Ho dormito come un ghiro per tutta notte
Ho sognato di continuo situazioni in cui mi sarei dovuto incontrare con il paziente detto “enfant terrible”.
Eravamo in attesa, nella comunità, che questi arrivasse da un altrove dove era stato per qualche tempo e, intanto, fervevano i preparativi per accoglierlo.
Tutto doveva essere perfetto e scintillante, tutto doveva essere pronto e lustro, ma poi quelli arrivavano prima del prevosto quando occorreva ancora profondere l’ultimo sforzo per tirare tutto a lucido.
La regina madre ci passava in rassegna con cipiglio e, arcigna, borbottava di continuo dei commenti di scontentezza.
Il fanciullo la seguiva guardando tutti con occhio torvo, ma era adeguato per quanto attivato.
Non c’erano eventi degni di nota, benché la regina madre tentasse in ogni modo di accendere la miccia e di provocar deflagrazioni.
Alla fine, dopo questo primo incontro, eravamo tutti indenni e quasi felici e, con la psicologa in turno, ce ne andavamo in giro su di un trabiccolo a vapore per le strade di Katmandu.
Sì, sono certo che tutto il sogno si svolgesse a Katmandu, proprio lì
Dissolvenza
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