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30 dicembre 2021 4 30 /12 /dicembre /2021 08:00

(Incipit) «Gray sea, gray sky, but fire in the woods and the trees aflame. No heat, no smoke, but still the forests burned, crowning with red and yellow and orange; a cold conflagration with the coming of fall, and the leaves resignedly descending. There was mortality in the air, borne on the first hint of winter breezes, the threatening chill of them, and the animals prepared for the coming snows. The foraging had begun, the filling of bellies for leaner times. Hunger would make the more vulnerable creatures take risks in order to feed, and the predators would be waiting. Black spiders squatted at the corners of their webs, not yet slumbering. There were still stray insects to be had, and further trophies to be added to their collections of withered husks. Winter coat grew thick, and fur began to lighten, the better to blend in against the snow. Contrails of geese arrowed the skies like refugees fleeing a coming conflict, abandoning those forced to stay and face what was to came.
The ravens were motionless.»

(Traduzione) «Grigio il mare, grigio il cielo, ma fuoco nel bosco e alberi in fiamme. Nessun calore, niente fumo, eppure la foresta bruciava, le fronde incoronate di rosso, giallo e arancione; un freddo incendio, divampato con l'avvicinarsi dell'autunno, mentre le foglie, rassegnate, cadevano a terra. L'aria era carica di morte, portata dal primo accenno di brezze invernali col loro gelo minaccioso e gli animali che si preparavano all'arrivo della neve. Avevano già iniziato a cacciare e a riempirsi la pancia in previsione di tempi più magri. La fame avrebbe costretto le creature più vulnerabili a correre qualche rischio per nutrirsi e i predatori sarebbero stati lì ad aspettarle. Ragni neri attendevano in agguato agli angoli delle loro tele, non ancora assopiti, nella speranza di acciuffare qualche altro insetto vagante, ulteriori trofei da aggiungere alla loro collezione di gusci appassiti. I manti invernali si stavano facendo più fitti e le pellicce avevano iniziato a schiarirsi, per mimetizzarsi meglio con la neve. Stormi di oche sfrecciavano in cielo come rifugiati decisi a scappare da un conflitto imminente, abbandonando chi era costretto a restare e ad affrontare quanto stava per accadere.
I corvi imperiali erano immobili.»


(traduzione di Federico Lopiparo)

 

 

John Connolly, Un'anima che brucia, Timecrime

Un'anima che brucia (titolo originale: The Burning Soul, nella traduzione di Federico Lopiparo, è un romanzo dello scrittore irlandese John Connolly, pubblicato da TimeCrime (Fanucci), nel 2015
Originariamente pubblicato nel Regno Unito nel 2011, è il decimo romanzo del ciclo dedicato alle avventure dell'investigatore Charlie Parker, detto Bird.
Nell'ambito del ciclo, il romanzo ad esso precedente è I tre demoni, quello seguente è La rabbia degli angeli.
Il titolo italiano del romanzo traduce fedelmente l'originale inglese. Fa riferimento ad una riflessione di Charlie Parker, contenuta nell'epilogo della narrazione: pensando agli spiriti inquieti di coloro che hanno subito ingiustizie e violenza (ma pensando in parte anche a sé stesso), il detective afferma che un'anima è capace di bruciare, ovvero di abbandonarsi alle passioni più estreme come l'ira, l'odio e il desiderio di vendetta, ma può ugualmente evitare di ridursi in cenere, ovvero di autodistruggersi, se riesce a far nascere in sé la speranza.

La vicenda principale narrata nel romanzo si svolge nell'autunno di un anno che dovrebbe essere il 2010: Anna Kore infatti, che all'epoca della sua scomparsa viene più volte definita quattordicenne, risulta nata a fine novembre del 1995.
Nel romanzo vengono però rievocate anche vicende appartenenti alle epoche precedenti: in particolare, l'omicidio di Selina Day, avvenuto nel Dakota del Nord, risale all'anno 1982.

Connolly è un autore che seguo assiduamente: scrittore di thriller investigativi, a volte metafisici, tutti con protagonista l’ex poliziotto ed investigatore privato Charlie Parker, tutti ambientati nel selvoso e solitario Maine, con qualche escursione nei dintorni di Boston.
Sin dalla prima lettura questi romanzi mi sono sempre piaciuti proprio perché non sono delle semplici storie di investigazione, ma sono conditi di elementi paranormali ed occulti.
Charlie Parker, infatti, a partire della morte della moglie e della figlia, barbaramente trucidate da un assassino itinerante, personificazione del Male e della Crudeltà, è in contatto con le Forze Oscure che tentano di sopraffarlo, mentre la moglie e la figlia con le loro apparizioni lo guidano.
I romanzi di Connolly dunque, pur potendo essere letti separatamente, fanno parte di un’unica saga. Al neofita consiglierei di cominciare dai primi romanzi della serie, come “Anime morte”, “Tutto ciò che muore” e “Il ciclo delle stagioni”.
Si tratta di letture che sempre hanno calamitato la mia attenzione e mi sento di consigliarne la lettura.

 

(Dal risguardo di copertina) Sono passati molti anni da quando William Lagenheimer e il suo amico Lonny Midas hanno ucciso una ragazza di quattordici anni. Assicurati alla giustizia, hanno scontato la loro pena separatamente, trasferiti da un istituto correzionale all'altro. Dal giorno in cui è stato rilasciato, William non ha più avuto contatti con il suo amico di un tempo e ha chiuso i conti con il passato. Ora si fa chiamare Randall Haight e vive in una piccola cittadina del Maine, Pastor's Bay, guadagnandosi da vivere come commercialista. La tranquillità della sua nuova esistenza, tuttavia, viene turbata da un messaggio recapitato da qualcuno che, a quanto pare, è al corrente del crimine che ha commesso. Ma a sconvolgerlo è un fatto ben più grave: un'altra quattordicenne scompare da Pastor's Bay, e lui teme di ripiombare nell'incubo da cui credeva di essere uscito. Per dimostrare la propria innocenza decide di ingaggiare l'investigatore privato Charlie Parker, che si troverà di fronte a una rete di inganni e rapporti di potere che coinvolge la polizia, l'FBI, il boss della malavita Tommy Morris e lo stesso Randall Haight. Perché è chiaro che l'uomo ha raccontato parecchie menzogne...
Torna Charlie Parker, l'investigatore in bilico tra realtà e paranormale. Un thriller serrato, torvo, che indaga sul lato oscuro degli uomini e ne disvela gli aspetti più terrificanti.


 

John Connolly

Hanno detto
«Un thriller intelligente e credibile, allo stesso tempo straziante e memorabile» – Kirkus Reviews
«Una storia che mescola con maestria suspense, mistero e soprannaturale» – The Independent
«John Connolly e Stephen King sono i maestri del paranormal thriller» – The Sun
Charlie Parker non è solo un investigatore, è anche un narratore coinvolgente e convincente. Un nuovo splendido romanzo per una serie sempre eccitante” - Booklist

L’autore. Nato a Dublino nel 1968, nella vita ha fatto di tutto, dal giornalista al barman, dall’ufficiale governativo al cameriere e al facchino da Harrods a Londra. Dopo aver studiato inglese al Trinity College di Dublino e giornalismo alla Dublin City University, ha lavorato per cinque anni come giornalista freelance per The Irish Times, con il quale collabora tuttora. Il suo primo romanzo, Anime morte, ha aperto la sua carriera di scrittore, che ha visto tutti i suoi libri successivi nelle classifiche dei best-seller.

