Un sogno del 3 novembre 2024, mai trascritto qui nel mio blog, almeno così mi pare. Le numerose ricerche mi hanno dato esito negativo. E quindi lo rilancio qui nel blog...
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Sono in viaggio
Black è con me
Sono in una città della Sicilia orientale
Ho seguito un corso di aggiornamento
Mi muovo in giro
Presto tornerò a casa
Dovrò andare in aeroporto
Oppure prendere il treno
Ma in ogni caso occorre superare
dei controlli di sicurezza
Mi rendo conto che potrei non superarli
visto che ho tra le mie cose un taglierino,
ma anche un lungo chiodo
C’è Geronimo, il quale è da poco
rientrato da un lungo viaggio
in terre lontane
A lui penso di affidare il taglierino
Lo prego di custodirlo per bene
che poi passeró a riprenderlo
al mio ritorno
Mi incammino a piedi
sempre con Black al mio fianco
Sono un po’ confuso
sul mezzo che dovrei prendere
per tornare a casa
Treno?
Aereo?
Una corriera stravagante?
Mi rendo conto che, in tutte le ipotesi,
Black è d’impiccio
Come mai l’ho portato con me?
Può darsi allora che io sia venuto in auto!
Ma allora, se viaggiassi con qualunque altro mezzo,
poi dovrei raddoppiare il viaggio
per ritornare a prendere l’auto
Non ci capisco più niente
Cambio più volte direzione e decisione
Vado avanti e indietro
Rimugino
Pesto i piedi per terra senza scopo
Cosa fare?
Dove andare?
Forse, è meglio che prima
io vada a piedi a casa della mamma
a lasciarle Black
E poi potrò viaggiare agevolmente
con qualsiasi mezzo
di terra aria acqua
Ma poi dovrò pur sempre
tornare a prendere l’auto
che è da qualche parte
anche se non ricordo dove l’abbia messa
Insomma, un casino!
Ho la testa in ebollizione
Dove andare?
Cosa fare?
Poi mi ritrovo con Gabriel
a camminare lungo una strada alluvionata
dove l’acqua alta almeno mezzo metro
corre come in un fiume in piena
trascinando con sé,
con la sua furia,
ogni cosa
Io e Gabriel resistiamo
e procediamo con passi gagliardi
Grandi tralicci si abbattono sulla strada
auto galleggianti come gusci
alberi abbattuti e travolti
Noi andiamo avanti impavidi,
sostenuti da una forza sovrumana,
benedetti da un Dio benevolo
e non temiamo alcun male
Dissolvenza
Cammino verso il mio alloggio
Mi sono allontanato parecchio
e il percorso di ritorno
mi sembra interminabile
Vedo un edificio illuminato vivacemente,
confusione,
gente che entra ed esce
Che sarà mai?
Luci e movimento contrastano
con la via altrimenti buia e silenziosa
Sono incuriosito
e decido di entrare
L’ingresso è tortuoso
e avviene attraverso una ripida scala
fatta di grossi blocchi di pietra irregolari
Entro e lanciò un’occhiata in giro,
a quell’arrivugghio
Da quel che comprendo
sono cascato nel bel mezzo
di un raduno pre-gara
nel luogo deputato ad essere
dell’evento il cuore logistico e organizzativo,
dove gli atleti partecipanti
vanno a ritirare il proprio numero
e tutto quello che gli spetta
t-shirt
pacchi di pasta
un succo di frutta
gadget e ammennicoli vari
oltre ad un chilo di carta stampata
per la pubblicità degli sponsor
Ci sono eventi per i piccini
(figli o nipoti degli atleti)
che da istruttori e intrattenitori
vengono inquadrati militarmente
come piccoli soldatini
e vengono spinti a correre
in formazione
con risuonare di ordini secchi
e di batter di piedi
Ci sono anche grandi vasche,
dove tuffatori si esibiscono
in sapienti evoluzioni aeree
prima di ricadere e fare splash
Ci sono altre piscine
in cui fanno evoluzioni abili
squadroni di cultori del nuoto sincronizzato
e altre vasche ancora, dal basso fondale,
In cui plotoni di corridori acquatici
corrono in perfetta formazione
con rutilanti effetti cromatici
ed anche stroboscopici
Cammino pensoso
lungo il bordo di una vasca
Scivolo e cado giù con un tonfo
Qualcuno corre in mio aiuto
ma io rifiuto di essere aiutato
“Non sono senza forze!
C’è la faccio da solo!
Andate via!”
Mi tiro su a fatica,
sono intirizzito,
mi sento come un pulcino
con le piume tutte bagnate
Mi guardo in giro
Non c’è più nessuno
Sono rimasto solo io
Da solo
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