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L'uso e l'abuso di cocaina stanno diventando uno tra i più gravi problemi sociali, educativi e clinici che gli operatori dei diversi settori si trovano ad affrontare. I dati epidemiologici indicano che la cocaina è diffusa in tutti gli ambienti e provoca danni gravi, e sottovalutati, a chi la consuma e all'intera comunità. Inoltre, l'assunzione di cocaina si accompagna spesso a quella di altre sostanze, come gli alcolici, e interagisce, aggravandola, con qualunque altra condizione patologica. A partire dall'esperienza concreta dei clinici che lavorano in prima linea, il testo propone un panorama completo delle conoscenze scientifiche sulla diagnosi e sulle modalità terapeutiche in questo ambito. L'obiettivo è offrire un preciso modello di gestione del trattamento, basato sull'interpretazione del consumo di cocaina come ricerca di un sé maniacale e sulla messa in atto di strategie antimaniacali che portino a una diversa e più equilibrata valorizzazione di sé.
In Italia, l'analisi del legame tra l'abuso di crack e le emergenze psichiatriche in Pronto Soccorso (PS) è un tema di crescente attenzione istituzionale, sebbene i dati scientifici pubblicati nel 2024-2025 siano spesso aggregati a quelli della cocaina in polvere o inseriti in rapporti epidemiologici più ampi.
Innanzitutto i dati Epidemiologici Nazionali (2024-2025), tra i quali la Relazione al Parlamento 2025 e i dati del Ministero della Salute, evidenziano un aumento significativo delle problematiche correlate all'abuso della cocaina.
Nel 2024 sono stati registrati 8.378 accessi in PS per patologie direttamente correlate all'uso di sostanze stupefacenti.
Vi è una crescita netta del fenomeno dell'assunzione di cocaina, fumata in forma di crack, con un incremento segnando un incremento del 95% rispetto al 2010 per quanto concerne il dato degli utenti in carico ai servizi sanitari (SerD) specificamente per consumo di crack che, nel 2024, sono stati 2.288.
Complessivamente, circa il 27% degli utenti in carico ai SerD presenta una forma di dipendenza da cocaina (o di cocaina in forma di crack), spesso associata a gravi fragilità psichiche, se non a manifestazioni franche di espressività psicopatologica o evidenti forme di discontrollo comportamentale.
Recenti rapporti territoriali e osservazioni cliniche descrivono quadri di acuzie psicopatologica severa.
Si segnala un "allarme crack" particolarmente tra i giovanissimi, con casi di ragazzi di 13 anni che giungono in PS con sintomi di psicosi acuta.
Gli studi sulle emergenze da cocaina/crack in Italia confermano che i motivi principali di accesso includono agitazione estrema, ansia, aggressività e, nei casi più gravi, psicosi e pensieri suicidi.
E' stata osservata una crescente complessità clinica che unisce il poliabuso (cocaina sniffata, fumata in forma di crack), eventualmente assunta insieme ad altre sostanze sino a configurare severi quadri politossicofili) a difficoltà di regolazione emotiva e disturbi del comportamento.
Studi locali e di settore danno ulteriori elementi in questo senso.
Per esempio, l'Università di Bari in uno studio del 2024 ha analizzato le consulenze psichiatriche in PS per minori (2019-2023), rilevando cambiamenti qualitativi nelle manifestazioni cliniche legate all'abuso di sostanze.
Un rapporto OISED del 2024 conferma che la variabilità regionale è elevata, con un impatto socio-sanitario crescente nelle aree urbane dove la disponibilità di crack a basso costo è maggiore.
Risulta particolarmente interessante e attuale, alla luce di tutte queste considerazioni la lettura del volume curato da Paolo Rigliano e da Emanuele Bignamini, Cocaina, Consumo, psicopatologia, trattamento, pubblicato alcuni anni fa da Raffaello Cortina Editrore.
I curatori. Paolo Rigliano, psichiatra e psicoterapeuta, dirige una struttura psichiatrica territoriale dell’Ospedale San Carlo di Milano. Nella collana di Psicologia clinica ha pubblicato Doppia diagnosi (2004) e Gay e lesbiche in psicoterapia (2006).