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23 settembre 2021 4 23 /09 /settembre /2021 12:12
Antonella Viola, Danzare nella tempesta: Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario , Feltrinelli

La lettura del saggio Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario, scritto da Antonella Viola e pubblicato da Feltrinelli nel 2021, mi ha consentito di aggiornare le mie conoscenze in tema di immunologia, di cui ai tempi dei miei studi medici sostenni l’esame come materia complementare. Allora la disciplina era ancora ai primi passi, tanto che ancora non esisteva un testo esaustivo tradotto in italiano e, in preparazione dell’esame, oltre che degli appunti, ci servimmo di un testo in Inglese.
Da quegli anni la disciplina ha fatto passi da gigante non soltanto per quanto concerne le difese naturali contro le malattie infettive, ma anche per quanto concerne il mantenimento delle più diverse funzioni corporee, l’equilibrio generale dell’organismo e persino i meccanismi che determinano l’invecchiamento.
Per quanto il volume sia riservato ad una platea di lettori molto ampia, tuttavia l’esposizione è rigorosa.
Non mancano, ovviamente, agganci e riferimenti alla “tempesta” Covid, nella quale stiamo ancora danzando.
Da leggere se si vuole comprendere qualcosa dei misteri non più tanto misteriosi del sistema immunitario e della sua “intelligenza”.

(Risvolto di copertina) Senza preavviso ci siamo ritrovati immersi in una rivoluzione. E le rivoluzioni sono il mestiere della scienza. Questo è il tentativo di raccogliere la lezione del virus per affrontare il futuro senza paura.
Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall'ambiente in cui viviamo. Nel farlo, ci difende dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad aiutare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce. Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l'ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. È difficile per tutti rinunciare non solo alle vecchie abitudini, ma anche alla forma che il nostro stile di vita aveva prima. Ma come possiamo cambiare la nostra postura nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? Antonella Viola costruisce una mappa per abitare questa rivoluzione e comincia con l'invito a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi, per capire la razionalità che muove il nostro organismo. Il nostro corpo è un meraviglioso sistema di comunicazione. Ciascuna parte collabora con l'altra, inviando segnali e traducendoli costantemente. Senza sosta si misura con l'ignoto che viene da fuori e lo affronta. Dobbiamo ricordarci che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall'ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare la lezione del virus, perché con sé porta le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali. Per fortuna ad aiutarci c'è la scienza, che da secoli si misura con la realtà e le rivoluzioni non con la lotta, ma con la cautela e la leggerezza.

L'autrice. Antonella Viola è un'immunologa, professoressa ordinaria di Patologia Generale all'Università di Padova e autrice italiana, nota per i suoi studi sul sistema immunitario e per l' intensa attività di divulgazione scientifica, attraverso libri e collaborazioni con quotidiani come La Stampa e Einaudi. Nata a Taranto nel 1969, si è laureata e ha conseguito il dottorato a Padova, diventando poi direttrice scientifica dell'Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Fondazione Città della Speranza). I suoi lavori e libri, come "Danzare nella tempesta" e "Il sesso è (quasi) tutto", esplorano la scienza dell'immunità, la longevità e la medicina di genere. 
A parte i titoli scientifici ed accademici, ha scritto numerosi saggi di divulgazione scientifica:
Autrice di numerosi saggi di successo, tra cui:

 

  • Danzare nella tempesta (2021)
  • Il sesso è (quasi) tutto (2022)
  • Il cibo buono (2022, con Daniele Nucci)
  • La via dell'equilibrio (2023, con Antonio Paoli)
  • Il tempo del corpo (2024, con Alessandro Aiuti)
  • La rivoluzione della cura (2025, con Alessandro Aiuti)
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28 ottobre 2018 7 28 /10 /ottobre /2018 09:35

L'Area X è un territorio in costante espansione dove un fenomeno sconosciuto altera le leggi della fisica, trasforma gli animali, le piante e manipola lo scorrere del tempo. La Southern Reach è l'agenzia governativa che deve esplorarla e nasconderla all'opinione pubblica. Ma chi o cosa ha generato l'Area X? E qual è il vero scopo della Southern Reach?

Einaudi Editore (scheda del volume unico)

«Trilogia dell'Area X somiglia a Lost ma anche a Hunger Games e a Philip K. Dick: si legge come si guardano le serie tv, per abbuffate e senza riuscire a staccarsi».

Vanity Fair

Jeff VanderMeer, Annientamento (titolo originale inglese: Annihilation, nella traduzione di Cristiana Mennella), Einaudi (collana Supercoralli, 2015

Annientamento è il primo volume della Trilogia dell'Area X creata da Jeff VanderMeer.
Una spedizione, inviata dall'agenzia governativa Southern Reach si addentra all'interno dell'Area X, un territorio costiero, dove per cause imprecisate trent'anni prima si è verificato e si sta verificando tuttora un cambiamento ambientale che ha come epicentro un faro.
Non si tratta della prima spedizione, bensì della dodicesima: i componenti delle precedenti esplorazioni sono tutti morti in corso di spedizione, oppure sono semplicemente scomparsi o, se sono ritornati indietro (ma sempre in ordine sparso) sono successivamente deceduti di cancro o altre malattie.
Il mistero che avvolge l'Area X rimane sempre fitto e apparentemente insondabile, anche perché il suo territorio stesso con flora e fauna è in continua mutazione.
La dodicesima spedizione è composta da una Topografa, da una Biologa, da una Psicologa e da una Antropologa (nessuno dei componenti ha un nome, poiché la funzione è ben più importante del nome): il loro mandato è quello di compiere delle ricerche, man mano che si addentrano nel terreno, e compiere rilievi ciascuna secondo le proprie competenze.
E' un romanzo di fantascienza ecologica ed ambientalista, ma nello stesso profondamente venato di speculazioni metafisiche: il cambiamento ambientale si intreccia profondamente con il cambiamento interiore degli esploratori e, ma non si comprende sino a quale estensione, anche della loro struttura fisica e biologica.
E ciò si evidenzia in ogni singolo passo della spedizione che trova il suo epicentro nell'esplorazione di una torre "inversa", cioè sviluppata nella profondità del terreno: una struttura  che, mai segnalata nelle mappe delle precedenti spedizioni, contiene unicamente una scala a spirale che scende apparentemente all'infinito e che presenta sulle pareti delle strane scritture mobili e che sembrano essere progressivamente create da un misterioso "scrivano"; e, poi, il Faro che contiene dei reperti che saranno illuminanti per comprendere gli esiti delle precedenti spedizioni.
Annientamento, per quanto attiene la genesi dell'Area X ha un antecedente illustre nella letteratura fantasy-horror che è il magistrale racconto di Harold Philip Lovecraft, Il Colore venuto dallo Spazio. Provate a leggerlo dopo aver letto Annientamento e ditemi se non è così…
Dal romanzo, che ha vinto il Premio Nebula per il miglior romanzo 2014, nel 2018, è stato tratto l'omonimo film diretto da Alex Garland.

(dalla quarta di copertina) La conoscono semplicemente come «la biologa». È una donna che non sa ancora di essere pronta a tutto. La corazza dietro cui nasconde la sua fragilità è fatta di segreti. Ma tutto ciò basterà a difenderla dal mistero che l'attende nell'Area X? Con la tensione del thriller, la visionarietà del fantastico e la profondità della grande letteratura, Jeff VanderMeer ha saputo raccontare le nuove, imminenti, antichissime, paure del nostro mondo


 

Jeff Vandermeer, Trilogia dell'Area X, Einaudi

(Dal risvolto di copertina) Per trent'anni l'Area X - un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo - è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l'agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all'opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall'Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte. Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l'una dell'altra, nemmeno il nome - sono indicate con la funzione che svolgono: l'antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa - accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell'Area X erano stati appena sfiorati. Jeff VanderMeer ha costruito un mondo in cui l'avventura, il fantastico, l'ignoto sono le coordinate per indagare il più alieno dei pianeti: la psiche umana.

