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21 luglio 2021 3 21 /07 /luglio /2021 18:11
Ritratti di famiglia (foto di Maurizio Crispi)

Sono nella casa di via Lombardia
tutto è a soqquadro, sottosopra, gli arredi spostati,
alcuni addirittura rimossi,

i quadri tutti levati dalle pareti e accatastati alla rinfusa

Idem le foto di famiglia

Ed anche alcuni ritratti

Il disordine è orribile,
così pure il senso di abbandono

Scendono i vicini del piano di sopra
e guardano incuriositi la baraonda,
le porte sono aperte eanche il pianerottolo
è invaso da oggetti di casa

io sto cercando di rimettere un po' d'ordine nel caos
e nella stanza adibita a studio
cerco di ricollocare i quadri alle pareti

Un inane tentativo, vista la portata dello scompiglio

I vicini mi chiedono di mostrare loro un'immagine di mio padre

Preso così di sorpresa,
vorrei mostrare loro un disegno a pastello
un ritratto di mio padre
realizzato da un suo compagno di sorte
negli anni di prigionia

Mi è sempre piaciuto molto
un leggero cartocino in formato
si direbbe oggi A4

Le tinte dei pastelli nel tempo
si sono un po' sbiadite,
malgrado laprotezione fornita dal vetro

Tanto mi piaceva
che dopo la morte di papà
lo feci mettere in cornice

Sollecitato dall'interesse dei vicini,
lo cerco per un bel po', senza trovarlo

E dopo aver molto scartabellato
eccolo lì ad occhieggiare
da sotto una pila di altri quadri e libri,

Lo prendo per mostrarlo ai miei visitatori
quasi con un grido di soddisfazione,
esultante

Guardo anch'io il disegno
ma non è quello che ricordavo e ritenevo di aver trovato
Sono preso da un senso di spaesamento

Questo che ho sotto gli occhi è appena un abbozzo informe
potrebbe essere qualsiasi cosa

Propongo loro altri fogli sciolti
ma tutti si presentano identici,

o meglio, sono tutti abbozzi lievemente diversi,
ma in nessuno mi pare di vere emergere
le familiari fattezze di mio padre da giovane

I vicini se ne vanno

Malgrado il disordine
le stanze hanno ora un aspetto migliore
ed anche appaiono più luminose e spaziose

Appoggiati al muro,
vedo una serie di dispositivi nuovi
per l'illuminazione e diversi lampadari,
una griglia metallica quadrata
di dimensioni smisurate
per ospitare un impianto di lampade a led
che presumo dovrà essere issata
per coprire l'intera superficie del soffitto di una stanza

Non ne so niente
Chi sta facendo tutto questo?
Un po' il pensiero che qualcuno stia cambiando
lampadari e applique
per sostituirli con qualcosa di più moderno
mi irrita profondamente
ed anche mi lascia un po' sgomento

(dissolvenza)


Piano Aci (Altavilla Milicia), il 21 luglio 2021

 

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20 luglio 2021 2 20 /07 /luglio /2021 17:58
Homeless organizzato (foto di Maurizio Crispi, 2021)

C'è uno che ha eletto a suo dimora
un'aiuola di una piazza di Palermo
l'aiuola è recintata da una siepe ben tenuta
che crea uno spazio privato, domestico
In questo spazio, l'uomo allampanato e con i capelli grigi
ha disseminato i suoi beni
Al mattino presto diversi fogli di cartone se ne stanno poggiati
sulla siepi a prendere aria e ad asciugarsi dall'umido della notte
Poi si vedono vari effetti letterecci, indumenti, asciugamani,sempre posati sulla siepe a prendere aria
Un ombrellone aperto (anche se al mattino non serve per dare ombra, poichè c'è quella naturale), ma forse la sua funzione è quella di paletto perimetrale
Un piccolo tavolo da bar e un paio di sedie e poltroncine di plastica,
sempre da bar, spaiate
Sul tavolo rotondo, un calice di vino vuoto e
una bottiglia di liquore, anch'essa vuota, stranamente inclinata
Sembra che la sera prima che qualcuno sia stato lì ad indugiare al fresco, a bere una bibita fresca,
oppure a farsi un cicchetto
Sparse qua e là ci sono altre cose che è difficile distinguere e catalogare, così di primo acchitto,
senza un'esame più analitico e ravvicinato
Sono stato colpito da questo allestimento,
degno di un uccello giardiniere
e mi sono fermato a rimirarlo
Ho anche tentato di scattare un paio di foto
colpito dalla singolarità di ciò che vedevo:
l'accampamento di un homeless organizzato
che ha costituito a tutti gli effetti un suo spazio privato
all'interno dell'aiuola pubblica
Del resto, in quel momento non c'era nessuno:
chi sa dove era andato il proprietario di quella dimora precaria?
- mi son chiesto
Eppure l'uomo era là a poca distanza,
forse era uscito di casa (per così dire)
per far due passi e sgranchirsi le gambe
Si è accorto del mio tentativo maldestro di fare una foto,
non a lui, sia chiaro,
ma alle sue cose sparse
e da lontano mi ha interpellato adirato
Io mi sono allontanato
facendo finta di nulla e lui ha preso a seguirmi da lontano
e non smetteva
Intanto, brontolava tra sé e sé
Ma io ho preso le distanze
Pochi giorni dopo son passato di nuovo da quel giardino,
e il suo campo domestico era era sempre là,
perfettamente organizzato
E lui? Dov'era lui?
Ma sì, eccolo!
Era in piedi vicino al bacino d'acqua della grande fontana monumentale
al centro del giardino grandangolare
Ed era lì con la zappetta (il rasoio) in una mano ed uno specchietto nell'altra
Il volto incipriato di candida schiuma da barba
e con attenzione si ripassava il rasoio sulle guance irsute,
ogni tanto immergendo la zappetta nell'acqua
per risciacquarla per benino
La sua attenzione era totalmente assorbita dall'operazione
Ciao! Buongiorno a te - ho detto con parole mute
E sono passato oltre con i miei cani
Come ho scoperto in seguito, in occasione di ulteriori passaggi da questo piccolo giardino con una monumentale fontana al centro sono diversi quelli che usano le poche panchine verdi come giaciglio per la notte.
Ma lui, l'homeless "organizzato" in questo luogo è un piccolo re: si è ricavato per le sue esigenze un intero piccolo appezzamento, di cui è signore e padrone assoluto.

