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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 07:39

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridiani

Sull’imbrunire, quando il tratto di spiaggia riservato ai libertini si va svuotando dai bagnanti meno libidinosi (o di quelli che ne hanno già avuto abbastanza) che, alla spicciolata, si sono incamminati lungo la battigia in direzione del grande anfiteatro di Heliopolis, dando vita ad una multicolore processione, si formano dei corposi capannelli di ritardatari, non ancora sazi del doppio ruolo di performer/osservatori.

Allora, può capitare di scorgere da lontano il formarsi repentino di gruppi di trenta-quaranta persone raccolte in formazioni circolari,  i corpi a così stretto contatto che - ancora una volta - se ne trae l’impressione di vedere - nella distanza –  dei giganteschi sincizi o delle strutture ameboidi fluttuanti.

Ci si chiede, osservando queste scene nel loro insieme, cosa stia accadendo e, mossi dalla curiosità ci si muove in quella direzione.

Non è facile capire - di primo acchitto -, perché c’è un muro fitto di corpi assiepati. 
Tutti nudi, ovviamente.

Guadagnando terreno a fatica e allungando il collo per superare con lo sguardo la cortina di carne, natiche e schiene, si riesce a capire meglio: si tratta di un happening più tosto, decisamente.
Alcuni si infilano a carponi, strisciando tra le gambe degli astanti per poter sbirciare cosa accade nel mozzo della grande ruota umana.

Al centro di ogni capannello c’è un piccolo spazio vuoto.

In uno ci sta una donna, che se ne sta in ginocchio con un’espressione rapita e gli occhi chiusi, manipolando con energia tutti i cazzi eretti che riesce ad acchiappare. Li acchiappa e li masturba, veloce ed efficiente, a tratti li succhia anche, portandoli rapidamente al climax con uno schizzo finale che, ogni volta, asperge il suo corpo e il suo volto. Lo sperma le cola addosso sul volto, sulle mammelle, sull’addome.

Gli uomini in prima fila, man mano che si svuotano, si fanno da parte, lasciando spazio a quelli che premono da dietro; non c’è ressa, non c’è calca, ma solo paziente attesa del proprio turno.
All'esterno del sincizio ci sono anche delle coppie che si eccitano guardando e non è raro che la donna, rapita, scivoli in ginocchio per cominciare a succhiare il membro del suo compagno o che accetti le advance di chi le sta accanto e che tenta di coinvolgerla ad un più intimo contatto , carezzandole il seno o toccandole le natiche.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridianiÈ quasi religioso il silenzio con cui l’intera situazione va avanti: nessuno proferisce parola.

Una sorta di surreale catena di montaggio…

E la cosa va avanti sino a che la giovane donna al centro delle attenzioni e dispensatrice di piacere si rimette in piedi, un po’ traballante, un po’ stordita e, ringraziando tutti, si fa strada nella calca, dirigendosi con le sue nudità colanti sperma verso il mare per immergersi e compiere dei lavacri.  

Al centro di un altro dei capannelli, invece, ci sta una donna in piedi, fronteggiata da un uomo anch’esso nudo, il suo partner probabilmente

La donna afferra i cazzi e li masturba. Stessa modalità di prima: qualcuno in prima fila, di tanto in tanto, la tocca, le infila le dita nella vagina, le titilla il clitoride. Il partner sembra avere una funzione di “guardiano”, “custode”, o anche di “supervisore”: se è il caso, disapprova sulla base di un suo personale, indecifrabile, criterio e con un cenno fa capire che non è il caso di proseguire. E immediatamente il “toccatore” recede, accontentandosi della posizione che ha conquistato nella prima fila per accedere al privilegio della dionisiaca masturbazione. Quando il “guardiano” identifica un manipolatore di suo gradimento lo lascia fare. La donna manipolata sempre più a fondo comincia a tremare  e ad ansimare, finché non esplode in un orgasmo che sembra interminabile e che la rende tremante ed incerta sulle gambe; ma, per tutta la durata del suo orgasmo, continua a manipolare i cazzi che esplodono in solenni sborrate sulle sue cosce e sul suo ventre. Quando le ondate esplosive dell’orgasmo si placano, anche questa donna, ringraziando (Merci, Merci!) si divincola e uscendo dal cerchio degli ignudi, va a tuffarsi in mare.

Queste situazioni sembrano appartenere al genere gang bang[1], uno stile gang bang spontaneo e ruspante, anche se limitate alla masturbazione e alla fellatio, con qualche estensione al genere bukkake, ma è incredibile e strano vederle accadere: l’effetto è straniante, come vedere trasposta nella realtà la sequenza di un film porno-hard di genere. C’è da chiedersi quanto l’esposizione ai film a luci rosse, in internet o nei DVD per visione domestica non abbia plasmato l’immaginario dei performanti, spingendoli a riprodurre nella realtà ciò che hanno più volte visto  nello schermo del televisore di casa o nel monitor del PC.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridianiUn po’ discosto, vicino al limitare della macchia mediterranea, ci sono due tipi strani, un uomo e una donna, perciati e un po’ punk, circondati da un branco di maschi dall’aspetto maghrebino: quest’ultimi e il partner maschile della coppia parlamentano e parlano fitto: sembra che vogliano convincerlo a fare sesso mentre loro stanno a guardare.

Stanno a lungo a confabulare finché i due iniziano degli approcci sotto l’occhio attento dei maschi che si fanno stretti e iniziano a masturbarsi. Il tipo della coppia, quando gli approcci con la sua donna si fanno più decisi,  inala una fiala di popper per accrescere il livello di eccitazione e la potenza del climax.

In generale, si può dire che l’eccitazione e l’atmosfera elettrica che pervadono il popolo della spiaggia durante le ore del giorno si spiegano sia per via della continua esposizione a scene di sesso estemporaneo che si possono osservare a macchia di leopardo in qualsiasi momento, ma sempre più frequentemente man mano che il giorno va avanti (un’esposizione che sconfina insensibilmente nella sovra-esposizione), sia per il fatto che, man mano,  si fanno incontenibili e debordanti - in alcuni - l’attesa (e il desiderio) di poter essere coinvolti in scene di sesso di gruppo.
E’ così che,  verso sera, appunto si possono osservare questi teatrini più spinte, proprio perché rimangono ad indugiare le persone più disponibili in questo senso: una sorta di distillato della libidine dell’intera giornata di sole e sesso, il risultato dell'implacabile azione dei demoni meridiani.

 

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Note

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 4°). Le scorie di un giorno trascorso sotto l'impero dei demoni meridiani[1] Il termine gang bang si usa per designare una pratica sessuale con rapporti uno-molti in cui il soggetto protagonista è al centro dell'attenzione di tutti i partecipanti (ma è nello stesso tempo utilizzato per indicare un "genere" della filmografia porno). La tipologia più consueta di gang bang è quella che vede come protagonista una donna e, come partecipanti, un numero variabile di maschi, i quali si alternano nella penetrazione, oppure si rendono protagonisti di penetrazioni multiple o di altre attività sessuali, come ad esempio il sesso orale, la masturbazione o il bukkake. Vi sono anche gang bang attuate fra sole donne, con tendenze al lesbismo o alla bisessualità. Infine, ma più raramente, si svolgono gang bang che hanno come protagonista un unico soggetto maschile o due al massimo, nella funzione di co-protagonisti, e attorno una moltitudine di donne: in questo caso si parla di reverse gang bang (per esempio, alcuni dei film realizzati da Rocco Siffredi sviluppano specificatamente questo aspetto) ovvero - detto in Italiano - di gang bang inversa. Queste forme di sessualità praticate in gruppo, che hanno avuto un'ampia rappresentazione pornografica in immagini e video, ora sono anche stati prodotti da registi italiani (anche se non in Italia: vedi l'esempio citato sopra di Rocco Siffredi) e commercializzate (prima in VHS, ora in DVD) soprattutto nei sexy shop (o attraverso la vendita per corrispondenza da parte di rivenditori/distributori specializzati, come ad esempio la Preziosa Video).
Le origini delle pratiche sessuali legate alla gang bang si perdono nel tempo; un riferimento suggestivo può essere fatto alle orge rituali, tipiche di antichi culti (ad es. i cortei bacchici o le feste in onore di Dioniso), nonché a particolari figure femminili la cui caratteristica sarebbe stata quella di dedicarsi al sesso in maniera particolarmente lasciva e voluttuosa. Si ricordano, ad esempio, nella Roma classica, le maratone sessuali, vere o presunte, dell'imperatrice Messalina (le cui gesta erotiche sono raccontate in uno splendido - ed eccitante - romanzo di Lasse Braun; Lady Caligola) che - secondo alcune fonti - avrebbe avuto rapporti sessuali persino con 25 uomini in un solo giorno. Nel Cinquecento era invalsa e richiestissima, tra le cortigiane, l'usanza del cosiddetto Trentuno, denominazione probabilmente riferentesi ai 31 giorni del mese concentrati in una sola giornata, che consisteva nel farsi possedere da trentuno uomini consecutivamente, come racconta Lorenzo Veniero nel poemetto La Zaffetta, celebrando le arti della cortigiana veneziana Angiola Zaffa.

 

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31 dicembre 2012 1 31 /12 /dicembre /2012 07:58

Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 5°). Lo sguardo degli scopatori

 

(5° capitolo) Una riflessione specifica occorre dedicarla a quello che io chiamerei lo “sguardo” degli scopatori di Cap d’Agde, poiché qui lo sguardo assume delle valenze particolari.

Quando si verificano sulla spiaggia teatrini di sesso multiplo con gente che via via si aggiunge, inserendosi in una situazione già avviata (come ad esempio quella di una donna che succhia il cazzo al suo uomo, oppure di due che si mettono a scopare, frequentemente la donna sopra nella classica posizione "spegni-candela"), e che si attiva sessualmente, gli sguardi degli scopatori uomini assumono delle specifiche peculiarità: si fanno freddi, di ghiaccio, taglienti.

Frequentemente, ho avuto modo di osservare uno sguardo intento ad esplorare circolarmente il mondo attorno: uno sguardo un po' rapace, che plana circolarmente sulla folla degli astanti che, a loro volta osservano gli scopatori.
Più di una volta ho avuto la sensazione che in questi sguardi mancasse qualcosa di essenziale: forse il sentimento o persino l'emozione.
E' come se nella dimensione di sesso performativo, si manifestasse la tendenza a guardarsi attorno con un movimento di esplorazione dello spazio circostante di tipo circolare: uno sguardo che gira da una persona all'altra, come una lama che esplora.

Poi c’è lo sguardo intenso e febbricitante delle persone che sono escluse dal gioco sessuale in corso, come partner attivi, ma che sono inclusi come guardoni con piena licenza di eccitazione e che fanno pienamente parte del gioco con una legittima e riconosciuta funzione complementare.

Ho notato che le persone che guardano (e dalle diverse scenette di sesso ne sono attirate – e catturate - a decine e decine, come mosche dalla carta moschicida) non sono dei semplici guardoni (voyeur o scopofili, per usare una terminologia da manuale) nel senso classico del termine e vincolate a questo ruolo "parafilico" come nelle vecchie trattazioni psichiatriche: sono piuttosto dei soggetti che vorrebbero partecipare attivamente, ma non ne hanno ancora avuto l'opportunità.

Da qui l’intensità febbrile dello sguardo: c’èil godimento derivante dal guardare, ma intanto c’è la ricerca di situazioni in cui si apra la possibilità di partecipare attivamente, di inserirsi.

Diciamo pure che alcune categorie precostituite delle cosiddette parafilie vengono ad essere sovvertite: o, meglio, più  semplicemente non possono essere applicate.

Nei giorni successivi potrà capitare di osservare che una di quelle persone che prima è stata soltanto a guardare, magari smenandosi l'uccello, si ritrova a diventare sessualmente attiva perché è stata accettata all'interno di una nuova interazione sessuale, agita da altri partner.

Quello che si osserva è una sorta di rotazione continua con un'intercambiabilità fluida dei ruoli.

Per esempio, uno che è stato accettato per inserirsi in un gioco di coppia tra due Italiani e che il giorno successivo era impegnato in un gioco a tre acquatico, in cui lui penetrava da dietro una tizia che intanto succhiava il cazzo al suo compagno, questo stesso - si chiama Sebastian, una specie di folletto della spiaggia di Cap d'Agde sempre addentro in varie situazioni e con le mani in pasta, si fa per dire - il giorno successivo era in prima a fila a guardare un'interazione di sesso tra due coppie formate da giovani tedeschi, in cui una coppia scopava, lei messa alla pecorina, mentre gli altri due erano intenti in una situazione di sesso orale (lei in ginocchio che succhiava l'uccello al partner).

