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25 agosto 2015 2 25 /08 /agosto /2015 06:28
Incontro a Daunanda. Un romanzo con scenario esotico tra storia di doppelganger e thriller d'azione

(Maurizio Crispi) Incontro a Daunanda di Giancarlo Narciso (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2006) è stata una lettura di recupero dai mucchi di libri in giacenza in attesa del loro momento: niente di più bello che gustare un libro in questo momento, quando la sua lettura deriva da un ritrovamento che "sembra"casuale (dico ""sembra", perché in realtà non è mai così)..L'ho consumato velocemente, perchè sin dalle prime battute mi è piaciuto.
Con ambientazione nell'esotica Lombok, si dispiega una storia torbida di doppelganger e di un furto d'identità (o di un marcato processo di identificazione tra le due donne co-protagoniste Esther e Mara, che affiancano Rodolfo (alter-ego di Giancarlo Narciso e Io narrante).
I suoi temi portanti sono a metà tra psicologia e giallo d'azione: come è noto, Giancarlo Narciso, sotto pseudonimo ha prodotto diverse spy-story nella collana periodica pulp "Segretissimo", ma in tempi recenti ha deciso di abbandonare del tutto questa seconda identità di autore di "romanzetti".

Mi è piaciuta l'alternanza tra il punto di vista soggettivo di Rodolfo (protagonista e Io narrante) e quello espresso dal narratore onnisciente (quando si tratta di mettere in campo le vicende dell'ambiguo doppio Esther/Mara.
Esotismo e psicologia sono combinati assieme in una torbida storia di doppi e di cambi d'identità.
MI chiedo quanto vi sia di autobiografico nelle storie di Giancarlo Narciso e quanto, in questo caso, Rodolofo-Giancarlo coincidano e in cosa divergano. Parrebbe che Rodolfo e Giancarlo sarebbero un altro esempio nella messa in scena del gioco dei doppelganger che si sconfrontano/scontrano a Daunanda,spinti dagli effetti di un'antica leggenda/maledizione che grava su Lombok e su i suoi abitanti.
Tra l'altro - quasi ad accrescere la forza dirompente e perturbante del Doppio che aleggia in queste pagine - del romanzo di Narciso ne ho trovate in casa ben due copie che avevoacquistato inmomenti diversi.

E questa seconda copia (o la prima? Boh, come si fa a sapere quale è il volume che ho comprato per primo?), l'ho data a mio figlio Francesco che giusto in questo periodo si sta appassionando sempre più alla scrittura creativa.Ho ritenuto che il romanzo fosse un interessante esempio di alternanza di punti vista (soggettivo/oggettivo; io narrante, io onniscientedello scrittore)  che - a prescindere dalla godibilità del contenuto - ne potesse trarre insegnamenti formali.
Alcune di queste considerazioni le ho pubblicate come commento al libro nel sito web della casa editrice e, a distanza di tempo, ho ricevuto una simpatica risposta dallo stesso Giancarlo Narciso.
Eccola:

Caro Maurizio

Ti ringrazio molto del tuo messaggio di apprezzamento a cui rispondo solo oggi perché finalmente ho completato e consegnato la traduzione di un romanzo su cui ero in grave ritardo, per cui posso chiudere questo volontario periodo di reclusione.

Vedo che hai colto l'aspetto tecnico dell'alternanza dei punti di vista fra la prima persona di Rodolfo e la terza di Eshter/Mara - ancora oggi non sono sicuro di chi sia l'una e chi l'altra - che per altro, per quanto in terza, è sempre in soggettiva, infatti il lettore vede sempre gli eventi da sue punti di vista limitati, Rodolfo e la ragazza. Cosa che mi ha comportato non poche difficoltà per mantenere l'intenzionale ambiguità sulla vera identità deli due personaggi femminili.

Per quanto riguarda il gioco dei doppi, ebbene sì, Rodolfo è sempre stato il mio alter ego con cui di volta in volta mi confronto. L'ho messo in scena in altri due romanzi, Le zanzare di Zanzibar e Singapore Sling che, rileggendoli, mi rendono evidente l'evoluzione che io stesso ho subito negli anni, visto che ognuno dei tre riguarda epoche differenti della mia vita. Giochini fatti in parte inconsciamente, almeno durante la scrittura. Rileggendo i libri a distanza di anni mi accorgo di aspetti che mi erano del tutto ignoti.

Dopo un periodo in cui ho scritto solo romanzetti di minore impegno con lo pseudonimo di Jack Morisco, adesso sto per riprendere l'attività con il mio vero nome. Vedremo se nel frattempo non mi sono arrugginito.

Ti ringrazio per avermi scritto, fallo pure ogni volta che senti di dovere esprimere un giudizio su ciò che scrivo, le reazioni dei lettori sono uno strumento utilissimo per uno scrittore, e ti auguro il meglio.

Ciao

 

(Dal risguardo di copertina) Che da quella donna dovesse stare alla larga, Rodolfo l’aveva intuito fin dal primo momento. Troppo bella, tanto per cominciare. Troppo portata a mettersi nei guai. E quando la bella scompare, a lui, che dopo anni di separazione si è ricongiunto con l’amico José Luis, non resta che partire alla ricerca della donzella in pericolo. Ma nell’isola di Lombok, dove anche gli incubi sembrano sdoppiarsi in un gioco di specchi, la ricerca diventa una pericolosa partita a scacchi, in cui nulla è ciò che sembra.

Leggi le prime pagine del libro

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18 agosto 2015 2 18 /08 /agosto /2015 07:36
Blackout. Un romanzo che prospetta il collasso delle reti energetiche mondiali

(Maurizio Crispi) Da molti Marc Elsberg è stato definito, non a caso, il "nuovo" Frank Schätzing: in Blackout (pubblicato nella traduzione di Roberta Zuppet, dalla Editrice Nord nel 2013) si tratta in modo intelligente e documentato un tema catastrofista che prospetta una situazione non lontana dal vero e, di fatto, possibile: quella del blackout totale delle reti energetiche europee e del Nord America, come effetto di un attacco ecoterroristico su larga scala, promosso da fanatici che desiderano ristabilire un modo di vivere rispettoso dei valori della natura e dell'ambiente.

