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16 febbraio 2026 1 16 /02 /febbraio /2026 06:24
Franco Basaglia, Conferenze Brasiliane, Raffaello Cortina, 2018

Conferenze Brasiliane (nuova edizione a cura di Franca Ongaro Basaglia e Maria Grazia Giannichedda) di Franco Basaglia, pubblicato nel 2018 da Raffaello Cortina Editore (Collana Minima) è un volume che andrebbe letto e riletto, meditato a lungo e rimeditato, poiché contiene una sintesi magnifica del pensiero di Franco Basaglia, poco dopo il varo della legge di riforma dell’assistenza psichiatrica in Italia e poco prima della sua morte.

Le celebri "Conferenze brasiliane" di Franco Basaglia si tennero in Brasile tra il 18 giugno e il 7 luglio 1979. Durante questo ciclo di seminari, svolti a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte, Basaglia testimoniò l'esperienza della riforma psichiatrica italiana, poco dopo l'approvazione della Legge 180. 
La prima edizione italiana apparve nel 1984. 
Non si trattò di un volume autonomo, ma di una pubblicazione all'interno della rivista "Fogli di Informazione" (numeri 102 e 104-105, curati dal Centro di documentazione di Pistoia). 
Ecco le tappe principali della diffusione editoriale di "Conferenze Brasiliane"  in Italia:
- 1984: Pubblicazione a puntate sulla rivista Fogli di Informazione, curata da Domenico De Salvia e Adolfo Rolle.
- 1999: Prima edizione in volume per Raffaello Cortina Editore, curata da Franca Ongaro Basaglia e Maria Grazia Giannichedda. Successivamente ristampato nel 2018.
- 2025: Nuova edizione pubblicata da Il Saggiatore

Le conferenze furono pubblicate postume principalmente perché, al momento della loro registrazione in Brasile (1979), Basaglia non le concepiva come materiale per un libro finito, ma come un dialogo vivo e militante.
I motivi principali del ritardo e della natura postuma dell'opera, furono sicuramene la morte improvvisa di Basaglia, poco più di un anno dopo, per cui egli non ebbe il tempo di riorgonizzare il materiale dialogico, in una forma maggiormente riflessiva.
Al suo ritorno in Italia, fu travolto dagli impegni per l'applicazione della Legge 180 (approvata solo l'anno prima) e dalla scoperta della malattia.
Morì nell'agosto del 1980, meno di un anno dopo il viaggio in Brasile, senza avere il tempo fisico di revisionare i nastri delle registrazioni.
Le conferenze non erano testi scritti letti in pubblico, ma discorsi a braccio, spesso interrotti da domande di medici, infermieri e studenti.
Il materiale originale consisteva in ore di registrazioni su nastro.
Il lavoro di trascrizione, traduzione dal portoghese (o dall'italiano "portoghesizzato" di Basaglia) e di editing fu estremamente lungo e faticoso.
Fu la moglie, Franca Ongaro Basaglia, a farsi carico di questo recupero per preservare quello che era, a tutti gli effetti, il suo lascito intellettuale più maturo.

In quel periodo, Basaglia sentiva l'esigenza di fare un bilancio di tutto ciò che aveva fatto sino a quel momento. In Italia la situazione era tesa: la riforma era sotto attacco e c'erano molte resistenze. In Brasile, invece, trovò un entusiasmo e una voglia di cambiamento che lo spinsero a sintetizzare il suo intero pensiero. Una volta scomparso, quel materiale divenne prezioso proprio perché conteneva la sua visione definitiva sulla psichiatria, la democrazia e il potere.

Inizialmente, le conferenze circolarono in Brasile come dispense ciclostilate tra i movimenti di salute mentale. Solo dopo che il valore di queste riflessioni divenne evidente a livello internazionale, si decise di procedere a una pubblicazione formale e sistematica anche in Italia (cominciando, come dicevamo, nel 1984).

 

Le conferenze, raccolte nell'omonimo volume, ripercorrono la "rivoluzione" psichiatrica italiana, gli eventi che avevano portato alla chiusura dei manicomi e rivisita il concetto di restituzione della soggettività al malato.
Basaglia parlò a militanti, operatori sanitari e intellettuali, evidenziando le contraddizioni della società e la necessità di un cambiamento strutturale della psichiatria.

