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16 maggio 2026 6 16 /05 /maggio /2026 09:04
Ryü Murakami, Tokyo Soup (nella traduzione di Gianluca Caci), Atmesphere Libri), 2026

Tokyo Soup (titolo originale giapponese: In Za Misosuupu / イン ザ・ミソスープ, noto in inglese come In the Miso Soup, nella traduzione odierna di Gianluca Caci), è ora disponibile in una nuova edizione pubblicata da Atmesphere Libri nel 2026

E' un celebre e disturbante romanzo thriller psicologico di Ryü Murakami, scrittore e regista giapponese, pubblicato originariamente a puntate nel 1997 sullo Yomiuri Shimbun e vincitore del prestigioso Premio Yomiuri nello stesso anno

Lo avevo già letto più di vent'anni fa, pubblicato da Mondadori nella collana "Strade Blu" (2001). 
In questa versione, il romanzo di Ryü Murakami non è soltanto una nuova edizione, ma si presenta come una nuova traduzione e dotato di un buon apparato critica, inclusa la postfazione dello stesso traduttore che inquadra lo scrittore nel suo tempo e nel suo percorso e che fornisce un'interessante lettura critica del testo.
L'ho letto con molto piacere anche se il percorso narrativo richiede a tratti una forte resilienza soprattutto nella descrizione di alcuni eventi sanguinosi.
Inizia apparentemente come un'avventura nel mondo dei locali notturni di Tokyo in cui il giovane Kenji, in rotta con la tradizione nipponica e orientato verso il mondo occidentale (rappresentato dagli USA) e che svolge un lavoro come "guida" non accreditata (e non in regola dunque) nei percorsi attraverso il mondo dei divertimenti notturni della capitale, avvalendosi anche della sua discreta conoscenza dell'Inglese, viene ingaggiato da un americano apparentemente ricco perchè lo guidi per tre giorni (o meglio tre notti) nella Tokyo a luci rosse

 

rYU mURAKAMI, tOKYO sOUP, mONDADORI (sTRADE bLU), 2001

In realtà, Frank (così si chiama l'americano), si rivela essere altro e coinvolge Kenji in una sarabanda sempre più grandguignolesca, atroce e malvagia, alla ricerca di qualcosa, di una verità sulla sua vita e sul vivere (e intanto raccontando a Kenji spezzoni della sua vita turbolenta e piena di orrori), cercando anche di stabilire delle differenze tra l'animo giapponese e quello della società da cui proviene. E in questa parte si rivela il significato metaforico del miso per i giapponesi, in una conversazione che finisce con il diventare profondamente filosofica: la zuppa di miso, un alimento base rassicurante e quotidiano della cucina giapponese, infatti in questa conversazione assume un valore simbolico, rappresentando l'orrore e il vuoto morale che non arrivano dall'esterno, ma sono già profondamente mescolati e "annegati" nella normalità di tutti i giorni. 

Sembra, d'altra parte, che Frank abbia scelto Kenji come suo "testimone": alla fine, dopo avere ascoltato la "cerimonia delle campane", Frank lo lascia andare. 

Al di là della forte componente di suspense e di alcune scene horror/splatter molto crude, l'opera è una feroce satira sociale. Analizza la solitudine profonda, l'alienazione urbana della società giapponese, il consumismo sfrenato e il rapporto contrastante con gli stranieri e l'immigrazione.

La nuova edizione italiana di Tokyo soup di Ryū Murakami è pubblicata dalla casa editrice Atmosphere Libri all'interno della sua rinomata collana "Asiasphere", interamente dedicata alla letteratura dell'Estremo Oriente. Questo atteso ritorno in libreria, avvenuto il 5 dicembre 2025, ha finalmente colmato un lungo vuoto editoriale, dato che il volume era ormai fuori catalogo da anni in Italia. 

Il volume è curato da Gianluca Coci, uno dei massimi nipponisti e traduttori italiani. La sua traduzione garantisce un'altissima fedeltà filologica allo stile crudo, asciutto e "visivo" che caratterizza la prosa originale di Murakami

(soglie del testo e sinossi) Un mix tra Lost in Translation e Il silenzio degli innocenti, questo seducente e conturbante romanzo porta la suspense a un livello di estasi sublime.

 Manca poco a Capodanno: Frank, un inquietante turista americano sovrappeso, ha ingaggiato il ventenne Kenji per farsi accompagnare in un tour della vita notturna di Tōkyō. Ma il comportamento di Frank è così ambiguo che Kenji, giovane tutt’altro che candido e inoffensivo, inizia a nutrire un terribile sospetto: il suo cliente potrebbe celare intenti omicidi. I due precipitano in un inferno di violenza e malvagità inimmaginabili, nei club a luci rosse della capitale, e solo l’intervento della ragazza sedicenne di Kenji, Jun, forse potrà avere un effetto salvifico.

