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10 marzo 2014 1 10 /03 /marzo /2014 11:32

Namio Harukawa e la dominanza della donnaHo scoperto casualmente, navigando in internet, forse a partire da un post comparso nella homepage di FB, le tavole disegnate di Namio Harukawa, il cui il tema dominante è costituito dalla sottomissione e dalla condizione di assoluta mancanza di difese e dalla inettitudine dell'uomo che viene raffigurato sempre esile, magrolino, spesso infilato in scatole o gabbie di varia fattura, trasformato in sedile o amaca, a volte intento a soddisfare donne giunoniche ed imponenti in vari modi, tutti umilianti e mai "genitali" nel senso evoluto dello sviluppo psicosessuale ed espressione cioè del raggiungimento delle modalità espressive di una sessualità pienamente adulta.

Queste tavole hanno un loro indubbio interesse, considerando che Harukawa viene da una cultura - quella giapponese - in cui, tradizionalmente, la donna è stata sempre collocata - nella gerarchia sociale e familiare - in una posizione di subordinazione rispetto all'uomo, e nella condizione di dovere sempre privilegiare i bisogni della controparte maschile.
I disegni di Harukawa rappresentano forse la traduzione grafica di una rappresentazione (forse temuta dal disegnatore) di un mondo in cui i valori e le priorità dovessero rovesciarsi, dando luogo ad un universo di relazioni altrettanto squilibrato da quello in cui la metà del cielo dominante è sempre stata quella maschile oppure anche un modo per ironizzare - attraverso questo paradossale rovesciamento - sulla tradizione nipponica che stenta a morire ed ad evolversi in un ordine sociale diverso.

Namio Harukawa (春川ナミオ) (Osaka, 1947) è un disegnatore giapponese conosciuto per le sue rappresentazioni a carattere "femdom" (contrazione di "female domination"), raffiguranti donne dalle caratteristiche fisiche voluttuose e giunoniche nell'atto di dominare uomini deboli e meno robusti ridotti in condizioni di sottomissione.
Curiosamente le donne rappresentate da Harukawa hanno tratti asiatici od occidentali, più raramente africane, mentre le figure maschili hanno sempre tratti asiatici.

I volti delle donne rappresentati da Harukawa sono tipicamente atteggiati ad espressioni di disprezzo e indifferenza nei confronti della controparte maschile indifesa.

Le tematiche affrontate da Namio concernono il facesitting, lo schiacciamento, il pissing, il bondage, il cunnilingus e l'anilingus. Altre opere fanno riferimento al cuckold.
Harukawa ha negli anni riscosso una notevole popolarità a livello mondiale e le sue opere sono spesso presenti su siti a tema.

 

 

Namio Harukawa e la dominanza della donna

 


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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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