Il romanzo, con continui cambi di scenario che mettono il lettore in contatto con la globalità della catastrofe, racconta i tormentosi 15 giorni di blackout energetico, illustrando in modo quasi didascalico tutte le conseguenze a catena che si scatenerebbe con la mancanza radicale della corrente elettrica e mettendo in primo piano le "debolezze" dei cosiddetti "contatori intelligenti". Con l'ipotesi suggestiva che le reti energetiche funzionano se c'è un flusso costante di energia elettrica e il suo continuo consumo: bloccando i terminali periferici, si creano a monte dei sovraccarichi ingestibili che portano al collasso delle centrali e dei luoghi di produzione dell'energia elettrica.
La storia tiene il lettore con il fiato sospeso, in attesa che gli "eroi", per mezzo di strumenti informatici riescano a mettersi sulle tracce degli artefici del black out: sarà per una volta uno scansato pericolo per l'Umnaità, ma sino a quando?
E intanto lo invita a riflettere sulle debolezze e sulle fragilità del nostro sistema energetico e su quanto il nostro dispendioso modo di vivere sia diventato dipendente da fonti energetiche non rinnovabili.
E quando un romanzo stimola nel suo lettore delle riflessioni e lo porta a documentarsi e a fare degli approfondimenti, ha pienamente centrato il suo obiettivo.
"Blackout": curiosamente ho scelto di iniziare questo libro tra quelli di casa in stand-by, proprio nel giorno della morte di Tatà: potenza evocativa del titolo.
Anche i percorsi che ci portano a leggere un libro piuttosto che un altro hanno i loro perché.
Curiosità: da non confondere con il romanzo omonimo di Gianluca Morozzi, di tutt'altro argomento (thriller con elementi horror), pubblicato nel 2004 da Guanda e di recente ripreso in economica da Tea.

(Dal risguardo di copertina) Un semaforo che smette di funzionare all’improvviso, una frenata brusca, poi il vuoto. Quando Pietro Manzano si risveglia al pronto soccorso, ricorda poco di quanto è successo. Una sola cosa è certa: non è l’unico a essere rimasto coinvolto in un incidente d’auto per via di un guasto alla rete elettrica. Tutta Milano è al buio. E, nel giro di poche ore, inizia a circolare la notizia che il blackout coinvolge l’intera penisola e che, come un’inarrestabile marea nera, si sta propagando anche in Austria, Germania, Francia… È come se un intero continente si stesse «spegnendo». Da ingegnere informatico, Piero intuisce subito che non può trattarsi di un banale malfunzionamento e, una volta tornato a casa, trova un’agghiacciante conferma ai suoi sospetti: è stato diffuso un virus che ha mandato in tilt tutti i contatori della città. Tuttavia, non appena si mette in contatto con le autorità, Piero si scontra con un muro di diffidenza e scetticismo. Anzi, da quel momento, la polizia comincia a pedinarlo, quasi fosse lui il responsabile del sabotaggio. E, in breve, Piero si rende conto del perché: qualcuno si è introdotto nel suo account di posta elettronica e ha mandato alcune e-mail a dir poco compromettenti. Determinato a provare la propria innocenza, nonché a smascherare il vero colpevole, a Piero non rimane altra scelta che farsi strada attraverso un’Europa ridotta in ginocchio dalla mancanza di energia, dove il pericolo è in agguato dietro ogni angolo, nascosto nelle tenebre del blackout…
Acclamato da critica e pubblico come il nuovo Frank Schätzing, in questo romanzo Marc Elsberg prefigura uno scenario tanto realistico quanto inquietante ma, soprattutto, ci pone una domanda cruciale: senza energia elettrica, quale sarebbe il destino della civiltà occidentale?

Di Blackout hanno detto
«Un romanzo emozionante e terribilmente realistico!» (Bild der Wissenschaft)
«Mark Elseberg riesce a fondere realtà e finzione con rara maestria» (Handelsblatt)
«Blackout è così coinvolgente che, mentre lo leggevo, non potevo fare a meno di chiedermi: ’Avrò abbastanza candele in casa?’ Non si sa mai…» (Münchner Merkur)
«Una trama ricca di suspense e di colpi di scena che vi terranno col fiato sospeso dall’inizio alla fine» (Die Welt)

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15 agosto 2015 6 15 /08 /agosto /2015 17:30
Noah. Un thriller tra anticipazione catastrofista e tesi complottiste

Non sa come si chiama, né da dove viene. Non ha casa, soldi, memoria. Non gli restano che una ferita d'arma da fuoco a una spalla e un nome tatuato sul palmo della mano: Noah

dal sito web della Einaudi

Noah di Sebastian Fitzek (Einaudi Stile Libero Big, 2015, traduzione di Enrico Ganni, si beve tutto di un fiato. Davvero appassionante.
La mia prima lettura di un romanzo di Fitzek che si è meritato l'appellativo di "lo Stephen King tedesco".
Non c'è dubbio: leggerò a breve tutti gli altri!
Quella di Noah é una storia appassionante e ben costruita che si intreccia con temi catastrofici ed ecologici e con il progetto folle messo a punto da un'élite estremista - costola super-deviante del Club Bildenberg - di dare una chance in più al Pianeta e a pochi eletti soltanto, facendo piazza pulita di più di metà dell'Umanità.
E Noah senza memoria a lungo termine è al centro di tutto questo: per poter rovesciare le sorti dell'Umanità dovrà recuperare essenziali frammenti di memoria perduta, ritornare a ricordare chi e cosa ha fatto prima di essere un homeless e per poter arrestare un procedimento inelluttabile e spietato, la cui avvisaglia è un'epidemia letale, denominata "Filippina" che già impazza per il Mondo, seminando nella sua scia vittime a migliaia.
Cominci a leggerlo e non puoi più mollarlo: richiede imperiosamente la tua attenzione: e le ipotesi complottiste risultano sempre stimolanti, per quanto inverosimili possano essere. L'idea che, dietro le quinte, e al di là dei governi ufficiali ci siano dei "padroni del mondo" che come sapienti burattinai muovono i fili dei singoli governi sovrani, in nome dei propri interessi, è inquietante e si incontra con molte e radicate convinzioni dell'uomo comune.

(Dal risvolto di copertina) Febbraio, Berlino. Insieme a Oscar, Noah fa la coda fuori da un asilo per senzatetto. Ma non sa se il suo nome sia davvero Noah, né se lui sia davvero un barbone. Sa di parlare tedesco con un accento strano, e che Oscar - senzatetto vero, fissato con la numerologia e le cospirazioni - l'ha trovato agonizzante vicino a dei binari. Ma come recuperare la memoria? Come capire chi è e perché qualcuno ha tentato di ucciderlo? Se Noah potesse prevedere il vortice di eventi in cui lo trascinerà la ricerca del passato, forse rimarrebbe in quella coda. Ma l'istinto - il suo istinto di soldato addestrato, forse di killer - lo spinge ad andare avanti; e nella caccia adrenalinica alla verità Noah scoprirà che a rischiare di morire, insieme a lui, sono milioni di persone in tutto il mondo. Best seller in Germania, tradotto in ventinove lingue Noah è uno dei rari libri capaci di unire una trama mozzafiato a una riflessione, profonda e inquietante, sul nostro futuro.
"Non sa come si chiama, né da dove viene. Non ha casa, soldi, memoria. Non gli restano che una ferita d'arma da fuoco a una spalla e un nome tatuato sul palmo della mano: Noah".

