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Mi reco in un posto dove devo prendere nuovo incarico di lavoro
Si tratta di una clinica (forse)
Arrivo, parcheggio l’auto e ci lascio dentro Black (che viaggia sempre con me), visto che non fa troppo caldo
La clinica si trova nel centro storico di Palermo, vicino alla Cala, che è il vecchio porto della città (scrivo ciò a beneficio di chi, fra i lettori, non è di Palermo)
L’ingresso alla clinica è disagiato; la porta d’ingresso non è facilmente riconoscibile, poichè non vi sono grandi insegne che ne consentano l’identificazione
Devo percorrere uno stretto vicolo e poi salire delle scale altrettanto strette e tortuose (che razza di clinica sarà mai questa? Sembra essere piuttosto la location di un lupanare dei tempi andati nella città vecchia…)
Quando finalmente arrivo, dopo aver faticato non molto per orientarmi in quello che sembra un complicato labirinto, trovo tanta gente indaffarata, alcuni con camici bianchi, altri con camici verdi e cuffiette da chirurgo alla testa
Si tratta - da quel che comprendo - di una clinica che si occupa prevalentemente di chirurgia (che si tratti di chirurgia plastica?)
Questo mi spiazza un po’, ma nello stesso tempo mi elettrizza, poiché penso che finalmente mi troverò a fare qualcosa che, ancora da studente di medicina, pensavo di voler fare, sino a quando non ebbi un repentino cambio di aspirazioni e di interessi
Penso che, in questa circostanza, potrei riesumare il ricordo della diuturna frequentazione che, da studente, feci della sala operatoria di un’importante clinica privata di Palermo, il cui chirurgo principale era un grande amico di mio padre
Vado in giro, aspettandomi di poter parlare con qualcuno, ma non c’è nessuno che mi dia udienza
Non so a chi rivolgermi
Sono tutti molto indaffarati e non mi danno conto
Poi mi ritrovo a ridiscendere giù per strada, non so perché, forse ho dimenticato qualcosa in macchina
Ne approfitto e prendo con me Black e lo faccio passeggiare per un po’
E' tutto scodinzolante e felice per questo inatteso intermezzo che ha interrotto la monotonia di un'attesa senza tempo
Quando vado per rimetterlo in macchina perché si è fatto il tempo di tornare alla clinica, ha cominciato a piovere violentemente e la maggior parte delle strade si sono adesso allagate con fiumane d'acqua che scorrono da tutte le parti con foga torrentizia e che rendono il basolato di pietre oltremodo scivoloso
Ma non trovo più la macchina (Atch!!!!)
È scomparsa
(Forse ho dimenticato dove l’ho parcheggiata)
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Penso anche che sia stata travolta e portata via dall’alluvione che si è abbattuta su questa parte della città
Cerco dei punti di riferimento, ma senza trovarli
È davvero un dilemma
Non so che fare, anche perché adesso ho con me il cane e non so come fare ritornare alla clinica (Non posso certo portarlo con me! Che figura ci farei?)
Inoltre, non sono più abbigliato in modo formale e adeguato per una situazione lavorativa, bensì con indumenti raffazzonati e obsoleti, di tipo sportivo, proprio di quelli che sono più adatti ad una tenuta da passeggiata mattutina con il cane
Non posso certo ripresentarmi lì con il cane al guinzaglio (di nuovo!)
Mentre mi aggiro nei dintorni, senza sapere bene che fare, ecco che avvisto molti della clinica con indosso sempre i loro camici bianchi o verdi che si aggirano anche loro per quei vicoli
Forse sono usciti un attimo per andare a prendere un caffè al bar
Mi avvicino a quello che sembra essere uno dei capi-decisori, in blusa e pantaloni verdi, e attiro la sua attenzione
Gli espongo la mia situazione, dicendogli che non posso ritornare per il momento, perché si è verificata questa incresciosa contingenza
Non trovo più la macchina
Di conseguenza, non ho più il posto dove lasciare il cane
E non posso certo salire su alla clinica con il cane al guinzaglio
Mi dice che comprende la mia situazione e mi ammonisce dicendomi che, se non dovessi risolvere nel più breve tempo possibile questa mia momentanea impossibilità a far fronte alle mie responsabilità, dovrà prendere dei provvedimenti disciplinari a mio carico
D’altra parte, mi dice, dovrò ancora fare il colloquio di ammissione e di valutazione con il capo dei capi (della clinica) il quale - tra l’altro - mi dovrà dare delle indicazioni specifiche sulla natura del mio lavoro lì e mi accenna anche qualcosa in anteprima: si tratterà di un'attività di valutazione delle condizioni psicopatologiche dei soggetti portatori di Morbo di Basedow, prima che intraprendano l’intervento chirurgico di ablazione della tiroide
Cose che succedono di notte!
Dissolvenza
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