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23 agosto 2025 6 23 /08 /agosto /2025 02:58
Erik Larson, Il Giardino delle bestie. Berlino 1934

Il Giardino delle bestie. Berlino 1934 di Erik Larson, (nella traduzione di Raffaella Vitangeli), pubblicato da Neri Pozza, nel 2012, è una ricostruzione storica accurata degli anni in cui si svolse il mandato come ambasciatore USA a Berlino di William E. Dodd, studioso di storia degli Stati del Sud, accademico e di idee democratiche. 
L'autore si è basato su numerose fonti tra le quali il volume che riporta i diari berlinesi di William E. Dodd, pubblicati postumi con la curatela della figlia Martha.
Dodd fu un personaggio scomodo, anche per la diplomazia americana: a differenza dei suoi pari predicava un assetto di vita del corpo diplomatico morigerato e aborriva gli eccessi di spese di "rappresentanza" (cui indulgevano i suoi pari assegnati ad altre sedi), dando egli stesso l'esempio. In più il suo essere democratico rappresentò un forte ostacolo a rapporti diplomatici tra la Germania e gli Stati Uniti, poiché non riusciva a mantenere un tono neutrale rispetto agli eccessi che - con un crescendo - proprio in quegli anni il regime nazista manifestava.
Come, ad esempio, le manifestazioni sempre più violente di antisemitismo (iconico l'episodio della  "notte dei cristalli"), la violenza della SA nei confronti dei cittadini americani in visita in Germania che non eseguivano in varie circostanze il saluto nazista, o anche le violenze interne al regime sfociate nella cosiddetta "notte dei lunghi coltelli", quando avvenne un'epurazione quasi totale delle SA. 
Dodd denunciava tutto ciò nelle sue missive, quando scriveva a Franklin D. Roosevelt, pregandolo di prendere posizione e di superare così il suo atteggiamento prudente. Ciò non garbava molto a quella vasta frangia di americani (molto rappresentata anche nel corpo diplomatico) che volevano invece che gli Stati Uniti mantenessero un atteggiamento isolazionista e che non prendessero posizione  in faccende che, in fondo, non li riguardavano. 
Fu così che, alla fine Dodd fu rimosso dal suo incarico e fece ritorno negli USA, lasciando tuttavia un tesoro di preziose informazioni (e testimonianze) relative a quel periodo: un periodo in cui - come osservò egli stesso - il popolo tedesco venne preso in ostaggio da un branco di psicopatici, capeggiati da uno psicopatico.

Il libro di Larson si legge con passione come un romanzo: eppure ogni affermazione, ogni frase riportata, ogni episodio è supportato da note apposite e da riferimenti bibliografici.

Mi sento di consigliarne la lettura.

(Risvolto) Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934 (sino alla fine del 1937, quando il suo mandato venne revocato). Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all'università di Chicago. Mentre siede alla sua scrivania all'università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino. Ed è cosi che, al loro arrivo, William e Martha si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all'aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.

Erik Larsson


L'autore. Erik Larson, nato nel 1954, a Brooklyn (NY), giornalista e collaboratore di Time, New Yorker, Atlantic Monthly, Harper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Isaac’s Storm (1999) e The Devil in the White City: Murder, Magic and Madness at the Fair That Changed America (2003), libro vincitore dell’Edgar Award in the Best Fact Crime 2004. In Italia sono già stati pubblicati Il giardino delle bestie (Neri Pozza, 2012) e Guglielmo Marconi e l'omicidio di Cora Crippen (Neri Pozza, 2014).
Nel 2015 esce Scia di morte. L'ultimo viaggio del Lusitania, ricostruzione dell'affondamento di un transatlantico americano ad opera della marina militare tedesca, avvenuto nel 1915. Nel 2016 pubblica Il diavolo e la città bianca.
Vive a Seattle con la moglie e tre figlie

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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