Sebastian FitzekNota bio-bibliografica. Sebastian Fitzek (nato a Berlino, 13 ottobre 1971) è uno scrittore tedesco. È autore di numerosi thriller e il suo primo romanzo, Die Therapie (La terapia, in italiano), ha avuto un grandissimo successo in Germania nel 2006, arrivando a contendere al bestseller Il Codice Da Vinci il primo posto nelle classifiche di vendita. Il romanzo è stato ideato da Fitzek mentre attendeva la fidanzata in uno studio medico: "Quando dopo mezz’ora non s’era fatta vedere, il mio cervello thriller ha cominciato a speculare: e se tutti ti dicessero che non è mai venuta?"
In Italia i suoi romanzi sono stati pubblicati da Elliot Edizioni fino al 2012, anno in cui i diritti sono passati a Einaudi con la pubblicazione de Il cacciatore di occhi.

Dei suoi numerosi thriller psicologici di quelli pubblicati in Italia sonoLa terapia (2007), Il ladro di anime (2009), Il bambino (2009), Schegge (2010), Il gioco degli occhi (2011) pubblicati da Elliot. Con il romanzo Il cacciatore di occhi (2012) è passato a Einaudi Stile Libero, che nel 2013 ha pubblicato anche Il sonnambulo e nel 2014 Noah.
Di Fitzek hanno detto
«Sebastian Fitzek è lo Stephen King tedesco» (RTL)
«Fitzek si deve ormai annoverare tra i grandissimi del suo genere» (Focus)


Leggi le prime pagine di Noah

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29 luglio 2015 3 29 /07 /luglio /2015 12:55
Il Mostro degli Hawkline. Un Western Gotico dell'autore cult Richard Brautigan

Si legge davvero piacere il "western gotico", Il Mostro degli Hawkline, scritto dall'autore di culto statunitense Richard Brautigan e pubblicato da ISBN nel 2008 nella bella ed accurata traduzione di Enrico Monti, in un percorso di riscoperta delle opere (alcune ancora inedite in Italia) di Brautigan, il cui romanzo più famoso rimane indubbiamente "Pesca alla Trota in America".
Una coppia di scalcagnati e cinici killer-cowboy, Greer e Cameron, vengono assoldati per sbaragliare un mostro che infesta la casa di uno scienziato-alchimista, scomparso a causa dei suoi esperimenti.
Sono le due figlie gemelle ad ingaggiare i due killer e a portarli nella landa desolata dove sorge la casa dei misteri.

La casa sorge infatti su alcune caverne di ghiaccio e si presenta con una temperatura decisamente anomala rispetto a tutto il territorio circostante.

Greer and Cameron, indagando, scoprono alcune incongruenze ad anomalie tra le quali quella di perdere con facilità la memoria e di dimenticarsi del proprio obiettivo prioritario, non senza aver goduto delle grazie delle due gemelle che si concedono volentieri.

Alla fine, riusciranno a portare a termine la loro missione e a "salvare" lo scienzato-alchimista che era stato trasformato in un oggetto impensabile.
Come dicono le note di copertina e come si evince dalla lettura del testo, leggera e divertente, si tratta di una parodia che unisce due generi, il western ed il gotico, in maniera assolutamente originale.
Chiude il romanzo, una nota finale scritta dallo stesso autore sulla vita, le opere e la poetica di Richard Brautigan.

Richard Brautigan, Il Mostro degli Hawkline. Un Western Gotico, ISBN, 2008(Dal risguardo di copertina) Un misterioso mostro entra nella mente delle persone e le fa agire a proprio piacimento. Abita le caverne di ghiaccio accanto a una villa abitata da una zitella terrorizzata che per mettere la parola fine a quest'incubo ingaggia due killer disposti a tutto. Si dice che il mostro abbia già ucciso il padre della signora, uno strano alchimista alla ricerca della soluzione per i problemi dell'umanità. "Il mostro degli Hawkline" è un'assurda parodia di due generi, un western gotico ambientato nel 1902 e carico di immagini.
Oregon, 1902. Greer e Cameron sono due killer-cowboy assoldati dalle affascinanti sorelle Hawkline per uccidere il mostro che ha fatto sparire loro padre – un alchimista alla ricerca della soluzione ai problemi dell’umanità – e che le tormenta, insinuandosi nei loro pensieri e sconvolgendo le loro vite. Ma nella sperduta casa gialla dalle fondamenta di ghiaccio, niente è come sembra: tra esperimenti chimici e trasformazioni surreali, si consumano strani amplessi e strane morti. Il mostro degli Hawkline è una distorta parodia dei generi western e gotico, la poetica e divertita risposta di Brautigan alla perdita della libertà di pensiero e alla «fine di un sogno della scienza». Quando il regista Hal Ashby legge il romanzo, rimane incantato dalla sua eccentrica ironia e vuole farne un film con Jack Nicholson e Dustin Hoffman, ma il progetto si arena perché Brautigan non approva i cambiamenti alla sceneggiatura.

Richard Brautigan (1935-1984) è uno dei più originali scrittori della controcultura californiana. Il mostro degli Hawkline, finora inedito in Italia, è stato già tradotto in tredici lingue.

 

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24 luglio 2015 5 24 /07 /luglio /2015 07:41
Il Richiamo del Corno. Un futuro discronico nel romanzo cult di Sarban

(Maurizio Crispi) John William Wall, diplomatico britannico, scrisse nel corso della sua vita alcuni racconti e due brevi romanzi, tutti pubblicati con lo pseudonimo di Sarban: per una breve stagione godetta di uno straordinario successo, soprattutto negli Stati Uniti dove le sue opere vennero riprese e pubblicate dalla prestigione casa editrice Ballantine Books e prefatte da altrettanto celebri personaggi del mondo della letteratura statunitense.

Una produzione lettaria, la sua, non particolarmente corposa e destinata tuttavia a diventare rapidamente "cult".

Il richiamo del corno (titolo originale: The Sound of His Horn) pubblicato dalla Casa Editrice Adelphi (2015) nella traduzione di Roberto Colajanni. è arricchito da una nota critica finale, scritta da Matteo Cofdignola, con il titolo "I risvolti di Sarban", in cui l'autore esplora le vicissitudini editoriali de "Il Richiamo del Corno" e di altre opere di Sarban, interrogandosi anche su alcuni piccoli misteri che avvolgono la sua e sui perchè della sua riservatezza, considerando che egli non incontrò mai personalmente i suoi editore, ma con essi intrattenne soltanto dei rapporti epistolari oppure per il tramite della moglie Eleanor.
Di questa edizione italiana, è molto bella l'immagine di copertina, che riproduce il dettaglio di un dipinto di Franz von Stuck (La caccia selvaggia, Musée D’Orsay, Parigi) e che fa da eccellente soglia al testo..
Amore a prima vista (ovviamente complice l'immagine di copertina), comprato, letto e affondato in un batter d'occhio...
In un futuro distopico, in cui i Nazisti hanno vinto la II Guerra Mondiale, il protagonista (e voce narrante), Alan Querdilion, in fuga da un campo di concentramento si ritrova - avendo compiuto in circostanze misteriose e rimaste inspiegate uno scarto temporale - in un inimmaginabile futuro, in cui un signore post-nazista, il temibile e crudele Conte Hans von Hackelnberg, con assoluto potere di vita e di morte su tutti coloro che si ritrovano nel territorio di sua pertinenza, pratica una crudele caccia, in cui i "pezzi" più ragguardevoli sono costituiti da selvaggina umana.
Il suo arrivo nel cuore della foresta, preceduto dallo stuolo dei suoi servitori e da torme di cani latranti, è annunciato dal suono di un Corno...
E eccellente è il contrasto tra la bellezza della Natura, ad un tempo selvaggia, incontaminanta e, paradossalmente, addomesticata e la crudeltà degli scenari di caccia, di una crudeltà arcaica e medievale.
Questo romanzo oggi pressoché misconosciuto e coraggiosamente rilanciato in traduzione italiana da Adelphi si può considerare, tra le molte cose che se ne possono dire, il prototipo delle man hunting stories.

