuno.

Il programma dell'evento e delle manifestazioni collaterali

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7 settembre 2015 1 07 /09 /settembre /2015 06:23
Leona Johansson e la nuova frontiera verde del Porno

(Maurizio Crispi) Scartabellando nei motori di ricerca di Internet ed incrociando tra loro parole, per ottenere risultat iinediti, ci si può imbattere a volte in sorprese inattese, come è stata la scoperta della norvegese Leona Johansson e della sua tribù di seguaci e devoti (tribù che, in pochi mesi, ha raggiunto il numero di oltre 1000 adepti), con i loro slanci sessuali che vengono etichettati a volte come una forma di "Tantric Tree Hugging"
Si tratta dei cultori del cosiddetto "porno-ambientalismo", i cui cultori praticano una sessualità libera, facendosi riprendere in contesti naturali e con il fine di ottenere come risultato energetico finale un maggior benessere dell'ambiente, lanciandosi in attività di sesso in open spaces naturalistici che, debitamente registrati e immessi nella rete, assumono le caratteristiche di una "danza della pioggia tantrica".
I due ideatori dell'iniziativa, Leona Johansson e il suo partner Tom Hol Ellingsen, facendo base a Berlino, hanno creato, a questo scopo, un proprio sito web - wwwfuckforforest.com - che va al di là della classificazione come semplice sito porno, in cui portano avanti queste tematiche ambientalistiche, con un connubbio stretto tra rappresentazione pornografia e mission ambientalista.

Nelle foto e nei video che nel loro sito web sono contenuti (e offerti alla fruizione del pubblico senza insidiose richieste commerciali) trapelano in modo abbastanza chiara gli elementi della loro filosofia e il loro approccio eco-ambientalista: come vi è stato - e vi è - un movimento di "eco-terroristi" che si propongono di salvaguardare l'ambiente con azioni di stampo terroristico, così loro si pongono - con la stessa filosofia - come "porno-ambientalisti".

Si tratta di riprese prive dei consueti stilemi della pornografia, anche di quella più recente, cioè del tipo "performativo" e da "entertainment", con il consueto repertorio di artifici retorici e di esacerbazione dell'atto essuale e dei suoi dettagli o variazioni.
Ci sono riprese nel bel mezzo di scenari naturali di bellezza incontaminata, ma anche di altri che si suppone siano degradati a causa dell'inquinamento o di guerre devastanti che hanno decretato la fine delle foreste, tronchi abbattuti, decorticati, cadenti e traballanti.

Ci sono - equidistanti - scenari di vita (naturale) rigogliosa e scenari di morte cupi e opprimenti.

Ci sono anche altre riprese in cui l'atto sessuale avviene su di un palco, nelcontesto di un concerto rock, quasi che lacopula avesse un ruolo principe nella liturgia musicale e servisse a sprigionare una sublime energia, facendosi da tramite e da catalizzatore delle energie individuali attivate dalla musica.

In tutti i contesti esaminati, sembrerebbe quasi che da quei corpi copulanti, essenziali e primitivi, senza eccesso di muscolazioni da palestra trasudanti ormoni e di altre concessioni agli estetismi contemporaei, quali - ad esempio - importanti abbronzature UV, seni siliconati. Forse ancor di più proprio i corpi dei performer appaiono mingherlini e denutriti, con delle capigliature acconciate con i dreadlock, sembrerebbe che dalle loro figure si sprigioni un'energia primordiale che s'irradia tutt'attorno sino a creare quasi un'aura misticheggiante: i copulanti si presentano - in definitiva - come dei moderni porno-sciamani, per i quali il culmine dell'orgasmo coincide con l'estasi trasformativa.

Leona Johansson, il suo partner Tommy Hol Ellingsen e i loro seguaci ed emuli appaiono come la sacerdotessa e i diaconi di un rito pagano che garantisce - con quel surplus di energia che da essi si sprigiona - il mantenimento della natura e che serve - nello stesso tempo - ad esorcizzare la sua perdita, ma forse anche ad attivare il suo ripristino.

