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30 ottobre 2014 4 30 /10 /ottobre /2014 11:40
Frogprince Music. La bella iniziativa dell'italiano Stefano Antoci D'Agostino, talentuoso per la musica: un'iniziativa rivolta ai piccini
(Maurizio Crispi) Stefano Antoci D'Agostino è un amico italiano, nato a Ragusa, ma con delle radici familiari anche a Milano che dopo una transitoria permanenza in Germania si è stabilito qui a Londra con la moglie Silvia - anch'essa italiana - e con il piccolo Eduardo che ha ora due anni.
Stefano ha un grande talento musicale, anzi si può dire senza ombra di dubbio che la musica sia la sua passione e, appunto la musica la sta mettendo a frutto come mezzo di sussistenza (la moglie lavora a tempo pieno in un'azienda londinese nel settore del marketing). Avendo abbandonato le aspirazioni di applicare le sue doti per la musica nello sviluppo di una Band, come aveva tentato di fare durante i mesi di permanenza in Germania, impegnandosi in parallelo in un'attività di organizzatore di eventi musicali, ha ripiegato sulla "baby music", avviando una piccola impresa che sta lentamente crescendo.
Attività che ha battezzato "Frogprince Baby Music" ("La musica per bimbi del Princpe Rospo") nel cui contesto ha avviato delle "classi" di intrattenimento musicali per i piccini accompagnati da genitori, nonni e baby sitter.
Le cassi, della durata di un'ora circa, si svolgono in differenti location dove ci sono degli spazi indoor a disposizione oppure dove sia possibile e piacevole - con il bel tempo - stare all'aperto.
Le location preferite sono dunque le City Farm che, del resto, sono una delle mete preferite delle mamme londinesi con i loro bambini.
Stefano offre un ricco repertorio di canzoni che fanno parte del vastissimo bagaglio delle britanniche "Nursery Rhymes", come la gettonatissima "Twinkle Twinkle Little Star", oppure la famosissima "Old McDonald had a Farm" (la nostrana "Nella vecchia fattoria").
Stefano  - aiutandosi con il sintetizzatore - suona vari strumenti, come la chitarra, la chitarrina, l'armonica a bocca ed anche un Rullante.
Frogprince Music. La bella iniziativa dell'italiano Stefano Antoci D'Agostino, talentuoso per la musica: un'iniziativa rivolta ai picciniSono tutte canzoni che - al meglio - richiederebbero la partecipazione somatica dei piccoli ascoltatori ed anche dei grandi che li accompagnano: le Nursery's Rhymes si sa sono fatte per insegnare ai bimbi, facendoli divertire, svariate cose, tra cui le parti del corpo, oppure l'apprendimento di verbi che desigano azioni: una tradizione che a noi italiani in parte manca o, quando c'è, è lacunosa e appena abbozzata.
Stefano suona con diletto e con passione, intrattenendo così i piccini, con l'aiuto di uno spazio circoscritto che crea appositamente - una sorta di colorata playgroung - aiutandosi con una dotazione di mat colorati, dove dispone per i bimbi vari strumenti che essi possano utilizzare come tamburelli, sonagli, piccole congas, persino qualche xilofono e vari piccoli dispositivi a percussione.
La partecipazione è cresciuta nel corso del tempo: se prima vi erano solo le mamme ad accompagnare i bimbi adesso non è inusuale vedere anche i papà.
Tra le location in cui ha avviato classi, ricordiamo la Stepney City Farm, la Hackney City Farm, the Surrey City Farm ed ora, di recente, anche a East Dulwich.
Ma non solo questo, Stefano sempre nell'ottica di espandere la sua attività, è disponibile per l'intrattenimento musicale in occasione di birthday party dei piccini.
Naturalmente, in occasione del compleanno del figlio Eduardo e della sua piccola amica Greta ha dispiegato al meglio i suoi talenti presso The Hub nel contesto del Victoria Park, domenica 26 ottobre 2014..
La festa di compleanno dedicata ai "due più rivoluzionari" bimbi è stata divertente e spassosa, con la partecipazione di tanti amici di Stefano e Silvia che appartengono alla comunità di Italiani residenti nell'East End.
Con il piccolo Gabriel, io e Maureen siamo rimasti affascinati dalle qualità di Stefano sia sotto il profilo umano, sia sotto quello di intrattenitore e musicante.