Jeff VanderMeer, Annientamento (titolo originale inglese: Annihilation, nella traduzione di Cristiana Mennella), Einaudi (collana Supercoralli, 2015

L'autore. Jeff VanderMeer è autore di racconti e romanzi con cui ha vinto il BSFA Award, il World Fantasy Award, il Nebula Award, e con cui è stato finalista allo Hugo Award. Scrive per numerose testate fra cui il «New York Times», il «Guardian» e il «Washington Post». Einaudi ha pubblicato l'intera trilogia dell'Area X: Annientamento, Autorità e Accettazione (nei Supercoralli nel 2015 e nei Super ET, in un unico volume, nel 2018) e Borne (2018).

Jeff Vandermeer, Autorità. Trilogia dell'Area X, Einaudi (Supercoralli)

Jeff Vandermeer, Autorità. Trilogia dell'Area X, Einaudi (Supercoralli), 2015

C’è un nuovo direttore alla Southern Reach, l’agenzia governativa a guardia dell’Area X: John Rodriguez. Tutti lo chiamano Controllo, anche se sembra non avere il controllo di nulla. Nel secondo volume della Trilogia dell’Area X, Controllo potrà contare su un unico imprevisto alleato: la biologa è tornata.

Se non avete mai sentito parlare dell’Area X è merito della Southern Reach. Da trent’anni un fenomeno dall’origine sconosciuta sta alterando l’ecosistema costiero di un territorio nel Sud degli Stati Uniti. Cosa (o chi...) ha generato l’Area X, cosa avviene all’interno del confine impenetrabile che la divide dal resto del mondo, quale destino attende chi decide di esplorarla? Sono domande a cui, da trent’anni, tenta di rispondere la Southern Reach, un’agenzia governativa segreta incaricata di studiare il fenomeno. Senza risultati, almeno finora. Alla Southern Reach c’è un nuovo direttore: John Rodriguez, anche se tutti lo chiamano Controllo. Eppure quello che sembra mancargli è proprio il controllo sulle cose. A cominciare dalla struttura che è stato chiamato a dirigere, dove tutti perseguono i loro scopi, tanto segreti quanto personali. La sua vice, per esempio, ancora legata alla direttrice precedente e forse a conoscenza dei veri motivi che hanno spinto l’ex capa a prendere parte alla dodicesima missione nelle vesti della psicologa. O i membri della sezione scientifica con i loro terribili e pericolosi esperimenti con i conigli. O Whitby che sembra sapere troppe cose per un semplice «tuttofare». A Controllo basterà poco per capire che i misteri della Southern Reach sono altrettanto numerosi e pericolosi di quelli dell’Area X. Qual è il vero scopo della Southern Reach? Chi la comanda? A quale autorità risponde? E chi ha messo lí Controllo? Per rispondere a queste domande, Controllo potrà contare su un unico, imprevisto alleato. Lo capisce appena la guarda negli occhi, nella sala degli interrogatori dove l’hanno portata appena è ricomparsa al di qua del confine: la biologa è tornata.

Jeff Vandermeer, Accettazione. Trilogia dell'Area X - Vol. 3°, Einaudi (Supercoralli)

Jeff Vandermeer, Accettazione. Trilogia dell'Area X - Vol. 3°, Einaudi (Supercoralli), 2015

Con Accettazione VanderMeer porta a compimento il grandioso affresco iniziato con Annientamento e Autorità, una creazione potente e di straordinaria forza immaginativa salutata come il nuovo classico della letteratura fantastica.

Dopo che, al termine di Autorità, il confine dell’Area X ha iniziato improvvisamente a espandersi e inghiottire ogni cosa nella sua avanzata, a cominciare dalla sede della Southern Reach, la situazione sulla «costa dimenticata» sta precipitando. Controllo, aiutato dalla misteriosa creatura che ha le fattezze e i ricordi della biologa e si fa chiamare Uccello Fantasma, si inoltra nel cuore dell’Area X, verso il faro da cui ogni cosa sembra essere partita. Sembra che tutti i personaggi della trilogia dell’Area X in qualche momento della loro vita abbiano visitato il faro. Verremo così a conoscenza della storia del suo guardiano, un uomo tormentato, con un passato di predicatore e troppi, forse ingiustificati, sensi di colpa, che proprio al faro pare aver riconquistato una qualche forma di pur precaria serenità. Anche grazie all’amicizia di una bambina dei dintorni, Gloria, con cui stabilisce un legame profondo, una relazione che saprà sopravvivere ai cataclismi successivi all’«evento».

Ma veramente la Southern Reach è stata creata dopo l’evento che ha generato l’Area X o esisteva da molto, molto prima? E, soprattutto, chi ha innescato il processo che ha dato vita all’Area X e perché? Forse già ora, in qualche angolo del pianeta, un’«anomalia» dall’origine sconosciuta sta alterando la realtà in modi così sottili che probabilmente passerebbero inosservati.

Oppure, sembra dirci Jeff VanderMeer, l’Area X è già dentro di noi, è un qualche seme gettato nel nostro passato – un silenzio, un rimpianto un dolore soffocato, un amore mai dimenticato – che cresce e ci altera, ci trasforma in modi che non sempre siamo pronti ad accettare. O, invece, l’Area X è il totalmente altro, qualcosa di cosí lontano dall’esperienza umana da apparire alieno, incomprensibile, terribile anche quando persegue scopi tutt’altro che distruttivi? Non è di risposte che abbiamo bisogno oggi, ma di nuove e piú giuste domande.

VanderMeer, Assoluzione, Einaudi, Supercoralli

E la trilogia è diventata tetralogia...

Jeff VanderMeer
, Assoluzione, Einaudi (Supercoralli)

Uscirà il 5 maggio 2026. preparatevi!
Quando mette le mani sui diari della prima spedizione, il vecchio Jim non sa che scoprirà segreti indicibili. Non sa che l'Area X è in grado di «colonizzare il passato». Di deformare lo spazio e alterare la mente. Assoluzione è il quarto atto della visionaria Trilogia dell'Area X, che Stephen King ha definito «meravigliosa e inquietante».
È il 2014 quando viene pubblicata la Trilogia dell'Area X: da allora, una comunità di lettori appassionati non ha mai smesso di interrogarsi e confrontarsi sugli episodi piú enigmatici. Chi è davvero Uccello Fantasma? Che fine hanno fatto i membri della prima spedizione? Come si è formato il confine, e cosa succede a chi lo attraversa? Dopo centinaia di migliaia di copie vendute, decine di premi vinti e un adattamento cinematografico con un cast hollywoodiano, una cosa è certa: chi credeva di aver chiuso i conti con l'Area X si sbagliava. Assoluzione è sia un prequel che un sequel, che risolve vecchi misteri e al contempo ne apre di nuovi. Vent'anni prima dell'Area X, un gruppo di biologi viene mandato sulla costa dimenticata con un compito preciso: liberare quattro enormi alligatori e studiarne gli spostamenti attraverso la palude. Qualcosa, però, va storto: cominciano a verificarsi eventi inspiegabili, strane melodie risuonano nella foresta, misteriosi conigli bianchi con videocamere al collo e occhi iniettati di sangue mettono a serio rischio la sopravvivenza dei biologi. A raccontarcelo è il vecchio Jim, che spulcia i diari dei membri delle prime spedizioni alla ricerca di una verità che sempre gli sfugge. Anche lui, peraltro, ha dei segreti: una figlia scomparsa, un passato oscuro, strani esperimenti dalle finalità poco chiare, e un ruolo ambiguo all'interno della Centrale. Ma quando viene incaricato di scandagliare la costa sulle tracce di un'ambigua figura soprannominata il Bandito, a poco a poco il vecchio Jim comincia a mettere le mani su un mistero molto piú grande di lui. Assoluzione, però, non è solo la storia dell'Area X: è il racconto delle storture dei nostri tempi, in cui a farla da padrone è l'impossibilità di conoscere a fondo gli altri esseri viventi - oltre che di discernere, in un mondo alla deriva, il confine tra reale e immaginario, umano e non umano. Con uno stile inconfondibile, in perfetto equilibrio tra il simbolico e l'allucinatorio, Jeff VanderMeer firma l'ennesima prova del suo genio visionario, confermandosi uno dei massimi scrittori contemporanei di fantascienza, e forse l'autore che oggi, piú di ogni altro, ci mostra cos'è davvero il perturbante.

