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27 marzo 2026 5 27 /03 /marzo /2026 07:10
La distesa dei pesci boccheggianti (immagine realizzata da meta AI)

Sto partecipando ad una maratona
É passato molto tempo da quando ne ho corso una, un’eternità 
Eppure sono qui, in tenuta da corridore, ma con la macchina fotografica in mano, nell’assetto perfetto da fotomaratoneta che avevo negli ultimi tempi
Ho già fatto il primo giro di venti chilometri circa e ora devo affrontare il secondo
Mancano circa due ore allo scadere del tempo massimo concesso
È un po’ pochino, in verità, ma sono determinato a chiudere anche fuori tempo massimo
Il tempo non mi preoccupa, non è la mia ossessione, non lo è mai stato
Sono tranquillo e pacifico e procedo a passo cadenzato, con la macchina fotografica che è un’estensione del mio braccio (e del mio occhio)
Clic, clic, clic
Stomp, stomp, stomp 

Una volta calcolai che per fare una foto in corso di maratona (fermarmi, scegliere l’inquadratura, scattare e ripartire) perdevo tra i trenta e i quaranta secondi che si assommavano al tempo finale)
Ma era così che andava: nell'ultima parte della mia carriera di maratoneta e ultramaratoneta non potevo non potevo rassegnarmi a correre soltanto assillato dal cronometro e, in più, mi rappresentato come podista dissacrante che, mentre correva, negava il fatto di correre e tramutava la corsa in qualche d'altro che era osservazione ed esplorazione del territorio
Tornando al sogno, proprio all’inizio del secondo giro si aggrega con me un amica del tempo passato che vuole mettersi alla prova
La incoraggio a ripartire con me
Passiamo da un piccolo chiosco, minuto, davvero una piccola bomboniera in cui tutto sembra essere stato costruito in scala ridotta. Il chiosco le appartiene e, al suo interno, vi si trova in vendita paccottiglia per turisti, ma vi si possono trovare anche frutta secca e sementi
La cosa curiosa (notabile) di questo piccolo edificio è che porte e finestre sono a forma di contrabbasso (indubbiamente poco pratiche da attraversare)
Ripartiamo a piccolo trotto e ci addentriamo in un grande parco e, quindi, nel giardino  curatissimo di un’antica villa padronale
Viali e vialetti, tutti delimitati da siepi ben curate di ligustro, sono invasi da quantità enormi di grossi pesci boccheggianti
L’odore di mare, un misto d'alga bagnata e di salsedine, viziato dal sentore d'un inizio di putrefazione è stordente
Un grosso cane ci segue, ma appena vede la distesa dei pesci scappa via
Per proseguire dovremmo calpestarli, quei pesci, vivi o morti che siano, ma la sola idea mi disgusta e mi ripugna
Grido a squarciagola e i pesci obbedienti si ritraggono e si fanno da parte (allora sono vivi! O forse sono dei pesci-zombie - questa ipotesi sarebbe la peggiore), creando così un varco per noi
Intanto ci raggiunge il cane che, nel frattempo, ha fatto il giro largo per evitare la distesa dei pesci guizzanti, solo blandamente disturbati dall'essere fuori dal loro naturale elemento
Siamo pronti per riprendere la corsa

Manca poco allo scadere del tempo massimo, ma non importa

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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