Non mi sentirei tuttavia di rubricarlo tra i romanzi horror tout court: mi sempra che la sua matrice sia ben altra ed è sicuramente composita.

Nello stesso tempo, contiene numerose suggestioni wellsiane, rimandando anche per le sue suggestioni iconografiche (le descrizioni paesaggistiche e d'ambienti di Sarban sono particolarmente vivide e realistiche)agli scenari esotici delle storie di Flash Gordon egregiamente disegnate dal cartoonist americano Alex Raymond.

E, indubbiamente, date le premesse, il volume meritava ogni attenzione.

Sarban  (al secolo, John William Wall)(Dal risvolto di copertina) Quando Alan Querdilion, un ufficiale della Marina britannica, si risveglia nel letto di uno strano ospedale sono passati centodue anni, il mondo non è più lo stesso e lui si ritrova imprigionato in un incubo. I nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e regnano incontrastati. I prigionieri-schiavi vengono allevati e trasformati nella selvaggina di un feroce sovrano. Un terrore remoto e indicibile si impossessa lentamente di Alan: è «il terrore che si prova ad essere cacciati». Qualcosa di notte si muove nella foresta e brama sangue. Lo sente avvicinarsi da lontano, preceduto dal suono di un corno. Sono note isolate, appena avvertibili, separate da lunghi intervalli, «ognuna così solitaria nel buio e nel silenzio assoluto, come un'unica vela su un vasto oceano». Poco dopo la fine della guerra, e ben prima che il genere distopico infuriasse fra i lettori di tutto il mondo, un diplomatico inglese estremamente discreto, che passava da una sede all'altra del Medio Oriente, scriveva questo piccolo romanzo, che fa pensare a un racconto di Wells, e dove all'immagine di un futuro alternativo governato dai nazisti si sovrappone ben presto la terrificante visione di un mondo capovolto e arcaico, regolato dalla caccia fine a se stessa. Ossessione ricorrente da varie migliaia di anni fino a oggi, e forse oggi più che mai.

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15 luglio 2015 3 15 /07 /luglio /2015 06:16
La Biblioteca Itinerante di Antonio La CavaLa Biblioteca Itinerante di Antonio La Cava
La Biblioteca Itinerante di Antonio La Cava
La Biblioteca Itinerante di Antonio La CavaLa Biblioteca Itinerante di Antonio La Cava

Antonio La Cava è un insegnante lucano. Quando è andato in pensione, dopo 42 anni di insegnamento, ha deciso di dar vita ad un'iniziativa originale, riesumando d'altra parte un'antica tradizione, per portare cultura, conoscenza e passione per i libri nei borghi sperduti della Lucania.
Utilizzando una MotoApe adattata al suo scopo, ha dato vita nel 2003, ad una biblioteca itinerante con la quale si muove da un luogo all'altro della Lucania (Basilicata).
La prima versione di questa iniziativa si chiamava “I libri hanno le ruote”, ora invece si chiama “Bibliomotocarro” che, carico di libri per tutte le età, raggiunge anche i paesini più sperduti della Basilicata per portare un po’ di passione ai bambini.
Nella seconda versione della sua Motoape modificata, Antonio La Cava, può trasportare sino a 700 volumi.
Quando arriva nelle piazze i bambini gli si raccolgono intorno e cominciano a curiosare e a sfogliare quelle meravigliose e magiche raccolte di parole su carta e qualche volta se le fanno spiegare dal maestro Antonio; se vogliono continuare a leggere il libro scelto possono tenerlo per un mese quando quella strana Biblioteca ambulante tornerà a ritirarlo e magari lasciargliene un altro.
Non contento di soddisfare solo i bimbi, raccoglie anche testi di scuola elementare che regala agli anziani che non hanno mai potuto studiare e magari sono arrivati alla seconda o terza classe e pur sapendo leggere, fanno molta fatica. Un maestro resta sempre un maestro dice Antonio, felicissimo dell’accoglienza che riceve ogni giorno da questi “alunni” piccoli e grandi che riempiono la sua vita.
Percorre oltre 500 km al mese: ed è tutto a sue spese.
Antonio La Cava nel 2013 è stato insignito del premio "Histonium d'Oro" per aver dato vita alla biblioteca ambulante e per il valore altamente sociale della sua iniziativa.
La sua fama e l'originalità dell'iniziativa, assieme al suo indubbio valore sociale, hanno raggiunto anche il Regno Unito, attraverso i social network e hanno raccolto plauso e parole di stima.

Antonio the Cava is a retired teacher. After 42 years of teaching he decided that he could do more by spreading the love of reading to children who were unable to get to a library. Thus, in 2003, he bought a second-hand motorbike and modified it to create a portable library that contains 700 books and has been traveling since then.
Each week he drives to the villages in the region of Basilicata in southern Italy. The sound of an organ announces his arrival. When they hear the song, excited children run to the mobile library for their next book. Antonio travels over 300 miles a month without any compensation, just to make children smile and invest in their futures. What an incredible inspiration he is. Thank you Antonio for all that you do
!

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14 luglio 2015 2 14 /07 /luglio /2015 08:56
Memorie di una donna di piacere. Uno dei testi di iniziazione alla sessualità della mia adolescenza

Come si evince dalla foto, messa in apertura dell'articolo, una mia cara amica su FB si accinge ad una giornata di relax in spiaggia in un assolato giorno estivo, subito dopo un'intensa fatica podistica portata a termine il giorno prima, leggendo "Fanni Hill. Memorie di una donna di piacere dell'inglese John Cleland.