Frogprince Music. La bella iniziativa dell'italiano Stefano Antoci D'Agostino, talentuoso per la musica: un'iniziativa rivolta ai piccini
Stefano Antoci D'Agostino​​​
FROGPRINCE BABY MUSIC
M. 07554081295
www.babymusicclass.co.uk
info@babymusicclass.co.uk
I’m now available for your little ones PARTIES. Everything as usual, £60 (+£2/mile from SE14 5FD).
And now I have a bubble machine to make the most epic music moments even more exciting.
A new afternoon class started a couple of weeks ago in EAST DULWICH.
Please spread the word! 
SEP/DEC 2014 Confirmed CALENDAR
  • Monday 01/09 The Russet from 10am E8 2BT
  • Monday 01/09 The Herne Tavern 3pm - SE22 0RR
  • Wed 03/09 Hackney City Farm from 10am E2 8QA
  • Wed 03/09 Surrey Docks Farm 3pm SE16 5ET
  • Friday 05/09 Stepney City Farm 11am - E1 3DG

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4 settembre 2014 4 04 /09 /settembre /2014 07:33

Suoni e Sapori. A Palermo, tre mesi di cene tematiche e musica live, jazz e blues in un programma fitto ed interessante

Tre mesi di cene tematiche nel centro storico di Palermo, accompagnate da concerti live, con protagoniste le migliori voci siciliane. Da Baciamolemani in corso Vittorio Emanuele 176 ogni venerdì c’è “Suoni e sapori”.
Si comincia il 12 settembre con la cena “Street food” e il blues di Alessandra Salerno e Umberto Porcaro

 

Quattordici cene tematiche in tre mesi - in pieno centro storico - accompagnate dalla musica live, per conoscere il sapore da associare al jazz, al pop e al blues. Venerdì 12 settembre alle 21 da Baciamolemani in corso Vittorio Emanuele 176 a Palermo, primo appuntamento con “Suoni e sapori”. Lo chef Saverio Greco creerà ogni settimana una cena a tema – dallo street food, alla cucina di vari paesi, rivisitando i piatti tradizionali italiani – dando il meglio delle sue capacità e della brigata di cucina che lo accompagna da anni.

 

A caratterizzare le serate di “Suoni e sapori”, sarà un calendario di concerti blues, pop, jazz e rock in acustico. Un’operazione che vuole unire gastronomia, intrattenimento e cultura, avendo come target quei giovani che vogliono imparare a conoscere sapori della cucina innovativi e tradizionali, ma anche le famiglie, che così potranno conoscere alcuni dei migliori gruppi musicali di Palermo, in un orario comodo per tutte le fasce di età, alla vigilia del weekend.

 

A chiudere il cerchio è lo stesso locale, situato in una sede storica della città  e costruito in stile liberty, dove sin dall’ingresso sembra di fare un salto nel passato migliore di Palermo degli anni Venti.

 

Venerdì 12 settembre alle 21.00 si comincia con il concerto di Alessandra Salerno e Umberto Porcaro.

 

Una voce, una chitarra e tanto show, che nulla ha da invidiare ai locali di New Orleans. Questa la base delle performance del duo, che farà divertire il pubblico del locale, tra una portata e l’altra, cantando e suonando brani storici di artisti che fanno parte della hall of fame della musica come: Etta James, Amy Winehouse, Stevie Wonder, Aretha Franklin e B. B. King.

 

Un connubio, quello Salerno-Porcaro, diventato ormai un brand inscindibile per la musica a Palermo.

 

La prima cena tematica di chef Greco sarà dedicata allo street food e sarà composta da: quarume, panelle, sfincione, arancine, focaccine con la milza, insalata di musso, stigghiole, sformato di pasta con sarde e finocchietto, gelo di melone, dolci di mandorla, zibibbo. Il tutto al prezzo di 18 euro a persona (bevande escluse).

 

«Apriamo il locale alla musica di qualità – dicono lo chef Saverio Greco e Guido Gentile, titolari del locale – abbinandola al piacere del bere e del mangiare bene. È per noi un onore cominciare con questi artisti, che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi più noti a livello nazionale».

 

“Suoni e sapori” con le sue cene a tema continuerà ogni venerdì fino a dicembre. I prossimi appuntamenti saranno: 19 settembre Le Morgane, 26 settembre Kate Worker, 3 ottobre Almanuda, 10 ottobre Alexandre Vella duo, 17 ottobre  Non dire no con l’omaggio a Lucio Battisti, 24 ottobre Chiara Minaldi, 31 ottobre Lizard’s band con l’omaggio a Rino Gaetano e ai Doors, 7 novembre tornano le Morgane, 14 novembre Filippo Cannino e Filippo Verna Cuticchio, 21 novembre Nancy Ferraro Trio, 28 novembre Stefano Basile jazz quartet, 5 dicembre Eleonora Tomasino e il 12 dicembre si chiuderà il cerchio ancora con Alessandra Salerno e Umberto Porcaro con le canzoni di Natale in chiave blues.

 

Per prenotare un tavolo per la cena “Suoni e sapori” telefonare allo 091 611 9781, al 393 662 9909 o al 380 787 1913.

