Un avvocato con troppi nemici. Un'ultima domanda lasciata in sospeso. «Tu che ci fai qui?»
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Anthony Horowitz è uno degli scrittori e sceneggiatori più prolifici, eclettici e di successo del Regno Unito. Nato a Stanmore il 5 aprile 1955, è celebre in tutto il mondo sia per la narrativa cartacea sia per le sue produzioni televisive, caratterizzandosi per una scrittura avvincente e ricca di humour nero. Nel 2014 ha ricevuto l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico (OBE) per i suoi meriti in campo letterario.
E' un grande conoscitore del canone holmesiano e ha scritto ben due apocrifi holmesiani, ambedue di ampio respiro.
La sua passione holmesiana lo ha portato a mettersi in gioco anche nell'elaborazione di una trilogia di romanzi, in cui mettendosi in gioco in prima persona nei panni di un Watson si trova ad affiancare un detective, Daniel Hawthorne (un nome - peraltro - di grande suggestione letteraria), ex ispettore nella polizia londinese, che, da privato, viene ora consultato nei casi più difficile: Anthony Horowitz viene ingaggiato con il compito precipuo di osservare e seguire passo passo il suo lavoro per poterne scrivere, così come faceva il dottor Watson nei confronti di Sherlock Holmes, con un contratto inizialle di ben tre romanzi nel genere true crime.
Si ricrea così una "strana" coppia di investigatori, sguinzagliati per le strade di Londra (e non solo) alla ricerca di "chiavi" per la risoluzione dei casi più difficili.
La prima comparsa della "strana coppia" (strana e disfunzionale, ma efficiente nei risultati finali) è avvenuta con "Detective in cerca di autore" (2024).
Nel secondo volume "La sentenza è morte" (nella traduzione di Francesco Campisi e pubblicato da Rizzoli nel 2024), i due sono alle prese con l'uccisione di un avvocato di grido del Foro di Londra e si mettono alacremente alla ricerca di elementi di connessione con un caso di apparente suicidio avvenuto il giorno prima.
Siamo ancora in attesa della traduzione italiana del terzo volume che è "A Line to Kill".
A questi tre romanzi, se ne sono aggiunti altri tre.
Questa la serie completa:
- The Word Is Murder (2017)
- The Sentence Is Death (2019)
- A Line to Kill (2021)
- The Twist of a Knife (2022)
- Close to Death (2024)
- A Deadly Episode (2026)
Horowitz fa da spalla e da comprimario di Daniel Hawthorne e come Watson ha delle intuiozioni che sono solo parziali ed incomplete: sarà la mente analitica di Hawthorne a ricostruire una spiegazione convincente per tutti gli indizi e a completare il quadro.
Hawthorne è suicuramente un geniaccio, ma ha anche un pessinmo carattere ed è anche burbero e scostante. Horowitz ne fa le spese. Ma, in ogni caso, questa coppia - per quanto sgangherata - sembra funzionare e porta a dei risultati stringenti ed incofutabilmente, come il lettore si aspetta da un buon poliziesco.
(sinossi) Se a Londra c’è un business redditizio e con pochi rischi è quello dei divorzi. Almeno questo pensava l’avvocato Richard Pryce prima di venire tramortito e ucciso con una bottiglia da duemila sterline di Château Lafite Rothschild nella sua villa di Fitzroy Park. Un particolare bizzarro, considerato che Pryce, che si è assicurato una discreta fortuna rappresentando le celebrità londinesi in cause di separazione milionarie, era astemio. Ma i punti interrogativi non finiscono qui: a che cosa fa riferimento il numero a tre cifre (182) pitturato sulle pareti dello studio? E a chi erano rivolte le parole di Pryce – “Tu che ci fai qui? È un po’ tardi” – sentite pronunciare dal marito, al telefono con lui prima che cadesse la linea? Per il caso la polizia si affida a Daniel Hawthorne, ex piedipiatti che tuttora collabora con le forze dell’ordine nei casi più spinosi, e Hawthorne tira in mezzo ancora una volta lo scrittore Anthony Horowitz. Nonostante le incompatibilità caratteriali – uomo scontroso e iracondo il primo, decisamente più mite il famoso giallista – i due formano ormai una coppia ben collaudata, e si imbarcano in un’indagine che trabocca di sospettati con moventi più
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che validi ma alibi altrettanto solidi. Nonché, zeppa di segreti; perché qui, in questo Cluedo appassionante e dalle mille svolte impreviste, ogni personaggio sembra mentire, primi fra tutti lo stesso Hawthorne e il geniale scrittore.
L'autore. Anthony Horowitz, nato nel 1955, a Stanmore, è uno degli scrittori più prolifici ed eclettici del Regno Unito.
Noto soprattutto per la serie bestseller di Alex Rider, è anche sceneggiatore per la televisione, e ha prodotto, tra le altre, la prima stagione dell’Ispettore Barnaby.
Nel 2014 ha ricevuto il titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti in campo letterario. Nel 2023 esce per Rizzoli, Detective in cerca d'autore, primo titolo del detective Daniel Hawthorne.
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Anthony Horowitz, Detective in cerca di autore (nella traduzione di Francesco Campisi), Rizzoli, 2024
Un mistero che ha numerosi e bizzarri punti di contatto con un vecchio caso di cronaca e che spinge Horowitz a posare la penna per vestire lui stesso i panni del detective.
«Detective in cerca d’autore non è soltanto un giallo, è davvero di più pur restando un giallo perfetto.» - Antonio D’Orrico
La signora Cowper viene trovata assassinata nel suo appartamento londinese. Appena sei ore prima si era recata in un’agenzia funebre per organizzare il proprio funerale: semplice coincidenza? O tessera di un losco puzzle da risolvere? Secondo Daniel Hawthorne, schivo e scorbutico ex detective, ora consulente della squadra omicidi, nulla è casuale. Per un caso singolare come questo Hawthorne coinvolge una sua vecchia conoscenza, lo scrittore giallista Anthony Horowitz, offrendogli di accompagnarlo nelle indagini e trarne un libro dal successo garantito e di cui poi dividere i proventi. La coppia si mette subito sulle tracce dell’assassino: un produttore teatrale accusato di frode, una domestica con un passato oscuro, un figlio attore dalla vita sregolata sono solo alcuni degli indiziati. Ma ogni personaggio, Hawthorne compreso, nasconde qualcosa.
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Sherlock Holmes nel canone e negli apocrifi ∂ Sherlock Magazine
Ecco la bibliografia che cercavate con tutte le opere pubblicate in Italia! - Leggi tutto l'articolo su Sherlock Magazine
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