La strada correva verso nord. Lei la seguì. Nel punto più in alto c'era una specie di Rubicone. Lo attraversò e iniziò a sentirsi libera. Sempre più a nord, accelerò verso i monti, piacevolmente stordita.
Orso è un viaggio di autoscoperta che affonda le radici nel repertorio folkloristico della favola classica, un romanzo di culto delicato e trasgressivo, un’autentica parabola del ritorno alla natura.
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Orso (Bear), capolavoro della scrittrice canadese Marian Engel pubblicato nel 1976 e vincitore del prestigioso Governor General's Literary Award. E' stato pubblicato in traduzione italiana per opera di Veronica Raimo) dalla casa editrice La Nuova Frontiera (collana Il Basilisco), nel 2019
La storia ruota attorno a Lou, una bibliotecaria solitario-introversa che lavora per un istituto storico di Toronto. La sua routine grigia e ovattata viene improvvisamente interrotta quando riceve l'incarico di recarsi in un'isola remota del nord dell'Ontario: qui si trova "Cary's Folly", un'eccentrica residenza vittoriana lasciata in eredità all'istituto, la cui imponente e preziosa biblioteca ha bisogno di essere catalogata.
Una volta arrivata in questo luogo selvaggio e sperduto, Lou fa una scoperta del tutto inaspettata: la proprietà comprende anche un orso bruno addomesticato, legato nel cortile sul retro e accudito fino a quel momento dal custode locale.
Giorno dopo giorno, immersa in un isolamento totale e a contatto con una natura incontaminata, la protagonista inizia ad avvicinarsi all'animale. Quello che parte come un timido accudimento si trasforma gradualmente in un legame intimo, viscerale e profondamente sensuale. Attraverso questa vicinanza insolita e scandalosa per l'epoca, Lou riesce a spogliarsi delle proprie inibizioni, guarendo dalla solitudine e riscoprendo una nuova consapevolezza di sé e del proprio corpo.
È un’opera provocatoria e profonda, diventata un classico proprio per il modo unico in cui racconta il confine labile tra civiltà e mondo selvaggio.
Gli ingredienti ci sono e sono tutti ben mixati, in questo piccolo gioiello letterario: il Grande Nord canadese, il ritorno alla natura quasi incontaminata, una casa eccentrica, tutta di legno e a pianta ottagonale, che ospita diverse migliaia di volumi pregiati e rari, accumulati da diverse generazioni di “colonnello Cary” e un orso (che ha forse 14 anni) che vive lì in un capanno adiacente.
Non si sa quale sia la sua storia né come sia arrivato lì, certo é che é abituato alla presenza dell’uomo e alla contiguità con lui, salvo a manifestare di tanto in tanto la sua natura ferina con un guizzo improvviso.
Tra la bibliotecaria Lou mandata in questo remoto territorio ad esaminare il lascito che l’Istituto per cui lavora e l’Orso si stabilisce un’intesa che presto diventa (almeno per Lou stessa) anche di amorosi sensi.
Poi l’estate finirà, si esaurirà anche il compito di Lou che, seppure a malincuore, dovrà fare ritorno al consesso civile, lasciando il suo imperscrutabile orso.
È un romanzo lieve che è un po’ metafora è un po’ allegoria ma che celebra soprattutto il senso di meraviglia del ritorno alla natura, in cui tutto è possibile quando si recupera un’innocenza primigenia, quella delle origini edeniche.
Il romanzo era già stato pubblicato in traduzione italiana nel 1982 presso la casa editrice La Tartaruga.
(Soglie) Uno dei migliori e più controversi romanzi della letteratura canadese, vincitore del Governor General's Literary Award.
«Un romanzo insolito e meraviglioso» – Margaret Atwood
«L'eccezionalità del romanzo di Marian Engel sta nell'aver raccontato il risveglio della natura istintiva della donna nella maniera più disturbante e oscena, proprio come la letteratura deve fare, e al contempo più efficace.» - Il Mattino
“La strada correva verso nord. Lei la seguì. Nel punto più in alto c'era una specie di Rubicone. Lo attraversò e iniziò a sentirsi libera. Sempre più a nord, accelerò verso i monti, piacevolmente stordita.”

(Risvolto) Stufa di sentirsi la spettatrice della sua vita, l'introversa Lou accetta l'incarico che il Direttore le propone: andare in un'isola del Grande Nord canadese per catalogare una biblioteca donata all'Istituto dalla famiglia Carey.
Conosciuta per il suo proverbiale senso del dovere, Lou è certa di terminare il lavoro prima dell'estate. Immersa in un ambiente selvaggio, lontana dal panorama urbano che le è familiare, non appena mette piede sull'isola fa una scoperta a cui non è preparata: dietro alla casa, in un capanno, vive un orso. Con il passare dei giorni, complice la solitudine, tra lei e l'orso nasce una strana relazione, intima, inquietante e ambigua. Nonostante lo scandalo che seguì alla sua pubblicazione, «Orso» ha vinto il Governor General's Literary Award ed è considerato uno dei migliori – e più controversi – romanzi della letteratura canadese.
Pubblicato nel 1975 e celebrato da Robertson Davies, Margaret Atwood e Alice Munro «Orso» è un romanzo delicato e trasgressivo, un'autentica parabola del ritorno alla natura.
L’autrice. Marian Engel (1933-1985) è considerata una delle scrittrici più rappresentative della letteratura canadese della seconda metà del Novecento. Dopo gli studi passa un lungo periodo della sua vita in Francia e negli Stati Uniti. Tornata a Toronto, esordisce nel 1968 con il romanzo No clouds of glory. Nel 1982 è stata insignita dell’Ordine del Canada.
[letto nel 2023]
Disponibile oggi una nuova edizione sempre per La Nuova Frontiera (2024)
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