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Peter R. Breggin è uno psichiatra che ha iniziato le sue pratiche di apprendistato, ancora da non laureato con attività volontarie di assistenza a pazienti psichiatrici ospedalizzati; successivamente, man mano che è andato avanti nei suoi studi, pur acquisendo una profonda conoscenza di tutti gli strumenti terapeutici a disposizione della psichiatria, ha optato per una pratica maggiormente orientata verso una forma di psicoterapia, indirizzata ai pazienti psichiatrici e ai loro familiari, di tipo incluso e caratterizzato da un forte supporto emozionale, ad ampio spettro, che egli definisce di tipo "empatico".
La psicoterapia empatica di Peter R. Breggin è un approccio centrato sulla persona che privilegia il rapporto umano, l'empatia e l'amore rispetto all'uso di psicofarmaci o elettroshock, promuovendo una "fiducia sacra" tra terapeuta e paziente. In questo senso, Breggin critica la psichiatria biologica, sostenendo che la vera guarigione deriva dalla comprensione, dal supporto emotivo e dalla collaborazione con il paziente e la sua famiglia.
Per Breggin, quindi, gli psicofarmaci non devono essere somministrati per sempre, ma - nella maggior parte dei casi - il più presto possibile occorre ridurre i dosaggi e sospendere le somministrazioni farmacologiche, con un adeguato supporto alla persona con sintomi psichici e ai suoi familiari.
Breggin, cosi, va in controtendenza rispetto ai dogmi della psichiatria biologica e centrata sull'uso degli psicofarmaci.
La condizione fondamentale per poter procedere lungo questa strada è la capacità di offrire forme di supporto alternativo non farmaceutico (e, ovviamente, la disponibilità a farlo).
Nel suo libro, "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per peer medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie (pubblicato in Italia da Fioriti Editore), Breggin - con completezza - spiega tutto questo, mostrando anche quanto sia importante avere una conoscenza dettagliata ed approfondita di tutti i farmaci che entrano nello strumentario clinica dello psichiatria prescrittore, per poter comprendere quali siano gli effetti da impregnazione, quelli da astinenza e quelli dovuti a reazioni secondarie e/o paradossali al farmaco o ai farmaci; spiegando tra l'altro (e questa è la parte clinicamente più originale) come fare per procedere ad una progressiva dismissione dei farmaci.
Tutte le sue argomentazioni sono supportate (e semplificate) da dettagliati casi clinici.
La regolare e protratta assunzione di psicofarmaci è estremamente pericolosa e sono ancora più pericolose le variazioni di dosaggio, comprese la riduzione e la sospensione di tali farmaci.
Questo libro ha lo scopo di fornire informazioni cliniche e di ricerca aggiornate su quando e
come ridurre o sospendere gli psicofarmaci.
Descrive un approccio multidisciplinare centrato sulla persona concepito come una guida. Il team comprende prescrittori (psichiatri e altri specialisti, medici) e terapeuti (psichiatri, assistenti sociali, psicologi, counselor, terapeuti di coppia e familiari, professionisti della terapia occupazionale e ricreativa, infermieri e altri). Il team è concepito per includere anche il paziente, la sua famiglia e altri soggetti che svolgono un ruolo significativo per il paziente stesso.
Questa guida inizia passando in rassegna gli effetti avversi che possono richiedere la riduzione o la sospensione dello psicofarmaco.
Passa poi a discutere gli effetti dovuti alla mancata assunzione di questi farmaci per far familiarizzare i medici, i pazienti e le famiglie con questi problemi.
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L'autore. Peter R. Breggin, nato l'11 maggio 1936, è un eminente psichiatra statunitense, noto critico della psichiatria biologica, in particolare dell'uso di farmaci e dell'elettroshock (ECT). Formato ad Harvard e con esperienza al NIMH, promuove psicoterapia, empatia e sostegno sociale come alternative terapeutiche. Ha scritto numerosi libri critici, tra cui *Toxic Psychiatry*.
Laureato ad Harvard, ha lavorato come consulente presso il National Institute of Mental Health (NIMH).
Breggin è un critico di lunga data della psichiatria basata sui farmaci e sull'elettroshock, sostenendo invece approcci terapeutici basati sulla psicoterapia, sull'educazione, sull'empatia e sull'amore.
Ha scritto oltre due dozzine di libri, tra cui Toxic Psychiatry, Talking Back to Prozac, Talking Back to Ritalin, Medication Madness e Brain-Disabling Treatments in Psychiatry.
Teorie: Ha sviluppato concetti come il "medication spellbinding" (una condizione in cui i pazienti non si rendono conto del peggioramento causato dai farmaci) e la teoria del "complesso psicofarmaceutico".
Risiede e pratica la psichiatria a Ithaca, New York, ed è il fondatore e direttore del The Center for the Study of Empathic Therapy, Education and Living.
La sua opera si concentra sulla promozione di approcci umanistici alla salute mentale, mettendo in guardia contro gli effetti collaterali dei trattamenti psichiatrici biologici.
Sinossi breve, indice e prefazione
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