Così, c'è una piena intercambiabilità dei ruoli.

Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 5°). Lo sguardo degli scopatoriI classici guardoni - i voyeur o scopofili che traggono esclusivamente piacere ed eccitazione  dal guardare - sono appena una minoranza: tutti gli altri sono dei single che aspettano l'occasione per poter entrare a far parte di un''ammucchiata, transitando così dal ruolo di spettatori a quello di performanti (e si badi che ciascuna categoria è complementare ed essenziale all'altra: qui, a Cap d'Agde, il sesso non può mai essere disgiunto dalla consapevolezza dello sguardo dell'Altro).

Gli spettatori qualche volta riusciranno nel loro intento. Del resto, il guardare è anche importante ai fini dell'apprendimento di un codice di comportamento di Cap d'Agde, come anche dei privé[1] le cui regole- base possono essere utilizzate come parametro di riferimento per tutte le analoghe situazioni idi scambismo.

Con il semplice guardare gli avventizi di Cap vanno a scuola e apprendono le più basilari regole di comportamento; poi, una volta appresi i codici fondamentali, basta essere intraprendenti e sfrontati, considerando che qui le regole delle comuni interazioni del vivere quotidiano nella relazione con l’Altro sono destituite di ogni valore, come – del pari – è bandita qualsiasi situazione che abbia attinenza con il pudore, con il sentimento e con la passione.

Questi ultimi due aspetti – se ci sono – rimangono confinati alla privatezza del rapporto di coppia, anche all’interno delle cosiddette coppie "trasgressive”.

Le tecniche di aggancio ed infiltrazione sono molteplici: ci si avvicina, ci si mette in prima fila, magari per attuare una maggiore prossimità con chi fa già sesso ci si accovaccia sulla sabbia (facendo in modo da avere sempre il cazzo pronto), si scambiano quattro parole con la coppia che ha avuto (o sta avendo) un'interazione, cogliendola in un suo momento di pausa, ma anche frasi allusive e scherzi verbali salaci possono servire, e magari ci si lancia in proposte esplicite.

Ma ciò che più conta è il linguaggio del corpo: ci si avvicina, si tentano dei toccamenti, in parti sensibili alla lei della situazione (quei contatti che, in una graduazione del raggiungimento dell’intimità sessuale nella vita “normale” rappresentano la metà ultima da varcare, prima del rapporto sessuale vero e proprio) e, se questi approcci non sono rifiutati,  ci si può spingere ad azioni ancora più esplicitamente sessuali ed elaborate, come toccare il seno della donna, baciarle e succhiarle i capezzoli, toccarle le grandi labbra o spingere il dito ancora più dentro e, infine, succhiare la fica della donna mentre lei succhia il cazzo del compagno o iniziare a sditalinarla.

Dopodiché, si potrà entrare facilmente in tutte le fasi ulteriori dell'interazione.

Quando ciò accade, e il neo-partner si addentra nell'interazione sessuale, assume lo sguardo freddo e glaciale di cui si parlava prima.

C'è qualcosa che fa pensare che quelle osservabili nel sito di Cap d'Agde siano modalità di interazione sessuale senz'anima.

In altri termini, se da un lato si riscontrano l'eccitazione dei sensi e il senso primitivo della conquista, dall’altro manca del tutto quell'addolcimento della gentilezza degli affetti e delle emozioni.

Siamo al livello primordiale della sessualità, per alcuni versi.

 

 

Note

Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 5°). Lo sguardo degli scopatori[1] Nella frequentazione dei Privé all’interno dei quali si pratichi il sesso promiscuo e lo scambio di coppia sono suggerite alcune regole di comportamento-base. Facendo un giro nella rete se ne possono reperire diversi esempi che tuttavia sembrano tutte un copycat di una comune matrice.

Quelle che seguono sono prese dal sito web di un privé (New Harmony Privé: http://www.armonyclub.net/index.php/it/il-club/comportamento-nel-club.html).

Amiche ed amici, benvenuti nel regno del sesso libero e non mercenario. Vi proponiamo un decalogo di comportamento per coppie e single:

1. Il Club Privé non è un bordello ma un luogo di incontro per coppie e singoli che desiderano fare sesso di gruppo o desiderano scambiarsi i relativi partner.
2. Lo scambismo è un gioco di sesso sganciato dai sentimenti pertanto non è il caso né di corteggiare né di innamorarsi, in un Club.
3. Nel Club tutto è possibile, ma nulla è obbligatorio: quindi nessuno è autorizzato a chiedere a coppie o a single prestazioni sessuali.
4. Nel Club si accede solo se socio non si può imporre la propria presenza se questa non è gradita alla presidenza del Club.
5. Un abbigliamento decoroso per l'uomo, raffinato ma intrigante per la donna costituisce un ottimo biglietto da visita.
6. Riservatezza, discrezione, rispetto per la donna e buona educazione sono la premesse per stabilire un amichevole rapporto con gli altri.
7. Un Club non è né un night né un albergo a ore. le signore non vanno invitate ad appartarsi né sollecitate a fare sesso tanto meno in assenza del partner, che, invece, è sempre presente - a meno che decida di non esserlo - e partecipe.
8. Un single, interessato ad una socia, deve sapere che l'approccio è comunque con la coppia.
9. Prima di "agire", guardarsi intorno ballare, fare amicizia: respirare l'atmosfera del Club.
10. Né una coppia, né un single devono essere timidi la discoteca è il posto migliore per abbordarsi. Reciprocamente ci si può avvicinare tentando sfioramenti e carezze. Un rifiuto non sarà mai scortese, ma evidenziato da un discreto gesto.

 

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30 dicembre 2012 7 30 /12 /dicembre /2012 07:00

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 6°). Come sul set di un film porno, ma qui è tutto vero

 

 

( Capitolo) Ognuna delle cose che capita di osservare qui a Cap d’Agde – siano essi spettacolini, teatrini, eventi - meriterebbe di avere uno spazio a sé stante: quando, entrati nel ruolo di osservatori, si acquisisce una sufficiente dimestichezza, dalla massa indifferenziata dei corpi nudi emergono delle situazioni di interazioni sessuali – solo a volte erotiche - estremamente variabili che io sarei propenso a descrivere come “teatrini porno”, perché – leggendone la descrizione si potrebbe pensare di primo acchitto che siano la trasposizione di sequenze tratte da un film hard-core.

La prima associazione superficiale e frettolosa sarebbe proprio questa.

E invece, no. Sono proprio vere.

Happening reali, non orchestrati, non preordinati.

Per spiegare meglio questo assunto, ecco di seguito tre “eventi”.

 

Sotto un ombrellone vivacemente colorato, ma alquanto basso tanto che non ci si può stare sotto in piedi ma soltanto accovaciati o in ginocchio, due chiavano "alla missionaria". distesi su di uno strato di teli da mare. Lui stantuffa a pieno ritmo, lei geme di piacere.

Inginocchiati tutt'attorno e fittamente assiepati uno stuolo di spettatori, tutti maschi - ovviamente - in misura eguale intenti ad attizzare le proprie erezioni e a palpeggiare il corpo della donna, con mani si allungano e toccano la dove è possibile.

La copula si protrae a lungo, poi l'uomo si scarica e si ritrae, lasciando il corpo della donna illanguidito dalla scarica orgasmica tra gli spettatori che, a questo punto, si liberano anche loro, sborrando su di lei, che accetta gli spruzzi di sperma su di sé grata, quasi che questa pioggia sia  un'apoteosi aggiuntiva all'orgasmo appena sperimentato... un effetto bukkake in presa diretta, insomma.

 

Poco discosto (e poco prima) una coppia sulla sabbia, lei languidamente appoggiata di schiena sul petto del suo compagno seduto. Lei se ne sta seduta a cosce divaricate e poco prima era stata in giro per la spiaggia a fermarsi a guardare i numerosi teatrini di sesso a cielo aperto e a commentarli lascivamente, interloquendo con gli attori con commenti salaci, mentre sorseggiava del vino da un flute di plastica.

Davanti a lei accovacciato, un uomo - non più giovanissimo - con un cappello di paglia in testa.

L'uomo la sta sditalinando con dedizione: la donna apprezza le attenzione e mormora alternativamente "C'est bon ça!" e "Doucement!".

Il terzetto è un po' isolato dal resto della popolazione di libertini.
Il cielo nel pomeriggio afoso si è rannuvolato e soffia un forte vento dal nord che solleva i sottili granelli di sabbia.

E, del resto, questo stesso vento che ha soffiato costante per tutto il giorno, facendola da padrone, non ha reso possibile un pieno dispiegamento della folla di bagnanti che hanno preferito starsene più a ridosso delle dune e della scarna vegetazione che le ricopre.

Ma ecco che si fa avanti un tipo giovanile e prestante che si accovaccia a poca distanza dai tre e comincia ad osservare quello che accade con evidente interesse e piacere, com'è evidente dalla turgidità del suo cazzo che, di tanto in tanto, si manipola distrattamente, ma senza alcun intento masturbatorio (almeno per il momento).

Il compagno della donna lo osserva allusivamente e gli fa dei cenni con gli occhi: sembra impersonare, qui, sulla spiaggia francese del Languedoc-Roussillon, un Marchese Casati redivivo[1]

L'uomo coglie il messaggio e si fa più vicino, mettendosi di fianco alla donna che subito vogliosa, gli afferra il cazzo già alzato e turgido e comincia a menaglierlo con vigore, mentre lui si dedica a stringere le sue tette e a strizzarle i capezzali,  occasionalmente anche a succhiarli.

Intanto, in un incremento del piacere, derivante non solo da un surplus di stimolazione in zone sensibili, ma anche dall’eccitazione di poter maneggiare un grosso cazzo, la donna continua ad esortare il suo sditalinatore in un'alternanza di incrementi e decrementi di velocità ("Vite", oppure ancora "Doucement") e al contempo geme.

Ogni tanto, la donna scambia delle battute con il compagno (o marito) e ride di una bella risata piena.

Fa degli apprezzamenti, subito ripresi e ripetuti dal marito sul "gros bite" (si intuisce che stia parlando del “grosso cazzo”) del libertino che s’è appena aggregato e, mentre gode, continua a masturbarlo.

Poi, ad un certo punto, si china in avanti e repentinamente, senza nessun preambolo, si riempie la bocca con quel cazzo e prende a succhiarlo con forza.

In un breve giro di tempo l'uomo, mugolando, è già venuto dentro la sua bocca e lo sperma comincia a colarle tra le labbra.

Per un po' continua a succhiare, ma poi commenta con il compagno che la venuta è stata troppo veloce. Così, abbandonando quel cazzo troppo “veloce”, rivolge la sua attenzione ad altri astanti che intanto si sono raccolti a crocchio, attorno al “succoso” happening.
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 6°). Come sul set di un film porno, ma qui è tutto veroProsegue la complicità tra i due: lui e lei si consultano più volte, indicandosi a vicenda la mercanzia esposta, i numerosi cazzi a  vista, alcuni mosci, altri eretti. Alla fine, è lui a decidere, scegliendo per la donna uno con un cazzo bello grosso e pronto.

I due ridacchiano. C’è della complicità tra loro. Si baciano, prima che si avvii la nuova interazione.

L'uomo di prima recede anche se non troppo, perché continua a palpare il corpo della donna, mentre al suo posto subentra il nuovo scelto che riceve analoghe e vigorose attenzioni.

Mentre questi eventi che si susseguono l'uomo con cappello di paglia in testa continua a impegnarsi senza requie nel suo sditalinamento, alternando al lavoro di dito anche un occasionale lavoro di lingua.

Poi, ad un certo punto la donna si alza e va a tuffarsi in mare. “Merci, merci”, dice gentile mentre corre via a sguazzare nell'acqua bassa e a compiere lavacri.

Sembrerebbe che il teatrino si sia concluso ed invece no!

Quando la donna rientra viene ghermita ancora in piedi da due uomini anziani e panciuti (e sempre il suo compagno è presente e fa da supervisore). La donna allarga le cosce per lasciarsi penetrare meglio dalle dita voraci dei due, sul davanti e sul dietro. Intanto, altre mani le palpano il seno, mentre lei con le sue mani ghermisce cazzi masturbandoli.

Le attenzioni dei due uomini provocano l'orgasmo sperato: e sembrerebbe un intenso orgasmo da stimolazione del punto G, quello che si scatena poco dopo con una produzione prorompente di secreti vaginali, che sgocciolano sulla sabbia (parrebbe quasi un effetto “minzione”). La donna gode, presa da tremiti incontrollabili e ciononostante si regge in piedi a continua a farsi manipolare, mentre altre mani la toccano, la palpano, la spremono.