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3 settembre 2014 3 03 /09 /settembre /2014 20:23

GAP a Palermo. Il Gelato All'ora dell'Aperitivo che fa la differenza, nel salotto di Via Principe Belmonte, con Vito De Canzio e il suo Under Cover Acustic Trio

 

(Maurizio Crispi) Nel contesto dei pomeriggi musicali estivi che si protraggono ormai da tutto luglio, e al 13° appuntamento, domenica 31 agosto si sono esibiti davanti ad un folto pubblico che occupava tutto lo spazio di Via Principe Belmonte di Palermo antistante "Don Gelato", Vito De Canzio con il suo Three Under Cover Acoustic Trio.
Come nelle occasioni precedenti (l'inizativa è partita da luglio, con tre appuntamenti settimanali), ma con un genere musicale totalmente diverso da quello di altre pomeriggi, la perfomance del trio ha avuto un largo seguito di pubblico ed ha suscitato molto entusiasmo, creando per due ore nel cuore del Centro Città, nel suo "salotto buono" di Via Principe Belmonte un'atmosfera festosa.
GAP a Palermo. Il Gelato All'ora dell'Aperitivo che fa la differenza, nel salotto di Via Principe Belmonte, con Vito De Canzio e il suo Under Cover Acustic TrioIl Trio di De Canzio, costituito - oltre che da De Canzio - da Davide Molino alla chitarra acustica e da Mario Tarsilla al basso si è esibito con grande maestria in molti pezzi del repertorio blues e rock-blues, con un alcune delle più acclamate cover del genere.

De Canzio ha cantato brani in chiave acustica di Lou Reed, Sting, Ray Charles, U2, Tracy Chapman e tanti altri. E in mezzo, tra una canzone e l’altra, De Canzio - coerente con il suo stile - non ha mancato di rapportarsi col pubblico, raccontando della sua carriera artistica, ricca di avventure e aneddoti.
La serata é stata presentata da Roberto Pizzo.

L’ingresso al concerto - come è stato per tutti gli altri della serie - é stato gratuito.
Mentre la performance andava avanti gli spettatori potevano confortarsi con gli squisiti gelati artigianali di Don Gelato o con degli aperitivi a loro scelta.

 

L'iniziativa GAV (Gelato All'Ora dell'Aperitivo che fa la differenza) è stata avviata dai titolari di Don Gelato e creatori dello speciale marchio che ha di recente ottenuto il riconoscimento del certificato di eccellenza "TripAdvisor".

 

GAP a Palermo. Il Gelato All'ora dell'Aperitivo che fa la differenza, nel salotto di Via Principe Belmonte, con Vito De Canzio e il suo Under Cover Acustic Trio

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1 settembre 2014 1 01 /09 /settembre /2014 16:24

Morgane-03.jpgLe Morgane, dopo il passaggio televisivo in Rai, sono tornate a esibirsi a Palermo. L'appuntamento é stato il 29 agosto alle 22. al Ricovero in Piazza Leoni

Ritorno a Palermo dopo le vacanze e il trionfale passaggio su Raiuno per Le Morgane, il trio vocale al femminile più famoso della città, formato da Cinzia Gargano, Alessandra Ponente e Barbara Tutrone.

L’occasione è stata il re-opening del venerdì del locale Il Ricovero in Piazza Leoni, dove si sono esibite il 29 agosto alle 22.00. E' stata una vera e propria “ripresa dei lavori” davanti al proprio pubblico, che ha fatto seguito al passaggio televisivo sulla principale rete nazionale pubblica, in occasione del Festival di Castrocaro.

Le ragazze hanno snocciolato il loro ampio repertorio, fatto di novanta e più minuti di musica che ha viaggiato dal pop, al pop-swing, passando per il pop-funky.

Brani in parte riarrangiati, arricchiti da movimenti coreografici ed espressività teatrali.

In scaletta si sono alternati, tra gli altri, pezzi come: “Heaven” di Emeli Sande, “Fortuna” di Mario Venuti, “Mercy” di Duffy, Material girl” di Madonna, “Il mio giorno migliore” di Giorgia, “It’s oh so quiet” di Bjork, “Quando quando quando” di Tony Renis e “Royals” di Lorde.

 

Non è tutto. Recentemente Le Morgane hanno aperto il loro nuovo canale Youtube, a cui invitano il pubblico di fan ed interessati a iscriversi:.www.youtube.com/channel/UCz_2DuqCjzqfOh5z3KSM4dw. Resta sempre attiva, per seguirle in tempo reale, la fanpage su Facebook dedicata: www.facebook.com/lemorganetrio.

