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9 gennaio 2013 3 09 /01 /gennaio /2013 13:22

pugno_sbam.jpg(Maurizio Crispi) L'altro giorno in una conversazione tra amici ho usato - ora non ricordo in quale esatto contesto - la parola "cazzotto"...

Qualcuno ha replicato qualcosa sul significato della parola e io ho detto "Sì, cazzotto per pugno"...Allora è arrivata la replica: "Ma c'è qualche attinenza con 'cazzo'"?

Francamente, a questa possibile attinenza o consonanza non avevo mai pensato...

Ci sono delle parole che usiamo per abitudine, senza riflettere sulla loro origine, né tantomeno sul loro più profondo significato.

Messo alle strette, ho azzardato un'ipotesi: "Sì, non c'è dubbio - ho detto - del resto il cazzotto, così come un pugno, esprime una qualità molto impositiva, 'ficcante' per così dire: dipinge un'azione molto risoluta e determinate, tutte qualità che potrebbero definirsi 'falliche'. e dunque in qualche modo attinenti con il cazzo inteso come strumento della virilità fallica".  

 "Già - mi è stato detto in risposta dal mio interlocutore alquanto piccato - ma che stai dicendo? Questa è pura fantasia"! 

 Non ho voluto insistere, perchè sul momento non ero sicuro al cento per cento del fatto mio.

Ma, tornato a casa, per chiuderla con un tarlo che mi si era piantato nel cervello,sono andato a compulsare il De Mauro (Il Dizionario Italiano dell'Uso) il cui verdetto è di norma irrevocabile, al punto che lo si può considerare quasi una autentica Bibbia del Lessico italiano.

 

pugno Lucy PeanutsEbbene, ho trovato la conferma quanto meno etimologica della mia spiegazione.

La parolo cazzotto deriva dalll'etimo "cazzo" con l'aggiunta del suffisso -otto ed indica appunto un pugno molto violento.

Peraltro, per quanto concerne la stra-usata parola "cazzo" che sempre più condisce i discorsi e gli eloqui anche dell'Italiano di media cultura, il suo etimo non è certo, anche se si tratta di sicuro di una parola molto antica, per quanto concerne il suo ingresso nell'uso.

Assodata l'etimologia del termine, cioè che "cazzotto" viene da "cazzo" e che dunque è figurativamente, a tutti gli effetti, un "colpo di cazzo", la mia spiegazione rimane indubbiamente suggestiva (per i suoi risvolti pisicologici) e indubbiamente "calzante".

E, così, giocando con i termini posso anche dire di aver sferrato un bel "calzotto" al mio interlocutore scettico.


Per una discussione sulla etimologia della parola "cazzo" si veda l'articolata voce di wikipedia.

L'origine dell'etimo "cazzotto" si riconnetterebbe ad uno dei possibili significati contenuti, secondo alcuni studiosi, nella parola "cazzo", inteso come "piccolo capo" e, del pari, "cazzotto" starebbe a significare violentocolpo al capo.

 

Vedi il lemma riportato sotto:

 

35b3b5-copia-1.png

 

 


Vorrei ricordare qui - a titolo di curiosità - che il nome originario dei Baci Perugina era "cazzotto", poi modificato nel termine odierno per rendere questo tipo di cioccolattino più accettabile e desiderabile da parte di una donna.

Si dice che il Bacio Perugina sia nato dall'idea di Luisa Spagnoli di impastare con altro cioccolato i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei cioccolatini. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l'immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera.
Fu chiamato per questo "Cazzotto".
Una cara amica di Luisa Spagnoli, non convinta che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare con il nome di "cazzotti", volle ribattezzarli con un nome più adatto.
Nacque così il "Bacio" Perugina.

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1 aprile 2012 7 01 /04 /aprile /2012 07:30

DSC04139R

 

La crociata contro gli escrementi dei cani è sempre particolarmente vivace. Ne sono testimonianza i molti cartelli esortativi (e a volte offensivi) disseminati da volenterosi crociati ad ogni angolo di strada (in cui talvolta la gentilezza travalica in intolleranza e gratuite offese).
A fronte dei molti padroni di cani che, solertemente, armati di paletta e sacchetto, raccolgono la merda sparsa in giro dai propri amici a quattro zampe, ci sono quelli - altrettanti, se non di più - che allegramente se ne fottono o che propugnano un principio di "pari opportunità" all'insegna del grido accorato "Dateci le sabbiere, come in tutte le metropoli di livello europeo..."

Sono colpito l'altro giorno da un grazioso avvistamento (che ho documentato fotograficamente): su di un cartone da imballo abbandonato sul marciapiedi era tato collocato un pezzetto di escrementi disseccatti (evidentemente di cani) sul quale per mezzo di uno spillone o di uno spiedino metallico era stato collocato un cartellino scritto a caratteri stampatello.
Il tutto molto grazioso, molto mignon, molto delicato...
Con lo stesso gusto di una composizione floreale o di un origami, solo che si trattava di un autentico pezzetto di merda DOC!
Un avvistamento, indubbiamente, molto particolare...

Che in termini di "avvistamento" (ciò che viene osservato anche fuggevolmente, ma che desta meraviglia e emozioni, attivando al tempo stesso pensieri e riflessioni), dà indicazioni certamente caratteriali sul personaggio ignoto che ha confezionato questa piccola opera d'arte...