 

L’effetto, di fronte a simili scene, è sempre straniante.

Una cosa è vedere una simile scena in un film porno, in cui lo spettatore pur traendone eccitamento, ha la  percezione dell’artificialità, non può prescindere dalla consapevolezza che tutto sia stato costruito ad arte e che le continue movimentazioni dei figuranti sono in qualche modo orchestrate in modo tale che da un lato diano una sensazione di naturalezza e che, dall’altro, consentano che gli “organi” sessuali (cazzi, fiche, bocche e culi) siano sempre a favore di macchina.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 6°). Come sul set di un film porno, ma qui è tutto veroQui, invece, ti senti proprio scagliato nel vivo delle cose: come se fossi stato collocato nel bel mezzo del set di un film a luci rosse, in una situazione in cui tutti diventano dei potenziali figuranti o entrano nel ruolo di spettatori interessati o in quello di individui che cedono alla tentazione della masturbazione oppure ancora in quello del figurante attivo che, con fluidità, passa dalla posizione di semplice osservatore a quella di performante in una scena sessuale orgiastica.

Anonimato, assenza del volto e del nome.

Le persone che interagiscono sono solo buchi, cazzi, fiche, bocche, seni da palpare e da succhiare. Non ci possono essere elementi che personalizzano gli individui e che li legano ad una cifra individuale. Passato il momento, ci si lascia, malgrado l'intensa ed eccitante stimolazione - non necessariamente reciproca - e ci si volge ad altro.

Il sesso senza volto e senza impegno, senza affetto e senza emozione, godimento esclusivamente fisico, se è ipotizzabile una cosa del genere, forse si potrebbe dire una modalità di “sesso drogato”.

 

Il verbo imperante è fare sesso, succhiare e farselo succhiare, scopare, ogni buco e ogni bocca è identico ad un altro, l’importante è che siano disponibili e possano essere riempiti, anche i cazzi sono tutti eguali, a prescindere dall’aspetto fisico del loro portatore che sia grasso o magro, con pancia e culone, non importa: l’importante che siano grossi a sufficienza e, soprattutto pronti e reattivi, disinibiti e esibizionisti (con la facilitazione ad raggiungere e mantenere l’erezione coram populo).

Ma, del resto, la maggior parte degli astanti sono lì proprio per questo e non vedono l’ora di avere la loro parte…

Ed è chiaro che quelli che colgono più frutti sono i più pronti, quelli che sgattaiolano in prima fila, infiltrandosi attraverso la più o meno fitta cortina di spettatori/guardoni,  che sono pronti ad accovacciarsi accanto agli scopatori/succhiatori e a dichiarare la loro disponibilità con un rapido ed esplorativo tocco della mano oppure a recepire la disponibilità dei figuranti che può consistere in uno sguardo ambiguo o in un breve cenno del capo (un sottinteso “Unisciti a noi”).

 

Ecco là un altro gruppetto: fulcro dell’attenzione è una piacente quarantenne, formosa e pienotta con una sottile catenella attorno alla vita (unico indumento), con un onnipresente uomo accanto a lei che vigila sull’andamento della situazione e che esprime il suo assenso  a che qualcuno nuovo si aggiunga all’ammucchiata.

La donna è seduta sulle sue ginocchia. Da dietro uno le manipola la fica e la sditalina.

La donna geme di piacere e intanto succhia il cazzo di un maghrebino ossuto. Succhia e smena.

Di colpa il tizio estrae il cazzo dalla bocca e si ritrae indietro tendo il glande avvinto tra le mani a coppa per non fare vedere pubblicamente la sua eiaculazione di cui sembra vergognarsi.

La donna, viceversa, sembra sorpresa che si sia ritirato così di botto, senza godere del piacere dell’eiaculazione dentro la bocca o sulla sua faccia.

Niente di che!

La merce per dar corpo al proprio libertinaggio non manca!

Infatti, si volge subito ad un altro cazzo.

Come quello di uno che, cogliendo l’occasione, si è subito intrufolato, mettendosi in ginocchio davanti a lei, già pronto.

E la donna, avida, ricomincia a succhiare.

Altro cazzo, altro pompino.

Dai gemiti che l’uomo emette sembra che ci sia fare, ma intanto la sua eccitazione è costantemente alimentata dall’altro tipo che, stando alle sue spalle, da dietro la sditalina senza tregua.

Succhia e lecca, lecca e succhia, con qualche smenatina ogni tanto, il cazzo dell’uomo si fa sempre più turgido, come si può constatare quando ne riemerge un pezzo tra le labbra dischiuse della succhiatrice..

Poi l’uomo, gemendo le viene nella bocca, con subentranti ed inarrestabili ondate di piacere che lo portano ad effettuare dei ritmici movimenti in avanti del bacino quasi a volersi scopare la donna nella bocca.

E quella a lungo, dopo la venuta, continua a succhiare, mantenendo vigorosa l’erezione dell’uomo che continua a gemere preso da una vertigine di piacere, mentre tutti attorno applaudono e fanno ressa, perché tutti, di fronte allo spettacolo di un pompino prolungato, vorrebbero essere in prima fila e che il loro debba essere il prossimo cazzo ad essere succhiato.

“C’etait bon?”, finalmente chiede la donna all’uomo, quando finalmente si decide di rilasciare il cazzo che le aveva riempito la bocca.
Oui, trés bon, merci!”, risponde l’uomo. Ed altri si fanno immediatamente sotto…

Uno giovane con la barbetta caprina commenta, rivolgendosi al tizio che ha appena finito di essere succhiato: Vedo che ti dai da fare… Ieri ho visto il pompino che ti ha fatto quella tipa. Ci ha dato sotto, quella, eh!”

“Ci puoi giurare…” – è la risposta.

E il tizio: “Io vengo dalla Svizzera. Anche lì ci sono dei privé. Ma qui è tutta un'altra cosa. I Francesi non sono come gli Italiani che sono condizionati dalla Chiesa…”

 

 

 

Note
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 6°). Come sul set di un film porno, ma qui è tutto vero[1] Il riferimento - d'obbligo - è al Marchese Camillo Casati Stampa ella moglie Anna Fallarino che si erano incontrati per la prima volta a Cannes nel 1958. La donna all'epoca era sposata con l'ingegnere Giuseppe "Peppino" Drommi (poi consorte della contessa Patrizia De Blanck). Camillo Casati ne diverrà l'amante, fino a farle ottenere l'annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota (Dichiarazione di nullità del sacramento del matrimonio), pagando, si dice, 1 miliardo di lire; la sposerà poi, con rito sia civile che religioso, nel 1959. Sarà durante il viaggio di nozze che Camillo Casati le rivelerà i suoi gusti sessuali, spingendo la moglie ad intrattenere rapporti sessuali con giovani di bell'aspetto da lui stesso scelti e pagati, il tutto, ovviamente, sotto il suo sguardo, riservandosi, inoltre, la possibilità di scattare fotografie di quanto avveniva ed intervenire a sua volta: insomma, il Marchese Casati fu un vero antesignano di un libertinaggio e di uno scambismo “aristocratico”, espressione di una scelta controtendenza e in qualche modo iconoclastica,prima dell’evoluzione dei costumi verso uno “scambismo di massa”.

Di tale passione voyeuristica e candaulistica ci restano numerose annotazioni scritte di suo pugno relative ai momenti e alle esperienze più soddisfacenti.

«Al mare con Anna ho inventato un nuovo gioco. L’ho fatta rotolare sulla sabbia, poi ho chiamato due avieri per farle togliere i granelli dalla pelle con la lingua »

Inoltre annota nei suoi diari: « Oggi Anna mi ha fatto impazzire di piacere. Ha fatto l'amore con un soldatino in modo così efficace che da lontano anche io ho partecipato alla sua gioia. Mi è costato trentamila lire, ma ne valeva la pena »

Non mancano le testimonianze di chi ha partecipato ai loro giochi erotici, come quella di un bagnino:

«Erano degli zozzoni - racconta - Venivano sulla spiaggia e si mettevano nudi. Un giorno mi hanno invitato a stendermi tra loro. L'ho fatto e mi sono sentito sfilare il costume, poi quella donna mi ha attirato sopra di sé. È accaduto tutto sotto gli occhi del suo compagno. Alla fine lui era talmente contento che mi ha dato cinquemila lire di premio».
Il ménàge libertino durò a lungo in una spirale di crescente manipolazione (sì perché, in fondo ad ogni caso, il Marche se Casati era un manipolatore delle persone) sino a quello che diventò un delitto passionale, quando Anna Fallarino stanca del gioco cerco di sottrarvisi, coinvolgendo nel suo tentativo di “uscita” un giovane studenteuniversatario che era stato coinvolto nei torbidi di giochi. Il Marchese Casati li uccise entrambi, togliendosi subito dopo la vita. Il “caso” riempi le pagine della cronaca nera di allora.

Sono disponibili oggi alcune rivisitazioni di quella storia, tra cui una rielabolarione letteraria da parte di Andrea Camilleri.

 

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29 dicembre 2012 6 29 /12 /dicembre /2012 07:26

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di Nodi

 

(Capitolo 7°). Nel settore della spiaggia naturista frequentato dai neo-naturisti "libertini", si può vedere di tutto. Se ci si aggira solo un po’ è possibile identificare due diversi atteggiamenti. Uno è quello del “turista” curioso che osserva disincantato un mondo in cui magari si immerge per la prima volta, ma che ciò nondimeno non desidera “contaminarsi” con consuetudini che non sente gli appartengano del tutto. L’altro possibile è quello dell’osservatore “partecipante” cioè di colui che, per curiosità, ma anche (perché no?) per un legittimo assecondamento della propria libidine decide – se le circostanze  lo consentono – di lasciarsi trascinare nel vortice della sessualità promiscua, assumendo il doppio ruolo di osservatore che osserva gli altri e se stesso, ma anche di attore e soggetto.

In ambedue i casi, la cosa importante è arrivare sulla spiaggia con la mente aperta, senza pregiudizi e magari anche con tanta voglia di divertirsi, condita anche dalla capacità di inserire in ciò che vediamo una decodifica ironica e di disincanto.

Nel corso degli anni, sulla spiaggia naturista di Cap d'Agde, passando da una stagione alla successiva,  ci sono sempre novità e non mancano quindi occasioni per rimanere stupiti e meravigliati. Ecco di seguito il racconto relativo a due "nuove" figure del libertinaggio assolutamente emblematiche.

 

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiE' frequente, negli ultimi tempi, notare dei capannelli piuttosto fitti, anche nelle prime ore del mattino, quando ancora la lussuria colettiva non ha preso il sopravvento.

Ci si avvicina incuriositi, come sempre capita: il frequentatore della spiaggia libertina è sempre desideroso di happening erotici che includono il guardare e, possibilmente, il partecipare.

Al centro di uno di questi, protendendosi e cercando di sopravanzare con la testa la ressa dei corpi, si può osservare il più delle volte, una donna lascivamente sdraiata con le cosce aperte e un tizio piuttosto anziano accovacciato proprio tra quelle cosce.

Si è anche colpiti da un ronzio continuo simile a quello prodotto da un rasoio elettrico in funzione alla massima potenza...

Ci si accorge anche che l'uomo tiene tra le mani un piccolo dispositivo e che lo passa e ripassa sui genitali esposti della donna.

Di primo acchito, si potrebbe pensare che l'uomo - con un attenzione certosina - sia intento a radere la fica della donna...

Che l'apparecchietto sia un depilatore?

Invece no! I gemiti e gli ansiti della donna in una scala via crescente la dicono diversamente.

Allora, Eureka! Illuminazione: si tratta di un sofisticato vibratore, in formato mini-tascabile: non rimangono alternative...

L'uomo è serissimo.

Tutti sono serissimi.

Tutti guardano sospesi, rapiti.

Tutti attendono...

Il ronzio continua, implacabile.

E' l'unico suono che si percepisce, assieme ai gemiti della donna sempre più rapidi e affannosi.

La donna geme, abbandonata lascivamente, mentre espone il suo corpo erotico allo sguardo attento del pubblico via via più folto.

Poi, all'improvviso, la donna esplode in un orgasmo incontenibile.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiA questo punto, portata a termine la sua missione, l'"operatore" si alza con la macchinetta ancora in mano: la sua "azione" ha suscitato molte curiosità nel pubblico assiepato, in cui sono molte le donne rappresentate (e in queste ultime molte "voglie" anche).