 

(20 luglio 2021)

L'homeless organizzato
L'homeless organizzato
L'homeless organizzato
L'homeless organizzato
L'homeless organizzato
L'homeless organizzato
L'homeless organizzato
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9 luglio 2021 5 09 /07 /luglio /2021 06:36
Un viaggio per mare (foto di Maurizio Crispi, 2012)

Ancora una volta ho sognato
Questa volta è stato un sogno di avventura

Ero in un piccolo porto
piccolo, ma davvero piccolo
eppure al suo interno ci stava ormeggiata una nave gigantesca
dalla chiglia d'argento
Non era assicurata bene alle bitte
tanto che si spostava in continuazione, mettendo a repentaglio la sua fiancata
quella aderente al molo,
ma anche venendo a urtare con il bulbo di prora sul cemento e le grosse pietre squadrate,
Vedevo anche la mia auto anfibia pure ormeggiata alla banchina
e mi preoccupavo dei danni che ne avrebbe potuto ricevere

a causa del continuooscillare dell'enorme bastimento
Mi soprendevo anche nel constatare che la mia auto fosse divenuta un mezzo anfibio

Mi chiedevo come e quando questa trasformazione fosse avvenuta
E chi ero io, d'altra parte?
Non è che mi fossi trasformato io stesso in qualcosa di diverso
senza averne acuna consapevolezza?
Parlavo con qualcuno, forse il comandante della nave
o forse la massima autorità portuale presente al momento
Esponevo il problema,
quello dei movimenti fuori controllo del cargo
Poi mi tuffavo (con gioia)
e mi accorgevo che il livello del mare si era abbassato di molto
lasciando emergere gli scogli sommersi
con tutta loro fiorente vegetazione
l'acqua era limpida e trasparente
si vedevano i pesci numerosi e di specie diverse
navigare pigramente alla ricerca di cibo,
A completare il quadro, mi accorgevo anche di una piccola foca che inscenava uno spettacolo di immersioni, emersioni ed evoluzioni a beneficio dei molti bambini che, con grida di gioia, si tuffavano e nuotavano spensierati mentre la fochina volteggiava acrobaticamente in mezzo a loro
Il comandante (di qualsiasi cosa fosse al comando) mi portava in giro e andavamo, lasciandoci il problema alle spalle, compreso quello dell'abbassamento di livello dell'acqua, che presto avrebbe portato la grossa nave ad incagliarsi.
Soprattutto teneva a farmi visitare una struttura in cemento armato: una specie di bunker con delle strette feritoie; e mi spiegava che si trattava di un nido per mitragliatrici pesanti, costruito al tempo della guerra per difendere il porto dalle incursioni nemiche.

Dissolvenza

 

(Palermo, il 9 luglio 2021)

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4 luglio 2021 7 04 /07 /luglio /2021 07:39
Il cratere Silvestri sull'Etna (fonte internet)

Cammino per una via
e vedo, seduto al tavolo di un bar, all'aperto,
il mio amico di vecchia data e compagno di scuola da sempre,
Augusto
E' seduto in compagnia d'uno psicologo,
anche lui una mia vecchia conoscenza,
ma degli anni lavorativi che mi son lasciato alle spalle,
una presenza grifagna ed inquietante,
costui è da anni che non lo vedo,
con mio beneficio
Vorrei evitare l'incontro, ma lui mi scorge incedere
e già si alza dalla sedia per salutarmi,
sempre con quella sua aria arcigna
e un po' da menagramo paranoico e sospettoso del mondo intero
Augusto, invece, rimane seduto,
tranquillo e sereno
Saluto, obtorto collo, anche il Grifagno,
e la mia attenzione si rivolge all'Augusto
Mi chiedo cosa ci faccia quest'ultimo
in una simile, improbabile, compagnia
Parliamo del più meno
mi dico stupito di averlo incontrato,
non pensavo che sarebbe tornato a Palermo a breve tempo
Lo invito a pranzare da me, sempre che non debba ripartire subito
Lui accetta con entusiasmo ed io son contento,