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24 settembre 2015 4 24 /09 /settembre /2015 21:20
Il Respiro del Ghiaccio. Brian Freeman e i suoi tormentati polizieschi nella gelida Duluth

(Maurizio Crispi) Ho scoperto casualmente i romanzi di Brian Freeman e, a partire dal primo che mi è capitato tra le mani (Polvere alla polvere, ovvero "Turn to stone"), e mi ci sono talmente appassionato che, a poco a poco, sto cercando di leggerli tutti.

Un'impresa difficile, visto che non tutti sono reperibili in commercio, specie quelli pubblicati qualche anno fa.
Il primo mi è stato suggerito dal libraio che conosce i miei gusti in fatto di thriller: e non si era sbagliato.
Le storie di Brian Freeman hanno come proprietà indiscutibile quella di tenere legato il lettore al testo, con forza che direi quasi impetuosa, al punto da demolire le sue eventuali strategie di lettore multiplo.
Cominci un romanzo di Freeman? Bene, puoi soltanto finirlo e a te sarà richiesto un'attenzione totale al 100%.
Non ci sono tanti fronzoli o particolari espedienti narrativi: si tratta di trame molto ben costruite in cui interagiscono personaggi altrettanto bene rifiniti sia in senso sincronico sia in estensione diacronica.
Jonathan Stride, Serena Vial, Maggie e una miriade di altri personaggi comprimari, sia appartenenti al ruolo degli indagati o delle vittime.
Le ambientazioni hanno il pregio di trasportare il lettore in un territorio scarsamente attenzionato dagli scrittori di Thriller e cioè la cupa - e freddissima, dai lunghi inverni lacustri e dalle brevi ed umide estati - Duluth, nel Minnesota, (tra l'altro città natale di Bob Dylan), a pochissima distanza dalle cosiddette "twin cities" (cioè l'area metropolitana costituita dalle due città, inestricabilmente incastrate l'una nell'altra di Minneapolis e Saint Paul).

Anche questo dettaglio è da apprezzare: perché una delle caratteristiche dei thriller - e dei polizieschi in genere - è quella che, intrigando il lettore con le loro trame, lo fanno viaggiare in luoghi dove non è mai stato.
Ogni romanzo di Brian Freeman della serie di Jonathan Stride (in tutto, allo stato, sono sette) contiene un pezzo di storia di ciascuno dei personaggi e, in qualche modo, le vicende poliziesche che vi si sviluppano, vanno a colpire nervi scoperti e punti dolenti nelle memorie del loro passato.

Ogni romanzo arricchisce la definizione di ciascun personaggio che è quello che è, in funzione della sua storia pregressa. Il lettore nell'accostarsi ai diversi capitoli della saga avverte una sensazione di familiarità, ma nello stesso tempo di straniamento, perché si ritrova davanti a personaggi che cambiano e si evolvono e che, di tanto in tanto, devono confrontarsi con brandelli di un passato tormentato che riemergono.
Le trame non sono mai banali: c'è sempre qualche sorpresa in agguato e ci sono improvvisi punti di svolta.
Così è per questo "Il respiro del ghiaccio" (titolo originale: The Burying Place, nella traduzione di Alfredo Colitto, PIeme, 2011), in cui viene messo in atto il rapimento di un piccolo bambino figlio di un riccastro della zona. Le indagini vengono avviate a pieno campo a partire da indizi insignificanti: anche i genitori del bambino scomparso entrano nel registro degli indagati, e - come si scoprirà - anche loro hanno degli scheletri dell'armadio, come del resto altri dei personaggi.
La soluzione è a portata di mano (sin dalle prime battute), ma come nella situazione prospettata da Edgar Allan Poe nella "Lettera smarrita" si fa fatica ad intravedere la corretta configurazione della verità.
L'abilità del giallista è proprio questa: fornire al lettore degli indizi corretti, ma - nello stesso tempo - distogliere da essi la sua attenzione, amplificando il rumore di fondo, oppure creando delle diversioni.
Alla fine della storia, il lettore pensa - o dice a se stesso - ad alta voce: "Mannaggia! La soluzione era qui a portata di mano! Come ho potuto non pensarci!".
Ma il piacere della lettura di un thriller è tutto qui: viaggiare nell'intreccio e essere tenuti in sospeso a lungo prima di potere conquistare la corretta configurazione della verità degli eventi.
Ciò che conta è il viaggio attraverso il testo.
Assolutamente non delude questo "Il Respiro del Ghiaccio"

(Dal risvolto di copertina) Sembrano mani che premono per entrare, le foglie schiacciate dal vento contro il vetro dell'auto. Ma è solo l'effetto della nebbia, che avvolge tutto intorno a Kasey e fa brutti scherzi alla sua mente. È solo il senso di colpa. È solo il panico. Perché Kasey sa di essersi persa, finendo per sbaglio in quel sentiero sperduto tra i campi. Perché sa che un'agente di polizia non dovrebbe avere paura, e invece, in quella regione in cui da settimane le donne vivono con un'arma sempre con sé, l'unica cosa che in quel momento la rassicura è la pistola posata sul sedile accanto a lei. Ma soprattutto perché sa che, se si trova lì, è per un terribile errore commesso. Di nuovo mani che sbattono contro il finestrino, ma ora hanno il volto di una donna, occhi terrorizzati, e una voce: «Fammi entrare, per favore». Non è più un'allucinazione, è realtà, e Kasey non può più tornare indietro.Sarà una lunga notte. Anche per i genitori di Callie Glenn, una bambina di soli undici mesi sparita dalla culla in cui dormiva, nella ricca villa in riva al lago. Nessuna richiesta di riscatto, nessun sospetto. Soltanto la consapevolezza che, col passare delle ore, si affievoliscono le probabilità di ritrovarla. A farsi carico delle ricerche è il detective Jonathan Stride, che già indaga sulla recente scomparsa di tre donne della zona. Di loro non è più stata rinvenuta alcuna traccia, solo i segni di colluttazioni violente sul luogo del rapimento. Per Stride e la sua squadra si preannuncia una corsa contro il tempo, nel tentativo di districare il doppio mistero. Prima che la verità emerga, macabra e inesorabile, dal manto della neve.
Di Brian Freeman, Giorgio Faletti ha detto: "Quando inizio un romanzo di Brian Freeman, non so mai dove mi porterà. So solo che non vedo l'ora di arrivarci".

Brian Freeman ha un suo sito web e, in calce ad ognuno dei suoi romanzi, fornisce il suo indirizzo di posta elettronica, invitando i lettori a contattarlo per discutere con lui di ogni aspetto dei suoi romanzi: e questa è sicuramente una cosa che piace.Si propone come un autore interattivo e non sdegnoso o superbo nei confronti dei suoi lettori.