«Tokyo soup parte con la nonchalance di una narrazione virile su due compari che vanno a zonzo e pensano alle ragazze: uno fa da navigatore e l'altro attende il suo momento.» - Marco Del Corona, La Lettura

Ryu Murakami

L'autore. Ryū Murakami, nato a Sasebo il 19 febbraio 1952, è uno dei più celebri, provocatori e poliedrici scrittori, saggisti e registi cinematografici giapponesi contemporanei. Spesso definito l'enfant terrible della letteratura nipponica, Murakami ha costruito la sua intera carriera scardinando i tabù sociali del suo Paese attraverso una prosa cruda, visiva e profondamente influenzata dalla cultura pop occidentale.
Cresce a Sasebo, città portuale che ospita un'importante base navale degli Stati Uniti. Questo stretto contatto con la cultura americana (musica rock, cinema d'essai, letteratura) segnerà per sempre la sua estetica e la sua visione disincantata del Giappone.

Nel 1976, mentre è ancora uno studente, pubblica Blu quasi trasparente (Kagirinaku toumei ni chikai buruu). Il romanzo, incentrato sulla vita sregolata di un gruppo di giovani tra sesso e droga, sconvolge l'establishment letterario e vince il prestigioso Premio Akutagawa.

Oltre alla scrittura, Murakami è stato batterista in una rock band (Coelacanth), conduttore di talk show televisivi, e regista di adattamenti cinematografici dei suoi stessi libri, tra cui spicca la trasposizione di Tokyo Decadence.

I suoi temi fondanti sono l'alienazione giovanile e la ribellione contro le rigide convenzioni sociali; la subcultura metropolitana, la violenza psicologica, la depravazione e i disturbi della personalità.
E, infine, la satira politica, con una analisi critica e pressante analizzando del consumismo sfrenato del capitalismo asiatico e la perdita di identità culturale

Per puro caso (o per necessità?, difficile a dirsi) mi sono ritrovato a leggere in parallelo questo libro pure ad ambientazione giapponese ma di scrittore italiano, a metà tra fiction e documentario.
 

Tommaso Scotti, Mura Mura. Viaggio di una notte nella Tokyo del piacere, Longanesi, 2026

Tommaso ScottiMura mura. Viaggio di una notte nella Tokyo del piacere, Longanesi, 2026

(Risvolto di copertina) Mura Mura esplora con rispetto e curiosità un lato nascosto del Giappone contemporaneo, smontandone cliché e stereotipi e offrendo a lettrici e lettori una chiave originale e profondamente efficace per comprendere un’intera civiltà.

Tutto ha inizio con un regalo insolito: un coupon che apre le porte di Kabukichō, il celebre quartiere «proibito» di Tokyo, anche negli ambienti solitamente preclusi agli stranieri. È così che l’autore si trova trascinato in un viaggio di una notte attraverso la Tokyo del piacere: eleganti hostess club e locali dalle stranianti atmosfere feticiste, fino ad arrivare al massimo della trasgressione di soapland e pink salon, questa avventura è in realtà la scoperta di una cultura di erotismo e sessualità (e non solo) sorprendentemente diversa da quella occidentale.

Ogni locale possiede codici, rituali e dinamiche proprie. Ogni spazio è una piccola scenografia, ogni incontro è un delicato equilibrio tra desiderio, cortesia e cultura e ogni esperienza racconta qualcosa di via via più profondo sulla complessità dell’immaginario erotico giapponese. Nell’accompagnarci in questo viaggio, Tommaso Scotti offre uno sguardo ad ampio spettro, che racconta la società e la cultura nipponica attraverso approfondimenti storici e testimonianze dirette. Quel primo sopralluogo a Kabukichō infatti lo ha portato a condurre diverse interviste dando voce alle persone che lavorano in quel settore e alle loro ragioni.
È il punto di partenza di un’indagine sociologica sulla cultura del desiderio attraverso la quale si scopre come il sesso, in un paese dove il matrimonio spesso è consensualmente sexless, possa diventare una forma di equilibrio sociale più che di trasgressione.

L'autore. Tommaso Scotti, nato a Roma nel 1984, vive e lavora in Giappone dal 2012. Ha conseguito un dottorato in matematica applicata a Tokyo nel 2015, a seguito del quale ha iniziato a lavorare nell'ambiente delle tecnologie finanziarie e pubblicitarie.
Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo L'Ombrello dell'Imperatore - ambientato in un Giappone spietato e pieno di fascino - edito da Longanesi.
Tra gli altri titoli, Il segreto del vecchio signor Nakamura (2025), Mura mura. Viaggio di una notte nella Tokyo del piacere (2026).

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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