Così leviamo l'incomodo e ci lasciamo il Grifagno alle spalle,
di colpo cancellato dalla scena
come un personaggio scomodo in un romanzo d'appendice
,

Con il mio amico, siamo a casa mia e dovremmo appunto pranzare
ma il tavolo è mobile,
non riusciamo a trovargli un'adeguata collocazione
che renda confortevole il nostro desinare
Il desco rimane sempre tutto sbilenco ed asimmetrico
rispetto alle linee della stanza,
(odio le asimmetrie negli arredi
vorrei vedere solo linee dritte,
tendo ad applicare sempre dei correttivi
le linee sbilenche, in genere, mi danno fastidio
come quando mi ritrovo a guardare una foto
in cui la linea dell'orizzonte sia inclinata)
Anche se a fatica, io e il mio amico Augusto
riusciamo a pranzare, comunque
e a fare un po' di conversazione

Poi la scena si sposta in una scuola d'infanzia
In un locale ampio e luminoso, ci sono i bimbi, le animatrici e le maestre,
molto movimento e tanto colore,
luce ed aria che entrano a fiotti da ampi finestroni
e che, con la colonna sonora di grida gioiose e di risate,
danno un senso di libertà
fuori si intravede un paesaggio selvaggio e montagnoso
e, in particolare una montagna brulla di aspre rocce marroni,
che domina una fitta foresta tropicale
I bambini giocano in vari modi
ma la loro attenzione è focalizzata
su di un tavolo magico, a scomparsa:
nel senso che chiunque vi salga, dopo un attimo, scompare
come inghiottito dallo stesso tavolo
che dunque appare essere
uno strumento di scena del grande escapista Houdini
In realtà, sul piano del tavolo, vi è una botola
che da accesso al pianale d'un montacarichi
che porta al piano di sotto
(come nel caso del collegamento tra il piano delle cucine e la tavola dei banchetti
nella nostra Palazzina Cinese di Palermo)
Una delle maestre con molta riluttanza si presta al gioco
sale sul tavolo e, dopo un attimo,
PLUFF! ... semplicemente scompare
tra i gridolini di gioia e di sorpresa dei bimbi assiepati attorno

Io per un po' guardo il gioco e sorrido tra me e me
poi lancio un'occhiata fuori dal finestrone
e mi accorgo con sgomento che la montagna impervia
svettante sulla fitta vegetazione
sta eruttando una colonna di fumo nero ribollente,
alla cui base, si vedono baluginare inquietanti bagliori rossastri
mentre lapilli fumanti prendono a solcare il cielo

Grido un allarme:
"C'è un eruzione in corso! Dobbiamo metterci in salvo il più presto possibile!".
ma il mio avviso concitato passa inascoltato, nessun si muove
Tutti rimangono come incollati nelle loro posizioni,
e continuano imperterriti nei loro giochi,
indifferenti a tutto il resto
Io penso che saremo presto travolti
da una terribile colata lavica
oppure da una pioggia nera di cenere e lapilli
e che non avremo scampo
Ma sì, in fondo cosa importa.
E' il nostro momento, probabilmente...

Sono preoccupato
Improvvisamente,
vedo un tremestio nella fitta vegetazione
che separa la fabbrica della scuola dalla montagna che sta esplodendo,
come se un gigante si facesse strada a forza nella foresta,
tutto abbattendo davanti a sé
Strabuzzo gli occhi, il cuore in gola, a mille,
e capisco, in un'attonita folgorazione,
che il rimescolio, accompagnato da inquietanti schianti,
altro non è che la tumultuosa avanzata di pietre, roccia e lava
verso di noi

Grido ancora e, sbracciandomi, sollecito tutti a mettersi in salvo
ma non ho idea se ce la potremo mai fare
ad uscire incolumi da quest'incubo

[Dissolvenza]

 

Palermo, il 4 luglio 2021

 

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6 giugno 2021 7 06 /06 /giugno /2021 10:13
Giochi d'acqua per le signore Massa

[un nuovo giorno]
Ho visto le foto che mi hai mandato della signora Massa. Carina la signora Massa!
Quale ti è piaciuta di più?
Non v’è dubbio alcuno! Quella che tu hai intitolato “massa&friends bathing”, rivelatrice di un’intensa vita sociale della signora Massa e di molte relazioni amicali con sue pari, egualmente cicciottose.

[Più tardi])

Ti dirò... In questo momento sono davanti ad una bella chiesa barocca, da poco restaurata. La sua splendida facciata di pietra calcarea color miele, erosa dal tempo e dalle intemperie, ha delle nicchie che un tempo alloggiavano delle statue di argomento sacro, da tempo scomparse e per certo convolate verso collezioni private. No! Non è possibile! Cosa succede? Aspetta, aspetta che guardo meglio. Noooo! Non ci posso credere! È davvero stupefacente ciò che vedo!
Cosa succede?
In una delle nicchie poste ai due lati del grande portone, c’è la signora Massa atteggiata in una posa statuaria… mentre sta per assumere la postura dell’armadillo a palla, il “massardillo” come viene definito da tutti gli esperti mondiali questa nuova chimera…
Magari nella nicchia, rimasta libera dall’altro lato del portale del tempio, ci potremmo mettere in ieratica posa la signora Platanìa, oppure potrei mettermici io stessa. Che ne dici? Perché non fai una proposta di questo tipo alla Soprintendenza?

