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17 agosto 2025 7 17 /08 /agosto /2025 01:28

Trascrizione di un sogno di un anno fa tondo
Mai riportato qui, nel blog

Maurizio Crispi (17 agosto 2024)

Marco Cavallo

Questa volta mi ritrovo alla guida di un enorme autoarticolato
Devo andare da qualche parte (ma il sogno non mi dice dove)
Lungo la strada che percorro ci sono delle difficoltà di transito, così pare 
Accosto il mio mezzo in uno slargo, appena possibile
Scendo dalla cabina di guida e vado a domandare 
Il tizio a cui chiedo, prima, non vuole darmi alcuna informazione, poi  - ma sempre in modo reticente - m’indica la strada che svolta alla nostra destra e mi dice: Puoi prendere da qui! Non si potrebbe, in verità, perché il transito è vietato agli autotreni. Ma tu infilati lo stesso, dopo un po’ ti accosti e aspetti; se non succede nulla, nel senso che non arrivano veicoli dall’altro lato, fai un altro balzo di un centinaio di metri, e poi di nuovo ti fermi e aspetti e vedi com’è la situazione. E vedrai che a poco a poco riuscirai a fare tutto il pezzo di strada che rimane: l’alternativa è per te di tornare indietro, ma dovrai fare un giro davvero enorme!
Ah, faccio io, ho compreso perfettamente: è una soluzione all’italiana, quella in cui siamo maestri!
Alzo le spalle e me ne torno al mio autotreno, balzo nella cabina di guida, mi metto al volante, faccio rombare il motore e mi metto in movimento


[Devo dire qui che, in vita mia, non ho mai guidato né un camioncino, né un camion, né un autoarticolato: l’esperienza di guidare un simile mezzo, in questo mio sogno, è davvero è esaltante, poiché mi sembra di rivivere momenti del film cult che vidi decenni indietro dal titolo “Convoy” (in italiano “Trincea d’asfalto”, di Sam Peckimpah) e mi viene in mente anche un altro film - anche questo un cult - che è “Duel” (d’un giovane Steven Spielberg), sviluppato da un racconto di Richard Matheson, ma l’autotreno persecutore qui è una presenza malefica e il volto del suo guidatore non si vede mai chiaramente, poiché i finestrini sono oscurati]

 

Saltando diverse parti del sogno che non ricordo, mi ritrovo poco dopo in un Centro sociale nel quale convergono diverse Associazioni di operatori che sperimentano nel territorio interventi coinvolgenti la popolazione, utilizzando un miscuglio creativo di Arte- Musica- e Pet-terapia
Insomma, il luogo dove sono finito parrebbe essere il motore propulsivo di una serie interventi di psicologia applicata
Arrivato qui, cerco di inserirmi nella programmazione operativa e devo parlare con mio collega, assieme al quale in passato mi trovai a scrivere un libro.
Devo registrare vocalmente qualcosa e c’è un dispositivo apposito che si aziona con il piede e, a seconda di come si muove il pedale, si ottengono registrazioni di tipo diverso
Ci provo, ma non ottengo nessun risultato
Quando il mio collega appare, ci abbandoniamo ad una disquisizione su come fare funzionare questo apparecchio, ma non andiamo molto lontano. Il nostro confronto di idee é sterile e non porta a nulla
Nel mentre arrivano molti operatori da una loro missione nel territorio e portano con sé enormi animali esotici e non finti, fatti tutti di cartapesta, a regola d’arte. Tra i diversi animali riconosco un leone, un ippopotamo e un rinoceronte, ma ci sono anche una placida mucca e un simpatico maiale. Segue un drago sputafuoco, con due teste minacciose armate di scaglie e di speroni
Su tutti domina, però, enorme, un Marco Cavallo, dipinto di azzurro e così realistico che sembra volersi lanciare al galoppo da un momento all’altro
Ma è proprio come quel famoso Marco Cavallo! esclamo io

 

Dissolvenza

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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