Ampio spazio venne dato al termine di ciascuna conferenza al dibattito con interventi di grande spessore che spinsero Basaglia ad esplicitare ancor di più il suo pensiero: proprio tale dibattito diede a queste conferenze un caraterre fortemente politico
Grande peso ebbero queste conferenze nel creare una potente spinta di riforma dell'assistenza psichiatrica in Brasile, con la nascita di un gruppo di operatori di diversi professionalità che si forgiarono letteralmente con il pensiero di Franco Basaglia, calandone le premesse e le conseguenze nella loro specifica realtà operativa.
Questi seminari sono fondamentali per comprendere l'estensione del pensiero basagliano e il suo impatto internazionale, avvenuto subito dopo la promulgazione della legge che chiuse gli ospedali psichiatrici in Italia. 
Le tematiche che Franco Basaglia dibatte allora sono attualissime e ci mostrano tuttora (nel clima vigente un dell'assistenza psichiatrica in Italia sempre più distante dallo spirito della legge 180) quanto il suo pensiero  nell’attuarsi della “riforma” psichiatrica sia stato nella realtà profondamente tradito

Il volume é preceduto da una introduzione di Maria Grazia Giannichedda e si chiude con la post-fazione (un vero e proprio piccolo saggio), scritto Fernanda Nicácio, Paulo Amarante e Denise Dias Barros) con il titolo “I movimenti per la salute mentale in Brasile dagli anni Ottanta”, in cui viene narrato come il seme fecondo del ciclo di conferenze in Brasile di Franco Basaglia abbia dato i suoi frutti e lasciato un’impronta indelebile

(Quarta di copertina) Le conferenze che Franco Basaglia tenne in Brasile nel 1979 rappresentano un documento d’eccezione che qui per la prima volta è possibile leggere nella sua integrità e completezza. 
Si tratta di una delle ultime occasioni di riflessione pubblica di Basaglia sul significato complessivo dell’impresa della sua vita, una sorta di testamento intellettuale e un bilancio critico sulla psichiatria all’indomani della “legge 180” (maggio 1978), di cui nel maggio 2018 ricorre il quarantennale. Oggi queste vivacissime conferenze sono forse il modo migliore per avvicinarsi a Basaglia e alle ragioni della sua pratica. È infatti lui stesso che si presenta a un pubblico di studenti, professori, medici, psicoterapeuti e sindacalisti, e instaura con loro un rapporto insieme complice e critico, che fa emergere la sua straordinaria comunicativa e il suo modo di lavorare e di far politica, tanto distante dalle ideologie quanto capace di centrare temi e problemi tuttora aperti.


L'autore. Franco Basaglia (Venezia, 1924-1980) è stato uno psichiatra e neurologo italiano, principale promotore della riforma psichiatrica in Italia, divenuta legge nel 1978. Il Saggiatore ha pubblicato Scritti (2023) e Morire di classe (curato insieme a Franca Ongaro Basaglia, con le fotografie di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin; 2024).

 

Franco Basaglia, Conferenze Brasiliane, Edizioni Il Saggiatore

(Nuova edizione del 2025) Conferenze brasiliane raccoglie gli interventi tenuti da Franco Basaglia in Brasile l’anno prima della sua scomparsa. In questa sorta di testamento intellettuale, Basaglia riflette pubblicamente sul significato complessivo dell’impresa che ha attraversato la sua vita, discute le proprie idee e il proprio approccio alla malattia mentale e analizza retrospettivamente i passaggi che hanno portato alla riforma del sistema di cura psichiatrica. 

Quando, tra il giugno e il novembre del 1979, Franco Basaglia si reca a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte per dialogare con studenti, professori, medici, psicoterapeuti e sindacalisti, la realtà che lo circonda è in una fase di grande mutamento: il mondo è ancora diviso in blocchi, ma l’onda degli anni sessanta ha già prodotto trasformazioni storiche significative, tra cui, in Italia, l’introduzione del divorzio, la regolamentazione dell’aborto, l’istituzione del Servizio sanitario nazionale e l’approvazione della «legge 180», che ha chiuso gli ospedali psichiatrici e istituito i servizi di salute mentale. In questi incontri il medico parla di una società che deve imparare a prendersi cura di ciascuna persona e di una psichiatria che deve uscire dagli ospedali ed entrare nella vita delle persone, per «essere nel mondo» concretamente. Nel confronto complice e critico con il pubblico, Basaglia illustra come il cambiamento debba iniziare da ognuno di noi: come sia necessario affrontare la contraddizione dei rapporti con l’altro, dare valenza positiva al conflitto, alla crisi, all’indebolirsi dei ruoli e delle identità; perché solo così le difficoltà potranno diventare occasioni di crescita per se stessi e per la società. 

Le parole di Basaglia sono un appello che giunge intatto anche a noi. Questo libro non rappresenta infatti solo una testimonianza storica, ma è un invito a riscoprire un pensiero che sfida ancora oggi le convenzioni e i soprusi, spingendoci a costruire un mondo più giusto e inclusivo.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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