[Dopo qualche giorno]

Oggi è accaduto un fatto curioso…
Cosa? Dai non tenermi sulle spine!
Nel mio ufficio una signora si è seduta su di una sedia che si è subito schiantata sotto il suo peso… anche se non era un peso massimo. La signora è finita con le gambe all’aria e si è fatta piuttosto male. L’abbiamo dovuta portare al Pronto Soccorso per farla refertare e per poter fare la necessaria denuncia per l’infortunio sul posto di lavoro.
Pensa un po’! Infortunata sul lavoro a causa di una sedia schiantata… Ci sarebbe molto da commentare sulla salubrità dei luoghi di lavoro e sulla loro sicurezza.
Ma stendiamo un velo pietoso su questi aspetti… Però volevo dirti anche questo: siccome è assolutamente impensabile che tutte le seggiole vengano sostituite a scopo preventivo, si è deciso di sottoporle ad un test di sovraccarico.
Come verrà effettuato il test?
La signora Massa…
…eh? Che mi dici? Ma la signora Massa sta diventando come il prezzemolino che si aggiunge in tutte le pietanze!
Non interrompermi, please. Dicevo: la signora Massa sarà lo strumento con il quale si effettuerà il test. Su ogni sedia dell’ufficio la signora Massa sarà invitata a sedersi di colpo, calando su di essa la poderosa massa delle sue terga come un maglio. Se la seggiola regge alla sollecitazione dovuta all'improvviso sovraccarico verrà considerata buona e certificata ISO 2000 in tal senso. Invece, in caso di cedimento, dalla semplice incrinatura alla palese rottura, la seggiola o la poltroncina con braccioli verranno immediatamente scartate. Questo test è stato validato e denominato "la prova di Massa". Gli oggetti resilienti alla "Prova di Massa" verranno rubricati come "Massa-proof", che sarà una sorta di sigillo di garanzia per la resilienza di sedie, ma anche di panche e panchine, d'ora in avanti.
Ma questo è davvero un esempio brillante di flessibile utilizzo delle risorse umane disponibili!

 

Coppia danzante secondo Botero

[Dopo un giorno]

Di nuovo ho visto passare la signora Massa, ma non in ufficio: questa volta era a passeggio con il pingue marito lungo una strada affollata e risuonante delle chiacchiere e delle risate d’un dì di festa. Chissà perchè, in generale, succede che "pingue la moglie, pingue il marito". I due, mentre procedevano a braccetto, sembravano una deliziosa coppia appena uscita per incanto da un quadro di Botero: camminavano beati, procedendo indolentemente con un’andatura alquanto rotolosa, del tutto ignari del fatto che la via, a causa dell’ingombro dei loro gargantueschi corpaccioni, fosse tutta ingorgata. Nessuno e niente potevano più passare, ma nemmeno uno spillo! Loro incedevano felici ed ignari di tutto. E qui per oggi ti lascio. Devo andare a sovrintendere ai test di Massa.
Un'ultima domanda però! Mentre passeggiava con il pingue marito la signora Massa non aveva con sè la grancassa? E le sue formagelle?
Questo te lo dirò la prossima volta, giusto per accrescere l'attesa dellaprossima puntata.

 

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1 giugno 2021 2 01 /06 /giugno /2021 10:42
ciccione che corre

Un altro giorno

La signora Massa, pensavo...

…cosa vuoi dirmi ora sulla signora Massa?

Pensavo a questa storia dei formaggi trafugati agli espositori di tutto il mondo, convenuti per la XV Olimpiade del Formaggio. Riflettevo che, in fondo, la signora Massa aveva fatto bene a metterli nella grancassa per portarseli via. Spero che quando arriverà dalle nostre parti ne sia rimasto un bel po’ di quel formaggio. In fondo, se dalle vostre parti c’è ancora un po’ di abbondanza, qui – viceversa – c’è mmmolta, mooolta scarsità: quindi avere un po’ di formaggio in più, non potrà che farci piacere, un po' per consumarlo subito, un po' invece da mettere in cambusa. Se, ovviamente, la signora Massa vorrà dividerlo e non vorrà piuttosto tenerlo tutto per sé.

Non so cosa dire… Non conosco così bene la signora Massa per potermi esprimere sui suoi piani, ma - ad occhio e croce - mi sembra che vorrà tenere tutti quei prelibati formaggi per sé, come preziosa scorta nel suo magico stipetto, sempre traboccante di cibarie. Sono certo che una delle cose che la signora Massa teme maggiormente sia la penuria di lauti bocconi e di merendine e di leccornie da sgranocchiare.


Sono certo che la signora Massa non potrà passare inosservata dal corridoio con la grancassa piena di formaggi. Si spanderà in giro un odorino… mmmmmmmmmm! La signora Platanìa la cui stanza si affaccia proprio davanti all’ingresso principale, non appena sentirà questa sinfonia di squisiti aromi, si farà sulla porta, già con l’acquolina in bocca: e sappiamo che la signora Platanìa ha un appetito insoddisfatto da secoli, poiché nei secoli si è tenuta a stecchetto, per voto o per vocazione - non saprei bene. Farà ferro e fuoco pur di avere qualche briciola di quei formaggi prelibati.