Alcune di esse si fanno sotto e chiedono informazioni più dettagliate su tanta mirabilia.

Alcune si propongono immediatamente come "cavie" per la successiva "dimostrazione".

L'uomo fornisce spiegazioni, dilungandosi sui pregi e sulle caratteristiche tecniche del suo ingegnoso dispositivo.

Si dichiara disposto a fare ulteriori performance – anche private - e distribuisce a chi sia interessato dei biglietti da visita.

Ma non manca di specificare alle potenziali utenti più pressanti anche quali sono gli orari della sua presenza in spiaggia e ad alcune delle signore più vogliose di provare su di sé la macchina fissa degli appuntamenti per il giorno dopo, in spiaggia oppure per chi desidera maggiore riservatezza nei quartieri privati di ciascuno (ma questi solo ed esclusivamente nella fascia pomeridiana).

Ovviamente, l'interesse dell'uomo non è solo quello di fare delle dimostrazioni, ma di vendere il suo dispositivo: per poterlo fare, tuttavia, come il bravo venditore di elettrodomestici di un tempo, deve poter evidenziare la bontà del suo prodotto, creandosi un seguito e un consenso.

Una sorta di “commesso viaggiatore” della spiaggia libertina: naturalmente, anche lui del tutto nudo.

 

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiIn un altro punto della spiaggia compare un "maestro di nodi" [1], così ho voluto battezzarlo - mai visto prima.

E' un individuo scuro di pelle, capelli neri lunghi, untuosi.

A differenza della totalità dei frequentatori della spiaggia ha indosso un paio di pantalonacci di tuta sportiva neri, sformati e cadenti da tutte le parti, pur essendo a torso nudo.

Ad occhi e croce, come prima impressione, pare davvero un individuo repellente.

Ha con sé una grossa valigia, il cui contenuto è sparso - in parte - sulla sabbia. Al primo sguardo si riconosce tutta una varietà di cime e di funi, di tipo diverso, spesse , sottili, ruvide, e diversamente colorate in rosso, in nero, in bianco.

Il maestro di nodi parlamenta a lungo con una che si era distinta sino a poco prima per aver preso cazzi in bocca ed essersi fatta sditalinare con l'assenso del suo accompagnatore (marito o compagno, non importa): e anche in questo caso con l'assenso del suo “lui”,  finisce con l’accettare le profferte del maestro di nodi e si sposta verso il punto dove giace sulla sabbia il valigione con tutta l'attrezzatura.

Il pubblico si sparge attorno formando una grande cerchio molto più ampio e arioso di quanto non accada durante le scenette di sesso.

C'è abbastanza spazio perché tutti stiano comodamente seduti o sdraiati sulla sabbia: il compagno della tizia è seduto in prima fila, pronto a godersi lo spettacolo che di lì a poco sarà messo in scena.

Il maestro di nodi, come first step, applica una mascherina sul volto della donna, perché non veda nulla di quello che accadrà e che tutto ciò che le capiterà arrivi inatteso.

Poi, scegliendo con cura, le funi prende a legarla in modi fantasiosi: nodi e passaggi di corda sovrabbondanti che strizzano le mammelle, che segano la fica e che costringono le braccia in una posizione scomoda.

Il tutto secondo le regole del bondage[2]: in cui è prioritario che alcune parti sensibili del corpo siano costrette da nodi e legacci e siano ben strizzate, così da inturgidirsi di sangue.

Dopo aver completato una prima serie di nodi (e la differenza di colore delle funi dà un tocco in più alla spettacolarità della messa in scena), il “maestro” comincia a tirar fuori una serie di attrezzi, scudisci, bacchette semirigide e altri dispositivi e ad utilizzarli con abilità.

La donna sta in piedi in una posizione alquanto scomoda per via delle corde che la tirano da tutte le parti e, seguendo gli ordini del maestro di nodi che si trasforma in master di un gioco SM, si mette in ginocchio o quattro zampe.

In ogni caso, appare vieppiù eccitata e ansimante.

L'uomo le gira attorno,  gridandole addosso ingiunzioni e colpendola - imprevedibilmente - nei punti del corpo resi più sensibili a causa del ristagno di sangue indotto dai legacci. Il tutto viene condito da parole oscene.

La donna geme e mugola dal piacere: il suo piacere sembra essere accresciuto dall'imprevedibilità dei colpi.

Ogni tanto ci sono delle pause: il maestro di nodi scioglie le funi e costruisce altri nodi con intrecci ed incroci diversi e ancora più fantasiosi, poi riprende le sue stimolazioni.

Il succedersi degli eventi è lento: tutto avviene con una certa ritualità.

Poi, dopo circa un'ora, lo spettacolo è concluso.

La donna che, nel frattempo, ha avuto diversi orgasmi (almeno così è sembrato) torna a sedersi sulla sabbia accanto al suo compagno.

Ma il gioco non è finito: il maestro di nodi che ora ha assunto definitivamente il ruolo di Master/Dominatore di un gioco SM continua ad esercitare il suo potere che, attraverso gli orgasmi che la donna ha raggiunto, si è accresciuto di enorme misura, mentre nello stesso tempo  il gioco dei nodi e delle scudisciate in modo inversamente proporzionale  aveva fatto sì che la volontà della donna si andasse sempre più eclissando e corrodendo.

Attorno alla donna, distesa sulla stuoia da mare, si è creato a questo punto un piccolo capannello di maschi: il Master dà indicazioni a ciascuno su cosa fare del corpo della donna.

Chi comincia a sditalinarla, chi a palpeggiarla, chi le infila il cazzo in bocca.

Dopo un po' di questo gioco, il maestro di nodi fa un cenno, indirizzato a tutti gli astanti e mormora poche parole eloquenti: E’ giunto il momento! Liberatevi! Venez! Venez!

E tutti, all'unisono, obbedendo all'ordine perentorio (in fondo non aspettavano altro) prendono a masturbarsi e sborrano sulla faccia e sul corpo della donna offerti impudicamente alla loro libidine.

Subito dopo anche la compagna del maestro di nodi, sino a quel momento attenta spettatrice e muta assistente, si offre (sempre seguendo un suo ordine): anche lei, stranamente coperta con un bikini che lascia vedere un grosso seno sontuoso, si scopre le mammelle e stando in ginocchio invita tutti i maschi attorno a lei a eiaculare su di esse e sul suo volto.

 

Anche il maestro di nodi si muove sulla spiaggia alla ricerca di adepti, ma - a differenza dell'uomo con il piccolo vibratore -  lui non vuole vendere niente e non cerca compensi: vuole soltanto esibirsi, mettendo in scena la sua "arte".

A meno che, mostrando la sua abilità, non cerchi ingaggi per partecipare da "animatore" a festini privati.




Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiNote

[1] Il riferimento è anche al romanzo di Massimo Carlotto (Il Maestro di nodi, Edizioni E/O), in cui l’Alligatore, detective alternativo è sulle tracce di un serial killer che viene indicato con questo appellativo, poiché sottopone le sue vittime a pratiche di bondage estremo.

 

 

[2] Con il termine iglese bondage (che va tradotto con diverse accezioni tra cui schiavitù, soggezione) si indicano un insieme di attività sessuali basate sulle costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli o più in generale sull'impedimento consenziente alla libertà fisica, di muoversi, di vedere, di parlare, di sentire.

Partendo dal light bondage, ovverosia il legare solo mani e/o piedi, si arriva a forme di annodamento complete, in cui si impedisce ogni movimento alla persona legata (in gergo "sub") e sottomessa ("mummification"), o addirittura impedendogli ogni contatto col terreno ("suspension").

In alcune forme il bondage si è trasformato, dalla pratica sessuale che era e rimane, una forma d'arte apprezzata in fotografia e nelle pitture, soprattutto in Giappone.

Nel praticare il bondage bisogna già avere una certa dimestichezza: le corde possono impedire al sangue di fluire correttamente (talvolta si fa con intenzione, per esempio per rendere doloroso e sensibile il seno femminile). Bisogna sempre controllare e rimuovere le corde non appena gli arti iniziano a sembrare violacei.

Inoltre le corde possono essere posizionate in maniera tale da irritare e infiammare le terminazioni nervose, causando dolori e insensibilità degli arti che possono durare anche a lungo o diventare permanenti (casi limite).

Al bondage viene spesso attribuito anche il breath control, o controllo del respiro, pratica decisamente estrema e pericolosa che può provocare danni cerebrali se usata senza cognizione di causa ed in casi limite anche la morte.

Altro elemento molto importante per salvaguardare la sicurezza del sub è che le pratiche bondage siano consenzienti.

Inoltre, è importante usare con consapevolezza i bavagli: essi possono portare a un affaticamento del respiro con conseguenze serie. Per questo non bisogna mai lasciare da sola una persona legata e imbavagliata quindi incapace di poter agire in caso di pericolo.

Alle volte in associazione al bondage sono eseguite pratiche di dominazione psicologica e giochi sadomasochisti (frustate, pene dolorose, fare solletico) il cui scopo è quello di far crescere nel partner sottomesso il senso di umiliazione. Se il partner dominante non possiede un certo autocontrollo e/o agisce senza cognizione di causa, diventa elevato il rischio di oltrepassare il limite e sfociare in pratiche esclusivamente violente.

Le principali tecniche di bondage possono essere raggruppate in sei diverse categorie:

1. Costrizione di parti del corpo, raggruppate o ristrette fra di loro

2. Separazione o divaricazione di parti del corpo

3. Collegamento di parti del corpo a oggetti esterni, muri o sostegni

4. Sospensione del corpo a soffitti o sostegni

5. Restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo

6. Immobilizzazione completa del corpo (mummificazione), fino alla vera e propria deprivazione sensoriale.

Ognuna di tali figure prevede numerosissime varianti tecniche al suo interno, sia a causa della varietà degli strumenti utilizzati(dal bondage verbale, che consiste nel mero ordine da eseguire, fino all'uso di corde, catene, manette, ganci, camicie di forza e altro ancora), sia a causa delle modalità secondo cui questi strumenti sono disposti e adoperati. In particolare sono note numerose ed elaborate tecniche per la realizzazione di complessi bondage con corde e nodi, tecniche che richiedono un tempo notevole per la loro esecuzione e una certa competenza da parte di chi le realizza; una delle più affascinanti fra queste tecniche è quella del Karada (termine giapponese che indica semplicemente il corpo). L'esecuzione del Karada prevede una totale immobilizzazione del busto e delle braccia, mediante una sequenza molto accurata di passaggi di corda e di nodi, effettuati soprattutto lungo l'asse anteriore e posteriore del corpo, centralmente. Più che una tecnica di immobilizzazione, il Karada può essere utilizzato come preliminare ad altre forme di bondage, ad esempio a una eventuale sospensione. Secondo antichi manoscritti rinvenuti negli scavi di Bam, Persia, si ritiene che la restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo fosse già praticata dai Medi.

 

 

 

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28 dicembre 2012 5 28 /12 /dicembre /2012 15:48

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertina  

Alcuni hanno notato che a Cap d'Agde, nelle diverse dimensioni dell'eros, l'elemento dominante è la coppia, piuttosto che il single[1]. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il libertinaggio non è appannaggio dei single (uomini o donne che siano) che rappresentano soltanto - se le circostanze lo consentono - un valore aggiunto (soprattutto le donne, possono considerarsi tali, ancor di più nei “privé”), ma non possono mai avere un ruolo dominante nelle scene e nelle situazioni erotiche.

La zona libertina della spiaggia, come anche i privé e i locali scambisti, sono appannaggio e reame delle coppie (perfino nell'unico albergo presente all'interno dell'area naturista è aperto solo a coppie - che siano vere o di comodo non importa[2].

I single sulla spiaggia e in acqua fanno mostra di presenzialismo (l'accesso alla spiaggia è libero, mentre le diverse tipologie di locali scambisti richiedono una quota d'accesso sensibilmente superiore ai single uomini, quando ad essi è concesso l'ingresso, mentre per le donne sole, in genere, l’ingresso è gratuito) e stanno in paziente attesa di poter cogliere frammenti della sessualità promiscua e trasgressiva, e di inserirsi nel gioco, ma solo quando la coppia/le coppie sono disponibili in tal senso e "autorizzano" - per così dire - l'accesso al single.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertinaIn questo senso - tralasciando l'esame della vita notturna che, a Cap d’Agde, come si potrà immaginare,è particolarmente vigorosa ma alla quale non ho dedicato osservazioni significative - per una definizione sociologica e antropologica di ciò che accade nel settore della spiaggia frequentato dai naturisti libertini occorre tracciare alcune coordinate fondamentali per una anatomia delle coppie presenti nel sito, con riferimento alla sezione di spiaggia che è stata oggetto del mio interesse.