Brian FreemanSul'autore. Brian Freeman is an international bestselling author of psychological suspense novels, including the Jonathan Stride and Cab Bolton series. His books have been sold in 46 countries and 20 languages and have appeared as Main Selections in the Literary Guild and the Book of the Month Club. He is widely acclaimed for his "you are there" settings and his complex, engaging characters and twist-filled plots.
His seventh novel "Spilled Blood" won the award for Best Hardcover Novel in the annual Thriller Awards given out by the International Thriller Writers organization, and his fifth novel "The Burying Place" was a finalist for the same award. His debut thriller, "Immoral", won the Macavity Award for Best First Novel and was a nominee for the Edgar, Dagger, Anthony, and Barry Awards. IMMORAL was named International Book of the Month, a distinction shared with authors such as Harlan Coben and Lisa Unger.
His novels (in order) are: "Immoral", "Stripped Stalked", "In the Dark House",also called overseas "The Watcher"), "The Burying Place", "The Bone House", the award-winning "Spilled Blood", "The Cold Nowhere", and his new Cab Bolton novel "Season of fear".
He also has two Stride e-books, "Turn to stone" and the short story "Spitting Devil."

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24 luglio 2015 5 24 /07 /luglio /2015 07:41
Sarban, Il Richiamo del Corno, Adelphi

Sarban, Il Richiamo del Corno, Adelphi

(Maurizio Crispi) John William Wall, diplomatico britannico, scrisse nel corso della sua vita alcuni racconti e due brevi romanzi, tutti pubblicati con lo pseudonimo di Sarban: per una breve stagione godetta di uno straordinario successo, soprattutto negli Stati Uniti dove le sue opere vennero riprese e pubblicate dalla prestigione casa editrice Ballantine Books e prefatte da altrettanto celebri personaggi del mondo della letteratura statunitense.

Una produzione lettaria, la sua, non particolarmente corposa e destinata tuttavia a diventare rapidamente "cult".

Il richiamo del corno (titolo originale: The Sound of His Horn) pubblicato dalla Casa Editrice Adelphi (2015) nella traduzione di Roberto Colajanni. è arricchito da una nota critica finale, scritta da Matteo Cofdignola, con il titolo "I risvolti di Sarban", in cui l'autore esplora le vicissitudini editoriali de "Il Richiamo del Corno" e di altre opere di Sarban, interrogandosi anche su alcuni piccoli misteri che avvolgono la sua e sui perchè della sua riservatezza, considerando che egli non incontrò mai personalmente i suoi editore, ma con essi intrattenne soltanto dei rapporti epistolari oppure per il tramite della moglie Eleanor.
Di questa edizione italiana, è molto bella l'immagine di copertina, che riproduce il dettaglio di un dipinto di Franz von Stuck (La caccia selvaggia, Musée D’Orsay, Parigi) e che fa da eccellente soglia al testo..
Amore a prima vista (ovviamente complice l'immagine di copertina), comprato, letto e affondato in un batter d'occhio...
In un futuro distopico, in cui i Nazisti hanno vinto la II Guerra Mondiale, il protagonista (e voce narrante), Alan Querdilion, in fuga da un campo di concentramento si ritrova - avendo compiuto in circostanze misteriose e rimaste inspiegate uno scarto temporale - in un inimmaginabile futuro, in cui un signore post-nazista, il temibile e crudele Conte Hans von Hackelnberg, con assoluto potere di vita e di morte su tutti coloro che si ritrovano nel territorio di sua pertinenza, pratica una crudele caccia, in cui i "pezzi" più ragguardevoli sono costituiti da selvaggina umana.
Il suo arrivo nel cuore della foresta, preceduto dallo stuolo dei suoi servitori e da torme di cani latranti, è annunciato dal suono di un Corno...
E eccellente è il contrasto tra la bellezza della Natura, ad un tempo selvaggia, incontaminanta e, paradossalmente, addomesticata e la crudeltà degli scenari di caccia, di una crudeltà arcaica e medievale.
Questo romanzo oggi pressoché misconosciuto e coraggiosamente rilanciato in traduzione italiana da Adelphi si può considerare, tra le molte cose che se ne possono dire, il prototipo delle man hunting stories.

Non mi sentirei tuttavia di rubricarlo tra i romanzi horror tout court: mi sempra che la sua matrice sia ben altra ed è sicuramente composita.

Nello stesso tempo, contiene numerose suggestioni wellsiane, rimandando anche per le sue suggestioni iconografiche (le descrizioni paesaggistiche e d'ambienti di Sarban sono particolarmente vivide e realistiche)agli scenari esotici delle storie di Flash Gordon egregiamente disegnate dal cartoonist americano Alex Raymond.

E, indubbiamente, date le premesse, il volume meritava ogni attenzione.

 

Sarban  (al secolo, John William Wall)(Dal risvolto di copertina) Quando Alan Querdilion, un ufficiale della Marina britannica, si risveglia nel letto di uno strano ospedale sono passati centodue anni, il mondo non è più lo stesso e lui si ritrova imprigionato in un incubo. I nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e regnano incontrastati. I prigionieri-schiavi vengono allevati e trasformati nella selvaggina di un feroce sovrano. Un terrore remoto e indicibile si impossessa lentamente di Alan: è «il terrore che si prova ad essere cacciati». Qualcosa di notte si muove nella foresta e brama sangue. Lo sente avvicinarsi da lontano, preceduto dal suono di un corno. Sono note isolate, appena avvertibili, separate da lunghi intervalli, «ognuna così solitaria nel buio e nel silenzio assoluto, come un'unica vela su un vasto oceano». Poco dopo la fine della guerra, e ben prima che il genere distopico infuriasse fra i lettori di tutto il mondo, un diplomatico inglese estremamente discreto, che passava da una sede all'altra del Medio Oriente, scriveva questo piccolo romanzo, che fa pensare a un racconto di Wells, e dove all'immagine di un futuro alternativo governato dai nazisti si sovrappone ben presto la terrificante visione di un mondo capovolto e arcaico, regolato dalla caccia fine a se stessa. Ossessione ricorrente da varie migliaia di anni fino a oggi, e forse oggi più che mai.

 

L'autoreJohn William Wall, conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Sarban, è stato uno scrittore e un diplomatico inglese. Oltre a The sound of his horn, apparso per la prima volta nel 1952, e poi diventato una sorta di libro segreto per i cultori dell'orrore puro (tant'è che il maggior successo il libro lo raggiunse con l'edizione americana nella Ballantine Chamber of Horrors), ha pubblicato in vita solo due brevi raccolte di racconti: Ringstones and Other Curious Tales (1951) e The Doll Maker and Other Tales of the Uncanny (1953).

Sarban, Una storia di Natale

Di Sarban è disponibile anche questo piccolo volume, edito da Adelphi: Zubrówka. Una storia di Natale (A Christmas Story, nella traduzione di Roberto Colaianni), nella collana Microgrammi (2020),

Sinossi. In Arabia la notte di Natale può fare parecchio caldo. E se da una credenza, in una casetta dei sobborghi di Jedda, viene fuori una bottiglia di Zubrówka - la vodka del bisonte - può capitare di ascoltare strane storie. Storie che portano molto lontano, nel gelo della taiga siberiana e anche oltre, là dove le carte geografiche non arrivano, e che soltanto Sarban sa raccontare.
L’autore. John William Wall, conosciuto anche sotto lo pseudonimo di Sarban, è stato uno scrittore e un diplomatico inglese. Oltre a The sound of his horn, apparso per la prima volta nel 1952, e poi diventato una sorta di libro segreto per i cultori dell'orrore puro (tant'è che il maggior successo il libro lo raggiunse con l'edizione americana nella Ballantine Chamber of Horrors), ha pubblicato in vita solo due brevi raccolte di racconti: Ringstones and Other Curious Tales (1951) e The Doll Maker and Other Tales of the Uncanny (1953).