Mah! Non saprei cosa dire! Se lo dici tu, che conosci così bene le persone e le situazioni, non posso che essere d’accordo con te. Tuttavia, ti suggerirei di adottare qualche stratagemma.

Quale, dimmi, orsù! E a qual fine, poi?

Potresti predisporre qualche esca di uva passa per la signora Massa. Sono certa che ne è molto goolosa, in tutte le sue varianti: zibibbo, uva passa, passolina, sultanina, zibibbo essiccato per citare le più comuni varianti di questa specie alimentare. Sono certo del fatto che, di fronte al richiamo dell’uva passa, la signora Massa non potrà resistere: poserà immediatamente la grancassa piena di quel che rimane della scorta di formaggi per cibarsene. Tu allora potrai sgattaiolare fuori dal nascondiglio e, indisturbato, prenderti la grancassa con tutto il suo contenuto.

(…)

[Più tardi]

Ho deciso di ampliare la signora Massa, di fare con lei una specie di upgrade...

Ma cosa dici? Pensavo che già da sé la signora Massa fosse abbastanza ampia… Che bisogno c’è di ampliarla ancora?

[mumble, mumble]

[e passa un'intera giornata]

Buongiorno a voi!

La mia cagnetta ti ringrazia per averla inclusa nel buongiorno! BAU…BAUUUUU!

Ma adesso che c’entra Frida?

Be’, hai detto “a voi”…

Veramente, quando ho detto "voi", pensavo che tu stessi correndo con la signora Massa…

Ah! Già, non ci avevo pensato… che tu fantiasticassi che io fossi con la signora Massa… e che volessi dirmi: "Qui Massa ci cova"!

[un po’ più tardi, ma nella stessa giornata]


Com’è stato correre con la signora Massa?

Io correvo e lei rotolava: ma non spontaneamente. Hai presente quei pupazzetti di tessuto morbido o semi-duro che, nella parte inferiore tondeggiante, sono riempiti di pallini di piombo? Tu li fai oscillare, li spingi sino a farli capovolgere, ma poi si rimettono sempre in piedi perché il peso dei pallini che, spinti dalla gravità, si addensano in basso li fa rimettere sempre ben diritti. La signora Massa è come quei pupazzetti: potrebbe rotolare benissimo perché è tonda, ma l’eccesso di peso nella metà inferiore del suo corpo la blocca prima che una rotazione completa sia compiuta e, quindi, se ne rimane lì ad oscillare lievemente. Sono le vibrazioni impresse dalle oscillazioni che determino la traslazione lineare del suo corpaccione. Allora, per farla procedere ancora di qualche, metro occorre imprimerle un’altra spinta e così via.  Io così ho dovuto fare una doppia fatica perché mentre corro la devo spingere per farla rullare. Pensa un po’!

Certo non mi sarebbe piaciuto essere al tuo posto. Ma dimmi – a parte la fatica - ti è piaciuto correre con la signora Massa?

Beh! Lasciamo perdere… Sorvoliamo sui dettagli penosi. Però devo dirti di questa mia scoperta interessante: la signora Massa deve essere geneticamente imparentata con l’armadillo, perché – esattamente come succede all’armadillo – è capace di assumere la forma di una palla quasi perfetta. Mentre l’armadillo si mette a palla quando è in pericolo, la signora Massa lo fa quando qualcuno le chiede di correre e di trottare. Per lei, il vero pericolo è il movimento svelto e allora si difende mettendosi a palla, per poi rimarsene immobile e oscillante come se la sua pancia e il suo sedere fossero infarciti di pallini di piombo.

Ma è davvero, è incredibile! Non finiremo mai  di conoscere le potenzialità della signora Massa…
 

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25 maggio 2021 2 25 /05 /maggio /2021 12:22
Musicanti grassi (Fernando Botero)

Ed eccoci ad un altro giorno e a un nuovo incontro (passaggio) con la signora Massa.

È passata di nuovo, la signora Massa!
…e? Cosa ha fatto? Dai prosegui! Dai, non tenermi in sospeso!
Fuori, si è scatenato un diluvio universale, con fulmini e lampi: fra poco, se continua così, ci vorranno le barche per camminare nelle strade. La signora Massa si è mossa ed ecco che, in accordo con la teoria di cui dicevamo ieri, sta arrivando un maremoto. Secondo il mio modestissimo parere è lei la causa di tutto.
Sai che ti dico? La tua teoria - quella della nostra conversazione precedente, effetto farfalla e quant'altro - quasi, quasi mi sta convincendo: se le cose stanno davvero così dovresti avvisare i vulcanologi, i sismologi, i metereologi e tutti quelli che, ognuno nel proprio specifico, cercano di prevenire le catastrofi naturali. Forse, chissà, se riuscissero a tenere sotto controllo la signora Massa e i suoi possenti movimenti pendolari qualcosa potrebbe cambiare; e le castratofi naturali potrebbero essere irreggimentate: ma non voglio dire di più! Ho la sensazione che mi sto lasciando andare ad un volo pindarico. Possiamo sicuramente dire che la signora Massa ci stia conducendo alle soglie della scoperta del secolo! Anzi alla scoperta che sia proprio lei - la nostra beneamata signora Massa a causare le suddette catastrofi, quando passa e ripassa come un pendolo o un metronomo. Quindi, basta che la teniamo buonina e abbiamo risolto ogni problema ed effetti farfalla di vario genere.
Ma non è mica così facile! In linea teorica sì, ma in pratica è arduo, anzi arduissimo! Il suo movimento, per quanto lento è inarrestabile… indomabile, direi! La signora Massa, con la sua poderosa biomassa, è lei stessa una forza della natura
.