Innanzitutto, ci sono le coppie che stanno semplicemente lì, apparentemente indifferente, come se fossero in una qualsiasi altra località balneare, con l’unica differenza della nudità totale. Costoro non indulgono ad alcuna azione sessuale e sono apparentemente disinteressati agli happening erotici, anche se questi hanno luogo a pochissima distanza da dove sono sistemati con tovaglia da mare, ombrellone e altri ammennicoli.

Poi, ci sono le coppie “interessate” allo spettacolo in corso. Guardano e assorbono, a volte commentano tra loro, in alcuni casi impassibili, in altri sorridenti e compiaciuti, a volte visibilmente eccitati: poi, forse, nel privato della propria stanza (o tenda o camper) i due membri della coppia daranno corso alla loro eccitazione e alle fantasie che il sesso agito degli altri ha stimolato in loro (come guardare un film porno in coppia e poi, subito dopo, fare sesso).

Secondo le testimonianze di alcuni frequentatori alle prime armi che, trovandosi in coppia, sono stati semplicemente a guardare, il forte incremento di stimolazioni sensoriali legate all’eros agito, suscita successivamente un forte incremento della sessualità, anche se in forma differita e nel privato del proprio quartiere.

In una terza posizione di questo gradiente ideale collocherei le coppie che indulgono ad atti erotici (toccamenti, carezze, pompini e cunnilingus, sino alla penetrazione), ma che non gradiscono né un pubblico di spettatori, né tantomeno intromissioni. Nel momento in cui si forma il solito capannello di spettatori, costoro interrompono immediatamente la loro attività. Pur essendo contagiati dalla febbre erotica del luogo, non riescono a fare un passo completo nella direzione del libertinaggio perché sono ancora timidi ed impacciati, oppure manca loro quella necessaria componente di esibizionismo per indulgere in un’attività erotica davanti ad un pubblico in piena fibrillazione.

Al quarto posto collocherei, invece, quelli che si dedicano ad un’intensa attività erotica, del tutto indifferenti al pubblico che si raccoglie attorno a loro. Fanno tutto come se fossero separati da un vetro rispetto agli spettatori, oppure a volte interagiscono in un gioco di commenti e contro-commenti: in ogni caso, non desiderano intromissioni fisiche di sorta (ad eccezione di quella dello sguardo degli altri assiepati attorno) e, tuttavia, accettano di buon grado l’applauso finale che da parte del loro pubblico segue alla conclusione della loro performance. Ciò suggerirebbe che vi possa essere in questa tipologia di coppie una forte componente di ironia ma anche, ovviamente, una robusta dose di esibizionismo.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertinaIn quinta posizione, infine, collocherei le coppie che si lanciano in attività erotiche intense e variate e che sono disponibili ad accogliere terzi o coppie per un allargamento del gioco verso una dinamica più connotata in senso orgiastico e decisamente trasgressiva. Qui la componente esibizionista è fortissima, come anche robusto è il desiderio trasgressivo, accompagnato da un’intensa e palpabile eccitazione.

Un discorso a parte meritano le coppie, in cui il maschio gioca il ruolo del cuckold[3]. Qui, il più delle volte il maschio non è attivo sessualmente: in alcuni casi se ne sta seduto, apparentemente distratto e passivo, mentre la sua donna viene fatta oggetto di attenzioni (dai toccamenti alle forme di approccio più specificatamente sessuali), mentre in altri casi “gestisce” gli approcci di altri maschi, selezionandoli, invitandoli oppure – al contrario – stabilendo delle preclusioni (“Tu sì, tu no!”). In alcuni casi, prima di effettuare la scelta, c’è un rapido e veloce consulto con la compagna, in genere fatto di sguardi eloquenti.

Infine esistono le coppie multiple: situazioni in cui diverse coppie scambiste “giocano” davanti ad un pubblico: in questo caso, la componente esibizionistica è fortissima, ma – in linea generale – non sono gradite new entry da parte di astanti singoli. 

 



Note


[1]
Questo assunto è oggetto di numerose riflessioni da parte dell’autore di uno dei testi collocati in appendice.

 

[2] Con il termine inglese cuckold si usa indicare la persona che consapevolmente e volontariamente induce il/la proprio/a partner a vivere esperienze sessuali con altri/e (in caso di uomini che agiscono sulla propria donna tale comportamento, i maschi terzi sono a loro volta denominati bull, tori, con allusione alla prestanza fisica di questi animali). In origine il termine cuckold si applicava a mariti non consapevoli di essere vittime di adulterio: ovvero il cosiddetto "portare le corna". Il termine nelle sottoculture legate a determinate forme di feticismo e nella pornografia indica le persone che assecondano o desiderano comportamenti adulteri dei/delle loro compagni/e, soprattutto legati alla sfera strettamente sessuale, e ne traggono piacere.

Per cuckoldismo si vuole indicare un modo di essere ovvero la tendenza a fare praticare al proprio partner un tradimento assecondato. Solitamente è l'uomo che trae piacere dal vedere il proprio partner che compie atti di sesso con altri uomini. Il fenomeno del cuckoldismo è aumentato con l'avvento di internet che ha permesso un maggiore volume di contatti tra persone sconosciute ed appassionate del genere.

Il cuckold, inteso come il soggetto passivo di questa relazione triangolare, può vivere la propria condizione come una forma di umiliazione, che avvicina questo rapporto alle relazioni di dominazione/sottomissione tipiche del BDSM, in cui il/la suo/a partner assume l'aspetto psicologico di un/a vero/a e proprio/a master o mistress. In questo tipo di rapporto, spesso il partner attivo impone al partner cuckold regole e limiti che coartano e reprimono in varia misura la sua sessualità, ad esempio vietandogli di avere rapporti sessuali completi con lui/lei, se non saltuariamente, oppure disciplinando le modalità in cui egli/ella può avvicinarsi e toccare il corpo del/della suo/a compagno/a, etc.; spesso, in questi casi, il cuckold assiste al rapporto sessuale fra il/la partner e il "terzo" uomo o donna e subisce commenti o ordini umilianti da parte di entrambi. In altri casi, tuttavia, il soggetto cuckold vive questo aspetto della sessualità come un complemento della normale relazione di coppia, stringendo a volte persino un legame di amicizia e di complicità con l'abituale "terzo/a" con cui il/la suo/a compagno/a si intrattiene. In questo caso, questo rapporto in un certo modo tende a violare le consuetudini della monogamia tipiche della civiltà occidentale, avvicinandosi piuttosto a esperienze di bigamia o poligamia (poliamore).

La peculiarità del cuckoldismo come fenomeno culturale e sociale consisteva, almeno inizialmente, nell'esaltazione, che in esso si manifesta, della libertà sessuale del partner femminile; difficilmente infatti il fenomeno si riscontra a parti invertite, ovvero con la donna che esorta il suo partner maschile a tradirla. Importante è, nella maggior parte dei casi, anche il costante confronto tra la virilità umiliata del cuckold e la virilità esaltata del "terzo" uomo.

Cuckold deriverebbe dal nome cuculo, e precisamente dall'antico francese "Cocu", cui è aggiunto il suffisso peggiorativo "-ald". Il riferimento è probabilmente al fatto che questo fa in modo che altri uccelli inconsapevolmente prestino il proprio nido e le proprie cure parentali ai propri piccoli. Esiste anche un'altra possibile etimologia che lo lega all'italiano "cornuto": le due voci potrebbero essere collegate. L'espressione italiana "portare le corna" indica il fatto che il tradito è, nel luogo comune, l'ultimo a venire a conoscenza dell'adulterio, così come le corna sulla testa sono viste dagli altri ma non da chi le porta.

La parola moderna rimpiazza quella più letteraria di candaulesimo  coniata da Borneman (1988) e derivante Il nome deriva dalla vicenda narrata da Erodoto a proposito di Candaule, re di Lidia del'VIII secolo a.C.

 

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27 dicembre 2012 4 27 /12 /dicembre /2012 06:37
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 9°). I Privé e gli svaghi notturni: anche qui, il paese di Bengodi del sesso libertino

Continua il reportage su Cap d'Agde che qui giunge al suo nono ed ultimo capitolo, ma ai nove capitoli principali faranno seguito delle testimonianze e delle appendici.
 

A sera, in genere, ci si riveste un po’. Sono ben pochi quelli che continuano a rimanere ostentatamente ignudi: forse sono quelli che fanno parte della schiera di nudisti/naturisti “puri” e “integralisti”[1].

I nudisti “porcelloni” (e scambisti), invece, amano frequentare locali, ristoranti e drinkerie che qui sono numerosissimi per far culminare la serata in uno dei tanti Privé, di cui due o tre sono particolarmente rinomati, come ad esempio il “Glamour” oppure la “Ville Romaine” o ancora Le Tantra (questi quelli più noti al tempo dei miei sopraluoghi, ma nel frattempo le cose saranno cambiate ed altri se ne saranno aggiunti, come Le Jules).

Ci sono sale per massaggi promiscue, saune e perfino un cinema a luci rosse: in tutti questi locali l’ingresso per il single (maschio, s’intende) costa in genere il doppio di quanto è richiesto ad una coppia.
In altri locali, invece, l’ingresso ai single (maschi) è totalmente precluso, mentre per le single, invece, no, in quanto le donne da sole rappresentano, ai fini delle situazioni promiscue, un valore aggiunto.

Sono previste serate speciali in cui ci si veste, almeno inizialmente, in modi buffi e provocatori. Va molto di moda, ad esempio, per alcuni locali lo stile “peplum” fatto di costumi che ricordano quelli degli antichi romani, ma rivisitati in stile fetish, visto che sono tutti capi in pelle rigorosamente nera.

Qualcuno, in questi, casi, usa indossare – per farla più completa – anche dei copricapo che ricordano elmi antichi con tanto di cresta colorata.

Nelle frotte di gente che sciama dai residence o dall’area del camping c’è molta eccitazione: una parte di questa vibrante energia elettrica che si percepisce nell’aria deriva dal piacere dell’esibizione.
Nella maggior parte dei privé, l’ingresso della coppia già costituita ha dei costi molto contenuti, mentre i single (uomini) devono pagare più del doppio. Donne single, invece, che per questa tipologia di locale rappresentano un vero e proprio valore aggiunto, hanno il privilegio dell’ingresso gratuito.

Vale in altri termini quanto già detto a proposito di altre tipologie di locali.

Oltre ai privé in senso stretto, ci sono numerosi esercizi pubblici “open”, in alcuni dei quali le stesse avventrici possono esibirsi in variazioni della lap dance accompagnati da sequenze di striptease più o meno integrale. Per esempio ci sono delle drinkerie, attrezzate appositamente, come ad esempio il Melrose Bar: e qui le performer dilettanti sono le stesse frequentatrici dei locali ad esibirsi vogliosamente, con una progressiva liberazione degli abiti e, in alcuni casi, con la messa in scena di situazioni lesbo, ma stando sempre al palo.

Ma, il più delle volte, in questi spazi open si può accedere solo se in coppia e soltanto se la controparte femminile è abbigliata in modo glamour (in cui lo stile glamour deve essere debordante in un esplicito stile “à la cocotte” con intimo, giarrettiere e calze autoreggenti in bella vista, oppure negligé di pizzo di varia fattura scollacciati o trasparenti), con scelte trasgressive che lasciano vedere più che coprire e disponibili a dar vita a teatrini esibizionistici per la gioia di tutti i presenti.

Non mi soffermerò a parlare dei privé, poiché i prive di Cap d’Agde per quanto più sontuosi e sicuramente con una numerosissima clientela senza cadute (magari con la presenza anche di 200 coppie per serata, nmeri improbabili e difficlmente raggiungibili da qualsiasi Privé italiano), e ogni giorno della settimana, presentano delle caratteristiche assolutamente sovrapponibili, anche per ciò che riguarda l’articolazione degli spazi interni a quelle dei Privé di ogni altra parte del mondo che, d’altra parte, sono nati proprio come fotocopie dei Privé francesi, sotto ogni punto di vista precursori della linea di tendenza.
Esistono degli spazi comuni per la danza e con ampi e comodi divani attorno, poi vi sono spazi in cui possono entrare solo le coppie e dove i singoli non sono ammessi, anche se possono guardare ciò che accade attraverso feritoie o occasionalmente interagire con la coppia e le coppie, attraverso grate metalliche a maglie larghe; vi sono spazi con stanze private dove sono ammesse non meno di tre persone per volta (insomma da tre in su), con la possibilità che il gruppo una volta costituitosi possa chiudersi all’interno. E in genere in questi spazi consacrati allo scambio di coppia, raramente vi sono ammessi i single.
Esistono, infine, degli ambienti open, spesso arredati con grandi sommier a tre o a quattro piazza (delle vere  e proprie piazze d’armi) consacrati ai partouze e agli happening.