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16 dicembre 2014 2 16 /12 /dicembre /2014 07:28

Legion (Gemini Killer). Il sequel de L'Esorcista è un thriller in cui l'elemento paranormale è utilizzato con sobrietà(Maurizio Crispi) Dopo aver letto, L'esorcista, ho voluto leggere "Legion",dallo stesso Blatty presentato con un suo sequel.Legion è stato tradotto e pubblicato in Italiano da Mondadori (Mystbooks, 1992), ma co il titolo "Gemini Killer" ed è è attualmente irreperibile.. Quindi, mi sono risolto a leggere il romanzo in lingua originale (William Peter Blatty, Legion, A Tom Doherty Associates Book, NY, 2011).
Negli stessi luoghi che sono stati teatro delle vicende raccontate nell'esorcista, cominciano a verificarsi una serie di omicidi, caratterizzato da un modus operandi rituale e nello stesso tempo selvaggio che, peraltro, rimanda alle attività di un serial killer che ha agito nella costa orientale degli Stati Uniti senza essere mai catturato, né identificato (che fu il cosiddetto Zodiac Killer che, nel romanzo, diventa il "Gemini Killer").
Alcuni degli omicidi sono collegati all'ospedale di Georgetown ed in particolare alla sua divisione riservata ai degenti psichiatrici e il filo rosso delle uccisioni sempre di più porta al cuore di questa struttura sanitaria.

E' chiamato ad indagare il tenente di polizia Kindeman, qui ancora più speculatore e metafisico sulla natura del Bene e del Male: rispetto al suo modo di essere nell'indagine compiuta ai tempi dell'esorcista sembra quasi un'altra persona, ma c'è anche da dire che molti anni sono trascorsi e che quindi il nostro investigatore si è probabilmente evoluto seguendo la sua tendenza speculativa e il suo amore per le dissertazioni filosofiche.

L'indagine porta Kindeman ad imbattersi in elementi oscuri che in qualche modo lo riconnettono alle vicende raccontate nel romano precedente e lo inducono a richiedere l'esumazione dei resti mortali di padre Karras, per scoprire con allarme che la bara è vuota.

Il romanzo si caratterizza per alcuni elementi paranormali in cui si sfiora il tema della possessione demoniaca che, tuttavia, non viene mai pronunciato esplicitamente.
Per alcuni versi Legion si presenta più come un thriller in cui l'indagine - con gli intermezzi speculativi di Kindeman con i suoi diversi interlocutori - procede serrata: in qualche misura, il personaggio di Kindeman è un omaggio a Poe e al suo investigatore Auguste Dupin, che sempre agisce nelle sue tre indagini nel contesto di una cornice filosofica e speculativa.
Da Legion venne tratto un film (L'Esorcista III) nella cui sceneggiatura Blatty disconobbe il suo romanzo, dal momento che il regista per volontà della produzione ne tradì la struttura originaria per inserivi una scena di esorcismo che al tempo dell'uscita del film pagava in termini commerciali.
Il romanzo, che è diviso in alcuni lunghi capitoli, ciascuno corrispondente al giorno di una settimana, si legge piacevolmente.
La vicenda prende l'avvio domenica 13 marzo e si conclude dopo una settimana serrata, di omicidi incalzanti, di indagini e di conversazioni metafisico-filosofiche.

 

Legion (Gemini Killer). Il sequel de L'Esorcista è un thriller in cui l'elemento paranormale è utilizzato con sobrietà(Da Wikipedia) Legion is a 1983 horror novel by William Peter Blatty, a sequel to The Exorcist. It was made into the movie The Exorcist III in 1990. Like The Exorcist, it involves demonic possession. The book was the focus of a court case over its exclusion from the The New York Times Best Seller list.
Blatty based aspects of the Gemini Killer on the real life Zodiac Killer, who, in a January 1974 letter to the San Francisco Chronicle, had praised the original Exorcist film as "the best satirical comedy that I have ever seen".
The title is derived from The Bible, particularly The Gospel of Luke, which describes Jesus traveling in the land of Gadarenes where he encounters a man possessed by demons:
Jesus asked him, saying, iWhat is your name?' And he said, 'Legion', because many devils had entered him.” (Luke 8:30)
Or the more common quote on the incident, sometimes called the Gerasene Demoniac, from The Gospel of Mark:
And he asked him, 'What is thy name?' And he answered, saying, 'My name is Legion: for we are many'." (Mark 5:9)

(versione italiana) "Legion" è un romanzo horror del 1983 scritto da William Peter Blatty, seguito de L'esorcista. Nel 1990 ne è stato tratto il film L'esorcista III. Come L'esorcista, la trama ruota attorno alla possessione demoniaca. Il libro è stato al centro di una causa legale a causa della sua esclusione dalla lista dei bestseller del New York Times.

Blatty ha basato alcuni aspetti del "Killer dei Gemelli" (Gemini Killer) sul reale "Killer dello Zodiaco", il quale, in una lettera del gennaio 1974 inviata al San Francisco Chronicle, aveva lodato il film originale de L'esorcista definendolo «la miglior commedia satirica che io abbia mai visto».

Il titolo deriva dalla Bibbia, in particolare dal Vangelo secondo Luca, che descrive il viaggio di Gesù nella terra dei Gadareni, dove incontra un uomo posseduto dai demoni:

«Gesù gli domandò: "Qual è il tuo nome?". Ed egli rispose: "Legione", perché molti demoni erano entrati in lui. (Luca 8:30

Oppure dalla citazione più nota relativa allo stesso episodio, talvolta chiamato il "demoniaco geraseno", tratta dal Vangelo secondo Marco:

«Ed egli gli domandò: "Qual è il tuo nome?". Gli rispose: "Il mio nome è Legione, perché siamo molti". (Marco 5:9

(Dal risguardo di copertina dell'edizione italiana) Una serie di terribili omicidi a sfondo religioso sconvolge la cittadinanza di Georgetown, negli Stati Uniti. L'anziano tenente Kinderman, durante le indagini, scopre che tutti i delitti sono in qualche modo collegati alle imprese di Gemini, un serial killer morto da anni, e all'esorcismo della giovane Regan MacNeil. Il Male non è stato sconfitto, continua ad esistere più potente di prima…

Sono trascorsi circa dieci anni dal drammatico epilogo de "L'esorcista" e la storia continua con "Gemini killer", seguito ideale di un libro che ha lasciato un segno indelebile nella narrativa dell'orrore.
Questo secondo capitolo, pur non possedendo la potenza emotiva del suo predecessore, rimane ugualmente una splendida opera a metà strada tra l'horror e il thriller.

William Peter Blatty è un narratore magistrale che riesce a creare una trama pressoché perfetta: dialoghi, situazioni e descrizioni sono diretti in modo impeccabile, e l'horror? L'orrore non manca, Blatty è un grande scrittore horror e qui lo conferma. Tra le pagine non manca mai un sottile senso di terrore che cattura chi legge con raffinata eleganza.

 

 

Legion (Gemini Killer). Il sequel de L'Esorcista è un thriller in cui l'elemento paranormale è utilizzato con sobrietà(L'incipit) Domenica 13 marzo. Pensava alla morte e alla infinite sofferenze che l'accompagnavano. Agli Aztechi che strappavano il cuore ancora palpitante dal corpo delle vittime; al cancro; ai bambini di tre anni sepolti vivi. Si chiese se Dio fosse un'entità straniera e spietata. Poi si ricordò della musica di Beethoven, della infinita varietà delle cose, del lato divertente di esse e dell'"Evviva Karamazov!" e della dolcezza. Levò gli occhi al sole che spuntava alle spalle del Campidoglio striando di riflessi aranciati il Potomac e poi li riabbassò sull'orribile violenza che giaceva ai suoi piedi. Tra l'uomo e il suo creatore qualcosa doveva essere andato storto: la prova eccola lì, su quella banchina dinanzi a quella rimessa per le imbarcazioni.
- Tenente, credo che l'abbiano trovato.
- Prego?
- Il martello. L'hanno trovato.
- Il martello. Oh,  certo.
Kinderman tornò con i piedi per terra. Vide quelli della scientifica sulla banchina. Erano al lavoro armati di contagocce, provette e pinzette; filmavano, prendevano appunti, eseguivano schizzi, contornavano il suolo col gesso, il tutto con voci sommesse e muovendosi così silenziosamente da sembrare gli inconsistenti personaggi di un sogno. Lì accanto, i motori schiumanti delle draghe azzurre della polizia che rimescolavano la superficie del fiume si accordavano perfettamente all'orrore di quel mattino.