[Il giorno dopo]
È passata di nuovo, la signora Massa!
…bisogna capire se anche i passaggi della signora Platanìa (che, come abbiamo visto, è agli antipodi della signora Massa) non provochino degli effetti significativi. Magari - siccome la signora Platanìa è alta e magra, i suoi movimenti provocano effetti eguali e contrari a quelli della signora Massa, per una legge di compensazione.

No! Questa sì che è un’interessante teoria! Vorresti dire dunque che l’una è l’antidoto dell’altra?

(ma a questa domanda non c'è alcuna risposta, solo un silenzio vibrante)

[qualche ora più tardi]
E' passata di nuovo, la signora Massa!
Non è possibile! Adesso sei a casa!
Adesso passa e ripassa anche a ca(s)sa, la signora Massa!
Ma dai! Non ci posso credere! La signora Massa è diventata un incubo, un blob, un'ectoderma spaziale, onnipresente ed ubiquitaria! Anche da casa tua adesso passa, la signora Massa? Non me la conti giusta! Non ci sarà mica sotto qualcosa? Sto diventando sospettosa....

[qualche minuto più tardi]
Preciso meglio a scanso di quequivoci e di sospetti: con una grancassa, è passata la signora Massa..
Ma voglio darti la grande notizia! Anche da qua è passata la signora Massa…
Nooo! Non ci posso credere? Ma che faceva dalle tue parti? A più di 1500 km di distanza?
Era venuta a prendere la grancassa, la signora Massa… poi ne ha anche approfittato…
Di cosa avrebbe approfittato?
Del fatto che a poca distanza dove abito io era in corso la XV^ Olimpiade del formaggio e del Cacio. La nostra amica – ormai possiamo ben chiamarla così - ha fatto irruzione negli spazi in cui avvenivano le competizioni e tra stracchini, provole stagionate e gorgonzola di tutti i tipi – per non parlare di squisiti camembert e di formaggelle fresche a pasta molle, la signora Massa ha sbafato a man bassa… E' stata per lei l'occasione per fare una super-merendina!
E poi, cos’è successo?
Master Massa Ha intrapreso una competizione estemporanea con la Donna Cannone su chi mangiava più cacio e beveva più latte.
E chi ha vinto?
No, la donna Cannone non ce l'ha fatta! Mi dispiace per lei. Si era preparata a fondo per potere primeggiare: qualcuno l'aveva avvisata che prima o poi avrebbe incontrato la signora Massa: per lei una specie di mito.
E ha detto qualcosa la povera Donna Cannone?
Sì, è stata commovente. Ha detto, parlando e sputacchiando nei microfoni: "Mamma, papà, sono contenta di essere stata battuta dalla possente signora Massa! E' stato per me un grande onore!
E cosa ha fatto poi la Signora Massa?
La signora Massa, gongolando per la sua vittoria, se n'è andata caracollando con un intera sporta di caci pregiati da mettere nella sua riserva di merendine nel famoso stipetto del suo stanzino dalle tue parti.
E che ha fatto della grancassa?
Ah, già la grancassa! Quella l’ha raccattata nel tendone dove si svolgevano le competizioni per selezionare i migliori caci DOC e DOP, finalisti a livello mondiale. Ad allietare l’atmosfera, c’era una bellissima banda, con tutti i suoi musicanti vestiti con una bellissima divisa rossa adornata di alamari d’oro. La musica andava che era una meraviglia con mazurke, polke e ogni tanto anche qualche marcetta militare, sai di quelle che, solo a sentirle, mettono allegria ed un’irrefrenabile voglia di muoversi, come quando suona la fanfara dei bersaglieri. I musicanti, quando l’hanno vista comparire, sono rimasti sbalorditi, smettendo di colpo di strimpellare e dar fiato agli ottoni e sono scappati via  a gambe levate, abbandonando per terra strumenti e spartiti. La signora Massa ha raccattato la sua gran grancassa, l’ha aperta come se fosse una scatola di carne simmenthal e ci ha infilato dentro tutti i caci che era stata in grado di arraffare. Poi come una gargantuesca gigantessa con la grancassa stracolma messa di sbieco sulle spalle ampie ed opime si è rimessa in cammino.
Per andare dove?

Stomp! Stomp!