Memorie di una donna di piacere (meglio conosciuto col titolo Fanny Hill) è un romanzo erotico in forma epistolare, pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1748.
Scritto mentre l'autore era incarcerato a Londra per un debito non saldato, viene considerato "la prima originale opera pornografica in prosa inglese, ed anche la prima pornografia a ricorrere in forma di romanzo".
Divvenne noto, anche per le sue vicissitudini, come uno dei libri più tormentati e banditi della letteratura, e nel corso del tempo fu considerato sinonimo di oscenità. Ma il concetto di "osceno" e i suoi limiti variano do continuo nel corso delle epoche: quindi. oggi, lo si può tranquillamente considerare tranquillamente un romanzo "erotico" di universale accesso.
La sua storia merita di essere ripercorsa, avvalendosi della scheda di Wikipedia, ricca di interessanti particolari.
Il romanzo fu pubblicato in due parti, il 21 novembre 1748 e nel febbraio 1749, rispettivamente da "G. Fenton", alias Fenton Griffiths, e suo fratello Ralph. In un primo momento nessuna autorità governativa si oppose al romanzo, e fu solo nel novembre 1749, un anno dopo l'uscita della prima parte, che Cleland e Ralph Griffiths furono arrestati con l'accusa di "corrompere i sudditi del re". In tribunale, Cleland rinnegò il romanzo e la sua pubblicazione fu ufficialmente ritirata.
L'opera suscitò comunque l'attenzione del pubblico e iniziarono a circolare edizioni abusive. In particolare, sembra che l'episodio che descrive un rapporto omosessuale maschile, e che la protagonista Fanny scorge attraverso la fessura di un muro, sia stata aggiunta proprio in queste edizioni. Cleland pubblicò un'edizione depurata del libro nel marzo 1750, ma non riuscì a portarla a termine. Alcuni studiosi, tra cui John H. Plumb, hanno ipotizzato che il ritiro del romanzo sia stato dettato in realtà dall'edizione pirata che conteneva la scena di sodomia.
Nell'Ottocento, alcune copie del libro continuarono a essere vendute nei mercati illegali. Nel 1963, dopo che il processo del 1960 contro l'uscita de L'amante di Lady Chatterley era fallito, Mayflower Books, con Gareth Powell e il Managing Director, pubblica finalmente una versione integrale di Fanny Hill.
Le forze dell'ordine appresero il soggetto del romanzo alcuni giorni prima della pubblicazione, dopo aver visto un affisso alla finestra del Magic Shop di Ralph Gold, a Tottenham Court Road di Londra. Un sergente si recò nel negozio, ne acquistò una copia e la consegnò al magistrato di Bow Street, Sir Robert Blundell, che ingiunse un mandato di perquisizione. Allo stesso tempo, due ufficiali della buoncostume si recarono al Mayflower Books di Vauxhall Bridge Road per controllare quante copie vi fossero in giacenza. Interrogarono l'editore, Gareth Powell, e confiscarono le uniche cinque copie trovate. La polizia fece poi ritorno nel Magic Shop e sequestrò 171 copie del libro, e nel dicembre di quell'anno Ralph Gold fu citato in giudizio nella sezione 3 della legge contro l'oscenità. Fino a quel momento, Mayflower aveva già distribuito 82.000 copie del libro, ma fu poi processato Gold al posto di Mayflower, anche se fu poi Mayflower a coprire i costi legali. Il processo ebbe luogo nel febbraio 1964. La difesa sostenne che Fanny Hill contenesse importanti cenni storici e fosse una gioiosa celebrazione del sesso non pervertito - piccante e non pornografico. L'accusa ribatté citando la scena della flagellazione, e così vinse. Mayflower non ricorse in appello. Il caso Mayflower sottolineò la crescente divergenza tra le leggi contro l'oscenità e la realtà sociale dell'Inghilterra di fine anni sessanta, e fu strumentale all'edizione censurata del libro che fu nuovamente pubblicata nel Paese negli anni settanta.
Il libro fu pubblicato anche negli Stati Uniti, dove nel 1821 fu bandito dalla Corte del Massachusetts in quello che fu il primo caso di Oscenità della nazione. Nel 1963, Putnam pubblicò il romanzo col nuovo titolo Memorie di una donna di piacere, che fu ugualmente proibito per offesa alla morale pubblica. L'editore citò il divieto in tribunale. Nel 1966, la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America stabilì nel provvedimento Memoirs v. Massachusetts che il romanzo non incontrava i canoni dello "Standard Roth" e che quindi non poteva essere bollato come scritto osceno.
Nel 1973, entrò in vigore il Miller Test e il ban sul romanzo fu revocato, dal momento che l'opera presa nella sua interezza non manca di valore letterario o artistico. Lo storico d'arte Johann Joachim Winckelmann in una lettera ne consigliò la lettura per "la sua raffinata sensibilità e le sue nobili idee" espresse in "un elevato stile pindarico"

Ma che lettura! E' considerato un classico della letteratura pornografica del XVIII secolo: io ne scopersi una copia tra i libri di mio padre quando ero appena quindicenne: nel suo studio nella libreria dedicata ai libri dei suoi percorsi di studio universitario e di successivi approfondimenti, in seconda fila era conservata una serie di volumi "scabrosi" che spaziavano da testi sulla fisiologia della sessualità a romanzi erotici d'antan (altri erano accolti negli scaffali che riguardano la narrativa, anche se - prudenzialmente - erano collocati negli scaffali più alti (quindi, in teoria, al di fuori della mia portata), tipo "La Noia" di Moravia oppure "L'Amante di Lady Chatterley" di Lawrence.: e me lo lessi tutto d'un fiato. Era usanza, nelle case delle persone culturalmente evolute, a quei tempi, avere una sezione nascosta della propria biblioteca nascosta allo sguardo, dove si tenevano i classici "proibiti", un'usanza che sopravviveva anche nel nostro dopoguerra.
I Francesi chiamavano questa speciale sezione delle biblioteche private "L'Enfer", cioè l'Inferno, alludendo alla presunta "peccaminosità dei testi che vi erano custoditi: e spesso a protezione dell'accesso ai testi che erano contenuti in questa speciali sezione vi erano delle mascherature piuttosto elaborate.
Fanny Hill letto oggi fa una ben strana impressione, perché - considerando che il porno ha invaso le nostre vite e i media, quasi normalizzandosi - ciò che vi è narrato appare molto edulcorato.
Certo è che, quando ebbi modo di leggere il romanzo di Cleland per la prima volta, i sensi e la fantasia mi si infiammarono: ma ero, allora in piena tempesta ormonale dell'adolescenza...

 

Memorie di una donna di piacere. Uno dei testi di iniziazione alla sessualità della mia adolescenzaMemorie di una donna di piacere. Uno dei testi di iniziazione alla sessualità della mia adolescenza
Memorie di una donna di piacere. Uno dei testi di iniziazione alla sessualità della mia adolescenza
Memorie di una donna di piacere. Uno dei testi di iniziazione alla sessualità della mia adolescenzaMemorie di una donna di piacere. Uno dei testi di iniziazione alla sessualità della mia adolescenza

Da parte mia non pretenderò di descrivere ciò che sentii dentro di me durante questa scena, ma da quell'istante furono messi in fuga tutti i timori di ciò che un uomo avrebbe potuto farmi: questi si erano ormai mutati in un desiderio così ardente, in una smania così irrefrenabile, che avrei tirato per la manica il primo uomo che si fosse presentato per offrirgli quell'ornamento della mia adolescenza, la perdita del quale, - pensavo - fosse un guadagno da procurarsi il più presto possibile.