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13 novembre 2014 4 13 /11 /novembre /2014 08:57

The Giver - Il Donatore. Nel romanzo della Lowry una rappresentazione allegorica di una società fortemente distopica(Maurizio Crispi) Ho letto di recente il romanzo cult (tale è considerato nel mondo anglofono e adottato come libro di lettura nelle scuole) di Lois Lowry, The Giver - Il Donatore (pubblicato da Giunti nel 2010), poco prima che il primo capitolo della saga  - "Il mondo di Jonas" - vedesse la luce.

Il film non l'ho potuto vedere, tuttavia: alcuni che l'hanno visto dicono che è di una noia mortale [ma poi ho avuto occasione di vederlo e devo dire che, tutto sommato, non è male].
Il romanzo, tuttavia, mi è sembrato interessante per la rappresentazione che offre di una società distopica, ma ben lontana lontana dalla drammaticità e dai colori foschi di 1984 di George Orwell, con il quale è stato comparato, come ad esempio viene esplicitato a chiare lettere nella prefazione all'edizione italiana di Tommaso Pincio.
"Jonas può stare tranquillamente - afferma Pincio - al fianco di personaggi come il Winston Smith di 1984. E come il capolavoro di Orwell, anche il mondo evocato dalla Lowry appartiene allo speciale genere di letteratura che si sconfronta con i non-luoghi dell'utopia, rivelandone oòòato oscuro, la triste verità per cui il prezzo del paradiso in terra é l'eguaglianza nell'infelicità..
The Giver condivide inoltre con 1984 la negazione della memoria collettiva quale mezzo di controllo sociale (...). (ib., p. 15).
La distopia in The Giver è totale: la società in cui Jonas cresce è priva di colori, di elementi differenziati, perfino le montagne in un certo qual modo sono state appianate, tutto è addomesticato, prevedibile, manca la sorpresa, mancano le emozioni, mancano la rabbia, è stata abolita anche la sessualità come fonte di emozioni, perfino i sogni sono sttoposti ad una forma di controllo,
E qualsiasi coa, evento, comportamento che deroga dai canoni rigidamente stabiliti deve essere riportato sotto controllo o abolito. Le emozioni, la gioia come il dolore, la rabbia e il risentimento, la bellezza delle differenze e tutto ciò che concerne il mondo "normale" sono appannaggio di un'unica paersona che è l'"Accoglitore di Memorie" e che serba dentro di sé, perpetuandola da un accoglitore all'altro il ricordo del mondo e della vita come erano prima del grande cambiamento.
Jonas dunque si trova a crescere e a vivere all'interno di una società "normata" sin nei più piccoli dettagli ed  "espurgata", al tempo stesso di tutto ciò che si ritiene possa essere fonte di turbamento e dannoso ad un'armonia precostituita: una società che persegue questo suo scopo in modi crudeli, senza un corpo di polizia, senza un dittatore riconoscibile in quanto tale, ma in cui tutti esercitano - senza parere -  una crudeltà diffusa contro tutti gli altri.
A me personalmente, il contesto di The Giver ha ricordato le modalità di funzionamento di certe comunità "terapeutiche " per tossicodipendenti e i loro rituali che tendono a smussare le differenze, addomesticando le emozioni, sostituendo a quelle individuali liberamente espresse quelle standard ed omologate (quindi "finte), nel nome della ricerca di un benessere di rango superiore per il cui ottenimento val la pena di cedere intere parti del proprio Sè, uniformandole al contesto con la costruzione dunque di un "False Sé".
In più, il romanzo della Lowry si muove in una dimensione onirica e metaforica, e ciò é evidente soprattutto nel finale che non anticipo per non rovinare a chi non conosca la storia il piacere della lettura.
In questo senso, The Giver è profondamente diverso da 1984, poichè il romanzo orwelliano deriva da una estrapolazione alle estreme conseguenze dello stalinismo e del controllo della memoria collettiva e storica esercitato da Stalin e dai suoi esecutori.
Probabilmente il film ha sbagliato la chiave di lettura, perché - secondo me - ha tradito l'intento allegorico del testo della Lowry che è quello di presentare una società fortemente distopica, mascherata inizialmente da bella "utopia".
Qual'è la cura da una simile società: la Lowry, per bocca del vecchio e stanco "accoglitore di memorie" predecessore di Jonas in questo ingrato compito e trasformatosi in "Donatore", ci dice che ciò potrà avvenire soltanto rimettendo in circolazione le memorie - tutte quante - custodite da una singola persona e restituendole all'intera comunità. E' in fondo il potere del Jolly che può rimettere in discussione il valore di ogni singola carta.
Ma esiste il mondo non distopico a fianco del Mondo di Jonas? Probabilmente solo nel sogno.
E' questa l'amara conclusione del primo volume del "quartet".

 

The Giver fa parte di una tetralogia (quartet), denominata "Il Mondo di Jonas" e tutti i romanzi che la compongono a differenza delle altre opere della Lowry sono state tradotte in Italiano.

Oltre a The Giver, quindi possiamo menzionare:

  • La rivincita - Gathering Blue (Gathering Blue, 2000), Giunti 2011
  • Il messaggero (Messenger, 2004), Giunti 2012
  • Il figlio (Son, 2012), Giunti 2013.

 

(Dal risguardo di copertina) Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...



L'autrice Lois Lowry, nata Lois Ann Hammersburg (Oahu, 20 marzo 1937), è una scrittrice statunitense.

The Giver. Il romanzo di Lois Lowry (Wikipedia)

 

 