Le Morgane si esibiranno, domenica 7 settembre, in via Principe di Belmonte, nell'evento musicale organizzato da "Don Gelato" per l'ennesimo appuntamento "GAP" (Gelato All'ora dell'Aperitivo) che tanto successo di pubblico sta riscuotendo in questa lunga estate palermitana.

 

 

 

 


 

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4 gennaio 2014 6 04 /01 /gennaio /2014 11:13
Il Concerto dell'Epifania al Teatro Golden di Palermo vedrà il debutto della Sicilia String Orchestra
Il 5 gennaio 2014 avrà luogo il "Concerto dell'Epifania", concerto debutto della Sicilia String Orchestra (SSO), alle ore 18.00 al Teatro Golden in Palermo, via Terrasanta, 60.
La "Sicilia String Orchestra" interamente costituita da ventenni  è nata alla "Vucciria", nel centro storico di Palermo
 
E' nata a Palermo, alla “Vucciria”, la Sicilia String Orchestra (SSO), una nuova e giovanissima orchestra classica di soli archi, interamente siciliana e formata da diciassette professionisti poco più che ventenni (l'età media è di soli 23 anni), dotati di grande personalità artistica composta dai migliori musicisti diplomati negli ultimi anni e da alcuni dei migliori studenti diplomandi nei conservatori siciliani.La sede prove, un appartamento del pittoresco e florido quartiere storico della "Vucciria", prima residenza di Vincenzo Florio, è il fulcro che dà avvio alla rinascita della musica classica indipendente (la SSO non dispone di finanziamenti pubblici), e serve da stimolo a chi crede che a Palermo si possa ancora vivere di arte e cultura.

L'Orchestra, diretta dalla straordinaria bacchetta del Maestro Carmelo Caruso, si cimenterà con un programma estremamente impegnativo ma allo stesso tempo affascinante e prestigioso.
Il concerto infatti prevede l'esecuzione de "Introduction and Allegro" di Sir Edward Elgar, Adagio for String di Samuel Barber, la Serenata in Mi maggiore di Anton Dvorak ed una prima mondiale "Deep", uno straordinario brano intimista del compositore palermitano Maurizio Bignone.

Alla fine del concerto la SSO e la U07 ringrazieranno gli spettatori con una degustazione  di formaggi di Ignazio Biddeci e il miele di Claudio Meli.

Chi vorrà potrà anche acquistare i prodotti della nostra terra, della nostra eccellenza siciliana.

Il costo dei biglietti è di € 10.00 per gli adulti e € 6,50 per gli studenti di tutti i gradi (compreso universitari).

Info e prevendita. InPoltronissima tel. 091.6115050 oppure direttamente online sul sito vivaticket cliccando qui: Concerto dell'Epifania

 

 

 

Video della SSO


La rubrica "Il settimanale" del TGR Sicilia ha effettuato un servizio per l'orchestra in data 16 novembre 2013 a cura della giornalista Tiziana Martorana.

 

Meet the musicians in two minutes!

 

Il programma del concerto in video!

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4 settembre 2013 3 04 /09 /settembre /2013 20:39

Il 1° settembre 2013, nella suggestiva cornice di Castello a Mare (Palermo), si sono esibiti Sarah Jane Morris e Nick The Nightfly and Orchestra.
Il concerto che aveva come titolo "The music I love" (indicativo del fatto che i due avrebbero interpretato quasi esclusivamente cover di grandi autori della musica leggera, pop e blues), si è inserito come un ulteriore appuntamento della 5^ edizione di Porto d’Arte, organizzato da Terzo Millennio e promosso dall’Autorità portuale di Palermo

Grande concerto, molte le cover riprodotto (entrambi gli artisti sono dei grandi interpreti, misurato Nick, passionale Sarah) e per ciascuno alcune canzoni originali.
il concerto è stato suddiviso in tre parti grosso modo. 
La prima parte era solo per Nick The Nightfly, accompagnato da un'orchestra, tipo big jazz band tutta siciliana, con William Randisi (figlio del più conosciuto Enzo Randisi) alle tastiere.
Nella seconda parte, è stata introdotta Sarah Jane Morris avvolta in un vaporoso abito bianco, quasi nuziale, lungo sino ai piedi, in linea con le mise da lei predilette per addolcire le sue forme matronali, che sembrerebbero quelle di una cantante gospel e che, d'altronde, supportano e fanno da cassa di risonanza della sua voce potente, capace di incredibili escursioni e modulazioni.
Nella terza parte del concerto, infine, i due hanno duettato assieme.
Sono stati resi omaggi grandiosi al grande "Frank" e a Burt Bacharach, con una straordinario interpretazione a due di "Raindrops [keep falling on my head]" pezzo forte della colonna sonora del film cult "Butch Cassiy and Sundance Kid".
Tra i pezzi originali di Nick the Nightfly, ricordiamo "Midnight Pasta [o spaghetti]" che riflette tutta la sua passione per l'Italia.
Nick - di origini scozzesi - vive da circa vent'anni in Italia e ha sposato - tra l'altro - una donna di Palermo, come ha confessato nel corso del concerto in una delle presentazioni ai diversi pezzi in scaletta. Conosce bene l'Italia e l'ama profondamente. 
E siccome la moglie è di Palermo, ogni anno viene anche a Palermo.

