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Ci sono quelli che fanno il pelo e il contropelo
Ci sono quelli che cercano subito il pelo bell'uovo
Ci sono quelli subito pronti a criticare
Ci sono quelli che s'inalberano e sentenziano senza aver compreso una mazza
Ci sono quelli che non hanno letto un solo rigo di ciò che hai scritto e subito esprimono un'opinione ostinata e contraria
Ci sono quelli che criticano per partito preso
Ci sono quelli che non hanno capito una beata m***a di ciò che hai scritto o non l’hanno letto del tutto e subito, salgono sul pulpito d’una pretesa onniscienza e sentenziano con arroganza
Ci sono quelli che rompono il c***o giusto per il piacere di farlo
Ci sono quelli incapaci di dialettica e di condivisione
Ci sono quelli che attaccano tanto per attaccare
Si potrebbe continuare ad elencare all’infinito
Il mondo è bello perché è vario, ma io farei volentieri a meno di tutto quel carico di ottusitá e arroganza che c’è in giro
Ho scritto questa nota riflettendo sul fatto che nei social ci sono alcuni che partono subito per la tangente con le critiche o con gli attacchi personali, senza avere letto neppure un rigo di ciò che è stato scritto. A volte, drammaticamente, è un singola parola ad attivarli nei loro atteggiamenti polemici, oppure nella ricerca di una supremazia che è realizzata attraverso il mostrare se stessi più competenti e più "sapienti".
Vale il principio dantesco in questi casi: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa"
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Canto III dell'Inferno (versi 49-51) che coì recita:
«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».
Virgilio pronuncia queste parole rivolto a Dante parlando degli ignavi, cioè le anime di chi visse «sanza ’nfamia e sanza lodo», senza cioè prendere mai una posizione netta nella vita.
Il senso originario è un giudizio di profondo disprezzo: Virgilio consiglia a Dante di non sprecare neppure parole («non ragioniam») per descrivere o considerare questi individui insignificanti, limitandosi a guardarli per poi andare oltre.
Nel linguaggio di tutti i giorni, la frase viene modificata in "Non ti curar di loro" e viene usata con un significato quasi opposto o comunque traslato. Oggi serve come un consiglio motivazionale o un invito a ignorare le critiche, i pettegolezzi, le malelingue o gli attacchi di persone invidiose, proteggendo il proprio benessere senza sprecare energie mentali.
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