John Cleland, Fanny Hill (prima lettera)

La trama. Il libro si sviluppa in forma di lettere di Fanny Hill ad una donna ignota, cui Fanny giustifica le sue scelte di vita. Frances Hill, detta Fanny, è una giovane ragazza non molto istruita che vive in un piccolo villaggio nei pressi di Liverpool. I suoi genitori muoiono poco dopo il suo quindicesimo compleanno. Esther Davis, una ragazza della sua stessa cittadina da poco trasferitasi a Londra, convince Fanny a seguirla in città, ma, una volta arrivate, Esther inspiegabilmente l'abbandona. Fanny spera di trovare lavoro come domestica e viene assunta dalla signora Brown, che le appare come una ricca signora. La signora Brown è in realtà la tenutaria di un bordello, che intende impiegare Fanny come prostituta. Un'altra ragazza che lavora al bordello, Phoebe Ayres, una notte la induce ad avere un rapporto lesbico e si accorge che Fanny è vergine. La signora Brown pianifica di vendere la verginità di Fanny a un uomo brutto e anziano, ma Fanny, disgustatata, respinge disperatamente le avances dell'uomo e viene salvata dall'intervento della domestica della signora Brown. A seguito di questo episodio Fanny si ammala per diversi giorni. La signora Brown decide di riprovare a vendere la verginità di Fanny al ricchissimo Signor B, atteso in città entro qualche settimana.

Fanny spia la signora Brown mentre consuma un rapporto sessuale con un muscoloso, facoltoso, bel giovane. Mentre li spia si masturba, ma allo stesso tempo è spaventata dalle notevoli dimensioni del pene dell'uomo. In quella stessa notte, Phoebe istruisce Fanny sul sesso, la gravidanza, il rapporto anale, e altre pratiche sessuali. Il giorno seguente, Fanny e Phoebe spiano un'altra fanciulla, Polly Phillips, mentre copula con un giovane mercante genovese muscoloso, bello e ben dotato. Subito dopo, le due ragazze si praticano una reciproca masturbazione, e Fanny si scopre a desiderare la sua prima esperienza sessuale.

Sei giorni dopo, Fanny incontra un benestante nobiluomo di diciannove anni, Charles, e i due si innamorano immediatamente. Charles aiuta la ragazza a fuggire dalla casa di piacere il giorno successivo. I due raggiungono una locanda fuori Londra, dove consumano rapporti sessuali per diversi giorni. Charles conduce poi Fanny nel suo appartamento a St. James's e la presenta alla sua padrona di casa, la signora Jones. Per molti mesi, Charles visita la fanciulla quasi quotidianamente per avere rapporti con lei. Fanny s'impegna per migliorare la propria istruzione e per diventare più raffinata. Dopo otto mesi si scopre incinta, ma tre mesi dopo la notizia Charles scompare misteriosamente. La signora Jones apprende che il padre di Charles ha sequestrato il figlio e l'ha mandato nel sud dell'Oceano Pacifico a cercar fortuna. Sconvolta dalla notizia che Charles non sarebbe tornato prima di tre anni, Fanny abortisce, si ammala e viene assistita dalla signora Jones, piombando in una profonda depressione.

La signora Jones impone all'ormai sedicenne Fanny di lavorare per lei come prostituta e la presenta al signor H., un uomo ricco, alto, muscoloso e dal petto villoso. La fanciulla involontariamente assume un afrodisiaco e va a letto con lui. Fanny apprende così che il sesso può anche essere fatto per piacere e non solo per amore. Il signor H. alloggia Fanny in un nuovo appartamento e inizia regalarle gioielli, vestiti e opere d'arte. Sette mesi dopo, Fanny scopre che il signor H. ha rapporti sessuali anche con la sua domestica. Sceglie così di sedurre Will, il servo diciannovenne dell'uomo. Will ha un pene estremamente grande: "... non il giocattolo di un ragazzo, non l'arma di un uomo, ma un vero palo, di uno standard talmente grande che, osservandone bene le proporzioni, doveva essere quello di un giovane gigante... Insomma, s'innalzava un oggetto di terrore e delizia".[7] Il mese dopo, il signor H. sorprende Fanny a letto con Will e smette di mantenerla.

Fanny viene accolta dalla signora Cole, l'amante di uno degli amici del signor H., che gestisce un bordello nel quartiere di Covent Garden a Londra. Fanny incontra altre tre prostitute che vivono in quella casa:

  • Emily, una ragazza bionda poco più che ventenne, ha lasciato il suo paese d'origine a quattordici anni per vivere a Londra. Incontra un ragazzo quindicenne che, già sessualmente esperto, le toglie la verginità. Nonostante i due vivano insieme per un breve tempo, Emily diventa una prostituta di strada, per poi essere raccolta dopo diversi anni dalla signora Cole.
  • Harriet, una ragazza bruna e orfana allevata dalla zia, ha avuto la sua prima esperienza sessuale con il figlio del signor N., un nobiluomo la cui tenuta è attigua a quella dei suoi parenti.
  • Louisa, figlia illegittima di un mobiliere e una cameriera, ha raggiunto la pubertà in un'età molto precoce, dandosi poi a una masturbazione molto intensa. Durante un visita alla madre nella casa in cui prestava servizio a Londra, Louisa si è masturbata nella sua camera da letto. Il figlio diciannovenne della padrona di casa l'ha vista e ha fatto sesso con lei che era appena tredicenne. Louisa ha poi trascorso gli anni seguenti avendo rapporti con più uomini possibili e ha scelto la prostituzione per placare le sue voglie.

Poco tempo dopo, Fanny partecipa a un'orgia con le tre ragazze e quattro nobiluomini. Fanny e uno di essi iniziano a frequentarsi, ma la storia finisce con la partenza del ragazzo per l'Irlanda. La signora Cole presenta dunque a Fanny il signor Norbert, un uomo impotente, alcolizzato e dipendente dalle droghe, le cui fantasie vertono sullo stupro. Inappagata dall'impotenza del signor Norbert, Fanny ha un rapporto sessuale con un marinaio della Marina militare britannica. Ben presto il signor Norbert muore. La signora Cole presenta allora Fanny al signor Barville, un ricco e giovane masochista che ha bisogno di frustate per godere del sesso. Dopo poco tempo, Fanny ha poi una relazione con un anziano cliente che raggiunge l'eccitazione sessuale accarezzandole i capelli e sfilandole i guanti con i denti. Una volta soddisfatto l'uomo, Fanny attraversa una fase di astinenza.

Emily e Louisa partecipano a un ballo in maschera, dove Emily incontra un giovane bisessuale che la crede un uomo. La verità viene a galla, e l'uomo copula con la fanciulla nella sua carrozza. Fanny è confusa dal suo primo incontro con l'omosessualità maschile. Poco dopo l'accaduto, Fanny decide di intraprendere un viaggio attraverso il paese, ma è costretta a fermarsi in una locanda e prendere in affitto una stanza perché la sua carrozza si rompe. Si ritrova così a spiare due giovani omosessuali che stanno praticando sesso anale nella camera accanto alla sua. Sconvolta, cade dallo sgabello e sviene. Sebbene i due uomini se ne siano già andati, Fanny incita gli abitanti del paese a dare loro la caccia per punirli.