Talvolta, se la situazione nello spazio dedicato alle danze e al “riscaldamento” (cioè alla progressiva eccitazione sessuale che possa portare i partecipanti al clima mentale dell’orgia) sul grande palco delle danze viene portato uno di questi grandi sommier in modo che il partouze possa diventare esso stesso spettacolo, tra rutilanti luci caleidoscopiche e generatori di nebbia.
Per alcuni aspetti si potrebbe dire, anche se il discorso è troppo lungo da approfondire in questa sede, i Privé sono dei dispositivi fisici atti ad ingenerare nei partecipanti il clima mentale dell'Orgia e del sesso trasgressivo.

Da questo punto di vista tutto il mondo è paese, anche se in Francia – e a Cap d’Agde – ovviamente è possibile trovare diverse tipologie di Privé che diano risposte ad esigenze diverse, come ad esempio i Privé incentrati su tematiche Sadomaso, Fetish, Bondage, ai quali sono correlati scelte di stile e di arredamento profondamente diverse.

La vera originalità di Cap d’Agde sta, invece, come ho certato di mostrare nei capitoli precedenti, nella sua spiaggia naturalista libertina che, di fatto, non ha rivali al mondo per la complessità e variegatura delle perfomance spontanee che vi hanno  luogo.

Nei successivi capitoli che seguono illustrerò quanto ho raccontato con il supporto di testimonianze raccolte direttamente e attraverso internet e con alcuni appendici tematiche.


Note

[2] Per un approfondimento su i locali notturni e i privé di Cap d'Agde si veda la  testimonianza (tratta dal web) riportata nell’Appendice 4, ma anche uno specifico capitolo sulle testimonianze dal titolo Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: natura dell'orgia e nostalgia di Cap d'Agde in tre racconti su ciò che accade nei locali scambisti

 

Due momenti di lap dance, improvvisati da parte di vacanziere di Cap d'Agde nel Melrose Bar, non un vero e proprio Privé ma un luogo dove praticate forme di esibizionismo spinto, prima di passare ad altro in locali di tipo diverso, con accesso più "riservato".
Due momenti di lap dance, improvvisati da parte di vacanziere di Cap d'Agde nel Melrose Bar, non un vero e proprio Privé ma un luogo dove praticate forme di esibizionismo spinto, prima di passare ad altro in locali di tipo diverso, con accesso più "riservato".

Due momenti di lap dance, improvvisati da parte di vacanziere di Cap d'Agde nel Melrose Bar, non un vero e proprio Privé ma un luogo dove praticate forme di esibizionismo spinto, prima di passare ad altro in locali di tipo diverso, con accesso più "riservato".

Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.

Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.

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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 23:00
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico

Premessa. Di seguito ho voluto inserire alcune testimonianze raccolte attraverso contatti nella rete da parte di persone che si sono trovate a frequentare Cap d’Agde e la sua spiaggia “trasgressiva”, testimonianze che confermano e danno maggiore forza con l’immediatezza del racconto di cose viste di prima persona, a quanto esposto nei capitoli precedenti.

(Prima testimonianza: la spiaggia libertina vista da un osservatore disincantato e un po' ironico) E’ il mio primo giorno qui a Cap d’Agde, ma ci sono già venuto altre volte in passato.

Nuova tornata.

Curioso di assaporare le novità, vado di buon’ora in spiaggia e subito decido di spingermi verso la parte più lontana dai complessi  residenziali, dove mi hanno detto che si incontrano i naturisti libertini; all’inizio, non mi sembra di cogliere nulla di interessante, all’infuori di qualche donna che succhia il cazzo del compagno o, viceversa, di uomini che carezzano (o succhiano) il seno della propria donna o le toccano la vulva o la leccano.

Sarebbe insolito, ma in verità sembra tutto molto normale: è ciò che si farebbe anche se si fosse su di una spiaggia “tessile”, con il costume indosso. Questo mi ritrovo a pensare.

Soltanto che la totale nudità dei corpi e la loro marcata prossimità fanno sì che molto fluidamente si vada “oltre”, superando quei limiti che in una “normale” località balneare sarebbero consentiti.

E’ normale che uomini e donne che stanno assieme e che siano legati da un rapporto di intimità si tocchino e si carezzino: qui, è possibile farlo, in maniera più completa.

Direi che ciò che si osserva appartenga al range delle normali reazioni di una coppia in una situazione e in un contesto che, per la sessualità, sono facilitanti, poiché oltre alla dinamica del desiderio che si muove all’interno della coppia, si aggiungono importi notevoli di eccitazione proveniente dalle stimolazioni sensoriali (visive e uditive) provenienti dal contesto.

L’esposizione a scene di erotiche esplicite in un luogo in cui tutti sono nudi in modo totale produce un’immediata attivazione del proprio desiderio sessuale, che viene spontaneamente messo in atto, in assenza delle inibizioni dettate dalle regole del pudore che sarebbero dominanti se si fosse più coperti.

Qualcuno, pigramente, comincia a scopare: donne che salgono su uomini o uomini che si distendono sulle loro donne, penetrandole.

Qui, anche in questo caso, siamo dentro i limiti di ciò che accade all’interno di una coppia: on la sola differenza che tutto è esplicito e, in definitiva, molto naturale..

Ma a me interessa capire come si sviluppano ed evolvono le situazioni promiscue, in cui più partner cominciano ad interagire sessualmente assieme.

Su questa spiaggia vige la più ampia libertà, che consente a persone con intendimenti differenti di coabitare assieme.

Ci sono quelli che danno un’interpretazione del naturismo come situazione facilitante nell’esprimere forme di sessualizzazione estrema e che sono propensi a vivere situazioni di sesso facile e promiscuo all’esterno della propria coppia oppure “allargandone” i confini, sesso “semplice” peraltro, senza coinvolgimenti.

Ci sono i naturisti “puri”, cioè quelli che vogliono limitarsi ad avere un contatto integrale con la natura senza il diaframma “tessile” a fare da impedimento.

Camminando lungo la spiaggia e lasciando penetrare lo sguardo nella massa di corpi distesi al sole o al riparo di ombrelloni colorati, si possono notare molteplici intrecci di relazioni iniziali tra coppie che si avvicinano e che iniziano una conversazione, condizioni embrionarie di una promiscuità in statu nascendi, poiché per molti l’obiettivo dichiarato e programmatico è proprio quello.

La nudità dei corpi ha un effetto catalizzante: la nuda prossimità spinge verso l'intimità e facilità passaggio del gesto comunicativo in segno erotico, in qualsiasi declinazione possibile: toccamento palpeggiamento, succhiamento.

In maniera endemica - talvolta epidemica sulla base di improvvise ondate ddi eccitazione che percorrono con un fremito la folla - in questo enorme sincizio di corpi distesi su di un tappeto di teli da mare colorati combinati con le policromie e le chiazze di frescura degli ombrelloni si attivano delle situazioni sessuali.

Sono talmente frequenti e diffuse che passano quasi inosservate...

Per coglierle bisogna affinare lo sguardo e renderlo analitico…

In altri casi, invece, se la scena è particolarmente esplicita e plateale si formano i soliti capannelli di astanti che si toccano il cazzo, allisciandoselo in alcuni casi e, in altri casi, masturbandosi esplicitamente.

Parrebbe che i primi vogliano semplicemente essere “pronti” e con il cazzo in tiro se la situazione evolve favorevolmente.

La presenza degli spettatori costituisce uno stimolo esibizionistico in più.

Tornando dal pranzo mi sono messo accanto ad una coppia italiana. Lui basso e grassoccio, con una bandana in testa e un cock-ring metallico alla base del pene. Lei, minuta e con la faccia vispa, ben formata, ma di aspetto molto normale. Ho parlato per un po’ con loro, ma non erano interessati molto interessati alla conversazione con me – soprattutto lui - quanto piuttosto con una coppia inglese, lui anziano, molto tatuato con i capelli candidi, la donna piacente e molto abbronzata. Adusi alle consuetudini di Cap d'Agde, si spalmavano di creme, ma poi la sua lei, con molta disinvoltura, ha preso a succhiargli il cazzo.

I due italiani si sono accostati a loro e hanno cominciato a parlare; s’è attivata una progressiva interazione tra swinger in erba e apprendisti (la coppia italiana) e gli Inglesi (swinger navigati)[1].

La “lei” italiana, minuta peperina, prendeva poco l’iniziativa, lasciando che a farlo fosse il compagno che mostrava di conoscere l'inglese e si dava da fare come interprete e portavoce (un vero attivista!), cercando di mostrare di avere più dimestichezza con lo scambio di coppia di quanto in realtà non fosse... Insomma, appariva, ad un occhio appena un po’ esperto, come una specie di trombone sfiatato, che – vantando esperienze - cercava di aggregarsi al carro della trasgressione scambista.

“Giochiamo, giochiamo…”

“Ci piace giocare...”

Queste le sue espressioni preferite e ricorrenti.

Lei seguiva il marito con un certo compiacimento (rimanendo sostanzialmente passiva), ma sicuramente se fosse stata autonoma nelle sue scelte – ciò non si sarebbe verificato.

Questa è una delle caratteristiche di molti dei libertini di Cap d’Agde e forse del mondo dello scambismo.

Spesso le donne seguono i compagni in queste iniziative e lo fanno soprattutto per compiacerli.

Ad un certo punto, la “lei” della coppia inglese si è chinata verso l’Italiana ed è passata all’azione, prendendo a succhiarle i capezzoli ad accarezzarla dovunque per poi concentrarsi sulla vulva. In questi casi la preliminare attivazione tra le due lei di differenti coppie rappresenta il fattore facilitante per uno “scambio” completo e per l’entrata in gioco dei due partner maschili.

Mentre ciò accadeva, il maschietto italiano soddisfatto della piega che prendevano gli eventi, non cessava di parlare, invitando la compagna a dire le sue sensazioni, interrogandola senza posa.

La donna, dopo un po’, si è smollata e ha cominciato a gemere e, ovviamente, ha smesso di rispondere alle domande insistenti del compagno.

Anche se si comprendeva bene che non era “in situazione” al 100%.

Con una certa frequenza le veniva da ridere… Forse, le sembrava stano ciò che stava facendo. O si trattava di un ridere nervoso, poichè il suo essere lì scaturiva da una condiscendenza verso il partner, ma non da un suo intimo desiderio.

A questo punto, c’è stato un repentino cambio di scena: la donna inglese si è avvicinata all’uomo e ha cominciato a succhiargli il cazzo, mentre l’Italiana è stata invitata a fare altrettanto con l’uomo inglese.

Ma anche in questo “avvicendamento” si vedeva che l’Italiana non era “in situazione” e, più volte, si è dovuta interrompere presa da un accesso di risa, che lasciava l’Inglese un po’ interdetto, anche perché la risata arrivava sempre sul più bello quando le sue labbra si avvicinavano al cazzo eretto, lo lambivano, ma… la risata rompeva l’aspettativa.

E occorreva ricominciare daccapo.

Da un certo punto in avanti, la ridarella non l’ha più abbandonata.

Da qui in avanti, la situazione era più umoristica che erotica, a dire il vero. E mi ricordo di aver letto una volta che uno dei punti del decalogo dello scambio di coppia che, con piccole variazioni, si ritrova in tuttii privé del mondo, vi è una precisa indicazione che non si debba mai ridere qualsiasi cosa si faccia o altri stiano facendo. Le situazioni discambio e di trasgressione erotica, il più delle volte, si consumano in un silenzio quasi religioso, interrotto soltanto dai gemiti di paicere.

L'Inglese appariva molto determinato, molto serio, molto intriso della filosofia swinger e della dinamica sottesa, che è quella del mantenere un atteggiamento fondamentalmente ludico da "intrattenimento", seguendo il principio del “dilettarsi” a vicenda senza levare nulla al rapporto di coppia, anzi attraverso queste pratiche rafforzandolo. Ma ciò nonostante la risata lo rendeva interdetto: sorrideva a sua volta, ma si capiva che era poco a suo agio. Per lui, evidentemente, se si inizia in questa strada, bisogna procedere con determinazione e con una serietà che non puà lasciare entrare l’humour e l’ironia…

Mentre si sviluppava questa situazione, tutt’attorno ne accadevano di tutti i colori: due anzianissimi si toccavano a vicenda, una tizia con le tettone rifatte ha cominciato a succhiare il cazzo al suo compagno,

due hanno cominciato a scopare come ricci, con uno sviluppo di tipo "acrobatico” e, attorno a loro, tanti spettatori, una viene manipolata nei genitali sino a che non sprizza in un orgasmo da punto G..