(silenzio)

 

 

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20 maggio 2021 4 20 /05 /maggio /2021 19:21
La Mosca Morta (Maurizio Crispi)

Da giorni c'è una grossa mosca morta sul davanzale della finestra
Da giorni mi riprometto di rimuovere quel cadavere
Ma da giorni sono come paralizzato.
Eppure ogni giorno la guardo meditabondo.
Il Morbo infuria
Il Pan ci manca
Sul Ponte sventola Bandiera Bianca

Le cose più semplici da eseguire a volte sono quelle più complicate
Bisogna saper andare oltre.
Ultreya! (E' la famosa esortazione che i pellegrini sul Cammino di santiago si scambiano tra loro quando si incontrano o si congedano)
Forse non è poi così importante cancellare quella mosca morta. Eppure, anche se è piccolina, giganteggia come un Mammuth congelato nei ghiacci eterni del Polo.
La guardo ogni mattina, al mio risveglio, quando apro la finestra per arieggiare la stanza, forse perché la sua vista, giorno dopo giorno, mi ricorda la caducità e l'impermanenza
Forse dentro quella mosca - umile e fastidiosa in vita - aveva albergato qualcuno condannato ad una reincarnazione
Un poco di buono, magari
Ma non è detto: potrebbe essere uno che in una vita precedente è stato saggio, ma ha commesso un errore.
Oppure un creativo, o un inventore pazzo. Ma cosa ne direste se dentro una mosca albergasse l'anima di un salvini?
Non posso sapere, solo immaginare
Forse, in considerazione di ciò, dovrei organizzare una piccola cerimonia funebre,
un funus,
un funerale,
delle esequie rispettose
dare il giusto riconoscimento al piccolo cadavere,
con un rito adeguato, solenne quanto basta, ma senza esagerare
L'anima che ha abitato quel corpicino di certo ne sarà riconoscente.
Oppure no, ma chi se ne frega?
Non si sa mai. Una sana prudenza non guasta mai.

Stephen King ci dà grandi insegnamenti al riguardo. Qui mi ricordo di un racconto un po' horror-surreale, in cui il protagonista osserva un dito vivente uscire dallo scarico delllavandino ed allungarsi in giro quasi in esplorazione. Dopo averlo osservato per un po' il nostro protagonista decide di tagliar via quel dito, risolvendo così il problema.
Per un po' si sente tranquillo. Ma non l'avesse mai fatto, dopo un po' il dito ritorno ad emergere dallo scarico e questa volta è incacchiato, sul serio. Mal ne incolse al nostro povero protagonista e a quanti altri sono a casa sua per indagare sugli strani eventi che si stanno verificando.

Il dito era tornato. Era un dito molto lungo, ma per il resto del tutto normale all'apparenza. Di esso Howard vedeva l'unghia, che non era né mordicchiata né particolarmente lunga, e le prime due nocche. Lo guardò tamburellare e tastare il fondo del lavandino.
Si chinò a guardare sotto. Il tubo che usciva dal pavimento era di sette o otto centimetri di diametro. Non era abbastanza largo perché ci passasse un braccio. E poi il sifone era costituito da una brusca curva a gomito. Dunque a che cosa era attaccato quel dito? A che cosa poteva mai essere attaccato? 
(Stephen King, il Dito, contenuto nell'antologia "Incubi e Deliri).
In calce riporto il link al quale si può leggere il racconto kinghiano nella sua interezza.

 

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18 maggio 2021 2 18 /05 /maggio /2021 07:52
Donna boteriana si tuffa in piscina

È passata di nuovo, la signora Massa. Si muove con una buffa andatura caracollante e altalenante, al tempo stesso. Cammina con il busto leggermente proteso in avanti.

Perché? Dai, dimmelo, non tenermi sulle spine! Quando fai una mezza affermazione è perchè vuoi che ti chieda delucidazioni

Ti accontento subito! Forse se il busto tenesse dritto non potrebbe bilanciare più l’imponente massa delle sue terga opime e si ribalterebbe all’indietro.

E rimarrebbe distesa per terra con le gambe e le braccia protese verso l’alto, come una tartaruga che è stata rovesciata e giace, del tutto vulnerabile, con il suo carapace poggiato a terra. zampettando a vuoto con le quelle minuscole appendici, ma incapace di qualsiasi altro movimento. Potrebbe rimettersi in piedi solo se arrivasse una squadra di soccorittori munita di argano.

Se ciò accadesse, sarebbe un vero dramma: non potrebbe più accedere alla sua scorta di merendine. Soffrirebbe come Tantalo, con le merendine a portata di mano, senza però poterle raggiungere…

(…)

È passata di nuovo, la signora Massa, ma non si accontenta di un solo passaggio, passa e ripassae se la spassa.

Ma è davvero instancabile, la signora Massa! …potrebbe essere assunta ad esempio per il moto perpetuo o come testimonial di una marca di merendine. Oppure per lanciare un messaggio di normalizzazione dell'obesità: "Mangia che ti passa, passando e ripassando!"

La signora Massa è una Perpetua del movimento pendolare.

Avanti ed indietro… Su e giù… Avanti ed indré…

Me ne sto qua in questa stanza periferica, dimenticata da tutti, con la porta aperta e le veneziane abbassate. Tutto quello che conosco del mondo, lo vedo nel riquadro di questa porta che tengo sempre aperta. Persone che passano e ripassano e in cima a tutte l'instancabile signora Massa, regina di coloro che passano e ripassano: quelle che io vedo non sono le famose ombre della caverna di Platone, ma silhouette in movimento, quasi senza ombra. Alcuni passano più di frequente di altri: sulla frequenza dei loro transiti, potrei costruire una teoria del mondo e del suo funzionamento.

