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Non vedevo l'ora di vedere la trasposizione in film del romanzo giovanile di Stephen King (pubblicato a suo tempo sotto lo pseudonimo di Richard Bachman) uscito nelle sale cinematografiche con il titolo "The Long Walk" (La lunga marcia) prodotto nel 2025 e diretto da Francis Lawrence (USA), già noto per aver firmato la saga di Hunger Games e Io sono leggenda, mentre la sceneggiatura è stata curata da JT Mollner. Nella diffusione del film in italia, la distribuzione ha ritenuto opportuno inserire anche il sottotitolo "Se ti fermi muori" (scelta a parere di molti di dubbio gusto).
La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo "La lunga marcia" di Stephen King, a suo tempo pubblicato per la prima volta con lo pseudonimo Richard Bachmann
In un XX secolo alternativo, gli Stati Uniti sono una dittatura militare totalitaria dopo una lunga e sanguinosa guerra. Il regime ha istituito un evento annuale, The Long Walk, che mira a forgiare il patriottismo e l'etica del lavoro tra i più poveri, dato che il Paese è da anni vittima di una grave depressione economica. Cinquanta ragazzi adolescenti, uno per ogni Stato, vengono scelti a caso, ricevono acqua e razioni alimentari e sono costretti a camminare per centinaia di chilometri senza alcuna sosta, scortati da soldati armati che trasmettono anche il video in diretta. Coloro che saranno colti a scendere al di sotto delle tre miglia orarie (4,8 km/h) o smettono di camminare ricevono fino a tre avvertimenti prima di essere giustiziati. La Marcia termina quando rimane un solo sopravvissuto, che riceve un ingente premio in denaro e può esprimere un desiderio. Sebbene l'iscrizione sia tecnicamente volontaria, quasi tutti i giovani idonei lo fanno ogni anno nella speranza di migliorare la vita delle loro famiglie.
Vi sono numerose differenze rispetto al romanzo di Stephen King.
Nel romanzo sono 100 i partecipanti alla gara annuale, mentre nel film regista e sceneggiatore hanno preferito restringere il numero a 50, uno per ogni stato, in altri termini, per potere concentrarsi meglio sui singoli personaggi. La velocità richiesta nel romanzo è di 4 miglia orarie, mentre nel film è stata ridotta a 3 miglia, pare anche per una richiesta dello stesso King allo scopo di rendere la marcia più realistica rispetto alle esigenze cinematografiche.
Vi è poi una differenza fondamentale nel finale che non starò a dire poiché parlarne farebbe da spoiler.
Viene sottolineato molto, nel corso del film, l'importanza della solidarietà e dei valori dell'amicizia, come contraltare ad uno spietato ingranaggio in cui, letteralmente, chi si ferma muore.
Il romanzo di Stephen King fu per me, quando lo lessi, di grande impatto (come scrissi in una precedente recensione pubblicata in "Ultramaratone maratone e Dintorni lo lessi mentre partecipavo ad una corsa a tappe giornaliere in Messico) e credo che il film sia riuscito a coglierne le emozioni e l'intensità.
WARNING! La lettura della sezione che segue potrebbe fare da spoiler
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Portare sul grande schermo un capolavoro psicologico come La lunga marcia di Stephen King non era un’impresa facile, soprattutto perché il romanzo vive quasi interamente dei pensieri interni e dei deliri dei protagonisti. Per questo motivo, il regista Francis Lawrence e lo sceneggiatore JT Mollner hanno dovuto fare delle scelte precise, modificando diversi elementi per trasformare un flusso di coscienza letterario in un film dinamico e visivamente d'impatto.
La prima grande differenza che salta all'occhio riguarda proprio la logistica e le regole della spietata competizione. Se nel libro i ragazzi che partono dal confine del Maine sono 100, nel film il numero è stato dimezzato a 50. Questa scelta è stata pensata per dare più respiro ai singoli personaggi e permettere allo spettatore di affezionarsi a loro, evitando che molti marciatori rimanessero solo dei nomi sullo sfondo prima di essere eliminati. Anche la velocità minima è cambiata, passando dalle 4 miglia orarie del romanzo a 3 miglia orarie. È curioso notare che questa modifica è stata suggerita dallo stesso Stephen King: camminare a 4 miglia orarie (più di 6 km/h) per giorni sarebbe equivalso a una mezza corsa, mentre un passo leggermente più lento ma inesorabile rende l'agonia visiva molto più realistica e logorante.
C’è poi un cambiamento profondo nel modo in cui viene vissuto l'evento e nel passato dei protagonisti. Nel romanzo, la folla che si accalca ai bordi delle strade è una massa oceanica, morbosa e onnipresente, mentre il contesto politico del regime rimane sullo sfondo, misterioso e sfocato. Il film, al contrario, trasforma la marcia in un vero e proprio show televisivo di stato. La dittatura militare viene approfondita molto di più, spiegando che questa folle gara è nata per cementare il controllo sulla popolazione dopo una sanguinosa seconda guerra civile americana. Questo tocco più "politico" si riflette anche sulle motivazioni del protagonista, Ray Garraty. Se nel libro Ray si iscrive quasi per sfida o incoscienza, nel film è mosso da un viscerale desiderio di vendetta: vuole arrivare in fondo per colpire direttamente il Maggiore, l'uomo responsabile della morte di suo padre.
Il cambiamento più radicale e discusso, però, riguarda senza dubbio il finale, che ribalta completamente il messaggio di King. Il libro si chiude con una nota di totale disperazione e follia: Ray Garraty vince la marcia, ma la sua mente è ormai distrutta. Convinto di vedere una misteriosa figura oscura che cammina davanti a lui, ricomincia a correre nel delirio, lasciando intendere che non si riprenderà mai più. Il film sceglie invece una strada molto più d'azione e legata alla ribellione politica. Ray decide di sacrificarsi sacrificando la propria vita per aiutare l'amico Peter McVries, che diventa così l'ultimo sopravvissuto. Ma il vero colpo di scena arriva subito dopo: quando il Maggiore si avvicina a McVries per incoronarlo e concedergli il suo premio, il ragazzo usa il desiderio spettante al vincitore per chiedere un'arma e uccide il tiranno in diretta nazionale, trasformando la fine della marcia nell'inizio di una vera e propria rivoluzione.
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La Lunga Marcia (The Long Run) è un romanzo di Stephen King , pubblicato abbastanza all'inizio della sua fortunata carriera di scrittore con lo pseudonimo di Richard Bachman (anche se ...
https://ultramaratonemaratonedintorni.com/article-la-lunga-marcia-114040576.html
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