Alcune settimane dopo, Fanny osserva Emily che seduce un ragazzo adolescente figlio di una donna del luogo. Il suo pene eretto, crede, è anche più grande di quello di Will. Il ragazzo, chiaramente vergine, dà sfogo a rapporti sessuali alquanto brutali con Louisa. Louisa poi abbandona il bordello della signora Cole dopo essersi innamorata di un altro ragazzo. Emily e Fanny sono invitate da due gentiluomini in una tenuta in campagna. Insieme nuotano in un fiume e hanno rapporti per alcune ore. I genitori di Emily ritrovano la ragazza e (ignari della sua carriera di prostituta) la riaccolgono in casa.

La signora Cole decide di chiudere il suo bordello, e Fanny è costretta a sopravvivere con ciò che le rimane. Un giorno incontra un uomo di 60 anni che ne dimostra però quarantacinque, che si innamora di lei e la tratta come se fosse sua figlia. Muore e le lascia una piccola fortuna. Ormai diciottenne, la ragazza utilizza la sua nuova dote per rintracciare Charles. Scopre che è scomparso da due anni e mezzo, dopo aver raggiunto l'Oceano Pacifico. Alcuni mesi dopo, Fanny, ormai avvilita, intraprende un viaggio per visitare la signora Cole (che si è ritirata nelle vicinanze di Liverpool). Una tempesta costringe la ragazza a fermarsi in una locanda lungo la strada, dove s'imbatte per caso in Charles: è tornato in Inghilterra ma ha fatto naufragio sulle coste irlandesi. Fanny e Charles prendono una stanza insieme e fanno più volte l'amore. Fanny gli racconta la sua vita di sfrenata libidine, ma lui la perdona e le chiede di sposarla.

E sì, hai proprio ragione, questo classico della letteratura pornografica sarebbe da tenere custodito a chiave considerato che ho un figlio adolescente!
Ho trovato il libro in un mercatino di Catania, al costo di 1 euro! Senza nome né data, chissà a chi è appartenuto prima di me!
Nella mia piccola biblioteca lo metterò di fianco a "Porci con le ali" e ad "Esame sesso"

Elena Cifiali

Fanny Hill (in Italia distribuito con il titolo La cugina Fanny) è un film del 1964, diretto da Russ Meyer.  In origine doveva essere diretto da Douglas Sirk, che rinunciò al progetto. Quindi Albert Zugsmith, importante produttore della Universal Pictures, propose il film a Russ Meyer, reduce dal successo di Lorna. Meyer accettò, e abbandonò temporaneamente il bianco e nero e i toni violenti dei film precedenti.
Fanny Hill (in Italia distribuito con il titolo La cugina Fanny) è un film del 1964, diretto da Russ Meyer.  In origine doveva essere diretto da Douglas Sirk, che rinunciò al progetto. Quindi Albert Zugsmith, importante produttore della Universal Pictures, propose il film a Russ Meyer, reduce dal successo di Lorna. Meyer accettò, e abbandonò temporaneamente il bianco e nero e i toni violenti dei film precedenti.

Fanny Hill (in Italia distribuito con il titolo La cugina Fanny) è un film del 1964, diretto da Russ Meyer. In origine doveva essere diretto da Douglas Sirk, che rinunciò al progetto. Quindi Albert Zugsmith, importante produttore della Universal Pictures, propose il film a Russ Meyer, reduce dal successo di Lorna. Meyer accettò, e abbandonò temporaneamente il bianco e nero e i toni violenti dei film precedenti.

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10 luglio 2015 5 10 /07 /luglio /2015 06:31
La bella storia di Cecio Felicio e di Agata Patata

In un campo sterminato e assolato
viveva un cecio da tutti rispettato
era bello sfrontato e pure macho
tutti lo chiamavano Felicio...

Nto campo sterminatu e assolato
viveva un cecio 'i tutti rispittato,
era beddu, sfruntatu e puru macho
e tutti 'u chiamavano Felicio...

(Dalla traduzione di Pietro Attinasi)

Il libricino "Cecio Felicio e Agata Patata", scritto da Ernesto Maria Ponte e Salvo Rinaudo con le deliziose illustrazioni del fumettista Sergio Algozzino, edito dalla casa editrice Arianna di Geraci Siculo nel 2012, è scritto in rima in dialetto siciliano e tradotto da Pietro Attinasi.

Il libro altro non è che una favola per grandi e piccini che mette in risalto le radici popolari di una tipica ricetta tradizionale ovvero della combinazione di panelle e di crocchè (cazzille), facendolo attraverso il dialetto siciliano, in tutte le sue variegate sfaccettature fonetiche.
I due protagonisti sono Cecio Felicio ed Agata Patata: i due si incontrano in un orto dove iniziano a frequentarsi e amoreggiare fino a quando il contadino li raccoglie e li vende al mercato.
Felicio diventa così farina per panelle , mentre Agata viene trasformata in purè per crocchette: i due innamorati, quindi, dopo che ormai avevano perso ogni speranza di riincontrarsi dopo la brutale separazione, si ritrovano nella panelleria cittadina da Za Gaetana, coronando così il loro sogno d'amore abbracciati in un panino con cazzille e panelle.
E' una bella favola - divertente ed amena - che contiene in sé una celebrazione di uno dei più celebrati street food palermitani.

Tempo di lettura globale, per apprezzare le rime in siciliano e le belle illustrazioni: non più di 15 minuti.

Per chi non conosce il dialetto siciliano (in verità lievemente edulcorato ed italianizzato) è disponibile, a fine volume, la traduzione in lingua italiana.

Si impiega più tempo a leggere le doviziose note sugli autori.

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5 luglio 2015 7 05 /07 /luglio /2015 21:11
Recitare il porno. Clarissa Smith spiega perchè le performanti del porno debbano considerarsi delle "attrici"

(Maurizio Crispi) Il breve saggio di Clarissa SmithRecitare il porno. Il sesso e il corpo performante (Mimesis Cinema, collana Minima, 2013) contenuto in questo volume è stato già pubblicato con il titolo "Reel Intercourse", nel volume - fondamentale - curato da da E. Biasin, G. Maina, F. Zecca, Il Porno espanso.Dal cinema ai nuovi media, Mimesis, 2011.

In questo volumetto di solo poche decine di pagine, il saggio originale vede la luce in traduzione italiana.
L'autrice si interroga su cosa significa nella cinematografia porno la "recitazione", in altri termini si chiede se soprattutto le figuranti donne vanno considerati alla stessa tregua di "attrici" impegnate in una recitazione o semplicemente delle "performanti", ciascuna delle quali presenta delle propie peculiarità ed un proprio stile inconfondibile.
Una domanda interessante e che implica, nel percorso che potrà consentire di dare una risposta, l'esame specifico delle sequenze filmiche, allo scopo di individuare categorie e caratteristiche.
Al quesito posto dall'autrice non si può dare una risposta teorica: soltanto accumulando dati ed osservazioni di tipo antropologico e comportamentale di alcune specifiche performer si potranno raccogliere delle evidenze sufficienti ad elaborare una teoria.