Sarah Jane Morris è diventata famosa per la sua partecipazione all'album omonimo dei Communards, nel quale duetta con Jimmy Somerville nel brano Don't Leave Me This Way.

Ha registrato come solista alcuni album, che hanno ottenuto successo soprattutto in Italia e in Grecia.

Nel 1991 ha collaborato all'opera rock The Fall of the House of Usher di Peter Hammill (musica) e Judge Smith (libretto), in cui interpretava la parte del coro.

Sempre nel 1991, ha partecipato al Festival di Sanremo, dove ha cantato in coppia con Riccardo Cocciante (che ha aperto l'attuale edizxione di Porto d'Arte) il brano  Se stiamo insieme, che fu votato vincitore di quell'edizione, dopo aver affiancato, nell'edizione 1990, Riccardo Fogli con il brano Ma quale amore. È tornata al Festival nel 2006, per cantare con Simona Bencini il brano Tempesta, nella serata dedicata ai duetti.

Nel 2004 canta in duo con l'interprete iraniana Mahsa Vahdat (Teheran, 1971).[1]

Sarah Jane Morris collabora al progetto della musicista inglese Annie Whitehead Soupsongs: the Songs of Robert Wyatt, reinterpretazione in chiave jazz delle canzoni di Robert Wyatt. Ai concerti italiani di Soupsongs ha partecipato anche la cantautrice Cristina Donà.

Ritorna nel 2010 con un nuovo progetto realizzato insieme a musicisti del calibro di Martyn Barker, Dominic Miller, Henry Thomas, Tony Remy, Alastair Gavin e Ralph Carney, che porta a un nuovo album intitolato "Where it hurts", da cui un fortunato tour.
Questo lavoro, all'insegna del Jazz e del Blues, mette in risalto i colori particolari della sua voce.

Il 25 ottobre 2011 esce Cello Songs, un album raffinato in cui la Morris canta in mezzo a un'orchestra di soli violoncelli.



Nick The Nightfly, pseudonimo di Malcom MacDonald Charlton (Glasgow, 28 aprile 1957), è un disc jockey scozzese.

Nato da madre irlandese e padre scozzese, è la voce storica del programma "Monte Carlo Nights", uno show radiofonico lanciato da Radio Monte Carlo nei primi anni novanta per promuovere musica "alternativa" di stampo prettamente jazz, con influenze di vario tipo, dalla new age all'ambient, dalla world music alla lounge, contemporary jazz e world music..

Nick ha recentemente fondato la Monte Carlo Nights Orchestra, una big band a tutti gli effetti con la quale ha inciso due album (per la Edel).

Il suo nome d'arte è ispirato all'album The Nightfly di Donald Fagen del 1982.

C’è una grande riscoperta – ha spiegato Nick nei giorni precedenti il concerto palermitano - della musica delle big band, grazie a noti artisti come Natalie Cole, Brain Setzer Orchestra, Robbie Williams, il momento è giusto per far ballare la gente con l’energia e l’imponenza di una big band. Amo la Sicilia e Palermo, vengo qui spesso anche in vacanza e ricordo bellissimi concerti, tra i quali uno proprio con Sarah Jane Morris. Conosco bene l’interesse del pubblico siciliano verso la musica, per questa ragione sono convinto che un progetto come 'The Music I Love' con me, la Morris e l’Orchestra Sinfonica avrà grande presa su un pubblico trasversale. Faremo una carrellata di canzoni dal repertorio di Frank Sinatra, Burt Bacharach e Sting, ma io anticiperò alcuni brani inediti che faranno parte del mio nuovo disco in uscita a Natale”.

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9 agosto 2013 5 09 /08 /agosto /2013 13:30

Patti Smith a Palermo per un pubblico di imbolsiti aficidionas che vogliono solo le vecchie formule(Maurizio Crispi) Patti Smith in Concert si è svolto a Palermo nella splendida cornice del Teatro della Verdura, il 1° agosto 2013:  il concerto palermitano è stato l'ultima della recente tournée italiana in cui Patti Smith e il suo gruppo sono stati impegnati dal 12 giugno, per una durata di circa otto settimane con numerose tappe.
In tutti i concerti sono stati presentati brani tratti dall'ultimo " studio" album, inciso nel 2012 (Banga), con quella formazione di musicisti.

