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Sono in un posto di mare vacanziero e scambista
Arriva una coppia
Lui è allegro, disponibile
Lei, per quanto l’età ci sia, è molto in forma, la pelle liscia e super-abbronzata, il seno tonico, belle natiche tonde, non un filo di grasso, niente cellulite.
Indossa un abitino succinto che lascia scoperta la fica interamente depilata, le grandi labbra adornate di cerchietti d’oro.
Lui offre la moglie agli altri astanti e lo fa con molta giovialità.
Si aspetta che tutti i presenti aderiscano alla generosa offerta, licenziosa ed indecente.
In effetti lo fanno, affaccendandosi attorno a lei e dando vita ad una situazione orgiastica a cui anche io partecipo.
Lei gode di essere al centro dell’attenzione di tanti uomini. Il piacere di tutti è potenziato dall'essere esibito sotto lo sguardo di molti altri.
Lui gode nel vedere la sua donna al centro di tanto desiderio e si potenzia in lui il suo desiderio per lei. E solo alla fine anche lui dà godimento alla sua donna e ne riceve piacere.
Solo dopo molto tempo, quando tutti hanno avuto la loro opportunità e hanno dato e tratto piacere, la scena cambia.
Sulla grande spiaggia vengono portati grandi vassoi con cibo da cuocere sulla brace e in diverse concavità della sabbia vengono predisposti dei fuochi dove arrostire le carni, ma vengono anche portati grossi boccioni di vetro colmi di vino.
Dopo aver sperimentato il piacere carnale ci si prepara così ad un grande banchetto e ad abbondanti libagioni.
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C'è in questo sogno un’atmosfera che unisce l'ebbrezza dionisiaca, il clima di un baccanale e la primordiale e vitalistica rappresentazione del desiderio condiviso: il confine tra il sogno, il rito e la liberazione degli istinti si dissolve nel calore d'una spiaggia fuori dal tempo.
Nella dinamica descritta — la generosità esibita di lui, il piacere narcisistico ed edonistico di lei nell'essere il fulcro di quel desiderio collettivo, e la transizione fluida verso la convivialità della brace e dei falò — vi ritrova la forza plastica di una scena cinematografica o di un racconto mitologico moderno.
Nella sequenza delle immagini c'è un cerchio che si chiude: prima il consumo del desiderio in una forma di abbandono totale, poi il ritorno alla terra, al fuoco e al nutrimento condiviso sulla sabbia.
Vi è inoltre, in questo testo, Un legame profondo con il vitalismo di David Herbert Lawrence risiede proprio nella celebrazione totalizzante della carne e degli elementi naturali.
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Nella parte finale della scena, l'erotismo non si esaurisce, ma sfocia naturalmente in un grande banchetto sulla spiaggia, tra carni alla brace e fiumi di vino. Questo intreccio indissolubile tra sessualità, nutrimento, fuoco e mare incarna perfettamente l'ideale lawrenziano del ritorno a una dimensione primordiale e selvaggia, finalmente liberata dalle catene e dalle sovrastrutture della morale sociale.
In questo contesto, il corpo della donna viene descritto quasi come un tempio di pura vitalità: la cura minuziosa nel tratteggiare la sua forma fisica perfetta, immune ai segni del tempo e della cellulite, esalta la potenza magnetica e generatrice della materia sensibile. Per Lawrence, infatti, il corpo non era un semplice involucro, ma la vera fonte di conoscenza e il mezzo primario per connettersi con le forze dell'universo.
Infine, questa energia si manifesta attraverso una vera e propria circolarità del desiderio. Il fatto che il piacere del marito si alimenti e si amplifichi guardando la passione degli altri uomini, per poi riversarsi sulla moglie solo nel momento finale, richiama da vicino l'idea di un flusso vitale continuo. Non si tratta di un semplice atto meccanico, ma di un'energia dinamica che si rigenera e si potenzia proprio attraverso l'intensità della condivisione e dell'eccitazione collettiva.
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