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15 settembre 2023 5 15 /09 /settembre /2023 07:20
1793

1793 di Niklas Natt Och Dag, (nella traduzione di Gabriella Diverio e Alessandra Scali), pubblicato da Einaudi (nelle collane Stile Libero Big/ Super ET, 2019 e SuperET, 2020) è Il primo volume di una trilogia storica ambientata nella Stoccolma di fine Settecento, con risvolti cupi e da noir:  stato per me una piacevole sorpresa, per quanto di difficile digestione.
Ho letto molto delle condizioni di vita durissime della maggior parte della gente non abbiente (quindi la maggior parte della popolazione residente) nella Londra dell'Ottocento, niente ancora sulla Stoccolma di quel periodo o anche prima. E quindi quest'opera ha suscitato un mio forte interesse, perché mi ha condotto nel cuore di un pianeta ancora a me del sconosciuto.
Ciò che emerge è una separazione abissale tra i "poveri", i nullatenenti, i disperati e l'aristocrazia. Due pianeti del tutto separati. E' inimmaginabile, al giorno d'oggi, pensare che si potesse vivere in quelle condizioni: in più in condizioni in cui gli "ultimi" (la maggior parte) si trovavano a dipendere dalla sopraffazione e dall'abuso di guardiani e di amministratori della giustizia corrotti e prevenuti.
Questa è la ricostruzione che emerge dal primo dei tre volumi della trilogia storica scandinava.
Tutto ruota attorno al ritrovamento di un corpo orrendamente mutilato nelle acque limacciose di Stoccolma: e si trovano ad indagare due particolari personaggi, una coppia male assortita, eppure efficace, pur tormentata dalle crisi di mal sottile e dagli accessi melanconici di uno dei due, (Cecil Winge) e dalle intemperanze alcooliche dell'altro (Mickell Cardell).
Eppure, alla fine, i due investigatori (pur così squinternati, sia pure per motivi diversi) districheranno la matassa, giungendo ad una soluzione. Il tutto con ampi excursus sulla vita di altri personaggi che contribuiscono ad arricchire il quadro. Ma il carattere principale (ed anche il protagonista assoluto) è la Stoccolma di quell'anno, turbata dai veti rivoluzionari che vengono dalla Francia, con un Re appena assassinato e con un reggente assetato di potere, mentre il popolo langue e affoga nella miseria e in fiumi d'alcool.
Molti dei luoghi descritti e dei particolari storici non mi sono risultati usuali e, quindi, la lettura è stata supportata da frequenti incursioni su Wikipedia per saperne di più sui luoghi descritti e sui personaggi storici menzionati.
Ci vuole indubbiamente molto stomaco per leggere alcuni passaggi, ma si va avanti, perché la voglia di conoscere di più e il desiderio di seguire il filo rosso della narrazione hanno la meglio.
#lemieletture #narrativa #narrativascandinava #thrillerstorici #romanzistorici

 

(quarta di copertina) Stoccolma, Anno Domini 1793. In una città oltraggiata dalla povertà e dal privilegio, la notizia di un corpo ripescato in un lago scuote nobili e prostitute, preti e tagliagole. Toccherà a un ex soldato con un braccio di faggio e a un giudice malato cercare la verità fra i bassifondi e i palazzi del potere. Un caso internazionale che segna la nascita di un folgorante talento letterario.


(Risguardo di copertina) È l’autunno del 1793. Gustavo III è morto e la Svezia geme sotto il pugno di ferro di Gustaf Adolf Reuterholm, il lord reggente. Il Paese è affamato, sfinito dalle troppe guerre del defunto re. La paranoia prolifera come un morbo e per i vicoli di Stoccolma si sussurra di cospirazioni e complotti. Cosí la scoperta di un cadavere orrendamente mutilato sull’isola di Södermalm diventa una questione della massima urgenza.
L’incarico di risolvere il mistero viene affidato a Cecil Winge, un geniale procuratore ormai consumato dalla tisi. Con lui, Mickel Cardell, un reduce della guerra contro la Russia che, nonostante abbia lasciato il braccio sinistro sul campo di battaglia, possiede ancora una forza quasi sovrumana.

