According to the National Center for Missing and Exploited Children, roughly 800.000 children are reported missing each year in the United States. Most are found. Thousands are not.
Buona parte de L'Istituto (The Institute) di Stephen King l'ho letta in lingua originale, forse soltanto l'ultima parte in Italiano, poiché nel frattempo era uscita l'edizione italiana. E' stata una lettura effettuata "ai tempi del Covid", con inizio ad ottobre del 2019 e fine lettura ai primi di giugno del 2020.
E' stata una lettura lenta, all'inizio per via della scelta di leggere in lingua originale, e poi anche perchè, spèravve3nuto il Covid, questo libro rimase nella casa di Palermo quando io mi trasferii a stare in campagna nei mesi più cruciali del lockdown.
E' un romanzo particolare nella vasta produzione kinghiana. E' una storia di formazione, sicuramente, riguardante un gruppo di adolescenti e questo è sicuramente un filone della narrativa di Stephen King.
Si tratta di un gruppo di adolescenti che si trovano a vivere una condizione di semi-reclusione in un "Istituto" che, per alcuni versi appare come una sorta di college con regole di conduzione molto severe e nello stesso capace di inculcare nei suoi residenti "cattive abitudini": per alcuni versi in questo "Istituto" si possono rintracciare alcune similitudini con la struttura di ricerca nella quale la piccola Eleven di Stranger Things assieme ad altri ragazzi si trova a vivere confinata per essere sottoposta a crudeli esperimenti finalizzati allo sviluppo di capacità paranormali ed extrasensoriali.
Qui, nell'Istituto si lascia intendere che in questa struttura, come in altre, sparse nel resto degli States si allevino individui dalle capacità paranormali da utilizzare in modo strategico per eliminare nemici interni e/o esterni, in altri termini come risorsa di intelligence.
I ragazzini ancora piccoli vengono reclutati precocemente attraverso un costante lavoro di indagini nei territori compiuti da emissari da questo insieme di strutture.
Questa parte della narrazione mi ha fatto molto pensare a romanzi come "Il candidato della Manciuria"1 di Richard Condon, (per ben due volte, nel 1982 e nel 2004, trasposto in film) o anche al saggio-inchiesta "L'uomo che fissa le capre" il cui titolo originario era stato "Capre di guerra"2, ma anche a narrazioni in cui si sviluppa il tema della manipolazione della mente per creare degli agenti dormienti che potranno essere attivati inseguito mediante speciali comandi (si veda, appunto "Il candidato della Manciuria").
Vi è poi la dimensione della fuga del protagonista, il giovane Luke Ellis, l'ultima recluta a giungervi e il suo tentativo di mettersi in salvo, una fuga che si svolge lungo un fiume e che rimanda alla mente il Grande Fiume della storia di Huck Fynn, personaggio emblematico della letteratura nordamericana o anche alle avventure on the road, quando si descrivono altre parti della fuga del giovane protagonista dalla prigione-istituto, come - ad esempio - nei passaggi che raccontano i suoi spostamenti da clandestino su di un treno merci.
E infine vi è la storia di un gruppo di adolescenti che solidarizzano tra di loro costituendosi in gruppo sodale, accomunato dall'idea di un sogno di libertà e di affrancamento da un gioco brutale e mortificante.
E qui vi è un altro dei temi più cari a Stephen King e più volte emergente nelle sue narrazioni.
Ce la faranno i nostri eroi a sottrarsi al giogo crudele che li opprime?
Il volume è suddiviso in diverse parti, ma è pressocchè impossibile avere una visione d'insieme dell'intero romanzo, poichè manca un vero indice.
Io stesso, man mano che andavo avanti nella lettura me lo sono andato costruendo con degli appunti e l'annotazione della pagina d'inizio di ciascuna parte, in modo tale da potere effettuare delle ricerche nel testo sia in avanti sia all'indietro.
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1. Stati Uniti, anni Cinquanta. Il sergente Raymond Shaw rientra dalla guerra di Corea, insignito della medaglia d’onore. Riprende la sua vita di tutti i giorni, il suo lavoro di giornalista e il suo difficile rapporto con la madre, una donna priva di scrupoli e sostenitrice – a tutti i costi – dell’ascesa politica del marito. L’ex ufficiale non sa di essere stato sottoposto al lavaggio del cervello mentre si trovava in prigionia in Corea e di essere diventato una spietata macchina per uccidere, non più padrone delle proprie azioni. Ben Marco, capitano di pattuglia di Raymond, decide di indagare su alcuni misteriosi omicidi che si susseguono con l’approssimarsi delle elezioni presidenziali: scopre così le ombre che avvolgono la vita di Shaw e i torbidi intrighi della classe politica americana.