Ma uno guardando le scene ha commentato con una certa supponenza: “Qui tante fanno scena. Lo prendono in bocca. Lo menano. Ma poi non sono veramente determinate a fare altro. Quelli e quelle che fanno veramente sul serio sono davvero pochi”.

Io stesso, dopo un po’ sentendomi annoiato da tanta ridondanza, mi sono allontanato alla ricerca di altri stimoli.

Commento. Questa prima testimonianza rispecchia la condizione mentale di uno che è già stato prima a Cap d'Agde e che, tuttavia, non si è ancora immerso del tutto nella sua particolare atmosfera. Il narratore si mantiene, cone si evidenzia in questo arguto resoconto nella posizione di "osservatore" esterno che non vuole lasciarsi coinvolgere, benché non manchino le occasioni. E stempera il suo stato d'animo attraverso l'ironia che aiuta ad attuare uno spostamento rispetto ad una possibile partecipazione erotica o anche ad una semplice accensione di stimoli erotici che, stando alle ricerche di neurofisiologia, sono pur sempre possibile se si è esposti ad un carico massiccio di situazioni di sesso agito in maniera aperta e senza inibizioni, tra l'altro come fossero "normali" attività da spiaggia, come ungersi il corpo di crema solare, leggere un libro, giocare a palla con gli amici o - come direbbe la pornoattrice Valentina Nappi - bere un caffè o sorbire un bicchiere di vino.

______________________________________________

Note

[1] Swinger, equivalente inglese della parola italiano “scambisti” ed è mutuato dal movimento intellettuale e culturale della Londra dei ruggenti anni Sessanta. Con ambedue i termini si indicano coloro che praticano lo scambismo e il sesso di gruppo. Con tale espressione si indica un'attività sessuale cui partecipano 3 o più persone contemporaneamente, attivando un’attività erotico-sessuale (più basata sulla performance che non sulle emozioni) basata du di una forma di “tradimento” consensuale. A volte per indicare un rapporto sessuale collettivo si menziona anche la parola “orgia” o la francese “partouze” (più colta e letteraria), anche se in quest'ultima non è detto che la sfera sessuale sia l'elemento predominante. Il sesso di gruppo è stato presente in tutte le epoche storiche e in molte culture, non necessariamente occidentali: ne fanno fede le molteplici rappresentazioni artistiche di tipo erotico (rinvenibili nella letteratura – nella poesia, nella prosa, nella commedia e nella drammaturgia - e nelle arti figurative - pittoriche, scultoree, nei mosaici, nei disegni): solo che – per molti aspetti (quelli più crudi ed espliciti) è stata nascosta e relegata al rango di "licenziosità", a causa di secoli e secoli di stratificazioni di educazione cattolica. Non vi è nulla di strano in tale tipo di attività sessuale, a condizione ovviamente che si svolga tra persone adulte, nel pieno possesso delle proprie facoltà e quindi pienamente consenzienti.

Il sesso di gruppo è semplicemente espressione di scelte personali e di gusti sui quali non si può eccepire in alcun modo.

Una delle sue caratteristiche fondamentali (per spiegarne l'attrattiva) è che i partecipanti hanno contemporaneamente la possibilità di agire sessualmente e, nello stesso tempo, di osservare ciò che accade e non solo mentre sono intenti in una qualche attività sessuale, nel dare e nel ricevere piacere, ma anche quando si mettono in "pausa"... Il "guardare" ha un effetto moltiplicatore del piacere derivante dalle azioni sessuali e, nello stesso tempo, produce ulteriore eccitazione e spinge i partecipanti ad intraprendere nuove azioni sessuali.

Il guardare altri che fanno sesso sia nella realtà, sia sullo schermo (al cinema o nel video domestico o davanti al monitor del proprio PC) produce, secondo molti neurofisiologi che si sono occupati della faccenda un immediato incremento dell'eccitazione, con l'attivarsi del turgore erettile del pene nell'uomo e con l'incremento delle secrezioni vaginali e dell'irrorazione sanguigna dei genitali, nella donna.

Tutto questo è stato valutato e misurato in appositi laboratori, come è illustrato da Mary Roach, in uno dei capitoli del suo volume, Godere (Einaudi, 2009).

 

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico
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25 dicembre 2012 2 25 /12 /dicembre /2012 16:53
Sculture di Sabbia a Cap d'Agde

Quella che segue è una testimonianza relativa ad un fugace incontro da spiaggia, nell'atmosfera sovraeccitata del tratto di spiaggia libertina. Il narratore di turno racconta di una piccola avventura che ha la caratteristica di una fugace consumazione di sesso, senza che sia implicato nessun altro elemento relazionale che faccia da contorno. Il sesso del genere "usa e getta", con la catalizzazione facilitante della completa nudità, è di fatto l'unica modalità di relazione. Si deborderebbe da un codice comportamentale se si tentasse un approccio differente.

Ero sulla spiaggia nudista di Cap d’Agde nel corso della mia vacanza lì, quest’estate.
Vicino alla riva, dove si addensava una piccola folla nei pressi dei due rivenditori di bibite, panini e gelati.
Alle mie spalle il solito tourbillon di nudisti e di libertini, intenti chi in un bagno di sole chi invece in un bagno di sesso.
Davanti a me a metà ancora semi immersa in acqua una tizia bionda, sulla cinquantina, ma ancora fiorente indugiava pigramente dopo aver fatto il bagno, una sorta di Venere matura, un po' depassé, ma ancora piacente.
Attraverso occhiali da sole avvolgenti, mi sembrava che mi fissasse.
Siamo stati a lungo a guardarci: io in piedi sulla riva e lei in acqua, con le spalle un po' oscillanti per via della risacca.
Questo incrocio di sguardi è andato avanti a lungo.
Poi lei, a poco a poco, è riemersa, sicchè la distanza tra me e lei si è accorciata…
Ho potuto così vedere che la sua fica era ben depilata, com’è il caso - del resto - della maggior parte delle donne nudiste (libertine e non) di Cap d’Agde
Siccome si muoveva seguendo una traiettoria che intercettava la mia posizione, per poter procedere oltre me avrebbe dovuto scansarsi o sfiorarmi.
Io non mi sono mosso.
Quando la tipa è arrivata a portata di mano, le ho messo una mano sul seno florido e ancora sodo, strizzandolo lievemente, ma senza indugiare più di tanto, più che altro per saggiare la sua disponibilità.
Lei, per contro, mi ha preso il cazzo già semieretto in mano, stringendolo fugacemente, ma abbastanza da farlo pulsare più forte.
E ha proseguito verso la sua postazione.
L’ho tenuta d’occhio per non perderla nella fitta massa di corpi distesi al sole…
Si è sdraiata sul suo telo da mare… Sì, aveva anche un partner che si è allontanato poco dopo. Ma questo non è rilevante come fattore limitativo: a Cap d’Agde, purchè ci sia consenso, tutto è lecito.
Quindi, cogliendo il momento, mi sono avvicinato e, inginocchiandomi accanto a lei, mi sono chinato a succhiarle il capezzolo.
Lei si è riscossa con un brivido e ha alzato la testa sorpresa (ma nemmeno tanto): mi ha riconosciuto e, visto che c’eravamo già presentati in puro stile libertino, mi ha lasciato fare.
Dopo essermi trastullato ancora un poco con i suoi capezzoli, mi sono incuneato tra le sue cosce e ho cominciato a leccarle la fica che si è subito infradicita di umori e, con il vantaggio di questa ricca lubrificazione, ho preso a sditalinarla.
Sotto l’azione congiunta della lingua e del dito, non ci ha messo molto a venire una prima volta e poi ancora di nuovo, con lunghi brividi che le hanno squassato il corpo.
Poi, mi sono spostato mettendo il mio cazzo duro a favore della sua bocca.
Le ha cominciato a leccarlo e a succhiarlo, smenandolo con la mano al tempo stesso.
Con lunghi gemiti sono venuto su di lei.
Ci siamo ringraziati reciprocamente per questo piacere che si siamo dati, l’ho salutata e me ne sono andato alla ricerca di altre situazioni piccanti.
Tutto questo senza dire una parola e senza nemmeno condividere la conoscenza dei rispettivi nomi.
Più tardi, l’ho vista accanto ad un gruppo di scopatori che davano spettacolo, sempre distesa al suo posto.
Molti degli spettatori del teatrino erano accanto a lei: non ha esitato a prendere diversi cazzi in bocca in successione e a soddisfarli tutti. Questa volta il suo partner era seduto accanto a lei e stava ad osservare con evidente piacere la sua performance.
Questa è stata una di quelle esperienze di Cap d’Agde che mi sono rimaste impresse in mente e alle quali torno sovente con la memoria.
Cap d’Agde con questa illimitata licenza di fare sesso senza preamboli e convenevoli agisce sulla tua mente come una droga potente: dopo, è difficile dopo desiderare una forma più convenzionale di sessualità…
Ciò che veramente appassiona è questo sesso nudo e crudo, senza cerniera (cazzo e fica non sono occultati da alcun velo) e soprattutto senza coinvolgimenti successivi.

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25 dicembre 2012 2 25 /12 /dicembre /2012 06:11
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian

Prosegue con quella che segue la breve carrellata sulle "testimonianze" raccolte da altri frequentatori della spiaggia libertina di Cap d'Agde. Qui, a differenza della precedente testimonianza, il narratore è più direttamente coinvolto nell'osservazione di una interazione spinta. potrebbe avventurarsi e tentare un approccio. Sarebbe stato suffiente per lui allungare una mano, tentare una carezza, provare un contatto più intimo sempre con la mano e saggiare le reazioni e, possibilmente, senza sforzo, sarebbe stato tirato dentro l'interazione sessuale in corso.

Ma non l'ha fatto. Evidentemente, non si sentiva pronto a fare il piccolo passo che lo avrebbe portato ad uscire dagli schemi convenzionali che regolano la sessualità, entrando nel mondo della sessualità libertina, non più da osservatore ma da attore.
Questa testimonianza, per altro, mostra come sia labile e sottile il confine tra sessualità convenzionale e sessualità libertina e trasgressiva, a punto da spingerci a chiederci se tutti i vincoli e i tabù che regolano la sessualità nel mondo civilizzato non siano delle protezioni e dele barriere per evitare che tutto questo possa accadere: la libertà di fare sesso con molti e la possibilità di scindere il sesso dalla relazione affettiva, abbattendo anche sensibilmente il sentimento della gelosia.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian

Mi sono seduto sulla spiaggia accanto ad una coppia che avevo già adocchiato il giorno prima.

Si tratta di una coppia esibizionista: i due, anche il giorno prima, avevano fatto sesso in maniera clamorosa e con passione davanti a tutti.

Questa volta sono semisdraiato a nemmeno cinquanta centimetri dal telo occupato dai due.

Mi sono messo molto vicino: mi sarebbe piaciuto a parlare con loro, perché sin da subito avevo capito che errano italiani.

Poi le cose sono andate troppo in là e ho perso l'occasione.

Sono stato a lungo seduto, un po' a leggere un po' a dormicchiare.

Non avrei voluto fare la parte del guardone, ma relazionarmi; e non mi piace nemmeno quello che fanno alcuni che si mettono vicino a quelli che fanno sesso e cominciano subito a smanettarsi l'uccello, realizzando con la loro presenza delle vere siepi umane opprimenti e claustrofobiche.

Il piacere maggiore potrebbe consistere nel partecipare nell'unirsi a quelli che fanno sesso ostentatamente, ma la possibilità di far parte d’una situazione promiscua, non è un fatto automatico...

Bisogna imparare a relazionarsi in modi specifici: non è cosa che accade automaticamente, come nei film porno che da questo punto trasmettono un pessimo insegnamento, ma cionondimeno accade secondo codici di comportamento specifici.

L’aggiungersi di altri partner al di fuori della coppia già costituita deriva piuttosto dal fatto che ci sia conosciuti e che sia nata una simpatia ...insomma che ci sia relazionati: soltanto a queste condizioni una coppia potrà accettare un'altra coppia o un single per fare dei giochi assieme, invitandoli a partecipare alla lor interazione giochi.