 

Niklas Natt Och Dag

Hanno detto
«Coinvolgente e scioccante» - The Times
«Un romanzo livido, febbrile, di una potenza palpabile. Un esordio eccezionale. Un autore da seguire» - Le Parisien
«Un thriller trascinante» - The Observer
«Un viaggio vivido e avvincente nella Stoccolma del xviii secolo, nelle sue ingiustizie e nei suoi luoghi oscuri» - The Guardian

L'autore. Niklas Natt Och Dag è il discendente della più antica famiglia aristocratica svedese, da tempo decaduta. 1793, il suo primo romanzo, ha vinto il premio di libro dell'anno in Svezia ed è stato pubblicato in Italia nel 2019 da Einaudi.
Hanno fatto seguito 1794 e 1795, quest'ultimo uscito in Italia per Einaudi nel 2022

#lemieletture #narrativa #narrativascandinava #thrillerstorici #romanzistorici

Finito di leggere ad Agosto del 2022

 

 

(Margherita Guizzo del gruppo FB "Parliamo di libri, parliamo di noi") All'inizio del 2020, appena terminato di leggere questo libro, scrivevo il seguente commento. Praticamente siamo d'accordo su tutto. Poi ho acquistato il secondo della trilogia, ma non l'ho ancora affrontato.
"Ecco un libro da leggere quando hai il naso tappato dal raffreddore e non ti arrivano gli effluvi che dalle pagine di carta e perfino dallo schermo asettico del kindle si alzano a sconvolgere le tue mucose nasali.
È un libro di odori, odori cattivi, che nella Stoccolma del 1793, appena morto re Gustavo III per un attentato, ristagnano dappertutto e non danno pace.
È l'afrore dei corpi, il fango putrido delle strade, il vomito degli ubriachi, le fogne che confluiscono nei canali, le montagne di merda, i cadaveri accatastati in attesa di sepoltura.
"" Producono sapone, sia quello con cui i poveracci grattano via lo sporco quando si fanno il bagno a Natale, sia quello che usano le nobildonne per la toilette mattutina. La lavorazione è la stessa. La differenza sta nell'esclusività del profumo. Ma prima del profumo c'è la puzza, quella emanata dai cadaveri degli animali. Li si fa sciogliere per ottenerne il grasso, che poi viene mescolato con altri ingredienti... ""
Comunque, superato l'impatto olfattivo, il libro è bello e meritevole di lettura.
I critici lo chiamano giallo storico.
Dal punto di vista della Storia - ho verificato - tutto a posto. Come giallo, segue la falsariga dei capostipiti di genere con la classica coppia di investigatori: il genio e l'aiutante. Qui l'emulo di Holmes è Cecil Winge, giudice consumato dalla tisi, che ti chiedi come abbia fatto a non morire lungo le 496 pagine di questo romanzo affascinante e complesso.
Mickel Cardell (Watson, per capirci) è un reduce di guerra dal braccio di legno, guardia controvoglia tra una sbornia e una scazzottata, quando capita. Capita spesso, ma in fondo è un bravo ragazzo.
Dalla capitale svedese così descritta, sembra lontana la Rivoluzione Francese degli stessi anni; invece c'entra e la troverete fra le pagine:
"" Le lamentele che corrono di bocca in bocca sono sempre le stesse: l'economia che va a rotoli, l'incompetenza dei governanti, la necessità urgente di cambiare le cose. ""
A proposito di miseria e nobiltà, il giovane autore di questa opera prima pare sia l'ultimo rampollo della più antica casata nobiliare svedese, il cui lignaggio evidentemente non basta a sopravvivere oggidì. Fa il giornalista ed ora lo scrittore di successo. (Pensate un po' se l'idea venisse a qualcuno di casa Savoia, non oso nemmeno pensarci).
(Comunque il rimando in copertina a Umberto Eco è esagerato, checché ne dica il Washington Post)"

Un bellissimo commento!

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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