Quello della rappresentazione pornografica è proprio un lungo viaggio: dalle prime immagini carpite attraverso il buco della serratura si è passati al porno-chic degli anni '80 e '90, per andare poi alle rappresentazioni performative con uno sconvolgimento della netta divisione tra chi osserva e chi agisce e con la tendenza ad muoversi verso la messa in scena dell'estremo con virtuosimi, eccessi e acrobazie, tendenti a sorprendere lo spettatore, ammicando a lui nello stesso tempo con lo sguardo in camera (vedi a titolo di esemplicazione le considerazioni di Clarissa Smith in suo breve saggio), sino alla porno-guerrilla e al porno-ambientalismo di cui si parla in questo post.
E sicuramente il viaggio rappresentativo attraverso l'Eros (che - come punto di inizio nell'era moderna - potrebbe avere forse il celebre dipinto di Gustave Courbet, detto L'Origine du Monde) non é ancora finito.
Ciò che colpisce di questa recente evoluzione è la quasi-sacralità della rappresentzione erotica che, in parte, si connette al movimento naturista tedesco degnli anni Venti del Novecento (poi soppresso dal Nazismo), ma anche alle tematiche tantriche (e alla connessa sacralità del Lingam e dello Yoni), ma anche a talune eresie medievali sorte nell'ambito del cattolicesimo, come quella dei Catari o dei suoi postumi tardivi - come la fu la Comunità Adamita dei "Fratelli del lIbero Spirito" che - si dice - siano state alla base dell'intera rappresentazione nel Trittico "Il Giardino delle Delizie" di Hieronymus Bosch, come suggerisce Wilhelm Fraenger, nel suo approfondito ed insuperabile studio "Il Regno Millenario di Hieronymus Bosch" (Guanda, 1980).

Grazie e Leona Johansson e a Tommy Hol Ellingsen, la rappresentazione pornografica tende a diventare una vera e propria religione della mente e una liturgia per la salvaguardia dell'ambiente.
 

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5 settembre 2015 6 05 /09 /settembre /2015 23:00
Quella carrozzina vuota che rinvia con forza alle molte battaglie che sono ancora aperte
Quella carrozzina vuota che rinvia con forza alle molte battaglie che sono ancora aperte
Quella carrozzina vuota che rinvia con forza alle molte battaglie che sono ancora aperte
Quella carrozzina vuota che rinvia con forza alle molte battaglie che sono ancora aperte

(Maurizio Crispi) Quello che segue, nel link sotto, è un piccolo, grande, tributo a Salvatore Crispi e al Coordinamento H Asso-Disabilità, di cui lui era l'anima.

In Sicilia, le barriere architettoniche ci sono sempre. Le leggi che tutelano i diritti dei disabili e che spingono fortemente verso la loro "normalizzazione" nei diversi contesti ci sono, ma rimangono sotto-applicate o malamente interpretate.

Quella carrozzina vuota nelle foto, proprio nelle vie vicino casa sua, dove frequentemente ci trovavamo a passare con mio fratello, è fortemente simbolica... e mi ricorda qualcosa di lui e di quando discutevamo assieme, proprio quando andavamo in giro a piedi e dovevamo coninuamente confrontarci con imprevisti ostacoli (come marciapiedi dissestati o troppo stretti, scivoli ostruiti da auto lasciate in sosta selvaggia, cantieri che invadonoi passaggi destinati ai pedoni, obbbligandoli a transitare sull'asfalto senza nessuna protezione adeguatamente predisposta), riflettendo su quanto l'abbattimento dele barriere architettoniche sia un dovere assoluto di chi governa, poichè - in verità - riguardano tutti i cittadini che in momenti diversi della propria vita potrebbero avere bisogni particolari.
In queste discusssioni lui annuiva sornione e rifletteva. Sapeva che la battaglia era sempre in corso e che non bisognava mai abbassare la guardia.
Anche se Salvatore non è più seduto su quella carrozzina (una carrozzina di vita e di morte), per me (forse per tutti) è come se lui ci fosse sempre, seduto e pronto a partecipare ad uno dei molti eventi pubblici che servivano sempre a dichariare: "Noi ci siamo e rivendichiamo i nostri diritti (che sono i diritti di tutti i cittadini 'normali')".

Lui che ha vissuto su quella carrozzina per 67 e rotti anni della sua esistenza e che, su quella carrozzina ha vissuto gli ultimi drammatici della sua dipartita da noi tutti, sapeva bene che la facilità di accesso e di transito per tutti fosse una necessità primaria, per la "normalizzazione" della vita del disabile, la chiave di volta per trasformare i suoi bisogni "speciali", in bisogni ordinari e comuni, come è appunto la libertà di muoversi senza fatica e senza troppi ostacoli, per sé (nel caso di non vedenti o di paraplegici) e per i propri accompagnatori nel caso di disabilità più gravi.
La carrozzina vuota rinvia prepotentemente al dolore della perdita, ma anche apre la via alla speranza.

Caro Salvatore, sono trascorsi alcuni mesi dalla tua dipartita, ma resti sempre nei cuori e nella mente di tantissimi Cittadini.
Alcune foto, scattate nei pressi della tua abitazione, indicano che tu non avrai più questi problemi ma noi, tante altre Associazioni, Centri socio educativi e Cittadini continueremo a batterci per l'abbattimento delle barriere e per i diritti negati a diversabili.
Grazie sempre per quanto hai fatto e ci hai insegnato.
Speriamo che anche la politica sia illuminata dalla tua luce.