Mmmm… Lascia che ci pensi un po' su! Quando dici delle cose complicate io un po' mi ci confondo. Non riesco a seguirti con piena lucidità.

La signora Massa rimanda per certo all’abbondanza: invece, tra quelli che ogni tanto passano, c’è una certa signora, Platanìa si chiama, che è magra ed asciutta come un grissino, anche lei passa con frequenza, alternandosi con la signora Massa, quasi fosse in scena un teatrino con due personaggi, che potrei denominare la Flaca y la Gorda: uno va e l'altro viene. La signora Platanìa, ovvero la Flaca, rimanda alla dimensione della sobrietà elegante, invece. Prendo sempre appunti sugli orari dei loro passaggi. Sono dati importanti per elaborare uno studio statistico per poter giungere ad una teoria generale esplicativa dei loro movimenti: forse, nel disordine apparente, v’è un ordine nascosto; forse, i loro passaggi potrebbero essere descritti efficacemente, facendo ricorso ai frattali o alla teoria del caos.

Spiegati meglio, ci sto capendo sempre di meno!

Sulla base delle mie osservazioni sarei portato ad ipotizzare che ogni volta che la signora Massa passa davanti alla mia porta, da un’altra parte – agli antipodi, per così dire – succede qualcosa d’importante.

Ma cosa?

Sai cosa dicono i teorici del Caos? Quando una farfalla batte le ali a New York, a Tokyo succede un terremoto. Pensa un po' cosa potrebbe succedere a Tokyo se la signora Massa all'improvviso si tuffasse nelle acque tranquille del nostro mare mondellano, facendo innalzare il livello dell'acqua di diversi metri! Può darsi che, a seguito di ciò, a Tokyo si possa verificare un maremoto con la temibile onda dello tsunami? Oppure, si deve pensare che il tuffo della nostra Massa nelle acqua fresche e dolci di Mondello e il conseguente innalzamento tumutuolso delle acque siano stati causati da un battito di ali di farfalla a Tokyo?

E dunque?

Ma è chiaro, è cristallino! Ancora non l’hai capito?

No, non credo proprio!

Via, via! Affina il tuo ingegno!

Mmm… Ancora una volta non ti seguo... Chiedi alla signora Massa di passarmi una delle sue preziose merendine! Per seguirti bene ho bisogno di un apporto di zuccheri per il mio cervello!

Mi spiace, cara, ma la signora Massa rifiuta di cedere anche una sola delle sue merendine e dei suoi snack vari! Dovrai fare senza! Vabbé te lo dico io, allora. Quando la signora Massa passa davanti alla mia porta, dall’altra parte del mondo, succede un maremoto, o si sviluppa un ciclone di proporzioni colossali, o l’eruzione di un vulcano Se ci fai caso, questi sono eventi molto più frequenti adesso, in questi ultimi mesi: da quando, appunto, la signora Massa passa e ripassa davanti alla mia porta.

Se lo dici tu! Però! Con questa tua teoria mi rendi inquieta. Ora ci voglio pensare un po’ su. Poi più tardi ne riparliamo. Adesso mi pare di avere il cervello in ebollizione a causa delle tue elucubrazioni Che ne dici di una pausa, caro?

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12 maggio 2021 3 12 /05 /maggio /2021 07:19
Donna danzante Botero

La signora Massa passa e ripassa
E cosa fa la signora Massa, perchè passa e ripassa?
E' come un pendolo: instancabilmente, passa e ripassa, la signora Massa, davanti alla mia porta
In effetti, stavo accennando alla mia amica qui proprio della signora Massa. Ha trovato che sia mitica. Ha colpito molto la sua fantasia… E dunque la signaroa Massasta sta diventando famosa in tutta la Padania.
Dovresti dirglielo, allora, che sta diventando famosissima in ogni dove, proprio perchè , perchè passa e ripassa come una rolling Massa: rolling Massa gathers no moss.
Ne sarebbe certamente mmmmolto lusingata…

(...)

È passata di nuovo, la signora Massa. Soffre della sindrome delle gambe senza riposo…
Ma con tutti i passi che fa, con tutto quel passare e ripassare dovrebbe essere magrissima!
Ma noooo! Ogni volta che passa va a farsi uno spuntinello. E' il suo segreto: non lo sa nessuno!
Ah! Allora si capisce ilperchè delle sue ragguardevoli dimensioni!

(…)

È passata di nuovo, la signora Massa. E' un tormentovederlapassare di continuo.
Ma con tutti questi spuntini che fa non ti offre mai nulla?
Nulla, niente di niente. Vuole avere tutto per sé…
Ma non è giusto…
Bisogna capirla: va nel suo stanzino e ci si chiude a chiave. Poi apre il suo stipetto personale, che immagino pieno zeppo di cibarie e di leccornie e se ne nutre, sempre con la porta rigorosamente chiusa. Poi, quando ha finito, esce e, caracollando, ritorna alla sua postazione, avendo conquistato alcune centinaia di grammi di biomassa, la signora Massa.

 

 

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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