"Il Candidato della Manciuria" di Richard Condon, è basato su di una tendenza espressa al tempo della Guerra Fredda che fu quella di mettere allo studio delle tecniche di condizionamento profondo della personalità di alcuni individui, per ottenere da loro - dopo molto tempo da "dormienti" - ed eventualmente anche a distanza - dei comportamenti post-ipnotici portati avanti in uno stato di coscienza secondo e finalizzati ad ottenere determinati risultati strategici.
Parrebbe incredibile: ma tutto ciò è stato successivamente confermato da una bizzarra (e coraggiosa) inchiesta giornalistica esitata nel libro di Jon Ronson, L'uomo che fissa le capre (Einaudi, 2009), a sua volta trasposto in film, poiché dopo l'11 settembre quelle tecniche - con dei loro risvolti esoterici ed approfondimenti verso inattese incursioni nel campo del paranormale - ricevettero nuovo impulso.
2. Nato nel 1979, il gruppo statunitense dei Soldati Psichici si ispira al manuale del Primo Battaglione Terra. Scritto dal colonnello Jim Channon, è una specie di manuale militare new age che invita ad abbandonare gli strumenti di morte a favore di altri più "etici": musiche ambient per placare gli animi del nemico, timidi agnellini per sciogliere il cuore dell'avversario, sostanze non-letali del tipo schiuma collante (usato veramente per la prima e ultima volta in Somalia nel '94) e manipolazione mentale. Channon pensa veramente di poter usare l'energia mentale per porre fine a tutte le guerre. I suoi superiori, però, hanno pensato di fare proprie le sue lezioni sui Soldati Psichici per vincere le guerre, tralasciando le istanze pacifiste.
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Stephen King, The Institute, Hodder&Stoughton, 2019
Deep in the woods of Maine, there is a dark state facility where kids, abducted from across the United States, are incarcerated.
In the Institute they are subjected to a series of tests and procedures meant to combine their exceptional gifts - telepathy, telekinesis - for concentrated effect.
Luke Ellis is the latest recruit. He's just a regular 12-year-old, except he's not just smart, he's super-smart. And he has another gift which the Institute wants to use...
Far away in a small town in South Carolina, former cop Tim Jamieson has taken a job working for the local Sherriff. He's basically just walking the beat. But he's about to take on the biggest case of his career.
Back in the Institute's downtrodden playground and corridors where posters advertise 'just another day in paradise', Luke, his friend Kalisha and the other kids are in no doubt that they are prisoners, not guests. And there is no hope of escape.
But great events can turn on small hinges and Luke is about to team up with a new, even younger recruit, Avery Dixon, whose ability to read minds is off the scale. While the Institute may want to harness their powers for covert ends, the combined intelligence of Luke and Avery is beyond anything that even those who run the experiments - even the infamous Mrs Sigsby - suspect.
Thrilling, suspenseful, heartbreaking, THE INSTITUTE is a stunning novel of childhood betrayed and hope regained.
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Stephen King, L'istituto (The Institute, nella traduzione di Luca Briasco), Sperling&Kupfer, 2020
Dopo classici come L'incendiaria e It, Stephen King si mette di nuovo alla prova con una storia di ragazzini travolti dalle forze del male, in un romanzo come sempre trascinante, che ha anche molto a che fare con i nostri tempi.
«King travolge il lettore con una storia di bambini che trionfano sul male come non ne scriveva dai tempi di "It". Entrando nella mente dei suoi giovani personaggi, crea un senso di minaccia e di intimità magici Non c'è una parola di troppo in questo romanzo perfetto, che dimostra ancora una volta perché King è il Re.» – Publishers Weekly
«Con L'Istituto il re del brivido torna al suo massimo splendore» – Robinson
È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali – telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto.
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L'Istituto (2025): la recensione della miniserie kinghiana su Prime Video
Recensione e analisi di L'Istituto, serie in 8 episodi tratta dal romanzo di Stephen King con Mary-Louise Parker, su Prime Video
https://www.ilcineocchio.it/tv/l-istituto-serie-tv-2025-recensione-stephen-king/
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