Movimento dei Cittadini Sicilia

Chi siamo. Il Coordinamento per i Diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana – Onlus -, organismo federativo, apartitico ed aconfessionale, a cui aderiscono associazioni di disabili fisici, psichici, sensoriali e loro familiari, Associazioni di operatori (Medici, Terapisti della Riabilitazione, Logopedisti, Assistenti Sociali, Insegnanti di Sostegno, ecc…) dirigenti ed operatori di strutture riabilitative ed assistenziali pubbliche e private, è iscritto dal febbraio 1997 al Registro delle Associazioni di Volontariato presso l’Assessorato degli Enti Locali della Regione Sicilia.

Chi siamo. Il Coordinamento per i Diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana – Onlus -, organismo federativo, apartitico ed aconfessionale, a cui aderiscono associazioni di disabili fisici, psichici, sensoriali e loro familiari, Associazioni di operatori (Medici, Terapisti della Riabilitazione, Logopedisti, Assistenti Sociali, Insegnanti di Sostegno, ecc…) dirigenti ed operatori di strutture riabilitative ed assistenziali pubbliche e private, è iscritto dal febbraio 1997 al Registro delle Associazioni di Volontariato presso l’Assessorato degli Enti Locali della Regione Sicilia.

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6 agosto 2015 4 06 /08 /agosto /2015 09:44
Avviso contro i migranti

(Maurizio Crispi) Nell'ultimo mese ho avuto modo di constatare che, davanti a molti esercizi commerciali, c'è un Africano questuante...

Questi Africani che sono l'effetto degli sbarchi clandestini e delle fughe dai Centri di accoglienza sono in numero crescente...

Talvolta ce ne sono anche due o tre insieme e spesso si fermano in posti tradizionalmente presidiati dai Rom ai fini della questua.

Oggi, ho assistito ad un litigio tra la zingara che, da sempre, sosta davanti all'ingresso del Supermercato vicino casa dove abitualmente faccio la spesa e tre africani.

Lei - esagitata - diceva loro di levarsi di torno, perchè quello era il suo posto.

Uno dei tre l'ha aggredita, spingendola indietro, con una manata sul petto.

Un altro degli africani è intervenuto, invitando il suo compare alla moderazione, finchè non è uscito uno dello staff del Supermarket, che - senza essere troppo graffiante - ha cercato di sedare gli uomini.

Poi, due degli Africani se ne sono andati e hanno preso a vagare per il quartiere alla ricerca di luoghi più propizi per il loro accattonaggio.

E la situazione si è placata.

Mi è capitato diverse loro di dare a questo o a quello una moneta da 20 (o talvolta anche di più) centesimi che - mi rendo conto - sono una goccia nel mare.

Peraltro, anche alla Zingara, sempre sorridente, se ho con me degli spiccioli, cosa che in quest'epoca di pagamenti bancomat capita più di rado.

Una volta, non molto tempo addietro, di mattina presto, ho incrociato un Africano che si recava al luogo di questua.

Mi ha sorriso, un sorriso con gli occhi.

L'ho inseguito per dargli una moneta e, andando via, l'ho salutato calorosamente.

Ma, nello stesso tempo, c'è da pensare che, aumentando il loro numero, saranno sempre di più negli stessi luoghi e che le risse per pochi centesimi e per la spartizione territoriale si faranno sempre più frequenti ed incalzanti.

Assisteremo a grandi cambiamenti di scenari nei prossimi mesi...

E sono queste tra le cose di cui i giornali non parlano, nella totale assenza dello Stato.Degli extracomunitari si parla solo al momento degli sbarchi, che sono quelli che fanno notizia, soprattutto quando ci sono morti e dispersi.

Si parla del recupero e del salvataggio, quando le "Autorità" si presentano nei rispettivi porti di arrivo per avere il loro momento di visibilità mediatica in una situazione di paternalistica accettazione e di apparente affaccendamento (ma, purtroppo, spesso, messo in scena solo "per la vetrina").

Ma del dopo che invece richiederebbe investimento di risorse, pianificazione, reperimento di personali, sforzo e concentrazione, nessuno ne parla più.

Quel che è peggio è che nessuno fa nulla, pianificando un dopo-sbarco, efficace e ricco di possibili soluzioni.

Sembra quasi che lo Stato si sia arreso o che si si stia disinteressando.

E intanto le nostre città sono popolate da ombre inquiete, vaganti senza statuto alcuno e alla ricerca di riconoscimento.

Secondo me, è disumano.

E vero, le ultime volte che sono venuto a Palermo ho avuto la sensazione che le persone che mi chiedevano qualche spicciolo spuntassero da ogni dove, mi sono sentito come nella famosa scena di Jesus Christ Superstar, con una sensazione di profonda angoscia.

Gianfranco Salatiello

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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