Un alba fredda e gelida
I venti del Nord
si preparano a soffiare
Inverno, inverno
Freddo, freddo
Foglie secche a mucchi,
foglie cadute e crocchianti sotto i piedi
Palma strana, bitronco, bifolco
Pioggia, pioggia
Vento, vento
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Il mattino già freddo
era stato il preambolo
dell'improvviso morso dell'inverno
La temperatura è scesa ancora
Sento il gelo nelle mani
Oltre una certa quota potrebbe nevicare
Il cane mi conduce con forza,
mentre la sera incalza
Rami spogli e contorti
si stagliano contro un cielo livido
Raffiche di vento gelido
arruffano i miei pensieri
Uno se ne sta seduto
ingobbito,
con le mani tra le cosce,
su una panchina di pietra
Vicino a lui un monopattino elettrico,
con un grosso zaino
poggiato sul pianale
Cosa farà mai costui?
É in preghiera?
Medita?
O è semplicemente rattrappito per il freddo
e prigioniero di un suo stato d’animo cupo?
Non so
Non so dare risposta
Per contro, poco distante,
brillano le sfarzose luminarie
d’un basso edificio in stile moresco
che ospita un bar o un ritrovo,
ma i suoi cancelli
sono sprangati
e, all’interno,
non c’è anima viva
Il cielo si rabbuia ancora di più
e, in un battito di ciglia,
cala su tutto l’imperio della notte,
mentre le sagome degli alberi contorti
trasmutano e si animano
come fossero gli esseri fantastici e deformi di un sogno
o anche entalberi
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Ho spognato questa notte di un mio paziente di tanti anni anni fa che seguii per un lungo periodo di tempo
Ora è lontano
Sta in un altra città, all'estremo opposto della Sicilia,
si potrebbe dire ch è su, "nel Grande Nord"
e in mezzo alle montaagne
Eppure, ogni tanto ci comunichiamo tramite mail
o ci sentiamo occasionalmente
per piccoli aggiornamenti telefonici
Non molto di recente, tuttavia
Non sono più scambi codificati,
ma interazioni venate di semplice amicizia,
un'amicizia che è maturata nel corso degli anni
Anche se un paziente rimane sempre un paziente
e dunque,
nelle interazioni successive
continuano a persistere
tracce del rapporto terapeutico codificato
del rapporto terapeutico di un tempo,
nel presente la relazione risulta maggiormente venata di sentimenti amicali
(in fondo con i pazienti di lungo corso
si è affrontato assieme un percorso di crescita e trasformativo
che non è stato soltanto unilaterale, ma comune e condiviso)
Sognavo, dunque, di questo paziente-amico
Era nel mio studio
(o all'interno di una sua perfetta riproduzione)
E se ne stava lì da solo
Mi diceva che gli era di conforto
starsene nel mio studio,
dove, assieme, negli anni trascorsi, avevamo trascorso lunghe ore
Standosene lì
(come se quella stanza fosse, in verità,
un luogo della sua mente),
immaginava di intrattenersi a parlare con me,
raccontandomi dei fatti salienti della sua giornata
e dei crucci che lo assillano
A volte c'era anche la moglie con lui;
ma la moglie era soltanto un'ospite silente
e, con la moglie, c'era anche una badante
(anche costei appariva come una presenza silenziosa)
forse lì presente al seguito della moglie
Il mio paziente non era affatto turbato
per la presenza della moglie,
ma traeva grande beneficio dal parlare con me,
pur in mia assenza
Non saprei dire se, nel sogno e in quella stanza
(reale o immaginaria che fosse)
egli parlasse ad alta voce
o semplicemente con il pensiero
Dissolvenza
Il naso mi cola un po'
Ogni tanto faccio una bella e vigorosa soffiata nel fazzoletto
non mi sento di certo al cento per cento
Scriverò al mio paziente per chiedergli come stia
e come sta affrontando il gelido inverno dalle sue parti
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Pioggia cade battente
e poi si ferma
Pozzanghere e vento
Piccole raffiche adesso,
Ma di notte i bidoni della monnezza
sono stati rovesciati e sgangolati,
mossi poi qua e lá,
a ramengo
Lampioni accesi,
si spengono a tratti,
lasciando la via al buio più totale,
poi si riaccendono,
diffondendo una luce tremula ed incerta
Gli alberi si presentano
nella semioscurità
come mostri terribili e contorti
pronti a ghermire
l’incauto passante
Piccole vetrine illuminate
Altre al buio, appaiono come occhi ciechi
Nessuno passa,
all’infuori dei passeggiatori di cani,
ma ci avvistiamo soltanto alla lontana,
poi le nostre strade divergono
Un bar rischiarato a giorno dai faretti,
tavoli e sedie ben disposti
nel dehors
in attesa dei clienti che verranno
(con questo freddo?)
Siamo qui,
andiamo avanti,
l’alba di ogni nuovo giorno
é sempre il fondamento di tutto
(10 gennaio 2026)
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