Patti Smith: un mostro sacro nel campo della musica rock.
Ma é anche un mito per i nostalgici degli anni Settanta.
Chi, vissuto in quel periodo, potrà mai dimenticare alcune sue graffianti interpretazioni, con quella voce potente ed urlata, incredibile se si guarda alla sua esile figuretta, di donna che si è fatta da sola e che forse è anche un po' streghetta, nel senso buono del termine?
L'emblema della sua musica: "People have the power", per non parlare di "Because of the night" o anche di "Gloria", con il famoso e celebrato refrain "Jesus has died for somebody's sins, but non mine", con una contaminazione tra il rock classico e la cosidetta "Spoken Word", un genere di performance basato sulla parola parlata, recitata o - a volte - urlata, supportata da una base ritmica con le percussioni, di cui Patti è stata cultrice sin dal suo esordio nelle scene musicali.
Dicevamo personaggio-mito, perché Patti è cresciuta immersa nella cultura alternativa newyorkese più intellettuale e raffinata di quella dominante nella westcoast USA, tutta permeata dal movimento psichedelico e dalla crescita del movimento dei figli dei fiori (e del loro successivo tramonto), al punto di meritarsi l'appellativo di sacerdotessa e musa del Rock: una figura-emblema, insomma.
Patti Smith a Palermo per un pubblico di imbolsiti aficidionas che vogliono solo le vecchie formuleDei movimenti culturali o underground newyorkesi Patti Smith ha conosciuto un po' tutto: ha incontrato Bob Dylan, ha frequentato Lou Reed, ha sfiorato tangenzialmente The Factory di Andy Wahrol. Ha conosciuto il grande Robert Mattlethorpe di cui è stata profondamente amica e che la fotografò più volte, realizzando dei ritratti memorabili.

Ha visto morire tanti, stroncati dalla droga e dall'AIDS.
E ha vissuto in preda al tormento di tante morti e di tanta malinconia, ciò nondimeno rimanendo capace di costruire immagini di solare bellezza e di profonde e ricche meditazioni sul morire e su ciò che si lascia indietro.
Patti nasce come poetessa e arriva casualmente alla sua attività di cantante, scoprendo quasi per caso le potenzialità della sua voce.
Com'è usanza negli Stati Uniti e in quel periodo particolarmente, andavano di moda in certi caffé letterari i "reading" dove i poeti e gli scrittori leggevano i propri testi.
E Patti Smith cominciò proprio così la sua carriera di sacerdotessa del rock: leggendo le sue poesie, graffianti e piene di sentimento, con l'accompagnamento di una band musicale un po' rockeggiante.
Il passaggio dalla recitazione alla lettura urlata e, infine, alla parola cantata con energia e con violenza, ma con la capacità di avvolgimenti melodici - là dov'era il caso - fu per lei semplice e quasi naturale, con realizzazione di una specialissima ed inconfondibile declinazione della "Spoken Word".
E così gli LP (e successivamente i CD) divennero il veicolo privilegiato per la diffusione delle sue opere poetiche, anche se - in parallelo - la sacerdotessa-poetessa del rock ha continuato una sua intensa attività editoriale, svincolandosi da Rimbaud, suo grande modello di riferimento nei suoi primi passi nel terreno della composizione poetica, e trovando una sua via originale.
Patti, senza ombra di dubbio, può essere descritta come un personaggio eclettico ed emblematico della scena musicale, ma anche della cultura XX secolo.
Patti Smith a Palermo per un pubblico di imbolsiti aficidionas che vogliono solo le vecchie formuleE ora che ci siamo spostati nel XXI secolo continua a mantenere del tutto intatti la sua forza e il suo carisma, con quel suo aspetto sempre un po' da strega, i capelli lunghi ed incolti, non colorati artificialmente, sale e pepe ed ora tendenti al bianco: eppure, se si si guardano alcune delle celebri foto che le fece Mattlethorpe, è una donna piena di forza e di fascino, di una selvaggia bellezza che viene da dentro.
Si comprende perché il concerto palermitano - come un po' tutti gli altri della tournée -  fosse affollato da nostalgici del decennio "storico" degli arrabbiati anni Settanta del XX e di suoi aficionados.
Costoro, si sa, sono legati alle canzoni in primo luogo (a certe canzoni-vessillo in primis) e, in secondo luogo, al personaggio che le veicola. Ma i nostalgici sono anche dei conversatori: vorrebbero che il loro personaggio si mantenesse sempre fedele al cliché originario e, spesso, non sono in grado di comprendere le sue evoluzioni (legate, peraltro, anche ai cambiamenti esistenziali e alle esperienze di vita). E, quindi, vorrebbero sempre vedere il rispetto di certe formule collaudate che sono le uniche a dar loro una fresca pompata di energia rivitalizzante.
Nell'attesa dell'entrata in scena di Patti, non ho potuto fare a meno di constatare che l'età media del pubblico che si accingeva a prendere posto ordinatamente nei posti assegnati, era piuttosto elevata.
Direi che, ad occhio e croce, superasse i 40 anni: e devo dire era probabilmente tenuta bassa dai pochi giovani presenti ammaestrati all'ascolto di Patti Smith dai propri genitori (come spesso capita in questi casi). Ma di giovanissimi, manco a parlarne.
Amara riflessione e la sensazione di essere rimasti in qualche modo indietro nel flusso temporale: "Tutti ruderi ed io stesso sono un rudere"!
Questo è, decisamente, un paese per vecchi - ho aggiunto tra me e me.
Il pubblico presente mi appariva decisamente stanco e mansueto, normalizzato ai canoni delle quiete borghese, contro cui hanno combattuto molti dei messaggi della rivoluzionaria Patti, imbolsito.
Patti Smith a Palermo per un pubblico di imbolsiti aficidionas che vogliono solo le vecchie formuleSi vedeva in giro molta "normalizzazione" della rabbia antica dei cultori del rock degli anni Settanta: tutti seduti ordinatamente nelle poltrone numerate, e nessun tentativo di "scendere a valle" partendo dai posti meno costosi, situati più in alto, nessuna velleità di ridare vita alla consuetudine che ha caratterizzato alcuni dei concerti più infuocati proprio qui, al Teatro della Verdura con Lou Reed per esempio, o anche con la stessa Patti Smith, quando sin da subito i fan scendevano nella fossa dell'orchestra e ballavano forsennatamente dall'inizio alla fine dello show.
Cosa che è, del resto, ciò di cui gli artisti rock hanno bisogno: di sentire cioé che la loro performance è il tramite attraverso cui - nell'arco voltaico teso tra il musicista e il suo pubblico - si generano scintille e movimenti sulfurei.

