Emicrania,
un cerchio alla testa
Dormo profundissimamente
Immerso,
sprofondato nel più totale oblio
C’è qualcosa che accade
in uno scenario di sogno
Devo essere giudicato
Confesso la mia colpa
Poi ritratto
È ferma. Eppur si muove
Mi sento di essere nel sogno
una creatura indegna
che non merita alcun conforto,
neppure il minimo sindacale della consolazione
Sono un reietto,
questo mi dico nel sogno,
pieno di dispiacere
È tutto confuso, però
E se mi sforzo di ricordare,
le scarne impressioni residue
si dileguano
E rimane solo un cerchio alla testa,
ottindente,
avvilente,
e la mancanza di forze
e l’abulia sconfinata,
oceanica
Detto ciò,
con un’ardita capriola,
che nemmeno il più abile ginnasta,
balzo fuori dal mio giaciglio
Vivi!
Vivi!
Così dice la sentenza
Dissolvenza
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Sono arrivato in un antico borgo,
costruito sulla dorsale d’un promontorio
e costituito da case basse e affollate
che si affacciano sul mare
Il promontorio, da un lato,
digrada più dolcemente
e, ai suoi piedi s'è formata
un’insenatura
orlata da un greto sabbioso
Sono lo straniero, qui
Non è il posto mio, questo
Non è quello che mi ha dato la nascita
Eppure vorrei starci
Cerco di ambientarmi,
di fraternizzare con gli abitanti
che non vedo tuttavia
da nessuna parte
So che sono gentili e ospitali
Poi, all’improvviso, arrivano
speculatori,
affaristi,
avventurieri
che vogliono comprare tutto,
case e terreni circostanti,
il mare e il cielo,
persino l’aria
Mi mostrano un punto
dal lato in cui il promontorio
digrada docile
E qualcuno mi dice
che li sono stati depositati,
seppelliti o cosparsi ,
dei rifiuti tossici
Infatti, la vegetazione qui
è tutta gracile e malaticcia,
friabile,
come nel racconto di Lovecraft.,
Il colore venuto dallo spazio
Mi dicono anche che qui
I nuovi padroni
costruiranno uno stabilimento enorme
per la lavorazione del pescato
Vorrei gridare e denunciare
al mondo intero l’obbrobrio
che si sta perpetrando
Mi sento stanco
Vado allora alla ricerca di un luogo
adatto al riposo
e trovo una deliziosa piazzetta
chiusa tra le case,
tutta rivestita di piastrelle di ceramica
vivacemente colorate
che costituiscono quasi un tappeto
sul quale si dipana sotto i miei occhi
una storia fantasiosa
Anche le pareti esterne delle case
sono affrescate a vivaci colori
e raccontano storie
semplici ma belle
Al centro della piazzetta
c’è un piccolo chiosco in disuso
che, un tempo, forniva agli abitanti
la possibilità di una doccia o di un bagno
All’ingresso, pende tutta sbilenca
un’insegna di legno
un po’ corrosa dalle intemperie
sulla quale è stato scritto
con vernice nera
(i caratteri sono sbiaditi)
“Fratelli Acquario. Docce e bagni pubblici”
Questo luogo ha un fascino speciale
che non riesco ad esprimere
a parole
Dissolvenza
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Poi, ho di nuovo sognato
Ero in una libreria
Qui dovevo scegliere un libro
Ed era un compito ben difficile
A cosa dare la priorità?
Se prendevo in mano un libro
e lo sfogliavo
il mio occhio cadeva su di un altro,
tra quelli esposti
Tralasciavo il primo
e afferravo il secondo
per aprirlo e leggerlo avidamente,
qua e là
Poi la scena si ripeteva,
ancora e ancora,
in una spirale crescente
di desiderio e lussuria
Non sapevo più cosa fare
Era una libreria di catena
quella in cui mi ritrovavo,
ma c’era un’aria di smobilitazione
e soltanto pochi clienti in giro
Tra le pile di libri in esposizione,
appena occultato allo sguardo,
c’era un WC chimico,
senza pareti
Qualcuno cercava di usarlo,
ma era quasi impossibile
poter urinare senza schizzare i libri,
disposti tutt’attorno
a mo’ di barriera
E, oltretutto, c’era un addetto
appositamente incaricato
della vigilanza sul comportamento
di quei pisciatori folli
che venivano immancabilmente sanzionati
In cosa consisteva la sanzione?
Nell’obbligo di acquistare un libro
per ogni goccia di urina
fatta fuori dal pitale
L’addetto alle sanzioni
era dunque anche un misuratore!
Mi chiedevo se questo tipo di sanzione
non fosse stata ideata allo scopo
di facilitare gli indecisi
oppure, al contrario,
per incrementare ulteriormente
il loro folle dubitare
Per quanto mi riguarda,
stavo sulle spine
Non potevo continuare
nel faticoso processo della scelta
Sentivo impellente ed imperioso
il bisogno della minzione
ma mi trattenevo,
poiché non volevo espormi
al pubblico ludibrio
Dissolvenza again
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