A questo scopo, l'autrice si è concentrate su due porno star con caratteristiche abbastanza dissimili l'una dall'altra, rispettivamente Eva Angelina e Allie Sin, sviluppando la tesi secondo cui "...la perfomance di un attore porno può essere qualcosa di più del semplice 'trovarsi lì' a fare sesso ed essere ripreso" (ib., p. 8).
In questo senso, il volumetto della Smith sfata decisamente alcuni luoghi comuni (e i relativi pregiudizi) secondo cui i corpi delle pornostar siano soltanto carne da penetrare, da categorizzare o, al limite, da salvare.
E le conclusioni della Smith sono in linea, del resto, con quelle di altri studiosi nel campo, secondo cui il porno nella sua recente evoluzione tende verso una sempre maggiore spettacolarizzazione delle perfomance sessuali (riprese dalla telecamera o dal vivo) che richiedono per essere messe in scena abilità specifica, allenamento, resistenza e presenza di scena, tutte quelle qualità che si richiedono insomma a personaggio dello spettacolo e dello sport, unitamente alla precisa consapevolezza di sè, a presenza di scena e meticoloso studio delle sequenze performative.
E, ovviamente, ne consegue che ciascun perfomante travasa nella sua presenza scenica le sue specifiche caratteristiche ed il proprio "carattere" dando vita ad una perfomance unica ed irripetibile, come appunto mostra la Smith, mettendo a confronto le due porno-attrici oggetto della sua indagine.
E ciò è in linea con quanto ha dichiarato in una delle molte interviste rese ai media la nostrana Valentina Nappi, quando ha detto che per essere una porno-attrice di buon livello e per costruire un proprio stile personale, occorre molta applicazione, molto esercizio allo scopo di essere sempre più brave nell'arte del "sesso messo in scena", rappresentato e, in definitiva, recitato.
E badiamo bene che queste due attrici-perfomanti, selzionate ai fini del suo studio dalla Smith, appartengono - come la nostra Valentina Nappi - ad una generazione di frequentatori del porno del tutto nuova: quella in cui il porno non viene più realizzato per spettatori-voyeur che occhieggiano dal buco della serratura, per così dire, ma per cultori della sessualità spinta che traggono spunto da ciò che vedono rappresentano nello schermo del propio PC o nel display di uno smart-phone e che sono pronti ad entrare in azione a loro volta, riproducendo - se possibile - ciò che hanno appena visto.
In questa recente rivisitazione del porno le categorie di esibiziosta e voyeur tendono a scomparire e a farsi labili

(Dalla quarta di copertina) Cosa s’intende con il termine “recitare” quando si parla di pornografia? Le attrici (e gli attori) porno recitano? La concezione del porno come mera documentazione del sesso ha da sempre fugato ogni possibile dubbio al riguardo. Questo volume, piuttosto che limitarsi a considerare il sesso hardcore alla stregua di una proprietà “inerte” del processo filmico (o, viceversa, condannarlo come una forma di violenza), sceglie di esaminare la scena sessuale nelle sue caratteristiche performative. Per dimostrare che, nel porno, un attore (e, a maggior ragione, un’attrice) in realtà compie un lavoro molto più complesso di quanto non siamo portati a credere.

Clarissa Smith, University of Sunderland(Nota sull'autrice) Clarissa Smith è Senior Lecturer presso il Centre for Research in Media and Cultural Studies dell’University of Sunderland. Coordinatrice del progetto Porn Research, e membro del network di ricerca Onscenity, è autrice di numerosi articoli dedicati a pornografia e sessualità in riviste e volumi collettanei. Tra le sue pubblicazioni, One for the Girls! The Pleasures and Practices of Reading Women’s Porn (Intellect, 2007).

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27 giugno 2015 6 27 /06 /giugno /2015 07:33
Ultimo piano (o porno totale). Distopia, filosofia, satira ed erotismo, imbrigliati in un'abile struttura narrativa

Ultimo piano (o porno totale) di Francesco D'Isa, pubblicato dalla Casa Editrice Imprimatur (2015), narra la vicenda di un fratello e una sorella, entrambi di nome Claude e Claude, che lavorano nell’industria pornografica in ruoli diversi e con scopi opposti.

La loro storia ruota attorno alla fulminante carriera "per vocazione"  come geniale autore di film porno di Claude e alla nascente carriera di pornostar leader della donna (che assume il nome d'arte di Eva), mentre intanto si delinea la nascita di un film breve dalle incredibili proprietà, il “porno totale”, che sarà la massima opera d'arte del regista Claude e che rischia di risucchiare le loro vite assieme a quelle di congiunti, amici e colleghi.Insomma, il film "Porno Totale", ideato e realizzato da Claude rischia di diventare un'arma di distruzione di massa dalle devastanti conseguenze, dal momento che una sua singole sequenza ha delle proprietà ipnotiche e letteralmente rapisce ipnoticamente lo spettatore/fruitore verso uno stato alterato di coscienza, che lo conduce (uomo o dnna che sia) verso un culmine organismico totale di spossante intensità (per cui non si potrà in seguito sperimentare alcuna forma di piacere) e che, come effetto collaterale, determina una forma di irreversibile sterilità.

Narratore e deus ex machina è Frank Spiegelman, «uomo orrendo» e proprietario della più grande casa di produzione pornografica - la Perverse Angels - in una Varsavia immaginaria, futuribile «capitale dell’Europa Federale».

Tutto inizia, si svolge e finisce all’interno del grattacielo della sua azienda; un edificio che, grazie alla sua particolare struttura che è metafora della società con la sua straficazione dalla suburra dei piani bassi (in cui di tutto può succedere) al lusso raffinato per pochi o pochissimi "eletti" dei piani sommitali, influirà sullo stesso svolgersi degli eventi.

Nel romanzo si intrecciano erotismo, filosofia, satira e distopia (senza nessuna concessione alla pornografia becera e di infimo livello), ben imbrigliati dalla figura narrante, che porterà tutti questi elementie i diversi personaggi verso la sintesi di un’inattesa conclusione. La narrazione é permeata di un erotismo che la avvolge nella sua interezza senza mai esplicitarsi: la tensione rimarrà un rumore di fondo inespresso – perlomeno fino alla chiusura dell’inevitabile climax.

Francesco D’Isa è un artista visivo le cui opere vengono pubblicate ed esposte in tutto il mondo. Nel 2007 ha dato vita al collettivo internazionale Pornsaints. Scrive per il Post e RT Books Review (USA).

Ha pubblicato il romanzo illustrato I. (Nottetempo, 2011), racconti in Selezione Naturale (Effequ, 2013) e in Toscani Maledetti (Piano B, 2013) e il fumetto Liebe macht nicht frei, baby (Retina Comics, 2013). Nel 2014 è uscito il suo primo romanzo Anna. Storia di un palindromo per Effequ.

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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