Emanuele Bignamini, psichiatra e analista della Società italiana di psicologia individuale, dirige il dipartimento Dipendenze 1 della ASL Torino 2.
Assieme a questo volume può essere letto, come piccolo ma esaustivo manuale il seguente saggio
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Paolo De Pasquali, Aurelia Costabile, Anna Maria Casale, Cocaina, psiche e crimine. Gli effetti neuro-psico-sociali della cocaina, Franco Angeli Editore, 2008
Si tratta di un’indagine multidisciplinare sul “fenomeno cocaina”, una sostanza usata oggi da 2 milioni di italiani per una spesa di 4 miliardi di euro all’anno.
Il testo studia la sostanza (cocaina, crack, free-base), i consumatori, gli effetti (disturbi, dipendenza, danni relazionali, ecc.), i dati relativi al traffico della sostanza, e l’efficacia dei diversi trattamenti farmacologici, psicologici e riabilitativi, oltre che gli aspetti psichiatrico-forensi, connessi all'abuso di cocaina.
Il. volume, pur nella sua sinteticità, è estremamente interessante, anche se - essendo stato pubblicato nel 2007 - non tiene conto dell'epidemia dell'abuso di cocaina in forma di Crack che si è diffusa in anni recenti in molti paesi europei, compresa l'Italia.
(sinossi) L'uso, l'abuso e la dipendenza da cocaina sono un argomento attuale e scottante, rappresentando ormai una vera emergenza pubblica. Infatti, mentre un tempo la cocaina era considerata la "droga dei ricchi", oggi è usata da due milioni di italiani, che spendono 4 miliardi di euro all'anno. Non v'è categoria sociale, né fascia d'età, che non sia potenzialmente attraversata dalla problematica, per la quale le nostre Istituzioni non riescono a trovare valide soluzioni.
Scopo di questo saggio è indagare il "fenomeno cocaina" da un punto di vista scientifico, in un'ottica multidisciplinare, attraverso l'analisi dei vari aspetti del problema: farmacologico, psicologico, sociologico, psichiatrico-forense e criminologico. Si cerca di rispondere a quesiti allarmanti quali: la cocaina è davvero una droga pericolosa? Può instaurare dipendenza fisica? Può avere effetti letali? Può danneggiare il feto? Può determinare condotte violente?
L'indagine eseguita comprende lo studio della sostanza, dei consumatori e degli effetti. Alla luce di un'estesa letteratura scientifica, nel libro si analizzano il tipo di preparazione (cocaina, crack, free-base), le modalità e le vie di abuso; gli effetti a breve e a lungo termine; la sindrome di astinenza e la dipendenza, i danni relazionali e sociali. Si esaminano gli effetti dell'uso combinato con altre sostanze quali alcol, eroina, cannabis; si evidenziano i disturbi psicopatologici e neurologici da cocaina, le caratteristiche di personalità dei cocainomani, la comorbidità psichiatrica, il rapporto tra cocaina e crimine, i possibili comportamenti violenti. Si valuta infine l'efficacia dei diversi trattamenti farmacologici, psicologici e riabilitativi.
Gli autori. Paolo De Pasquali, medico psichiatra e psicoterapeuta, è dirigente medico presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'Ospedale civile dell'Annunziata di Cosenza. Oltre a numerosi articoli scientifici, ha pubblicato i saggi: Serial Killer in Italia (Angeli, 2001), Figli che uccidono (Rubbettino, 2002); Crimini (Klipper, 2006); L'orrore in casa. Psico-criminologia del parenticidio (Angeli, 2007).
Aurelia Costabile, medico, specialista in Ematologia Generale, Clinica e Laboratorio, specialista in Chirurgia d'Urgenza e Pronto Soccorso, è dirigente medico presso il Centro Trasfusionale dell'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza.
Anna Maria Casale, psicologa con specializzazione clinica in Psicoterapia Familiare e Relazionale, collabora col prof. F. Bruno presso la Cattedra di Psicopatologia Forense dell'Università di Roma La Sapienza nell'ambito dei progetti di ricerca sulle tossicodipendenze.
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