Nessuno è sceso questa volta: l'età porta ad acciacchi e spegne anche gli spiriti più ribelli, forse.
Ma la "discesa" era stata in qualche modo prevenuta: moltissimi i poliziotti presenti in tuta anti-sommossa (e si è capito poi perché), ma c'è da dire anche che la fossa dell'Orchestra era stata letteralmente riempita di fioriere colorate.
Quindi, dal pubblico in esordio del concerto è stato manifestato ben poco feeling.
Ma ciò é stato causato anche dai pezzi di  Banga (album che io amo) presentati, di grande valore se ascoltati dal disco, ma forse un po' soporiferi - rispetto alla rabbia che deve trasudare dai brani improntati allo stile della Spoken Word" - nella riproduzione live, proposti in apertura.
Il concerto all'inizio si è, dunque, trascinato stancamente, con stacchi sensibili tra un pezzo e l'altro. Qualche volta Patti è addirittura uscita di scena, lasciando la sua band in scatenati pezzi strumentali molto rockeggianti.

Gli aficionados e i nostalgici vogliono le parole d'ordine, vogliono la sferzata di energia dei pezzi trascinanti che hanno amato, desiderano sentire e risentire le formule e i refrain. Non amano confrontarsi con il proprio idolo che canta nostalgicamente e con malinconia: e questo è, di fatto, l'ultimo album di Patti Smith, un ripiegamento nostalgico sul proprio passato, una riflessione melanconica sulla fine, un coacervo di sogni, visioni, e tributi ai tanti che non sono più, come ad esempio è il caso del brano "This is the girl", che vuole commemorare Amy Winehouse, la cantante inglese, deceduta non molto tempo addietro stroncata dalla droga e dall'alcool.
Gli aficionados, nella liturgia del concerto, vogliono sempre ritrovare quell'energia primordiale, vogliono che si generino scintille e rimangono delusi e spiazzati, se il loro idolo si mostra melanconico ed introspettivo, specie se sono cambiati non solo i testi, ma anche il modo di cantare: si sentono traditi perché non possono rivisitare il passato, illudendosi che quel passato si estenda anche nel presente.
Poi, all'improvviso, c'è stato il cambiamento quando Patti ha ritrovato il suo spirito graffiante ed ha intonato alcuni dei suoi più celebrati inni, agendo nello stesso tempo, con sorpresa di tutti, la sua verve radicaleggiante e ripresentandosi sul palco con un piccolo striscione "NO MUOS" (ed ecco spiegata la presenta dei poliziotti). E con questo striscione ci si è trastullata a lungo, avvolgendosi in esso a mo' di scialle, sventolandolo e poi posandolo ai piedi del batterista, in bella vista.
Poi, oltre a cantare, Patti ha anche suonato sia la chitarra acustica, sia quella elettrica, suscitando consensi.
E sono tornati i suoi cavalli di battaglia come "Because of the Night", "Gloria" con il suo celebre riff "Jesus has died for somebody's sins but non mine" che hanno scaldato il pubblico: e qualcuno si è anche alzato, cominciando a scendere lungo la scala, ma poco dopo é stato costreto a fermarsi lì, perchè la fossa dell'orchestra era interdetta.
E molti hanno danzato e hanno agitato le braccia in alto, come nei vecchi tempi, rinnovando la liturgia nota.

