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Immergersi nei romanzi di Peter Cameron è, ogni volta, come affrontare una piccola avventura.
Si tratta sempre di storie che espongono un evento o una somma di eventi che hanno delle ripercussioni sui personaggi principali, l'evoluzione nel cui percorso di vita sarà successivamente modificata in modi che non possiamo sapere con certezza, ma soltanto intuire.
Così è in uno dei suoi più recenti romanzi, Cose che succedono di notte (What Happens at Night, nella traduzione di Giuseppina Oneto), pubblicato da Adelphi (Collana fabula nel 2020): un uomo e una donna dei quali non sarà mai detto il nome (così da renderli quasi dei personaggi archetipici) arrivano - dopo un lungo viaggio (pare che siano partiti da New York) - in una sperduta località del Nord Europa (almeno così si presume) per portare a termine l'adozione di un bimbo.
La donna sta per morire per le complicazioni di un tumore e desidera che, prima di giungere all'esito fatale, il marito possa avere un figlio di cui occuparsi e non dover rimanere da solo.
Arrivano in questo luogo sperduto e gelido a fatica e si insediano in un hotel grande e fastoso (ma un po' demodé), ma le cose si complicano: entrano in scena altri personaggi che gravitano attorno all'hotel in cui alloggiano e che assumono il ruolo di interlocutori dialettici che aprono visuali e fanno intravedere spiragli di vita differente. Nei pressi dell'albergo sta anche un guaritore rinomato che la Donna cerca di incontrare, Un'anziana signora che occasionalmente suona il piano per intrattenere i clienti dell'albergo si intromette nella vita dei due, così come anche un altro oscuro personaggio.
L'Uomo e la Donna vengono distolti dal progetto originario e, apparentemente prendono altre strade.
Alla fine l'adozione verrà portata a termine, ma i destini di vita dell'Uomo e della Donna divergeranno.
E qui il romanzo si ferma.
Al lettore, l'onere di immaginare ciò che non è stato scritto.
Mi è piaciuto.
(Risvolto di copertina) Questo libro è fatto di buio e di neve. Di un treno nella notte, e di una coppia senza nome che scende in una stazione deserta del Grande Nord. Di un immenso, lussuoso albergo nel cuore di una foresta. Delle sue stanze chiuse, dei suoi infiniti corridoi, dell'isola di luce del suo bar. Dei suoi due unici frequentatori – una vecchia cantante che tutto ha visto, e un losco uomo d'affari con un suo crudele disegno. E ancora, di un sinistro orfanotrofi o, e di un enigmatico guaritore. Non tutti gli scrittori avrebbero saputo trasformare questa materia in un grande, misterioso romanzo. Ma Peter Cameron, questo nel tempo lo abbiamo imparato, non è uno scrittore come tutti.
Un romanzo che fin dalla prima riga prende alla gola – e non fa che stringerla sempre di più.
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«È ambientato al Borgarfjaroasysla Grand Imperial Hotel molto somigliante al Grand Budapest Hotel visto nel film di Wes Anderson» - Mariarosa Mancuso
L'autore. Peter Cameron è uno scrittore statunitense. Si è laureato all'Hamilton College di New York nel 1982 in letteratura inglese.
Ha venduto il suo primo racconto al The New Yorker nel 1983 dove ha successivamente pubblicate numerose altre storie. Il suo primo romanzo è stato una raccolta di racconti, da titolo In un modo o nell'altro, pubblicato da Harper & Row nel 1986 (in Italia da Rizzoli). Il suo secondo romanzo The Weekend, è stato pubblicato nel 1994 da Farrar, Straus & Giroux, che ha anche pubblicato Andorra, nel 1997 e Quella sera dorata nel 2002.
Ha pubblicato anche Un giorno questo dolore ti sarà utile (2007), Paura della matematica (2008), Coral Glynn (Adelphi 2012), Gli inconvenienti della vita (Adelphi 2018), Cose che succedono la notte (Adelphi 2020) e Anno bisestile (Adelphi 2021).
(21 novembre 2021)
Puoi leggere e scaricare le prime pagine del romanzo
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