Siccome, in quella circostanza, s’era creata una certa confusione attorno ai due tizi, con tutti i single appiccicati e a ispirargli addosso, intenti a masturbarsi, i due si sono alzati e sono andati in acqua, dove probabilmente hanno continuato a scopare, a giudicare dai commenti che, al loro ritorno, grondanti d’acqua, facevano sulla qualità dell'orgasmo che la tizia aveva avuto.

Lei - dopo ho capito che si chiamava Laura - è una persona molto gioiosa con una bella risata limpida, lui invece ha una faccia furbetta, ma sembra piuttosto simpatico.

Dopo la scopata in acqua, se ne sono rimasti per un po' di tempo a riposare all'ombra, un po' a chiacchierare e a scherzare.

Mentre attorno a loro c’erano altre coppie che si davano da fare, dopo un po’ hanno ricominciato ad attivarsi e a sbaciucchiarsi, quando sul più bello è arrivato uno che evidentemente conoscevano da parecchio tempo: il nuovo arrivato s’è fermato a parlare con loro, mostrando di avere già con loro intimità e confidenza.

Sebastian – così si chiamava - forse di origine spagnola, anzi più precisamente argentina, è uno – si è capito - con il quale i due hanno rapporti di amicizia e di consuetudine. Non è la prima volta che sono qui a Cap d’Agde e dai discorsi che fanno si capisce che lo conoscono da molto tempo. Sebastian pare garbato, gentile, ha fatto lavori vari tipo, in discoteca per esempio.

Sebastian dopo un po’ s’è allontanato, dicendo che di lì a poco a poco sarebbe tornato, portando dell’olio per massaggi.

Intanto i due hanno ripreso il loro discorso interrotto, attivandosi di nuovo sessualmente: Laura si è messa cavalcioni sulla faccia di lui e ha cominciato a farsi leccare la fica, mostrando grande piacere.

Intanto, è tornato di nuovo Sebastian, avendo con sé la boccetta d’olio che aveva promesso.

Al quel punto Laura ha detto che non aveva voglia di massaggi.

Hanno ripreso a chiacchierare, anche perché nel mentre s’era creato il solito affollamento di gente assiepata.

I due hanno ripreso a toccarsi: una situazione tipica.

Il terzo candidato ad interagire più strettamente spesso ha una funzione attivante.

Gli spettatori rappresentano una presenza corale che moltiplica il piacere esibizionistico del piacere sessuale.

La presenza di un terzo che si propone per potere partecipare ad un gioco erotico assieme alla coppia ha una funzione attivante nei confronti della componente esibizionistica - solitamente forte - presente nelle coppie che si muovono qui a Cap d’Agde.

La componente esibizionistica attivata rappresenta un surplus di piacere che può diventare estremamente vivo, accrescendo quello derivante dalla performance sessuale.

Ma tornando alla nostra coppia, ci fu un momento in cui lui cominciò a baciare Laura con passione, mentre Sebastian prendeva a toccarla e a carezzarla dolcemente dovunque e poi nelle parti più sensibilmente e poi, mentre si approfondiva il bacio tra i due, cominciava a sfiorare e a toccare la fica di Laura e, infine, accorgendosi che la cosa non le dispiaceva affatto approfondiva il tocco, sino a penetrarla con il dito.

Il compagno di Laura, a quel punto, si è spostato, mettendosi a cavalcioni sul suo petto in modo tale che Laura potesse prendergli il cazzo in bocca e succhiarlo. In sintonia con questo movimento, Sebastian si è spostayo carponi tra le cosce spalancate di Laura, iniziando a leccarle la fica e continuando nello stesso tempo a sditalinarla.

Il pompino somministrato da Laura al suo compagno va avanti per molto tempo: un tempo che sembra infinitamente lungo.

Entrambi apparivano molto eccitati

Laura teneva il cazzo del compagno in bocca vogliosamente e lo succhiava con vigore, come se lo volesse davvero inghiottire.

Uno spettacolo strepitoso ed eccitante.

Attorno si era di nuovo infittita una calca davvero potente di persone che guardavano ed incombevano.

Laura ha sussurrato qualcosa al compagno che subito ha detto a Sebastian di non toccarle più la fica, perché la salsedine e forse anche la sabbia che ha nella dita ha cominciato a procurare a Laura un po’ di bruciore

Il compagno si sposta e comincia a scopare Laura, con energia e con spinte molto potenti.

Laura era a questo punto super-eccitata: si sentiva dai gemiti e si vedeva anche dalle dita dei piedi che si rattrappivano (tipico segno che si può cogliere in alcune donne in prossimità dell’orgasmo).

Alzando le gambe, cingeva con esse i fianchi del compagno, in modo tale che con la spinta il cazzo penetrasse più a fondo

Sebastian si è spostato per cominciare a carezzarle dolcemente il seno e a succhiarle i capezzoli e, intanto, si toccava il cazzo per aumentarne l’erezione. Poi, avvicinando il glande arrossato e gonfio alle labbra schiuse di Laura glielo ha infilato in bocca.

Laura, fluidamente e senza farsi pregare, ha subito cominciato a succhiare.

La presenza di Sebastian - in questo terzetto – era in verità puramente accessoria: la cosa essenziale ad andare avanti era il rapporto tra i due.. Sebastian aveva una funzione catalizzante dell’eccitamento tra i due ed era di sprone al compagno di Laura che vigorosamente cercava di soddisfarla al massimo delle sue possibilità.

È evidente che Laura era eccitatissima: è venuta almeno tre volte con foga, incurante del fatto che ci sia tanta gente attorno a lei

Laura ha goduto ripetutamente, ma né il compagno né Sebastian alla fine sono venuti: non c’è stato alcun segno esteriore della loro venuta.

Dopo un applauso sentito, la gente che si era raccolta si è dispersa e se è andata alla ricerca di altri teatrini da osservare, di altri spettacoli di cui godere.

A Cap d’Agde c’è sempre tanta gente sulla spiaggia che porta avanti delle performance sessuali (ma spesso si tratta soli di ditalini e di pompini), ma le situazioni veramente spinte sono davvero poche: soprattutto situazioni come questa in cui è palese un grande vigore esibizionistico.

Quella di Laura e del suo compagno appartengono alla categoria delle performance davvero spinte: e sono performance anche superbamente belle da guardare

La visione di Laura che succhiava il cazzo del compagno e poi quello di Sebastian mentre veniva a sua volta scopata dal compagno è stata per me assolutamente indimenticabile.

Ma non mi veniva in mente, benché fossi eccitato, di afferrarmi il cazzo e cominciare a masturbarmi.

Mi sarebbe piaciuto, piuttosto, sessualmente parlando, di unirmi ai due (cioè di interagire con loro, come aveva fatto Sebastian) e da questo punto di vista ero assolutamente e totalmente pronto con il cazzo turgido e stillante umori.
Ma non l'ho fatto, non ero ancora pronto a compiere questo piccolo grande passo verso una sessualità liberata dagli schemi.

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24 dicembre 2012 1 24 /12 /dicembre /2012 06:25
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: scambio di opinioni tra un frequentatore abituale e un “novizio”
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Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: scambio di opinioni tra un frequentatore abituale e un “novizio”

(Fonte web, non più reperibile) Paradossalmente il naturista "classico" è spesso anche piuttosto bacchettone. Per lui la nudità non deve mai alludere all'erotismo, e soprattutto deve essere obbligatoria, esattamente come è obbligatorio essere vestiti nelle aree non-naturiste. Queste norme, come saprà chi è informato od ha letto le mie relazioni di viaggio, sono un po' attenuate in quella specie di oasi della trasgressione che è Cap d'Agde.

Circa un anno fa venni contattato da un giovane che voleva qualche consiglio per orientarsi a Cap d'Agde. Io gli risposi dettagliatamente e riporto qui qualche stralcio della mia risposta, sperando che possa essere utile anche a qualcun altro.

"Una cosa molto importante da sapere (e che noi abbiamo scoperto solo l'unica volta che siamo tornati, accidenti) è che in una zona ben precisa della spiaggia (quella ubicata oltre la Bouvette de Marseillan, quindi la più lontana dal centro naturista) la sera, dopo le 19,30, quando il posto di sorveglianza chiude e si presume che i bambini siano tornati a casa, il sesso libero è tollerato. E' qui e ora che le coppiette, che si sono caricate sotto il sole tutto il giorno al più scambiandosi qualche tenerezza intima, si scatenano, e i single che vogliono guardare, possono farlo, anche a distanza molto ravvicinata, anche masturbandosi alla vista dell'evento. Il tutto è molto bello, e soprattutto è gratis. (...)"

(Qui mi veniva chiesto come un single potesse approcciare le coppie)

"In merito alla questione della spiaggia, da quello che ho visto (dal momento che, in quella situazione, siamo stati sempre solo "spettatori"), non c'è niente di male a rivolgere la parola ad altre persone, con gentilezza e rispettando la loro volontà; d'altra parte chi va in un posto del genere sa che lo spirito è quello di incontrarsi e divertirsi in un certo modo, e c'è chi si diverte a guardare, chi a parlare, chi a partecipare. E' ovvio che le conoscenze tra coppie sono molto facilitate, ma visto che c'è anche chi cerca single, non c'è niente di male a provare (e a salutare educatamente e girare sui tacchi se, educatamente, viene fatto capire che non è quello che si cerca)”.

Quello che ti consiglio è di rimanere grandemente sulle generali, fare esattamente gli stessi discorsi che faresti se incontrassi dei visitatori di una spiaggia "tessile" e se foste tutti in costume. Parla del tempo, se il posto è bello, di quello che hai visto, chiedi consigli su cosa vedere, racconta qualcosa di te (senza scendere troppo nel personale; se sei con stranieri, ad esempio parla della tua città e/o nazione, consiglia posti da vedere ecc.) ma soprattutto non fare domande troppo personali, tanto se gli interessi sessuali dei tipi ti potrebbero coinvolgere te lo faranno capire senza problemi; ma non chiedere assolutamente nemmeno niente di riferito al lavoro, alla professione, alle attività che si svolgono da "vestiti". Generalmente, e per ovvi motivi, chi va a Cap d’Agde si spoglia, oltre che dei vestiti, anche della propria identità, e spesso si tratta di persone che, per motivi professionali o politici, non hanno nessun interesse a fare in modo che si sappia della loro frequentazione di tale località (mi dicono che ci vanno anche persone famose o "di potere", non so se e quanto questo succeda realmente, però è meglio essere prudenti). Allo stesso modo, e per gli stessi motivi è vietatissimo fare fotografie [anche se questo divieto nel corso degli anni, in epoca di digitalizzazione sempre più diffusa delle immagini e della tecnologia leggera della loro riproduzione nei social network si è andato attenuando]. Guarda i tuoi interlocutori negli occhi, non metterti a soppesare la grossezza delle tette di lei o la lunghezza dei pisello di lui, la cosa potrebbe creare comprensibili imbarazzi e farti fare la figura del burino (peraltro gli Italiani, purtroppo, spesso si comportano come tali: pertanto se tu ti comporterai diversamente sarà tutto di guadagnato per te e farai buona impressione sugli stranieri). Un'altra cosa: ci sono molti gay, anche loro occupano un settore preciso della spiaggia (quello più lontano, oltre la zona delle coppie). Magari qualcuno ci proverà con te, nel qual caso valgono le stesse regole: non sentirti offeso od oltraggiato, ma limitati a opporre un cortese diniego. Andando in spiaggia, non dimenticare un libro o un giornale e gli occhiali da sole, utilissimi per guardarsi intorno senza averne l'aria, fiutare quello che succede ed eventuali possibili ‘prede’. Ah, e la crema solare, ovviamente, perché se l'entusiasmo della situazione ti fa dimenticare le più elementari prudenze rischi di ustionarti il primo giorno e mandare co[1 in palla tutta la vacanza".

All’esposizione riportata sopra segue il commento da parte di un terzo che ha letto il post e che fa così: “Molto interessante. Sono stato diverse volte a Cap d'Agde e a poco a poco ho imparato come relazionarmi. All'inizio – a detta di molti - si rimane un po' storditi, ma poi le cose risultano molto semplici e piane. E, poi, alla fine risulta abbastanza facile inserirsi nei giochi di coppia: è sufficiente essere garbato e cortese, ma al tempo stesso intraprendenti, abbandonando la semplice posizione di chi fa il guardone e avvicinandosi alla coppia che interagisce sessualmente con modi gentili e provare a sperimentare un contatto fisico "neutro", inizialmente che consente di comprendere quanto la coppia gradisca un ulteriore approfondimento. Sia ben chiaro che è sempre la coppia (nella sua unità) a decidere se accogliere uno più o più partner nel proprio gioco sessuale. Ma tutto può diventare molto bello ed eccitante”.

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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