Patti ha interagito di più con i suoi fan, ma c'era nell'aria una certa stanchezza: tutta sembrava recitato piuttosto che agito con sincerità, non a causa di Patti - per carità - ma solo perché siamo tutti più che vecchi e alcune cose possono solo accendere la nostalgia e farci piangere, proprio come quando ci si raccoglie attorno ad un focolare (metaforico) per rievocare i vecchi tempi andati.
Certo è che, sul finire, Patti - in una delle sue numerose interazioni con il pubblico, poco riuscite, perchè tra lei minuta sul palco e la platea c'era una distanza incommensurabile - ha detto con una nota polemica, dopo aver presentato i componenti della band (la stessa formazione che ha lavorato per Banga): "Thank you Palermo! It's the only tine in this tour I'm singing to the flowers! I like singing to the flowers!".
Poi, dopo un bis, malgrado applausi, fischi e standing ovation, i musicisti hanno abbandonato il palco per non fare più ritorno.
In tutto il concerto è durato poco meno di due ore: e questa è stata la maggior delusione, assieme a questo certo non so che di posticcio e di nostalgico e a questa fissazione di guardare al passato, fattori che hanno impedito al pubblico di apprezzare i cambiamenti nel presente e l'evoluzione della cantante: in fondo Banga è un gran bell'album (e si comprende meglio se, nel frattempo, si è avuto modo di leggere i numerosi testi poetici e di memorie pubblicati a stampa da Patti Smith.
 

 

Ha fatto da spalla, davanti ad un pubblico un po' distratto ed intento a prendere posto, il musicista palermitano  Fabrizio Cammarata con chitarra acustica. Questa volta da solo e non con il suo gruppo "Second Grace" che, specie con il secondo album "Rooms", ha conquistato la notorietà perchè un loro pezzo ha fatto da colonna sonora per uno spot pubblicitario (Rana).
Belle sonorità le sue.
 

 

 Patti Smith ormai è, per fortuna nostra, tra gli artisti che fanno abitualmente tappa nel nostro Paese durante l’estate.

E, infatti, anche per il 2013, ha programmato sei concerti per fine luglio: l’esordio è avvenuto al Carroponte di Milano il 25 e successivamente è stata impegnata a Napoli, Prato, Venezia, Macerata, Taormina (nell’amena cornice del Teatro Antico), per concludere a Palermo, dove ha da tempo molti amici.
La data milanese si  è distinta dalle altre per una particolarità: ha eseguito, infatti,  insieme alla sua band i pezzi di "Horses", l’album che  le ha dato il successo nel 1976 (ma prima vi era stato il famoso "Radio Ethiopia").
La Sacerdotessa del Rock, peraltro, aveva eseguito Horses  in esclusiva per il pubblico romano in occasione di My Festival, la manifestazione con cui a fine aprile l’Auditorium Parco della Musica ha festeggiato i suoi dieci anni e che è stata curata proprio dalla Smith.
Il concerto "Horses", nel corso della rassegna del "My Festival", ha avuto luogo il 14 aprile 2013.

Patti Smith a Palermo per un pubblico di imbolsiti aficidionas che vogliono solo le vecchie formulePatti Smith è la figura a cui l’Auditorium Parco della Musica ha affidato i festeggiamenti per i suoi primi dieci anni di vita. Si sono aperti il 9 aprile e terminerannosono terminati il 25 dello stesso mese, offrendo al pubblico un fitto calendario di eventi di cinema e musica, tutti pensati e voluti dalla cantante americana.
Si raccolgono, infatti, sotto il nome di My Festival che, per l’appunto, sottolinea l’impronta personale di chi li ha pensati.
Tra questi, insieme a mostre, proiezioni di film, documentari e reading, anche tre concerti diversi tra loro che Patti ha riservato a se stessa e alla sua musica.
Con quello del 14 aprile la Sacerdotessa ha voluto ripercorrere i pezzi di Horses, il disco di esordio con cui nel 1975 ha segnato una svolta nella storia della musica rock.

 

 

 

Foto di Maurizio Crispi

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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