The Giver

(Wikipedia) The Giver is a 1993 American children's novel by Lois Lowry. It is set in a society which is at first presented as a utopian society and gradually appears more and more dystopian. The novel follows a boy named Jonas through the twelfth and thirteenth years of his life. The society has eliminated pain and strife by converting to "Sameness," a plan that has also eradicated emotional depth from their lives. Jonas is selected to inherit the position of Receiver of Memory, the person who stores all the past memories of the time before Sameness, in case they are ever needed to aid in decisions that others lack the experience to make. Jonas learns the truth about his dystopian society and struggles with its weight.
The Giver won the 1994 Newbery Medal and has sold more than 10 million copies. In Australia, Canada, and the United States, it is a part of many middle school reading lists, but it is also on many challenged book lists and appeared on the American Library Association's list of most challenged books of the 1990s.
The novel forms a loose quartet with three other books set in the same future era: Gathering Blue (2000), Messenger (2004), and Son (2012).
Plot. Jonas, who is 11 years old, is apprehensive about the upcoming Ceremony where he will be assigned his job or his "assignment in the community." In his society, little or no privacy is allowed; even private houses have two-way intercoms which can be used to listen in for infractions of the rules. However, the rules appear to be readily accepted by all, including Jonas. So it is without real protest that he initially accepts with his selection as the Receiver of Memories, a job he is told will be filled with pain and the training for which will isolate him from his family and friends forever.
Yet, under the guidance of the present Receiver, a surprisingly kind man who has the same rare, pale eyes as Jonas, the boy absorbs memories that induce for the first time feelings of true happiness and love. Also, for the first time, Jonas knows what it is to see a rainbow, and to experience snow and the thrill of riding a sled down a hill. But then he is given the painful memories: war, pain, death, and starvation. These are memories of the Community's deep past. Jonas learns that the Community engineered a society of "sameness" to protect its people against this past, yet he begins to understand the tremendous loss he and his people have endured by giving their memories away, embracing "sameness", and using "climate control".
In his "community," which is under extreme control, there is no suffering, hunger, war, and also no color, music, or love. Everything is controlled by "the Elders," who are looked upon in a very positive light, though they control whom you will marry, whom you receive as children, and what you will be "assigned" as a job. The people in the community do not have the freedom to choose. Jonas aches with this newfound wisdom and his desire for a life Elsewhere blossoms. But the final blow for Jonas comes when he asks the Receiver (who now calls himself "The Giver") what "release" is. The Giver says that he could show him, and allows Jonas to watch a present-day tape of his own father, a seemingly kind and loving man, "releasing" a baby twin by giving him a lethal injection. Like any other "aberration" from sameness, identical twins are against the rules, so the smaller of the two is dispatched like garbage, without the one who conducted the release understanding the true meaning of the action. Together, Jonas and the Giver come to the understanding that the time for change is now, that the Community has lost its way and must have its memories returned. The only way to make this happen is if Jonas leaves the Community, at which time the memories he has been given will flood back into the people. Jonas wants the Giver to escape with him, but the Giver insists that he will be needed to help the people manage the memories, or they will destroy themselves. The Giver also wants to remain behind so that when his work is done, he can be with his daughter, Rosemary, a girl with pale eyes who ten years earlier had failed in her training to become the new Receiver of Memories and who had asked to be released (the memories of pain and loneliness having overwhelmed her).
The Giver devises a plot in which Jonas will escape to Elsewhere, an unknown land that exists beyond the boundaries of the Communities. The Giver will make it appear as if Jonas drowned in the river so that the search for him will be limited. In the meantime, the Giver will give Jonas memories of strength and courage to sustain him and save up his meals as Jonas' food and water supply for his journey.
Their plan is changed when Jonas learns that Gabriel, the baby staying with his family unit, will be "released" the following morning. Jonas has become attached to the baby, who also has unusual pale eyes, and feels he has no choice but to escape with the infant. Without the memories of strength and courage promised by the Giver, Jonas steals his father's bike and leaves with Gabriel to find the Elsewhere. Their escape ride is fraught with dangers, and the two are near death from cold and starvation when they reach the border of what Jonas believes must be Elsewhere. Using his ability to "see beyond," a gift that he does not quite understand, he finds a sled waiting for him at the top of a snowy hill. He and Gabriel ride the sled down towards a house filled with coloured lights and warmth and love and a Christmas tree, and for the first time he hears something he knows must be music. The ending is ambiguous, with Jonas depicted as experiencing symptoms of hypothermia. This leaves his and Gabriel's future unresolved. However, their fate is revealed in Messenger, a companion novel written much later.

In 2009 at the National Book Festival, the author Lois Lowry joked during a Q&A: "Jonas is alive, by the way. You don't need to ask that question".

Literary significance and criticism. Critical reception of The Giver has been mixed. Some critics find the work lacks originality or real literary merit, while others argue that books appealing to a young-adult audience are critical for building a developing reader's appetite for reading.
Lowry's novel has found a home in "City Reads" programs, library-sponsored reading clubs on citywide or larger scales. Waukesha County, Dane County and Milwaukee County, Wisconsin chose to read The Giver, for example, as did Middletown, Connecticut; Bloomington, Illinois; Valparaiso, Indiana; Rochester, Minnesota; Central Valley, New York; Centre County, Pennsylvania; Montgomery County, Maryland and others.
Some reviewers writing for adults have commented that the story is not likely to stand up to the sort of probing literary criticism used in "serious" circles. Karen Ray, writing in The New York Times, detects "occasional logical lapses", but adds that the book "is sure to keep older children reading".Young adult fiction author Debra Doyle was more critical stating that "Personal taste aside, The Giver fails the Plausibility Test", and that "Things are the way they are (in the novel) because The Author is Making A Point; things work out the way they do because The Author's Point Requires It".
Natalie Babbitt of The Washington Post was more forgiving, calling Lowry's work "a warning in narrative form", saying:
The story has been told before in a variety of forms—Ray Bradbury's Fahrenheit 451 comes to mind—but not, to my knowledge, for children. It's well worth telling, especially by a writer of Lowry's great skill. If it is exceedingly fragile—if, in other words, some situations do not survive that well-known suspension of disbelief—well, so be it. The Giver has things to say that cannot be said too often, and I hope there will be many, many young people who will be willing to listen.

Vincitore della Newbery Medal 1994  Quando non hai ricordi, la libertà è un'illusione.  Jonas vive in un mondo perfetto, dove non esistono guerre né fame né dolore. Tutto è meticolosamente organizzato, e a dodici anni ogni cittadino riceve l'incarico cui è destinato. Finché alla Cerimonia dei Dodici Jonas viene scelto come nuovo Portatore di Ricordi, un ruolo unico nella comunità. Addestrato dal Donatore, il ragazzo scoprirà l'esistenza di un passato sconosciuto, di cui rivivrà gli orrori, ma anche tutto ciò che è stato sacrificato in nome della perfezione. E allora la sconvolgente verità metterà Jonas di fronte alla scelta più straordinaria della sua vita.

Vincitore della Newbery Medal 1994 Quando non hai ricordi, la libertà è un'illusione. Jonas vive in un mondo perfetto, dove non esistono guerre né fame né dolore. Tutto è meticolosamente organizzato, e a dodici anni ogni cittadino riceve l'incarico cui è destinato. Finché alla Cerimonia dei Dodici Jonas viene scelto come nuovo Portatore di Ricordi, un ruolo unico nella comunità. Addestrato dal Donatore, il ragazzo scoprirà l'esistenza di un passato sconosciuto, di cui rivivrà gli orrori, ma anche tutto ciò che è stato sacrificato in nome della perfezione. E allora la sconvolgente verità metterà Jonas di fronte alla scelta più straordinaria della sua vita.

Tratto dall'omonimo romanzo distopico per ragazzi della scrittrice statunitense Lois Lowry, con Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Jeff Bridges, Katie Holmes, Brenton Thwaites e Taylor Swift.

Ambientato nel futuro, in una società dove tutte le differenze tra individui sono state annullate e non esiste possibilità di scelta. Come ogni anno durante la “Cerimonia dei 12” solo ad uno sarà assegnato il compito di Custode delle Memorie dell’Umanità. Jonas, sedici anni, inizierà a provare sulla propria pelle tutte quelle sensazioni che a nessun altro membro della comunità sono concesse: i colori, il significato dell'amore, del dolore, della frustrazione, ed il terribile segreto della Società in cui vive. Si rende conto, quindi, che la strada verso la conoscenza è un cammino molto pericoloso. Protagonisti del primo capitolo di una nuova emozionante saga, i Premi Oscar Meryl Streep e Jeff Bridges.

Su Youtube

Secondo me non è per nulla una delusione, anzi! Ho letto il libro e poi ho visto il trailer del film. È vero che ci sono numerose differenze tra il libro e il film, Ma l'adattamento cinematografico di the giver bisogna ammettere che è proprio fatto bene, sembra davvero bello! Il cast del film è spettacolare ma non riesco proprio a capacitarmi del fatto che gli attori scelti per interpretare i protagonisti siano così grandi! Nel libro Jonas ha 12 anni ma nel film ne dimostra come minimo 14/15 (senza contare poi che l'attore ha 26 anni!) Detto questo trovo che questo film è assolutamente da vedere.

@maurimao69

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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