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15 settembre 2025 1 15 /09 /settembre /2025 01:53
L. Osborne, java road, Adelphi, 2023

Il passaggio di Hong Kong dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord alla Repubblica Popolare Cinese avvenne alla mezzanotte del 1° luglio 1997. Questo evento,  denominato "Hong  Kong Handovere",  pose fine a 156 anni di dominio britannico, risalenti alla cessione dell'isola di Hong Kong nel 1841 durante la Prima Guerra dell'Oppio.

Come parte dell'accordo, Hong Kong sarebbe stata istituita come regione amministrativa speciale della Cina (RAS) per almeno 50 anni a partire dal 1997, mantenendo i propri sistemi economici e di governo, diversi da quelli della Cina continentale, durante questo periodo, sebbene l'influenza del Partito Comunista Cinese (PCC) e del governo centrale di Pechino fosse aumentata dopo l'approvazione della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong nel 2020.

Hong Kong era una colonia dell'Impero britannico dal 1841, fatta eccezione per i quattro anni di occupazione giapponese, dal 1941 al 1945. Dopo la Prima Guerra dell'Oppio, il suo territorio fu ampliato nel 1860 con l'aggiunta della Penisola di Kowloon e dell'Isola di Stonecutters, e nel 1898, quando la Gran Bretagna ottenne un contratto di locazione di 99 anni per i Nuovi Territori.

La data del passaggio di consegne nel 1997 segnò la fine di questo contratto.

La Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica del 1984 aveva stabilito le condizioni per il trasferimento di Hong Kong, con la Cina che si impegnava a mantenere le strutture di governo ed economia esistenti secondo il principio "un Paese, due sistemi" per un periodo di 50 anni.
Hong Kong divenne la prima regione amministrativa speciale della Cina; fu seguita da Macao dopo il suo trasferimento dal Portogallo nel 1999, secondo accordi simili.

La rivoluzione degli ombrelli (wikipedia)

Java Road (nella traduzione di Mariagrazia Gini), Adelphi (Fabula), 2023, è scritto magnificamente, come altri, da Lawrence Osborne che qui ci conduce ad Hong Kong nei turbolenti anni successivi proprio al processo dell “Handover” del 1997, quando cessò il dominio britannico e la sua condizione di extra-territorialità rispetto al territorio cinese venne meno (e seguirono i disordini del 2014, culminanti nei 79 giorni di lotta pacifica e di disordini di piazza, definiti come la “rivoluzione o protesta degli ombrelli”).
Questa è la cornice storica e geografica di un mondo in decadenza vista attraverso gli occhi del protagonista Adrian Gyle che, in pratica, è invecchiato ad Hong Kong ma è pur sempre considerato uno straniero e un estraneo, senza il diritto ad avere un suo posto.
L’amicizia con Jimmy Tang rampollo di un’altolocata famiglia cinese (frequentazione che ha radici nei tempi della comune frequentazione di Cambridge) rappresenta il suo ancoraggio qui ed un suo passaporto al bel mondo della élite economica, ma sarà - nello stesso tempo - fonte di guai e di ambiguità.
Ritroviamo nelle pagine di Osborne l’acuta e vivida descrizione di un mondo in declino e, assieme, di quello, malinconico, di Adrian.
La figura dell’antico poeta cinese Li Bai - più volte citato - ha un ruolo simbolico di primo piano in questo tormentato processo di trasformazione, di transito e passaggio.

(Soglie) Sebbene le sue storie ci facciano girare il mondo, Osborne finisce per guidarci sempre nel posto che gli è più congeniale: la zona grigia al confine tra realtà e illusione, quella dove «cammini per strada nel sole di mezzogiorno e a un tratto ti accorgi che sul marciapiede la tua ombra non c’è».

(Risvolto) Messico, Cambogia, Marocco, Bangkok: i veri protagonisti di Osborne sono i luoghi dei suoi romanzi. I personaggi sanno sempre dove sono; meno chiaro, ai loro stessi occhi, è chi sono: questa la scintilla che innesca il racconto. Java Road ci porta a Hong Kong, nel torbido clima di una società in crisi, di un regime in bilico: le proteste studentesche infiammano le strade, i ricchi si accingono a riparare all’estero e gli stranieri non sono più visti di buon occhio. Adrian Gyle è un oscuro giornalista inglese di mezza età che vive lì da oltre vent’anni, ma che per la gente del posto continua a essere un “gwai lo”, un «fantasma bianco». 
Tra le sue scarse frequentazioni, si annovera quella con l’ex compagno di università Jimmy Tang, un cinico miliardario che sguazza nell’alta società di Hong Kong come un pesce nell’acqua e che un giorno gli presenta la sua ultima fiamma, una studentessa di buona famiglia coinvolta nei tumulti. 
Se ingolosisce i paparazzi, la loro relazione preoccupa il clan Tang, tanto per i suoi risvolti politici quanto per il rischio di scandali: e quando la ragazza scomparirà nel nulla, sarà Adrian a condurre un’indagine in proprio – un’indagine che, forse, non è mossa solo dal desiderio di scoprire la verità.

 

Lawrence Osborne

L’autore. Lawrence Osborne è nato in Inghilterra e ha studiato lingue moderne a Cambridge e Harvard. Ha vissuto a Parigi per dieci anni dove ha scritto il suo primo romanzo Ania Malina e successivamente il diario di viaggi Paris Dreambook.
Si è poi spostato a New York dove vive dal 1992 alternando l'attività nella Grande Mela con lunghi soggiorni nel lontano Oriente.
Ha scritto per il New York Times, Salon, New Yorker, Financial Times, New York Observer, New York Magazine, Forbes, Conde Nast Traveler, Gourmet e Men's Vogue.
Oltre ad Ania Malina e Paris Dreambook, ha scritto la collezione di saggi The Poisoned Embrace (1993) e un controverso libro sull'autismo intitolato American Normal (2002).
In Italia ha pubblicato per Adelphi Il turista nudo (2006), Shangri-la (2008), Bangkok (2009) e Nella polvere (2021) e altri.

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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