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Sono in un luogo misterioso e indecifrabile, forse anche arcano
Sono successe molte cose, prima, e non le ricordo
Mi trovo davanti ad un enorme palcoscenico
Davanti ad esso (e girato di spalle, quindi con la spalliera addossata al proscenio) vi è un divano enorme sul quale potrebbero accomodarsi dei giganti o dei ciclopi
Sul palcoscenico si muovono due personaggi grotteschi, mascherati e irriconoscibili
Sembrerebbe che portino sul viso delle maschere giapponesi Kabuki e si muovono lentamente girando l’uno attorno all’altro in una danza silenziosa e muta
Ciò che avviene lì sul palcoscenico attrae immediatamente la mia attenzione e vorrei avvicinarmi per fotografare la singolarità di quanto sta avvenendo
Tuttavia, per avvicinarmi e mettermi in una posizione di ripresa propizia dovrei inerpicarmi su quel divano per giganti
E non è un’impresa facile dal momento che indosso enormi scarponi, pesantissimi, imbottiti di piombo e pietre
Con questi stivali gravosi addosso, devo apparire come una figura sicuramente caricaturale, e mi vengono in mente certi personaggi di Robert Crumb
La mia mobilità è molto limitata per via dell’ingombro e del peso di questi stivaloni che non sono certamente gli stivali delle sette leghe e, in più, il divano é d’una morbidezza esasperante, cosicché ogni singolo passo di avvicinamento mi costa una fatica brutale e i piedi di pietra e metallo sprofondano inesorabilmente nel tessuto e nell’imbottitura sottostante che è di un’anomala morbidezza
E dunque profondo più volte sino al ginocchio, come se stessi camminando sulle sabbie mobili e, ogni volta che mi sembra di avere raggiunto una postazione di ripresa ottimale, i due personaggi sul palco si spostano, oppure uno dei miei due piedi viene vieppiù inghiottito nell’imbottitura e, quindi, quando ciò accade, perdo di colpo l’inquadratura
Un’altra difficoltà è data dal fatto che l’estremità superiore del divano è ricoperta da una quantità di piccoli oggetti fragili e delicati, dei quali alcuni sono ciotole e bicchieri di cristallo intarsiato che a loro interno contengono altri piccoli oggetti, come monili, piccole pietre e pezzi di vetro levigati dal mare, conchiglie e gemme senza valore o anche monete
Nei miei goffi movimenti e sprofondamenti la stoffa che ricopre la testiera del divano si tende e questi oggetti si muovono e cadono in giù riversando il loro contenuto e rompendosi
Ed io cerco di evitare il più possibile il danno
Per alcuni degli oggetti non c’è nulla da fare, perché il loro contenuto si disperde in mille rivoli o essi stessi - i contenitori - si frantumano
Alcuni altri riesco ad acciuffarli in tempo e a metterli in salvo (ancora una volta il the di The Catcher in the Rye…)
Le operazioni di salvataggio mi distolgono del tutto dal mio obiettivo e rimango impantanato in questa attività
Forse sarebbe meglio rinunciare e non fare più nulla del tutto, rispetto al mio piano originario
I due personaggi in maschera sul palcoscenico continuano imperturbati ad eseguire i complessi movimenti della loro pantomima
Dissolvenza
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