Lasciando in sospeso il giudizio sui padroni di cani che lasciano in giro la merda dei propri amici innocenti e senza macchia, risulta chiaro che l'autore dell'"installazione" (sì, secondo me, la si può considerare a tutti gli effetti un'installazione, per quanto animata da un gusto scatologico) debba avere una profonda ambivalenza psichica nei confronti della merda: la detesta al punto da ritenere che i padroni dei cani che non rimuovono le deiezioni canine siano essi stessi dei pezzi di merda, ma - nello stesso tempo - ne è inconsapevolmente attratto tanto da arrivare a manipolarla per confezionare il suo originale messaggio.
L'avvistamento della merda con cartello, autentico esemplare di "ambient art" (ricordate la famosa "merda d'artista" inscatolata alla Biennale di Venezia di tanti anni fa?) è avvenuto a Palermo, nei pressi della Statua della Libertà...
In materia di " avvistamenti" (intesi - ampliando il concetto già esposto sinteticamente prima - come "...quelle piccole grandi scoperte nascoste tra le pieghe della nostra quotidianità e della nostra interiorità, ...relative al nostro ambiente prossimo, quello più legato alla quotidianità, quello di cui conosciamo tutte le pieghe e quello da dove, all'improvviso e quasi per magia, può scaturire, un elemento poetico, di rottura, insolito...") questa immagine ci riconduce a cose più prosaiche e "letteralmente" più terragnole...
Ma ciò nondimeno anch'essa desta meraviglia, perché c'illumina sulla natura umana...

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22 luglio 2011 5 22 /07 /luglio /2011 10:34

aleister-Crowley-a-cefalu-Abbazia-di-Thelema.jpgForse non è noto a tutti che  Aleister Crowley, artista, poeta, mistico, pensatore e famosissimo occultista britannico, molto amato dai Beatles e dai Rolling Stones, un mito per parecchi rockmen "maledetti" (Marylin Manson se ne dichiarò ossessionato) e ovviamente per molti occultisti di ogni fama e livello, passò ben tre anni in Sicilia, nel ridente paesino di mare di Cefalù, in provincia di Palermo..

Nel 1920, interrogando l'I Ching, Alesteir Crowley si persuase che per realizzare la Grande Opera, non esistesse posto più adatto di Cefalù. Qui si installò nel 1920, in una casa di periferia non molto grande, in contrada Santa Barbara. La casa fu nello stesso tempo luogo abitativo, abbazia e tempio "thelemiti" in cui si officiavano i particolari riti magici ed osceni che scandalizzarono la piccola cittadina siciliana ("Inferno della Cortigiana, luogo segreto dell'irrefrenabile fuoco della Lussuria e del tormento eterno dell'Amore").

Il tempio dei Thelemiti era strutturato ad un solo piano, ed aveva una sola sala principale (Sancta Sanctorum). Sul pavimento era disegnato il pentagramma inscritto in un cerchio. Nel mezzo del pentagramma era collocato un altare esagonale. Sull'altare era depositato il Liber Legis. Ad Est sorgeva un trono dedicato alla Bestia ed un braciere ardente. Ad Ovest s'ergeva il trono della Donna Scarlatta. Dipinte sulle pareti del tempio, facevano bella mostra alcuni ritratti di Crowley, unite a varie raffigurazione orgiastiche".

Attualmente l'Abbazia versa in un deplorevole stato d'abbandono; parte del tetto è crollata e i residui affreschi dipinti da Crowley nella nota Chambre des Cauchemars (La Camera degli Incubi) si stanno sempre più deteriorando. Questa situazione sembra destinata purtroppo a perdurare, sebbene lo stesso Comune di Cefalù si sia interessato a tutelarne l'esistenza: di fatto però, questo non è bastato a dar corso ad un'azione di recupero efficace dell'edificio e alla realizzazione di un ipotizzato "Museo Crowleyano".

Forse ciò dipende dall'ambivalenza e con cui si guarda al personaggio, non solo per la "licenza" di cui furono ammantate le sue attività, ma anche per il sentimento del perturabante legato alla nomea di essere mago e praticante delle arti dell'occulto finalizzate all'esplorazione delle tenebre più che al raggiungimento della Luce e dell'Illuminazione iniziatica.

Nel giugno 2010 ADNKronos ha segnalato la pubblicazione di un annuncio immobiliare che così recita: "Vendesi edificio di valore storico-artistico in località Santa Barbara, presso Cefalù". Ebbene, l'immobile "indipendente a piano terra con ampio giardino, totalmente da ristrutturare" a cui fa riferimento l'annuncio è proprio la vecchia abbazia di Thelema. Il prezzo richiesto per l'immobile ammonta ad un milione e mezzo di euro. Interpellata dalla stampa, l'agenzia immobiliare ha confermato l'identità dello edificio, ed ha aggiunto di avere ricevuto numerosissimi contatti, soprattutto dall'estero: tedeschi, inglesi e svizzeri in particolar modo. Ma anche alcuni italiani di cui uno - professionista fiorentino - disposto ad acquisire l'edificio al prezzo stabilito, senza alcuna trattativa".

 

Vai ai seguenti articoli on line

ABITÒ NEGLI ANNI VENTI NEL CASALE DI S. BARBARA. Riti e misteri, in vendita a Cefalù la villa di Crowley

Crowley, il “mago” che portò scandalo e curiosità a Cefalù

Cefalù, Crowley e l'Abbazia di Thelema

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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